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Oggi

si è compiuta questa Scrittura


a cura di
Anna Grazia Casali

La presentazione ha delle transizioni e delle animazioni


Con la Lettera apostolica in forma di Motu proprio “Aperuit
illis”, Papa Francesco ha stabilito che “la III Domenica del
Tempo ordinario sia dedicata alla celebrazione, riflessione e
divulgazione della Parola di Dio”.
La lettera inizia con le parole del Vangelo di Luca ( 24,45)
«aprì loro la mente per comprendere le Scritture» .
È uno degli ultimi gesti compiuti dal Signore risorto, prima
della sua Ascensione. Appare ai discepoli mentre sono radunati
insieme, spezza con loro il pane e apre le loro menti
all’intelligenza delle Sacre Scritture. A quegli uomini impauriti
e delusi rivela il senso del mistero pasquale: che cioè, secondo
il progetto eterno del Padre, Gesù doveva patire e risuscitare
dai morti per offrire la conversione e il perdono dei peccati (Lc
24,26.46-47); e promette lo Spirito Santo che darà loro la forza
di essere testimoni di questo Mistero di salvezza (Lc 24,49).
E conclude: La domenica dedicata alla Parola possa far
crescere nel popolo di Dio la religiosa e assidua familiarità con
le Sacre Scritture, così come l’autore sacro insegnava già nei
tempi antichi: «Questa parola è molto vicina a te, è nella tua
bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica» (Dt
30,14).

Papa Francesco
Poiché molti hanno cercato di raccontare con
ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in
mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi
coloro che ne furono testimoni oculari fin da
principio e divennero ministri della Parola,
così anch’io ho deciso di fare ricerche
accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e
di scriverne un resoconto ordinato per te,
illustre Teòfilo,
in modo che tu possa
renderti conto
della solidità
degli insegnamenti
che hai ricevuto.
Luca ( 1,1-4)
Luca 4,14-21

In quel tempo, Gesù ritornò in


Galilea con la potenza dello
Spirito e la sua fama si diffuse
in tutta la regione.

Insegnava nelle loro


sinagoghe e gli rendevano
lode.

Venne a Nàzaret, dove era


cresciuto, e secondo il suo
solito, di sabato, entrò nella
sinagoga e si alzò a leggere.

Gli fu dato il rotolo del profeta


Isaìa; aprì il rotolo e trovò il
passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato
con l’unzione
e mi ha mandato a portare
ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare
l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò
all’inserviente e sedette.
Nella sinagoga, gli occhi di tutti
erano fissi su di lui.
Allora cominciò a dire loro:
«Oggi si è compiuta questa
Scrittura che voi avete ascoltato».
Nel suo Prologo Luca
ci ricorda

- che gli insegnamenti


di Gesù poggiano su
solide basi

- che Gesù fatto uomo


è determinante nella
vita di ognuno di noi
Dopo il battesimo nel Giordano ad opera di Giovanni Battista, dopo il periodo di 40 giorni nel
deserto e l’inizio della predicazione, la fama di Gesù si è diffusa nella regione della Galilea.

Lo troviamo, con la potenza dello Spirito Santo, che è sempre in lui, a Nazaret nella sinagoga
dove, leggendo dei versi del profeta Isaia, si propone come colui che è stato scelto da Dio per
una missione importante, in questo caso la salvezza di tutti gli uomini.
Il brano del Profeta Isaia diventa
il “manifesto” di Gesù.

La sua azione non sarà umana,


perché egli agisce con la potenza
di Dio e la presenza dello Spirito
Santo, e nelle sue opere viene
rivelato il progetto di Dio che ci
vuole salvi.

La sua missione è quella di


accogliere amare e radunare tutti
gli uomini per renderli liberi
dalla schiavitù del peccato che li
rende poveri, prigionieri e
ciechi.
A Nazaret, quel sabato, Gesù annuncia il
tempo nuovo, l’oggi di Dio, che non avrà più
avuto per protagonista l’uomo diviso da Dio,
ma “Dio fatto uomo”.

Gli ebrei nella della sinagoga diventano


testimoni dell’inizio di “un anno della grazia
del Signore”.

Per gli Ebrei, l 'anno di grazia era l'anno


giubilare che cadeva ogni 50 anni, durante il
quale si azzeravano i debiti e i crediti, lo
schiavo tornava in libertà, un terreno ritornava
di proprietà a chi era stato costretto a venderlo
per necessità.
Qui a dire che la terra, libera dal
peccato, torna ad essere «buona e
bella» come al momento della
creazione ed in stretto rapporto
con Dio.

Ora si vedranno i frutti, primo tra


tutti la giustizia.
Ora è il tempo della gioia.

Ma anche oggi si compie la nostra


Ora è il tempo della gioia piena
anche per noi.
Ora è il tempo della gioia
piena anche per noi

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