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R. Bin - G. Pitruzzella Diritto Pubblico, Giappichelli Editore, Torino, 2002.

Parte II - Capitolo 2
LA COSTITUZIONE

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R. Bin - G. Pitruzzella Diritto Pubblico, Giappichelli Editore, Torino, 2002.

Cap.II-2 - Par. 1
SIGNIFICATI DI COSTITUZIONE

Significati del termine costituzione:

In senso restrittivo, si parla di costituzione per indicare la fonte posta al vertice della gerarchia delle fonti. In realt, questo termine pu essere utilizzato con significati assai diversi: 1- costituzione = insieme degli elementi qualificanti di un determinato sistema politico (accezione usata soprattutto da sociologi e politologi): in questo caso, il termine usato in funzione descrittiva, per delineare le caratteristiche delle varie istituzioni e il loro rapporti reciproci. In base a tale significato, si pu affermare che ogni societ ha una costituzione. 2- Costituzione = manifesto politico (accezione usata soprattutto dagli storici): significato introdotto in epoca moderna, come conseguenza delle lotte che segnarono il passaggio dagli Stati assoluti agli Stati liberali. In questo senso, la Costituzione segna il trionfo di tali lotte e racchiude al suo interno i programmi e le speranze che le hanno ispirate. In base a questa accezione, ogni Costituzione contiene programmi ed enunciazioni di valore. 3- Costituzione = testo normativo fondamentale - fons fontium - (accezione usata soprattutto dai giuristi): da essa derivano diritti, doveri, obblighi e divieti, attribuzione di poteri ai vari organi dello Stato.

SINTESI A CURA DI: Andrea BAROLINI - Emanuele ISONIO

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Cap.II-2 - Par. 2
POTERE COSTITUENTE E POTERI COSTITUITI

Potere costituente e poteri costituiti:

Affermare che tutti i sistemi politici hanno sicuramente una costituzione non comporta necessariamente che essi siano basati su un testo normativo, chiamato Costituzione. La Costituzione come documento scritto una conquista relativamente recente, dovuta al trionfo del costituzionalismo, movimento filosofico e politico che fece della Costituzione scritta un obiettivo irrinunciabile. La Costituzione come testo normativo nasce come conseguenza diretta dellaffermazione di profondi sconvolgimenti politici e sociali. Rappresenta la trasposizione in regole giuridiche di precisi valori e progetti. Per questo, essa senza dubbio il frutto di un consapevole atto di volont. Mediante la Costituzione il potere politico tende a strutturarsi e a dotarsi di un nucleo essenziale di regole fondamentali. Lemanazione della Costituzione segna la fine del potere costituente e sancisce linizio del potere costituito.

SINTESI A CURA DI: Andrea BAROLINI - Emanuele ISONIO

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Cap.II-2 - Par. 3
COSTITUZIONI FLESSIBILI E COSTITUZIONI RIGIDE

I diversi tipi di Costituzione:

In ambito giuridico, sono stati introdotti numerosi modi in cui possibile distinguere i vari tipi di Costituzione. Ricordiamo i pi consolidati: costituzioni consuetudinarie e Costituzioni scritte: si ha una costituzione consuetudinaria quando non esiste un documento in cui viene racchiusa la massima parte delle norme costituzionali, ma si hanno singole leggi che regolano solo particolari rapporti (esempio tipico: la Gran Bretagna). Lassetto costituzionale dello Stato viene ordinandosi mediante norme consuetudinarie espresse spontaneamente dalla collettivit. Si ha una Costituzione scritta quando i valori e i principi alla base dello Stato e gli istituti fondamentali vengono consacrati in un documento. Allinterno del gruppo delle Costituzioni scritte, si possono effettuare ulteriori distinzioni. Costituzioni rigide e Costituzioni flessibili: Si parla di Costituzione flessibile per indicare le Costituzioni che non prevedono alcun procedimento particolare per la loro modificazione, ma consentono che questa avvenga attraverso leggi ordinarie. Le Costituzioni rigide dispongono, al contrario, procedimenti particolari per la modificazione del testo costituzionale. Tali procedimenti sono pi gravosi di quelli previsti per lapprovazione delle leggi ordinarie. Da tale distinzione consegue che, nel caso delle Costituzioni rigide, le leggi ordinarie non possono essere in contrasto con le norme contenute nella Costituzione: in caso contrario, esse sono dichiarate costituzionalmente illegittime. Pertanto, le Costituzioni rigide vedono prevalere le proprie regole rispetto a qualsiasi altra norma.
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Cap.II-2 - Par. 3
COSTITUZIONI FLESSIBILI E COSTITUZIONI RIGIDE

Costituzioni corte e lunghe:

Sono Costituzioni corte quelle che si limitano a disciplinare la materia strettamente costituzionale (organizzazione dello Stato, rapporti tra governanti e governati, diritti e doveri dei cittadini). Esempi di Costituzioni corte sono: la Costituzione degli U.S.A. (Preambolo, 7 articoli e 25 emendamenti) e lo Statuto Albertino (84 articoli). Sono Costituzioni lunghe quelle che, oltre alla materia strettamente costituzionale, disciplinano anche materie diverse. Esempi di Costituzioni lunghe: la Costituzione jugoslava del 1974 (406 articoli). Costituzioni ottriate e Costituzioni votate: Le Costituzioni concesse o ottriate (dal francese octroy) sono tipiche dei regimi monarchici. Si hanno quando il sovrano, prima assoluto, concede una Costituzione scritta ai suoi sudditi, spesso costretto dalla pressione popolare. Tutte le Costituzioni emanate nell800 sono Costituzioni concesse (anche lo Statuto Albertino). Le Costituzioni votate sono invece espresse dal basso e vengono redatte e approvate da rappresentanti del popolo, riuniti in Assemblee ad hoc, definite Assemblee costituenti (ad esempio, la Costituzione francese del 1875 e lattuale Costituzione italiana). Costituzioni-bilancio e Costituzioni-programma: Le Costituzioni-bilancio sono rivolte al presente e hanno come fine quello di dare forma giuridica ad una realt sociale gi esistente. Le Costituzioni-programma si propongono invece di promuovere anche la trasformazione della realt esistente, indicando gli obiettivi da raggiungere e gli strumenti idonei a tale scopo.
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Cap.II-2 - Par. 4
LA COSTITUZIONE ITALIANA

La Costituzione italiana:
in base alle distinzioni effettuate, la Costituzione italiana scritta, rigida, votata e programma. E scritta perch i princpi e gli istituti fondamentali della organizzazione dello Stato italiano sono consacrati in un documento (il testo costituzionale). E rigida perch alle norme in essa contenute stata assegnata una efficacia superiore a quella delle leggi ordinarie, in modo che le leggi che modificano la Costituzione e le leggi in materia costituzionale devono essere adottate dal Parlamento non con il procedimento ordinario ma con procedura aggravata, secondo quanto prescritto dallarticolo 138 della Costituzione. Tali leggi sono dette costituzionali. E votata perch stata redatta ed approvata dai rappresentanti del popolo eletti allAssemblea costituente. E una Costituzione-programma perch non si limita a fotografare la realt esistente ma si prefigge lobiettivo di modificarla. Infine, la Costituzione italiana pu essere definita anche convenzionale perch essa stata redatta ed approvata da forze politiche fra loro in contrasto, per cui stato necessario, al fine di dare un nuovo assetto costituzionale allo Stato, che esse procedessero a reciproche concessioni. Una Costituzione si dice, invece, ordinativa, quando promana da ununica forza politica.

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Cap.II-2 - Par. 4
LA COSTITUZIONE ITALIANA

La genesi della Costituzione della Repubblica italiana:

La Costituzione italiana entrata in vigore il 1 gennaio 1948. La sua nascita, per, fu il frutto di tappe successive: 25 giugno 1944: viene emanato il decreto legislativo luogotenenziale n.151 che dota lo Stato italiano di un ordinamento provvisorio, caratterizzato dalla funzione esplicita di preparare la formazione di un rinnovato stabile assetto costituzionale. Si decide che le forme istituzionali saranno scelte dal popolo italiano, attraverso unAssemblea Costituente, eletta a suffragio universale, diretto e segreto. Alla consultazione parteciperanno, per la prima volta, anche le donne. 16 marzo 1946: viene introdotto un nuovo decreto luogotenenziale (n.98). Si stabilisce che a decidere la nuova forma istituzionale dello Stato (monarchia o repubblica) sar direttamente il popolo, mediante un referendum. In precedenza si era delegata tale decisione allAssemblea Costituente. 2 giugno 1946: si svolge il referendum istituzionale e le elezioni per lAssemblea Costituente. - 12.717.923 voti per la Repubblica (54,3 %) - 10.719.284 voti per la Monarchia. (45,7 %) 28 giugno 1946: lAssemblea Costituente elegge Enrico De Nicola Capo provvisorio dello Stato. 15 luglio 1946: lAssemblea Costituente decide di nominare, al suo interno, una Commissione di 75 membri (presieduta da Meuccio Ruini) incaricata di elaborare e proporre un progetto di Costituzione. 31 gennaio 1947: la Commissione dei 75 presenta il progetto di Costituzione. 4 marzo - 22 dicembre 1947: lAssemblea discute il progetto. 22 dicembre 1947: lAssemblea Costituente approva la Costituzione a scrutinio segreto (453 Si, 62 No).
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Cap.II-2 - Par. 4
LA COSTITUZIONE ITALIANA

I contenuti della Costituzione della Repubblica italiana:


La Costituzione del 1948 si compone di varie parti:

PRINCIPI FONDAMENTALI (artt. 1 - 12) Parte Prima: DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI (13-54)
- Titolo I: RAPPORTI CIVILI (13-28) - Titolo II: RAPPORTI ETICO-SOCIALI (29-34) - Titolo III: RAPPORTI ECONOMICI (35-47) - Titolo IV: RAPPORTI POLITICI (48-54)

Parte Seconda: ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA (55-139)


- Titolo I: IL PARLAMENTO (55-82) (suddiviso in due sezioni) - Titolo II: IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA (83-91) - Titolo III: IL GOVERNO (92-100) (suddiviso in tre sezioni) - Titolo IV: LA MAGISTRATURA (101-113) (suddiviso in due sezioni) - Titolo V: LE REGIONI, LE PROVINCE, I COMUNI (114-133) - Titolo VI: GARANZIE COSTITUZIONALI (134-139) (suddiviso in due sezioni)

DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI


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Cap.II-2 - Par. 4
LA COSTITUZIONE ITALIANA

Degni di particolare rilievo sono i 12 articoli dedicati ai PRINCIPI FONDAMENTALI: essi rappresentano infatti le premesse ideologiche e politiche che i Costituenti hanno trascritto traendole dai loro diversi, e talvolta opposti, manifesti politici, con la consapevolezza che i loro ideali sarebbero stati destinati a coesistere e a bilanciarsi. In realt, molti di questi princpi non si sono tradotti in strumenti di regolazione giuridica. Il fatto che la Costituzione fondi la Repubblica italiana sul lavoro (art.1) o riconosca il lavoro come un diritto fondamentale (art.4) non basta a fondare situazioni giuridiche soggettive, cio pretese che un giudice pu soddisfare direttamente. Esse sono affermazioni di significato essenzialmente politico; poi il legislatore a dare sostanza a questi princpi. Ci non vuol dire che esse siano disposizioni inutili sotto il profilo giuridico: siccome esse prescrivono obiettivi al legislatore, i giudici, per lo meno, possono impugnare le leggi che vanno in direzione opposta a quella indicata dalla Costituzione, che ostacolano, anzich favorire, il raggiungimento di detti obiettivi. Questa funzione negativa va sicuramente riconosciuta a tutte le cosiddette norme programmatiche disseminate in vari punti della Costituzione.

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Cap.II-2 - Par. 4
LA COSTITUZIONE ITALIANA

Contenuti dei Principi fondamentali:

Articolo 1: sancisce il grande principio democratico della sovranit popolare. Essa si esercita nelle sole forme individuate dalla Costituzione, cio attraverso i canali della democrazia rappresentativa e quelli (pi limitati) della democrazia diretta. Articolo 2: afferma linviolabilit dei diritti umani,dellindividuo e delle formazioni sociali, ma anche linderogabilit dei doveri di solidariet.. Articolo 3: afferma luguaglianza formale dei cittadini davanti alla legge ma anche il dovere pubblico di rimuovere le disuguaglianze di fatto, per raggiungere la uguaglianza sostanziale. Articolo 4: sancisce il diritto al lavoro, che , al tempo stesso, anche un dovere per tutti i cittadini italiani. Tutte le attivit lavorative debbono concorrere al progresso materiale e spirituale della societ. Articolo 5: stabilisce lunit e indivisibilit della Repubblica. Contemporaneamente si riconoscono e promuovono le autonomie locali e il decentramento amministrativo. Articolo 6: tutela le minoranze linguistiche. Articolo 7: sancisce lindipendenza reciproca di Stato e Chiesa cattolica. Rimanda ai Patti Lateranensi per la regolazione dei loro rapporti. Articolo 8: riconosce leguaglianza delle confessioni religiose davanti alla legge. Articolo 9: tutela il paesaggio e il patrimonio storico-artistico nazionale e promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca. Articolo 10 e 11: regolano i rapporti tra ordinamento interno ed internazionale. In particolare, con lart.11, lItalia ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali. Articolo 12: descrive la bandiera italiana.
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