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Caligola

Il terzo imperatore
Tiberio, imperatore di Roma dal 14 al 37 d.C., aveva
nominato come erede suo nipote: Gaio Cesare,
soprannominato Caligola per i calzini militari che
portava da bambino. I pretoriani e il Senato lo
acclamarono imperatore il 18 marzo del 37 d.C.
Un cavallo per senatore
Il Senato affiancato dai pretoriani scelse
Caligola come nuovo imperatore Incitatus, il cavallo di Caligola
perché entrambi speravano di poter
controllarlo facilmente per la sua
giovane età.
Nonostante ciò lui impose già da
giovane un regime tirannico
incentrato sulla divinizzazione della
sua personalità. La divinità che lui
stesso aveva creato era quella simile
ad un dio della guerra, in quanto
numerose erano le atrocità nei
confronti del popolo e pretendeva che
tutti, senato incluso, si inginocchiasse
al suo cospetto (atteggiamento tipico
dei sovrani orientali).
Possedeva inoltre un notevole
disprezzo per le istituzioni politiche,
e da qui poi deriva il fatto che,
Un carattere difficile
Ovviamente questo carattere non piaceva al popolo, che
rispose con una forte opposizione anarchica ( in tutte le
classi sociali), causando di conseguenza un forte
dispotismo, che culminerà con una durissima
repressione contro ogni oppositore, che portò alla morte
di migliaia di innocenti.
L’ obbiettivo di Caligola era quello di trasformare il
principato in una monarchia assoluta della quale lui era il
capo.
Alla fine, Caligola viene ucciso a sua volta da una congiura
nel 41 d.C., organizzata da senatori, pretoriani e cavalieri.
L’ imperatore malato
Nell'ottobre del 37 l'imperatore fu colpito da una grave
malattia, notizia che turbò profondamente il popolo
romano che fece voti per la salvezza del proprio princeps;
Svetonio e Cassio Dione riportano il caso di un cavaliere,
Atanio Secondo, che promise di combattere nell'arena
come gladiatore in caso di sua guarigione: egli mantenne
la promessa, combattendo, vincendo lo scontro e
salvandosi la vita. Al contrario, un plebeo che fece
un'identica promessa, in seguito alla guarigione di Gaio,
pretese di sciogliere il voto, ma venne arrestato e morì
dopo essere stato gettato dalle mura serviane.
Onori alla sua famiglia
In onore della madre Agrippina fece istituire dei nuovi giochi circensi,
durante i quali una statua della donna veniva portata in processione
al pari degli dèi. In memoria del padre cambiò il nome del mese di
settembre in Germanico, proclamò un giorno di sacrifici annuale in
onore dei fratelli e per senatoconsulto fece attribuire a sua
nonna Antonia tutti gli onori di cui aveva goduto in passato Livia
Augusta. Prese suo zio Claudio come collega durante il suo primo
consolato, adottò Tiberio Gemello il giorno che raggiunse l'età adulta
e lo nominò Princeps Iuventis. Fece includere in ogni giuramento una
formula che ricordasse le sue sorelle:«Non avrò più cari me stesso ed i
miei figli di quanto non siano Gaio Cesare e le sue sorelle», e così pure
nelle relazioni tra consoli: «Per la prosperità e la fortuna di Gaio e
delle sue sorelle».Fu inoltre stabilito che il giorno in cui aveva assunto
il potere fosse chiamato Parilia (21 aprile, data della fondazione di
Roma), come se lo Stato fosse nato una seconda volta.
Le pazzie di Caligola
Caligola per molte ragioni viene considerato uno dei peggiori
imperatori della storia romana: l’ elenco delle follie
attribuitegli, qualcuna inventata o esagerata, ma la maggior
parte reale e documentata, è praticamente infinito.
Tra le tante si racconta che una volta, durante un banchetto,
Caligola scoppiò improvvisamente e fragorosamente a ridere
senza un apparente motivo, allorché uno dei commensali
presenti gli chiese la ragione di tanta strana ilarità; la risposta
del primo cittadino di Roma fu che stava pensando alla sua
morte (quella del commensale).
Poco dopo l’ imperatore fece uccidere l’ uomo, praticamente
per capriccio.

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