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Bezer Cristian - Campli Leonardo - Riva Andrea

Classe: 1B informatica Racconto: GIALLO

UN SORRISO D’ADDIO
INDICE

-CAPITOLO 1: UNA PAUSA IMPROVVISA

-CAPITOLO 2: IL DELITTO

-CAPITOLO 3: L’INTERROGATORIO

-CAPITOLO 4: LA SCOPERTA

TITOLO
CAPITOLO 1 Era martedì, dopo scuola, Sarah mi
scrisse di andare da lei a parlare di
una cosa importante, ma senza
dirmi di cosa si trattasse. Mi misi
le scarpe e andai. Arrivato a casa
sua mi aprì la porta con aria strana.
Mi disse di sedermi e iniziò a
parlare. Mi disse che tra noi era
finita, che non provava più nulla
per me e che era meglio non
vedermi più.
Quelle parole mi misero in confusione, mi chiesi se magari era uno scherzo
o se non stesse bene e di ripensarci e discuterne, ma lei nulla, non ne volle
sapere. Ritornai a casa e riflessi su quello che potrei aver sbagliato, ma
andava bene tra noi due, quindi sembrava strano che fosse finita.
Il giorno dopo, a scuola, vidi Sarah nei corridoi e provai a salutarla, ma mi
ignorò e andò con un gruppo di ragazzi, di cui il capo era Jack che le stava
continuamente attaccato, parlavano molto.
Dopo un po’ Jack se ne andò, quindi mi avvicinai e le chiesi perché stesse
parlando con lui e mi disse che era solo un amico, ma non le volevo credere.
Passarono giorni, Sarah e Jack si cominciarono a vedere più spesso e questa
cosa non mi stava bene.
CAPITOLO 2 Si avvicinò il Natale, dovevo
andare a fare delle compere e
dovevo prendere un paio di regali.
Mi avvicinai al reparto alimentare
quando vidi Sarah assieme a Jack.
Non mi videro e decisi di seguirli.
Dopo un po’ iniziarono a parlare
con un tono di voce alto, sembrava
stessero litigando.
Ad un certo punto Jack si girò come per andarsene e Sarah prese un coltello da un
contenitore infinzandolo.
Jack cadde a terra sanguinante,io mi avvicinai a lui chiedendo aiuto mentre Sarah scappò.
Arrivarono i soccorsi mentre io cercai Sarah per il supermercato, ma non la trovai, era
scappata. Poco dopo mi dissero che ormai non c’era nulla da fare, era morto.
La sera provai anche a contattare Sarah ma non mi rispose e la settimana dopo non venne a
scuola.
CAPITOLO 3 Un venerdì sera mi chiamò un
uomo dicendo di essere il
poliziotto che sta indagando sulla
morte di Jack e mi disse di vederci
il giorno dopo per l'interrogatorio.
Arrivato all’interrogatorio, Ryan, il
poliziotto a capo dell’indagine, mi
fece sedere in una stanza chiusa e
con scarsa luce in un tavolo
davanti a lui.
Iniziò a farmi domande banali tipo che hobby ho, in che scuola vado,
avvicinandosi sempre di più a domande del tipo, che stavo facendo il giorno del
delitto, se conoscevo il ragazzo ecc…
Io risposi tranquillamente a tutte le domande tranne quando mi chiese se sapevo
chi poteva aver ucciso Jack. Io non mi ero preparato per quella domanda quindi
rimasi in silenzio a pensare perché non potevo dire che era stata Sarah, quindi
preso dall’ansia gli dissi che era stato un signore dandogli descrizioni e
informazioni false.
Dopo avergli detto l'identikit, mi guardò con una faccia come se avesse capito che
stavo mentendo e mi disse che per oggi aveva finito e che sarei dovuto venire
anche il giorno per un altro interrogatorio.
Di sera,mentre stavo tornando a casa vidi Sarah che stava camminando da sola
per strada, quindi mi avvicinai a lei chiedendole subito come stava dato che non
rispondeva alle mie chiamate e anche perché non veniva più a scuola. Lei aveva
un’aria abbastanza triste e mi disse che non se la sentiva.
CAPITOLO 4 Camminammo per un pò e gli dissi che
sapevo cosa aveva fatto però l’avrei
coperta dando false informazioni e che lei
non se ne doveva preoccupare, lei disse
che non ero obbligato, ma io le dissi subito
che avrebbe funzionato. Gli dissi anche
che il giorno dopo avrei avuto un
interrogatorio con un poliziotto a cui ho
già dato un falso identikit e che se voleva
mi poteva accompagnare. Lei accettò.
Il giorno dopo ci incontrammo, stavamo per entrare ma Ryan ci disse che
dovevo entrare solo io e che lei doveva aspettare fuori. Mi sedetti e Ryan mi
chiese solo delle ultime informazioni, da lui date, sull’uomo che gli ho
descritto e dopo avergliene date, senza dirmi nulla, mi disse che potevo
anche andare. Stavo uscendo ed ero molto sorpreso e contento, potevo dire a
Sarah che era andato tutto bene e che potevamo continuare la nostra
relazione senza altri problemi. Però, quando uscii vidi Sarah, assieme a due
poliziotti e poco dopo venne anche Ryan dicendo che quello che gli ho detto
era tutto falso, che evidentemente sapevo chi era il colpevole e che dalle
indagini sembra anche una donna. Io non sapevo cosa rispondere, ero
pietrificato, mi aveva scoperto, era finita. Quando Sarah si intromise
dicendo “sono stata io”. Non potevo crederci, io ero fermo, non riuscivo a
fare nulla, ho visto solo lei che veniva portata dai poliziotti, guardandomi e
sorridendo.

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