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Le strutture extracellulari consistono principalmente di macromolecole secrete dalla cellula stessa.

La natura chimica di queste molecole differisce tra i vari organismi, ma le strutture extracellulari negli organismi eucarioti hanno caratteristiche comuni: consistono di lunghe molecole fibrose flessibili immerse in una matrice idratata amorfa di glicoproteine e polisaccaridi ramificati.

La matrice extracellulare delle cellule animali assume una variet di forme differenti e gioca un ruolo importante in diversi processi cellulari quali la proliferazione, la motilit, il differenziamento e ladesione, la migrazione cellulare, lorganizzazione tridimensionale dei tessuti ed organi che si formano durante lo sviluppo embrionale.

Nelle piante, nei funghi e nei procarioti le strutture extracellulari sono rappresentate dalla parete cellulare la cui composizione chimica differisce in modo considerevole tra i vari tipi di organismi. Essa conferisce rigidit alla cellula che circonda e forma una barriera che controlla la permeabilit, protegge da insulti meccanici nonch da virus ed organismi infettivi.

La MEC contribuisce a determinare la forma e le propriet meccaniche dei tessuti e degli organi.

MEC delle cellule animali


Proteine strutturali, collageni ed elastine Complessi di proteine e polisaccaridi, proteoglicani Proteine adesive, fibronectine e laminine

I collageni Fibre con elevata resistenza alla trazione (cute, osso, tendine, cartilagine) Rappresentano il 25-30% delle proteine totali degli organismi sono prodotti principalmente dai fibroblasti, ma anche dalle cellule m. lisce ed epiteliali Sono caratterizzati da un elevato contenuto di glicina e dalla presenza di aa rari, quali idrossilisina e idrossiprolina

Una fibra contiene circa 270 molecole di collagene

La stabilit delle fibrille di collagene rinforzata da ponti idrogeno che coinvolgono gli ossidrili dei residui di idrossiprolina e idrossilisina delle catene alfa. Questi ponti idrogeno formano legami crociati sia allinterno che tra le singole molecole di collagene presenti in una fibrilla. La mancata idrossilazione delle catene di collagene ha una serie di conseguenze su struttura e funzione dei tessuti connettivi (es. scorbuto)

Nei vertebrati sono note 25 catene differenti, ciascuna delle quali codificata da un gene specifico e possiede una sequenza aa caratteristica. Queste catene si associano in varie combinazioni generando 15 tipi differenti di molecole di collagene, la maggioranza delle quali si trova in tessuti specifici.

Fra i vari componenti della MEC, le molecole di collagene costituiscono lintelaiatura insolubile che determina molte delle propriet meccaniche della matrice. Infatti, le propriet di un tessuto possono essere correlate con lorganizzazione tridimensionale delle sue molecole di collagene (es., tendini, cornea).

Stroma corneale

Collagene di tipo IV nella membrana basale

Anomalie nella formazione delle fibre di collagene possono portare a gravi patologie.

ustioni e danni traumatici a organi interni possono portare ad un accumulo di tessuto cicatriziale, costituito prevalentemente da fibre collagene mutazioni nel gene per collagene tipo I pu produrre osteogenesis imperfecta
mutazioni nel gene per collagene tipo II alterano le propriet della cartilagine causando nanismo e deformit dello scheletro mutazioni nei geni per collagene tipo IV sono sate identificate in pazienti con la sindrome di Alport, una malattia renale ereditaria in cu la m. basale glomerulare danneggiata

In alcuni organi, come il polmone, le arterie, la cute e lintestino sono presenti fibre elastiche che conferiscono elasticit e flessibilit.

Elastina:
glicina prolina

Durante linvecchiamento aumentano i legami crociati tra le molecole di collagene con un conseguente aumento della loro rigidit. Contemporaneamente in tessuti come la cute diminuiscono le molecole di elastina. Come conseguenza, le persone anziane hanno ossa ed articolazioni meno flessibili, e la loro cute si raggrinzisce e ritorna solo lentamente alla sua forma originale dopo essere stata deformata.

Le fibre di collagene e di elastina sono immerse in una matrice di proteoglicani.

GAG costituiscono la porzione glucidica dei proteoglicani e sono anche definiti mucopolisaccaridi.
Sono costituiti da unit disaccaridiche ripetute quali il condroitin solfato, il cheratan solfato e lo ialuronato. Le caratteristiche idrofile e di carica dei gruppi solfato e dei carbossili permettono il legame con lacqua e con i cationi conferendo, cos, una forte idratazione alle molecole dei glicosamminoglicani che formano una matrice gelatinosa in cui sono immersi i collageni e le elastine.

I proteoglicani (mucoproteine) possono avere taglie molecolari molto differenti. I proteoglicani possono legare direttamente i collageni. In molti tessuti possono essere presenti come molecole singole. Nella cartilagine sono legati a lunghe molecole di ialuronato formando complessi molecolari.

Struttura dei proteoglicani nella cartilagine

Una importante funzione dei proteoglicani (mucoproteine) quella di intrappolare acqua nellambiente extracellulare. In effetti i proteoglicani fungono da spugne che assorbono quantit dacqua fino a 50 volte il loro peso.
Ci conferisce loro una marcata resistenza alla compressione

Lo ialuronato oltre a fungere da struttura portante nel complesso di proteoglicani della cartilagine, esiste come polimero libero di centinaia o anche migliaia di unit disaccaridiche ripetute.

Le molecole di ialuronato hanno propriet lubrificanti e sono abbondanti nelle articolazioni ossee. Sono molto abbondanti anche nella MEC dei tessuti dove le cellule proliferano o migrano in modo attivo. Si trovano anche sulla superficie delle cellule in migrazione e scompaiono nel momento in cui queste si arrestano e formano contatti cellula-cellula.

I proteoglicani e le proteine adesive ancorano le cellule alla matrice extracellulare. In alcuni casi i proteoglicani sono parte integrante della membrana plasmatica: Il core immerso nella m. plasmatica (es. proteoglicani eparan solfato) Sono legati covalentemente a fosfolipidi di m. Possono legare recettori di m.

La fibronectina parte di una famiglia di glicoproteine strettamente correlate che contengono circa il 5% di carboidrati. Esiste in una forma solubile nel sangue ed in altri fluidi biologici, in una forma insolubile organizzata in fibrille nella MEC ed in una forma parzialmente solubile associata alla membrana della cellula. Tutte queste forme di fibronectina sono codificate da un singolo gene e sono generate per un processo di splicing alternativo di uno stesso mRNA.

Fibronectina

RDG: arginina-glicinaaspartato

La fibronectina interviene:

nel mantenimento della forma cellulare

La fibronectina interviene:

sul movimento cellulare

La fibronectina interviene:
nella coagulazione e cicatrizzazione delle ferite (fibronectina plasmatica)

Molti tipi di cellule tumorali sono incapaci di sintetizzare la fibronectina, perdono la forma originale e non si ancorano alla MEC.

Le laminine rappresentano la seconda importante famiglia di glicoproteine adesive. Al contrario della fibronectina che presente nella maggior parte dei tessuti connettivi e nei fluidi corporei, le laminine sono presenti principalmente nelle lamine basali.

Epiteli Cell. Musc., adip., Schwann. Rene

Le cellule tumorali hanno molti recettori per la laminina

Nonostante differenze funzionali e di composizione molecolare da tessuto a tessuto, tutte le forme di lamina basale contengono collagene di tipo IV, proteoglicani, laminine e entactina. Pu essere presente anche fibronectina.

Le molecole di entactina possiedono siti di legame sia per il collagene di tipo IV che per la laminina ed in tal modo rinforzano il legame tra queste molecole nella lamina basale.

Laminina
850.000 Dalton

La laminina, come la fibronectina, interviene nella migrazione, crescita e differenziamento cellulare

La MEC pu esibire propriet dinamiche, sia nello spazio sia nel tempo. Nello spazio, ad esempio le fibrille della MEC possono stirarsi molte volte rispetto alla loro normale lunghezza quando sono tirate dalle cellule, e contrarsi quando la tensione viene allentata. Nel tempo, i componenti della MEC sono soggetti continua degradazione e ricostruzione.
Questi processi servono a rinnovare la matrice e ne permettono il rimodellamento durante lo sviluppo embrionale o in seguito a danno tissutale.

La degradazione dei materiali della MEC compiuta principalmente da una famiglia di enzimi contenenti zinco, chiamati metalloproteinasi della matrice (MMP) che sono sia secreti nello spazio extracellulare, sia legati alla superficie esterna della membrana plasmatica.
Leccessiva o inappropriata attivit delle MMP probabile causa di malattie, come lartrite, la sclerosi multipla, laterosclerosi, il deterioramento dei denti e la progressione tumorale.