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La Palermo arabo-

normanna
La nascita di Palermo
La storia della Palermo arabo-normanna inizia nel 827 d.C. quando i
tunisini conquistano Palermo e nel giro di pochi anni la trasformano
in uno dei più grandi centri di cultura araba in Occidente, conosciuto
come Balarm. Il loro dominio durerà per oltre due secoli, fino
all'arrivo dei Normanni, che daranno vita al regno di Sicilia, nel
1130, con capitale Palermo. Regno che, sotto vari domini, dai fenici
fino ai borboni, durerà fino al 1861.

Ruggero II è un sovrano illuminato che non soffoca la cultura


precedente, anzi ne è affascinato. Nessuna edificio di epoca araba è
giunto ai giorni nostri, tuttavia grazie ai normanni, che hanno
assorbito i segni di quella cultura così ricca, è possibile trovare nelle
costruzioni dell’epoca i tratti distintivi dell’architettura araba.
Palazzo reale
Il Palazzo Reale, o Palazzo dei normanni,
era la sontuosa reggia dei sovrani normanni.
Costruita su iniziativa di Ruggero II,
fondatore del Regno di Sicilia, la struttura
era arricchita da terrazze, loggiati, giardini e
bacini d’acqua dal gusto arabeggiante. Dopo
la morte di Federico II (1250), l'edificio fu
lasciato in completo abbandono per circa tre
secoli, finché i vicerè spagnoli non lo
scelsero come propria residenza,
modificandone profondamente l'aspetto
originario. Il palazzo custodisce ancora
almeno due gioielli arabo-normanni di
straordinaria bellezza: la Sala di Ruggero,
decorata da mosaici raffiguranti scene di
caccia, e soprattutto la Cappella Palatina
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Cattedrale di Palermo
Poco distante dal Palazzo Reale sorge l'imponente Cattedrale di
Palermo, consacrata nel 1185. Nel corso dei secoli, l'edificio è stato
sottoposto a restauri e aggiunte di elementi eterogenei, che hanno
dato vita a un insieme insolitamente armonioso. Il “pezzo forte”
della Cattedrale è probabilmente l'elegante portico in stile gotico-
catalano. Vi sfidiamo a trovare, su una delle colonne del portico,
l'incisione di un passo del Corano in caratteri arabi.

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Al-ʿAzīza, “la splendida”
Al-ʿAzīza, “la splendida”, è il nome arabo del Palazzo della Zisa. Sorgeva
all'interno del vasto parco del Genoardo, dall'arabo Jannat al-arḍ, "paradiso
della terra". Il palazzo era difatti immerso in un eden di giardini, corsi
d'acqua, vasche per i pesci. Anche la Zisa ha subito numerosi rifacimenti.
Solo di recente è stata aperta al pubblico, dopo una serie di restauri che
miravano a recuperarne l'aspetto originario. Oggi è sede del Museo d'arte
islamica, testimonianza preziosa dell'architettura e dell'arte medioevale
musulmana. Da non perdere la Sala della Fontana, che prende il nome dalla
fontana posta sulla parete di fronte all'ingresso, da cui l'acqua sgorga in una
canaletta che attraversa il pavimento
San Giovanni degli Eremiti
Questa chiesa è stata costruita tra il 1130 e il 1148 da Ruggero II nei
pressi del Palazzo Reale in quella che probabilmente un tempo era una
moschea. Infatti all’esterno sono ben visibili le cupole rosse tipiche
dell’architettura araba. E’ uno dei monumenti simbolo della città.
I bagni arabi di
Cefalà Diana
I bagni arabi di Cefalà Diana, ovvero le terme
di di Kif Allah, sono una struttura risalente ai
tempi del medioevo siciliano. Non è molto
chiaro il periodo in cui sono state costruite, in
una landa quasi desertica nel centro della
Sicilia, dove probabilmente preesisteva un
complesso termale di origine romana.
La storia di questo
complesso
Siamo a Cefalà Diana nella remota provincia di
Palermo, dove esistono ancora oggi degli antichi bagni
termali, un bene di immenso valore storico in quanto
testimonianza certa del passaggio degli arabi in quella
parte della Sicilia. Alcune delle mura inglobate nella
struttura risalgono all’epoca romana, le colonne sono
invece di epoca araba e una fascia perimetrale riporta
una iscrizione cufica di epoca normanna.

Rimane il mistero del silenzio del geografo arabo Al-


Idrisi che non menziona la struttura nell’elenco dei
bagni termali nel suo libro su Ruggero. Un’ipotesi è che
l’edificio sia stato costruito solo nel tardo periodo della
dominazione normanna. Le antiche terme, mostrano la
mano di maestranze arabe e dell’innovazione
dell’ingegneria musulmana che riuscì ad alimentare i
bagni con acque sulfuree a 38 gradi.
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L’edificio e la sua struttura
La costruzione è quasi mimetizzata nella campagna circostante. Su tre lati
della struttura campeggia una fascia con un’iscrizione in caratteri cufici,
decorata da elementi floreali, tipici dell’antico gusto arabo. Oggi tali fregi
sono appena visibili, chiaramente segnati dal tempo. Non si sa bene cosa
ci sia scritto, ma si presuppone possa essere un messaggio augurale .

la sala viene divisa in due parti asimmetriche dove sono ricavate le


vasche per i bagni termali: una parte suddivisa in tre vasche, dove si
raccoglievano le acque calde ed un altra più piccola per l’acqua fredda.
Lungo le pareti vi sono una serie di nicchie, probabilmente utilizzate per
riporvi vestiti ed effetti personali prima di immergersi nelle accoglienti
vasche.

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01/02/20XX

La cappella palatina
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La storia della
Cappella Palatina
L’edificazione della basilica normanno-bizantina risale
al 1117. Fu però nel 1129 che cominciò la vera
costruzione della Cappella Palatina per volontà del re
Ruggero II di Sicilia. La cappella sorge in un momento
di grande creatività in cui operarono insieme artisti di
origine e sensibilità diverse e il risultato fu un
capolavoro dove si può riconoscere la politica di
tolleranza adottata da Ruggero II. I lavori terminarono
nel 1143.

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Cristo Pantocratore
Nella cupola l’immagine della magnificenza della
gloria celeste: qui il Cristo Pantocratore tiene nella
mano sinistra il Vangelo, sul quale è scritto «Io sono la
luce del mondo, chi segue me non cammina nelle
tenebre, ma avrà la luce della vita». Il tutto ha un
forte effetto comunicativo e di misericordia per chi,
entrando nella Cappella, trova di fronte a sé
quest’immagine.

Cristo Pantocratore compare anche nella calotta


absidale. Sulla parete superiore del trono è ritratto fra i
Santi Pietro e Paolo e gli arcangeli Michele e Gabriele.
È seduto in trono, benedice con la mano destra mentre
nella sinistra tiene chiuso il vangelo.
Grazie
dell’attenzione

Faro Edoardo Fassari Flavio Lorenti Edoardo


Le dominazioni di palermo

Fondazione fenicia conquista normanna e regno di Sicilia


borboni

VII-VI secolo a.C. 827 1130 1494 1734

conquista araba spagnoli con viceré

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