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DELITTI CONTRO LA

PERSONALITA’ DELLO STATO

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI ROMA


TOR VERGATA
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ALESSANDRO ROIATI
“CRIMINA MAIESTATIS”

• Fattispecie a tutela degli interessi fondamentali dello Stato


e tali da metterne in pericolo la stessa sovranità
(condizione extra ordinem).

• Di qui la necessità di anticipare la tutela e la soglia del


penalmente rilevante alla situazione di mero pericolo.

• Rischio di contrastare con le istanze sottese al principio di


offensività ed al diritto penale del fatto.
CODICE ROCCO
• I delitti contro la personalità dello Stato aprono il libro II
(Artt. 241-313) e sono suddivisi in cinque capi, collocati
al vertice della scala gerarchica dei beni giuridici in linea
con l’ideologia dell’epoca.

• Concezione dello Stato “persona” e non dello Stato


“comunità”, la tutela è estesa a tutte le articolazioni
statuali e cristallizzata sullo status quo.

• Previsione di macro-eventi bilanciati da una repressione


di stampo soggettivistico e puniti con pene draconiane.
Struttura delle fattispecie funzionale alla
anticipazione di tutela

• Delitti di attentato: deficit di determinatezza. Paradigma del “fatto diretto a…” e, in


origine, nessun riferimento all’idoneità dell’azione. Forma monosoggettiva poco
compatibile con il gigantismo ma funzionale alla repressione (es. vecchio art. 241
c.p.).
• Delitti associativi: puniti “per ciò solo”, a prescindere dalla realizzazione dello
scopo criminoso, difficile distinzione col mero accordo. Inoltre nei reati associativi
contro la personalità dello Stato manca l’indicazione del numero minimo di partecipi
ed è sufficiente un solo specifico delitto programmato (es. artt. 304-306 c.p.)
• Delitti di opinione: duplice forma dell’istigazione e del vilipendio. Tutelano la
fedeltà assoluta allo Stato mediante un’esasperata anticipazione di tutela (es. art. 266
c.p.).
AVVENTO DELLA COSTITUZIONE
Cambiamenti che investono struttura e
funzione dello Stato

 Art 5: Riconoscimento delle autonomie locali.


 Artt. 10 e 11 Limitazioni della sovranità e riconoscimento del
diritto sovranazionale.
 Artt. 18 e 21 libertà di associazione e libera manifestazione del
pensiero.
 Artt. 13, 25 e 27 principi di materialità, offensività, determinatezza
e colpevolezza.
 Lento adeguamento della Cassazione: introduzione del requisito
della “non inidoneità” per le fattispecie di attentato anziché
idoneità (possibilità Vs probabilità) e della pericolosità in concreto
per i delitti di opinione.
CONTRASTO AL TERRORISMO

• Inizialmente sconosciuto si impone all’attenzione del legislatore con gli anni ‘70
e porta all’approvazione dell’art. 289-bis c.p. (L. n. 191/1978-sequestro Moro).

• Legge n. 15/80 ed approvazione dell’art. 270-bis e dell’art. 280 c.p. a cui si


aggiunge una complessa disciplina del cd. “pentitismo”.

• Legge n. 438/2001 “associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale


o di eversione dell’ordine democratico”.

• Teorizzazione del diritto penale del nemico e dello “stato di eccezione” con
ulteriori anticipazioni di tutela.
DELITTI DI ATTENTATO
• Il paradigma è l’art. 241 c.p. modificato con la legge di riforma n. 85/2006.

• Il vecchio testo puniva: chiunque commette un fatto diretto a sottoporre il


territorio dello Stato o parte di esso alla sovranità di uno Stato straniero,
ovvero a menomare l’indipendenza dello Stato è punito con l’ergastolo”.
Inoltre comma 2: “fatto diretto a disciogliere l’unità dello Stato o a
distaccare dalla madre Patria una colonia…”.

• Il nuovo testo prevede che:


“Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chi compie atti violenti diretti
ed idonei a sottoporre il territorio dello Stato o parte di esso alla sovranità di
uno stato straniero, ovvero a menomare l’indipendenza o l’unità dello Stato
è punito…”.

Bene tutelato: sovranità dello Stato, indipendenza, unità del territorio.


STRUTTURA DELLA FATTISPECIE
• In precedenza “atti diretti a”: contrasto con il principio di offensività e
rischio di un diritto penale dell’intenzione.

• Attualmente requisito della violenza per non punire forme di lotta


democratica e requisito dell’idoneità, mutuato dal tentativo con il
medesimo contenuto probabilistico. L’univocità si ritiene implicita.

• Su questo modello art. 283 (Attentato contro la Costituzione dello Stato) e


art. 289 (Attentato contro organi costituzionali e assemblee regionali).

• Tecnica parzialmente diversa per art. 276 c.p. (Attentato contro il


Presidente della Repubblica). La genericità del verbo “attentare” può
essere compensata con i criteri tipici del tentativo, mentre il bene tutelato
rispecchia la doppia natura personale ed istituzionale del soggetto
passivo. Perplessità per pena invariabile dell’ergastolo a fronte di
condotte eterogenee (attenta alla vita, incolumità o alla libertà
personale).
ATTENTATO PER FINALITA’ TERRORISTICHE
O DI EVERSIONE
• Art. 280 c.p.: “chiunque per finalità di terrorismo o di eversione
dell’ordine democratico attenta alla vita o all’incolumità di una
persona…”
• Reintrodotto dalla L. n.15/1980 si caratterizza come:
 Fattispecie a dolo specifico alternativo
 Delitto aggravato dall’evento
• Problematica compresenza tra struttura dell’attentato e dolo
specifico. Il rispetto del principio di offensività impone una
interpretazione della norma quale fattispecie a pericolo concreto,
non solo rispetto ai beni della persona, ma anche rispetto al bene
della sicurezza dello Stato e della popolazione (a fronte del rischio
terroristico).
Art. 270-sexies c.p.
Condotte con finalità di terrorismo
• Sono considerate con finalità di terrorismo le condotte che, per la
loro natura o contesto, possono arrecare grave danno ad un Paese o
ad un’organizzazione internazionale e sono compiute allo scopo di
intimidire la popolazione o costringere i poteri pubblici o
un’organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal
compiere un qualsiasi atto o destabilizzare o distruggere le strutture
politiche fondamentali, costituzionali, economiche e sociali di un
Paese o di un’organizzazione internazionale, nonché le altre condotte
definite terroristiche o commesse con finalità di terrorismo da
convenzioni o altre norme di diritto internazionale vincolanti per
l’Italia”.
• Cass. 15 maggio 2014, n. 28009 su artt. 280 e 280-bis c.p. in riferimento
a condotte di esponenti del movimento No Tav: necessità del pericolo
concreto, non basta intento soggettivo.
Art. 270-bis c.p.

• Fattispecie tipica incentrata su “associazioni che si


propongono il compimento di atti di violenza con finalità di
terrorismo o di eversione…”

• Tutela anticipata (a prescindere dalla realizzazione dello


scopo criminoso) e diversificata a seconda dei ruoli senza che
sia previsto numero minimo di partecipanti.

• Inizialmente prevale interpretazione della fattispecie quale


reato di pericolo presunto che punisce anche attività
preparatorie ed organizzazioni rudimentali. Si sanziona
inoltre la mera “messa a disposizione”, senza effetto causale
tangibile.
• Preferibile invece la lettura più recente della norma
quale fattispecie a pericolo concreto fondato su
adeguatezza organizzativa rispetto agli obiettivi
perseguiti, anche in considerazione della definizione di
cui all’art. 270-sexies c.p.

• La partecipazione inoltre si evince dall’inserimento


organico e stabile nella societas e non sul mero
atteggiamento soggettivo di adesione al programma
criminoso.

• Cass. 13 luglio 2017 n. 50189; Cass. 4 marzo 2021, n. 8891


su adesione all’Isis.
Istigazione di militari a disobbedire alle leggi
• Art. 266 c.p.: Chiunque istiga i militari a disobbedire alle
leggi o a violare il giuramento dato o i doveri della
disciplina militare o altri doveri inerenti al proprio
stato…”

• Evidente deroga all’art. 115 c.p. e aggravante là dove il


fatto sia commesso pubblicamente (diff. con art. 414 c.p.).

• Corte Costituzionale ed interpretazione della fattispecie


come reato di pericolo concreto di provocare
comportamenti lesivi di beni tutelati da singole norme
incriminatrici, da valutare ex ante ed a base totale.

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