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Niccol

Machiavelli

Il Principe

La vita
Nasce nel 1469 a Firenze da una famiglia di antico nome. Cresce e viene educato in un ambiente aperto alla cultura. Non si sa molto della sua educazione ma vivendo nella Firenze di Lorenzo de Medici ne assorbe inevitabilmente le suggestioni umanistiche rinascimentali. Dopo la morte di Lorenzo nel 1492 i Medici non riescono a mantenere il controllo si affaccia sulla scena Savonarola nel 94. Dopo soli 4 anni, nel 98 Savonarola viene messo al rogo. Con questo assetto politico repubblicano, a partire da questa data, Machiavelli partecipa attivamente all'amministrazione societaria fiorentina: viene eletto segretario della repubblica, e con questa carica compie molte missioni diplomatiche fuori Firenze. Nel 1512 i Medici riacquistano il potere smantellando l'assetto repubblicano e allontanando per un anno Machiavelli da Firenze e dalle cariche pubbliche. L'anno successivo, accusato di una congiura ai danni dei medici, viene incarcerato e torturato. Il rimedio alla consapevolezza del torto subito, alla coscienza del proprio valore, alla mediocrit di vita conseguente all'ozio forzato, Machiavelli lo trova nell'attivit intellettuale e nella meditazione sui problemi politici di cui aveva fatto esperienza nella repubblica fiorentina. A questa esperienza Machiavelli aggiunge gli insegnamenti degli antichi verso i quali si orientava tutta la cultura del tempo. Questa interpretazione dei testi antichi non porta a un vagheggiamento o a un'idealizzazione ma bens al presente. Nel 1527 fu rovesciato il governo mediceo a Firenze e fu ristabilita la repubblica. Machiavelli chiese di essere reintegrato come segretario, ma la richiesta a causa dei precedenti rapporti con i Medici, fu rifiutata. Machiavelli mor dopo qualche mese.

Il pensiero
Macchiavelli considerato il primo grande teorico della politica moderna e dello Stato uscito dal medioevo, dalla soggezione al potere religioso, dalla frammentazione feudale. Grazie alla sua elaborazione la politica si avvia ad affermarsi come scienza, con i suoi princpi, le sue leggi e con il suo statuto disciplinare: questo comporta lautonomia dalla religione e dalla morale. Egli adotta un metodo di ricerca legato alla sua diretta esperienza politica: ha infatti affinato, con lopera diplomatica, una grande capacit di osservare in modo lucido e attento vicende, trame e conflitti che scorrono nel presente, valutando il loro svolgimento senza farsi distrarre dalle apparenze. In Macchiavelli lautonomia della politica ha 2 significati: in primo luogo il sapere che riguarda lagire politico si deve costituire come scienza, definendo in modo rigoroso il proprio oggetto, i principi specifici, le finalit. In secondo luogo, lo stesso obiettivo proprio della politica a richiedere lindipendenza da istanze di ordine religioso e morale e la pena linsuccesso. Per Macchiavelli lagire politico ha la sua giustificazione in s stesso, non in princpi morali o religiosi. Ritiene che per realizzare un ordine di convivenza libero e sicuro, la politica debba far riferimento agli uomini come sono e non come si vorrebbe che fossero, in quanto lagire politico condizionato dalla situazione esistente. Macchiavelli guidato da un progetto e da una profonda passione politica, che costituiscono la sostanza del suo pensiero. Egli non d al suo discorso politico un carattere neutrale, ma lo lega allattualit, cio al drammatico precipitare della crisi italiana e alla ricerca di possibili soluzioni. Machiavelli era preoccupato per il frazionamento politico; nella seconda met del quattrocento l'Italia era divisa in quattro stati: il regno di Napoli, Venezia, lo stato della chiesa e i Medici, in Europa invece c'erano gli stati nazionali, conquistare l'Italia era molto semplice e oltretutto era meta molto ambita per la sua posizione geografica. La teoria politica di Macchiavelli guidata da unidea-forza: quella dellunificazione italiana; infatti vuole che anche in lItalia si costituisca un forte Stato unitario. E, poich convinto che i gruppi dirigenti dei vari Stati italiani siano deboli e corrotti, esprime lesigenza di ricorrere allopera di un soggetto politico dotato di unadeguata strategia e dei mezzi necessari per perseguirla. Nasce cos la sua opera pi importante:

Il principe
Il principe un manuale politico contenente consigli utili per governare al meglio uno stato. Trattato di natura saggistica a cui Machiavelli imprime una finalit critica argomentativa, portatore non di una teoria gi definita, ma di una realt soggettiva di cui l'autore si prende la responsabilit. Viene scritto di getto tra il luglio e il dicembre del 1513 allAlbergaccio dove era esiliato. Egli infatti ne inizi la stesura mentre si trovava a SantAndrea in Percussina confinato in seguito al ritorno a Firenze della casata Medici (1512) a cui aveva seguito l'accusa di aver partecipato alla congiura antimedicea . Si tratta senza dubbio della sua opera pi rinomata, quella dalle cui massime (spesso superficialmente interpretate) sono nati il sostantivo machivellismo e l'aggettivo "machiavellico". E' composta da una dedica (a Lorenzo d Medici)e 26 capitoli ognuno dei quali ha un titolo in latino che ne definisce l'argomento perch nell'ambiente umanista-rinascimentale si usava scrivere o almeno titolare le opere in Latino in quanto conferiscono dignit e prestigio al testo. I capitoli si dividono in 4 sezioni: panorama generale dei vari tipi di stato passati e presenti evidenziandone le modalit di realizzazione; le forze militari; virt adatte a un principe; virt e fortuna. Le qualit che, secondo Machiavelli, deve possedere un principe ideale (ma non idealizzato), sono tuttora citate nei testi sulla leadership: la disponibilit ad imitare il comportamento di grandi uomini a lui contemporanei o del passato, es. quelli dell antica Roma; la capacit di mostrare la necessit di un governo per il benessere del popolo, es. illustrando le conseguenze di unoclocrazia; (forma di governo in cui le decisioni sono prese dalle masse) il comando sull'arte della guerra - per la sopravvivenza dello stato; la capacit di comprendere che la forza e la violenza possono essere essenziali per mantenere stabilit e potere; la prudenza; la saggezza di cercare consigli soltanto quando necessario;


la capacit di essere "simulatore e gran dissimulatore"; il rilevante potere di controllo della fortuna attraverso la virt (la metafora utilizzata accosta la fortuna ad un fiume, che deve essere contenuto dagli argini della virt); la capacit di essere leone, volpe e centauro (leone forza - volpe astuzia - centauro come capacit di usare la forza come gli animali e la ragione come l'uomo). Per raggiungere il fine di conservare e potenziare lo Stato, viene attribuita a Machiavelli l'errata citazione "il fine giustifica i mezzi" e cos facendo viene giustificata qualsiasi altra azione del Principe, anche se in contrasto con le leggi della morale. Questa citazione fondamentalmente errata perch, da un lato non mai stata n detta, n scritta, dall'altro perch non stata neanche mai pensata. Infatti Machiavelli, in riferimento al Principe, ha spiegato cosa sia la pazzia, smentendo qualsiasi collegamento con la falsa citazione: "perch un principe che pu fare quello che vuole un pazzo; un popolo che pu fare ci che vuole non savio." Perci pazzo colui che crede di poter dire e di poter fare quello che vuole. In altre parole pazzo colui che pensa che il fine giustifica i mezzi. In Machiavelli, la salvezza dello Stato necessaria e deve venire prima delle personali convinzioni etiche del Principe, poich egli non il padrone, bens il servitore dello Stato.


Machiavelli avrebbe desiderato riottenere un posto politico di rilevanza e sarebbe stato quindi disposto anche ad accettare la dimensione monarchica, oppure, il suo principe, potrebbe essere un modello universale di capo di stato, di qualunque forma esso sia, monarchia o repubblica. La critica moderna ha per ultimamente ipotizzato che la volont di scrivere il Principe, e quindi di parlare di monarchia, sia stata mossa dall'aggravarsi della situazione in Italia. Difatti alla fine del 400 ed inizio del 500, l'Italia si trovava in un periodo di continue lotte interne. Machiavelli, attraverso il suo trattato, avrebbe voluto quindi incitare i principati italiani a prendere le redini del paese, ormai sommerso da queste continue guerre, credendo che l'unico modo per riacquistare valore, in quel preciso periodo, fosse proprio un governo di tipo monarchico. Il Principe ha sfidato la filosofia scolastica della Chiesa Cattolica e la sua lettura ha contribuito alla fondazione del pensiero illuminista e quindi del mondo moderno, occupando cos una posizione unica nell'evoluzione del pensiero in Europa. Le sue massime pi conosciute sono ampiamente citate anche oggi, in genere nella critica di leader politici. Le idee di Machiavelli circa le virt di un Principe ideale furono di ispirazione per la moderna filosofia politica e trovarono le pi disparate e distorte applicazioni soprattutto nel XX secolo. Persino il concetto di Realpolitik si basa sulle idee di Niccol Machiavelli. Magari pi ragionevole chiedersi quali teorie del ventesimo secolo non abbiano a che fare con Machiavelli.