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L’ITALIA REPUBBLICANA

GLI ANNI DEL CENTRISMO

Nel periodo tra il 1948 e il 1953 restò al governo un’alleanza di centro dominata dalla DC e
comprendente repubblicani, liberali e socialdemocratici. Isolati all’estrema destra erano i neofascisti
del MSI (Movimento sociale italiano) e filomonarchici e all’opposizione socialisti e comunisti.
In questa situazione di stabilità politica il governo prese alcuni provvedimenti:

la riforma agraria: si tenta di creare un vasto ceto medio agrario, ma gli appezzamenti erano troppo piccoli
per un mercato che consentiva di prosperare solo alle grandi aziende

l’istituzione di una Cassa per il Mezzogiorno, al fine di creare infrastrutture (strade acquedotti, linee di
elettrificazione) e sviluppo nel Sud del paese.

Il piano INA casa che permise la realizzazione di 350.000 vani necessari ad una popolazione in crescita
soprattutto al Nord e ad affrontare la penuria di alloggi a causa delle distruzioni belliche.
L’ITALIA REPUBBLICANA / DAL CENTRISMO AL CENTRO-SINISTRA

L’Italia nell’aprile 1949 entra a far parte del Patto atlantico e della NATO.
Mentre nel maggio 1949 è tra i membri fondatori del Consiglio d’Europa e
nel 1951 dà vita alla Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA,
antenata della futura CEE ossia Comunità economica europea).
Alle elezioni politiche del 1953, la DC non ottiene il “premio di
maggioranza”, previsto dalla legge truffa che prescriveva di assegnare il
65% dei seggi all’alleanza che avesse ottenuto il 50% più uno dei voti
mentre le sinistre guadagnano il 4% in più rispetto al 1948. Questo è l’inizio
della crisi del centrismo.
DAL CENTRISMOAL CENTRO SINISTRA

Il boom economico e la crescita della classe operaia e delle nuove


esigenze che da essa provenivano induce la DC ad aprirsi ad un’eventuale
maggioranza estesa al partito socialista. Questa linea, sostenuta a partire
dal 1959 dal segretario Aldo Moro, stenta ad affermarsi per l’appoggio dei
missini (cioè dei militanti nel movimento sociale italiano a carattere
neofascista) al governo Tambroni, il quale adotta una politica repressiva
nei confronti di varie manifestazioni operaie a livello nazionale. Nel 1960,
alle dimissioni di Tambroni Fanfani, leader della sinistra democristiana,
viene incaricato di formare un nuovo governo…e si aprì la strada al
centro-sinistra.
L’ITALIA REPUBBLICANA

IL “MIRACOLO ECONOMICO”

Intanto fra gli anni Cinquanta e primi anni Sessanta l’Italia è teatro di un vertiginoso
sviluppo economico. Il PIL (prodotto interno lordo) cresce con tassi fino all’8% ed è
soprattutto l’industria a guidare la crescita. Emergono nuovi settori: chimico, delle
materie plastiche, delle fibre sintetiche. Questo avviene grazie all’iniziativa privata e
all’intervento dello Stato
Il “miracolo economico” avviene anche grazie a una congiuntura economica
internazionale favorevole, a un allargamento dei mercati, al costo ridotto
dell’energia e a una manodopera a basso costo.
L’ITALIA REPUBBLICANA / IL “MIRACOLO ECONOMICO”

La conseguenza più vistosa è l’esodo dalle campagne del Sud Italia verso il Nord
industrializzato. Gli emigranti devono affrontare problemi di integrazione sociale
dovuti alle differenze culturali e linguistiche al cui superamento contribuirà anche
l’avvento della televisione. Ma non si deve trascurare anche un’altra conseguenza:
uno stravolgimento dei rapporti interpersonali, dell’organizzazione familiare con
l’inserimento delle donne in situazioni lavorative. Non meno importante in questo
.
periodo è l’avvento di uno un nuovo stile di vita basato sui consumi più o meno
durevoli tra cui elettrodomestici, scooter e automobili.
I GOVERNI DI CENTRO-SINISTRA
L’ITALIA REPUBBLICANA / DAL CENTRISMO AL CENTRO-SINISTRA

Imboccata la via della ripresa economica, all’interno della


DC si afferma intanto una linea che punta ad allargare la
maggioranza al Partito Socialista.
L’ITALIA REPUBBLICANA / DAL CENTRISMO AL CENTRO-SINISTRA

I governi di centro-sinistra inaugurano una nuova stagione di


riforme in cui vengono approvate importanti leggi:
la riforma scolastica con l’introduzione della scuola media unica nel 1962 e la riforma
universitaria con la quale gli studenti diplomati possono accedere a qualunque corso di
laurea;

la nazionalizzazione dell’elettricità, delle ferrovie, delle telecomunicazioni (sip e rai)

il decentramento regionale (nascono 15 regioni a statuto ordinario accanto alle 5 a


statuto speciale)

la legge attuativa per i referendum (per l’abrogazione del divorzio 1974)

la riforma sanitaria con l’istituzione del Sistema sanitario nazionale.


L’ITALIA REPUBBLICANA / DAL CENTRISMO AL CENTRO-SINISTRA

La sinistra affronta invece importanti cambiamenti. Nel PCI, travolto dalle


rivelazioni dei crimini di Stalin, Togliatti avvia una progressiva revisione
dei rapporti con l’URSS.
Il distacco del PSI dal PCI apre poi la strada verso una possibile nuova
maggioranza di centro-sinistra, la quale si concretizza ufficialmente
sotto il governo Moro nel 1963, con la partecipazione di ministri socialisti.
Tuttavia nel 1971 prevale la destra con l’elezione di Leone presidente della
Repubblica e con il governo centrista di Andreotti. Nel 1973 si torna al
centrosinistra con l’esecutivo presieduto da Rumor. Tra il 1975 -76,
l’avanzata comunista alle elezioni amministrative, traghetta l’Italia verso la
collaborazione tra democrazia cristiana e comunisti .
L’ITALIA REPUBBLICANA

GLI ANNI DELLA CONTESTAZIONE E DEL TERRORISMO

Intento sul piano sociale, le richieste di rinnovamento sfociano


dal 1967 nella contestazione studentesca, alla quale si unirà
quella del mondo operaio, assumendo presto un carattere
politico.
Gli anni Settanta segnano l’epoca di maggior successo dei
sindacati con l’approvazione nel 1970 dello Statuto dei
lavoratori a tutela dei diritti fondamentali e libertà sindacali.
L’ITALIA REPUBBLICANA / GLI ANNI DELLA CONTESTAZIONE E DEL TERRORISMO

Contemporaneamente l’Italia deve far fronte al terrorismo, un atteggiamento


aggressivo perpetrato contro le istiuzioni ritenute incapaci di fronteggiare le
istanze sociali. Il Paese è colpito inizialmente da stragi di matrice neo-
fascista, come quella di piazza Fontana a Milano (1969), quella di

piazza della Loggia a Brescia (1974) e l’attentato al


treno “Italicus” (1974).

“Italicus”. Una vera e propria “strategia della tensione” al fine di

realizzare una svolta autoritaria.


L’ITALIA REPUBBLICANA / GLI ANNI DELLA CONTESTAZIONE E DEL TERRORISMO

Nonostante il sopraggiungere poi del terrorismo “rosso” (ad


opera di estremisti di sinistra: brigate rosse, prima linea, nuclei
armati proletari) la democrazia riesce comunque a
sopravvivere.

Tuttavia il contesto sociale è turbato dalla crisi economica e


dalla crisi petrolifera internazionale, a cui lo Stato risponde
ricorrendo a prestiti privati, appesantendo i bilanci e creando
debito, e più avanti attuando una politica di deflazione.
L’ITALIA REPUBBLICANA / GLI ANNI DELLA CONTESTAZIONE E DEL TERRORISMO

In quel periodo Enrico Berlinguer, segretario del PCI, propone


il cosiddetto “compromesso storico”: un’alleanza tra cattolici
e comunisti. A sconvolgere i piani però sarà il rapimento e
l’uccisione di Aldo Moro da parte delle Brigate rosse il 9
maggio 1978.
Il colpo al “cuore dello Stato” dei terroristi
segna così la fine della realizzazione di un
governo di “solidarietà nazionale”.

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