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Intermezzi e opera

buffa
 Intermezzo e opera buffa

 Albore delle scene buffe

 Trama più comune

 I primi intermezzi  Nascita di un nuovo genere


del 700
 La diffusione nel settentrione
degli intermezzi

 I tratti stilistici
Attribuibile al ceto relativo all’ossatura civica
inerente l’attività del cantante, il differimento
con cui il genere musicale novo ebbe asilo nel
territorio partenopeo

Conseguenzialmente i primari intermezzi si


ebbero nell’evo prossimo risalente al 1715,
bensì i loro libretti non erano autonomi

Menzionato tal incipit introduttivo, protraiamo


nel fluire storiografico – musicale concernente
uno scritto irrelato dal dramma cui
fiancheggiato

1724, l’esordiente Pietro Metastasio in


L’impresario delle Canarie, veste di librettista stila per un proprio
eseguiti all’interno della Didone dramma un testo di intermezzi svincolato
abbandonata, corbellano l’ambito da esso
operistico serio
 J.A. Hasse: «Larinda e Vanesio,
Malgrado l’accettazione preliminare, il denominato anche L'Artigiano
genere percepì buon fine e copiosi artisti Gentiluomo» a sottolineare la
ne musicarono, sino a giungere alla loro loro discendenza da Le bourgeois
esecuzione interamente autonoma gentilhomme di Molière

Maggiormente rinomate le personalità


di Hasse e Pergolesi https://youtu.be/LcLjQLU3XlU

Avvincente l’intreccio tematico,


evincibile finanche dai titoli delle
composizioni in questione, relativo
alle personalità protagoniste per ciò
che concerne il ruolo sociale donna –
uomo

 Hasse: «Carlotta e Ella tenta di ascendere nella


Pantaleone» denominato scala sociale combinando il
anche «La finta matrimonio
tedesca»
https://youtu.be/hXBATjF7Qq8
L’autarchia del genere risulta attribuibile
all’impadronirsi d’essi per ciò che concerne
l’ambito teatrale di corte, cui conseguì un fasto
maggiore ed un ibridarsi con altre tipologie di
spettacolo, cui conseguirà l’albore dell’opera
buffa  Giovanni Battista Pergolesi –
Fra tali tipologie, finanche esistente in «Lo frate ‘nnamorato» -
tempi antecedenti in ambito territoriale partitura autografata
partenopeo, il genere della commedia per
musica https://youtu.be/fk-9Z54A5Qg

Prima commedia per musica fu «Patrò Calienno de


la Costa» di Agasippo Mercatellis, plausibile
anagramma in quanto si è in seguito palesato il fatto
che molteplici personalità si velavano di pseudonimi

Si pensi altresì che in tempi recenti


si è rivelato che talune commedie
appartenevano a Scarlatti, Pergolesi,
Leo e colleghi
Spettacolo a sé stante, caratterizzato da una
salda struttura stilistica e d’ambito ritmo –
musicale e da un fine etico, riscosse trionfo a
tal punto da dilagare nei territori della penisola
italiana ed in particolare Roma e Venezia

Nella sovra citata emblematica città lagunare fu


influenzata dalle tipologie parallelamente
sviluppate, quali gli intermezzi, il cantato
veneziano, le commedie

Conseguirà la prima tipologia di spettacolo


operistico buffo: «La contessina» di Goldoni,
cui collaborazione con Galuppi scaturirà la
rinomanza del genere
Sviluppo ultimo dell’ambito operistico
buffo, stemperare il dramma ed un
caratterizzante patetismo e tenero
sentimentalismo, altresì enfatizzato
dall’ambito musicale

A segnare quanto citato, «Cecchina, o sia La


buona figliuola» di Piccinni che rese,
gradualmente, di grama fama la tipologia di
opera comica, denominata semiseria.
Ricordiamo la maggiormente celebre,
«Nina, o sia La pazza per amore» – 1789 -
Paisiello

Emblematicamente si pone la
conclusione del genere musicale
con «Il matrimonio segreto» di
Cimarosa
https://youtu.be/uMSOJG3KDy4
Approfondimento relativo a:

La Serva padrona
di Federico/Pergolesi
L’emblema dell’opera buffa

 «Il Prigionier superbo», un’opera seria con


intermezzi

 «La serva padrona», intermezzi che


diventeranno l’emblema dell’opera buffa
La tabella riportata mostra a
grandi linee i due intermezzi che
compongono la serva padrona

 Scarsità di personaggi

 Uso della pantomima

 Articolazione dei due intermezzi


Molte caratteristiche drammaturgiche degli
intermezzi erano tratte dal teatro dei comici
dell’arte come:

 La presenza di situazioni e personaggi modellati su stereotipi di successo

 Il realismo della vicenda


 Quotidianità del linguaggio
Interazione tra personaggio e situazione:
«Aspettare e non venire»
Aria in Sib maggiore, si inizia
direttamente dall’azione senza recitativo
In quest’aria si svolge l’azione in cui
Uberto esce furibondo e semivestito dalla
sua camera, imprecando contro Serpina che
non gli ha ancora servito la colazione:
«Aspettare e non venire/stare a letto e non
dormire/ben servire e non gradire/ son tre
cose da morire»

I primi tre versi sembrano


sgrammaticati finché giunge il quarto
che da senso alla frase
La resa musicale rafforza il carattere
svelto del testo

Vi sono presenti caratteri già tipici nelle arie


seicentesche come la pronuncia
sostanzialmente sillabica e spesso rapida
delle parole, l’uso numeroso di note ripetute
e la netta articolazione tra le frasi

Presenza di tratti associati al genere comico


e in particolare alla voce del basso dove vi
sono una ricca presenza di salti d’ottava,
frequentemente all’unisono con il basso
strumentale
Osservando il verso iniziale si
può notare il divario tradotto in
musica tramite due gesti opposti

Da una parte c’è il primo verbo scandito sui


quattro si b che, fa notare l’impazienza di
chi conta i minuti, infatti, la nota lunga in
sincope sulla sillaba accentata e le pause
ricreano l’attesa piena di tensione
dell’aspettare

Dall’altra invece appare improvvisa


l’incisiva cellula della misura 9 dove
Uberto sfoga tra sé il disappunto del
non venire
I due versi ripetono in egual modo la stessa
melodia ma, in progressione, assecondando
il montare dell’ira nel personaggio man
mano che elenca i suoi esercizi di pazienza
ed il magro profitto che a causa di Serpina,
riesce a cavarne

L’ultimo verso da voce allo sconforto di


Uberto, un’ampia escursione melodica dal Sib
declina verso l’esausto Fa con un udito già
udito nel ritornello strumentale iniziale. Questa
prima sezione dell’aria termina alla tonalità
dominante ovvero Fa maggiore
Dopo un nuovo ritornello i primi tre versi vengono
ripetuti, poi scomposti in modo da separare decisamente i
tre verbi di Uberto con quelli di Serpina.
I primi, («aspettare , stare a letto, ben servire»), sono
cantati sulle note delle prime misure del ritornello mentre
gli altri, («e non venire e non dormire e non gradire»),
sono cantati su una serie di crome analoghe a quelle della
prima sezione del testo
Concludendo possiamo dire che la musica in questo
contesto scaturisce non più l’aderenza alla situazione
ad uno stereotipo affettivo ma, all’influenza tra il
personaggio e la situazione drammatica. Infatti Uberto
non si esprime con un commento generale com’era
presente nell’opera seicentesca ma reagisce agli eventi
secondo la sua linea caratteriale, la sua connotazione
in quanto personaggio
 Nell’aria «Aspettare e non venire»
non si viola la forma abituale di un aria di sortita.

 Il bilanciamento tra tonalità d’impianto e della


dominante rappresenta la regola della sezione A
delle arie di quest’epoca .
Stizzoso mio, stizzoso
 Forma ABA
 Si nota l’aderenza
espressiva al contenuto dei
versi.

https://youtu.be/_M2LCdJzrts
A Serpina penserete
 Composto da A e B(ultimi due
versi delle strofe rivolte a1l
pubblico)

 Introduzione di segmenti
musicali contrapposti per metro e
andamento
Musicato in 2/4 con andamento pacato

Musicato in 3/8 con un brioso allegro https://youtu.be/YiuSjrEHSd8


Lo conosco a quegli occhietti

 Duetto in cui le posizioni dei


personaggi sono contrapposte

 Non è un’aria distribuita tra i due


personaggi ma un conflitto
drammaturgico.
Linea vocale di Serpina (maliziosa)

Cromatismo di Uberto (goffo)


https://youtu.be/Zz0AbaED_iQ
Conclusioni
Gli intermezzi erano cresciuti
all’ombra dell’opera seria, soggetti
al solo obbligo di intrattenere il
pubblico divertendolo. Compositori
e librettisti dovettero studiare nuovi
modi per accattivare il pubblico. Ciò
fu realizzato tentando di rendere in
termini sonori la dinamica scenica.

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