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Dopo il declino delle monarchie micenee raccontate da

Omero nell’Iliade…

Achille

Ettore
… sorsero governi aristocratici di nobili guerrieri:
gli àristoi, i migliori
CHI ERA “IL MIGLIORE” NELLA
MENTALITA’ GRECA?
• Il migliore era il più ricco e quello che poteva
vantare di essere nato da una famiglia nobile.
• I Greci chiamano EUPATRIDI (nati da un buon
padre) coloro che avevano questi due
requisiti. Sono eupatridi Achille, Aiace, Ulisse
nell’Iliade: essi rivendicano infatti la loro fetta
di potere e bottino rispetto ad Agamennone
che è un loro pari. La società sta cambiando.
L’idea della città cambia:
dalla cittadella fortificata micenea
… si passa ad una nuova concezione dello spazio
La polis si organizza su tre livelli
Cos’era dunque la polis?
• Quando i Greci parlavano di polis si riferivano
ad un organismo territoriale conformato come
nella diapositiva, dato dall’unità di centro
urbano e contado, ma si riferivano soprattutto
a una realtà politica (la parola polis e la parola
politica hanno la stessa radice, una vuol dire
stato, l’altra “arte di amministrare lo stato”)
che prevedeva che chi era al potere (gruppo
ristretto o tutto il popolo) gestisse il potere
stesso non per il proprio bene o per i propri
scopi, ma a nome di tutta la collettività
La nuova società è però caratterizzata da una
distinzione tra molto netta tra:
i nobili (eupatridi) che possiedono la terra
e il popolo (demos) senza terra da coltivare,
tanto più che alla fine del Medioevo ellenico si
registra un forte aumento demografico

Necessità di espatriare per cercare nuove terre


La prima colonizzazione (XIII- XII sec. a. C.)
La seconda colonizzazione (VIII-VII): la Magna Grecia
La seconda colonizzazione greca ha come impulso la
condizione di povertà del popolo dovuta alla
stenocoria (mancanza di terra)

I Focesi fondarono: Marsiglia


I Calcidesi fondarono: Reggio, Cuma, Napoli, Messina, Milazzo,
Imera e Catania
I Corinzi fondarono: Potidea, Corcira, Selinunte, Agrigento e
Siracusa
Gli Spartani fondarono: Taranto
I Dori fondarono: Cirene
I nuovi insediamenti venivano chiamati apoikie (dal
greco apò oikos= lontano da casa):

le nuove colonie erano legate culturalmente


alla madrepatria

ma erano completamente indipendenti,


cioè senza vincoli politici ed economici, se non
quello di commerciare preferenzialmente con
la madrepatria
La seconda colonizzazione fu molto più strutturata della prima . Era la
polis che organizzava lo spostamento di una parte di cittadini, ai quali
forniva mezzi di trasporto, supporto tecnico e organizzativo, armi. La
scelta della terra su cui sbarcare era probabilmente ispirata da racconti
di marinai e mercanti, ma anche da considerazioni più tecniche e
concrete come la facilità degli approdi o la presenza di colture
mediterranee che già erano familiari.
I Greci che partivano verso nuove terre si ponevano sotto l’autorevole
figura dell’ecista, uomo di estrazione aristocratica che in virtù del suo
prestigio veniva solennemente investito in madrepatria del compito di
fondatore della colonia.
Le terre su cui i Greci approdavano erano molto spesso abitate da
popolazioni autoctone (Lucani, Bruzi, Iapigi, Sanniti, Messapi…).Come è
facile immaginare, l’arrivo dei Greci provocò spesso guerre con tali
popoli anche se non mancano esempi di una convivenza pacifica.
Una volta arrivati ogni colono otteneva un pezzo di terra detto kleros
(pezzo di terra ottenuto in sorte) delle stesse dimensioni. Si costruiva
subito un tempio in onore degli dei della polis d’origine, la metropolis (la
città madre). Le divinità venerate erano le stesse, identica la lingua e il
bagaglio culturale. I coloni mantenevano la doppia cittadinanza; erano
per la maggior parte contadini, ma anche artigiani (per il fabbisogno
locale) o anche aristocratici andati in rovina.
Conseguenze (1)
Economiche: aumento dell’ artigianato e del commercio; alla
ricchezza fondiaria si affianca quella commerciale. Proprio nel VII
sec. a.C. si colloca l’introduzione della moneta, inventata dai Lidi,
popolo dell’Asia Minore, che la diffuse tra i Greci delle colonie
orientali. Inizialmente le monete erano piccoli lingotti metallici,
pesanti circa 400 grammi. In seguito furono costituite da una lega
d’oro e d’argento che le rese più maneggevoli, l’elettro, più avanti
ancora affiancato da monete d’argento e d’oro (queste ultime rare
in Grecia per la scarsità di giacimenti auriferi). Ogni città batteva una
propria moneta, che recava impresso un simbolo particolare, quello
delle nuove colonie avevano il simbolo della nuova colonia e della
madrepatria insieme. Con la moneta arrivò anche la pratica del
prestito a interesse ed essendo la moneta circolante ancora scarsa,
il denaro veniva prestato a interessi molto elevati. Da qui sarebbe
derivata una delle piaghe più radicate della società greca antica: la
schiavitù per debiti.
Conseguenze (2)
Sociali e Politiche: nascita della classe media
composta da artigiani e commercianti, nuova
antagonista dell’aristocrazia terriera. Nelle colonie
gli squilibri sociali sono molto meno evidenti,
perché le terre erano distribuite in parti uguali. La
condizione di maggiore parità economica favorì la
nascita di leggi scritte che garantissero l’ isonomia
(uguaglianza di fronte alla legge)
Conseguenze (3)
• Culturali: le nuove colonie permisero la diffusione
della civiltà greca in tutto il Mediterraneo. Il benessere
economico permise anche ad alcuni cittadini di
dedicarsi alla cultura e all’arte; la propensione al
dibattito e alla comunione di idee nelle colonie favorì
anche la nascita e lo sviluppo dell’arte oratoria e della
filosofia. La Magna Grecia diventò ben presto la culla
di importanti scuole di sapienza, prima fra tutte quella
di Pitagora, che originario dell’isola di Samo, emigrò a
Crotone dove fondò la sua scuola filosofica
Tetradramma ateniese
La moneta
 ogni città conia monete con un segno
particolare che ne permetta l’identificazione
 le prime monete erano ‘incuse’, cioè con
un’impronta incavata e non a rilievo

Moneta incusa di Sìbari


Moneta incusa di Taranto (circa 550 a. C.)
(VI secolo a. C.)
A partire dall’VIII sec. cambiano anche le strategie
militari: all’individualismo degli eroi omerici
si sostituisce la falange oplitica, fanteria di cui fanno
parte gli aristocratici ed i cittadini dei ceti medi
nella falange oplitica non conta l’eroismo individuale
ma la disciplina e la solidarietà con cui si mantiene il
posto assegnato:
l’integrazione del guerriero nel gruppo è anche
integrazione politica
Come la falange oplitica influì sullo
sviluppo di società a
partecipazione politica popolare?
• I contadini- soldato, chiamati ad armarsi “alla
leggera”, ad abbandonare le loro terre per difendere
la loro polis in caso di necessità, reclamarono una
maggior partecipazione del loro ceto sociale alle
decisioni della loro città. L’ecclesia, assemblea
popolare, che nelle società più antiche aveva solo un
ruolo formale, crebbe d’importanza politica nel corso
dei secoli.
Le varie forme di costituzione
presenti in Grecia
• Monarchia (assai rara): il re si chiamava Basileus ed era affiancato da un
consiglio di nobili anziani: la gherusia che poteva avere anche un potere
giudiziario (giudicare su un certo tipo di reati). Il re non era però un
monarca assoluto, ma doveva sempre dimostrare di governare per il bene
della collettività.
• Aristocrazia (governo dei “migliori”): a governare è un gruppo ristretto di
persone (oligarchia) che si fregia di discendere da famiglie nobili e
possidenti (eupatridi).Tali famiglie sono riunite in clan gentilizi che si
riconoscono nello stesso capostipite. La maggior parte delle terre è nelle
loro mani. Esistono assemblee popolari ma hanno solo un valore formale.
• Democrazia (governo del demos): tale tipo di costituzione si afferma in età
posteriore rispetto alle altre forme costituzionali e non in tutte le poleis (ad
esempio Sparta non fu mai democratica). Le costituzioni di questo tipo
danno voce al popolo e ai suoi rappresentanti e si articoleranno in vari
modi. Spesso le poleis greche avevano una costituzione mista.
I tiranni
Tra il VII e il VI secolo a. C. in molte città greche si affermano però
anche ordinamenti politici di natura timocràtica ( basati cioè sul
possesso della ricchezza, timè + cràtos= forza)
In tali ordinamenti spesso a capo delle polis troviamo una sola persona
detta tiranno. L’accezione negativa che si dà oggi a tale parola non è
presente necessariamente nella lingua greca. La figura del tiranno è
legata infatti alla formazione di una classe di nuovi ricchi che si va
formando subito dopo il processo di colonizzazione, grazie a commerci
internazionali. Tali persone dispongono di ingenti quantità di denaro da
spendere, con le quali finanziare lavori pubblici, spettacoli o dare lavoro
a chi non ne ha.
Attraverso quindi manovre demagogiche, spesso facendo promesse
impossibili da mantenere, questi personaggi riescono a guadagnarsi il
favore del popolo, che si affida a loro per scacciare i nobili, visti ormai
come una “casta” parassitaria che non fa nulla per eliminare le disparità
tra poveri e ricchi.
In un primo momento i tiranni governano per il bene del popolo e solo
secondariamente si comporteranno come monarchi facendosi cacciare
dalle polis.
Tale struttura politica, la tirannide appunto, fu particolarmente diffusa
nelle colonie.
I più famosi tiranni

Pìttaco
Pisìstrato 600 a. C.
550 a. C.

Polìcrate
Cìpselo VIII secolo a. C.
VIII secolo a. C.

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