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Università degli Studi Di Cagliari

Facoltà di Medicina e Chirurgia


Dipartimento di Scienze Chirurgiche e Trapianti d’organo
Clinica Urologica
Scuola di Specializzazione in Urologia
Direttore: Antonello De Lisa

Relatore: Prof. Antonello De Lisa


L'epitelio di transizione è costituito da due
strati: quello di base è costituito da cellule
cubiche e cellule a forma di clava mentre lo Cenni di istologia
strato superiore e costituito da cellule ad
ombrello che possono essere anche
binucleate. È presente all'interno delle vie
urinarie. Nella vescica, all'occorrenza
dovendo questa struttura contenere volumi
variabili di liquido, si può estendere
facendo dilatare le cellule a clava e facendo
appiattire quelle ad ombrello. Questa
conformazione permette all'epitelio della
vescica di essere impermeabile evitando che
il liquido ipertonico contenuto in essa possa
attirarne altro dai tessuti circostanti.
CARCINOMA VESCICALE

• Il carcinoma transizionale della vescica è


il tumore più diffuso nell’ambito delle vie
urinarie.
• Si comporta solitamente come una
malattia di alterazione globale
dell’epitelio uroteliale, che in qualunque
segmento delle vie urinarie può andare
incontro a trasformazione neoplastica
TUMORE POLICRONOTOPICO.
EPIDEMIOLOGIA

• Rapporto maschi/femmine = 2,7: 1 (negli anni ‘70 era di


7:1)
Nel maschio:
• è la quarta causa più frequente di cancro, dopo polmone,
colon-retto e prostata;
• è al quarto posto fra le cause di morte per cancro;
• rappresenta il 10% di tutti i carcinomi.
Nella femmina:
• rappresenta il 4% di tutti i carcinomi
• risulta ottavo fra le cause più frequenti di cancro;
EPIDEMIOLOGIA
Conclusioni generali 1

Non esistono dati epidemiologici in grado di configurare


una mappa precisa della reale incidenza del carcinoma
vescicale in senso assoluto o dettagliatamente per diverse
aree geografiche di singoli Stati; questo poiché i dati in
nostro possesso derivano dalle statistiche compilate
presso i maggiori centri di affluenza della patologia.
In effetti, i dati epidemiologici dei grossi Centri
urologici sono molto dettagliati (stratificazione dei
pazienti per sesso, età, stadio e grado tumorale), ma si
riferiscono ad una concentrazione della patologia legata
alla migliore capacità di accoglienza e organizzazione
dell’istituto, e all’autorevolezza dei sanitari ivi operanti.
EPIDEMIOLOGIA
Conclusioni generali 2

Tuttavia, lavorando sui dati parziali


si può affermare che l’incidenza del
carcinoma vescicale sia,
globalmente, in lento ma indubbio
aumento.
EPIDEMIOLOGIA
Conclusioni generali 3

Ugualmente in aumento appare il


riscontro di neoplasie superficiali rispetto
alle infiltranti:

questo è sicuramente dovuto alla maggiore


precocità nella diagnosi, alla maggiore cura
impiegata nell’indagare i casi di ematuria e, in
parte, ai reperti occasionali in corso di studio del
paziente per altra patologia.
FATTORI DI RISCHIO
• Fumo (il 30-50% dei pazienti maschi e il 25% dei
pazienti femmine sono fumatori; rischio di 4:1 rispetto
ai non fumatori)
• Esposizione occupazionale a:
- coloranti anilinici,
- amine aromatiche (2-naftilamina, 4-aminobifenile,
benzidina)
- ceneri del carbone,
- idrocarburi alifatici clorurati
• Assunzione di fenacetina o ciclofosfamide.
• Infestazione da S. haematobium.
• Radioterapia pelvica
GENETICA MOLECOLARE

• Delezione di 3p (tumori invasivi)


• Delezione 5q (contenente il gene APC?)
• Delezione 6q
• Delezione di 13q
• Alterazioni e/o delezionidel cromosoma 9
(proteine regolatrici p15 e p16)
• Delezione di 17p (gene p53 che codifica per la
proteina regolatrice p53)
SINTOMATOLOGIA 1

• Ematuria capricciosa
(micro- o macro-, spesso “sine dolore”)

• Sintomi irritativi della minzione


(tipici del Ca in situ)
SINTOMATOLOGIA 2

• Legata alla sede e all’estensione della


neoplasia:
-dolore ipogastrico
- sintomi ostruttivi della minzione,
- dolore lombare (interessamento di uno o
entrambi i meati ureterali)
- pneumaturia, fecaluria
• Sintomi generali (dolore osseo, edema degli
arti inferiori, febbre)
DIAGNOSI

• Anamnesi
• Esame obiettivo
• Citologia urinaria (PAP test del sedimento)
• Diagnostica strumentale:
- ETG reno-vescicale (ultrasuoni)
- urografia
- TC
- RMN
- endoscopia
• Istologia
STORIA NATURALE
 MICRONODULO

 MACRONODULO

 SVULUPPO ESO-ENDOFITICO

 COMPRESSIONE

 DISLOCAZIONE

 INFILTRAZIONE

SEGUE…
 METASTASI

MORTE
Metastatizzazione per via ematica e linfatica
Linfonodi: iliaci interni/esterni, otturatori, sacrali
K VESCICA
Stadiazione Clinica e patologica

TX : Tumore primitivo non definibile


T0 : Non segni di tumore primitivo
Stadio Oa Ta N0 M0

Ta : Carcinoma papillare non invasivo Stadio Ois Tis N0 M0

NX : Linfonodi Stadio I T1 N0 M0
Tis : Carcinoma in situ (tumore piatto) regionali non Stadio II T2a N0 M0
definibili T2b N0 M0
T1 : Tumore che invade il connettivo
sottoepiteliale StadioIII T3a N0 M0
N0 : Non metastasi
linfonodali T3b N0 M0
T2 : Tumore che invade la parete muscolare T4a N0 M0
T2a : Invasione superficiale (metà interna) N1 : Metastasi di un Stadio IV T4b N0 M0
della tonaca muscolare solo linfonodo ≤ 2cm Ogni T Ogni N M0
T2b : Invasione profonda (metà esterna)
della tonaca muscolare N2 : Metastasi Ogni T Ogni N M1

linfonodali singole o
T3 : Invasione extravescicale dei tessuti multiple ≥2 cm ma
perivescicali ≤5cm
T3a : Microscopica
T3b : Macroscopica N3 : Metastasi
linfonodale/i ≥5 cm
T4 : Infiltrazione organi adiacenti
T4a : Prostata, utero e vagina
T4b : Parete pelvica e/o addominale M0 : Assenza metastasi a
distanza
M1 : Presenza di metastasi a
distanza
Pur comprendendo tutto lo
spettro dell’aggressività
biologica,in pratica il
carcinoma vescicale tende a
manifestarsi in due forme
principali:

• superficiale a basso grado


di malignità
• infiltrante ad alto grado di
malignità
ANATOMIA PATOLOGICA
MACROSCOPICA
• Forme vegetanti: sessili
peduncolate
• Forme piatte
• Forme ulcerate
• Cis

MICROSCOPICA
• Carcinoma a cellule transizionali
• Carcinomi a cellule non transizionali
– Adenoarcinoma
– Carcinoma a cellule squamose
TERAPIA

FORME SUPERFICIALI

• Resezione transuretrale
• Coagulazione laser (Ho-YAG, Nd-YAG)
• Chemioterapia intracavitaria (mitomicina C, BCG,
adriamicina, epirubicina)
• Cistectomia (carcinomi multicentrici, plurirecidivi,
Ca in situ)
TERAPIA

FORME INFILTRANTI

• Il gold standard per la terapia delle forme


infiltranti rimane attualmente la cistectomia
radicale, con creazione di una diversione urinaria
o di una neovescica ortotopica.

• D’altra parte, come per altre neoplasie, va sempre


più affermandosi la volontà di effettuare un
risparmio dell’organo (BLADDER SPARING)
TERAPIA CHIRURGICA

• CISTECTOMIA PARZIALE
con ricostruzione
• CISTECTOMIA RADICALE
vescicale

con diversione urinaria


• condotto ileale
• diversioni cutanee continenti
• serbatoi ortotopici continenti
• ureterostomia cutanea
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Clinica Urologica
Scuola di Specializzazione in Urologia
Direttore: Antonello De Lisa

FINE