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SAPERI MINIMI DI

BIOLOGIA
Antonella Sangalli

Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e


Movimento, Sezione di Biologia e Genetica

1
Testi suggeriti

* 1_ Bonaldo P, Duga S, Pierantoni R, Riva P, Romanelli MG


“Biologia e genetica”, EdiSES

* 2a_ Estratto da Mason KA, Losos JB, Singer SR Biologia basato sull’opera di Raven PH,
Johnson GB
“Biologia Cellulare”, Piccin editore

* 2b_Estratto da Mason KA, Losos JB, Singer SR Biologia basato sull’opera di Raven PH,
Johnson GB
“Genetica e Biologia Molecolare”, Piccin editore

* Ginelli E, Malcovati M et al., “ Molecole, Cellule e Organismi ”

Note in diapositive 2
Informazioni

* Date e orario di lezioni ed esami sulla pagina Tandem

* Diapositive delle lezioni sulla pagina Tandem


* Firma presenze

3
Modalità esame

* La partecipazione agli esami è subordinata al conseguimento del


75% della frequenza e potrà avvenire solo previa iscrizione
* Scritto
* 30 domande a risposta multipla (esempio di quiz sul sito tandem)
* 2 appelli (è possibile iscriversi anche al secondo se non si supera
il primo, o se si vuole migliorare il voto)

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Programma del corso

* Evoluzionismo
* Molecole biologiche nella cellula
* Virus, Cellula procariotica ed eucariotica a confronto. Cellula
eucariotica: membrana plasmatica, organelli
* Ciclo cellulare, mitosi, meiosi e gametogenesi
* Cromosomi
* DNA: struttura e replicazione
* Trascrizione genica
* Traduzione
* Mutazioni
5
Lezione 1
Teoria evolutiva

6
Teoria dell’evoluzione

 Spiegazione scientifica dei processi di trasformazione


degli esseri viventi nel corso delle generazioni
 Formulata per la prima volta in modo sistematico da
Charles Darwin ne «L’origine delle specie» nel 1859

7
Teoria

⃰ Il significato formale del termine teoria è diverso dalla


accezione colloquiale con cui viene usato.
⃰ Il termine teoria si riferisce ad una spiegazione di un
processo/evento supportata da dati ed osservazioni.
⃰ Molto spesso a livello colloquiale il termine teoria
viene utilizzato impropriamente in sostituzione di
ipotesi, ma questi due termini non sono affatto sinonimi.

8
È solo una teoria….

9
Fissismo

Concezione biologica secondo la quale le specie vegetali ed


animali non hanno subito e non subiranno modificazioni nel corso
del tempo.
Presente nelle culture più antiche di ogni popolo, fu formulato da
Linneo nel 1735
Il fissismo iniziò a venir meno, soprattutto nella cultura francese,
in epoca illuministica.
10
Le specie viventi si trasformano nel
tempo

Dal ‘600 si inizia la raccolta dei fossili; al tempo di Darwin


l’idea che le specie siano rimaste sempre le stesse era già in
aperto contrasto con l’evidenza.

11
Georges-Louis Buffon
1707-1788

 Il naturalista Georges-Louis Buffon avanzò l’ipotesi che i


viventi si fossero originati da un esiguo numero di
antichissimi antenati.

⃰ La sua tesi, che individuava un processo di continua


modificazione nelle specie viventi, anticipava le teorie sull’
evoluzione e contrastava con le teorie di Linneo fondate
sulla fissità delle specie. 
12
Georges-Louis Buffon
osservazioni
 Le ossa degli arti dei mammiferi sono

molto simili tra di loro. Se fossero state

create per i diversi tipi di locomozione

sarebbero state costruite secondo modelli diversi, invece che rappresentare tutte la
modificazione di un unico modello

⃰ Le zampe di alcuni animali (maiali) possiedono abbozzi

di dita vestigiali, che non assolvono nessuna funzione. Questo

non si accorda con l’idea che tutte le forme di vita sarebbero

comparse sulla terra già nelle loro forme attuali


13 (senza modificarsi).
Erasmus Darwin
1731-1802

 Medico, scienziato, poeta, geniale inventore, pioniere


nella teoria dell’evoluzione…. e nonno di Charles
Darwin
 Erasmus propose l’idea di evoluzione, intesa come
sviluppo su tempi lunghissimi di forme complesse a
partire da forme più semplici
14
Jean-Baptiste Lamark
1744-1829

Fu il primo a postulare delle ipotesi sul meccanismo dell’evoluzione.


Formulò una teoria sull’evoluzione secondo la quale le specie si
evolvono tramite l’interazione con l’ambiente:
 L'ambiente in continuo cambiamento crea dei nuovi "bisogni", a
cui gli organismi rispondono usando di più o di meno, nel corso
della vita, alcuni tratti, per cui si producono differenze tra gli
individui, che vengono poi trasmesse ai discendenti
PER LAMARK E’ L’AMBIENTE CHE CAUSA LE DIFFERENZE
TRA GLI INDIVIDUI
 Sostenne la «legge del progresso inevitabile», secondo la quale
l’evoluzione produce sempre maggiori livelli di perfezione e
complessità 15
Lamarck vs Darwin
L’antenato della giraffa aveva il collo corto
L: In risposta all’ambiente (riduzione dell’erba nei pascoli) le giraffe si abituano ad
allungare il collo per raggiungere le foglie più alte e trasmettono il carattere ai figli. E’
l’ambiente che provoca direttamente l’allungamento del collo della singola giraffa.
generazione 1 generazione 2 generazione 3

D: Le giraffe nascono già con colli a lunghezza diversa (variabilità casuale), e quelle coi colli
più lunghi sopravvivono meglio e fanno più figli (se c’è poca erba), trasmettendo il carattere
collo lungo alla generazione filiale 16
Charles Darwin
1809-1882

 Iniziò gli studi di medicina e poi di teologia, ma la sua


vera passione erano le scienze naturali.

 Nel 1831, all’età di 22 anni, salpò sul brigantino Beagle


per una spedizione cartografica di cinque anni.

17
Osservazioni 1

 Gli individui di una stessa popolazione mostrano grande variabilità


nelle loro caratteristiche…
 … e molte di queste caratteristiche sono ereditabili

Popolazione:
insieme degli individui
di una specie che vivono
in un certo periodo in un
determinato territorio

18
Alcune caratteristiche sono trasmesse alla
generazione successiva
.
Il mento degli Asburgo

Si tratta di una forma


di prognatismo,
situazione in cui
la mandibola sporge
rispetto alla mascella,
a cui consegue un
combaciare difettoso
delle arcate dentali
con malocclusione,
difficoltà masticatorie 
e problemi fonetici.

19
Osservazioni 2

 Ogni popolazione ha la capacità di produrre discendenti in maniera


esponenziale (la femmina del merluzzo depone 10 milioni di uova
l’anno, un’ostrica depone 100 milioni di uova alla volta)…
 … ma le dimensioni delle popolazioni rimangono stabili nel tempo
 … e le e risorse ambientali sono limitate

20
Potenziale di crescita di Escherichia
coli

Assumendo una divisione cellulare ogni 30 minuti in una


settimana i discendenti di un’unica cellula batterica
avrebbero una massa superiore a quella della terra

21
Potenziale di crescita dell’elefante

Darwin calcolò che il numero di discendenti di una singola


coppia di elefanti (22 mesi di gestazione, un cucciolo alla
volta) arriverebbe a 19 milioni in 750 anni

22
Deduzioni 1

 Solo una minima percentuale degli individui generati sopravvivono


e si riproducono, a causa della competizione per le risorse (lotta per
la sopravvivenza)…
 … e alcuni individui (i più adatti a quell’ambiente) hanno maggiore
probabilità di sopravvivere e di riprodursi trasmettendo i loro
caratteri vantaggiosi alla prole

23
predatore prede risorse alimentari
Fitness darwiniana

 Il successo evolutivo di un individuo si misura con il contributo (n°


figli) che dà alla generazione successiva
 un individuo che anche sopravvivesse bene (il più forte) o più a lungo
in un determinato ambiente, ma che non si riproducesse avrebbe
fitness =0

24
Deduzioni 2

Nel corso del tempo si accumula un sufficiente numero di


variazioni tra popolazioni diverse tali da originare specie
distinte i cui individui non sono più interfecondi

25
Speciazione

Processo attraverso cui a partire da una specie ancestrale si


originano due o più nuove specie

Popolazione di individui
della specie A Comparsa di una
barriere fisica (es.
fiume) Accumulo di variazioni 2 specie distinte
(mutazioni) diverse nelle Isolamento
due popolazioni riproduttivo
26
Speciazione: esempio

In un piccolo lago di cratere in Tanzania sono state “colte


sul fatto” due popolazioni di pesci che stano divergendo e
sono riproduttivamente isolate, e identificati i geni
probabilmente responsabili della divergenza

27
Evoluzione per selezione naturale
Cambiamenti casuali ed
ereditabili

Gli individui di una


popolazione sono diversi
tra di loro

Alcuni individui SELEZIONE


si riproducono più di
altri

I genitori passano ai
figli le loro
caratteristiche

28
Mutazione, selezione e caso

 La mutazione è CASUALE: NON avviene in risposta all’ambiente.


Non è che, siccome il predatore uccide selettivamente gli insetti
verdi, allora nascono individui arancioni

 La selezione NON è casuale: non è un caso che sopravvivano


preferenzialmente (e quindi in media faranno più figli a cui
trasmetteranno il proprio colore) gli insetti arancioni

 Ruolo del caso nell’evoluzione: cosa sarebbe successo se il


meteorite responsabile dell’estinzione del Cretaceo avesse mancato
la Terra? Probabilmente essa sarebbe ancora popolata di grandi
rettili e i mammiferi sarebbero rimasti creature insignificanti capaci
di sopravvivere solo in poche nicchie ecologiche marginali
29
La mutazione propone, la selezione
dispone

L’evoluzione per selezione naturale è un processo a due fasi:


 le mutazioni casuali compaiono in una popolazione
 l’ambiente seleziona (setaccia) gli organismi che le portano

30
Selezione artificiale 1

Allevatori e agricoltori sono stati in grado di ottenere numerose


varietà di organismi in poco tempo. Darwin immaginò che un
processo selettivo simile potesse verificarsi anche in natura

Cavolo selvatico
31
Selezione artificiale 2

Secondo una ricerca dell’Università di Oxford del 2016, le attuali razze di cani da
compagnia potrebbero derivare da due processi distinti di addomesticamento avvenuti in
Europa (15.000 anni fa) e in Asia (8000 anni fa).
33
Domesticazione del lupo e amilasi

Il lupo non è un carnivoro stretto, mentre il cane è in grado di


digerire l’amido

Si ritiene che i cani siano stati domesticati fra i 15.000 e i 10.000 anni fa; dunque, vivendo
degli scarti alimentari dei loro compagni cacciatori-raccoglitori, hanno continuato a lungo
ad avere una dieta prevalentemente carnea. L'introduzione dell'agricoltura ha però
cambiato la dieta degli esseri umani e, di conseguenza, anche quella dei cani, favorendo la
diffusione tra loro della moltiplicazione del gene per l’amilasi pancreatica (*).

(*) Basi molecolari dell’adattamento: mentre i lupi hanno solo due copie del gene
dell’amilasi pancreatica Amy2B, nei cani questo gene è stato duplicato diverse volte
(amplificazione genica) fino a dare origine a 40 copie

34
Successo riproduttivo del più
adatto…

Bisogna sempre tenere conto dell’ ambiente in cui


l’organismo si trova: una data caratteristica può rivelarsi
svantaggiosa in un dato ambiente, vantaggiosa in un altro.

35
Successo riproduttivo del più adatto… a
quel determinato ambiente

Bisogna sempre tenere conto dell’ ambiente in cui


l’organismo si trova: una data caratteristica può rivelarsi
svantaggiosa in un dato ambiente, vantaggiosa in un altro.

(N.B. non è corretto parlare di «sopravvivenza del più


adatto» perché un individuo che sopravvive ma non fa figli
36
ha fitness nulla)
Melanismo industriale e selezione naturale

Prima della rivoluzione industriale


uno strato di licheni di colore grigio
chiaro ricopriva i tronchi degli alberi
in gran parte dell’Inghilterra. Molte
specie di insetti tra cui le falene
(Biston betularia), vivevano sui
licheni ben mimetizzate alla vista dei
predatori.
In seguito alla industrializzazione
molti dei licheni scomparvero per
inquinamento ambientale, ed alberi e
rocce annerirono a causa dei fumi
inquinanti.
37
Melanismo industriale e selezione naturale

Le falene maculate che a maggioranza


popolavano le campagne inglesi vennero
così a trovarsi completamente esposte
allo sfondo scuro dei tronchi.
Nel 1948 la percentuale di individui scuri
di falena cominciò ad aumentare nei
sobborghi cittadini fino ad arrivare al
98% nei sobborghi di Manchester, ed il
fenomeno fu definito “melanismo
industriale”. L’apparire delle falene
melanizzate era dovuto ad una mutazione
spontanea in un gene sul cr.17, seguito
dalla selezione naturale in un ambiente in
cui il mancato mimetismo sfavoriva la
sopravvivenza delle falene maculate a
38
causa di uccelli predatori.
Quello che Darwin non sapeva

 Darwin non fu in grado di spiegare come avviene la


trasmissione dei caratteri ereditari perché non conosceva
il lavoro del suo contemporaneo Mendel (una copia di
Esperimenti sulle piante ibride fu ritrovata nello studio
di Darwin dopo la sua morte, ma era intonsa: dunque
Darwin aveva ricevuto il lavoro, ma non lo aveva mai
letto)…
 … o perché gli individui variassero all’interno della
popolazione (mutazione)
39
Evidenze empiriche a sostegno della
teoria darwiniana

 Prove storiche (fossili)


 Comparazioni anatomiche fra specie viventi imparentate
o tra specie viventi ed estinte (anatomia comparata)
 Prove molecolari
 Osservazioni in tempo reale

40
Fossili

 Per alcuni gruppi di animali i reperti fossili sono tanto abbondanti e


ben distribuiti nel tempo, da formare delle serie complete che
consentono di ricostruire in modo dettagliato le tappe del loro intero
processo evolutivo.
 Un eccezionale fossile che testimonia l’evoluzione degli Uccelli a
partire dai Rettili è l’Archaeopteryx, nel quale sono mescolati caratteri
rettiliani con quelli degli Uccelli.
41
Preadattamento (exaptation)
Un carattere evoluto per una particolare funzione ne assume una nuova, indipendente da
quella primitiva

 I fossili scoperti ampliano enormemente il numero di famiglie di


dinosauri (non solo gli antenati dei moderni uccelli) provvisti di
piumaggio e ciò indica che le penne si sarebbero evolute dalle scaglie
che ricoprivano i rettili più antichi, probabilmente a scopo isolante. 
 Il piumaggio compare inizialmente come isolante termico e solo
secondariamente viene «riciclato» per il volo
42
Anatomia comparata

 Se si osserva l’arto anteriore degli anfibi, dei rettili, degli uccelli e dei mammiferi, si
può notare come questo sia in tutti i casi costituito dagli stessi elementi, più o meno
sviluppati: omero, radio, ulna, ossa carpali, ossa metacarpali e falangi. Per le diverse
funzioni che l’arto svolge esso assume forme diverse, ma in queste diverse classi di
vertebrati ricorre sempre la stessa struttura. La spiegazione risulta molto semplice: i
vertebrati discendono tutti da un antenato comune dal quale hanno ereditato le
suddette strutture.
 Questo tipo di somiglianza viene chiamato 43 omologia
Prove molecolari 1

 Il codice genetico (fa corrispondere a una tripletta di


nucleotidi un determinato aminoacido) è universale in
tutti gli organismi viventi GGG Gly.
 Gli aminoacidi sono 20 in tutti gli organismi

Questo significa che tutti gli organismi sono derivati da un


antenato comune

44
Prove molecolari 2

Il sequenziamento del DNA permette di comparare


porzioni geniche in specie differenti. Il grado di
somiglianza fra tali sequenze è una misura della parentela
fra le specie. La sequenza di uno stesso gene sarà più
simile in specie strettamente imparentate.

45
Alberi di discendenza delle specie

46
L'orologio molecolare è una tecnica utilizzata per stimare il
tempo che è trascorso dalla separazione tra due specie, a partire
dallo studio delle differenze esistenti nelle sequenze del DNA

 I nostri antenati andavano in giro nudi e avevano solo pidocchi della


testa (Pediculus humanus capitis) e piattole (Pthirus pubis)
 2010 sequenziamento genoma pidocchio della testa e dei vestiti

 Confrontando le sequenze del DNA di P. humanus capitis e del


pidocchio dei vestiti (P. humanus humanus) si è capito che
quest’ultimo è derivato da quello della testa e le due specie si sono
separate tra gli 83.000 e i 170.000 anni fa
 Questo studio non solo ci ha permesso di individuare il momento in cui
le due specie di pidocchio si sono separate, ma anche di dedurre il
momento in cui abbiamo cominciato 47 a vestirci
I fringuelli di Darwin

Il recente (2015) sequenziamento del DNA ha permesso di dimostrare che tutte le


specie di fringuelli delle Galapagos studiati da Darwin derivano da un antenato
comune di terraferma (c.a. 2 milioni di anni fa)

48
Evoluzione in tempo reale 1

 Il virus dell'influenza umana evolve molto rapidamente,


subendo una significativa modifica delle sequenze
genetiche che codificano per il suo involucro esterno,
sfuggendo al sistema immunitario dell'ospite che ha già
contratto la malattia, e rendendo meno efficaci i vaccini
preparati sulla scorta dei ceppi virali degli anni
precedenti.
 Ceppi di virus influenzali sempre nuovi ci costringono a
produrre vaccini diversi ogni
49 anno
Evoluzione in tempo reale 2

Resistenza agli antibiotici: l’esposizione agli antibiotici seleziona ceppi di batteri


resistenti uccidendo le cellule sensibili e facendo aumentare la proporzione di quelle
resistenti (già presenti nella popolazione prima dell’esposizione all’antibiotico). NON è
l’esposizione all’antibiotico a far diventare resistente il singolo batterio (Lamark). La
selezione non crea nuove varianti, influenza semplicemente la proporzione delle
varianti preesistenti.

50
Antibiotico resistenza

Stiamo andando verso un’era post-


antibiotica dove le infezioni
E. coli
comuni possono diventare, ancora
una volta, fatali

klebsiella

L’80% degli antibiotici utilizzati


nel mondo provengono dalla
51
zootecnia
Batteri batteriofagi a scopo terapeutico?

Bdellovibrio è un batterio che


vive predando altre specie di
batteri!
Per prima cosa si attacca alla
superficie di un’altra cellula
batterica poi ne rompe la
membrana e in seguito entra
nella cellula “ospite” e la
distrugge.

Possiamo comunque prevedere che batteri


resistenti a bdellovibrio possano comunque
insorgere per mutazioni (ad esempio nelle
molecole di superficie riconosciute dal
predatore)
52
Evoluzione in tempo reale 3
 Intorno alla metà degli anni ‘80 vengono introdotte sul
mercato le prime esche avvelenate dolci per gli
scarafaggi
 dopo 7-8 anni non funzionavano già più!
 negli anni ‘90 ha preso il sopravvento un mutante che
manifesta avversione per il sapore dolce del glucosio
contenuto nelle esche

53
Adattamenti imperfetti 1

L’evoluzione NON porta al raggiungimento di stati di maggiore perfezione


(caratteristiche ottimali) perché la selezione può solo agire sul materiale che la
mutazione casualmente produce. La selezione sceglie quello che è meglio (per
quel momento) tra ciò che la mutazione le ha messo davanti.

L’occhio dei vertebrati ha una retina


«rovesciata» rispetto a quella dei
cefalopodi e per questo ha un punto cieco

54
Adattamenti imperfetti 2

Noi abbiamo la stessa anatomia della


colonna vertebrale di ogni altro
vertebrato sulla terra, ma siamo gli unici
bipedi! La colonna fatta così si è
sviluppata per selezione naturale per la
quadrupedia.

Mal di schiena

55
Adattamenti imperfetti 3

I cetacei possono mantenere l'apnea per tempi molto


lunghi. La risposta immediata all’immersione consiste
in un rallentamento del battito cardiaco (bradicardia) e
in una vasocostrizione periferica, che consente di
contenere il consumo della riserva di ossigeno
disponibile durante l’apnea. Ma durante uno sforzo fisico, come quello
necessario all’inseguimento delle prede, si attivano altri meccanismi che producono un
effetto contrario, cioè un aumento del battito cardiaco (tachicardia). Qual è l’effetto
combinato di queste due risposte sul cuore di questi animali?

Un aumento della frequenza di aritmie cardiache all’aumentare dello sforzo fisico e della
profondità. 56
Evoluzione e complessità 1

Astyanax mexicanus 

L’evoluzione NON porta necessariamente verso una


maggiore complessità

Rhamdia guasarensis Rhamdia quelen

Gli animali che abitano le caverne sono generalmente ciechi e depigmentati rispetto a
specie imparentate di superficie. Hanno perso gli occhi e pigmento come adattamento
alla vita in grotta. 57
Evoluzione e complessità 2

L’evoluzione della vita sulla terra sembra aver portato ad un aumento di


complessità (siamo passati da organismi unicellulari a pluricellulari), ma se
guardiamo gli organismi che hanno avuto più successo evolutivo (in termini di
biomassa, di adattamenti ad ambienti diversi) sulla terra questi sono i batteri. Il
maggior successo l’hanno avuto organismi con minore complessità.

«Un vertebrato è più complesso di un invertebrato per diversi aspetti, ma in


termini di successo adattativo nessuno può competere con i batteri, organismi
semplicissimi. Anche in termini di biomassa complessiva e di diversità la vita
sembra privilegiare archeobatteri, batteri ed eucarioti unicellulari»
58
Albero della vita
Diagramma che rappresenta la
varietà e l’evoluzione della vita
sulla Terra a partire da un antenato
comune.

«Forme basse e semplici


perdureranno a lungo se bene
adatte alle loro semplici condizioni
di esistenza» C. Darwin
59
Evoluzione umana 1

Rappresentazione lineare in cui ogni specie sembra derivare da quella precedente.


IMMAGINE FUORVIANTE: sembra suggerire la derivazione diretta di h. sapiens dagli
attuali scimpanzè!!!

Darwin ha scritto nell’Origine dell’uomo: “… non dobbiamo cadere nell’errore di credere


che il primitivo progenitore di tutto lo stipite delle scimmie, compreso l’uomo, fosse
identico, o anche rassomigliasse molto, a qualunque scimmia che esista oggi.” 

60
Evoluzione umana 2
Il cespuglio rappresenta correttamente le relazioni di parentela tra
le varie specie di esseri umani e di scimmie antropomorfe

Noi non discendiamo


da Neanderthal, e
tantomeno dallo
scimpanzè, ma abbiamo
antenati comuni
Scala temporale

61
sapiens neanderthal
Evoluzione umana 3

La compresenza di homo floresiensis,


denisova, neanderthal, sapiens in

Scala temporale
epoche recenti (40.000 anni fa) fa
ipotizzare che si siano verificati
alcuni incroci tra i diversi homo.

62
63
“Sarà una lunga battaglia, anche dopo che
saremo morti e sepolti… grande è il potere
del fraintendimento”

L’evoluzione per selezione naturale, come la maggior


parte delle teorie scientifiche complesse, è così ostica da
accettare perché va contro al senso comune, al nostro
modo di ragionare basato sull’intuito (il senso comune
dice che per avere un oggetto complesso occorre
l’intervento di un artefice)…

64
Il paradosso dei gemelli
Il senso comune, l’intuito, ci sono utili a interpretare i fenomeni
della vita di tutti i giorni, ma possono fallire se applicati al campo
scientifico

…l’intuito e il senso comune ci possono portare a conclusioni


sbagliate
65
Effetto Wile Coyote

66
Effetto Wile Coyote

 Ignorando la resistenza dell’aria, quale traiettoria seguirà la


pallina?

 Solo il 15% degli studenti delle superiori e dell’università ha


risposto correttamente (il 60% indica come corretta la risposta 1)

67
letture

69
Cos’hanno in comune Alien e una larva di
crostaceo? E il caduceo dei medici con il
verme di Medina? O i polpi con i
replicanti di Blade Runner? L’evoluzione
e la biodiversità come non le avete mai
lette

«Perché l’echidna ha il pene


quadricefalo, il serpente due emipeni e il
gorilla solo uno? Esistono animali
omosessuali? Perché i sessi sono solo
due, maschio e femmina? Come si
corteggiano gli squali?
70 E il coccodrillo come fa?»
Perché le giraffe hanno un collo così lungo e le
zebre hanno le strisce? Che nesso c'è tra una
folla di tifosi e un branco di gazzelle? "Il
torcicollo della giraffa" vi mostrerà il talento
architettonico delle termiti, il ruolo del caso
nella fuga delle gazzelle, la dittatura quotidiana
cui sono soggetti gli elefanti e la democrazia che
regna tra i bufali; vi parlerà dell'importanza della
Via Lattea per gli scarabei stercorari e vi svelerà
cosa hanno in comune i capezzoli umani e il
pene della iena. Il giovane biologo Léo Grasset
prende spunto da un soggiorno di sei mesi nello
Zimbabwe per descrivere con stile brillante e
ironico gli animali che popolano la savana,
mettendone in luce le caratteristiche evolutive,
talvolta ancora misteriose, e i comportamenti più
curiosi.
71
La teoria darwiniana dell'evoluzione - una delle
intuizioni più rivoluzionarie nella storia
dell'uomo - anche se per molti rimane chiusa
nei laboratori e negli articoli scientifici,
difficile ed esoterica, è presente in tutto il
pianeta, addirittura nell'intero universo. Con
essa possiamo interpretare quello che vediamo
attorno a noi, e usarla come strumento: per
salvare vite e disegnare automobili, progettare
antenne, programmare i tragitti dei pullman e
leggere i grandi romanzi della letteratura. Si
trova nei computer, nei robot, nelle sale
operatorie, alla NASA e nei parchi nazionali.

72
Stephen Jay Gould La zebra è bianca a strisce nere
ripercorre la storia del …il macabro pasto della vedova o nera a strisce bianche? Come
razzismo scientifico e dei nera; Rita e Cristina, gemelle mai non ci sono animali con le
goffi tentativi di calcolare siamesi dall'incerta identità; ruote? Perché le imperfezioni
quell'entità sfuggente che un'improbabile teoria del presenti negli organismi sono
è l'intelligenza. passato che tentava di conciliare prova dell'evoluzione?
scoperte geologiche e Creazione
divina; una Venere ottentotta che
fu la meraviglia vivente
all'inizio dell'Ottocento; il
braccio nero della bianca Hanna
West; meduse, dinosauri... E
altro ancora…

73
Razza: un concetto ancora oggi utilizzato nel dibattito politico-culturale e in
diverse aree scientifiche (antropologia, genetica, farmacologia, ...). Ma è
corretto usarlo? Secondo l'autore no. In questo libro, attraverso un percorso
storico-critico, si decostruisce il concetto di razza mostrando come esso non
corrisponda ad alcuna entità scientificamente riconoscibile e sia inutile per
comprendere le basi delle nostre differenze biologiche e culturali.
74

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