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INTRODUZIONE ALLA STATISTICA MEDICA

basi di statistica per lepidemiologia e la medicina

UTILIT DELLA STATISTICA PER IL MEDICO


fornisce gli elementi necessari per la comprensione e lutilizzo della letteratura scientifica nella medicina clinica (EBM = Evidence-based medicine) EBM comprende luso delle migliori evidenze aggiornate della letteratura scientifica per prendere decisioni riguardo alla cura del paziente (Sackett et al. Evidence based medicine: what it is and what it isn't BMJ.1996; 312: 71-72) evidenze = informazioni aggiornate da ricerche metodologicamente valide successivamente EBM stata in certa misura ridefinita come lintegrazione delle prove derivanti dalla migliore ricerca clinica con lesperienza clinica e i valori dei pazienti (Sackett D, et al. 2000)

CHE COS LA STATISTICA?


la statistica una disciplina che permette di descrivere e valutare alcune propriet di individui basandosi generalmente su campioni
ogni individuo diverso dallaltro (non esistono individui uguali) non siamo quasi mai in grado di misurare tutta la popolazione (dobbiamo limitarci a misurare un campione di individui estratto dalla popolazione) le caratteristiche del campione non sono mai uguali a quelle della popolazione dalla quale il campione stato estratto; sono influenzate dallinclusione nel campione di alcuni individui rispetto ad altri

la statistica consente di quantificare lincertezza di queste caratteristiche (determina la probabile entit del loro scostamento dal valore vero)

CHE COS LA STATISTICA?


la statistica stima una grandezza incognita di una popolazione utilizzando i dati provenienti da un campione (dati campionari)
es.: stima del rischio determinato dalla esposizione ai cellulari es.: stima della mortalit per una particolare malattia

la statistica valuta anche le differenze tra gruppi


es.: stima degli effetti di differenti farmaci sulla possibilit di guarigione

le grandezze che descrivono le popolazioni vengono definite parametri il parametro il valore vero e la stima una approssimazione del valore vero (soggetta ad errore)

CHE COS LA STATISTICA?


la statistica si occupa anche della verifica delle ipotesi (o test delle ipotesi)
permette di valutare se una ipotesi su una popolazione compatibile con i dati osservati in un campione ipotesi nulla (o ipotesi zero) una particolare affermazione sul parametro di una popolazione es. di ipotesi nulla: un nuovo farmaco non rappresenta un miglioramento rispetto ad un farmaco precedente

generalmente meglio se lipotesi nulla inadeguata

SOMMARIO
1. statistica descrittiva 2. statistica inferenziale 3. variabili

4. parametri e scale di misura

STATISTICA DESCRITTIVA
una importante motivazione per utilizzare la statistica quella di riassumere una serie di dati in modo chiaro e comprensibile
ho un insieme di dati e li voglio descrivere, sintetizzare e commentare
voglio valutare la soddisfazione dei pazienti del mio reparto nei confronti del vitto facendo compilare a tutti un questionario al momento della dimissione come posso riassumere i dati ottenuti dopo tre mesi di ricoveri?

IN ALTRE PAROLE LA STATISTICA UN METODO PER OTTENERE INFORMAZIONI DAI DATI


statistica dati
dati: fatti, in particolare fatti numerici, raccolti insieme per ottenere informzioni

informazione

informazione: conoscenza su alcuni fatti

la statistica un mezzo per creare nuove conoscenze partendo da una serie di numeri

STATISTICA DESCRITTIVA
metodi per riassumere i dati
numerici grafici

ad esempio si pu calcolare la media e la deviazione standard si pu creare un istogramma, un diagramma a gambo e foglia, diagramma a dispersione (scatterplot) o un box plot

STATISTICA DESCRITTIVA
nel nostro reparto nelle ultime due settimane sono stati dimessi 25 pazienti. Come possiamo riassumere i dati relativi alla durata della degenza?

paziente
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25

giorni di ricovero
5 5 4 5 6 7 5 4 5 6 6 6 6 5 7 7 5 4 3 8 5 5 6 7 8

STATISTICA DESCRITTIVA
metodi numerici per riassumere i dati relativi alla durata dei ricoveri
giorniricovero

N Me dia Dev iazione std.

25 5,60 1,258

ci fornisce informazioni sulla durata media dei ricoveri nei 25 pazienti

ci fornisce informazioni su quanto differiscono i 25 pazienti nella durata dei ricoveri

FREQUENZE
frequenza assoluta
numero assoluto di volte con cui una qualsiasi caratteristica si presenta in una popolazione o in un campione o cade in una determinata categoria

frequenza relativa
il risultato del rapporto tra una frequenza assoluta ed il totale della polazione, campione o categoria assume valori compresi tra 0 e 1

frequenza percentuale (%)


si ottiene moltiplicando la Frequenza relativa per 100 assume valori compresi tra 0 e 100

FREQUENZE
Anni 09 1019 2029 3039 4049 5059 60 totale Frequenza assoluta 2 5 6 14 21 20 12 80 Percentuale 2.5 6.25 7.5 17.5 26.25 25 15 100

STATISTICA INFERENZIALE viene utilizzata per trarre conclusioni (o fare inferenza) su una popolazione partendo da un campione
(o universo) costituita da una completa serie di oggetti, osservazioni o dati che hanno qualcosa in comune

un insieme di elementi tratti da un universo (o popolazione)

un universo la totalit degli elementi che hanno certe caratteristiche

STATISTICA INFERENZIALE
la statistica inferenziale utilizzata per fare una stima, una previsione o prendere una decisione su una popolazione sulla base di un campione
popolazione campione
inferenza

statistica parametro

STATISTICA INFERENZIALE
universo tutti i pazienti adulti con una certa malattia

campione 100 pazienti con quella malattia, inclusi in una sperimentazione clinica

STATISTICA INFERENZIALE
universo un lotto di 5000 compresse campione 10 compresse di quel lotto sottoposte a controllo di qualit

STATISTICA INFERENZIALE
due principali metodologie
stima test di ipotesi

VARIABILI
sono caratteristiche o misure che possono differire da individuo a individuo

variabile: et

variabile: gruppo sanguigno

VARIABILI

variabile: titolo di studio

variabile: durata della degenza

VARIABILI
utilizziamo le variabili per confrontare fra loro i soggetti
Riccardo M giovane maschio iscritto a nubile un medicina. E studente fidanzato con Lucia

F Maria, 43 anni, lavora inlavoratore un supermercato; abita con il coniugato marito e i figli

M Giovanni frequenta la III studente sempre stato media, nubile promosso. I suoi genitori ne sono orgogliosi
Var: SESSO

Var: ATTIVITA

Var: STATO civile

DATI valori assunti dalle variabili risultati delle misurazioni di una o pi variabili effettuate su un campione di individui

VARIABILI QUALITATIVE E QUANTITATIVE


le variabili possono essere qualitative o categoriche descrivono caratteristiche che non possono essere misurate con un numero ma che per mettono di inserire gli elementi di un campione in una categoria o gruppo quantitative o numeriche sono misurate da un valore su una scala numerica

VARIABILI QUALITATIVE E QUANTITATIVE variabili qualitative o categoriche


maschio o femmina per la variabile "sesso" A, AB, B, 0 per il "gruppo sanguigno"

elementare, media inferiore, media superiore, universit, per la variabile "titolo di studio

VARIABILI QUALITATIVE E QUANTITATIVE variabili quantitative o numeriche


numero di sigarette fumate per la variabile fumo i valori in mm Hg per la pressione arteriosa il numero di battiti in un minuto per la variabile frequenza cardiaca

VARIABILI QUALITATIVE (O CATEGORICHE)


nominali: solo classificazione, senza ordinamento
le differenti categorie non hanno un ordine ma hanno solo un nome la distinzione tra le varie classi non implica alcun rapporto misurabile la classificazione in maschi e femmine nominale anche se usiamo dei codici numerici come 1 e 2 per rappresentare i due sessi. Essere maschio-1 o femmina-2, o viceversa, non implica affatto che il gruppo 2 sia pi grande del gruppo 1 sesso, specie, area geografica, tipo di neoplasia, codice di malattia

VARIABILI QUALITATIVE NOMINALI


scala dicotomica
dati pi semplici consistono in osservazioni non ordinate dicotomiche o del tipo "tutto o nulla il paziente vive o muore, ha o non ha un particolare attributo

situazione a 30 giorni dal ricovero Morti Vivi Totale % sopravvivenza

trattati con un farmaco 7 38 45 84%

non trattati 17 29 46 63%

con i dati espressi in scala nominale, l'ovvia ed intuitiva misura sintetica di descrizione rappresentata dalla proporzione o percentuale dei soggetti che presentano l'attributo.

VARIABILI QUALITATIVE NOMINALI


scala policotomica
non necessariamente una scala nominale deve essere dicotomica; spesso vi sono pi di due alternative o criteri di classificazione i gruppi sanguigni
donne con tromboembolia gruppo sanguigno A B AB n. 32 8 6 % 58 15 11 donne senza tromboembolia n 51 19 5 % 35 13 3

0
Totale

9
55

16
100

70
145

49
100

l'osservazione delle percentuali in funzione del gruppo sanguigno suggerisce una minore presenza del sangue di tipo 0 nel gruppo affetto da tromboembolia (16%) in confronto ai controlli (49%).

VARIABILI QUALITATIVE (O CATEGORICHE)


ordinali: classificazione con ordinamento, ma distanza tra i valori non misurabile o ignota possono essere ordinate nonostante non siano rappresentabili su una scala numerica punteggio scolastico, valutazione clinica di gravit di un sintomo, classificazione TNM, punteggio APGAR, gravit di una frattura

VARIABILI QUALITATIVE ORDINALI


un paziente arruolato in uno studio di efficacia di un analgesico, pu patire una qualunque intensit di dolore senza potervi associare una quantit pu, per, classificare l'intensit del dolore in una scala ordinale: nulla < lieve < moderata < forte alle modalit pu essere associato un punteggio (es.: nulla=0, lieve=1, moderata=2, forte=3) il punteggio non ha significato quantitativo: 2 non il doppio di 1, 3 non il triplo di 1, la differenza tra 2 e 1 non uguale a quella tra 3 e 2

VARIABILI QUALITATIVE ORDINALI


distribuzione di frequenza della variabile "Titolo di studio" (L'Italia in cifre, ISTAT 1996)

Titolo di studio nessuno elementare media inferiore media superiore laurea Totale

n soggetti 1.123 23.962 16.418 9.947 2.032 53.482

VARIABILI QUALITATIVE ORDINALI


punteggio attribuito a 5 caratteristiche del neonato rilevate all'esame obiettivo necessarie per ottenere il punteggio Apgar

Punteggio

0
Frequenza cardiaca Respirazione
Tono muscolare Riflessi Colorito

1
< 100

2
> 100

assente
assente flaccido nessuna risposta pallido

lenta ed irregolare normale, piange flessione estremit deboli movimenti estremit cianotiche buona motilit reazione vigorosa rosato

VARIABILI QUALITATIVE VS VARIABILI QUANTITATIVE


i dati possono essere costituiti anche da numeri che rappresentano delle misure (es.: valori pressori: 160, 180, 210, 220) con le variabili qualitative si possono fare dei conteggi: quanti sono i maschi che...? ,quante le femmine che hanno..? con le variabili quantitative possiamo fare considerazioni molto pi dettagliate del tipo : qual il valore medio delle mie misure di pressione ... ? i dati quantitativi possono essere sempre ridotti a valori qualiativi perdendo in contenuto d'informazione. Non e' ovviamente possibile il viceversa.

VARIABILI QUANTITATIVE
a queste variabili associato un valore su una scala numerica possono essere continue o discrete

continue: possono assumere tutti i valori in un intervallo


sono variabili continue: altezza, peso, valori di laboratorio tra due valori di una variabile continua possono esistere infiniti altri valori i dati continui vengono generalmente arrotondati ad un numero predeteriminato di cifre, stabilito per convenienza o dalle limitazioni dello strumento per effettuare le misurazioni

VARIABILI QUANTITATIVE
discrete: quando solo alcuni valori sono possibili

i valori corrispondenti a numeri reali interi come let in anni compiuti o il risultato di un conteggio (es. numero di sigarette fumate in un giorno)

VARIABILI QUANTITATIVE CONTINUE


lunghezza supina (cm) in un campione di 60 neonati
51.0 46.5 48.7 54.5 46.0 51.2 55.0 50.2 44.4 54.0 49.4 47.8 50.0 48.2 52.2 51.1 50.2 53.4 49.2 46.5 49.0 49.7 52.9 48.9 47.0 54.7 50.3 47.4 50.5 51.5 52.5 44.5 50.8 51.2 50.8 52.3 47.7 50.5 49.5 50.9 51.5 49.8 46.2 49.5 50.0 48.2 48.5 51.7 52.9 51.6 51.8 53.0 48.9 56.3 52.5 50.8 53.8 49.5 50.5 52.7

VARIABILI QUANTITATIVE DISCRETE


il numero di nati malformati in un anno il numero di cavie sopravvissute ad una data dose di farmaco somministrata a 20 cavie) il numero di attacchi anginosi per settimana in un soggetto coronaropatico)

VARIABILI QUANTITATIVE SU SCALA ORDINALE


una variabile quantitativa pu anche essere misurata su scala ordinale.
l'et dei pazienti pu essere espressa nella scala ordinale: bambini < ragazzi < adulti < anziani il numero di episodi anginosi alla settimana pu essere espresso in scala ordinale: assenti < rari < frequenti o, addirittura, in modo binario: NO < SI

VARIABILI E SCALE DI MISURA


abbiamo visto che, schematicamente, esistono due tipi di variabili, alle quali sono associati due tipi di dati: le variabili qualitative e le variabili quantitative le misure possono essere raggruppate in 4 tipi di scale:
nominale o classificatoria ordinale o per ranghi quantitative ad intervalli quantitative di rapporti

SCALE DI MISURA: SCALA NOMINALE


riguarda dati di tipo classificatorio (es. gruppi sanguigni, tipo di patologia, etc)

permette di classificare le osservazioni in classi o categorie di equivalenza


utilizzata quando i risultati possono essere classificati o raggruppati in categorie qualitative (nominali) esempi
sesso (maschio/femmina): solo due categorie (variabile binomiale) stato di salute: sano/malato gruppo sanguigno: A, B, AB, 0

SCALE DI MISURA: SCALA NOMINALE


gli attributi delle variabili non assumono alcun ordine precostituito

i pazienti ricoverati in un ospedale possono essere suddividi in maschi e femmine, contando quanti appartengono ai due gruppi; possono anche essere suddivisi e contati secondo la patologia che ha determinato il ricovero

SCALE DI MISURA: SCALA NOMINALE


nella scala nominale o qualitativa esiste una sola relazione, quella di identit: gli individui attribuiti a classi diverse sono tra loro differenti, mentre tutti quelli della stessa classe sono tra loro equivalenti, rispetto alla propriet utilizzata nella classificazione

la scala nominale pi semplice quella dicotomica, cio quella che prevede solo due possibilit (vivi o morti, maschi o femmine, con o senza un certo attributo, ecc)

SCALE DI MISURA: SCALA NOMINALE


l'attribuzione di numeri per identificare categorie nominali, come avviene per individuare i giocatori di una squadra di calcio (portiere = 1), solamente un artificio che non permette di elaborare quei numeri come se fossero reali, ad esempio calcolandone la media quando per la classificazione dei gruppi al posto di nomi vengono usati numeri, si utilizza solo la funzione di identificazione degli elementi numerici come se fossero simboli

SCALE DI MISURA: SCALA NOMINALE


loperazione ammessa il conteggio degli individui o dei dati presenti in ogni categoria. i quesiti statistici che possono essere posti correttamente riguardano le frequenze, sia assolute che relative
A A AB A A 0 A A 0 0 A 0 A A A 0 0 0 A A 0 0 A 0 B 0 0 B 0 0 A 0 A 0 0 0 A A 0 0 A A 0 A A 0 A 0 A 0 A 0 A A 0 B A A A 0 0 B 0 A A 0 0 0 0 B 0 0 0 A B 0 AB 0 A 0 A 0 0 A A AB A 0 B 0 0 0 A 0 B A 0 A 0 A

Tipo 0 A B AB Totale

n soggetti 47 41 9 3 100

SCALE DI MISURA: SCALA NOMINALE


sono possibili confronti tra frequenze osservate
una classe significativamente pi numerosa dellaltra?

oppure tra le frequenze osservate e le rispettive frequenze attese sulla base di ipotesi od altro
i risultati sono in accordo con la distribuzione in altre regioni?

SCALA NOMINALE: RAPPRESENTAZIONE GRAFICA

Grafico a torta

SCALA NOMINALE: RAPPRESENTAZIONE GRAFICA


il grafico a torta particolarmente indicato nel caso delle variabili nominali, perch non richiede di introdurre un ordine fra le modalit della variabile (la torta non ha un inizio, per cui nessuna fetta viene prima di unaltra!) unire i punti effettivamente rilevati con segmenti rettilinei pratica diffusa (perch meglio evidenzia landamento della distribuzione) quanto a volte discutibile: infatti nel caso di variabili come il colore degli occhi i punti interni di ogni segmento non hanno alcun significato!

SCALE DI MISURA: SCALA ORDINALE O PER RANGHI


prevede un ordine predeterminato, anche se non e' prevista un'uguale distanza fra le modalit (es. indice di Apgar, punteggi di gravit di una malattia, etc) la scala a ranghi quella che ordina gli elementi dal minore al maggiore assegnando i numeri d'ordine e trascurando le distanze tra gli elementi ordinati

SCALE DI MISURA: SCALA ORDINALE O PER RANGHI


rappresenta una misurazione che contiene una quantit di informazione superiore a quella nominale assume modalit sequenziali, non importa se in ordine crescente o decrescente alla propriet precedente di equivalenza tra gli individui della stessa classe, si aggiunge una graduazione tra le classi o tra individui di classi differenti con la precedente scala nominale, si ha la sola informazione che gli individui appartenenti a gruppi differenti sono tra loro diversi, ma non possibile stabilire un ordine

SCALE DI MISURA: SCALA ORDINALE O PER RANGHI


con la scala per ranghi, le differenti classi possono essere ordinate sulla base dellintensit del fenomeno questa misura ha un limite fondamentale: in una scala ordinale, non possibile quantificare le differenze di intensit tra le osservazioni suddivisione in giovane, adulto ed anziano per l'et classificazione in insufficiente, sufficiente, discreto, buono ed ottimo in valutazioni di merito misure rappresentate con simboli, come --, -, =, +, ++

SCALE DI MISURA: SCALA ORDINALE O PER RANGHI


relazione tra i valori: equivalenza (=) confronto (< / >) y1 < y2 y1 = y2 y1 > y2 non si pu dare alcuna misura assoluta della differenza esempio: dolore: assente lieve moderato - grave

SCALA ORDINALE: RAPPRESENTAZIONE GRAFICA

N(xi) Grafico a barre xi

SCALA ORDINALE: RAPPRESENTAZIONE GRAFICA

sullasse delle ordinate vanno le frequenze, cio le N(xi)

e su quello delle ascisse vanno le modalit delle variabili, cio le xi


fa eccezione a quanto sopra il caso del grafico a barre orizzontali (che una rotazione della versione vista)

SCALA ORDINALE: RAPPRESENTAZIONE GRAFICA


la scelta di un grafico a 2 o a 3 dimensioni in generale solo un problema estetico, legato cio alla efficacia visiva della rappresentazione i grafici a sinistra sono pertanto del tutto equivalenti a quelli di destra: N(xi)

N(xi)

xi

xi

SCALE DI MISURA: SCALA A INTERVALLI


la scala ad intervalli aggiunge la propriet di misurare le distanze o differenze tra tutte le coppie di valori
es. battiti cardiaci al minuto

la scala di intervalli si fonda su una misura oggettiva e costante, anche se il punto di origine e l'unit di misura sono arbitrari
i battiti cardiaci, oltre a poter essere facilmente ordinati secondo lintensit del fenomeno, godono della propriet che le differenze tra loro sono direttamente confrontabili e quantificabili

SCALE DI MISURA: SCALA A INTERVALLI


la scala ad intervalli ha un limite, non gode di un'altra propriet importante nella elaborazione statistica dei dati, quella del rapporto tra coppie di misure
una temperatura di 50 C non il doppio di una di 25 C. Se una persona ponesse la mano destra in una bacinella con acqua a 50 C e la mano sinistra in unaltra con acqua a 10 C, non direbbe certamente che la prima scotta 5 volte pi della seconda, ma solo che la prima calda e la seconda fredda

SCALE DI MISURA: SCALA A INTERVALLI


sbagliato dire che una temperatura di 15 C tripla rispetto ad una di 5 C

infatti se misurassimo in gradi Fahrenheit le temperature della seguente tabella:

avremmo i seguenti risultati:

SCALE DI MISURA: SCALA A INTERVALLI


ed evidente che 59 F non triplo di 41 F! invece corretto dire che tra 20 C e 15 C c la stessa differenza che tra 5 C e 0 C; vale cio 5 - 0 = 20 - 15 questa uguaglianza continua infatti a valere anche quando si passa ai gradi Fahrenheit: 41 32 = 68 - 59

SCALE DI MISURA: SCALA A INTERVALLI


da una scala dintervalli possibile scendere ad una scala di ranghi (es.: utilizzando solo linformazione dellordine dei valori) oppure ad una scala nominale (es.: suddividendo le misure in alte e basse, sopra o sotto un valore prefissato) pertanto, la scala dintervalli gode anche delle propriet definite per le due scale precedenti.

SCALE DI MISURA: SCALA A INTERVALLI


relazione tra i valori oltre a
equivalenza (=) confronto (< / >)

permette
operazione della differenza
y1 - y2 = c

esempio: temperatura in C

SCALA A INTERVALLI: RAPPRESENTAZIONE GRAFICA

Grafico a barre
N(xi)

xi

SCALE DI MISURA: SCALA DI RAPPORTI


la scala di rapporti ha il vantaggio di avere unorigine reale

sono tipiche scale di rapporti l'altezza, la distanza, la velocit, l'et, il peso, il reddito
pi in generale, tutte quelle misure in cui 0 (zero) significa quantit nulla non solo le differenze, ma gli stessi valori possono essere moltiplicati o divisi per quantit costanti, senza che l'informazione di maggiore importanza, il rapporto tra essi, ne risulti alterata.

SCALE DI MISURA: SCALA DI RAPPORTI


relazione tra i valori oltre a
equivalenza (=) confronto (< / >) differenza (y1 - y2 = c)

permette
rapporto (ratio) y1 c y2

esempi: statura, peso

SCALA DI RAPPORTI : RAPPRESENTAZIONE GRAFICA


N(xi)

N(xi)

xi

N(xi) xi
N(xi)
60 50 40 30 20 10 0

xi

xi

SCALE DI MISURA
riassumendo i concetti fondamentali esposti, nella scala nominale, esistono solo relazioni di equivalenza nella scala ordinale, alla precedente si aggiungono relazioni di minore o maggiore di nella scala ad intervalli alle due precedenti si aggiunge la relazione di differenza tra ogni coppia dintervalli nella scala di rapporti si ha anche la quarta relazione di rapporto conosciuto tra ogni coppia di valori

SCALE DI MISURA

Scale di Relazione tra misurazione gli attributi Nominali o Diversit classificatorie Ordinali Gerarchia A intervalli o Intervallo di livello costante Di rapporto o Presenza zero Ratio assoluto

Propriet a A ovvero a b a><b ab a*/b

Esempio Colore degli occhi Titolo di studio Temperature in C Altezza in cm

SCALE DI MISURA
nominale 3 7 1 6
Numeri assegnati ai corridori

3
ordinale quantitativa Tempo per arrivare
in vetta

Ordine di arrivo

VARIABILI INDIPENDENTI E DIPENDENTI


spesso una variabile viene messa in relazione con unaltra variabile per esaminare eventuali associazioni tra le stesse e le differenze tra i gruppi in termini statistici misurare unassociazione equivale a misurare una differenza mostrare che la proporzione di sopravvissuti differisce in relazione ad un tipo di trattamento equivale a mostrare che le variabili sopravvivenza e trattamento sono associate

VARIABILI INDIPENDENTI E DIPENDENTI


quando viene condotta una sperimentazione alcune variabili vengono controllate dallo sperimentatore mentre altre vengono misurate dai soggetti sottoposti alla sperimentazione

variabile espicativa o indipendente

variabile risposta o dipendente

DISTRIBUZIONE DI FREQUENZA
gli individui in un campione hanno generalmente diversi valori della grandezza analizzata (es. altezza del cane, valori di glicemia, etc.)

questa variabilit pu essere vista in una distribuzione di frequenza


frequenza = numero di osservazioni di un determinato valore della misura distribuzione di frequenza = frequenza (numero di volte) con cui ciascun valore della variabile si presenta nel campione

DISTRIBUZIONE DI FREQUENZA
distribuzione di frequenza dellaltezza di un campione di 659 cani (bracco italiano)

DISTRIBUZIONE DI FREQUENZA
la distribuzione di frequenza viene utilizzata per acquisire informazioni sulla distribuzione della variabile (altezza) nella popolazione (bracco italiano) esaminando la distribuzione possibile valutare alcune caratteristiche della variabile si pu vedere quali valori di altezza sono pi frequenti e quali rari si pu avere informazioni sullaltezza media si pu comprendere la variabilit di questa caratteristica nella popolazione considerata

DISTRIBUZIONE DI PROBABILIT
la distribuzione di una variabile in tutta la popolazione detta distribuzione di probabilit nel caso di una variabile continua (es. altezza) la distribuzione nella popolazione viene approssimata spesso con una distribuzione di probabilit teorica detta distribuzione normale (o distribuzione di Gauss)

introduzione alla statistica medica


Guido Maria Grasso

SPP - Cattedra di Igiene