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Mappa della pericolosit sismica del territorio nazionale (INGV, 2004)

PERICOLOSITA SISMICA DELL EUROPA CENTRO-MERIDIONALE

La Pericolosit in Italia medio - alta


(IGCP Seismotectonics and Seismic Hazard Assessment, SESAME, www.seismo.ethz.ch/gshap/ses ame/sesame99.html)

La pericolosit sismica del territorio italiano pu considerarsi medio-alta nel contesto mediterraneo e addirittura modesta rispetto ad altre zone del pianeta. Ad esempio, in California un evento di energia pari a quella del terremoto del 1980 in Irpinia avviene in media una volta ogni due anni.

In Italia, i terremoti pi forti raggiungono una magnitudo di poco superiore a 7 e si verificano piuttosto raramente (in media uno ogni 20-25 anni). Terremoti di magnitudo inferiore (5 6) sono invece abbastanza frequenti (uno ogni 3-4 anni). SISMICITA STORICA IN ITALIA

Eventi con M

6,5

Eventi con M

5,5

Media pericolosit ed elevata vulnerabilit


I terremoti in Italia producono danni notevolissimi a causa dell'alta vulnerabilit delle costruzioni, sia private che pubbliche. Nell ultimo secolo i terremoti hanno causato almeno 120 mila vittime e ingentissimi danni economici. Solo negli ultimi 25 anni, per la ricostruzione postsismica, sono stati spesi circa 80 miliardi di euro. L elevata vulnerabilit dovuta soprattutto alla diffusa presenza di edifici e infrastrutture realizzati prima dell'introduzione della normativa antisismica (i centri storici delle citt spesso maltenuti). Si stima che nelle sole zone sismiche classificate gi nel 1984 vi siano 7 milioni di abitazioni non sicure. Ad esempio, nella citt di Catania, il patrimonio edilizio, per giunta in parte abusivo, stato realizzato con criteri antisismici solo per il 5% del totale.

UN PO DI STORIA DEI TERREMOTI IN ITALIA


E noto che il territorio italiano stato interessato da diversi forti terremoti con conseguenze disastrose per Messina 1908 la societ. Alcuni esempi durante il 1900: Messina 1908 (XI): 80.000 morti Avezzano 1915 (XI): 33.000 morti Mugello 1919 (IX): pi di 1.000 morti Irpinia 1930 (X): 1.425 morti Belice 1968 (X): 296 morti Friuli 1976 (X): 978 morti Irpinia 1980 (X): 2.914 morti

LOCALIZZAZIONE DEI TERREMOTI IN ITALIA


Nell attuale situazione sequenze di questo tipo avrebbero conseguenze socio-economiche gravissime.

SERIE DI 6 FORTI TERREMOTI IN 6 ANNI (DAL 1915 AL 1920)


Avezzano (AQ), 13/1/1915, XI MCS Monterchi (AR), 26/4/1917, IX MCS Mugello (FI), 29/6/1919, IX MCS Piancastagnaio (SI), 10/9/1919, VIII MCS Garfagnana (LU), 7/9/1920, X MCS X MCS Santa Sofia (FO), 10/11/1918, VIII

Centri storici

CANTALICE

13.01.1915(Ms=7.0) AVEZZANO (X MCS)

COSENZA

23.11.1980(Ms=6.9) LAVIANO (X MCS)

SERIE DI 14 FORTI TERREMOTI SUCCEDUTISI A RITMO QUASI ANNUALE DAL 1688 AL 1706 Romagna 11/4/1688, IX MCS Sannio 5/6/1688, XI MCS Carinzia 4/12/1690, VIII-IX MCS Ancona 23/12/1690, VIII MCS Val di Noto 11/1/1693, XI MCS Irpinia 8/9/1694, XI MCS Asolo 25/2/1695, X MCS Bagnoregio 11/6/1695, IX MCS Carnia 28/7/1700, VIII MCS Benevento 14/3/1702, X MCS Norcia 14/1/1703, X - XI MCS Montereale 18/1/1703, XI MCS L Aquila 2/1/1703, XI MCS Maiella 3/11/1706, XI MCS

Classificazione sismica, dal 1984 al 2006

1984

1998

L'AQUILA: 6 aprile 2009 (Magnitudo Richter 5,9)




La storia si ripete: una citt rinata dalle macerie, era il giorno della Candelora, e i fedeli rimasero sepolti con i ceri in mano. Il 2 febbraio del 1703.

http://www.youtube.com/ watch?v=ggEJ2u9VoQs

Un Fenomeno Sottovalutato
In Italia non si investe sufficientemente in prevenzione, come invece accade in altri paesi, come il Giappone. Forse per i lunghi periodi di assenza di sismicit rilevante, che ci inducono a sottovalutare il problema. Manchiamo di una strategia di prevenzione e di riduzione della vulnerabilit sismica su scala nazionale, da affiancare ai piani di emergenza. I pochi interventi di miglioramento sismico finora realizzati sul patrimonio edilizio sono stati fatti con i fondi per la ricostruzione erogati a seguito di terremoti di energia non particolarmente elevata. CONSEGUENZE DISASTROSE: e il Dipartimento della protezione civile hanno predisposto linee-guida per il miglioramento sismico degli edifici pubblici.

Edifici a Rischio: Ospedali, Edifici scolastici, Il Ministero della salute

Le Dighe

Le piccole dighe sono soggette allo stesso tipo di problemi e non vanno sottovalutate (si consideri ad esempio, anche se non legata ad un sisma, la catastrofe delle Val di Stava del 19 luglio 2005, con 284 vittime).

Bisogna poi considerare il pericolo di fenomeni franosi che si possono verificare lungo le sponde degli invasi artificiali, il cosiddetto effetto Vajont . Il Registro Italiano Dighe dispone di un database dei movimenti di versante che coinvolgono le sponde degli invasi delle dighe, ma il relativo monitoraggio non avviene sistematicamente su tutto il territorio, come sarebbe auspicabile. Occorre considerare la pericolosit di tali frane anche in funzione della classificazione sismica del territorio in cui ricadono, ossia verificare la stabilit dei versanti in caso di terremoto.

Impianti industriali a rischio


Diversi impianti sono localizzati in aree ad elevata pericolosit sismica. sismica. Un forte terremoto potrebbe innescare una serie concatenata di incidenti e liberare sostanze potenzialmente pericolose. pericolose. Da non sottovalutare la possibilit, per gli impianti in zona costiera, di essere interessati da tsunami a seguito di forti terremoti. terremoti. (come nella centrale nucleare di Fukushima) Fukushima)
Comuni Priolo Gargallo Napoli Augusta Gaeta Gela Milazzo Falconara Marittima Collesalvetti Zona sismica 2 2 2 2 2 2 2 2 Quantit (ton) 1.591.180 1.453.188 1.033.496 1.029.823 880.719 787.393 691.803 480.000

Le reti di collegamento: le Lifelines


La funzionalit delle reti di collegamento (autostrade, ferrovie, acquedotti, gasdotti, oleodotti, reti elettriche e telefoniche) non dovrebbe essere in alcun modo compromessa dall evento sismico. Oltre all'interruzione di servizi prioritari per la sismico. popolazione e per la gestione dell emergenza, la loro rottura potrebbe in alcuni casi aggravare gli effetti del terremoto, sia direttamente (ad esempio, fuoriuscita di olio) sia indirettamente (ad esempio, incendi legati alla fuoriuscita del gas o innescati dalla rottura della rete elettrica). elettrica).
Rete elettrica nazionale Oleodotti 21.872 km

Estensione delle principali reti di lifelines sul territorio nazionale (Ministero Infrastrutture e Trasporti, 2008)

4.342 km, 132.147.000 t di petrolio trasportate 8.479 km di grandi condotte, 22.410 km di rete minore (solo rete ENI) 6.554 km 16.295 km, 6.898 km a doppio binario, 11.364 elettrificata

Gasdotti

Autostrade Rete ferroviaria

Rottura dell acquedotto del Gran Sasso a seguito della scossa del 6/4/2009, in 2009, corrispondenza della faglia di Paganica. La Paganica. fuoriuscita di acqua in pressione ha provocato l escavazione del pendio e l allagamento delle abitazioni sottostanti. sottostanti.

Con le adeguate contromisure .


Molte lifelines italiane attraversano zone di faglia senza che siano state prese adeguate contromisure, come avviene in altre parti del mondo (es. in Alaska). (es. Alaska).

Oleodotto appoggiato su basi scorrevoli che ne hanno impedito la rottura nonostante la dislocazione orizzontale di circa 6 metri dovuta al forte terremoto del novembre 2002 (M=7.9). TransAlaska Pipeline, attraversamento della Denali Fault (Alaska)

auspicabile che vengano individuati su scala nazionale i punti maggiormente vulnerabili delle reti, dove intervenire con maggiore urgenza. urgenza.
Gasdotti della rete Cellino che attraversa zone appenniniche ad elevata sismicit. Non sono noti danneggiamenti indotti dal sisma del 6 Aprile, anche in considerazione delle modestissime dislocazioni superficiali legate ad una magnitudo relativamente bassa (M=5.8).

PREVENIRE E MEGLIO DI RICOSTRUIRE!!


Oggi disponiamo di conoscenze e strumenti che possono ridurre i rischi entro limiti accettabili. La messa in sicurezza del paese possibile e accettabili. tutti ci auguriamo fiduciosi di poter presto mettere in pratica le nostre conoscenze cos da prevenire tragedie come quelle passate. passate.

Un esempio che riguarda le Lifelines: Lifelines: Tramite i sistemi di Early Warning sarebbe possibile interrompere la funzionalit delle lifelines qualche secondo prima dell arrivo delle onde sismiche (interruzione dei flussi di acqua, gas, olio, energia elettrica; elettrica; blocco delle linee ferroviarie e dell accesso a ponti e gallerie). In Italia gallerie). esistono diversi progetti e sperimentazioni pilota (ad esempio, il gasdotto Val d Agri, area napoletana), ma non si ancora giunti all'effettiva realizzazione di un sistema di allerta precoce. precoce.