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Giuseppe Ciccarone , Economia Monetaria c.a.; a.a.

2010-11


Aspettative razionali e punti di sella

Giuseppe Ciccarone
Giuseppe Ciccarone , Economia Monetaria c.a.; a.a. 2010-11
AR
Muth (1961, p. 316): gli agenti economici giungono a formare le
proprie aspettative attraverso processi intellettuali tanto accurati
quanto lo sono elaborati sistemi di equazioni. Ipotesi puramente
descrittiva: aspettative formate sulla base di un modello, noto agli
agenti, che rappresenta accuratamente le relazioni economiche
presenti nelleconomia.
Una AR essenzialmente uguale alla predizione della teoria
economica rilevante: dati il modello e linsieme informativo, le
distribuzioni di probabilit soggettive (le aspettative degli agenti
economici) sono uguali alle distribuzioni oggettive (le aspettative
matematiche condizionate). La differenza tra valori attesi e valori
effettivi dipende da una componente casuale che si suppone abbia
media zero e non risulti correlata serialmente.
Agenti usano tutta linfo disponibile. Non commettono errori
sistematici
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Assiomi AR
Variabili endogene oggetto di previsione trattate come variabili
casuali; se modello dinamico, come processi stocastici (successioni di
variabili casuali nel tempo).
1. Speranza matematica: lAR a t di una variabile x
t+1
pari alla
speranza matematica (media) della variabile condizionata a I
t
.
2. Non distorsione: le AR sono in media corrette; differiscono dai
valori effettivi solo per il fattore casuale u (white noise):
x
t+i
= E(x
t+i
|I
t
) + u
t+i
.
3. Ortogonalit: u distribuito come una normale con media nulla
e varianza costante: E(u
t+i
|I
t
) = 0.
4. Coerenza: Le AR della stessa variabile fatte in 2 date diverse
sono diverse solo se le info sono diverse: E(x
t+i
|I
t
)=E(x
t+i
|I
t+j
), j
< i, solo se I
t
= I
t+j
.
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1a propriet delle AR
Laspettativa dellerrore di previsione, condizionata allinsieme
informativo disponibile, ha media zero.
ht = errore di previsione;
Xt = distribuzione di probabilit di una variabile casuale;
It = insieme informativo disponibile.

Per le propriet delle aspettative matematiche condizionate:
ht = Xt - E(Xt | It-1)
E(ht|It-1) = E{[Xt - E(Xt|It-1)]|It-1} = E(Xt|It-1) - E[E(Xt|It-1)|It-1]

Al tempo t-1, laspettativa condizionata della distribuzione di
probabilit conosciuta. Per la legge dellaspettativa iterata,
risultante da non distorsione e ortogonalit: E[E(Xt|It-1)|It-1] =
E(Xt|It-1). Dunque:
E(ht | It-1) = E(Xt | It-1) - E(Xt | It-1) = 0
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2a propriet delle AR
Gli errori di previsione non sono correlati con linformazione
disponibile e quindi con i valori passati della variabile esaminata.


Prova: per i 1 e per la propriet 1 possibile scrivere:


E(ht*ht-i | It-i) = (ht-i)E(ht | It-i) = 0
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Sella
Muth non ha spiegato lespressione teoria economica rilevante, n il
processo attraverso il quale i soggetti apprendono la realt in cui
operano. Ci ha indotto a dotare gli agenti degli stessi modelli utilizzati
dallanalista. Questi modelli, per fornire significato operativo al
concetto di razionalit proposto, devono appartenere al set di quelli per i
quali le distribuzioni rilevanti hanno conseguito valori stazionari e
possono essere quindi note agli scambisti (Lucas, 1975, p. 1221).

Leconomia deve essere rappresentabile attraverso un modello il cui
equilibrio, individuabile dagli agenti, soddisfa alcune condizioni che
caratterizzano lo stato stazionario come un punto di sella. Solo questo
garantisce lesistenza di un unico sentiero dinamico convergente
allequilibrio, che potr prevalere solo se gli agenti conoscono i valori di
steady state e sono convinti che il sistema sia in grado di conseguirli.
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Esempio intuitivo
Sistema deterministico composto da due equazioni differenziali lineari
che esprimono i tassi di variazione di due variabili in funzione dei
livelli delle stesse variabili:

(1)

Soluzione di steady state (i valori di x e y assumono valori stazionari
nel corso del tempo). Imponendo si ricava:
x = (-1/a)(by + h) (2)
y = (-1/d)(cx +k)

I valori di steady state, x* e y*, che si ottengono dalla soluzione del
sistema sono:
x* = (bk - dh)/(ad - bc) (3)
y *= (ch - ak)/(ad -bc)
k dy cx y
h by ax x
+ + =
+ + =
.
.
0 e 0
. .
= = y x
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Spazio di fase
Se, al tempo t = 0, risulta x x* e y y*, quali condizioni devono
essere soddisfatte per garantire il raggiungimento dellequilibrio di
steady state?
Lo studio dei diagrammi di fase consente di rispondere a questa
domanda.
Il sistema (1) rappresentabile nello spazio di fase (x,y) attraverso
due rette che esprimono i valori delle variabili in grado di assicurare


Ipotesi differenti sui coefficienti presenti nelle equazioni che
compongono il sistema originario comportano diagrammi di fase
differenti e quindi comportamenti diversi del sistema dinamico.
0 e 0
. .
= = y x
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a < 0, b > 0, c < 0 e d < 0
Nel punto di intersezione (stato stazionario) il valore di entrambe le
variabili rimane costante; per ogni altra coppia di valori, la
variazione di almeno una di queste non nulla. Le frecce indicano il
moto seguito dal sistema a partire da ogni punto individuato dalle
coppie (x,y) che non soddisfano almeno una delle equazioni (2).
k dy cx y
h by ax x
+ + =
+ + =
.
.
x
y
x = 0
y = 0
.
.
Rappresentazione
nello spazio di fase
Verificare che le curve definite
dalle equazioni xdot = 0 e ydot = 0
hanno pendenze positiva e
negativa, rispettivamente.
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a < 0, b > 0, c < 0 e d < 0
Partendo dalla retta che rappresenta y dot = 0, tengo costante il valore
di y; essendo c < 0, un maggior (minor) valore di x comporta y dot < 0
(y dot > 0 ): y diminuisce alla destra della retta y dot = 0 (frecce
orizzontali verso sinistra) e aumenta alla sua sinistra (frecce
orizzontali verso destra).
Le frecce puntano sempre verso le rette (1): lo steady state (x*,y*)
globalmente stabile. Qualunque sia il punto di partenza, il sistema
converge sempre allo stato stazionario.
k dy cx y
h by ax x
+ + =
+ + =
.
.
x
y
x = 0
y = 0
.
.
Partendo dalla retta x dot = 0, tengo
costante il valore di x. Essendo b > 0,
un maggior (minor) valore di y
comporta x dot > 0 (x dot < 0 ): x
aumenta alla destra della retta x dot =
0 (frecce verticali verso lalto) e
diminuisce alla sua sinistra (frecce
verticali verso il basso).
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a > 0 , b < 0, c > 0 e d > 0
Verificare che le curve definite dalle equazioni xdot = 0 e
ydot = 0 hanno ancora pendenze positiva e negativa,
rispettivamente.

Verificare che le frecce puntano sempre in direzione
opposta alle rette rappresentate dalle equazioni (1).

Lequilibrio globalmente instabile: partendo da
qualunque punto diverso da (x*,y*), il sistema tende ad
allontanarsi sempre pi dallo steady state.
k dy cx y
h by ax x
+ + =
+ + =
.
.
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Sella
k dy cx y
h by ax x
+ + =
+ + =
.
.
a > 0, b, c e d < 0. Le frecce relative
alla direzione x puntano in direzione
opposta alla retta xdot = 0, mentre
quelle relative alla direzione y
puntano verso la retta ydot = 0.
x
y
x = 0
y = 0
.
.
A
A'
Lo steady state un punto di sella: esiste un solo sentiero dinamico (AA')
che converge allequilibrio dinamico senza mai incrociare le due rette
xdot = 0 e ydot = 0.
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Sella
Se, per qualunque motivo, il moto del sistema pu avere inizio in un
punto posto sul sentiero AA', la convergenza allequilibrio assicurata.

Se il moto ha inizio da qualsiasi altro punto, il sistema diverger sempre
pi dallo steady state.

Con previsione perfetta, un equilibrio globalmente stabile garantisce la
convergenza allo steady state, mentre un punto di sella richiede che il
moto del sistema abbia fortuitamente inizio in un punto posto sul sentiero
che porta allequilibrio dinamico.
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AR: se equilibri globalmente stabili difficile formare aspettative
corrette sulla traiettoria seguita dal sistema. Partendo da un punto
nello spazio di fase, le scelte degli agenti (decisioni di investimento,
domanda di moneta, ecc.) potrebbero comportare movimenti delle
variabili che rendono impossibile una previsione accurata del moto
futuro seguito dalleconomia.

Un punto di sella consente agli agenti dotati di AR, che conoscono il
diagramma di fase e lequilibrio, di spostarsi direttamente su un punto
del sentiero convergente allo stato stazionario. Il moto delle variabili
compatibile con la permanenza del sistema su questo sentiero: gli
agenti non hanno convenienza ad allontanarsi (operando un salto
discreto nello spazio di fase) per seguire un altro sentiero che sanno
divergere per sempre dallequilibrio.
Sella
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Sella
La convergenza non dipende pi da una
circostanza fortuita, ma dalle capacit cognitive
degli agenti economici.

Lesistenza di un sentiero unico convegente
allequilibrio prevarr soltanto se gli agenti
conoscono lequilibrio e pensano che il sistema
ritorner verso di esso (Tobin, 1980, p. 467).

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Teorema dellequivalenza di certezza
Se nelle relazioni tra le variabili del modello lineare vengono
introdotti disturbi casuali additivi con media zero e se le aspettative
soggettive sono uguali alle aspettative matematiche condizionate
allinformazione disponibile, possibile applicare il Teorema.

La soluzione del modello stocastico uguale a quella del
corrispondente modello deterministico.

Lintroduzione di shocks stocastici comporta soltanto fluttuazioni
casuali intorno al sentiero convergente allequilibrio.

Il Teorema consente di estendere i risultati raggiunti utilizzando
modelli lineari con previsione perfetta, anzich i pi complicati
sistemi stocastici con AR.
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Teorema dellequivalenza di certezza
La validit del Teorema richiede che il disturbo sia di tipo additivo e
che le equazioni siano lineari.

Il Teorema dellineguaglianza di Jensen formalizza la rilevanza di
questa ipotesi, il cui significato intuitivo tuttavia elementare:

laspettativa matematica di una funzione additiva e separabile nei
suoi argomenti uguale alla somma delle aspettative matematiche
delle stesse variabili, mentre, ad esempio, laspettativa matematica
del rapporto (o del prodotto) tra alcune variabili argomento non pari
al rapporto (o al prodotto) tra le aspettative matematiche degli stessi
argomenti.

Ci spiega lenfasi posta nei modelli con AR sullassunto che le
relazioni siano di tipo log-lineare.
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AR
La plausibilit dellipotesi di AR dipende dalla caratterizzazione
prescelta per descrivere il sistema economico.

In particolare, si deve garantire che:

(i) lequilibrio sia unico e
(ii) rappresentabile come un punto di sella;
(iii) tutti gli agenti devono essere in grado di conoscere la
soluzione del modello stocastico la quale
(iv) deve essere conseguibile, cio, gli individui devono
essere in grado di agire sulle variabili rilevanti in modo
da portarsi celermente sul sentiero convergente
allequilibrio.
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Rigorosamente e in generale
Queste curve hanno punti ordinari (definiscono il sentiero lungo il quale si muove il sistema) e punti
singolari, nei quali la soluzione di

non esiste ( discontinua o non unica). Se esistono valori di x e y tali che f
1
= f
2
= 0, i punti singolari
rappresentano le posizioni di equilibrio del sistema.
Se le equazioni non sono lineari lintegrazione in genere impossibile, ma si considera una loro
approssimazione lineare intorno ai punti singolari (le derivate sono calcolate in questi punti) e si studiano
le propriet qualitative del sistema nelle aree da essi controllate:
( )
( ) y x f y
y x f x
,
,
2
.
1
.
=
=
Soluzione: famiglia di curve (curve integrali)
ottenute integrando la funzione
( )
( ) y x f
y x f
dy
dx
,
,
2
1
=
dy cx y
by ax x
+ =
+ =
.
.
y f d
x f c
y f b
x f a
c c =
c c =
c c =
c c =
/
/
/
/
2
2
1
1
La soluzione ha la forma:
t
t
e c t y
e c t x

2
1
) (
) (
=
=
una radice dellequazione caratteristica del sistema
dinamico:
) (
) (
0
2
bc ad
d a
= A
+ =
= A + +
u
u
( )
( ) y x f
y x f
dy
dx
,
,
2
1
=
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Se le due radici sono reali e dello stesso segno, il punto singolare un nodo (stabile
se il segno < 0); se reali e di segno opposto, punto di sella (sempre instabile); se
complesse coniugate (se x = a + jb soluzione allora lo anche
x = a jb), fuoco (stabile se parte reale > 0, instabile se < 0); se complesse e parte
reale = 0, fuoco debole o centro (continuo di sentieri chiusi intorno allequilibrio)
Rigorosamente e in generale
Sintesi:
< 0 sella
0
4
0
2
>
A >
> A
u
u
nodo stabile
0
4
0
2
<
A >
> A
u
u
nodo instabile
0
4
0
2
>
A <
> A
u
u
0
4
0
2
<
A <
> A
u
u
fuoco stabile fuoco instabile
u = damping factor
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Nodi (radici reali, ossia no parti immaginarie, e stesso
segno), Fuochi (radici hanno parti immaginarie) e
Selle (radici reali segno opposto)
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Nodo stabile
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Fuochi
Stabile Instabile
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Ciclo limite
Dallinterno Dallesterno