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La seconda fase della guerra

1942-1943
Vicende 1942-1943

Fronte russo: -Vennero riprese le ostilità nella primavera del 1942.


-I Tedeschi giunsero a Stalingrado, che però
RESISTETTE.
-I soldati tedeschi furono costretti a sopravvivere a un
secondo inverno russo, combattendo contro l’ Armata
Rossa.
- Da Stalingrado partì la controffensiva:

I Tedeschi furono costretti a Le truppe dell’ARMIR si


ritirarsi e il ritirarono dal fronte
2 febbraio 1943 ad russo.
arrendersi.

Perdite umane elevatissime


Fronte occidentale Gli Alleati, per fiaccare Italia e Germania, colpiscono i
due stati con ripetuti bombardamenti che si
concentrarono su città e centri industriali.
In Italia furono bombardate Milano, Torino, Genova e
Roma.

Mediterraneo Gli Alleati, guidati dai Britannici e dal generale


Montgomery, vincono nel 1942 contro le truppe Italo -
tedesche a El Alamein.
In Africa le forze dell’Asse vennero a poco a poco
costrette alla resa.
Il controllo dell’Africa da parte degli Alleati fu
fondamentale per organizzare lo sbarco in Sicilia nel
luglio 1943, che porterà alla caduta di Mussolini.

Pacifico Dopo l’espansione giapponese del 1942, i nipponici


vennero sconfitti nella battaglia delle isole Midway.
Subirono poi altre sconfitte, che li costrinsero a una
guerra di difesa.
Nell’ultima parte del conflitto, i giapponesi usarono i
piloti suicidi (kamikaze), che si lanciavano in picchiata,
carichi di esplosivo, contro gli obiettivi.
L’Europa nelle mani dei Nazisti - 1942-1943
Il Reich aveva ampliato i suoi confini dopo le invasioni di inizio guerra.
La Germania estendeva inoltre il suo potere:
- sui territori occupati, o protettorati, che erano governati da comandanti militari
direttamente nominati da Hitler;
- sui Paesi satelliti, cioè Stati nei quali si erano instaurati governi “fantoccio” che
appoggiavano i Nazisti.

Sia i territori occupati che gli Stati satelliti venivano sfruttati dal punto di vista
economico: le industrie di questi Paesi venivano sfruttate, i macchinari smontati e
trasferiti in Germania e migliaia di lavoratori deportati forzatamente.

Non veniva lasciata libertà di opinione e le forze di occupazione insieme con la


Gestapo instaurarono un regime del terrore, con repressioni durissime, fucilazioni,
torture e massacri per chi si opponeva al regime.
Chi opponeva resistenza, chi veniva considerato inutile o inferiore, era deportato
nei lager.
I lager e il genocidio degli Ebrei - 1942-1943
I lager, sorti già dal 1933, servivano al Nazismo come strumento per annientare
coloro che erano definiti “nemici” del popolo tedesco.

COME? CHI?
Attraverso la distruzione dell’identità, Tra gli otto e i dieci milioni di
della dignità, e infine della stesa vita dei persone:
prigionieri. Ebrei, oppositori politici,
zingari, omosessuali, criminali,
sia Tedeschi che dei Paesi
occupati.

Nel 1942-1943 Hitler decise di attuare la “soluzione finale”, che prevedeva


l’eliminazione di massa di tutti gli Ebrei d’Europa.

Heinrich Himmler, capo delle SS organizzò la deportazione e lo sterminio.

Gli Ebrei, che vivevano spesso nei ghetti creati nelle città, vennero deportati in
massa nel lager, dopo essere stati spogliati di tutti i loro beni, che venivano
incamerati dall’esercito tedesco.
Una volta giunti nei campi di concentramento e sterminio, venivano distinti tra
coloro che potevano o non potevano lavorare; gli ultimi venivano immediatamente
eliminati.
Chi poteva lavorare, veniva sottoposto a turni massacranti in condizioni terribili.
Subivano atroci maltrattamenti, pativano freddo e fame e venivano completamente
spogliati della loro dignità.

Alcuni morirono di stenti, altri vennero costretti a divenire cavie di atroci


esperimenti.
Le eliminazioni fisiche avvenivano inizialmente per fucilazione, successivamente
con l’utilizzo di gas tossici. I corpi venivano poi bruciati nei forni crematori.

I governi europei e quello degli Stati Uniti erano consapevoli di ciò che accadeva,
ma non avevano idea delle reali proporzioni della carneficina. Solo al termine del
conflitto, quando i soldati entrarono nei lager, presero coscienza di ciò che era
realmente successo.

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