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MILIARDI DI PERSONE

PER UN SOLO MONDO


EVOLUZIONE E CARATTERISTICHE DELLA POPOLAZIONE MONDIALE
7 miliardi di persone
 Attualmente, la Terra conta 7.760.369.548 abitanti, e l’82% di
essi vive in paesi con economie solide (come gli Stati Uniti),e nelle
nazioni di recente industrializzazione (come la Cina e l’India).

 Ci sono voluti più di 50 mila anni perché la popolazione mondiale


raggiungesse il miliardo di persone nel 1800. Dal 1800 la crescita
demografica è stata elevatissima, soprattutto dal secondo
dopoguerra ad oggi, e nel 2011 sono stati raggiunti i 7 miliardi di
abitanti.
Cosa accadrà in futuro?
 Secondo i demografi, nel 2050 la popolazione mondiale supererà
probabilmente i 9 miliardi di individui. Per quanto riguarda
l’andamento non si sa ancora se continuerà a crescere ancora
oppure se avverrà un rallentamento.
 E secondo i demografi i caratteri chiave di questo cambiamento
saranno:
1. Crescita;
2. Decelerazione;
3. Spostamento demografico;
4. Urbanizzazione;
5. Invecchiamento;
La transizione demografica
 La transizione demografica è stata quella serie di cambiamenti nella dimensione e
nella struttura della popolazione che hanno determinato il passaggio da un regime
demografico tradizionale (con alta natalità e mortalità), a un modello demografico
tipico di una società urbana industrializzata (con bassa natalità e mortalità).

• La mortalità subisce
un’ulteriore
• Grazie alle migliori flessione, ma inizia a
condizioni rallentare anche il
alimentari, igienico tasso di natalità e
sanitarie e di lavoro, con esso la crescita
si ebbe un forte della popolazione;
rallentamento della
mortalità,
soprattutto • Mentre le conquiste in campo
neonatale e medico e scientifico riducono
infantile; ulteriormente la mortalità, le
trasformazioni sociali e culturali e
le politiche di controllo delle
nascite determinano una
considerevole flessione della
fecondità, facendo eguagliare il
tasso di mortalità e natalità. Come
conseguenza la popolazione cessa
di crescere;
Gli squilibri demografici
 La distribuzione della popolazione mondiale non è
omogenea e tantomeno lo è la curva demografica nei vari
paesi nel mondo.
 Mentre nei paesi con un economia avanzata (tra cui l’Italia)
la popolazione cresce a ritmi lentissimi, e di conseguenza
continua ad invecchiare, nelle aree del mondo in via di
sviluppo e in quelle di recente industrializzazione si è
verificata un’esplosione demografica.

 Per quanto riguarda invece


l’aspettativa di vita, essa è
decisamente aumentata ma con un
divario notevole: mentre nei paesi ad
 Il numero di figli per donna è dimezzato economia avanzata raggiunge gli 83
passando da 5 a 2,5, escludendo i paesi anni, in alcuni paesi in via di sviluppo
nell’Africa subsahariana, Asia occidentale e non supera neanche i 40 anni.
subcontinente indiano dove invece rimane
molto elevato.
I colossi demografici, Cina e India

CINA INDIA

• Popolazione: 1,401 • Popolazione: 1,286


miliardi miliardi

• La natalità è regolata dal • Il governo non prende


governo (politica del figlio provvedimenti impattanti sulle
unico) nascite

• Popolazione • Popolazione
urbana: 61% urbana: 30%

• Popolazione con meno di 15 anni: • Popolazione con meno di 15 anni:


20% del totale 31% del totale

• Aspettativa di vita: 73 anni • Aspettativa di vita: 64 anni


Focus: la politica del figlio unico in Cina

 Quando nel 1949 nasceva la Cina comunista, Mao Tse-tung


credeva fortemente nell’idea del popolo come simbolo
della forza: furono introdotte perciò forti politiche a
favore della natalità (come la proibizione dell’aborto).
 L’effetto fu un grande incremento demografico, il quale
però diventò presto un problema, tanto che nel 1979 Deng
Xiaoping, successore di Mao, fece attuare una legge che
vietava alle donne di avere più di un figlio, con l’obiettivo
di ottenere un dimezzamento della popolazione.

 Nel 2013 la politica del figlio unico venne abolita,


principalmente perché a lungo andare si è dimostrata
negativa sia a livello economico che sociale (ad esempio
per il frequente ricorso all’infanticidio femminile).
Tuttavia la normativa nazionale consiglia, da un punto di
vista sia civile che penale, di non superare i due figli.
La popolazione in movimento: le migrazioni
 La migrazione è il cambiamento del luogo usuale di residenza di una persona o un
gruppo di persone che prevede il superamento di un confine amministrativo e la
riorganizzazione della vita nel nuovo contesto di arrivo.

 Sin dall’antichità gli uomini hanno compiuto immigrazioni ed emigrazioni (per


ricercare cibo, nuovi territori, risorse, ecc…), ed esse incidono sulle popolazioni sia
quantitativamente che qualitativamente (scambi culturali).
I caratteri delle migrazioni
 I demografi dividono le migrazioni in varie tipologie a seconda
delle loro caratteristiche:

 In base alla durata dello spostamento:  In base alla causa dello spostamento:
• Migrazioni temporanee; • Migrazioni volontarie;
• Migrazioni permanenti; • Migrazioni forzate;

 In base al tipo di confine oltrepassato:  In base alla quantità di persone:


• Migrazioni interne; • Migrazioni per infiltrazione;
• Migrazioni internazionali; • Migrazioni di massa;
I migranti nel mondo
 Al giorno d’oggi, il 3,2% della popolazione mondiale emigra in
altri paesi (232 milioni). Oggi gli studiosi disegnano quattro
grandi rotte di migrazioni:

• Tra Messico e Stati Uniti: costituisce il più grande corridoio


migratorio internazionale. Tra il 1990 e il 2013 negli Stati
Uniti sono arrivati circa 23 milioni di migranti;

• Verso l’Europa attraverso il Mediterraneo: l’Europa ospita


circa 72 milioni di migranti, su una popolazione di circa 700
milioni;

• Tra Asia e paesi del Golfo Persico: il numero di migranti è


recentemente cresciuto soprattutto grazie all’aumento della
domanda di manodopera straniera;

• Tra le sponde dell’Oceano Pacifico;


La comunicazione nel mondo: le lingue
 La lingua rappresenta uno degli elementi culturali più distintivi
dei diversi gruppi umani. Nel mondo ci sono circa 6000 lingue
diverse: alcune sono tra di loro «parenti» perché presentano
caratteristiche simili per la derivazione dalla stessa lingua
madre. Le diverse famiglie linguistiche si possono dividere a
loro volta in gruppi linguistici: 9)Il basco, il giapponese e il
coreano non appartengono a
1) Famiglia Indoeuropea,
nessuna famiglia;
divisa in: gruppo
neolatino, germanico,
slavo, celtico, indo-
iranico, indo-ario. A
8)Famiglia amerinda,
questi si aggiungono il
che comprende le lingue
greco e l’albanese, due
parlate dalle popolazioni
lingue isolate.
amerinde;

2)Famiglia uralo-altaica,
divisa in: gruppo uralico
e gruppo altaico; 7)Famiglia bantu-
sudanese;

3)Famiglia camitico-
semitica, divisa in: 4)Famiglia dravidica, che 5)Famiglia sino-tibetana, che 6)Famiglia mundo-polinesiana,
gruppo semitico e comprende il tamil e il comprende il cinese mandarino, il comprende le lingue delle popolazioni
gruppo camitico; telugu; cantonese e il lolo-birmano; aborigene;
Le lingue franche
 Le lingue franche sono lingue utilizzate per la comunicazione
fra persone di madrelingua diverse. Un esempio è l’inglese, la
lingua più utilizzata per gli scambi internazionali, oltre
all’arabo, utilizzato tra i paesi a maggioranza islamica, e allo
swahili, utilizzata per il commercio marittimo nell’Africa
orientale.

 Il motivo per il quale l’inglese è la lingua più diffusa e


conosciuta al mondo è principalmente legato alla forte opera di
colonizzazione avvenuta nei secoli passati. Anche altre lingue
si sono diffuse per il mondo grazie alla colonizzazione, come il
francese in Africa e lo spagnolo e il portoghese in America
latina.
Focus: l’esperanto come lingua franca
 Per facilitare la comunicazione tra i popoli, diverse persone hanno avuto l’idea di
«creare» una lingua di facile comprensione per tutti e allo stesso tempo neutra per
evitare che una lingua possa invadere le altre. Tali lingue sono definite artificiali.

 Tra le lingue artificiali, quella


che ha avuto più successo è
l’Esperanto, sviluppata tra il
1872 e il 1887 dall’oculista
polacco Lejzer Zamenhof, ed
è la più conosciuta ed
utilizzata tra le lingue
ausiliarie internazionali.

 Ci sono proposte per usare l’esperanto come lingua franca


per i lavori nel Parlamento europeo, principalmente per
evitare che si vada verso una o più lingue nazionali.
Tuttavia finora l’UE giustifica l’attuale politica
multilinguista per motivi di trasparenza.
Le religioni del mondo
 Le religioni si dividono in tre grandi categorie:

1. Monoteistiche: professano la fede in 2. Politeistiche: credono in una pluralità di esseri


un unico Dio, che si rivela spesso sovrannaturali, come il confucianesimo e
attraverso dei profeti (religioni l’induismo;
rivelate), come il cristianesimo,
l’islam e l’ebraismo;

3. Animistiche: attribuiscono un carattere spirituale ad


elementi naturali organici e inorganici (diffuse in alcune
zone dell’Africa, Asia e America Latina);
Cristianesimo e Islam a confronto

CRISTIANESIMO ISLAM

• Origine: I secolo d.C. ad • Origine: VII secolo d.C. ad


opera di Gesù di Nazareth opera di Maometto

• Libro sacro: La Bibbia (divisa in • Libro sacro: Il Corano


nuovo e vecchio testamento)

• Numero di seguaci: • Numero di seguaci:


2,2 miliardi di fedeli 1,8 miliardi

• Si divide in tre confessioni: • Si divide in due rami:

1. Cattolica-romana 1. Ramo sunnita (85%)

2. Protestante ( luterana, anglicana, 2. Ramo sciita (15%)


calvinista)

3. Ortodossa
Geografia delle religioni

 L’ebraismo è professato maggiormente nello


FEDI E FEDELI
Stato di Israele, tuttavia in 100 paesi del
mondo sono distribuiti circa 15 milioni di • Cattolicesimo: 1,3 miliardi • Sunnismo: 1,6 miliardi
fedeli dispersi dopo la diaspora avvenuta • Protestantesimo: 480 milioni • Sciismo: 195 milioni
dopo che gli Ebrei vennero cacciati dalla • Ortodossi: 225 milioni • Induismo: 1,6 miliardi
Palestina dall’imperatore romano Adriano
nel 135d.C. • Ebraismo: 20,7 milioni • Buddismo: 550 milioni
Le religioni: cause di conflitti
 Nel corso dei secoli l’elemento religioso ha avuto un ruolo fondamentale nei rapporti
tra le popolazioni, dando vita talvolta a guerre, persecuzioni, espulsioni e
separazioni all’interno delle stesse comunità umane (formazione di ghetti).

 Tra gli esempi più noti di conflitti di questo tipo ci sono la Guerra
dei Trent’anni (1618-1648), il Genocidio Armeno (1915-1923).

 L’esempio più recente è la conquista di Kabul (capitale


dell’Afghanistan, sunnita) nel 2021 da parte degli estremisti
islamici (sciiti) . Questo evento costituì l’ultima parte della
guerra in Afghanistan, iniziata nel 2001 in seguito agli attentati
dell’11 settembre. Il 15 agosto 2021 i talebani raggiunsero e
presero Kabul, facendo cadere definitivamente la Repubblica
Islamica dell’Afghanistan, per poi istaurarvi la legge islamica.
L’urbanizzazione
 Per urbanizzazione si intende la concentrazione di popolazione nelle città.
Essa è aumentata a partire dal XIX secolo, con la rivoluzione industriale che
determinò un eccezionale sviluppo urbano. L’urbanizzazione si è poi
intensificata nel corso del XX secolo.

 Tale aumento è stato favorito infatti dalla crescita industriale, che ha


comportato una maggiore richiesta di manodopera, offrendo così nuovi
posti di lavoro, e ha favorito socialmente ed economicamente la
popolazione.
 L’espansione urbana nel corso del XX secolo ha
inoltre esteso i confini di alcune città, facendo
sì che inglobassero i centri limitrofi, formando
delle estese agglomerazioni che fanno capo ad
una città centro.

 Quando due o più città vicine si espandono fino a unirsi


formano una conurbazione (come la Ruhr in Germania).
Una città o una regione urbanizzata che raggiunge o supera
i 10 milioni di abitanti viene definita una megalopoli
(Shangai, Pechino, Karachi, Lagos, Delhi).
Distribuzione della popolazione urbana

 Attualmente oltre il 50% della popolazione mondiale vive nelle aree


urbane, e metà di questo è concentrato in Asia, dove ci sono aree urbane
che crescono molto rapidamente, soprattutto in Cina. In Europa
occidentale e nelle Americhe la popolazione è quasi completamente
urbana, mentre in Africa l’urbanizzazione è in crescita.
 A livello mondiale il 10% della popolazione urbana vive nelle megalopoli,
le quali sono 33 in tutto in mondo (New York, Tokyo, Mumbai, Bangkok,
Città del Messico, San Paolo ecc…).
La sovrappopolazione
 La sovrappopolazione è il fenomeno sociale in cui vi è un aumento della popolazione umana in modo
eccessivo e incontrollabile in relazione all’ambiente in cui si trova. Questo fenomeno si riscontra
soprattutto nei paesi più popolati del mondo come la Cina, l’India e gli Stati Uniti.

 Le cause della sovrappopolazione sono:

• L’aumento dell’aspettativa di vita;

• La diminuzione della mortalità infantile;

• La disinformazione o sottostima del fenomeno: l’ignoranza da parte della


popolazione riguardo alle conseguenze di questo fenomeno impedisce un
intervento tempestivo;

• Fondamentalismi religiosi: diverse correnti religiose condannano l’uso di


metodi contraccettivi promuovono la procreazione al di fuori della
pianificazione familiare;
Le conseguenze della sovrappopolazione
 Le conseguenze della sovrappopolazione sono diverse e hanno
un grande impatto sia sull’uomo che sull’ambiente:

• Più inquinamento;
• Esaurimento più accelerato
delle risorse naturali;
• Danni allo strato di
• Uso eccessivo di acqua; ozono;
• Scomparsa di
aree verdi
• Conflitti tra nazioni per
risorse; • Possibile estinzione
di specie animali e
vegetali;
• Crescita urbana incontrollata
(formazione di baraccopoli);
Possibili soluzioni alla sovrappopolazione

 Considerando quanto sia grave e imminente questo fenomeno e quanto siano


estese le sue conseguenze è urgente adottare provvedimenti per concordare
decisioni che emanino misure solide, dalla sensibilizzazione fino alle vere e
proprie politiche

 La sensibilizzazione e le politiche sono la chiave per la risoluzione di questo


problema, ma alla base di esse deve esserci un solida informazione sulla
tematica e sulle sue conseguenze. Soprattutto quei paesi nei quali la crescita
della popolazione svolge un ruolo dominante dovrebbero essere coinvolti con
maggiore impegno per risolvere il problema della sovrappopolazione globale.
Fine della
presentazione
Fatto da Alessandro Di Franco e Lorenzo Palaia
Sitografia:
www.wikipedia.com
www.thpanorama.com

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