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IL PURGATORIO

«Quel secondo regno


Dove l’umano spirito si purga
E di salire al ciel diventa degno»

Comincia la seconda parte overo cantica de la Comedia di Dante Allaghieri di Firenze, ne la


quale parte si purgano li commessi peccati e vizi de’ quali l’uomo è confesso e pentuto con
animo di sodisfazione.
Qui sono quelli che sperano di venire quando che sia a le beate genti.
Mondo governato dalla LEGGE della TRANSITORIETA’
ll Purgatorio ha la funzione specifica di espiazione, riflessione e pentimento, ed è solo
attraverso il cammino, quindi il pellegrinaggio verso Dio, che l'anima può aspirare alla
redenzione. Esso è suddiviso in sette cornici, nelle quali si espiano i sette peccati capitali:
superbia, invidia, ira, accidia, avarizia, gola, lussuria.
Noi eravam lunghesso mare ancora, II Desiderio di far presto!
come gente che pensa a suo cammino,
che va col cuore e col corpo dimora.

Cantavan tutti insieme ad una voce Uniformità della volonta di espiazione

Quasi obliando d’ire a farsi belle

"Casella mio, per tornar altra volta La conoscenza favorisce la morale


là dov’io son, fo io questo vïaggio",
El mi parea da sé stesso rimorso: III Il pudore
o dignitosa coscïenza e netta,
come t'è picciol fallo amaro morso!

Quando li piedi suoi lasciar la fretta,


che l’onestade ad ogn’atto dismaga, Nota di galateo

Matto è chi spera che nostra ragione Principio di ragion sufficiente


possa trascorrer la infinita via Idoneo a cogliere l’errore/peccato
che tiene una sustanza in tre persone. ma non a conoscere le profondità remote dell’essere
State contenti, umana gente, al quia;
ecco di qua chi ne darà consiglio, La ragione/Virgilio non basta
se tu da te medesmo aver nol puoi

ché perder tempo a chi più sa più spiace".


Frase proverbiale
biondo era e bello e di gentile aspetto,
ma l'un de' cigli un colpo avea diviso. Scultorea rappresentazione

Se ’l pastor di Cosenza, che a la caccia


Non sempre la Chiesa secolarizzata sa compiere
di me fu messo per Clemente allora,
correttamente il suo magistero pastorale
avesse in Dio ben letta questa faccia,

l’ossa del corpo mio sarieno ancora La Potenza della bontà divina si manifesta nel perdono
delle creature fatte a immagine e somiglianza di Dio,
in co del ponte presso a Benevento,
cui si aggiunge il dono supremo del libero arbitrio
sotto la guardia de la grave mora.
Per lor maladizion sì non si perde, Attacco alla chiesa «secolarizzata» ridotta a potere
che non possa tornar, l'etterno amore, politico e mercimonio
mentre che la speranza ha fior del verde. (scandalo delle indulgenze: Chi mette il soldin nella
cassetta, vola in cielo l’anima benedetta)

Potenza della preghiera


ché qui per quei di là molto s’avanza".

Frase proverbiale
vassene ’l tempo e l’uom non se n’avvede; IV

ch’altra potenza è quella che l’ascolta,


Psicologia del ‘300
e altra è quella c’ ha l’anima intera:
questa è quasi legata e quella è sciolta.

Mai desistere durante il cammino/progetto


"Nessun tuo passo caggia; intrappreso ma essere sempre decisi e solerti
pur su al monte dietro a me acquista, (freeclimbing psicologico)
"O dolce segnor mio", diss’io, "adocchia Rappresentazione vivace della negligenza
colui che mostra sé più negligente
che se pigrizia fosse sua serocchia".

se orazïone in prima non m’aita


che surga sù di cuor che in grazia viva; Potenza della preghiera di chi è in grazia divina
l’altra che val, che ’n ciel non è udita?".
"Perché l’animo tuo tanto s’impiglia", V
disse ’l maestro, "che l’andare allenti?
che ti fa ciò che quivi si pispiglia? Lasciar stare le chiacchiere della gente,

Vien dietro a me, e lascia dir le genti:


sta come torre ferma, che non crolla e restar fermi nei propri propositi
già mai la cima per soffiar di venti

ché sempre l’omo in cui pensier rampolla Quando si cambia opinione ci si allontana dal risultato
sovra pensier, da sé dilunga il segno,
perché la foga l’un de l’altro insolla".

Che potea io ridir, se non "Io vegno"? Pudore di un’anima onesta


Dissilo, alquanto del color consperso
che fa l’uom di perdon talvolta degno.
deh, perché vai? deh, perché non t’arresti? Carducci in «Davanti S.Guido»

Ahi serva Italia, di dolore ostello, VI


nave sanza nocchiere in gran tempesta, «Oggi» come «ieri»
non donna di provincie, ma bordello!

che ’l giardin de lo ’mperio sia diserto.

Ché le città d’Italia tutte piene


son di tiranni, e un Marcel diventa Attualità!? Marcel = deputato
ogne villan che parteggiando viene.

fai tanto sottili


provedimenti, ch’a mezzo novembre I 4 codici del diritto italiano affiancano la
non giugne quel che tu d’ottobre fili. legislazione di settore

Quante volte, del tempo che rimembre,


legge, moneta, officio e costume Cambiar tutto per non cambiar niente (Il
hai tu mutato, e rinovate membre! Gattopardo)
E se ben ti ricordi e vedi lume, VI
vedrai te somigliante a quella inferma
che non può trovar posa in su le piume,
ma con dar volta suo dolore scherma.

Era già l'ora che volge il disio VIII


ai navicanti e 'ntenerisce il core Immagine commovente espressa in
lo dì c' han detto ai dolci amici addio;
Versi «romantici»

e che lo novo peregrin d’amore


«Con te partirò – Bocelli»
punge, se ode squilla di lontano
che paia il giorno pianger che si more;
Nullo bel salutar tra noi si tacque; VIII La cortesia del saluto. Oggi non saluta più nessuno:
almeno i cani si annusano l’un l’altro

per lei assai di lieve si comprende


Lontan dagli occhi lontan dal cuore.
quanto in femmina foco d’amor dura,
Nota misogina
se l’occhio o ’l tatto spesso non l’accende.

Guardare indietro significa perdere l’obiettivo


facciovi accorti
che di fuor torna chi 'n dietro si guata». X

Mai farsi carico di un compito non affidato


per che si teme officio non commesso.
X
L’impegno verso il prossimo vien dopo il rispetto di
«L'altrui bene a te che fia, se 'l tuo metti in oblio?»;
sé: ama il prossimo tuo come te stesso
O superbi cristian, miseri lassi, X
che, de la vista de la mente infermi,
fidanza avete ne' retrosi passi,

non v'accorgete voi che noi siam vermi Pochezza dell’umanità al confronto con DIO

nati a formar l'angelica farfalla,


che vola a la giustizia sanza schermi?

Di che l'animo vostro in alto galla,


poi siete quasi entomata in difetto,
sì come vermo in cui formazion falla?
Oh vana gloria de l'umane posse! XI Il progresso è tale solo se confrontato con un’ età di
decadenza
com' poco verde in su la cima dura,
se non è giunta da l'etati grosse!

Inesorabile è il progresso
Credette Cimabue ne la pittura
tener lo campo, e ora ha Giotto il grido,
sì che la fama di colui è scura.

Falsa modestia del poeta consapevole tuttavia della


Così ha tolto l'uno a l'altro Guido
propria valentìa
la gloria de la lingua; e forse è nato
chi l'uno e l'altro caccerà del nido.

anzi che tu lasciassi il 'pappo' e 'l 'dindi',


La lingua dei bimbi del ‘300
donne e ' cavalier, li affanni e li agi XIV progressiva affermazione della cultura cavalleresca
che ne invogliava amore e cortesia

come se tu partissi ancor lo tempo per calendi?» XVI «Indaùr cu li ciàrtis»


«Frate, lo mondo è cieco, e tu vien ben da lui.

A maggior forza e a miglior natura In manibus Dei


liberi soggiacete;

Le leggi son, ma chi pon mano ad esse? Tante leggi ma poca fermezza nel farle applicare

Soleva Roma, che 'l buon mondo feo, Teoria dei due Soli :
due soli aver, che l'una e l'altra strada Potere temporale e potere spirituale
facean vedere, e del mondo e di Deo.

L'un l'altro ha spento; ed è giunta la spada La sovrapposizione dei due poteri genera caos
col pasturale,
chi dietro a li uccellin sua vita perde, XXIII Bella immagine dell’uomo distratto, immerso nei
suoi pensieri
Parean l’occhiaie anella sanza gemme:
chi nel viso de li uomini legge ’omo’
ben avria quivi conosciuta l’emme Dante antropologo pre-lombrosiano

le sfacciate donne fiorentine


l’andar mostrando con le poppe il petto.

veggio qui colui che fore


Misoginia e malcostume
trasse le nove rime, cominciando
’Donne ch’avete intelletto d’amore’ ".

E io a lui: "I’ mi son un che, quando


Amor mi spira, noto, e a quel modo
Nota stilnovistica
ch’e’ ditta dentro vo significando".
scegliendo fior da fiore XXVIII
Frase ricorrente

volsimi a la sinistra col respitto XXX


col quale il fantolin corre a la mamma
quando ha paura o quand'elli è afflitto,

per dicere a Virgilio: ’Men che dramma


di sangue m’è rimaso che non tremi:
conosco i segni de l’antica fiamma’.
Verso estrapolato dall’Eneide IV Lib

Ma Virgilio n’avea lasciati scemi


di sé, Virgilio dolcissimo patre,
Virgilio a cui per mia salute die’ mi;

né quantunque perdeo l’antica matre,


Verso estrapolato dall’Eneide III Lib
valse a le guance nette di rugiada
che, lagrimando, non tornasser atre.
Come anima gentil, che non fa scusa, XXXIII la scusa no tapona la busa
ma fa sua voglia de la voglia altrui

Io ritornai da la santissima onda


rifatto sì come piante novelle Renovatio rerum
rinovellate di novella fronda,

puro e disposto a salire a le stelle. Frase liberatoria (catarsi)

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