Sei sulla pagina 1di 49

EMISSIONI OTOACUSTICHE

ORGANO DEL CORTI

CELLULE CIGLIATE ESTERNE


Forma cilindrica con la superficie appiattita Circa 13.000 elementi cellulari Disposte su 3 file Sulla superficie superiore presentano circa 100-120 STEREOCIGLIA, disposte in 3 file in una conformazione a W e a V verso lapice

CELLULE CIGLIATE INTERNE


Forma a fiasco

Circa 3.500 elementi cellulari


Disposte su ununica fila Possiedono circa 50-60 STEREOCIGLIA disposte in 3-4 file in una conformazione a U

TRASDUZIONE MECCANOELETTRICA
La trasduzione dello stimolo acustico in segnale bioelettrco operato dalle stereociglia Le stereociglia che compongono un ciuffo hanno diversa lunghezza La punta di ogni stereociglio connessa con le ciglia della fila successiva tramite un sottile filamento proteico detto TIP-LINK, collegato a sua volta con il canale di trasduzione Il tip-link funziona come una molla, se viene messo in trazione la porta del canale si apre e gli ioni possono fluire, se viene rilasciato, la porta si chiude ed il canale non pi pervio Lo stimolo meccanico prodotto dallonda sonora determina una deflessione del ciuffo

TRASDUZIONE MECCANOELETTRICA
Quando il ciuffo si flette verso la fila delle stereociglia pi lunghe la distanza tra le punte delle stereociglia delle file successive aumenta, il tip-link viene stirato, avviene lapertura dei canali di trasduzione e si produce la depolarizzazione della cellula NELLA FASE DI COMPRESSIONE Quando il ciuffo si flette verso la fila di stereociglia pi corte le punte si avvicinano, i canali di trasduzione si chiudono e avviene l iperpolarizzazione della cellula NELLA FASE DI DECOMPRESSIONE

RAPPRESENTAZIONE TONOTOPICA DELLO STIMOLO SONORO


I movimenti della staffa sulla finestra ovale producono una variazione di pressione nel fluido cocleare, che si propagano lungo tutta la coclea fino alla finestra rotonda. Tali variazioni di pressione fanno oscillare la membrana basilare, determinando unONDA VIAGGIANTE che stimola le CCE e le CCI

RAPPRESENTAZIONE TONOTOPICA DELLO STIMOLO SONORO


George Von Bksy per primo dimostr che lo stimolo sonoro produce unONDA VIAGGIANTE che si propaga lungo tutta la membrana basilare. Le onde generate da stimoli di differente frequenza raggiungono il picco di ampiezza massima in punti precisi caratteristici per ogni frequenza, in questo modo le frequenze dello spettro udibile vengono rappresentate in maniera continua lungo tutta la membrana basilare MAPPA TONOTOPICA

RAPPRESENTAZIONE TONOTOPICA DELLO STIMOLO SONORO


Secondo questo modello la capacit di un recettore di rispondere selettivamente ad una determinata frequenza dipende esclusivamente dalla sua disposizione sulla membrana basilare. Tuttavia, le caratteristiche delle onde non rendono conto dellaltissima sensibilit e capacit discriminativa dellorgano sensoriale uditivo.

RAPPRESENTAZIONE TONOTOPICA DELLO STIMOLO SONORO


Per tale ragione, gi negli anni quaranta, Gold ipotizz lesistenza di meccanismi attivi che amplificano lo stimolo meccanico e modificano la forma dellonda viaggiante in modo da aumentare la sensibilit e la selettivit in frequenza dei recettori. Lipotesi dellesistenza di un meccanismo attivo stata suffragata dallosservazione che, in certe condizioni, lorecchio in grado di produrre suoni, le cosiddette OTOEMISSIONI ACUSTICHE.

INNERVAZIONE EFFERENTE
FASCIO OLIVO-COCLEARE MEDIALE
origina dalla regione del nucleo olivare supero-mediale e va ad innervare le CCE

FASCIO OLIVO-COCLEARE LATERALE


origina dalla regione del nucleo olivare superolaterale e va ad innervare i dendriti delle fibre del nervo acustico al di sotto delle CCI

FASCIO OLIVO-COCLEARE

Controlla la sensibilit delle diverse regioni cocleari regolando il cosidetto amplificatore cocleare:
S aumenta il guadagno frequenziale

S proteggere l'orecchio interno dalle sovrastimolazioni

sonore
S riduce i danni uditivi da rumore

EMISSIONI OTOACUSTICHE
DEFINIZIONE

Le emissioni oto-acustiche o echi cocleari sono segnali acustici di piccola ampiezza registrabili allinterno del meato acustico esterno generati dalle cellule ciliate esterne, come espressione dei normali meccanismi attivi, non-lineari allinterno della coclea

STORIA

La possibilit che la coclea potesse emettere suoni venne ipotizata nel 1944 da Gold, che interpret tale evenienza come unalterazione della biomeccanica cocleare; tale osservazione, bench errata, apr la strada allo studio delle emissioni otoacustiche. Dopo anni di studi, Kemp fu il primo nel 1978 a registrare nel condotto uditivo esterno una variazione di pressione di durata superiore a 10 msec. in seguito a una stimolazione sonora

OAEs: COME SI GENERANO

Sullorigine delle emissioni otoacustiche non c ancora un consenso generale Negli ultimi 20 anni un grande numero di studi ha presentato dati che suggeriscono che le CCE sono i generatori principale delle OAEs

Le risposte OAE sono un fenomeno di natura NONLINEARE (quando viene stimolato presenta effetti di tipo distorsione, saturazione e compressione delle frequenze)

OAEs: COME SI GENERANO

Le CCE partecipano alla genesi delle OAEs per mezzo di un duplice meccanismo:
S Lattivit contrattile, legata allinterazione tra le molecole

di actina e miosina
S Lattivit osmotica, che si esprime con variazioni del

turgore cellulare

OAEs: SIGNIFICATO

Le OAEs rappresentano lenergia originata a livello della coclea, trasmessa dallorecchio interno, attraverso la catena ossiculare e la membrana timpanica, nel condotto uditivo esterno dove possono essete registrate da un microfono

FUNZIONALITA COCLEARE

OAEs: REGISTRAZIONE
Le OAEs vengono registrate con una sonda posta ne condotto uditivo esterno Tale sonda fornita di un trasduttore di segnale per linvio dello stimolo e di un microfono per la registrazione delle otoemissioni La sonda collegata con un softwere (ILO V6)

OAE: STIMOLI USATI

Vengono usati 2 tipi di stimoli con morfologia e stimolazione cocleare


CLICK: non ha specificit di frequenza e stimola contemporaneamente tutta la coclea. E rappresentato elettricamente da unonda rettangolare con un tempo di salita e di discesa pratticamente nullo e della durata di pochi msec TONE BURST: un tono puro dotato di un rapido tempo di salita, di una breve durata e un rapido tempo di discesa, che si ottiene filtrando delle sinusoidi, dotato di maggiore specificit di frequenza

CLASSIFICAZIONE

S Emissioni otoacustiche spontanee (SOAEs)

S Emissioni otoacustice evocate da transienti

(TEOAEs)

S Prodotti di distorsione (DPOAEs)

SOAEs

Sono dei segnali a banda stretta registrati in assenza di stimoli esterni Hanno una banda di frequenza tra 0,5 e 6 KHz: la maggior parte dei soggetti adulti presenta i picchi tra le frequenze di 1 e 2 KHz, mentre nel neonato tra i 3 e 4 KHz Le loro ampiezze nelladulto sono comprese tra -12 e 20 dB SPL con unampiezza media compresa tra -3 e 0 dB SPL Presentano lo spettro di un tono puro o sinusoide e la loro caratteristica principale la stabilit interindividuale in frequenza nel tempo

SOAEs

Sono registrabili in circa il 70% di soggetti adulti normali

Tuttavia la loro assenza non indicativo di deficit funzionale cocleare

SOAEs: INDICAZIONI

Possibili campi di utilizzo:

S Studio fisiopatologico degli acufeni S Monitoraggio della risposta della coclea allipossia S Esposizione al rumore

TEOAEs

Le TEOAEs sono risposte provocate da stimoli acustici brevi

Sono il risultato delle modifiche della motilit attiva delle CCE in risposta ad una stimolazione acustica
Sono indicatori dello stato di salute della coclea, ma con bassa sensibilit al livello di soglia uditiva: per deficit superiori ai 35-40 dB possono risultare assenti o difficilmente registrabili Lesplorazione della partizione cocleare anche se poco specifica in frequenza si ritiene soddisfaciente fino a 4KHz

TEOAEs: REGISTRAZIONE

Attraverso il trasduttore vengono inviati degli impulsi


della durata di 80msec con una ripetitivit di 50 stimoli/sec e con unintensit di 80-83 dB SPL

TEOAEs: STIMOLO
Per la stimolazione viene usato il paradigma non lineare: uno stimolo costituito da 3 click di uguale ampiezza e polarit, seguito da un quarto click con ampiezza pari a 3 volte quella degli stimoli precedenti e polarit invertita

In questo modo si annullano le risposte lineari del sistema (riflessione del microfono, CUE ed orecchio medio) che non provengono da processi attivi della coclea
La finestra di analisi di 2,5-20msec Il segnale viene estratto dal rumore, amplificato e quindi registrato

TEOAEs: CARATTERISTICHE GENERALI


Sono registrabili nella totalit dei soggetti normali Sono caratterizzate da notevole stabilit morfologica e intersoggettivit che perdeura nel tempo (impronte digitali) I parametri che si analizzano sono:
S Soglia di comparsa: la pi bassa intensit dello stimolo capace di

evocare una risposta


S Soglia di saturazione: livello di intensit oltre il quale non si

osservano pi incrementi di ampiezza

TEOAEs: CARATTERISTICHE GENERALI


S Ampiezza: dipende dallintensit e dal tipo di stimolo:

aumenta con funzione lineare fino ad unintensit di stimolazione di 40 dB SPL, con funzione non lineare oltre I 40 dB SPL fino a raggiungere il livello di saturazione intorno ai 70 dB SPL
S Latenza: periodo di ritardo rispetto allo stimolo di

frequenza: nel click (stimolo veloce) la latenza di 10-16 msec per frequenze intorno a 1 KHz

TEOAEs: CARATTERISTICHE GENERALI


S Frequenza: tra 0,5 e 4 Khz

S Durata: intorno ai 10 msec

S Riproducibilit della risposta: indice di correlazione

ottenuto dalla media dei campioni

TEOAEs: SIGNIFICATO

Per il tipo di stimolo impiegato non possibile ottenere una configurazione simil-audiometrica delle risposte con specificit di frequenza e di intensit

TEOAEs: INDICAZIONI

S Screening in audiologia neonatale (si ritrovano nel 100%

dei neonati normoudenti)


S Lesioni cocleari subcliniche S Distinzione tra ipoacusie neurosensoriali cocleari e

retrococleari

TEOAEs: LIMITI

S Processi patologici a carico dellorecchio medio


S Rumori di fondo S Innalzamento della soglia uditiva S Tappo di cerume S Perforazione traumatica della membrana timpanica

DPOAEs

Sono una risposta di intermodulazione-distorsione prodotta dallorecchio interno in seguito allinvio simultaneo di 2 stimoli con una precisa correlazione frequenziale Sono prodotti dai movimenti non lineari generati dalle CCE e pertanto ne indicano lo stato di funzionalit

DPOAEs

Vengono utilizzati toni primari: il tono primario di bassa frequenza F1 va a stimolare lapice della coclea con unintensit L1; il tono primario di alta frequenza F2 va a stimolare la base della coclea con unintensit L2

DPOAEs
Linvio di questi stimoli determina una stimolazione della coclea che risponde creando un tono puro che funzione dei due toni usati per la stimolazione

DPOAEs

Il parametro maggiormente valutato il prodotto di DIFFERENZA CUBICA, che il prodotto di distorsione generato alla frequenza 2F1-F2 e costituisce lotoemissione di maggiore intensit Il DPOAE generato nella regione frequenziale della coclea vicina alla media geometrca dei toni primari elicitati, permettendo unesplorazione tonotopica della coclea

DPOAEs: CARATTERISTICHE GENERALI


Ampiezza della risposta di circa 60 dB inferiore rispetto allintensit dei toni primari inviati e dipende da
S frequenza dello stimolo inviato S intensit dello stimolo inviato

S F2/F1 ratio, (ottimale tra 1,1 e 1,3)


S Caratteristiche anatomiche individuali

DPOAEs: CARATTERISTICHE GENERALI


S Latenza, dipendente dal livello di stimolazione

S Sovrapposizione e sommazione dellampiezza

del DPOAE qualora questo coincida con la frequenza di una otoemissione spontanea

DPOAEs: INDICAZIONI

S Screening neonatale

S Diagnosi delle lesioni cocleari tossiche


S Diagnosi delle lesioni cocleari traumatiche S Diagnosi delle lesioni cocleari degenerative

APPLICAZIONI
S Screening uditivi neonatali S Ototossicit cocleare da farmaci S Neuropatia uditiva S Tumori dellAngolo ponto-cerebellare S Patologie della placca neuromuscolare S Ipoacusia improvvisa idiopatica S Ipoacusia da rumore S Malattia di Meniere S Acufeni

SCREENING UDITIVO NEONATALE


TEOAEs VANTAGGI:
S Rapidit e facilit di esecuzione
S Affidabilit dei risultati S Basso costo S Scarsa invasivit

SCREENING UDITIVO NEONATALE


TEOAEs SVANTAGGI:
S Impossibilit di variere frequenza ed intensit dello

stimolo, quindi:
S Mancata selettivit di frequenza S Mancata quantizzazione del danno

SCREENING UDITIVO NEONATALE


I DPOAEs sono un eccellente metodica di conferma e quantizzazione del decifit uditivo VANTAGGI
S Selettivit di frequenza

S Quantizzazione del danno


S Alta affidabilit e corrispondenza tra la soglia

audiometrica tonale e la soglia DPOAEs

SCREENING UDITIVO NEONATALE


SVANTAGGI
S Maggiore durata del test
S Complessit di esecuzione

GRAZIE PER LATTENZIONE