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PREVISIONE DEGLI EFFETTI

PREVISIONE DEGLI
EFFETTI
Ogni anno vengono immesse nell’ambiente circa 1500 nuove molecole
di sintesi.
Diventano quindi sempre più necessari degli strumenti che
permettano di prevederne gli effetti sull’ecosistema

Approccio sperimentale

SAGGI DI TOSSICITA’

Approccio teorico

METODO PREVISIONALE QSAR


SAGGI DI
TOSSICITÀ
Analizzano quantitativamente la relazione tra la concentrazione (o
la dose) di una sostanza e un effetto rilevabile sull’organismo
(Es. efficienza riproduttiva, bilancio energetico, sopravvivenza)

Differenti strategie per


differenti obiettivi

Tossicologia classica Ecotossicologia

Protezione di individui Protezione di popolazioni,


comunità, ecosistemi
Protezione di popolazioni

Mantenimento dello Manitenimento delle


stato di salute strutture e delle funzioni
(singolo individuo) del sistema
Hanno lo scopo di:

• verificare sperimentalmente la pericolosità delle sostanze prima


della loro commercializzazione

• verificare se i composti già in commercio sono nocivi per la


componente biotica alle concentrazioni in cui sono presenti
nell’ambiente

Definire le quantità massime di sostanze potenzialmente


pericolose (in termine di dose ammissibile, concentrazione di non
effetto etc.), non solo da fenomeni letali ma da ogni tipo di
manifestazione (cronica, acuta, subletale)
Lo scopo della tossicologia classica è quindi definire una adeguata
difesa del bersaglio che si intende proteggere

Il bersaglio è l’uomo

Impossibilità di sperimentazione diretta sul bersaglio!

Possibilità di un estrapolazione del complesso di risultati verso


un’unica specie (affidabilità delle procedure,generalizzazione etc.)
Lo scopo della ecotossicologia si concentra su un bersaglio
differente: non si tratta di una singola specie, ma di ecosistemi
naturali

La sperimentazione non dovrebbe quindi essere concentrata solo


su poche specie, né limitata a definire i danni, gli effetti sulle
singole specie, ma a verificare le conseguenze dannose sulle
relazioni intercorrenti tra queste (enclosures?)
Massima semplicità

Saggi monospecifici

Saggi su comunità
Saggio
ideale

Saggi su ecosistemi
controllati

Studi di campagna

Massimo realismo ecologico


Tempo di
permanenza

Dose interna
Tossicità

Sito attivo

-assorbimento, distribuzione, metabolizzazione, escrezione


-livello del danno
Parametri utilizzati nei saggi di ecotossicologia
LD50 dose della sostanza che determina la morte per 50 % degli
organismi esposti
LC50 concentrazione letale per il 50% degli individui di una popolazione.
Corrisponde alla mediana della distribuzione normale della sensibilità
degli organismi. Deve sempre essere riferita al tempo di esposizione (es:
LC50 96 h)

EC50 concentrazione che provoca la comparsa dell’effetto (diverso dalla


morte) nel 50% degli organismi del campione. Se si valuta la mortalità:
LC50
LOEL (lowest observed effect level )
Minima concentrazione al quale è stato osservato il più piccolo effetto
(differenza dal controllo statisticamente significativa)

NOEL (no observed effect level)


Massima concentrazione al quale non è stato osservato un effetto
(differenza dal controllo non statisticamente significativa)
I saggi di tossicità cronica hanno come obiettivo la determinazione di
una soglia di tossicità, vale a dire del livello di esposizione massimo che
traccia il confine tra i livelli efficaci (LOEL) e quelli non efficaci
(NOEL) ad un tempo indeterminato

risposta

50%

LD50 Dose

NOEL LOEL

Soglia
Obbligatori:
Registrazione di prodotti fitosanitari

Saggi su organismi acquatici


Tossicità acuta e sub-acuta su pesci
Tossicità acuta e sub-acuta su Daphnia magna

Saggi su organismi terrestri


Vertebrati
Tossicità orale acuta e sub-acuta su uccelli

Altri organismi non bersaglio


-Tossicità acuta su api o altri artropodi utili
-Tossicità acuta su lombrico o macroinvertebrati non bersaglio del suolo
Effetti sui microrganismi del suolo
Obbligatori:

• Valutazione della tossicità delle acque di scarico

Saggio di tossicità acuta su pesci (Oncorhynchus mikiss)

Onicorhynchus mikiss

Saggio di tossicità acuta su Daphnia magna (acque dolci) o su


Artemia (acque salate)

Artemia sp.
Daphnia sp.
Gli organismi sono esposti, in condizioni standardizzate e controllate,
a una sostanza, a una miscela di sostanze o a un campione ambientale

Viene misurata una specifica risposta (endpoint)


- mortalità
- accrescimento
- fecondità

Possono essere svolti


- in laboratorio
- sul campo
I saggi di tossicità si distinguono in:

Saggi di tossicità acuta


Si tratta di saggi a breve termine, che coprono un arco temporale ridotto rispetto
al ciclo di vita dell’organismo saggiato. Quindi si espongono gruppi di organismi della
stessa specie a concentrazioni scalari crescenti della sostanza per un tempo
standard (15 min per i microrganismi; 24-48 h per macroinvertebrati e 96 h pesci)
e si registrano i sopravvissuti e i morti

I test di tossicità acuta prevedono la misura di una risposta individuale


(generalmente la mortalità, più raramente aspetti metabolici quali:
germinazione, produzione primaria, produzione secondaria, uptake,
escrezione, …).
Saggi di tossicità cronica
Durano da giorni a mesi ed utilizzano in genere concentrazioni basse subletali a cui
si possono manifestare effetti diversi dalla morte. Coprono quindi una parte
significativa del ciclo vitale, se non l’intero o più cicli vitali. Si utilizzano protocolli
di medio-lungo termine.
-96 ore per le alghe
-21-28 gg per crostacei planctonici
-fino a 2 anni per vertebrati

Si registrano risposte subletali: quali alterazioni metaboliche, fisiologiche o


comportamentali germinazione, produzione primaria, produzione secondaria,
uptake, escrezione

Una tossicità sub-letale misura la risposta dell’intero organismo (crescita,


comportamento, patologia, …), oppure una risposta interna (biochimica, istologia,
fisiologia, …).

La tossicità cronica può prendere in considerazione la risposta di popolazioni


(parametri demografici), di comunità (interazioni tra specie), o dell’intero ecosistema
(interazioni totali).
In tutti i casi, la tossicità osservata solitamente è funzione
di specie, età, sesso, alimentazione, condizioni dell’organismo,
caratteristiche fisico-chimiche del mezzo.
Tipo di campione e obiettivo
A) sostanze pure
-tossicità della sostanza
-prevedere il rischio potenziale

B) miscele note
-interazione tra sostanze tossiche
-effluenti, prodotti di rifiuto
-acque di scarico, percolati di discarica, fanghi di depuratore
-rischio per l’ambiente recettore

C) campioni ambientali in senso stretto


-monitoraggio ambientale
In funzione degli obiettivi e del tipo di informazione che si vuole
ottenere è possibile effettuare saggi a qualunque livello intermedio

Nei saggi di tossicità acuta viene misurato l’effetto letale della sostanza
tossica. Viene quindi misurata la mortalità degli individui di una
popolazione, sia in tempi brevi che a seguito di esposizione prolungata

Differenti
end points

Nei saggi a tossicità cronica si misura l’effetto sub letale di una


sostanza, e qualsiasi effetto registrabile diverso dalla morte.
In ognuno dei test di tossicità sperimentale è possibile (e,
spesso, desiderabile) rilevare diversi end point (parametri che
esprimono l’intensità dell’effetto), dai più immediati (mortalità),
ai più informativi, in termini di spiegazione del meccanismo di
azione del tossico.
ULTERIORI ELEMENTI
DI
CARATTERIZZAZIONE
Per l’esecuzione dei test, è possibile operare in laboratorio, cioè in
condizioni controllate dall’operatore, utilizzando una singola specie o
più specie diverse, in esperimenti indipendenti.

L’esposizione può essere statica (il mezzo contenente la sostanza viene


preparato all’inizio dell’esperimento e non più modificato fino al
termine dell’esperimento stesso), semi-statica (il mezzo viene
periodicamente rinnovato), continua (il mezzo viene rinnovato di
continuo).
Particolarmente critica è la scelta della (o delle) specie, che può
essere effettuata sulla base di differenti criteri:

-tra specie indigene dell’ambiente da proteggere, in funzione di


rilevanza ecologica (specie chiave nella catena alimentare),
importanza economica, facilità di uso (disponibile e/o allevabile);

- tra specie particolari, in funzione della sensibilità ai tossici, della


disponibilità di laboratorio, della standardizzazione delle
metodologie.

Dipende da
Problematica da studiare
Motivi di ordine pratico (facile da reperire, da mantenere)

L’uso di vertebrati, pur se auspicabile, in genere comporta notevoli


complicazioni sperimentali, per le difficoltà di reperimento e
mantenimento di soggetti adeguati ed i tempi più lunghi, in
particolare nello studio di tossicità sub-letale e cronica: la vita di
un vertebrato è infatti solitamente superiore di uno o più ordini di
grandezza, rispetto ad alghe o invertebrati.
TRA I LIMITI DEI TEST DI TOSSICITA’………

Questi test permettono di determinare una relazione causa – effetto,


ma non sono in genere sufficientemente realistici, in quanto i risultati
ottenuti sono validi solo per le condizioni sperimentali utilizzate

non consentono di estendere le conclusioni ad altre specie o a sistemi


naturali complessi (in quanto non possono tener conto delle interazioni
complesse tra biota e ambiente).
Pertanto, una approfondita rassegna della bibliografia in materia vede
l’uso di numerosissimi organismi diversi (alghe, batteri, vegetali,
invertebrati, vertebrati) ed evidenzia come, per diverse sostanze,
ciascuno presenta una diversa sensibilità.

Non stupisce quindi che l’unico consenso finora raggiunto sia che non
esista una singola specie adatta a descrivere gli effetti di tutti i
possibili tossici ed è quindi necessario utilizzare in ogni caso una
batteria di test, che utilizzi almeno un batterio, un’alga ed un
invertebrato.
Tuttavia, anche l’uso di batterie di test non consente di verificare gli
effetti sugli organismi in presenza di interazioni interspecifiche (un
erbivoro od un predatore possono ad esempio essere danneggiati
semplicemente perché il suo cibo risulta alterato, qualitativamente o
quantitativamente, dall’esposizione ad un tossico).

Si possono allora effettuare degli esperimenti più complessi, con


esposizione contemporanea multispecie (più specie che convivono nello
stesso sistema sperimentale, ad esempio microcosmi artificiali;
Gillett, 1989; Gearing, 1989).

Anche in questo caso però non è possibile cogliere appieno gli effetti
delle interazioni interspecifiche possibili (infatti, possono essere
valutate solo quelle tra le specie prescelte per l’esperimento, ma non
quelle con altre specie, non testate, che negli ambienti naturali
comunque coesistono)

L’alternativa consiste nel realizzare l’esposizione sul campo, utilizzando


apposite enclosure (cioè delimitando fisicamente una parte
dell’ecosistema, comprendente la comunità naturale del sito) e operando gli
esperimenti in questi mesocosmi, nei quali le condizioni sono ancora
parzialmente controllabili dallo sperimentatore.
I test vengono effettivamente condotti nell’ambiente di studio,
riducendo al minimo le manipolazioni (test in situ) e nei quali le
condizioni rispecchiano quindi esattamente lo stato dell’ambiente.

Questo tipo di studi è quindi intermedio tra gli studi di laboratorio e


l’esame estensivo dell’ambiente, realizzabile tramite il cosiddetto
biomonitoraggio

Gli studi più veloci ed aventi come oggetto i livelli inferiori di


organizzazione biologica dimostrano di essere in genere più sensibili,
con buone possibilità di identificare le relazioni di causa ed effetto.

Tuttavia, proprio perché tendono a semplificare la realtà per renderla


interpretabile, sono difficilmente estrapolabili e, complessivamente,
hanno una modesta rilevanza ecologica.
Burton 1991
Costruzione di un test

• Scelta dell’inquinante/i

• Scelta dell’organismo

• Definizione del protocollo (concentrazioni, tempi, etc.)

• Esecuzione sperimentale

• Analisi dei risultati, conclusioni


Protocollo sperimentale
Morti (T)
N=20

Contr. XC

rep 1 rep 2 rep 3 rep 4 rep 5

Conc 1 X1

rep 1 rep 2 rep 3 rep 4 rep 5

Conc 2 X2

rep 1 rep 2 rep 3 rep 4 rep 5

Conc 3 X3

rep 1 rep 2 rep 3 rep 4 rep 5


SAGGI DI TOSSICITÀ
ACUTA
Saggi statici
Sostanze, soluzioni e mezzo vengono o non rinnovati, qualora
l’esperimento sia sufficientemente breve da garantire la costanza
delle condizioni ambientali, o rinnovati a tempo standard (24 ore)

Saggi a flusso continuo


La sostanza in esame viene continuamente pompata in un opportuno
sistema di diluizione; necessario per mantenere le condizioni costanti
se il tempo di saggio si allunga. Da preferire anche quando la
persistenza della sostanza è limitata
Categorie trofiche
-produttori primari (microalghe planctoniche)
-consumatori primari (microcrostacei planctonici)
-consumatori secondari (pesci)
-decompositori (batteri)
La tossicità viene definita in base all’ambito di effetto

Classe di
Descrizione LC50 96h (mg kg-1) [X]
tossicità

0 Non tossico X > 1000 Malathion 3000

1 Praticamente non tossico 100 < X < 1000

2 Leggermente tossico 10 < X < 100 Parathion 10

3 Moderatamene tossico 1 < X < 10

4 Tossico 0.1 < X < 1 TTX 0.3

5 Molto tossico 0.01 < X < 0.1

Tetraclorodibezo_
6 Estremamente tossico X < 0.01
diossina 0.001
Lombrichi: mortalità acuta (OECD)

Eisenia fetida o E. andrei, facilmente allevabile

Ciclo riproduttivo: 6 settimane a 20°

Compost, lettiera, letame

Metodo OECD - ISO (sostanze pure)

-suolo artificiale (sabbia, caolino, torba, acqua)


-10 individui adulti per ogni replica
-durata: 14 giorni
-endopoint: mortalità
Saggi su alghe
unicellulari
Selenastrum capricornutum
Condizioni standard delle camere di esposizione Considerato un test acuto
(illuminazione, T, nessun limite nutrizionale sebbene sia improprio in quanto
il ciclo dell’alga è di circa 10 h
Endpoint: inibizione nella crescita, a 96 h

Popolazione algale A CONFRONTO Popolazione algale B

Mezzo di coltura di Mezzo di coltura


controllo sperimentale (addizionato con
tossico)

Differenza in % in termini di massa algale, si stabilisce l’EC50


Saggi su
microcrostacei

Test di
immobilizzazione

Daphnia magna
Crustacea, Branchipoda, Cladocera
Perché Daphnia magna?

Molto utilizzata , sia per test acuti che per cronici

-sensibile
-genere comune e ecologicamente importante
-dimensioni ridotte
-poco spazio
-facilmente manipolabile
-ciclo vitale breve

saggi acuti 24-48 ore


saggi cronici 3 settimane
-

partenogenesi: cloni
Saggi su Procedure standardizzate (OCSE)

pesci

Onicorhynchus mikiss

Generalmente su individui giovani

La mortalità viene verificata a diversi tempi sperimentali (24-48-72-96 h)


TEST CRONICI
Si utilizzano concentrazioni subletali (in genere in scala lineare) per
studiare effetti cronici.
Avendo un intervallo più fine possiamo definire con maggiore precisione
LOEC e NOEC.

Possibili effetti subletali di cui possiamo valutare la % di incidenza:

• Diminuzione della crescita (variazione peso, volume altezza)


• Diminuzione dello sviluppo (ritardo nella maturazione sessuale)
• Effetti teratogenici
• Effetti mutagenici (osservabili su campioni di DNA)
Alterazioni sessuali (es. imposex)
Diminuzione capacità riproduttiva (meno uova o cuccioli)
• Diminuzione della sopravvivenza dei cuccioli
• Alterazioni biochimiche (es. inibizione enzimatica)
• Alterazioni fisiologiche
• Alterazioni comportamentali
Test di
riproduzione
(OECD)

Daphnia magna
Crustacea, Branchipoda, Cladocera
Durata 21 giorni

Unità beacker contenenti 50-100 ml di acqua, un individuo


per unità

Organismi età all’inizio del test massimo 24 h, non ‘first brood’

Repliche 10 unità per ogni concentrazione

Condizioni semistatiche, ricambio tre volte alla settimana

Alimentazione alghe unicellulari, possibilmente tutti i giorni (al massimo


tre volte la settimana)

Osservazioni numero di neonati prodotti, mortalità possibilmente tutti i


giorni

Endpoint numero di neonati per ogni individuo sopravissuto fino alla fine
del test
Lombrichi: un test di ‘avoidance’

Durata Eisenia fetida, E. andrei: 48 ore


Lumbicus terrestris: 72 h

Numero individui 10 per ogni unità (test unit)

Quantità di suolo per compartimento: circa 350 ml

Repliche almeno 5 unità per ogni suolo da confrontare con il controllo

Endpoint numero di vermi vivi nel suolo da saggiare e nel suolo di


controllo, alla fine del periodo di esposizione
0.4 Porto di Livorno
0.35

Differenti popolazioni 0.3


0.25

LC50 (mg/l)
di una specie possono 0.2 Quercianella
0.15
Porto di Livorno
rispondere in modo 0.1 Quercianella
diverso ai saggi di 0.05
0
tossicità 72 72 96 96
time (h)

LC50 a 72 e 96 h in dati non pubb.


popolazioni di Patella
caerulea provenienti da
siti a diverso grado di
inquinamento esposte a Cu
Patella caerulea
Adattamento funzionale o
genetico?
Esistono una serie di saggi standardizzati secondo procedure ufficiali
accettate a livello europeo ed internazionale:

• tossicità acuta sui pesci


• tossicità acuta su batteri bioluminescenti
• tossicità acuta su Daphnia magna ed altri crostacei
• inibizione della crescita algale
• saggio a breve termine su embrioni di pesci
• saggio di crescita su stadi giovanili di pesci
• saggio di riproduzione su Daphnia magna ed altri crostacei
• saggio di bioaccumulo in flusso continuo sui pesci

Le procedure maggiormente diffuse fanno riferimento a sigle quali


APAT IRSA-CNR; ASTM, ISO, USEPA, OECD.
Nel 2004 è stato pubblicato il manuale APAT – IRSA CNR
“Metodi analitici per le acque – Rapporto APAT 29/2003”, all’interno del
quale un’intera sezione (sez. 8000) è dedicata ai saggi ecotossicologici,
con ampie descrizioni tecniche dedicate agli operatori che li devono
applicare
VARIABILITA’ E
RIPETIBILITA’
Imprecisione (ai vari livelli, operatore,
macchina, sistema di misura etc)
Fattori che
influenzano il Condizioni ambientali e sperimentali
risultato

Variabilità biologica intrinseca al campione

Indeterminatezza del risultato molto maggiore delle normali


misure chimico-fisiche
La soluzione sta nella ripetibilità della
procedura….

Ma quale deve essere il limite accettabile di ripetibilità di un


saggio?

A titolo puramente indicativo, si può affermare che in semplici


saggi standard di tossicità acuta, prove che differiscono per un
fattore 2 possono essere ritenute ottime replice, considerando
che l’effetto delle sostanze può variare di 7-8 ordini di
grandezza (da alcuni ng/l a g/l)
Banche dati tossicità

http://www.cerc.usgs.gov/data/acute/acute.html

http://endeavor.des.ucdavis.edu/calecotox/

http://www.epa.gov/ecotox/
PREVISIONE DEGLI EFFETTI: METODO
QSARbiologica di una sostanza è funzione delle sue caratteristiche
L’attività
strutturali

La tossicità può dunque essere prevista sulla base di poche proprietà


molecolari

Solubilità, punto di ebollizione,


Proprietà chimico-fisiche tensione di vapore, peso
molecolare, geometria etc

Principio attivo, sito bersaglio,


Proprietà farmacologiche
tossicodinamica etc
APPROCCIO QUALITATIVO

SAR (Structure-Activity Relationships)


Si osserva l’andamento dell’effetto biologico di una serie di molecole
congeneri attraverso l’aggiunta e la sostituzione di gruppi.
Es: la tossicità di molte molecole aromatiche cresce all’aumentare del
grado di alogenazione

Questo tipo di approccio è alla base di una lunga tradizione


farmacologica e di tutta l’industria chimica per la formulazione e sintesi
di molecole a diversa reattività (produzione di pesticidi etc)
APPROCCIO QUANTITATIVO
QSAR (Quantitative Structure-Activity Relationships)
Una QSAR ha lo scopo di quantificare, per mezzo di una equazione
matematica, l’effetto prodotto da una sostanza su una struttura
biologica in funzione delle sue caratteristiche strutturali o delle sue
proprietà fisico-chimiche, anch’esse espresse in termini quantitativi

Si tratta di un approccio molto più interessante in un’ottica


ecotossicologica!
L’idea di una possibile relazione tra struttura molecolare e
proprietà risale ai primi anni del XX secolo

Ehrlich e Morgenroth
Due approcci
Meyer e Overton La struttura chimica come
fondamento e causa del
comportamento della
Si indaga la correlazione tra le molecola
proprietà chimico-fisiche di una
sostanza e attività biologica Concetto di recettore: una
struttura molecolare o un
Studiando l’effetto narcotico, ci si
gruppo chimico capace di
rese conto che incrementava con la
reagire e/o combinarsi con un
crescita delle catene alifatiche, che
altro gruppo complementare, a
a sua volta portavano ad un aumento
determinare una certa risposta
del Ko,w
biologica
Un progresso significativo fu fatto con la determinazione che alcune
proprietà delle molecole sono “additive”

In relazione ad una determinata proprietà molecolare, ogni gruppo


sostituente possiede un valore caratteristico

Le proprietà complessive di una molecola possono quindi essere


determinate, almeno in linea teorica, sommando i valori caratteristici
dei singoli frammenti molecolari, ed eventualmente delle loro
interazioni
Costante elettronica di Hammet (1940)

La costante di ionizzazione di sostanze sconosciute può essere


determinata aggiungendo, alla costante di ionizzazione nota di una
molecola congenere, una costante di sostituzione indicante l’effetto
elettronico caratteristico del frammento molecolare che li differenzia

Le proprietà elettroniche di una serie di congeneri possono essere


determinati dei valori delle costanti di sostituzione dei diversi
frammenti molecolari

Un approccio simile è stato portato avanti anche le proprietà steriche

Tutto questo costituisce il fondamento delle analisi fatte da Corvin


Hansch nel 1963 in California
Il lavoro di Hansch ha posto le basi dell’approccio moderno alle
relazioni quantitative tra struttura e attività biologica delle sostanze

POSTULATO

L’ attività biologica di una sostanza si può esprimere tramite funzioni di


diverse proprietà molecolari, tra cui le principali sono quelle idrofobiche,
elettroniche e steriche

Quindi, quando una sostanza biologicamente attiva entra in contatto con


il sistema molecolare di un organismo vivente, la probabilità di
raggiungere il sito recettore e determinare una perturbazione, è
funzione delle proprietà molecolari della sostanza stessa
Sistema biologico + sostanza biologicamente attiva = risposta

Equazione di Hansch
Risposta = f1 (propr.idrofobiche) + f2 (prop.elettroniche) + f3 (prop.steriche) + f4(X)

X= altre eventuali proprietà molecolari necessarie per descrivere in modo


esaustivo l’effetto biologico della sostanza
Le molecole penetrano all’interno delle cellule seguendo un percorso che
Hansch definì random walk

C = [ ] della sostanza nella fase extracellulare


A = probabilità di raggiungere il sito d’azione in un dato
tempo
Il tasso di risposta biologica sarà quantificabile secondo la
seguente equazione

δ (risposta )
= A×C × Kx
δt
dove
C= [ ] nella fase extracellulare
A= probabilità che la sostanza raggiunga il sito d’azione in un certo
tempo
Kx= costante di reazione del particolare tipo di risposta
AC = [ ] effettiva raggiunta nel sito critico
Equazione di Hansch
Risposta = f1 (propr.idrofobiche) + f2 (prop.elettroniche) + f3 (prop.steriche) + f4(X)

Passaggio Reazione con


Random walk
attraverso le sito bersaglio
membrane
1) Proprietà idrofobiche (f1)

Regolano la capacità di ingresso nella cellula, di attraversamento delle


membrane
La capacità di ingresso, e quindi la probabilità di avere una risposta
biologica, è legata alla idrofobicità da una relazione parabolica
Risposta

idrofobicità

Perché Hansch definì un andamento di questo tipo e non lineare?


Le molecole con valori intermedi di
idrofobicità sono quelle che, una
volta superata la membrana
lipidica, si ripartiscono con più
facilità nella fase acquosa
citoplasmatica

A. Sostanze idrofile
B. Sostanze a idrofobicità intermedia
C. Sostanze a idrofobicità elevata
2) Proprietà elettroniche (f2)

Queste proprietà (es. costante di dissociazione acida pKa)


determinano la reattività di una sostanza che influenza la capacità
di movimento intracellulare (random walk) fino al raggiungimento
del sito attivo

3) Proprietà steriche (f3)


Indicano la conformazione spaziale di una molecola

Determinano la capacità di reagire con uno specifico sito d’azione


(chiave-serratura)

Sono molto importanti per le molecole ad azione specifica


Si ricorda come l’equazione generale di Hansch deve applicarsi solo a
serie di congeneri di molecole che differiscono tra loro per aggiunta o
sottrazione di uno o più gruppi di sostituzione su uno scheletro
molecolare comune

La quantificazione delle proprietà molecolari si può riferire non tanto


alle molecole nel suo complesso quanto ai singoli frammenti di
sostituzione

Risposta = f1 (propr.idrofobiche) + f2 (prop.elettroniche) + f3 (prop.steriche) + f4(X)

Le varie f sono semplici correlazioni, lineari o paraboliche


Le tre proprietà fondamentali hanno, con la risposta, una
relazione:
- di tipo parabolico (prop. idrofobiche)
- di tipo lineare (prop. elettroniche e steriche)

Di conseguenza esse potranno essere scritte come:

(prop. idrofobiche, π) f1 = b1π + b2π2 + a1

(prop. elettroniche, σ) f2 = b3σ + a2

(prop. steriche, Es) f3 = b4Es + a3

Dove b1, b2, b3, b4 sono coefficienti e a1,a2, a3, termini noti
dell’equazioni di correlazione multipla
Considerando trascurabile f4(X) e posto [a1 + a2 + a3 = b0] otteniamo
la versione finale dell’equazione di Hansch

1
log  = b1π + b2π 2 + b3σ + b4 ES + b0
C 
CASI PARTICOLARI
Sostanze aspecifiche nell’effetto

L’influenza delle proprietà elettroniche e steriche è modesta. La


risposta biologica dipende quasi esclusivamente dalla capacità di
ingresso nella cellula.

Tossicità
1
log  = b1π + b2π 2 + b0
C 

idrofobicità

Se, in particolare, i valori di idrofobicità sono


relativamente bassi o alti rispetto all’ascissa del
vertice della funzione, essa può essere considerata
lineare
1 È il classico caso dei narcotici la
log  = b1π + b0 cui tossicità è aspecifica (Meyer e
C  Overton)
Molecole fortemente specifiche

Le proprietà steriche hanno un ruolo prevalente e l’equazione diventa:


1
log  = b1 ES + b0
C 
Es. insetticidi organofosforici (azione inibitoria
su AchE)

Molecole molto idrosolubili


Si tratta in genere di molecole polari; le proprietà elettroniche
hanno un ruolo prevalente e l’equazione diventa:

1
log  = b1σ + b0
C 
Es. N-nitrosometiletilamina
Relazioni di questo tipo sono state dimostrate (NMEA)

per le amine alifatiche CH3


N–N=O
CH3 – CH2
REQUISITI PER
L’APPLICABILITA’ DEL MODELLO
DI
Le HANSCH
equazioni previsionali si riferiscono ad una serie di molecole
strutturalmente simili, che differiscono solo per dei gruppi che si
sostituiscono su uno scheletro comune. Le proprietà descritte non
si riferiscono alla molecola nel suo complesso ma solo ai
“frammenti” sostitutivi

Le differenze tra i vari sostituenti sullo “scheletro” comune


devono essere tali da alterare solo quantitativamente le proprietà
della molecola di base, senza modificarne qualitativamente le
caratteristiche

Il modello dovrebbe riferirsi ad una ben nota interazione con un


ben noto sito attivo
SOSTANZE NON
CONGENERI
Se non si considerano sostanze congeneri, le proprietà idrofobiche,
elettroniche e steriche non possono essere espresse per mezzo di
costanti di sostituzione riferite a frammenti di molecole

Si dovranno utilizzare proprietà chimico-fisiche o descrittori molecolari


riferiti all’intera struttura
In genere le caratteritiche idrofobiche e elettroniche sono espresse
da proprietà chimico fisiche (coefficienti di partizione, costanti di
dissociazione etc), mentre quelle steriche sono espresse da
“descrittori molecolari” (forma, dimensioni simmetria, numero e tipo di
atomi, numero e tipo di legami, peso molecolare, etc)

Si possono ottenere differenti equazioni

Es: 1
log  = b1 log K ow + b2 (log K ow ) 2 + b3 pK a + b4 PM + b0
C 

Kow= coeff. di partizione ottanolo/acqua [propr. idrofobiche]


pKa= costante di ionizzazione [propr. elettroniche]
PM= peso molecolare [propr. steriche]
Come già teorizzato nel “modello base” QSAR di Hansch in alcuni casi
è necessaria l’introduzione di ulteriori descrittori di proprietà
molecolari [f4 (X)]

Es: insetticidi organofosforici

Per descrivere l’effetto biologico è stato introdotto un parametro


α indicatore della forza del legame tra gruppo ortofosforico e
leaving group (G)

O O O
RO RO -G RO
P – G + EH P P–E + H
RO RO • RO
EH

EH = enzima
G = leaving group
O O O
RO RO -G RO
P – G + EH P P–E + H
RO RO • RO
EH

EH = enzima
G = leaving group

In questo caso è stato aggiunto un parametro per la descrizione del


particolare meccanismo d’azione
Per potersi legare all’AchE, l’insetticida deve “sganciare” uno dei
gruppi legati direttamente al fosforo; si sgancerà quello con forza di
legame minore, una sorta di gruppo “facilitato” ad allontanarsi
Il parametro dovrà tenere in considerazione l’esistenza di questo
legame “debole”, la cui presenza condiziona l’esplicarsi dell’effetto
competitivo
Negli ultimi anni si sono sviluppati descrittori molto sofisticati e di
grande efficacia

I descrittori possono:
a) Provenire da misure sperimentali, calcoli teorici o operazioni di
conteggio e somma
b) Rappresentare l’intera molecola o un frammento molecolare o
sostituente in sito definito
c) Richiedere la conoscenza della struttura 3D, il grafo molecolare o
la semplice formula bruta
Alcuni descrittori:
- Quanto-meccanici permettono di stimare le geometrie molecolari
e le energie associate

- Locali geometrici/WHIM si basano sulla geometria 3D delle molecole e


sulla posizione relativa degli atomi

- Binari ed enumerativi si basano sulla presenza/assenza di gruppi, o


descrittori enumerativi (n° di atomi di C, presenza di legami
idrogeno etc.)

-Descrittori topologici si basano sula formula di struttura e connettività dei


legami

-Descrittori globali geometrici dimensione, volume, superficie dell’intera


molecola
EFFETTI COMPORTAMENTALI
DELLE SOSTANZE TOSSICHE
RISPOSTE COMPORTAMENTALI

Gli aspetti del comportamento più studiati in relazione all’effetto


degli inquinanti:

1) procacciamento del cibo [foraging]

2) sorveglianza e fuga dai predatori

3) riproduzione e cura della prole

4) rifiuto di substrati contaminati [avoidance]


Procacciamento del cibo
[foraging]

una catena complessa di


comportamenti

è sufficiente che un unico passaggio


funzioni male per mettere in crisi tutto il
processo

un difetto del processo ha un costo elevato


in termini di bilancio energetico

conseguenze su sopravvivenza, fecondità,


accrescimento
Esempio: Lepomis macrochirus (bluegill, simile al
persico sole) che si alimenta su Daphnia in laboratorio

aumento del tempo di manipolazione su pesci trattati con Cu


cicli iterati di cattura e rifiuto della preda catturata

Il Cu provoca una perdita del senso del gusto

- la preda è individuata a vista


- per essere ingerita: conferma gustativa
EFFETTI A LIVELLO DI
POPOLAZIONE
Albero di Neem (Azadirachta indica)
Utilizzato base per la preparazione di insetticidi

Neemix 4.5 (azadirachtin), usato per la lotta a


insetti dannosi per le foreste
Obiettivo

1) verificare l’effetto del Neemix 4.5 sui popolamenti zooplantonici nei


corpi d’acqua presenti nelle foreste trattate

concentrazioni realistiche, prevedibili sulla base delle modalità di


utilizzo prescritte (spargimento con aereo)

Metodi
2) stagno all’interno di una foresta (Ontario, Canada) superficie:150×200
m, profondità da 1 a 0.6 m

2) mesocosmi (enclosures, recinzioni) con pareti di polietilene (4.5×4.8m)


3) i pesci presenti sono stati eliminati usando trappole
Trattamenti
- Il 19 giugno 2001 l’insetticida è stato spruzzato sulla superficie dell’acqua
delle enclosures in modo da ottenere le concentrazioni desiderate di
azadirachtin A + azadirachtin B

- 4 trattamenti “principali”
- controllo, 15, 25 e 35 μg l-1
- 5 enclosures per ogni trattamento

- 2 trattamenti “ausiliari”
- 6 e 100 μg l-1
- 2 enclosures

35 μg l-1 rappresenta la massima concentrazione in acqua prevista


seguendo la modalità di distribuzione e le quantità prescritte (50 g ha-1)
Campionamento

Zooplankton
giorni -4, 7, 14, 28, 42, 63, 85 e 112
per ogni enclosure: 5 prelievi con una trappola da plankton su tutta la
profondità della colonna d’acqua
- i 5 campioni sono uniti, mischiati e poi subcampionati
-il conteggio effettuato sul subcampione costituisce l’osservazione

Azadirachtin in acqua e sedimento


-tutte le enclosure
- giorno 0 (19 giugno 2001)
- le enclosure a 35 μg l-1
- una volta alla settimana per i primi 70 giorni
Non-metric multidimensional scaling
- un metodo di ordinamento
-rappresenta su un piano (2 dimensioni) un sistema descritto da più di 2
variabili

È molto usato in ecologia


- concettualmente semplice
- pochissime assunzioni sulle caratteristiche dei dati
- molto flessibile (può partire da qualsiasi misura di (dis)similarità
Il diagramma NMDS rappresenta graficamente su un piano i rapporti di
(dis)similarità esistenti tra campioni

La distanza geometrica tra i punti che rappresentano i campioni sul


diagramma è proporzionale alla dissimilarità tra campioni. Più esattamente
la distanza tra punti è proporzionale al rango della similarità.

La configurazione di punti che massimizza la corrispondenza tra matrice di


(dis)similarità e diagramma è trovata con metodi iterativi

dissimilarità maggiore
L’ANOSIM è un test statistico basato sulle (dis)similarità
- analogo multivariato dell’ANOVA
- le dissimilarità tra repliche appartenenti a gruppi (trattamenti)
diversi sono significativamente maggiori delle dissimilarità tra repliche
dello stesso trattamento?
SIMPER
Si tratta delle due specie dominanti, un copepode ed un cladocero

-Tra il 28° e il 42° giorno S. oregonensis è virtualmente eliminato!


-Tra il 28° e il 42° giorno B. longirostris subisce un forte incremento (fluttuazione?o
essendo specie dominanti in competizione i due eventi sono legati?)
1) La comunità subisce un effetto evidente legato alla
somministrazione del tossico

2) Due sono le popolazioni dominanti nella comunità


zooplanctonica

3) La popolazione di Copepodi risulta fortemente influenzata,


quella di Cladoceri no

Abbiamo quindi un effetto selettivo che “sposta” la composizione


specifica della comunità

Alterazione dei rapporti trofici, e della biodiversità!


I.B.E.

Deriva dal Trent Biotic Index (1964), rielaborato come


Extended Biotic Index (1978) ed adattato per una applicazione
standardizzata ai corsi d’acqua italiani (Ghetti & Bonazzi, 1980)

Scopo: formulare diagnosi della qualità di ambienti di acque


correnti sulla base delle modificazioni nella composizione delle
comunità di macroinvertebrati, indotte da fattori di inquinamento
o da significative alterazioni fisiche dell’ambiente fluviale.
Inquadramento normativo: Decreto Legislativo 130/92, in
attuazione della Direttiva CE 78/659 sulla qualità delle acque dolci
che richiedono protezione o miglioramento per essere idonee alla
vita degli organismi.

“ ai fini di una più estesa valutazione della qualità delle acque,


le Regioni possono promuovere la realizzazione di idonei
programmi di analisi biologica delle acque designate e
classificate. A tale scopo, per le acque correnti, viene usato
l’Indice Biotico Esteso (IBE)…”

L’indice Biotico Esteso (IBE) fa parte degli indicatori biologici resi


obbligatori con l’approvazione del D.Lgs 152/99 (Testo Unico sulle
acque).
Il Metodo
Scelta del transetto
Nel campionamento con il retino ci si sposta in obliquo e controcorrente, cercando di
campionare tutti i microhabitat presenti provvedendo poi ad integrare la campionatura
con alcuni sondaggi in corrispondenza di eventuali ulteriori microhabitat presenti nel
fiume e non compresi nel transetto campionato (ad esempio banchi di macrofite
acquatiche, muschi e zone marginali con granulometria molto diversa rispetto a quella
presente nel resto dell’alveo)
Raccolta dei macro invertebrati
1) Raschiare il fondo col retino, contro corrente
2) Smuovere con le mani o i piedi i sassi, il retino sempre contro corrente.
3) Lavare e sfregare le pietre davanti all’imboccatura del retino (per staccare animali che
aderiscono alle pietre)
4) Smuovere il sedimento con i piedi, sempre davanti all’imboccatura del retino
5) Lavare il materiale raccolto riversando dell’acqua nel retino
6) Svuotare periodicamente il bicchierino-raccoglitore nella bacinella di raccolta
7) Il campionamento non deve protrarsi oltre i 20 minuti ed è necessario ripeterlo da 1 a
3 volte
Livelli tassonomici per la identificazione delle
Unità Sistematiche
Adatt. Mod Ruolo
corrente nutriz trofico
La definizione del valore dell’indice è fondata su due aspetti:
-la presenza dei taxa più esigenti
-la ricchezza totale della comunità

La tabella è stata tarata per consentire il calcolo dell’indice in modo


omogeneo e comparabile, su differenti tipologie di acque correnti
Aumenta ricchezza
Diminuisce
sensibilità
L’IBE può essere applicato a tutti gli ambienti di acque dolci
correnti in cui il ‘valore atteso’ risulti maggiore o uguale a 10

NON è utilizzabile in:


- tratti prossimi a sorgenti oligotrofiche
Valore naturale
- acque di nevaio inferiore a 10
- ambienti di foce con risalita del cuneo salino
-acque ferme per lunghi periodi

-tratti non completamente colonizzati dopo asciutte o piene rovinose

- fiumi o canali molto profondi nei quali è difficile eseguire il


campionamento in maniera corretta

-evitare il campionamento immediatamente a valle di scarichi o di


affluenti; garantire il completo rimescolamento tramite una corretta
distanza. Lo scopo non è infatti valutare la qualità dello scarico ma del
corpo recettore
L’indice, rileva lo stato di qualità di un determinato tratto di corso
d’acqua integrando nel tempo gli effetti di differenti cause di turbativa
(chimiche, fisiche, biologiche)

alta capacità di sintesi

Non consente di quantificare e risalire secondo una relazione


biunivoca di causa-effetto, ai vari fattori che hanno indotto queste
modificazioni

bassa capacità analitica

È quindi da considerarsi complementare al controllo chimico-fisico


Nessun significato tassonomico

Organismi visibili ad occhio nudo

Taglia superiore al
millimetro alla fine dello
sviluppo larvale

I MACROINVERTEBRATI Organismi che


vengono trattenuti da
un setaccio US
standard n°30 (maglie
di 0,595 mm, densità
di 21 maglie/cm)

Attenzione che per problemi


di intasamento delle maglie
si prendono animali anche
più piccoli….resta
comunque la definizione più
rigorosa…..
Premesso che..........

La nicchia ecologica esprime

RAPPORTO FUNZIONALE CHE UNA SPECIE HA CON L’ECOSISTEMA.

 E’ la sua POSIZIONE PROFESSIONALE ( Ruolo Trofico )


 E’ la SOMMA delle SUE NECESSITA’ AMBIENTALI ( T°,Ph…)
Perché i macroinvertebrati?

- numerosi gruppi con ecologia nota e ben conosciuta

- diverso livello di sensibilità alle alterazioni ambientali

- facilmente campionabili e riconoscibili

- occupano tutti i livelli nella struttura trofica degli ambienti di acque


correnti
RUOLO TROFICO DEI MACROINVERTEBRATI

• MACRO E MICROFILTRATORI

• TRITURATORI

• DETRITIVORI
La struttura delle comunità
• ERBIVORI
dei Macroinvertebrati
è strettamente correlata
• CARNIVORI alla tipologia ambientale
Ai Macroinvertebrati è affidata
l’azione di frantumazione del
particellato grossolano in
elementi più facilmente
assimilabili dalla componente
microbica
La Fauna del suolo

Divisione funzionale Fitofagi

Predatori Detritivori

Residui organici animali o


Organismi viventi,
vegetale già parzialmente
contenuto energetico
degradati; contenuto
massimo
energetico più basso
Saprofagi o Detritivori
Si nutrono di materia vegetale o animale morta (fitosaprofagi o zoosaprofagi): larve
di Ditteri, Nematodi, Acari, Larve di Coleotteri, Onischi…

Alcuni saprofagi sono specializzati nel colonizzare annessi particolari del suolo:

• Xilofagi

• Coprofagi

• Necrofagi
Ruolo fondamentale per le trasformazioni fisiche e chimiche che arrecano alla lettiera e
al terreno in quanto:

 Ingeriscono ed espellono continuamente particelle organico-minerali di suolo;

 Contribuiscono al continuo rimescolamento degli strati presenti nel suolo


attraverso il loro movimento;

 Contribuiscono alla ridistribuzione nel suolo di composti organici, di nutrienti e


delle cellule microbiche che fuoriescono vive al passaggio attraverso il tubo
digerente;

 Migliorano l’aerazione e la permeabilità scavando canali.


Fitofagi
• Si nutrono di parti ipogee di piante verdi, radici, e germogli

larve vermiformi di Ditteri, Ortotteri (grillotalpa),


Coleotteri come il comune maggiolino,
occasionalmente anche alcuni Imenotteri

• Si nutrono succhiando la linfa da radici e parti ipogee di piante

Omotteri (afidi delle radici), molte specie di Nematodi

• Si nutrono di ife fungine

alcune larve di Ditteri e Nematodi, molti


Gasteropodi
Polifagi o onnivori

Organismi non specializzati, che sfruttano diverse fonti di nutrimento a


seconda delle circostanze
Predatori

• Predatori di superficie

cacciano spostandosi nello strato di lettiera superficiale:


Coleotteri carabidi e stafilinidi, Imenotteri, ragni, Chilopodi,
e Diplopodi..

• Predatori endogeni

cacciano sottoterra, scavando gallerie o spostandosi


attraverso la trama del suolo o il film acquoso: Nematodi
predatori, Acari, pseudoscorpioni, larve di Ditteri

• Parassitoidi
depongono le uova nel corpo delle prede, le larve
che ne schiudono divorano il corpo dell’ospite
dall’interno e ne usano l’esoscheletro come
bozzolo. Imenotteri icneumonidi, alcuni Ditteri.
La Fauna del suolo

Divisione fenologica

forme edafoxene forme edafobe

nel suolo solo per


una parte del loro l’intera vita nel suolo
ciclo vitale

possono avere o meno un


gran parte dei microartropodi
ruolo attivo nella formazione
sono gli esempi più tipici
del suolo
La Fauna del suolo
Geofili periodici

Divisione ecologica

Geofili inattivi Geofiti Geofili attivi

organismi che comprendono specie che


soggiornano comprendono i numerosi
trascorrono la loro intera
unicamente nel suolo insetti aerei, le cui larve
esistenza nel suolo, come
per svernare o subire vivono nel suolo, quali
Acari, Collemboli,
diapausa. Questi Ditteri e Coleotteri.
Pseudoscorpioni…
animali non
(o Geobionti /Edafobi)
contribuiscono alla
formazione del suolo. (Jacot, 1940)
Geofili periodici

Organismi che conducono una fase del ciclo


biologico nel suolo e, nel corso dell’intera
vita, pur potendolo abbandonare,
mantengono rapporti con esso entrandovi
periodicamente per trovare nutrimento,
deporre le uova, sfuggire a condizioni
climatiche sfavorevoli

Molti coleotteri (Carabidae, Scarabeidae, Cicindelidae) conducono lo stadio


larvale nella lettiera o nei primi orizzonti del suolo mentre nello stadio adulto il
suolo viene utilizzato come fonte trofica, rifugio e altro
Geofili attivi temporaneamente

Gli edafoxeni abitano nel suolo in modo stabile per buona parte del loro ciclo vitale,
attraversando uno o più stadi di sviluppo in esso ed emergendo come adulti, tipicamente
alati.

Oltre alle cicale e ad alcune specie di neurotteri, gli insetti di questo gruppo appartengono
per la maggior parte agli ordini Diptera, Coleoptera e Lepidoptera, il cui ciclo di sviluppo
comprende la fase di pupa.

Le larve, attive a differenza delle pupe, hanno una importanza considerevole sia
come detritivori sia come predatori, specialmente negli ambienti in cui la loro densità
è elevata
Geofili inattivi temporanei

organismi che vivono nel suolo solo per alcune fasi inattive del ciclo biologico
(estivazione, fase di pupa, ecc.).

L’utilizzo del suolo come rifugio nella stagione invernale è comune a molti
insetti come numerose specie di coleotteri, emitteri, ortotteri ecc.
Geobionti

organismi estremamente adattati alla vita nel suolo, incapaci di


abbandonarlo anche per breve tempo, in quanto le caratteristiche
ecomorfologiche, sia della fase giovanile sia di quella adulta, non
consentono loro di sopravvivere negli ambienti epigei

A questo gruppo appartengono molte specie di miriapodi, isopodi,


acari, oltre alla maggior parte dei collemboli, dipluri e proturi.
Le Reti trofiche del suolo

Micro-reti pochi cm3 un’area d’azione spaziale assai ristretta

Protagonisti Animali piccoli protozoi,rotiferi, tardigradi, nematodi


(< 0.2 mm)

Risorse
Generalmente organismi idrofili, legati alla trofiche
pellicola d’acqua che riveste le cavità del suolo
(hydrobios), alla rizosfera e alla lettiera, che
necessitano quindi di un elevato tenore di Materia organica particolata,
umidità. batteri, alghe, lieviti e funghi
Spesso sono capaci di resistere alla siccità
incistandosi, o rallentando le funzioni vitali.

Il tempo di sviluppo di una sequenza successionale (tempo ecologico) è dell’ordine


di giorni o mesi; il tempo di turnover biologico (quello necessario ai flussi di nutrienti
per ricolmare le riserve di nutrienti) varia da un giorno a una settimana.
Meso-reti da qualche centimetro fino a pochi metri

Protagonisti i “trasformatori della lettiera” acari, collemboli, enchitreidi,


piccoli miriapodi, larve di
organismi di dimensioni ditteri e alcuni gruppi di
comprese tra 2 e 0,2 mm coleotteri

il tempo ecologico varia da una settimana ad alcuni mesi, il tempo di turnover


biologico da giorni a mesi.

Macro-reti da qualche centimetro fino a pochi metri

termiti, formiche, coleotteri, lombrichi,


Protagonisti “ingegneri del
fino ad arrivare alle talpe
suolo”

sono in grado di cambiarne sostanzialmente la struttura

Il tempo ecologico varia da qualche settimana a mesi, quello di turnover biologico


impiega mesi o anche anni.
Il suolo si diversifica ed arricchisce in un mosaico di microambienti particolari

ambiente umicolo strati più superficiali del suolo

ricco di materia organica


il più popolato

ambiente muscicolo legato ai muschi

lapidicolo legato a sassi e/o massi


Decomposizione a
saprossilico tronchi in decomposizione carico di organismi
xilofagi

La fauna dell’ambiente endogeo (orizzonte B) è più povera, ma ancora più specializzata.


L’ambiente endogeo può essere messo in relazione con l’ambiente cavernicolo
attraverso l’ambiente freatico terrestre e con quello freatico in senso stretto
Morfologia della pedofauna

Adattamenti congruenti
all’ambiente in cui vivono....

anoftalmia depigmentazione

riduzione o la perdita degli occhi Si assiste ad una riduzione della


o comunque apparati sensibili pigmentazione lungo un gradiente
alla presenza di luce legato alla profondità

Temperatura termorecettori
Adattamenti specifici Sensibilità a gradienti di
Umidità igrorecettori

Riduzione delle appendici Appendici atte a scavare


Il numero di organismi viventi
nel suolo varia notevolmente
non solo in funzione del tipo di
terreno e di vegetazione, ma
anche in relazione alla
latitudine, altitudine,
esposizione e stagione
considerata.
I microartropodi del suolo e il loro ruolo
Azione attiva di pre-decomposizione

Detrito organico
Ruolo fisico (meccanico)

frammentazione grossolano
triturazione

Detrito organico
fine

Attacco microbico,
fungino ecc...

Movimento
capillare

Aerazione Strutturazione
del suolo del suolo
Ruolo chimico Il percorso digestivo dei microartropodi può contribuire all’incorporazione
nel suolo dei composti organici, per la formazione di complessi organici e
organico-minerali.

Quest’azione è comunque quantitativamente meno importante di quella


svolta da Lumbricidi ed Enchitreidi.
Ruolo biologico

stimolazione e regolazione dell’attività batterica e fungina.

Molti micro e mesoartopodi concorrono alla disseminazione delle spore e


ife, al tempo stesso con il consumo di funghi e batteri, ne limitano la
popolazione.
Esempio di degradazione della lettiera

Caduta delle foglie

Utilizzazione diretta da
parte di invertebrati Pioggia,lisciviazione e invasione della superficie da
parte della microflora

Attacco alla superficie da parte di acari e collemboli

infossamento Larve di ditteri, coleotteri e miriapodi perforano le foglie e


aggrediscono gli stomi

La microflora invade l’interno della foglia

La produzione di escrementi favorisce l’attività batterica

Ripresa da parte di collemboli, acari, larve di ditteri ecc....polverizzazione


Metodologie di estrazione

separazione degli invertebrati dal suolo in cui vivono (Bater 1996)

Metodi fisici Metodi dinamici

Differenze nella gravità Applicazione al campione di


specifica tra gli invertebrati suolo di uno stimolo fisico in
e il suolo maniera tale da guidare gli
invertebrati in un recipiente di
Possibilità di separazione raccolta
in una fase liquida

Separazione sulla base delle


proprietà idrofobiche della cuticola
Campionatore standard
Una volta separati dalle particelle di
suolo, essi galleggeranno sulla
superficie della soluzione.
Campione di terreno di circa 1 kg, pari ad un cubo di 10 cm di lato

La porzione di suolo (“carota”) sarà poi posta entro un contenitore (in genere, un
sacchetto di plastica) opportunamente etichettato.

Nel caso in cui il suolo non si presenti troppo compatto e pietroso, può essere di
aiuto porre un sacchetto all’interno del carotatore stesso, con il margine ripiegato
verso l’esterno, in modo da farvi entrare direttamente la carota da trasferire in
laboratorio.

Affinché la fauna presente mantenga la sua naturale vitalità, è necessario evitare


agli organismi raccolti di ricevere urti e sbalzi di temperatura; ciò può essere fatto
utilizzando borse termiche, ed evitando l’esposizione al calore dei campioni.

Non deve in ogni caso intercorrere troppo tempo dal momento del prelievo al
momento della disposizione sull’estrattore del campione.
Metodi fisici

Comunemente sono usate acqua salata (salamoia), acqua-


zucchero, acqua-kerosene, acqua-benzene, acqua-etere o
acqua-solfato di magnesio.

Quando un campione di suolo è inserito in una soluzione più densa dell’acqua tutti
gli animali che non sono intrappolati nelle particelle di suolo vengono in superficie.

Purtroppo, anche una grande quantità di sostanza organica sale sulla superficie
della soluzione.
Per aumentare l’efficienza della tecnica, prima della flottazione, si deve lavare il suolo
utilizzando una serie di setacci a maglia di dimensioni decrescente per separare le
particelle più grandi da quelle via via più piccole.

Si assiste spesso alla morte degli animali all’interno del


Inconvenienti
campione, cosa che può non agevolare la loro raccolta
Metodi dinamici Estrattore Berlese-Tullgren modificato
Individuare il sito di campionamento

Il punto di prelievo del campione deve essere rappresentativo della comunità di


Artropodi edafici in quel momento e deve essere rappresentativo dell'intero ecosistema
in esame.

Verificare le condizioni di umidità del suolo

Per questo motivo è opportuno sia un controllo dei dati meteorologici dei giorni
precedenti al campionamento sia un'attenta analisi delle condizioni di umidità del
suolo al momento del prelievo.
situazioni locali che possono alterare la struttura del popolamento

a) presenza di un formicaio
b) compattamento del terreno dovuto alla presenza di sentiero battuto su suolo forestale
o a passaggio di trattrici su agroecosistema
c) vicinanza di affioramenti litoidi (dell'ordine del metro)
d) concavità del terreno
e) presenza di evidenti differenze di umidità (variazioni cromatiche dello strato
superficiale) dovute ad esempio a rivoli di ruscellamento o falda affiorante
f) presenza di radici arboree in stazioni in cui gli alberi sono molto rari
g) ridotte porzioni di suolo caratterizzate da inerbimento se trattasi di stazione con
prevalenza di suolo nudo e viceversa
h) presenza rilevante, anche non continua, di specie erbacee o arbustive non
caratteristiche di quel suolo forestale o non coltivate in quel suolo agricolo
i) presenza di elementi che favoriscono una particolare zona d'ombra o di penombra
j) tracce di recenti inondazioni dell'agroecosistema ad opera di esondazioni di un vicino
corso d'acqua, specialmente se queste hanno interessato solo una porzione
dell'agroecosistema
k) presenza di evidenti difformità nella composizione della tessitura e nella capacità
drenante dei suoli
l) presenza di locali ed accentuate variazioni di pendenza
Fonti di errore

Si estrae solo la fauna attiva

Per questo motivo occorre prestare attenzione al trasporto ed alla conservazione del
campione fino ad estrazione avvenuta. In particolare non si devono verificare sbalzi
termici (ivi compresi quelli causati da formazione di condensa in un sacchetto chiuso
ermeticamente) e la disposizione sul setaccio deve avvenire "disturbando" il suolo il
meno possibile.

Nel caso si raccolga suolo in eccesso è


preferibile selezionare zolle di suolo
indisturbato che comprendano gli strati
superficiali di suolo
Il campione di suolo viene posto su una griglia metallica
(maglia 2 mm) montata sull’estrattore, che può avere una
intelaiatura in legno, plastica o essere composto da un
semplice Imbuto.

Sotto l’effetto del disseccamento progressivo della


terra, causato dal calore di una lampada ad
incandescenza posta sopra l’estrattore, gli organismi
tendono a spostarsi verso il fondo del campione e,
alla fine, quelli di dimensioni adeguate passano
attraverso le maglie del setaccio e cadono in un
recipiente. Il materiale così raccolto prende il nome di
selettura.

Un minimo di 7 – 10 giorni per piccole quantità di suolo,


aumentando fino ad uno o due mesi per quantità
maggiori.
UN AMBIENTE E’ DEFINITO DI BUONA QUALITA’ QUANDO E’ IN GRADO DI
OSPITARE LE BIOCENOSI CARATTERISTICHE DI QUEL TIPO DI AMBIENTE
INDICE QBS
Identificazione di “forme
Principio
biologiche” distinte

l’insieme di organismi che presentano per convergenza, determinate modificazioni


delle strutture morfologiche finalizzate a adattarsi all’ambiente in cui vivono
(Analogo a quello di Unità Sistematica nel calcolo dell'IBE)

Si registra l’adattamento più o meno marcato degli animali alle condizioni


ambientali, a prescindere dalla tassonomia

Convergenza evolutiva in organismi filogeneticamente distanti

Si valuta la potenziale corrispondenza tra le caratteristiche di un ambiente ed i caratteri


fenotipici presenti nel popolamento biologico
Si vuole quindi valutare la qualità ecologica del suolo e non semplicemente la
qualità agronomica

qualità ecologica qualità agronomica

-ricchezza -pH

-distribuzione -rapporto C/N

Aspetti chimici
-presenza di specie ad -% sostanza umica
Analisi di alto valore ecologico -[ ] dei diversi nutrienti Fattori di
comunità presenti in forme assimilabili crescita
-presenza di specie
sensibili ad inquinanti - [ ] sostanze inquinantiù
-analisi degli adattamenti
morfo funzionali Aspetti fisici
-tessitura, struttura, porosità
Fertilità
-permeabilità, capacità di
ritenuta idrica ecc..
Si vuole dunque considerare un insieme di caratteri, facilmente leggibili, che permetta
di valutare il livello di adattamento alla vita del suolo

Alcuni dei caratteri condivisi sono la piccola dimensione, la depigmentazione,


l’anoftalmia ecc..

Fasce di adattamento indipendenti dalla tassonomia


indice ecomorfologico (EMI) Punteggio attribuito ad ogni
gruppo quale misura del valore
1 ecologico

Incrementa l’adattamento alla


vita edafica

20
Lo scopo principale nella determinazione
dell’indice è l’individuazione, all’interno di
ogni gruppo sistematico, della forma
biologica meglio adattata al suolo.

Nel caso in cui in un campione siano


presenti forme appartenenti allo stesso
gruppo sistematico, ma con diversi livelli
di adattamento alla vita edafica, il
punteggio assegnato sarà il valore
massimo di EMI trovato.
Calcolo EMI per i collemboli
Quando si usa?
Mais

Confronto tra monocolture e Frumento


1) Cosa coltivo!
colture diversificate, con Orzo-Avena
associazioni differenti
Utilizzo di
leguminose
Biologico
5) Come coltivo! Non biologico

Lavorazione del Tipo di aratura, periodo


terreno di riposo, rotazione,
sovescio

Utilizzo di cosa, quanto, con che


fertilizzanti frequenza ecc...

Confronti prima - dopo


Il calcolo del Qbs

valore massimale

valore medio delle tre repliche

Da utilizzare se ho gruppi
funzionali comparabili che si
sostituiscono in modo da
evitare di contarli due volte

Analisi spettrale,nel rilevare la


disomogeneità, è statisticamente
un pò debole!!!! E’ normale che ci
sia disomogeneità
-meglio se uso il max
-meglio se incremento il n° di
campioni