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OBIETTIVO 11

L'obiettivo 11 mira a ridurre l'inquinamento pro capite prodotto dalle città, in particolare per quanto
concerne la qualità dell'aria e la gestione dei rifiuti. Lo sviluppo urbano dovrà essere più inclusivo e
sostenibile, tra l'altro grazie a una pianificazione degli insediamenti partecipativa, integrata e sostenibile.
AGENDA 2030
L’Agenda 2030 è una pietra angolare per lo sviluppo sostenibile ed è il frutto
delle conferenze ONU per lo sviluppo sostenibile tenutesi nel 1992, 2002, 2012 e
gli obiettivi di sviluppo del Millennio scaduti alla fine del 2015. L’Agenda 2030
rappresenta il nuovo quadro di riferimento globale per l’impegno nazionale e
internazionale teso a trovare soluzioni comuni alle grandi sfide del pianeta, quali
l’estrema povertà, i cambiamenti climatici, il degrado dell’ambiente e le crisi
sanitarie. L’Agenda 2030 vale per tutti i Paesi, al Nord come al Sud, e pone una
serie di priorità per lo sviluppo sostenibile da raggiungere entro il 2030.
Gli elementi essenziali dell’Agenda 2030 sono i 17 obiettivi di sviluppo
sostenibile e i 169 sotto-obiettivi ad essi associati, che si raggruppano in cinque
principi fondamentali quali le persone, il pianeta, la prosperità, la pace e la
collaborazione (le 5 P; in inglese: people, planet, prosperity, peace, partnership).
L’Agenda 2030 mira ad esempio a garantire il benessere di tutte le persone, lo
sviluppo economico, la protezione dell’ambiente, affrontando aspetti come la
pace, lo Stato di diritto e il buongoverno, essenziali per la promozione dello
sviluppo sostenibile. L’attuazione dell’Agenda mediante partenariati viene
sancito come quinto principio.
OBIETTIVO 11
Il punto 11 di questa Agenda riguarda le città e le comunità sotenibili.
Oggi metà dell’umanità, vale a dire 3,5 miliardi di persone, vive in città.
Attualmente 828 milioni di persone vivono in baraccopoli, cioè gruppi di
baracche (letteralmente “città di capanne”) che si trovano ai margini delle
grandi città e ospitano persone poverissime. Inoltre le città sono
responsabili del 60-80% del consumo di energia e del 75% delle emissioni
di sostanze nocive.
Per questi motivi, entro il 2030, è necessario garantire a tutti un alloggio
sicuro, riqualificando i quartieri poveri; è fondamentale garantire un
sistema di trasporto sicuro, accessibile e sostenibile, potenziando i trasporti
pubblici.
Nonostante la forte urbanizzazione, bisogna poi potenziare gli sforzi per
proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale del mondo,
riducendo l’impatto ambientale negativo delle città e prestando particolare
attenzione alla qualità dell’aria e alla gestione dei rifiuti.
Nelle città devono essere presenti spazi verdi e pubblici sicuri e accessibili
a tutti, in particolare in riferimento alle donne, bambini, anziani e disabili.
STREET ART
Il writing, o anche detto graffitismo, è una manifestazione sociale,
culturale e artistica diffusa in tutto il pianeta, basata sull’espressione
della propria creatività attraverso interventi diretti sul materiale urbano.
Questo fenomeno è stato spesso etichettato come atto di
vandalismo perché i supporti utilizzati sono mezzi ed edifici
pubblici. La differenza tra atti di vandalismo e il writing però esiste ed
è da ricercare nelle motivazioni che portano la persona a dipingere. Il
confine fra arte e vandalismo e tra bellezza e illegalità è stato illuminato
più volte da artisti di fama mondiale, come Haring, Banksy, Blu e
molti altri. A nessuno verrebbe in mente di accusarli di vandalismo,
perché?
Perché i loro disegni sono opere d’arte che spingono a riflettere sulle
difficoltà e i successi della società attuale, ispirando in ognuno di noi il
desiderio di pensare a ciò che ci circonda non solo idealmente, ma
anche fisicamente.
Street Art è la definizione utilizzata dai media per comprendere
quelle forme d’arte che si manifestano in luoghi pubblici. Ogni
artista che pratica street art ha delle motivazioni personali: alcuni
la praticano come forma di sovversione critica verso il sistema
economico e politico, altri come tentativo di
riappropriazione degli spazi pubblici e altri ancora
per condividere con il numero più ampio possibile di persone le
proprie opere. La street art infatti vanta un pubblico
vastissimo, molto di più di quello di una tradizionale galleria
d’arte. Secondo molti autori di street art, la loro creazione
artistica ha preso le mosse da un forte desiderio di riappropriarsi
del proprio territorio, considerando centrale il binomio arte e
realtà urbana. Il desiderio di invadere i luoghi pubblici, con
bombolette spray e colori brillanti, ha come obiettivo principale
quello di liberare l’uomo dai modelli consumistici dei giganteschi
cartelloni pubblicitari, affermando una libertà di pensiero ritrovata.
POWER POINT
FEDERICA SCARANO
ARIANNA LA TANZA
ALESSANDRA CARBONE
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