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Linee strategiche 2008-2013

della filiera rifiuti

Novembre bozza 17/11/08


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L’attuale contesto

Sul nostro paese ed in particolare sulla nostra regione sta per


abbattersi e forse si è già abbattuta su molte aree deboli una
pesantissima crisi economica, in grado di stravolgere gli attuali
equilibri socio-economici e politici.
Pertanto ogni goccia di risorsa finanziaria residua dovrà essere ben
spesa e l’intero sistema produttivo campano (almeno quello che
sopravviverà alla crisi) dovrà recuperare inventiva, capacità
tecnica,valorizzazione delle risorse umane e valorizzazione spinta
dei materiali.
Solo in questa ottica potremmo immaginare un nuovo percorso
della filiera rifiuti pur non trascurando la sempre presente
“emergenza” che tanti danni ha finora causato al nostro territorio.

2
IL PERCHE’ DELLA FILIERA

La filiera individua tutti i soggetti coinvolti da semplice


cittadino all’industriale della trasformazione dove gli
interessi anche economici risultano complementari,
trasparenti e dinamici. Tale processo potrà presupporre
anche un vero e proprio contratto tra soggetti pubblici e
privati con un sistema autonomo ed esterno di controllo
della filiera.
L’innovazione nel processo potrà produrre innanzitutto un
coinvogimento vero delle strutture esistenti sul territorio, e
la ricerca sarà parte integrante di un vero processo
produttivo.

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Aree di interesse
DIAGRAMMA DI FLUSSO
STIMA DEI VOLUMI
• PREVENZIONE 5%
• RACCOLTA DIFFERENZIATA SPINTA
(SECCO – UMIDO) 50-65%
• CDR CON RECUPERO DI MATERIA
(INDUSTRIA DI TRASFORMAZIONE )
40 – 25 %
• BACINI CONTROLLATI/CONBUSTIONE
SOLO SUI RESIDUI DI LAVORAZIONE
SE NON UTILIZZABILI
Processo integrato di filiera
L’intero sistema di filiera dovrà
procedere con progressione numerica
ma in coerenza sui territori su cui si
va ad agire. Pertanto i piani provinciali
avranno un’importanza operativa e di
dettaglio dell’intero processo. Il piano
regionale, invece, dovrà fare sintesi e
garantire la tempistica di attivazioni
dei singoli impianti pubblici e privati.
PROVINCIALIZZAZIONE
• ATTIVAZIONE DEL PROCESSO DI
PREPARAZIONE DEI PIANI
PROVINCIALI COME DA SCHEMA
ALLEGATO PER LA
TERRITORIALIZZAZIONE DEL MACRO
PROCESSO SOPRA ILLUSTRATO
• L’INSIEME DEI PIANI PROVINCIALI
COSTITUIRA’ LA BASE DEL PIANO
REGIONALE
•Metodologie della campagna di monitoraggio sulle produzioni degli R.S.U.
•Previsioni delle produttività di R.S.U.

SCHEMA PIANI PROVINCIALI


CARATTERIZZAZIONE DEL TERRITORIO • Metodologie della campagna di monitoraggio
PROVINCIALE sulle produzioni degli R.S.U.
• Inquadramento fisico, geografico e geologico • Previsioni delle produttività di R.S.U.
• Caratteri fisico - geografici CARATTERIZZAZIONE QUALITATIVA DEI
RIFIUTI
• Caratteri geologici
• Tipologie dei rifiuti secondo il catalogo
• Caratteri geolitologici
europeo dei rifiuti
• Caratteri geomorfologici • Dati pregressi sulla composizione dei R.S.U.
• Caratteri idrogeologici • Metodologie campagna monitoraggio qualità
• Caratteri ambientali dei rifiuti

• Caratteristiche meteoclimatiche • Campagna di monitoraggio

• Qualità dell’aria • Dati qualitativi altri rifiuti

• Caratteristiche sismiche • Olii alimentari usati

• Analisi demografica e geopolitica del • Metallo e plastiche da autoveicoli


territorio provinciale • Copertoni usati
• La Provincia di ……… • Rifiuti urbani pericolosi
• I Comuni della Provincia……….. • Sostanze domestiche tossiche e infiammabili
• Caratteristiche geografico-geomorfologiche • Tubi catodici e ingombranti
• Caratteristiche demografiche • Macchine frigorigene
• Caratteristiche socio-economiche • Farmaci scaduti
• Produzione R.S.U. pro capite e serie storiche • Pile, accumulatori e batterie
•Metodologie della campagna di monitoraggio sulle produzioni degli R.S.U.
•Previsioni delle produttività di R.S.U.

SCHEMA PIANI PROVINCIALI


• Adattamento TMB del CDR in provincia di …….
• Rifiuti ospedalieri
• Impianti di compostaggio A.Q.
• Rifiuti inerti
• Sezione di trattamento ingombranti ed
• OFFERTA ATTUALE DI SMALTIMENTO
elettrodomestici
• Attuali modalità di conferimento
• Sezione di trattamento macchine frigorigene
• Pretrattamenti attualmente in essere
• Il progetto delle raccolte differenziate
• Indicazione dei costi di gestione e
• Raccolta Differenziata integrata
smaltimento
• Frazione umida
• Attuale livello di diffusione della R.D.
• Frazione secca riciclabile
• Informazioni generali sui rifiuti speciali
• Frazione indifferenziata
• IL SISTEMA DI GESTIONE RIFIUTI PROPOSTO
• Raccolte Differenziate aggiuntive
• Inquadramento in ambito regionale
• Contenitori etichettati T/F
• Il Programma raccolta differenziata per la
provincia di ….. • Lampade a fluorescenza
• Lancio del programma • Rifiuti ospedalieri
• Schema organizzativo del sistema di gestione • Farmaci scaduti
• Oasi ecologica • Pile e batterie
• Compostaggio domestico • Oli alimentari esausti
• Stazione di trasferenza e compattazione • Rifiuti ingombranti
• Metodologie della campagna di monitoraggio • Rifiuti da automezzi e copertoni usati
sulle produzioni degli R.S.U.
• Carta
• Previsioni delle produttività di R.S.U.
• Vetro
SCHEMA PIANI PROVINCIALI
• LOCALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI • TEMPISTICA DI ATTUAZIONE DEL PIANO
• ASPETTI AMBIENTALI GIUSTIFICATIVI • Individuazione degli obbiettivi dei diversi
DELL’UBICAZIONE DEGLI IMPIANTI livelli di recupero
• Motivazioni della scelta • Programmazione delle attività del breve
periodo di transitorio prima Dell'attuazione
• Esistenza di aree sottoposte a vincoli
del Piano
idrogeologici
• METODICHE DI PUBBLICIZZAZIONE DEL PIANO
• Esistenza di aree sottoposte a vincoli
paesistici • Criteri e idee per promuovere il programma di
raccolta differenziata
• Esistenza di aree sottoposte a vincoli
archeologici • Avviamento del programma
• Esistenza di aree sottoposte a vincoli sismici • Istituzione di un numero telefonico verde
di prima categoria
• I mass media: giornali, televisione, radio
• Parchi e riserve naturali
• Poster, cartelloni, volantini
• Aree degradate da cave o discariche abusive
• Pubblicità e inserti postali
• Centri abitati e zone di sviluppo
• Incentivi
• Aree soggette a esondazioni
• Analisi dei risultati
• Aree geologicamente instabili
• Sistema di controllo 
• SOGGETTI TITOLARI
• ASPETTI ECONOMICO-FINANZIARI
• Costi degli investimenti
• Investimenti
Vantaggi e svantaggi del sistema
proposto
Vantaggi :
- Innovativo
- Economicamente compatibile ai
Svantaggi :
territori - Complesso da realizzare
- Richiede una regia attenta e
- Crea sviluppo e occupazione
tecnicamente valida
- Integra tutte le risorse - Integra tutti i settori (agricoltura,
territoriali produzione, ambiente, politiche
- È costruito dal basso (con la sociali, formazione, ecc…)
partecipazione dell’Università e
degli altri soggetti della società
civile e produttiva)
- Canalizza anche tutte le risorse
produttive (finanziamenti alle
imprese, contratti di
programma, ecc….)
- Mette in sana competizione i
territori