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L'ETÀ DI 

 AUGUSTO: UNA NUOVA ROMA 

Di Eloksh Basel , Campli Leonardo, Sellan Gabriela


Peano Alessandro, Zennaro Mattia
INDICE:

-L'AFFERMAZIONE DI AUGUSTO

-LE RIFORME AMMINISTRATIVE E ISTITUZIONALI

-LA POLITICA ESTERA

-PROPAGANDA, SOCIETÀ E CULTURA

-LA MORTE E LA SUCCESSIONE DI AUGUSTO


 
L'AFFERMAZIONE DI AUGUSTO
La rivoluzione di Ottaviano
quando Ottaviano ritorna a Roma dopo la morte Di Cesare c'è una situazione
politica molto instabile e molti vogliono salire al potere approfittando del vuoto
lasciato da Cesare ognuno per portare avanti la propria idea politica.
per salire al potere Ottaviano dovette combattere 5 guerre civili due contro
Marco Antonio una con bruto una con cassio e una con Lucio Antonio la
battaglia è più importante e stata contro Marco Antonio ad azio combattuta
davanti alle coste greche contro le flotte Di Marco Antonio e sua moglie
Cleopatra questa battaglia non è stata solo militare anche perché alla fine di essa
facendo passare Marco Antonio come un traditore Ottaviano divenne salvatore
della patria
Il Principato una Il principato di augusto

nuova forma di
la nuova forma di governo creata da Augusto si può chiamare
Principato proprio perché Augusto si faceva chiamare princeps

governo Che significa il primo Augusto perseguiva un idea di governo


migliore, perché agiva solo con l'approvazione del popolo così
mantenendo un approccio repubblicano ma mantenendo
accentrati su di lui la maggior parte dei poteri così che
assomigliasse a una monarchia.

Riguardo a questo gli storici sono molto in disaccordo poiché


alcuni pensano che fosse solo una forma particolare di città-
stato altri pensano che sia effettivamente una monarchia ed
altri pensano che sia una forma di governo nelle quali le
decisioni sono influenzate sia dal Senato che da Augusto 
LE RIFORME
AMMINISTRATIVE
E ISTITUZIONALI

Un nuovo ceto di funzionari: i prefetti


Augusto riorganizzò radicalmente
l'amministrazione dello Stato, decentrando il
potere amministrativo e accentrandolo nelle sue
mani.
Le magistrature tradizionali non vennero mai
abolite: restarono, dunque, oltre al senato, i due
RIFORMA consoli, i pretori e i censori.
MONETARIA
DI AUGUSTO
Nel 23 a.C. Ottaviano affiancò una nuova magistratura, la Province: senatorie e imperiali:   
prefettura. I prefetti, nominati direttamente dal principe
erano: Ottaviano Augusto riorganizzò in modo radicale le
-il prefetto urbano, di prevenire e reprimere i disordini; province, distinguendo le province in senatorie e
-il prefetto dell'annona, che provveda ai rifornimenti imperiali. Le province senatorie erano governate
alimentari; da un proconsole, mentre le province imperiali,
-il prefetto dei vigili, che si occupava della prevenzione degli considerate più turbolente o perché minacciate
incendi e della vigilanza notturna;
dalle invasioni, furono poste sotto il diretto
-il prefetto del pretorio, che comandava il corpo dei
controllo del principe, che le governava attraverso
pretoriani (soldati che costituivano la guardia del corpo
del comandante dell’esercito romano e poi dell'imperatore).  funzionari di sua fiducia, i legati imperiali.
Di solito le nuove cariche erano affidate da funzionari di L'Egitto fa eccezione perché considerato
fiducia di Augusto. Ma in alcuni casi le affidava a membri direttamente possedimento di Augusto ed era
della classe dei cavalieri, il cui stipendio, garantito dal governata da uno specifico prefetto.
principe, era molto alto e anche la possibilità di acquistare
terre.
I tributi riscossi in province senatorie erano
versati nelle casse dello Stato mentre quelli
Il numero di membri del Senato venne ridotto a 600 e a loro
riscossi in province imperiali venivano versati
vennero attribuite cariche come governatore di province e il
nelle casse del principe.
comando delle legioni.
La politica liberista e la riforma monetaria
La riorganizzazione dello Stato attuata attraverso le
riforme di Augusto aveva prodotto un forte incremento
dei costi, dovuto soprattutto agli stipendi dei funzionari
e dei militari: era dunque divenuto necessario coniare
più moneta.

Inoltre, Augusto, attuò una politica economica o anche


"liberista". Queste attività furono favorite anche
da iniziative quali la costruzione di una imponente rete
stradale el’organizzazione di un efficiente sistema
postale.
VALORE DI OGNI MONETA CON LA
RIFORMA MONETARIA DI AUGUSTO
La riforma dell'esercito

Subito dopo la battaglia di Azio, Augusto aveva


licenziato molti veterani, pagandoli di tasca
propria, e aveva così ridotto le legioni da 50 a 25.

Inoltre, per evitare che si stabilissero legami troppo


forti fra soldati e comandanti, fu introdotto l’uso di
trasferire frequentemente gli ufficiali. Nonostante
le legioni fossero stanziate in zone spesso
disagiate, la riforma complessivamente ebbe
successo: gli strati bassi della popolazione ne
traevano un buon vantaggio economico; i
provinciali, arruolandosi, acquisivano la
cittadinanza romana; i veterani, quando lasciavano
l’esercito, ricevevano un appezzamento di terra in
una colonia, non lontano dal luogo in cui avevano
prestato servizio.
LA POLITICA
ESTERA
Le guerre di consolidamento:

Augusto condusse una lunga serie di campagne militari


con intento di protezione dei confini e di espansione
durate circa 40 anni durante queste guerre sconfisse
alcune tribù quali per esempio gli Asturiani (sconfitti
tra il 20-19 a.C.) mentre invece vennero sconfitte
anche alcune tribù Alpine per esempio i Salassi.
Nel 25 a.C. fu fondata la colonia di Augusta Pretoria.
Nel 16 a.C. fu  effettuata una spedizione nel Norico
(nuova provincia che era caratterizzata da miniere
d'oro e ferro). Successivamente furono sconfitti anche
Rezi , Vindelici e Liguri.
Battaglia di
Teutoburgo
• La disfatta di Teutoburgo e la
definizione di Limes :  Nel 7 a.C. venne
mandato a governare la nuova provincia Germanica Publio
Quintilio  un generale di Augusto. Un tempo queste tribù
si ritrovavano costrette a effettuare razzie quindi
Quintilio si aspettava un orda di barbari ma Quintilio trovo
un popolo già pronto ad essere romanizzato e provò quindi
ad adattare la popolazione alla cultura romana ma il
risultato fu una ribellione infatti nel 9 a.C. Quintilio fu
colto in un imboscata all'interno di una foresta e una volta
sconfitto si suicidò per non consegnarsi al nemico. A Roma
si temeva che questa aria di insurrezione si potesse
estendere fino alle Gallie e allora inviarono Tiberio che
sedò con la forza i ribelli
I Parti e la soluzione diplomatica : I Parti erano un popolo
erede della civiltà persiana erano una civiltà nata intorno al 3
secolo a.C. con capitale a Ctesifonte.

Questa civiltà andò in contrasto con Roma principalmente per


motivi economici infatti i Parti desideravano uno sbocco sul
mediterraneo mentre i Romani desideravano la Mesopotamia 
ma sfruttando questi interessi Augusto riuscì a farsi restituire
alcuni territori un tempo romani e i Parti entrarono sotto una
sfera di controllo Romana
Propaganda, società e cultura
Il nuovo benessere e la creazione del consenso:
I contadini potevano coltivare le loro terre, gratificati da una propaganda che
vedeva il ritorno all’agricoltura come il recupero della buona vita di un tempo,
quando Roma era diventata grande grazie alle virtù del suo popolo. Il commercio
cresceva e che comunicazioni con l’estero erano più agevoli. Come spesso accade
in condizioni di benessere, fiorirono le arti e le lettere, opportunamente protette e
sostenute anche finanziamente sia da Augusto sia dal suo amico e collaboratore
Mecenate.

Le immagini della propaganda Augustea:


Inspiandosi all’arte greca Augusto era ritratto in veste di console, pontefice
massimo o generale vittorioso. Queste immagini comunicavano ai cittadini la
convinzione di vivere nel migliore dei modi possibili, in quell’aurea aetas («età
dell’oro») di un tempo, che pero come cantavano i poeti del epoca stava ormai
tornando. L’arte divenne quindi un importante canale dell’ideologia del principe,
secondo un progetto preciso e globale ordito dallo stesso Augusto. Nella sola Roma
furono erette oltre 80 statue che lo ritraevano e per la prima volta si diffuse l’uso di
possedere oggetti personali con l’immagine del principe come segno di lealtà.
Le riforme «morali» e il rigore augusteo:
 Secondo la propaganda augustea, le sciagure che avevano afflitto Roma negli
ultimi decenni della dipendevano anche dall’abbandono delle antiche virtù e dalla
decanza della famiglia: i Romani, si sposavano sempre più raramente, il numero
delle nascite era in continua diminuzione,gli adulteri erano all’ordine del giorno.
Per combattere questo fenomeni, Augusto tra il 19 a.C e il 9 d.C, fece votare una
serie di leggi, denominate leges Iuliae, che miravano alla tutela della famiglia e del
mos maiorum. 

L’evoluzione della condizione femminile:


Da sempre i Romani avevano stabilito che le donne, se non avevano ascendenti
maschi, fossero sottoposte pero tutta la vita a un tutore, senza la cui autorizzazione
non potevano disporre dei loro beni,ora le donne potevano scegliere una figura di
riferimento che guidasse le loro scelte, ma anche revocarne il mandato. Inoltre, se
la prima sola parentela riconosciuta dal diritto romano era quella in linea
maschile, che escludeva qualsi rapporto di parentela tra madre e figli, poi si
cominciò a prendere in considerazione anche la discendenza in linea femminile,
anche in campo ereditario fu concessa alla moglie la possibilità di fare ereditare i
propri beni alla prole.
I germi di una nuova mentalità: la tesi di Paul
Veyne:
Lo storico Paul Veyne ha messo in luce che fra il I secolo
a.C. e il II secolo d.C. la visione della famiglia che aveva
contrassegnato i primi secoli di Roma, almeno fino alla
fine della Repubblica, subì un significativo mutamento,
al termine del quale si trovò a essere identica a quella
che poi sarebbe stata la morale cristiana del
matrimonio. Questo cambiamento va posto in relazione
non solo con un possibile influsso esercitato dal
cristianesimo ma anche con il contesto storico,
profondamente modificato dai tempi della Repubblica.
Dall’età di Augusto, i capi dei gruppi familiari, che per
secoli avevano affidato il loro prestigio alla capacità di
imporsi sugli altri, divennero in sostanza servitori del
principe e il loro successo cominciò a dipendere dalla
capacità di intrattenere buoni rapporti con i propri pari,
ciò produsse un cambiamento profondo nel modo di
pensare e nel comportamento.
LA MORTE E LA SUCCESIONE DI AUGUSTO 
La designazione di Tiberio:
Il 19 agosto del 14d.c. Augusto morì a Nola all'età di 76
anni. Aveva riorganizzato lo Stato, garantito la pace e
dato alla città di Roma uno splendore mai più
eguagliato. Nel tempo la forma politica che egli aveva
introdotto ha assunto i caratteri sempre più simili a una
monarchia e questo probabilmente le consenti di durare
secoli. Un anno prima di morire Augusto depositò le
vestali, cioè un testamento nel quale
stabiliva Tibero come suo successore.
Questa scelta fece nascere la tradizione che il comando
passasse per diritto di nascita e non per le qualità della
persona scelta.
Il Senato e la prosecuzione del
principato
  
Sentendosi prossimo alla morte e non avendo altri eredi
Augusto chiamò Tiberio in patria e questi , alla morte del
princeps (Augusto), si presentò in senato dichiarando di
voler rinunciare a tutte le
Cariche e ritirarsi a vita privata . 
A quel punto, però, fu acclamato imperatore e invitato ad
assumere i poteri che erano stati di Augusto: anche se
formalmente il titolo di Princeps non era ereditario , in tal
modo il senato rispettò la volontà di Augusto e Tiberio
divenne il nuovo signore di Roma.
La maggior parte dei senatori era ormai consapevole del
fatto che il principato rappresentava la sola formula
efficace per governare su Roma e conservare la pace così
faticosamente conquistata

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