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Linguaggio Alla base della produzione del linguaggio non vi la memorizzazione di un gran numero di frasi ma lutilizzazione di regole che

che permettono la formulazione di frasi con significato Forma: il linguaggio utilizza un numero limitato di suoni, fonemi, che sono le pi piccole differenze di suono che siamo in grado di distinguere (d, t) Contenuto: Morfologia: combinazione di diversi fonemi a formare le parole Grammatica: combinazione di diverse parole per formare le frasi Contenuto emotivo: oltre ad essere veicolato dal significato viene rinforzato da mezzi estranei alla espressione linguistica (gesti, tono della voce, mimica facciale, atteggiamento) Uso: Linguaggio come mezzo di comunicazione sociale
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Origine del linguaggio umano


Indagini archeologiche (impronte lasciate da giri e solchi cerebrali sul cranio) suggeriscono la presenza di una specializzazione dellemisfero sinistro per il linguaggio (planum temporale- posteriormente alla corteccia acustica- cuore dellarea di Wernicke- pi grande nellemisfero sinistro che nel destro) nellUomo di Neanderthal (30.000-50.000 anni fa) nellUomo di Pechino (300.000-500.000 anni fa)

Nonostante queste evidenze si ipotizza che il linguaggio come tale si sia sviluppato circa 100.000 anni fa
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Origine del linguaggio umano


Due ipotesi: Teorie gestuali: il linguaggio si evoluto da un sistema di gesti che inizia a manifestarsi quando le scimmie assumono la postura eretta (es. evoluzione del pointing dal tentativo dei bambini di afferrare gli oggetti). Teorie vocali: il linguaggio si evoluto da un sistema di grida istintive deputate ad esprimere stati emozionali

Origine del linguaggio umano


Due ipotesi: Teorie gestuali: il linguaggio si evoluto da un sistema di gesti che inizia a manifestarsi quando le scimmie assumono la postura eretta (es. evoluzione del pointing dal tentativo dei bambini di afferrare gli oggetti). Teorie vocali: il linguaggio si evoluto da un sistema di grida istintive deputate ad esprimere stati emozionali Critiche alle teorie vocali: 1. Le grida dei primati sono mediate dalla corteccia del cingolo e da strutture sottocorticali, mentre il linguaggio umano mediato dalla corteccia laterale.

2. 3. 4.

Le grida dei primati veicolano essenzialmente stati emozionali, il linguaggio no. Il linguaggio umano caratterizzato dalla propriet combinatoria (possibilit di combinare i diversi elementi per ottenere un risultato diverso), assente nella comunicazione animale. Il significato dei suoni animali unico. Il linguaggio pu utilizzare lo stesso suono per comunicare significati diversi (es. fuoco, pu significare pericolo 4 oppure possibilit di cucinare il cibo)

Allinizio dell 800 grande dibattito riguardo la localizzazione delle funzioni nervose superiori delluomo: Vengono generate grazie al contributo di tutto il cervello (il cervello un organo sostanzialmente omogeneo) Dipendono da parti ben definite di esso

La frenologia una dottrina pseudoscientifica ideata e propagandata dal medico tedesco Franz Joseph Gall (1758-1828), secondo la quale le singole funzioni psichiche dipenderebbero da particolari zone o regioni del cervello, cos che dalla valutazione di particolarit morfologiche del cranio di una persona (linee, depressioni, bozze), si potrebbe giungere alla determinazione delle qualit psichiche dellindividuo e della sua personalit (inclinazione allamore,per lintimit domestica, per la combattivit, per lamore del teatro, per il calcolo, ecc.)

Gall (lati positivi): 1. Tentativo di frammentare la mente umana in funzioni relativamente autonome, aventi ognuna una propria localizzazione cerebrale 2. Ricorso alla patologia come fonte di dati empirici capaci di confermare o inficiare i modelli frenologici

Processi patologici possono interferire con una o laltra di queste caratteristiche La forma (articolazione di fonemi) pu venir alterata da disturbi cerebellari che determinano disartria (incapacit ad articolare chiaramente le parole) lesioni della corteccia cerebrale che determinano lafasia di Broca Il contenuto (formazione di parole e di frasi) alterato nellafasia di Wernicke, nellafasia di conduzione e nella schizofrenia Luso (linguaggio come mezzo di comunicazione sociale) compromesso nelle aprosodie e in alcune malattie psichiatriche come la schizofrenia

Linguaggio
Le conoscenze sul linguaggio derivano dallo studio
delle modalit di acquisizione del linguaggio nei bambini dallanalisi dei disturbi neurologici del linguaggio

Problemi nei tentativi di modelli di linguaggio basati sulle forme di comunicazione degli animali

Forme di comunicazione negli animali


Tutte le specie animali hanno forme di comunicazione pi o meno complesse ma, a differenza di quella utilizzata dalluomo, sono stereotipate Tentativo di scoprire nelle scimmie antropomorfe un linguaggio creativo: anni 30: William e Lorna Kellogg allevarono lo scimpanz Gua assieme al proprio bambino. Gua adott molti comportamenti di tipo umano, riusc a capire alcuni comandi verbali e a fare un certo numero di gesti con le mani ma non riusc mai a parlare (lesperimento termin quando il bambino inizi ad esprimersi come una scimmia!)

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Forme di comunicazione negli animali

Le scimmie non riescono a parlare perch il loro apparato fonatorio non ha sufficiente mobilit o perch il controllo dellemissione vocale immaturo?

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Forme di comunicazione negli animali


Anni 60: Allen e Beatrice Gardner insegnarono allo scimpanz Washoe lAmerican Sign Language. Dopo due anni Washoe aveva acquisito un vocabolario di 160 parole, che comprendeva oggetti (uccello, mano), aggettivi (blu, verde, diverso) e comparativi (pi, meno) Un bambino di quattro anni ha un vocabolario di pi di 3000 parole e non di 160 come Washoe: gli scimpanz possono imparare parole e ad usare simboli ma non come luomo

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Forme di comunicazione negli animali


Gli scimpanz sono in grado di capire rapporti causali tra cose e azioni? Premack: insegna allo scimpanz Sarah ad utilizzare dei gettoni sui quali erano impressi segni diversi. Sarah impara ad interpretare i comandi dati dalla disposizione dei gettoni e ad utilizzare i gettoni per formulare frasi proprie. Impara i concetti di negazione, somiglianza, differenza, lespressione il nome di, frasi composte, affermazioni come se allora, e a porre domande. Mostra coppie di disegni di oggetti di cui il secondo una forma modificata del primo (una mela, una mela tagliata) e Sarah deve scegliere fra diversi oggetti quello che pu spiegare la trasformazione (coltello). Fa la scelta giusta l80% delle volte.
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Forme di comunicazione negli animali


Kanzi, bonobo allevato da Susan Savage-Rumbaugh, una delle grandi scimmie antropomorfe "parlanti" pi capaci e famose del mondo. Da piccolo Kanzi assisteva, senza mostrarsi molto interessato, al programma di addestramento di sua madre Matata. Sue Savage-Rumbaugh cercava di insegnarle, con poco successo, a comunicare digitando dei lessicogrammi (simboli) su una tastiera collegata a un computer. stato con grande sorpresa della ricercatrice che un giorno, quando Matata era assente, Kanzi ha cominciato spontaneamente a usare i lessicogrammi, dimostrandosi cos il primo bonobo capace di fare uso di elementi linguistici, e la prima grande scimmia antropomorfa in grado di assimilarli senza un addestramento diretto.

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Forme di comunicazione negli animali

Nonostante questo capace di costruire frasi costituite solo da due o tre parole e tale abilit corrisponde a quella di un bambino di due anni e mezzo. Nei bambini la grammatica emerge tra i due e i quattro anni e, quindi, le capacit linguistiche di Kanzi sono considerate equivalenti a quelle di un bambino nel quale le capacit grammaticali non si sono ancora sviluppate. Labilit linguistica pregrammaticale degli scimpanz assomiglia al linguaggio agrammatico dei pazienti con lesione allarea di Broca.

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Forme di comunicazione negli animali

E possibile che gli scimpanz possano imparare a comunicare in una forma rudimentale attraverso luso di simboli, ma non sembra che essi possano acquisire le regole che organizzano le parole in frasi (ad esempio non riescono a riconoscere la forma passiva dalla forma attiva). Carattere meccanico e imitativo del linguaggio acquisito dagli scimpanz. Scarsa utilit degli esperimenti sugli animali per lo studio del linguaggio umano.

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Le conoscenze sul linguaggio derivano dallo studio delle modalit di acquisizione del linguaggio nei bambini
Gli studi sulla localizzazione anatomica del linguaggio e lo sviluppo del linguaggio nei bambini suggeriscono che sia un processo innato 1. il linguaggio localizzato in maniera predominante nellemisfero sinistro

maggiore estensione del planum temporale nellemisfero sinistro gi presente a partire dalla 31 settimana di gestazione

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i bambini alla nascita riescono a distinguere una vasta gamma di suoni fondamentale per comprendere qualsiasi linguaggio umano.

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L T

Tale sensibilit viene perduta in seguito quando il bambino apprende una lingua specifica: giapponesi adulti non distinguono tra l ed r, mentre i bambini s Gi a 8 mesi i bambini iniziano a perdere la loro sensibilit ai contrasti fonetici che non sono fonemici nella loro lingua madre; dallet di 10 mesi, la percezione del linguaggio molto simile a quella degli adulti.

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3.

Indicazioni dellesistenza di un periodo critico durante il quale un linguaggio viene appreso quasi senza sforzo.

Nellapprendimento del linguaggio vi sono stadi regolari ed universalmente diffusi. I bambini passano dal balbettio al discorso fatto di parole singole, a quello fatto di due parole unite sintatticamente e infine al discorso complesso let media di ciascuno di questi stadi la stessa in ogni tipo di cultura la capacit di apprendere unaltra lingua si riduce drasticamente dopo la pubert

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Cervello come struttura geneticamente predisposta allacquisizione del linguaggio. Il tipo di linguaggio che viene parlato, i dialetti e le inflessioni dipendono dallambiente sociale.

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Le conoscenze sul linguaggio derivano dallanalisi dei disturbi neurologici del linguaggio
Afasia Unalterazione del linguaggio che interessa la comprensione o la produzione di linguaggio o entrambe dipende da lesioni (danni vascolari, traumi, tumori) di particolari zone del sistema nervoso principalmente appartenenti alla corteccia cerebrale. Distinta da forme morbose che dipendono da paresi o da mancanza di coordinazione dei muscoli che controllano lapparato vocale:
Disartria: alterazione dellarticolazione di parole (pazienti cerebellari) Disfonia: disturbo della vocalizzazione (morbo di Parkinson)

Danni corticali non determinano una riduzione globale delle capacit linguistiche ma
lesioni localizzate in diverse parti della corteccia cerebrale alterano in maniera specifica particolari aspetti del linguaggio le afasie oltre ad interessare la produzione e la comprensione del linguaggio, interessano anche altre facolt cognitive (problemi nella lettura e nella scrittura) 21

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Afasie
Linguaggio dei segni: a differenza del linguaggio parlato, lespressione non verbale ma avviene mediante movimenti della mano e viene percepita attraverso le vie visive e non attraverso quelle uditive. Lesioni dellemisfero sinistro nei sordomuti: determinano afasia nellutilizzo del linguaggio dei segni. Lesioni specifiche determinano deficit specifici di comprensione del linguaggio dei segni o di congruenza grammaticale o ricchezza nellespressione gestuale. Lemisfero sinistro deputato al linguaggio indipendentemente dalle modalit sensitive o motorie che vengono usate nella sua elaborazione la parola e ludito non sono essenziali affinch nellemisfero sinistro emerga la capacit di esprimersi attraverso il linguaggio il linguaggio parlato solo una delle possibilit che lemisfero sinistro pu utilizzare per comunicare
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Afasie
Quasi sempre il disturbo afasico associato ad una difficolt di elaborazione del linguaggio scritto, sia in ricezione (lettura) che in espressione (scrittura). A volte il disturbo interessa una sola modalit, come nel caso delle forme pure (anatria pura, sordit verbale, alessia e agrafia) Di norma, per, lafasia interessa quasi sempre tutti gli aspetti della comunicazione verbale anche se varia a seconda delle componenti del sistema verbale danneggiate.
Es.: un paziente che produce errori fonemici e articolatori (tevolo o patalo al posto di tavolo) a causa di una difficolt a pianificare e realizzare corrette sequenze fonologiche, sar gravemente disturbato nel linguaggio spontaneo e nelle prove di ripetizione e di lettura ad alta voce, ma non dovrebbe avere difficolt a comprendere il significato di parole scritte

E una difficolt ad elaborare il senso di un messaggio ricevuto o a tradurre una intenzione comunicativa in un messaggio verbale. Interessa, cio, i processi centrali di elaborazione linguistica ma lascia integri i processi periferici
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Evoluzione del modello di funzionamento del linguaggio


Broca, 1861: il linguaggio non generato unitariamente dal cervello ma dipende da parti ben definite di esso paziente TAN: ad ogni domanda risponde con lo stereotipo tan-tan lesione alla terza circonvoluzione frontale di sinistra

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Gall, 1822 FRENOLOGIA Tentativo di individuare la sede del linguaggio Parte anteriore del cervello bilateralmente

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Marc Dax, 1836 Societ medica di Montpellier 40 casi di deficit di linguaggio in presenza di lesioni allemisfero sinistro Il figlio riesce a pubblicare il lavoro del padre solo due anni dopo quello di Broca!

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Paul Broca, 1861 Concetto di localizzazione funzionale

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Paul Broca, 1861 Paziente Tan Specifico deficit di produzione di linguaggio Specifica lesione alla base della terza circonvoluzione frontale a cavity with a capacity for holding a chickens egg

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Contributo di Broca: Localizzazione dellarea che porta il suo nome Scoperta ufficiale della lateralizzazione delle funzioni Precisa correlazione tra una sede lesionale e la perdita di una specifica capacit (espressione del linguaggio)

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Carl Wernicke, 1874 allet di 26 anni pubblica un articolo in cui descrive il caso di 2 pazienti con difficolt di comprensione uditiva del linguaggio orale e capacit di produzione linguistica relativamente preservata Propone la prima teoria del linguaggio Centro motore anteriore (area di Broca) Centro semantico posteriore (area di Wernicke) Fascicolo arcuato

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forme cliniche diverse di afasia sarebbero provocate da lesioni che distruggono selettivamente le varie parti di questo sistema audifonatorio

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Wernicke osserva che: Leloquio dei pazienti era fluente ma scarsamente informativo Leloquio conservava un normale contorno intonativo I pazienti producevano numerose parafasie fonologiche (afasia di Wernicke)
lesione del centro uditivo-verbale afasia sensoriale (a. Wernicke): paziente incapace di comprendere e di ripetere. Linguaggio parafasico in quanto non pu controllare la propria produzione orale. Inconsapevol ezza del deficit. 33

lesione del centro verbo-motore afasia motoria (a.Broca): deficit importanti di espressione verbale, in assenza di disturbi di comprensione

distruzione delle fibre di associazione afasia di conduzione: no disturbi di comprensione, n di produzione. Difetto di ripetizione. Parole deformate nel linguaggio spontaneo. Consapevolezza del deficit in quanto possibile il controllo da parte del centro uditivo-verbale

Critiche al modello di Wernicke non tiene conto delle componenti semantico-concettuali proprie del linguaggio, ma solo di quelle sensorimotorie il modello non sufficiente a spiegare la complessa gamma di disturbi verbali che si osserva nei pazienti afasici (es. buona ripetizione in presenza di deficit di comprensione o produzione) Modello di Lichtheim (1885) due livelli: inferiore: componenti sensorimotorie (Wernicke) superiore: componenti semantico-concettuali

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Centro dei concetti (basato sullattivit di tutta la corteccia)

Centro delle immagini visive

Area di Broca

Area di Wernicke

Centro della scrittura

Critiche al modello di Lichtheim: non spiega lincapacit di denominare (afasia nominum) non possibile dimostrare lesistenza di un centro dei concetti

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Non vi dimostrazione di un disturbo selettivo nellelaborazione dei concetti in seguito ad una lesione focalizzata Recenti concezioni (Warrington) indicano la possibilit che la zona critica per la rappresentazione di determinate categorie concettuali potrebbe essere la stessa che ha elaborato le informazioni pi importanti per lorganizzazione delle stesse categorie Pur se diverse informazioni convergono nellelaborazione di un determinato concetto, il peso delle diverse informazioni pu essere notevolmente diverso in differenti categorie es.: categorie biologiche (animali, vegetali, frutta, fiori, ecc.) basate soprattutto su informazioni sensoriali, soprattutto visive categorie di manufatti (utensili) basate soprattutto su informazioni funzionali (coltello per tagliare), propriocettive e motorie E possibile che lesioni localizzate in parti diverse della corteccia disorganizzino soprattutto quelle categorie concettuali che si basano preferenzialmente su informazioni elaborate in quella parte della corteccia
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Geschwind (seconda met anni 60) ripropone i modelli associazionistici risolvendo il problema della denominazione: luomo ha la possibilit di formare associazioni dirette fra la modalit visiva, uditiva e somestetica. Esaminando le strutture cerebrali di mammiferi superiori ed esseri umani not la presenza in questi ultimi di una struttura cerebrale assente negli altri animali

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Si tratta del lobo parietale inferiore che include il giro angolare ed il giro sopramarginale (aree 39 e 40 di Brodmann) nelluomo la convergenza di informazioni multi-modali a livello delle aree associative temporo-parieto-occipitali il prerequisito necessario dellattivit di denominazione in quanto permette la formazione di concetti (insieme organizzato degli attributi percettivi degli oggetti) e permette di associare i concetti alle etichette verbali.

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Modello del linguaggio di Wernicke-Geschwind


Cosa succede quando una persona deve denominare un oggetto riconosciuto con la vista? Trasferimento dellinformazione da retina 1. al corpo genicolato laterale 2. alla corteccia visiva primaria (area 17) alla corteccia visiva di ordine superiore (area 18) 3. al giro angolare nella corteccia associativa parieto-temporooccipitale (area 39). Integrazione delle informazioni afferenti uditive, visive e tattili. 4. allarea di Wernicke (area 22). Linformazione visiva viene trasformata in una rappresentazione fonetica (uditiva) della parola. 5. attraverso il fascicolo arcuato allarea di Broca (area 45) 6. alla corteccia motrice che controlla larticolazione del suono
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Modello del linguaggio di Wernicke-Geschwind


Cosa succede quando una persona deve ripetere una parola che ha udito? Trasferimento dellinformazione da membrana basilare dellapparato acustico al nervo uditivo 1. al corpo genicolato mediale 2. alla corteccia uditiva primaria (area 41) alla corteccia uditiva di ordine superiore (area 42) 3. al giro angolare nella corteccia associativa parieto-temporooccipitale (area 39). Integrazione delle informazioni afferenti uditive, visive e tattili. 4. allarea di Wernicke (area 22) 5. attraverso il fascicolo arcuato allarea di Broca (area 45) 6. alla corteccia motrice che controlla larticolazione del suono
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Previsioni del modello di Wernicke-Geschwind Se lesione area Wernicke le parole non vengono comprese Se lesione estesa anche pi posteriormente e inferiormente danno anche per parole viste e scritte Se lesione area Broca grave alterazione del discorso e della produzione di parole Se lesione al fascicolo arcuato alterazione della comunicazione verbale

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Non esiste una classificazione universalmente accettata dei diversi tipi di afasia. Geschwind e Damasio hanno proposto unutile elaborazione del modello di Wernicke-Geschwind del linguaggio.

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Recenti ricerche cognitive e studi di visualizzazione del cervello sia su soggetti normali che su pazienti afasici suggeriscono modifiche al modello. I sintomi tipici attribuiti alla lesione dellarea di Broca e di Wernicke in effetti dipendono da lesioni pi estese. Se le lesioni sono limitate a tali aree non vi tutta la sintomatologia descritta per le afasie di Broca e di Wernicke. Il modello pone laccento sullimportanza delle aree corticali ma vi sono prove che anche alcune strutture sottocorticali come il talamo sinistro, il nucleo caudato sinistro e la sostanza bianca adiacente rivestono importanza per il linguaggio. Linformazione visiva non viene inviata allarea di Wernicke ma procede direttamente dalle cortecce visive superiori allarea di Broca Sembrano esservi vie separate per le non-parole, che rappresentano laspetto fonetico del linguaggio e per le parole con significato, che rappresentano laspetto semantico del linguaggio. Analogamente vi potrebbe essere una via indipendente per lemissione di suoni senza senso

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Il linguaggio interessa un numero di aree molto grande e coinvolge un gruppo di vie di connessione molto pi complesso di quelle che mettono semplicemente in rapporto larea di Wernicke con quella di Broca.

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Afasia come disturbo della comunicazione verbale


Lafasia non compromette il globale processo di comunicazione ma solo la sua componente linguistica. I pazienti afasici comunicano meglio di come parlano perch riescono ad utilizzare strategie di compenso non verbali (disegnare, indicare, mimare luso di oggetti, usare gesti simbolici) e perch alcuni fenomeni presenti nel linguaggio afasico (circonlocuzioni, parafasie fonemiche che permettono il riconoscimento della parola dorigine, parafasie verbali contestualmente non ambigue, autocorrezioni progressive di tipo fonologico o semantico) non sono tali da impedire la comunicazione riescono ad interpretare le informazioni contestuali, ad intuire le motivazioni e le aspettative degli interlocutori, tendono a rispettare lalternanza tra parlante ed ascoltatore, possono utilizzare i sistemi di comunicazione non verbale (gesticolazione, espressioni facciali, variazioni nellintonazione) la conoscenza della situazione e la capacit di interpretare i comportamenti non verbali permettono di compensare i deficit di comprensione.

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Afasia come disturbo della comunicazione verbale


Dissociazione automatico/volontaria una prova della competenza comunicativa parzialmente conservata un paziente che nel corso dellesame non riesce a denominare il bicchiere o a ripetere lavverbio no, pu occasionalmente produrre queste parole nellambito di conversazioni ordinarie quando chiede da bere o risponde negativamente Questo non significa che gli afasici non abbiano difficolt nella vita quotidiana: il disturbo linguistico impedisce la produzione di atti linguistici adeguati e coerenti, e questo pu essere cos grave da compromettere ogni forma di espressione verbale.

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Diagnosi clinica
Determinare se leloquio del paziente fluente o nonfluente, mediante una conversazione, non tenendo conto delladeguatezza o meno di quello che il paziente dice, n del tipo di errori. Fluente e nonfluente sono due estremi di un continuum e non vi un singolo criterio per distinguerli nonfluenti sicuri: agrammatismo: riduzione e semplificazione delle strutture grammaticali, omissione di pronomi, preposizioni e verbi che, se ci sono, appaiono non declinati (allinfinito, participio passato o terza persona singolare del presente indicativo) in assenza di agrammatismo nonfluenti: frasi di non pi di 3 parole fluenti: frasi di 5/6 elementi afasie nonfluenti: afasia globale, di Broca e transcorticale motoria afasie fluenti: afasia di Wernicke, di conduzione, transcorticale sensoriale e mnestica

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