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“La normalità è noiosa bello è solo ciò

che possiede una goccia di veleno! “


Jenny Saville
I soggetti di Jenny Saville sono per la maggior parte ragazze
che ostentano un corpo grasso o ferito, figure in cui la natura
sessuale partecipa alla definizione di un’identità che la cultura
dominante rifiuta. I suoi quadri hanno a che fare con la vita, la
perdita e la separazione. I caratteri essenziali del suo
realismo,espresso da violenti contrasti di luce e pennellate
larghe e rapide, mettono a fuoco la dimensione emozionante e
psicologica de soggetti.
Saville punta il dito contro
la cultura che ha generato le
norme morali di
comportamento e i canoni di
bellezza ai quali il corpo
femminile è obbligato a
rispondere. A partire dal
Rinascimento,il nudo era
accettato solo all’interno di
contesti allegorici attinenti
al sacro, mai al quotidiano.
È a fine Ottocento, con
l’introduzione della
fotografia che il nudo
assume un tratto eversivo!
Per Saville il nudo è
maschera, elemento che
occulta la verità stessa del
corpo. Saville ci dice che la
nudità è divenuta merce,
poiché è il mercato che
indica un immaginario
colonizzato dalla stessa
domanda di nudità.
Dimostrando una
sensibilità al tragico che
ha pari solo nella pittura
dei grandi pittori , mostra
il corpo come un
paesaggio devastato,
eppure orgogliosamente
ancorato alla vita .
La questione riguarda in maniera diretta il modo in
cui la donna si autopercepisce attraverso il suo corpo
e la sua parola, il suo riconoscersi nei parametri
stabiliti da una cultura partorita da menti maschili.
L’avversione che molte donne manifestano verso se
stesse come isteria, anoressia, bulimia o nell’essere
obese. Saville fa propri questi temi “ la donna deve
rimettersi al mondo” facendo emergere una
“ rappresentazione autonoma e positiva della sua
sessualità”. Lega la questione dell’identità e quella
del giudizio estetico. I suoi corpi affermano che il
giudizio sociale crea modelli fittizi che forzano la
realtà!
Per Jenny nulla è troppo brutto per essere
guardato, studiato e dipinto in dimensioni
enormi: i corpi riempiono tutta la tela, in una
sovrabbondanza dimensionale che distorce,
impressiona ed incuriosisce. È impossibile non
rimanere colpiti dalla femminilità
trasbordante delle sue donne: seni, pance,
cosce, vagine in esposizione senza malizia,
senza intento derisorio né polemico, con uno
sguardo quasi clinico e freddo nonostante,
nella nostra lingua, la parola “carnalità”
evochi sensualità e calore.
Nel 1992, all’età di appena 22 anni (è nata infatti nel 1970 a
Cambridge), termina gli studi alla Scuola d’arte di Glasgow,
e la sua mostra di laurea registra il tutto esaurito. Tutti i suoi
quadri vengono venduti, risultato impressionante. Ma più del
quanto vendi è a chi vendi, ad essere importante quando si è
giovani: uno dei suoi quadri viene acquistati da Charles
Saatchi, della Saatchi Gallery, lo stesso che ha lanciato altri
talenti del calibro di Damien Hirst. Come quest’ultimo, anche
Jenny entra a far parte della YBA, Young British Artists,
collettivo di artisti organizzato ed in parte finanziato dallo
stesso Saatchi. Quando c’è il talento , il salto di qualità è
quasi garantito: l’artista britannica guadagna fama
internazionale e viene definita un “New Old Master” per
i suoi meriti tecnici ed espressivi.
L’arte di Jenny è la sintesi di un complesso pensiero estetico
intensamente concentrato sulla realtà, un’arte urlata nei suoi
conati visivi e nei racconti sussurrati, nelle violente
provocazioni e nei sorrisi distaccati , nel gesto della pittura.
Un’arte che alimenta il sogno di una nuova realtà. Abbraccia
la pesantezza su più livelli, i suoi lavori sono stati spesso
considerati autoritratti, ma questo non è vero in senso
direttamente documentario. Saville sottolinea che la pittura è
difficile da razionalizzare e quando usi il colore ti imbarchi in
un processo intuitivo. Vive tra Londra e Palermo, affascinata
da Palermo per queste carcasse di animali appese in
macelleria, nella città c’è un ibridazione affascinante dice, hai
sempre un piede nella storia, rispetto a Londra leggo di più
lavoro meglio! Usa le fotografie per registrare le informazioni
sulla carne che poi intende dipingere!
•1994 - 'YBA III', The
Saatchi Gallery, Londra, 28
gennaio-luglio 31.1. Plan
2.Interfacing 3. Trace
4.Propped 5.Strategy
6. Prop 7.Branded 
Plan ,1993 olio su tela .
Una donna obesa che vista
dal basso mostra i peli
pubici in primo piano e il
cui corpo è segnato dl
chirurgo che si presuppone
interverrà da li a poco, con
la presunzione di renderlo
perfetto. L’opera d’arte
esprime una visione del
mondo vincolata alla
condizione esistenziale del
proprio autore. Osservando
l’iter poetico della Saville si
nota come l’artista abbia
operato un o slittamento
progressivo dalle t ematiche
di matrice femminista a
quelle legate a una visione
tragica individuale.
Branded 1992 olio su tela.
Mostra una ragazza
dalle dimensioni
elefantiache sul cui
corpo Saville incide,
intervenendo
direttamente sulla
pittura ancora fresca,
parole associate alla
sfera femminile. Queste
parole sono più leggibili
laddove lo strato
pittorico è più spesso. I
quadri di Saville sono
nuovi nella forma, nello
stile e nella concezione.
• 2005'Jenny Saville', Macro, Roma 21 gennaio

Per la prima personale in un museo italiano Jenny


Saville espone dieci tele di grande formato, alcune
delle quali realizzate per l'occasione. L'odore d'olio
aggredisce l'olfatto prima che il sipario si apra
sulle figure e sulle scene, emana fresco dalle
pennellate pesanti, dalle lingue di colore che
esumano i corpi di donne e animali. In effetti, come
è stato notato, a dispetto delle misure lo spettatore
sembra talvolta ritrovarsi in una galleria di quadri
"osceni", la più segreta e la più raffinata, come nel
cuore di una collezione seicentesca.
 Passage (2004),
raffigurante il corpo
nudo di un
transessuale.
L’ambiguità di genere
è un altro tema che
interessa la pittrice,
che si dice affascinata
dalla rappresentazione
di un corpo che 40 anni
fa non sarebbe
potuto esistere, un
corpo con un pene
naturale ed un seno in
silicone, una sorta di
“architettura
contemporanea” del
corpo.
Torso 2. In
un’intervista la Saville
dice: “Io riesco a
rappresentare solo ciò
che vedo… se vado giù
a comprare le sigarette
e passo dal mercato di
Ballarò, la carne è
esibita, l’esposizione
della morte è ovunque,
se vuoi comprare della
carne a Palermo, vai
per strada e il
corpo dell’animale è lì,
appeso, che sanguina.
Suspension 2002-3
Con Suspension la Saville scava
le pieghe della sofferenza
umana questo scavare si fa
sempre piu fisico. Suspension
segna un passaggio doloroso
nella vita della Saville a esso
seguono Atonement Studies.
Figura centrale è il
volto di Rosetta una
donna napoletana cieca
dalla nascita. La testa è
appena inclinata
indietro come se fosse
in estasi. La Saville ci
racconta di come
Rosetta percepisse i
colori nonostante fosse
nata cieca scelte
determinate da come
socialmente noi usiamo
i colori. Il tema della
cecità non è estraneo
nei racconti sacri!
La copertina di The Holy Bible
Il gruppo rock
dei Manic
Street Preachers, infatti,
ha scelto per ben due
loro copertine un lavoro
di Jenny Saville, con il
risultato che il secondo
(che peraltro non
mostra nudità, ma
semplicemente il volto
di un bambino con un
vistoso angioma) è stato
censurato.
Arrivando infine agli anni più vicini a noi, tra il 2010
e il 2012 il tema si sposta leggermente ed abbraccia
l’istanza del femminino per eccellenza: la maternità.
Ancora una volta riferendosi alla sua esperienza
personale, crea la serie di disegni Reproduction,
ispirata alle Madonne con bambino dell’epoca
rinascimentale, segno questo che chi entra in
contatto con l’enorme tradizione artistica italiana
non può non restarne influenzato in qualche modo. Il
tema del sacro è presente come un filo sottile in molti
dei suoi quadri: in fondo la corporeità non è estranea
neanche al cristianesimo, con le pietà e le
raffigurazioni dei martiri.
The
mother’s
olio su tela
2011.
Ed è forse l’anacronismo di Jenny Saville,
pittrice in un’epoca di videomaking, che
vede la bellezza nei corpi disfatti dal
grasso come fossero delle preistoriche dee
della fecondità, a provocare nei nostri
occhi “moderni” quella curiosità che
invece troppo spesso è declinata nei suoi
risvolti morbosi, come quando le
televisioni ed i giornali ci mostrano
incidenti e morti.
MOSTRE
•1996 
-Jenny Saville / Glen Luchford: una collaborazione, Pace McGill Gallery,
New York 
•1999 - 'Territori', Gagosian Gallery, New York. 2 ottobre-
dicembre 181. Fulcrum 3. Brace 5. Hyphen2. Flap Ruben
4. Hem 6. Matrice 
•2002 - 'Contatto Chiuso', Gagosian Gallery, Los Angeles,
California. 12 gennaio-9 febbraio 
•2003 - "Migranti", Gagosian Gallery, Chelsea, New York. 5 Aprile -
31 Maggio. Sospensione 3. Flesh riflettente 5. Aperture2. Ancora
4. Reverse 6. Pausa 
•2005 - 
'Jenny Saville', Macro, Roma 21 gennaio - 11
Maggio. Fulcrum 3.Trattino 5. Matrice 7. Host 9. Reverse
11.Suspension2. Apertura 4. Passaggio 6. Torso1 8. Torso2
10. Ingresso 12. Fissare 

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