Sei sulla pagina 1di 13

Incontro di studio P17092 - Scandicci 27.11.

2017
Particolare tenuità del fatto e sospensione con messa alla prova

Particolare tenuità del fatto


Art. 131 – bis c.p.
Reato continuato
• Sentenza n. 29897/2015
Unico disegno criminoso è ostativo per il riconoscimento del beneficio
La esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto di cui all'art. 131-bis cod. pen. non può essere dichiarata in presenza di più
reati legati dal vincolo della continuazione, e giudicati nel medesimo procedimento, configurando anche il reato continuato una ipotesi
di "comportamento abituale", ostativa al riconoscimento del beneficio. (Fattispecie relativa a reiterate violazioni di sigilli commesse per
portare a compimento l'esecuzione di lavori edilizi abusivi su un immobile sottoposto a sequestro)

• Sentenza n. 19932/2017
Non è ostativo perché non coincide con l’abitualità
La causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto di cui all'art. 131-bis cod. pen. può essere dichiarata anche in
presenza di più reati legati dal vincolo della continuazione, giacché quest'ultima non si identifica automaticamente con l'abitualità nel
reato, ostativa al riconoscimento del beneficio, non individuando comportamenti di per se stessi espressivi del carattere seriale
dell'attività criminosa e dell'abitudine del soggetto a violare la legge. (In motivazione, la Corte ha specificato che il giudice, in presenza
di un reato continuato, per decidere sulla meritevolezza o meno del beneficio da parte dell'imputato, è chiamato a soppesare - in
relazione alla modalità della condotta ed all'esiguità del danno o del pericolo - l'incidenza della continuazione in tutti i suoi aspetti, tra
cui la gravità del reato, la capacità a delinquere, i precedenti penali e giudiziari, la durata temporale della violazione, il numero delle
disposizioni di legge violate, gli effetti della condotta antecedente, contemporanea e susseguente al reato, gli interessi lesi ovvero
perseguiti dal reo e le motivazioni a delinquere
Reato permanente

• L’applicabilità del beneficio non è preclusa perché il requisito della non abitualità
non viene meno per via della permanenza. In tema di particolare tenuità del fatto, il
reato permanente, in quanto caratterizzato dalla persistenza, ma non dalla
reiterazione, della condotta, non è riconducibile nell'alveo del comportamento
abituale che preclude l'applicazione di cui all'art. 131-bis cod. pen., anche se importa
una attenta valutazione con riferimento alla configurabilità della particolare tenuità
dell'offesa, la cui sussistenza è tanto più difficilmente rilevabile quanto più a lungo si
sia protratta la permanenza (cfr. Cass. Pen. , Sez. III, 08-10-2015, n. 47039 (rv.
265448)
Profili processuali

• Applicabilità a qualsivoglia fattispecie di reato


• Nel limite della pena di 5 anni
• Anche per la responsabilità degli enti (d.lgs. n. 231/2001)
Fase archiviazione

• Ordinanza di archiviazione nulla se non preceduta da avviso ex art. 411 co. 1


bis c.p.p.
• Infungibilità avviso ex art. 408 c.p.p.
• Possibilità di cumulare i due avvisi in un unico atto
Sentenza predibattimentale ex art. 469 c.p.p.

• 1-bis. La sentenza di non doversi procedere è pronunciata anche quando


l'imputato non è punibile ai sensi dell'articolo 131-bis del codice penale,
previa audizione in camera di consiglio anche della persona offesa, se
compare (1)
• P.o. deve essere sentita altrimenti la sentenza è nulla, ma non ha un potere
ostativo
Art. 129 c.p.p.

• PRIMA TESI: non comprende la pronuncia ex art. 131-bis c.p. Infatti, non c’è
un dato normativo come nella sentenza predibattimentale
• SECONDA TESI: Sez. Unite Tushaj art. 129 c.p.p. comprende tutte le ipotesi
di cause di non punibilità, l’elencazione non è tassativa
Patteggiamento ex art. 444 e ss. c.p.p.
• PRIMA TESI: non si applica nel patteggiamento perché
- art. 131-bis c.p. richiede apprezzamento di merito incompatibile con art. 444 c.p.p.
- richiesta di patteggiamento comporta implicita rinuncia al riconoscimento della causa di
non punibilità (o subordinata?)
- art. 131-bis c.p. non contemplato da art. 129 c.p.p.
• ALTRA TESI: si applica nel patteggiamento perché
il giudice con art. 129 c.p.p. può pronunciarsi anche sulla particolare tenuità del fatto prima
ancora che sulla congruità di un’eventuale pena; è stato fatto l’esempio della prescrizione.
Allo stesso modo il Giudice può rilevare d’ufficio la particolare tenuità del fatto
Decreto penale di condanna ex art. 459 c.p.p.

• Ordinanza di rimessione alle Sezioni Unite – Sez. 1 n. 15272 del 2017, Rv.
269465: se il G.I.P. può rigettare la richiesta di decreto penale di condanna e
trasmettere gli atti al P.M. perché valuti la richiesta di archiviazione per
particolare tenuità del fatto
• Il P.M. non può fare ricorso per Cassazione per violazione del principio di non
regressione ad una fase precedente. Abnormità infatti è prevista solo per i
casi di rigetti per ragioni di opportunità o per casi non motivati.
Fase di merito

• Non previsto nel rito abbreviato


Fase esecuzione penale

• Cass. pen. Sez. I, 15-09-2016, n. 46567 (rv. 268069)


ESECUZIONE - Applicabilità in fase esecutiva della nuova disciplina di cui
all'art. 131 bis. cod. pen. - Esclusione - Ragioni
Il giudice dell'esecuzione non può applicare retroattivamente la disciplina di
favore della particolare tenuità del fatto, prevista dall'art. 131 bis cod. pen.,
poiché trattandosi di causa di non punibilità che non esclude la sussistenza del
reato, non può applicarsi la disciplina in materia di successione delle leggi
penali di cui all'art. 2 cod. pen. (Rigetta, G.i.p. Trib. Catania, 01/07/2015)
Sull’applicabilità dell’art. 131-bis c.p.
- Cass. Pen. Sez. Unite Tushaj

• Rileva la serialità del comportamento


• Riferimento a «più reati» non a più condanne
• Principio diverso dalla recidiva
• Più reati contestualmente all’esame del giudice
Riforma Orlando

• Ha disposto di introdurre una norma per cui la pronuncia di non punibilità ex


art. 131-bis c.p. non figuri nel certificato del casellario giudiziale
• Il P.M. dovrebbe occuparsi di verificare le iscrizioni al casellario giudiziale
• Rischio di riconoscimento una pluralità di volte della particolare tenuità del
fatto anche se si tratta di condotte abituali

Potrebbero piacerti anche