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La legge di Manu
Il ritratto del morto
L'uomo dai piedi di fauno
Serie di e-book10 titoli

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Info su questa serie

Nell’anno 3000 il mondo ha finalmente trovato il suo equilibrio perfetto: l’energia atomica pulita e illimitata ha permesso uno sviluppo tecnologico prodigioso e tutti gli esseri umani convivono in pace e armonia in città smisurate e magnifiche, finalmente liberi dalla schiavitù del lavoro. Un giorno però, inspiegabilmente, il moto di rotazione della Terra rallenta sempre più, fino a fermarsi: un emisfero piomba nel gelo e nel buio perenne, l’altro è bruciato dalla potenza distruttiva del Sole, ed è la morte per milioni di persone. Soltanto lungo la sottile striscia di territorio della zona crepuscolare la vita è ancora possibile, e poiché l’aiuto dei marziani tarda ad arrivare, per accaparrarsene un lembo i governi della Terra si dichiarano guerra fra loro, e i popoli cadononella barbarie. E se, per il giovane Sherry Dikson, c’è in ballo anche la misteriosa scomparsa della fidanzata, il dramma globale diventa anche un incubo personale senza fine.
Ultimo romanzo di Ciancimino, pubblicato postumo nel 1936, Come si fermò la Terra è uno dei più noti esempi dell’ingenua ma sempre divertente protofantascienza italiana di inizio Novecento.
Con la prefazione di Edgardo Rodia e le illustrazioni originali di E. Gallieni.
LinguaItaliano
EditoreCliquot
Data di uscita11 giu 2018
La legge di Manu
Il ritratto del morto
L'uomo dai piedi di fauno

Titoli di questa serie (10)

  • L'uomo dai piedi di fauno
    L'uomo dai piedi di fauno
    L'uomo dai piedi di fauno

    Quale mostro può aver compiuto un delitto efferato come quello di via Santa Marta a Torino? Un corpo triturato da braccia possenti, impronte come quelle di un capretto, peli di bestia disseminati sul luogo del delitto.Forse un orango come nella Rue Morgue? Oppure il diavolo in persona? E chi è quella figura misteriosa che si muove nella nebbia come in punta di piedi? Come se avesse i piedi di un fauno? Per Gastone Uliani, italico Sherlock Holmes, è un puro piacere intellettuale risolvere misteri come questi… almeno finché chi rischia la vita non è la sua amata fidanzata. Prima e più famosa opera di Vasco Mariotti, pubblicata nei Gialli Mondadori nel 1934, con le sue atmosfere da Dottor Jeckyll e Mr Hyde, i suoi scienziati pazzi come nell’Isola del dottor Moreau, i suoi mostri come in Frankenstein, le puntate nell’irrazionale come nella Corte delle streghe e una storia d’amore come nel cinema dei telefoni bianchi degli anni ’30, L’uomo dai piedi di fauno è un giallo dell’eccesso, un pastiche di situazioni e generi, un romanzo che dimostra come pochi altri la vibrante, eterna godibilità della letteratura di genere a cavallo fra le due guerre. Con la prefazione di Gianfranco de Turris.

  • La legge di Manu
    La legge di Manu
    La legge di Manu

    Un’antica maledizione colpisce chi infrange la legge di Manu, il dio indiano della saggezza, e la punizione finale è la morte per mano di Rhundya, “un mostro dai mille corpi e dalle mille malvagità”.E quando la ballerina indiana Henie Heniewale Khoviene ritrovata senza vita in un appartamento di Napoli, c’è chi pensa che il dio abbia compiuto la sua vendetta, benché le indagini del brigadiere Buoncompagni sembrino condurre a soluzioni ben più terrene. Ma il passato che riaffiora dalla misteriosa Indiadimostrerà al brigadiere che niente è come appare, e che l’ira di un dio può colpire in molti modi diversi. Romanzo breve scritto negli anni ’50 e rimasto inedito fino a oggi, giallo dai toni gotici che si apre al fantastico e all’irrazionale, secondo quella tipica costruzione dell’intreccio tutta nostrana che ha reso Vasco Mariotti un autore di punta del periodo d’oro del giallo italiano. Con introduzione del figlio dell’autore Paolo Mariotti.

  • Il ritratto del morto
    Il ritratto del morto
    Il ritratto del morto

    Raccolta di racconti del sovrannaturale, anzi “del bizzarro” come recitava il sottotitolo dell’edizione originale. Storie pubblicate per la prima volta nella Domenica del Corriere agli inizi del Novecento, poi raccolte in volume nel 1907.Una galleria dei topoi dell’orrore e del fantastico: dal révenant (“Il ritratto del morto”) alla maledizione (“Il medaglione”), dal vampirismo (“Il Dottor Nero”) alla bilocazione (“Il Natale di Hans Boller”), a casi di follia (“La scoperta del capitano”), di malattia (“Una terribile vigilia”) e di auto-suggestione (“L’uomo dai capelli tinti”), per concludere – quasi a scopo catartico – con una storia a sorpresa (“Ben Haissa”). Otto racconti che in parte attingono dalla tradizione delle storie di fantasmi di Dickens e M.R. James, ma che spesso deviano verso inediti e fantasiosi sentieri e il cui motore più forte è l’italianità delle ambientazioni e la prosa energica e del giornalista napoletano che li ha scritti. Un recupero inestimabile per il filone della letteratura horror italiana. Con l’introduzione di Gianfranco de Turris e la prefazione all’edizione originale diMatilde Serao.

  • Il mistero della Sfinge Gialla
    Il mistero della Sfinge Gialla
    Il mistero della Sfinge Gialla

    Una Londra brumosa e fredda, un medico che riceve una misteriosa telefonata la sera dell’ultimo dell’anno, un veleno che non perdona e un viaggio nelle terre dell’Estremo Oriente per fermare i piani criminali del terribile Fu-Mang-Yu e sgominare la sua diabolica setta. Il mistero della Sfinge Gialla è un “romanzo d’avventure”, come recita il sottotitolo dell’edizione originale del 1935, in cui però l’autore si discosta per una volta dal salgarismo imperante per prendere spunto dalle esotiche vicende del dottorFu Manchu di Sax Rohmer, e proporre così al lettore una storia di spionaggio dai toni fantastici che è anche uno dei primi esempi italiani del genere. E gli ingredienti della formula usata da Ciancimino, dal supercattivo all’isola misteriosa dotata di avveniristici congegni difensivi, sono talmente universali che quando il noto studioso salgariano Felice Pozzo, che qui cura la prefazione, individuò notevoli corrispondenze con Il dottor No di Ian Fleming, ci fu chi ipotizzò che il padre di James Bond avesse addirittura copiato… Ciancimino ripropose gli eroi di questo romanzo anche nel seguito Le bare di granito (1935), ripubblicato in digitale in questa stessa collana.

  • La catena spezzata
    La catena spezzata
    La catena spezzata

    Il vecchio Gilles Le Normant viene ritrovato morto nella sua casa alle porte di Parigi, in apparenza sbranato da una bestia feroce. All’ombra dell’animale, però, si nascondono l’identità di una donna di straordinario fascino e insaziabile malvagità e una cupa storia di magia e superstizione consumatasi tanti anni prima nell’Africa nera coloniale. E la ricerca dell’assassino si trasforma in un raccapricciante viaggio in un mondo di licantropia, torture e sacrifici umani. Come tutti i più riusciti romanzi di Vasco Mariotti, anche La catena spezzata è un giallo fatto di intrecci narrativi intricatissimi, ambientazioni esotiche e uno spiccato gusto per situazioni macabre e fantastiche. Uscì per la prima volta a puntate – dunque vero e proprio romanzo d’appendice – nelle pagine del quotidiano La Nazioneverso la metà degli anni Trenta, per trovare infine la sua destinazione più fortunata nel 1941 nei Romanzi del Disco Giallo Nerbini, collana dai contenuti ben più disinibiti e trasgressivi di quelli che offrivano all’epoca i rivali Gialli Mondadori.

  • Le bare di granito
    Le bare di granito
    Le bare di granito

    Dopo il tragico fallimento della prima spedizione, il dottor Berri e i suoi compagni si rilanciano nell’impresa di penetrare nell’Isola dell’inferno, quartier generale del terribile cinese Fu-Mang-Yu e della sua setta segreta che vuole conquistare il mondo. Ma una volta superati i fantascientifici congegni difensivi dell’inespugnabile fortezza, il gruppo di amici scopre a sue spese che l’orrore deve ancora venire, un orrore fatto di bare di granito contenenti un terribile segreto! Le bare di granito (1935) è il seguito e la conclusione del romanzo Il mistero della Sfinge Gialla. Un’avventura serrata in cui si mescolano spy-story e fantascienza e dove è dimostrata ancora una volta la fervente fantasia di Ciancimino e l’inesauribile forza narrativa delle formule tipiche della letteratura di genere. Con la prefazione di Felice Pozzo.

  • I racconti dell'occultismo
    I racconti dell'occultismo
    I racconti dell'occultismo

    Dal classico castello inglese in cui si consumano malvagi esperimenti, ad apparizioni prodigiose nelle terre delle Mille e una notte, per arrivare a scenari più insoliti come le fredde terre norvegesi teatro di rivolte operaie o i boschi incantati dell’assolata Spagna. Quattro scenari per altrettante storie del sovrannaturale in cui si fondono la tradizione ottocentesca, il gusto per il macabro delle riviste pulp e la spiccata fantasia di uno dei più grandi maestri dimenticati del racconto italiano dell’orrore. In questi Racconti dell’occultismo, pubblicati per la prima volta nel 1949 dall’editoreNerbini, Mariotti rinuncia ai suoi consueti intrecci polizieschi per dare libero sfogo alla sua passione per l’orrorifico, il magico e il fiabesco, scrivendo un fondamentale capitolo nella storia del gotico italiano. Con la prefazione di Federico Cenci.

  • I racconti della Biblioteca fantastica
    I racconti della Biblioteca fantastica
    I racconti della Biblioteca fantastica

    Una fanciulla indiana muore avvelenata da uno spasimante respinto. Un uomo è perseguitato dai nefasti poteri di uno sfavillante gioiello.  La polizia indaga sull’oscuro omicidio del guardiano di un cimitero londinese. In un castello scozzese un vecchio professore vuole risolvere l’enigma della morte di una celebre attrice. In un angolo sperduto dell’India un crudele principe deve pagare le conseguenze delle sue scellerate azioni. A unire questo universo di gialli a tinte fantastiche c’è la penna tesa e sottile di Icilio Bianchi, autore della prima metà del Novecento di cui si sa pochissimo. Un mistero nel mistero, dunque, che Cliquot vuole svelare pubblicando questa raccolta di racconti apparsi per la prima volta nel 1907. Con la prefazione di Enrico Rulli e le illustrazioni originali di Ottavio Rodella (Tavio).

  • Il pianeta Venere e i suoi abitanti – Gli abitanti di Marte
    Il pianeta Venere e i suoi abitanti – Gli abitanti di Marte
    Il pianeta Venere e i suoi abitanti – Gli abitanti di Marte

    Dalla terrazza del dottor Torresi, sotto il limpido cielo di una notte d’estate romana, la giovane Clelia sogna di fantastici mondi che potrebbero celarsi nell’immensità dell’universo al di là delle stelle. Poi un’idea: Clelia aveva già dato mostra in vita sua di straordinarie doti di veggenza, e perché dunque non andare con la mente lassù dove nessuno prima aveva osato? Attraverso un «sonno magnetico» indotto in ipnosi dal dottore, Clelia conosce così l’eden venusiano, abitato da una razza evoluta di uomini altissimi e sempre giovani, e le lande dei marziani, pigmei dall’aspetto primitivo eppure dotati di tecnologie avanzatissime. *Il pianeta venere e i suoi abitanti* (uscito a fascicoli nel 1904) e *Gli abitanti di Marte* (pubblicato a puntate fra il 1905 e il 1906), sfruttando una curiosa variante sul tema dell’ipnosi mesmerica tanto in voga nelle ricerche scientifiche e nella letteratura popolare a cavallo fra Ottocento e Novecento, ci raccontano in chiave fantastica di utopici e idee di progresso. E per l’essere umano è, in entrambi i casi, una lezione di civiltà e altruismo. Con la prefazione di Matteo Maculotti e le illustrazioni originali di Ottavio Rodella.

  • Come si fermò la Terra
    Come si fermò la Terra
    Come si fermò la Terra

    Nell’anno 3000 il mondo ha finalmente trovato il suo equilibrio perfetto: l’energia atomica pulita e illimitata ha permesso uno sviluppo tecnologico prodigioso e tutti gli esseri umani convivono in pace e armonia in città smisurate e magnifiche, finalmente liberi dalla schiavitù del lavoro. Un giorno però, inspiegabilmente, il moto di rotazione della Terra rallenta sempre più, fino a fermarsi: un emisfero piomba nel gelo e nel buio perenne, l’altro è bruciato dalla potenza distruttiva del Sole, ed è la morte per milioni di persone. Soltanto lungo la sottile striscia di territorio della zona crepuscolare la vita è ancora possibile, e poiché l’aiuto dei marziani tarda ad arrivare, per accaparrarsene un lembo i governi della Terra si dichiarano guerra fra loro, e i popoli cadononella barbarie. E se, per il giovane Sherry Dikson, c’è in ballo anche la misteriosa scomparsa della fidanzata, il dramma globale diventa anche un incubo personale senza fine. Ultimo romanzo di Ciancimino, pubblicato postumo nel 1936, Come si fermò la Terra è uno dei più noti esempi dell’ingenua ma sempre divertente protofantascienza italiana di inizio Novecento. Con la prefazione di Edgardo Rodia e le illustrazioni originali di E. Gallieni.

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