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L'arte del legno tra Medioevo e Rinascimento: Tecniche e segreti nelle botteghe dei falegnami
La moda italiana nel XV secolo. Abbigliamento e accessori
La preziosa concessione: Da boschi e foreste le materie prime necessarie allo sviluppo urbano medievale
Serie di e-book8 titoli

Living History

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Info su questa serie

Per quanto concerne le operazioni di trasformazione del legno, il generico utilizzo di un unico attrezzo arcaico è condizione assolutamente insufficiente per poter dichiarare di rappresentare in maniera adeguata e compiuta lo strumentario delle maestranze artigiane di una qualunque epoca passata.
Gli utensili d’un tempo hanno avuto una precisa evoluzione, così come le tecniche di lavorazione e gli scopi per i quali sono stati concepiti.
L’autore non solo ripercorre la storia dei principali attrezzi utilizzati dai falegnami, ma illustra anche in ogni dettaglio le funzioni alle quali essi erano preposti, alla luce delle fonti pervenute.
Si tratta, da un lato, di una guida utile a comprendere meglio quale fosse la configurazione di una ipotetica falegnameria nei diversi periodi storici; dall’altro, può essere considerato come un prontuario illustrato, destinato principalmente al Rievocatore Storico e a tutti coloro che volessero intraprendere progetti di lavorazione artigianale del legno senza ricorrere a espedienti moderni, restando fedeli all’originario modus operandi dei nostri progenitori.

As for the wood transformation processes, the generic use of a single archaic device is a totally insufficient requirement when you claim to be displaying the artisan tool kit of any past era in an adequate and complete manner.
Bygone tools underwent a precise development, as well as the handcraft techniques and the purposes for which they were designed.
The author not only retraces the history of the main tools used by carpenters, but also describes in detail the tasks they were meant to perform, in the light of the available sources.
This is, first of all, a useful guide to better understand the setup of a hypothetical joiner’s workshop through the ages; besides, it can also be considered as an illustrated handbook, primarily addressed to the historical Re-enactors as well as to anybody willing to undertake woodworking projects without drawing upon modern devices, just sticking to the genuine modus operandi of our ancestors.

L'autore
Ezio Zanini, dopo i primi successi, ottenuti grazie ad esperienze artistiche nel mondo dell'arte contemporanea, si appassiona ad attività manuali tradizionali. Ha condotto lavori nel campo del restauro, della decorazione su legno e dell'arredamento classico, cogliendo l'occasione di confrontarsi con l'esperienza tramandata dai mastri artigiani per approfondire tecniche di lavoro e utilizzo delle varie essenze. Da diversi anni, è impegnato a riscoprire e riproporre antiche tecniche di falegnameria, intaglio e finitura del legno, mantenendo vivo l'utilizzo di attrezzi tradizionali, per realizzare manufatti e repliche destinati a vari mercati di nicchia.
LinguaItaliano
Data di uscita16 giu 2014
L'arte del legno tra Medioevo e Rinascimento: Tecniche e segreti nelle botteghe dei falegnami
La moda italiana nel XV secolo. Abbigliamento e accessori
La preziosa concessione: Da boschi e foreste le materie prime necessarie allo sviluppo urbano medievale

Titoli di questa serie (8)

  • La preziosa concessione: Da boschi e foreste le materie prime necessarie allo sviluppo urbano medievale
    La preziosa concessione: Da boschi e foreste le materie prime necessarie allo sviluppo urbano medievale
    La preziosa concessione: Da boschi e foreste le materie prime necessarie allo sviluppo urbano medievale

    Il saggio descrive le tecniche e i materiali legati alle attività economiche svolte nei boschi medievali, con particolare attenzione a quelle conoscenze che per secoli sono state fondamentali nel reperimento del legno da costruzione. Un argomento spesso sottovalutato ma tutt'altro che marginale o economicamente di ripiego. Lo testimoniano i numerosi traffici commerciali che già a partire dal XIII secolo, coinvolsero le vie fluviali che dai territori alpini scendevano verso la Pianura Padana, mettendo in luce una realtà ben organizzata e capace di soddisfare un vasto territorio. Con il progressivo aumento della domanda, l'uomo seppe via via rispondere con caparbietà ed ingegno ai problemi di lavorazione, di stoccaggio e di trasporto di enormi quantità di tronchi, diventando protagonista di un'avventura che, coniugando antiche tradizioni con nuove tecnologie, ha il sapore di un'autentica conquista di frontiera. The Valuable Concession deals with techniques and materials related to the economic activities performed in the medieval woods focusing on that knowledge – of basic importance for centuries – of how to source wood for construction purposes. Although the harvest and transportation of timber were necessary for the development of urban areas in the Middle Ages, they are often underrated topics, due to the misleading perception that these were either marginal activities or part of a makeshift economy. This opinion can be easily refuted by the huge amount of trading involving, as early as the 13th century, the waterways flowing from the Alps to the Pianura Padana area. This trading demonstrates the existence of a well organised reality able to systematically satisfy the need for raw material throughout a vast territory. As the need for big trunks increased, man stubbornly and cleverly knew how to solve problems connected to the processing, transportation and storage of wood. Lumberjacks and conveyors held a leading role in an adventure in which they combined ancient and well-established traditions with new perspectives and technologies, evoking the history of a challenge eventually won thanks to exertion and hard work, tasting like a true frontier conquest. This is the first of a series of books about the history of woodworking. Since the cutting of tall-trunk trees was a main activity, the author starts from the analysis of ancient symbolism related to woodworking, then proceeds to examine all the different economic activities performed in forests and uncultivated lands in the Middle Ages; finally, he describes techniques and methods used by medieval loggers and lumberjacks analyzing the devices actuated for transporting trunks from woods to the town where they were used. L'autore Ezio Zanini, dopo i primi successi, ottenuti grazie ad esperienze artistiche nel mondo dell'arte contemporanea, si appassiona ad attività manuali tradizionali. Ha condotto lavori nel campo del restauro, della decorazione su legno e dell'arredamento classico, cogliendo l'occasione di confrontarsi con l'esperienza tramandata dai mastri artigiani per approfondire tecniche di lavoro e utilizzo delle varie essenze. Da diversi anni, è impegnato a riscoprire e riproporre antiche tecniche di falegnameria, intaglio e finitura del legno, mantenendo vivo l'utilizzo di attrezzi tradizionali, per realizzare manufatti e repliche destinati a vari mercati di nicchia.

  • L'arte del legno tra Medioevo e Rinascimento: Tecniche e segreti nelle botteghe dei falegnami
    L'arte del legno tra Medioevo e Rinascimento: Tecniche e segreti nelle botteghe dei falegnami
    L'arte del legno tra Medioevo e Rinascimento: Tecniche e segreti nelle botteghe dei falegnami

    Tra XIII e XV secolo in Italia si verificò l’ascesa delle corporazioni di mestiere, le quali si dotarono di precisi statuti scritti. Quella dei falegnami non fece eccezione. Influenzati dalla committenza, essi abbandonarono progressivamente la creazione di arredi polifunzionali, progettandoli per mansioni sempre più specialistiche: nacquero così i mobili moderni, specchio dell’emergente società borghese e legati, pertanto, al susseguirsi di stili e mode. L’evoluzione di tali scenari affianca la storia della tecnologia del legno, che vide mutare i processi di lavorazione sviluppati in quegli anni, per adeguarsi alle nuove esigenze del mercato; alcune innovazioni, ben documentabili nei dettagli, furono al contempo rivoluzionarie e risolutive. Interpretando reperti, iconografie e manufatti lignei dell’epoca, nel testo vengono ripercorsi, a supporto del ricostruttore storico, i vari schemi concettuali e le tecniche artigianali che hanno consentito ai maestri delle botteghe, tra Medioevo e Rinascimento, di realizzare vere e proprie opere d’arte. Between the 13th and the 15th centuries, the Italian towns witnessed the rise of craft-guilds, which soon provided themselves with specific written statutes. The Woodworkers' Guild was no exception. Directly influenced by their customers, they gradually quit creating multi-purpose furnishings and started to design them for more and more specialized tasks; thus the modern furniture came to light, sort of a mirror of the new bourgeois society, strictly affected by the style and trend of the moment. The evolution of such a scenario went at the same pace of the wood technology, as also the heritage of work processes was soon forced to change, in order to adapt to the refined needs of the market. Some innovations, well traceable in details, proved to be revolutionary and decisive at the same time. By interpreting artefacts, iconography and genuine wooden relics, the author aims at supporting re-enactors, going over a number of conceptual patterns and handcraft techniques, the very same employed by Medieval and Renaissance joinery masters who gave birth to true masterpieces. L'autore Ezio Zanini, dopo i primi successi, ottenuti grazie ad esperienze artistiche nel mondo dell'arte contemporanea, si appassiona ad attività manuali tradizionali. Ha condotto lavori nel campo del restauro, della decorazione su legno e dell'arredamento classico, cogliendo l'occasione di confrontarsi con l'esperienza tramandata dai mastri artigiani per approfondire tecniche di lavoro e utilizzo delle varie essenze. Da diversi anni, è impegnato a riscoprire e riproporre antiche tecniche di falegnameria, intaglio e finitura del legno, mantenendo vivo l'utilizzo di attrezzi tradizionali, per realizzare manufatti e repliche destinati a vari mercati di nicchia.

  • La moda italiana nel XV secolo. Abbigliamento e accessori
    La moda italiana nel XV secolo. Abbigliamento e accessori
    La moda italiana nel XV secolo. Abbigliamento e accessori

    “Chi vede nella moda soltanto la moda è uno sciocco”, sentenziava Honoré de Balzac nel 'Trattato della vita elegante'. Moda significa modo di atteggiarsi, di agghindarsi. Con questo termine, soprattutto se guardiamo al passato, solitamente ci si riferisce alla classe blasonata ma le tendenze del costume, seppure in ritardo e modificate, di fatto coinvolgono anche i ceti più bassi. Il Quattrocento fu un'epoca di grandi cambiamenti e innovazioni, tanto da decretare per alcuni il passaggio dal Medioevo all'Età Moderna. Nei primi decenni di tale temperie socio-culturale la moda risente ancora del linearismo verticale trecentesco tipicamente gotico mentre, progredendo verso le soglie del Cinquecento, l'abbigliamento, così come il tipo fisico, assume una connotazione spiccatamente rinnovata. Questa ricerca intende prendere in esame il costume italiano nel XV secolo, analizzando gli abiti femminili, maschili e infantili, insieme agli accessori, ai tessuti e ai colori, attraverso lo studio correlato di reperti originali, documenti, leggi suntuarie e fonti iconografiche. L'autrice tenta così di evidenziare la complessa struttura sartoriale dei principali capi in uso nelle varie classi sociali, proponendo anche ricostruzioni di propria creazione, svelando il valore e il significato che al tempo veniva attribuito all'apparire. “He who sees only fashion in fashion is a fool”, proclaimed Honoré de Balzac in his Treatise on Elegant Living. Fashion means way of taking an attitude, way of primping. This term, especially if we consider the past, is usually referred to the aristocracy, yet the costume trends, even though delayed and modified, actually affect the lower class too. The 15th century was an age of sweeping changes and innovations, to such an extent that, according to some, it caused the transition from the Middle Ages to the Modern Era. During the first decades of the aforementioned socio-cultural context, fashion was still conveying the 14th c. vertical linearity, typical of the Gothic style; on the other hand, by approaching the threshold of the 16th c., the attire, as well as the physical type, assumed clearly renewed overtones. This rasearch aims to investigate the 15th c. Italian costume, exploring the male, female and infant clothing, together with their accessories, textiles and colors, by means of an interrelated study of original relics, documents, sumptuary laws and iconographic sources. Thus the author attempts to highlight the complex sartorial structure of the main garments used by the different social classes, also presenting a few replicas, entirely handmade by herself, unveiling the value and the meaning ascribed to appearance at that time. L'autore Paola Fabbri è diplomata in “Disegno del figurino e storia del costume” presso l’Istituto Marangoni Fashion e Design di Milano. Nel mondo del living-history è stimata sia in Italia che all'estero per l'elevato livello di accuratezza delle proprie creazioni sartoriali, raggiunto dopo oltre 20 anni di ricerche ed esperimenti ricostruttivi. Fin dal 2003 è impegnata come relatrice in conferenze sul tema dell’abbigliamento storico maschile e femminile, in particolare per i secoli compresi tra XIII e XVI; nel 2005 ha avviato una stretta collaborazione con la Dott.ssa Lucia Portoghesi, nell'ambito del restauro del corredo funebre di Gregorio VII (X secolo) e di Diego Cavaniglia (XV secolo). Del farsetto appartenuto a quest'ultimo ha prodotto una replica fedele in ogni dettaglio, oggi conservata unitamente all'originale presso il Convento di San Francesco a Folloni di Montella (AV).

  • L'abbigliamento maschile longobardo: Riflessioni tra archeologia, iconografia e fonti scritte
    L'abbigliamento maschile longobardo: Riflessioni tra archeologia, iconografia e fonti scritte
    L'abbigliamento maschile longobardo: Riflessioni tra archeologia, iconografia e fonti scritte

    Spesso considerati “i più barbari fra i barbari”, i Longobardi vantano in realtà una delle civiltà più ricche e complesse dell'Età delle Migrazioni, capace di tramandare raffinati tesori culturali ed artistici, così come straordinarie tecniche artigianali. Questo saggio vuole porre l'attenzione su di un aspetto cardine della cultura longobarda, l'abbigliamento maschile, fondamentale espressione di status nelle società germaniche. L'obiettivo principale è presentare una sintesi organica e fruibile dei dati storici, offrendo al lettore uno strumento bibliografico aggiornato ed una serie di interpretazioni ricostruttive utili ad un approccio critico alla tematica, agevolando così il “lavoro” del re-enactor più scrupoloso. Materiali tessili, colori ed indumenti vengono descritti utilizzando fonti documentarie, archeologiche ed iconografiche provenienti dall'Italia longobarda, confrontandole con le evidenze dell'Europa germanica e con il vicino mondo mediterraneo. Come corollario, vengono rivisitate le teorie finora note sulla cintura di sospensione della spatha, fondamentale elemento del corredo dell'armato. Often considered to be “the most barbaric among barbarian populations”, the Lombards actually boast one of the most prosperous and complex civilizations of the Migration Period, able to bequeath refined cultural and artistic treasures, as well as enchanting crafts. This paper aims at focusing on menswear, a cornerstone of the Lombard culture which used to be an essential expression of status for the German societies. The main goal is to offer a consistent and useful summary of the historical data, providing the reader with an up-to-date bibliographic support and a series of reconstructive interpretations, both encouraging a critical approach to the subject and helping the work of mostly any meticulous re-enactor. Textile materials, colors and clothing are described using documentary, archaeological and iconographic sources from the Lombard kingdom in Italy, comparing them with the evidence pertaining to Germanic Europe and the neighboring Mediterranean world. In addition, the author revisits the currently known theories on the spatha suspension belt, a basic element of the armed man equipment. L'autore Laureato in Archeologia Medievale presso l'Università di Siena, si è specializzato in Archeologia del Paesaggio e in Archeologia dell'Alto Medioevo Italiano. Ha preso parte a numerosi progetti di ricerca universitari, e ha collaborato con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana per indagini di scavo e ricognizione territoriale. Da sempre interessato alla cultura materiale di età longobarda, si occupa di archeologia sperimentale e di ricostruzione storica. E' membro fondatore di ARES-Archeologia, Reenactment e Storia, responsabile del progetto Presenze Longobarde e referente dell'Area di Archeologia Sperimentale di Massello (TO).

  • Riflessioni sulla basilarda. Analisi tipologiche e spunti ricostruttivi
    Riflessioni sulla basilarda. Analisi tipologiche e spunti ricostruttivi
    Riflessioni sulla basilarda. Analisi tipologiche e spunti ricostruttivi

    «Sembra che nell'Italia del Trecento sia stata la sola tipologia in uso: difficilmente un dipinto eseguito tra 1300 circa e 1420 non ne mostra una, da qualche parte». Con questa affermazione forse fin troppo radicale (si attestano sporadicamente, infatti, anche altre forme), il grande e compianto Ewart Oakeshott voleva sottolineare la presenza quasi ubiquitaria nella Penisola di una tipologia d'arma nota con il nome di "basilarda". Queste daghe e spade, dal tipico fornimento a forma di H, compaiono infatti in molta iconografia militare e civile trecentesca, da Nord a Sud dell'Italia, lasciando intendere oltre ogni ragionevole dubbio il loro ruolo di protagoniste sul proscenio oplologico della loro epoca. Ne consegue che qualunque Re-enactor voglia approssimarsi allo studio della vita quotidiana nel Trecento, quasi inevitabilmente si trovi a fare i conti con la corretta ricostruzione della basilarda. Il presente contributo, oltre a suggerire la prima classificazione tipologica per questa famiglia e a delinearne la genesi, intende soprattutto offrire un corredo di disegni e di foto tratte da alcuni originali provenienti da collezioni private, evidenziando preziosi dettagli, al fine di guidare la mano del fabbro nella realizzazione di una replica corretta. «In fourteenth-century Italy it seems to have been almost the only kind in use; hardly a picture painted between about 1300 and 1420 is without one visible somewhere». With this statement, maybe way too radical (considering that also other typologies are sporadically attested), the great and dear departed Ewart Oakeshott pointed out the almost ubiquitous presence in the Peninsula of a specific kind of side weapon which goes under the name of “baselard”. These daggers and swords show a very typical H-shaped hilt in a large number of 14th c. iconography, both in military and civilian contexts, from North to South of Italy; this suggests, beyond all reasonable doubt, their leading role in the warfare scenario of that era. It follows that almost every Re-enactor wishing to portray everyday life in this time span would face the issue of how correctly reproducing a baselard. This essay not only provides a first attempt to classify baselards in four different types and to outline the birth of this weapon, but also includes some drawings and closeups of a few genuine relics belonging to private collections, highlighting precious details, in order to guide the blacksmith's hand all the way through to a correct replica. L'Autore MARCO VIGNOLA si interessa di Ricostruzione Storica dal 1999, anno nel quale si unì ai ranghi della Company of St. George, con sede in Svizzera. Ha conseguito una laurea magistrale in Storia Medievale presso l'Università di Genova, alla quale è seguita una specializzazione in Archeologia Medievale presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ed un diploma in Paleografia, Archivistica e Diplomatica presso l'Archivio di Stato di Genova. Dal 1993 ha preso parte a svariate campagne di scavo, instaurando proficue collaborazioni scientifiche con Università ed enti, negli ultimi anni anche in qualità di ricercatore autonomo. Ha all'attivo una nutrita serie di pubblicazioni e contributi, in buona parte inerenti all'analisi dell'armamento offensivo e difensivo italiano, alcuni inseriti all'interno di cataloghi di mostre nazionali.

  • I paracadutisti tedeschi nella Rievocazione Storica. La campagna d'Italia
    I paracadutisti tedeschi nella Rievocazione Storica. La campagna d'Italia
    I paracadutisti tedeschi nella Rievocazione Storica. La campagna d'Italia

    La crescente esigenza di fedeltà storica da parte dei Re-enactors che si occupano di operazioni militari della Seconda guerra mondiale impone una elevata conoscenza dell'abbigliamento e, più in particolare, delle caratteristiche peculiari dell'uniforme che, per sua natura, non può prestarsi ad adattamenti arbitrari o, peggio, ad improvvisazione. Il presente contributo nasce proprio dall'idea di riunire, in un'unica guida illustrata, informazioni di dettaglio e suggerimenti pratici, accuratamente vagliati alla luce delle fonti originali, allo scopo di ottimizzare la ricostruzione di indumenti ed accessori del paracadutista tedesco della Luftwaffe. Dopo un inquadramento del soldato in questione all'interno del panorama bellico, l'autore analizza sia le dotazioni di prima produzione che le successive varianti ed evoluzioni, mettendo in guardia il lettore sugli errori più comunemente compiuti dai neofiti, offrendo una disamina tecnico-stilistica di tutta la gamma, dall'elmetto alle calzature. Completa il quadro un excursus sui principali equipaggiamenti secondari e sull'armamento, nell'ottica di orientare l'appassionato ad una scelta consapevole delle repliche disponibili sul mercato. The growing need for historical adherence by the Re-enactors dealing with World War II military operations requires a high knowledge of clothing and, more particularly, of the peculiar features of the uniform which, by its nature, cannot be subject to arbitrary adaptations or, worse, improvisation. The present work has been inspired by the idea of gathering in a single illustrated guide detailed information and practical suggestions, carefully assessed in the light of the original sources, in order to optimize the reconstruction of garments and accessories worn by the German Luftwaffe paratroopers. After offering an overview of the soldier in question within the wartime background, the author surveys both the first-generation equipment and its following variations and developments, warning the reader against the mistakes most commonly made by newbies, carrying out a technical-stylistic analysis of the whole range, from helmets to footwear. An excursus on the main secondary gears and weaponry completes the picture, with the aim of pointing the enthusiast in the right direction when it comes to evaluate the replicas available on the market. L'AUTORE Nato in Provincia di Frosinone, Marco Marzilli si interessa sin da giovanissimo ai fatti della Seconda Guerra mondiale, con particolare riferimento alla Battaglia di Cassino e, più in generale, alla Campagna d'Italia. Una spiccata passione per il collezionismo uniformologico arricchisce il suo già nutrito bagaglio di conoscenze. Dalla metà degli anni '90 svolge incarichi di consulenza per alcuni documentari di produzione italiana ed estera, cimentandosi anche nella pubblicazione di contributi specialistici inerenti alle operazioni militari svoltesi nel Basso Lazio ed alla storia di alcuni Corpi che ne furono protagonisti. Stimato fotografo della "Living History", ha all'attivo migliaia di scatti, diffusi nei maggiori canali multimediali del settore.

  • Menswear of the Lombards. Reflections in the light of archeology, iconography and written sources
    Menswear of the Lombards. Reflections in the light of archeology, iconography and written sources
    Menswear of the Lombards. Reflections in the light of archeology, iconography and written sources

    Often considered to be “the most barbaric among barbarian populations”, the Lombards actually boast one of the most prosperous and complex civilizations of the Migration Period, able to bequeath refined cultural and artistic treasures, as well as enchanting crafts. This paper aims at focusing on menswear, a cornerstone of the Lombard culture which used to be an essential expression of status for the German societies. The main goal is to offer a consistent and useful summary of the historical data, providing the reader with an up-to-date bibliographic support and a series of reconstructive interpretations, both encouraging a critical approach to the subject and helping the work of mostly any meticulous re-enactor. Textile materials, colors and clothing are described using documentary, archaeological and iconographic sources from the Lombard kingdom in Italy, comparing them with the evidence pertaining to Germanic Europe and the neighboring Mediterranean world. In addition, the author revisits the currently known theories on the spatha suspension belt, a basic element of the armed man equipment.

  • Gli strumenti della civiltà del legno. Storia ed uso di attrezzi ed utensili
    Gli strumenti della civiltà del legno. Storia ed uso di attrezzi ed utensili
    Gli strumenti della civiltà del legno. Storia ed uso di attrezzi ed utensili

    Per quanto concerne le operazioni di trasformazione del legno, il generico utilizzo di un unico attrezzo arcaico è condizione assolutamente insufficiente per poter dichiarare di rappresentare in maniera adeguata e compiuta lo strumentario delle maestranze artigiane di una qualunque epoca passata. Gli utensili d’un tempo hanno avuto una precisa evoluzione, così come le tecniche di lavorazione e gli scopi per i quali sono stati concepiti. L’autore non solo ripercorre la storia dei principali attrezzi utilizzati dai falegnami, ma illustra anche in ogni dettaglio le funzioni alle quali essi erano preposti, alla luce delle fonti pervenute. Si tratta, da un lato, di una guida utile a comprendere meglio quale fosse la configurazione di una ipotetica falegnameria nei diversi periodi storici; dall’altro, può essere considerato come un prontuario illustrato, destinato principalmente al Rievocatore Storico e a tutti coloro che volessero intraprendere progetti di lavorazione artigianale del legno senza ricorrere a espedienti moderni, restando fedeli all’originario modus operandi dei nostri progenitori. As for the wood transformation processes, the generic use of a single archaic device is a totally insufficient requirement when you claim to be displaying the artisan tool kit of any past era in an adequate and complete manner. Bygone tools underwent a precise development, as well as the handcraft techniques and the purposes for which they were designed. The author not only retraces the history of the main tools used by carpenters, but also describes in detail the tasks they were meant to perform, in the light of the available sources. This is, first of all, a useful guide to better understand the setup of a hypothetical joiner’s workshop through the ages; besides, it can also be considered as an illustrated handbook, primarily addressed to the historical Re-enactors as well as to anybody willing to undertake woodworking projects without drawing upon modern devices, just sticking to the genuine modus operandi of our ancestors. L'autore Ezio Zanini, dopo i primi successi, ottenuti grazie ad esperienze artistiche nel mondo dell'arte contemporanea, si appassiona ad attività manuali tradizionali. Ha condotto lavori nel campo del restauro, della decorazione su legno e dell'arredamento classico, cogliendo l'occasione di confrontarsi con l'esperienza tramandata dai mastri artigiani per approfondire tecniche di lavoro e utilizzo delle varie essenze. Da diversi anni, è impegnato a riscoprire e riproporre antiche tecniche di falegnameria, intaglio e finitura del legno, mantenendo vivo l'utilizzo di attrezzi tradizionali, per realizzare manufatti e repliche destinati a vari mercati di nicchia.

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