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Jacques-Louis David

(1748 – 1825)
• Rigoroso recupero dell’antico inteso sia come modello di
bellezza assoluta sia come esempio di virtù morali e civiche
• Arte come «exemplum virtutis»
● pittore francese dal talento non comune
● parigino, famiglia di commercianti
● frequenta l'Accademia Reale di Parigi
● inizialmente i suoi caratteri stilistici sono vicini al Rococò; poi, diventa il caposcuola del
Neoclassicismo
● 1774: vince il “Prix de Rome”; dal 1775 al 1780 è a Roma: studia gli artisti del
Rinascimento ; si avvicina alle teorizzazioni del Winckelmann; compie un viaggio a
Ercolano e a Pompei; 2° soggiorno in Italia dal 1784 al 1785.
● attivo politicamente: partecipò alla rivoluzione francese, fu deputato e poi presidente della
Convenzione Nazionale, votò la morte del re, appoggiò Robespierre (per questo fu
incarcerato); fu affascinato dalla figura di Napoleone (gli dedicò una serie di dipinti; dal
1804 diventa pittore ufficiale di Napoleone)
● dopo il Congresso di Vienna (1815), va in esilio volontario a Bruxelles (vi rimane fino alla
morte)
● MODELLI a cui si ispira: - antichità classica
(modelli visti a Roma, Ercolano e Pompei); -
Poussin e Caravaggio; - Raffaello
● la sua pittura può essere divisa in due momenti:
1°: si ispira alle idee dell'Illuminismo
(Classicismo democratico – illuminista): l'arte
deve avere finalità pedagogiche ed educative,
deve avere una funzione civile e morale; 2°
(dopo il 1804): celebra la figura di Napoleone e i
suoi fasti (Classicismo edonistico, detto “Stile
Impero”)
RAPPORTO CON L'ANTICO:

• 1°: “L'antichità non mi sedurrà, manca di brio e non


commuove”;
• 2° (dopo aver vinto il “Prix de Rome”, 1775 – 80:
1°soggiorno italiano) “A Roma mi vergognai della mia
ignoranza”;
• 3° (viaggio a Ercolano e a Pompei) l'artista dichiarò di
aver aperto gli occhi sull'antico e fu come se fosse stato
“operato di cataratta”. Solo allora comprese che
“operare come gli antichi e Raffaello è essere
veramente artisti”.
L’esempio della classicità divenne per l’artista non solo un ricchissimo
patrimonio formale a cui attingere, ma, prima di tutto, un supremo modello di
civiltà, equilibrio e virtù da riproporre nel presente come «EXEMPLUM
VIRTUTIS» (ossia esempio di valori morali e civili encomiabili).

Anche la conoscenza a Roma di Mengs, uno dei massimi esponenti del


Neoclassicismo, lo indusse a mutare atteggiamento.
«Belisario chiede l’elemosina», 1781, olio su tela, 288 x 312 cm,
Lille (Francia), Museo di Belle Arti
MODELLI:
- antichità classica
- classicismo di Raffaello e di Poussin
- rivoluzionario realismo di Caravaggio
«Morte di Marat», 1793, olio su tela, 162 x 128 cm.,
Bruxelles, Museo reale di Belle Arti
Caravaggio «Deposizione», 1602 – 04, olio su tela, 300 x 203 cm.,
Città del Vaticano, Musei Vaticani
- particolare braccio; - taglio compositivo ravvicinato; - luce netta in opposizione allo sfondo scuro;
- volumi possenti dei corpi; - forti ombreggiature; - particolari crudi e realistici; - toni terrosi;
- stesure di colore denso (es. turbante)
Michelangelo, «Pietà» (particolare), 1498 - 99, Marmo di Carrara, Roma, San Pietro 

Raffaello, «Deposizione» – Pala Baglioni -(particolare), 1507, olio su tavola


Roma, Galleria Borghese.
«13 luglio 1793
Marie Anne Charlotte
Corday al cittadini
Marat
Basta che io sia
Tanto infelice
Per aver diritto
Alla vostra benevolenza»
Paul Baudry, «Charlotte Corday», 1860, olio su tela,
203 x 154 cm., Nantes, Museo di Belle Arti
«Ritratto di madame Récamier», 1800, olio su tela, 174 x 200 cm.,
Parigi, Museo del Louvre
Canova, «Paolina Borghese come Venere vincitrice», 1804 – 08,
marmo, lunghezza 200 cm.,
Roma, Galleria Borghese
Shinji Ogawa, «Madame Récamier», 2009 – 11, acrilico su tela su tavola, MOCAK, Cracovia
● autore: J.L.David (1748 – 1825)
● titolo: “il Giuramento degli Orazi”(1° capolavoro della pittura neoclassica in Europa;
MANIFESTO del Neoclassicismo)
● datazione: 1784- 85 (dipinto a Parigi e completato durante il 2° soggiorno del pittore
a Roma; esposto nello studio dell'artista nell'agosto del 1785, prima di essere portato
al Salon parigino, ottenne enorme successo)
● dimensioni: 330 x 425 cm (la tela doveva avere un formato quadrato, ma David si orientò su
quello rettangolare in orizzontale che gli permetteva una scansione narrativa più efficace nella sua
semplicità, basata sui tre centri focali costituiti dai fratelli, dal padre con le spade e dal gruppo di
donne, corrispondenti alle arcate dello sfondo architettonico. Lo stesso David scrisse: “ Quanto
alla grandezza del mio quadro ho oltrepassato la misura che mi era stata data per il re. Doveva
essere 10 per 10: ho provato ogni composizione possibile ma non riuscivo a darle energia, così ho
rinunciato a fare un quadro per il re e l'ho fatto per me”)
● tecnica: pittura a olio su tela
● genere/soggetto: pittura profana (episodio di storia romana che celebra le virtù civili e patriottiche
degli antichi)
● collocazione: Parigi, Museo del Louvre
● committente: re di Francia, Luigi XVI (l’opera fu
richiesta a nome del re dal conte d’Angiviller
Guerra tra Roma e Alba Longa (VII secolo
a.C.)

FONTI:

• Storico romano Tito Livio

• Tragedia «Horace» (1640) di Pierre


Corneille, presentata sulle scene parigine
nel 1782
L’opera rappresenta l’ideale stilistico del suo tempo, così
compiutamente come l’Ultima cena di Leonardo l’estetica
del Rinascimento»
(Hauser)
«Il Giuramento degli Orazi», 1784 – 85, olio su tela, 330 x 425 cm.,
Parigi, Museo del Louvre
SCHEMA COMPOSITIVO
[a] La scena si svolge nell’atrio di una
casa romana inondata dalla luce solare.
[b] Nel fondo due pilastri e due colonne
doriche dal fusto liscio sorreggono tre
archi a tutto sesto oltre i quali un muro
delimita un porticato, ornato di una
lancia e uno scudo appesi.
[c] Un’ulteriore arcata – a destra, aperta
nel muro – lascia intravedere altri
ambienti abitativi e una finestra alta.
[d] I personaggi sono distinti in due
gruppi incorniciati dalle arcate estreme.
[e] Il vecchio padre, mentre leva in alto
le spade lucenti, si erge nel mezzo
come personaggio chiave della
rappresentazione.
[f] Il giuramento unisce nell’eroismo i tre
giovani, allacciati in un abbraccio che
indica grande forza morale e unanimità
d’intenti.
[g] A destra, in posizione arretrata, la
madre degli Orazi copre con il suo velo
i due figli più piccoli.
[h] La figlia Camilla, con le mani
in grembo, si volge verso la cognata
Sabina.
Johann Heinrich Fussli, «Giuramento dei tre confederati sul Rutli»,
1780, olio su tela, 267 x 178 cm., Zurigo, Kunsthaus
«Le Sabine», 1794 – 99, olio su tela, 385 x 522 cm.,
Parigi, Museo del Louvre
Iniziato ai tempi della prigionia (agosto – dicembre 1794; per aver appoggiato
Robespierre)
Raffaello (e aiuti?) «Incendio di Borgo» (particolare),
1514, affresco, dimensione massima 728 cm., Stanza
dell’Incendio di Borgo, Città del Vaticano

Guido Reni, «Strage degli innocenti» (particolare), ca 1611,


olio su tela, 268 x 170 cm., Bologna, Pinacoteca Nazionale
«Bonaparte valica il Gran San Bernardo», 1800, olio su tela,
259 x 221 cm., Rueil-Malmaison (Parigi), Museo nazionale del Castello
«Marte disarmato da Venere e dalle Grazie»,
1824, olio su tela, 308 x 262 cm., Bruxelles,
Museo di Belle Arti
RIFLESSIONE:

«David non fa solo pittura di storia, ma pittura utile alla storia»

In un breve testo (max 8 righe) spiega, in base alle tue conoscenze


e facendo gli opportuni esempi, la frase riportata sopra.

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