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Storia delle crociate

Il secolare confronto tra


Occidente e Oriente
Un’introduzione poetica: La
Gerusalemme liberata

Canto l'arme pietose e 'l capitano


che 'l gran sepolcro liberò di Cristo.
Molto egli oprò co 'l senno e con la mano,
molto soffrí nel glorioso acquisto;
e in van l'Inferno vi s'oppose, e in vano
s'armò d'Asia e di Libia il popol misto.
Il Ciel gli diè favore, e sotto a i santi
segni ridusse i suoi compagni erranti.
(T. TASSO, La Gerusalemme liberata, 1581; Proemio, I, 1)
Una nuova ispirazione dopo
mezzo millennio

 Ilsignificato del poema si può trovare


nel rinnovato spirito di crociata del
XVI secolo, all’indomani della
battaglia di Lepanto
 Minaccia dell’espansione turca e
necessità di unità tra i principi cristiani
 Rievocazione della gloria della Prima
crociata
L’antefatto: il Concilio di
Clermont (1095)

 Ilpapato di Urbano II e il proseguimento del


progetto gregoriano
 L’affermazione del papato come guida della
cristianità e l’affermazione della superiorità del
vescovo di Roma
 Sviluppo della riforma cluniacense
 L’appello alla Pax Dei
 La minaccia turca e le difficoltà dei pellegrini in
Terra Santa
Le ragioni profonde

«La crociata si presentava come una via di


 Ripresa economica dell’anno libertà per i monaci costretti al chiostro, una
Mille speranza per i figli diseredati, un grande
sfogo alla nobiltà turbolenta e povera che si
 Crescita demografica massacrava nelle guerricciuole locali. E tutti
 Tendenza espansiva della avevano davanti agli occhi luminose città,
ricchezze fantastiche, femmine bellissime. In
cristianità
più, il Paradiso»
 Necessità di pacificare G. VOLPE, Il Medio Evo, Laterza 1990 (I ed.
l’endemica violenza feudale 1926), p. 196)
I cristiani e la guerra nell’Impero romano

 Il conflitto interno al Cristianesimo: ubbidienza civile e ubbidienza


religiosa
 Il momento di svolta: Costantino e la battaglia di Ponte Milvio (312)
 Le due versioni della visione di Costantino: Eusebio e Lattanzio
 Progressiva cristianizzazione dell’impero: il Concilio di Arles (314)
Dal rifiuto della guerra alla sua
giustificazione: Sant’Agostino
 L’uccisione in guerra come omicidio e peccato
 La cristianizzazione dell’impero e l’attività dei cristiani in
sua difesa
 Sant’Agostino: la fine dell’impero, le invasioni dei barbari,
le eresie. La giustificazione dell’uso delle armi
 Dall’attesa della Gerusalemme «celeste» al regno di Dio
nella Chiesa
 Dall’Antico al Nuovo Testamento: la guerra come volere di
Dio
 Dichiarata dall’autorità legittima (lo Stato)
 Ristabilire la giustizia, difendere la patria, recuperare beni sottratti
ingiustamente
 Condotta da soldati privi di odio e interessi personali
La Chiesa in difesa: pagani,
eretici, infedeli
 Fine dell’impero e difesa della Chiesa
 Il Papato e i Franchi
 Le nuove invasioni barbariche e la necessità di
difendere (e poi espandere) il cristianesimo dai
«nemici di Dio», «nemici della fede», «nemici di
Cristo», «seguaci del demonio», ecc.
 La distruzione della basilica costantiniana del
Santo Sepolcro (1009)
 La lotta tra arabi e iberici: la testimonianza di
Rodolfo il Glabro (1035)
Dalla difesa alla Reconquista
La crociata prima della crociata
 Formazione dei primi regni cristiano-
iberici
 Alfonso I e il Regno delle Asturie
 Alfonso II e Alfonso III e l’inizio del
conflitto con gli arabi
 Lo sviluppo successivo: Contea di
Castiglia e Regno di Navarra
 Una società di guerrieri e contadini
La Spagna tra XI e XV secolo. Il
compimento della Reconquista
 Disgregazione dell’Emirato di Cordoba e guerra civile
 Nel 1085 Alfonso VI conquista Toledo, culla dell’antico
regno Visigoto
 Alfonso viene nominato «Imperatore di tutta la Spagna e
signore delle genti delle due religioni». Tentativi di
convivenza tra fedi diverse
 Sviluppo economico dei vari regni: agricoltura, pastorizia,
commerci
 Nel 1212 Alfonso VIII di Castiglia sconfigge gli Almohavidi
a Las Navas de Tolosa, e elimina definitivamente la minaccia
araba
 Affermazione dei grandi regni di Castiglia e Aragona,
unificati nel matrimonio tra Isabella e Ferdinando (1469)
 Fine della presenza araba in Spagna con la caduta di Granada
(1492)
La prima crociata: i fondamenti teologici
 La concezione della storia di Urbano II
 Visione teologica del rapporto storico tra Dio e i fedeli
I pagani come punizione di Dio per i peccati degli uomini
 La crociata come pentimento e riconciliazione
 L’unitàdello spirito di crociata tra Occidente (Reconquista)
e Oriente (crociata)
 La definitiva santificazione della guerra: la crociata come
pellegrinaggio (armato)
 Equiparazione di «cavaliere» e «penitente»
I presupposti storici
 Dalla presa di Toledo alla riscossa araba: la
Reconquista in bilico
 L’invasione selgiuchide e la sconfitta bizantina
a Mantzikert (1071)
 Appello dell’imperatore Alessio I Comneno ai
cristiani latini per l’invio di mercenari a
sostegno dell’esercito bizantino «Fu come un terremoto: le urla, il sudore, i brividi di
paura, e non ultime le orde dei turchi che galoppavano
 L’ampiezza del progetto bizantino: tutt’intorno a noi [...] Poteva forse esserci visione più
riavvicinamento delle chiese dopo lo scisma pietosa dell’intero esercito imperiale in fuga,
dell’imperatore indifeso, di tutto lo stato romano
del 1054, all’interno dell’ottica cesaropapista, sopraffatto, con la consapevolezza che l’impero stesso era
rifiutata dal papato sull’orlo del baratro?»
(in J.J. NORWICH, Bisanzio. Splendore e decadenza di un
 Il giuramento dei principi impero, Mondadori, p. 263)
Il Decreto di Clermont

«A ogni persona che abbia preso la via di Gerusalemme con


l’intenzione di liberare la Chiesa di Dio, per spirito religioso e
non per averne onore e denaro, sarà riconosciuto come atto di
penitenza il viaggio che fa»

 La spedizione militare diventa sostitutiva di ogni


penitenza richiesta per i cristiani
 La crociata stessa viene intesa come un
pellegrinaggio, e il cavaliere associato a un
pellegrino
Scopo e natura della spedizione

 Liberazione di Gerusalemme e
del Santo Sepolcro
 Liberazionedei cristiani dalla  Esortazione alla religiosità dell’impresa
dominazione saracena  Fraternitàtra fedeli in Cristo (senza
 Riacquisizione dei domini un distinzione tra Occidente e Oriente)
tempo cristiani  Giustezza della guerra (Sant’Agostino)
 Guerra contro una potenza
straniera e non contro una
religione
La crociata come strumento di salvezza

 Differenza con la Reconquista spagnola


 Equiparazione di crociata e
pellegrinaggio, e con ciò sua
santificazione
 La crociata, dunque, diventa in questo
modo un’iniziativa del papa, e non dei
sovrani
 Intensità della propaganda volta a farne
un conflitto cosmico-universale
 I cavalieri presentati come milites Christi
Le otto grandi crociate
 I crociata (1096-1101) – conquista di Gerusalemme
 II crociata (1147) – Luigi VII di Francia e Corrado III di Svevia. Sconfitta di
Damasco e fallimento
 III crociata (1189-1192) – Crociata dei re: Filippo II, Riccardo I Cuor di Leone,
Federico I Barbarossa. Accordo tra Riccardo e Saladino
 IV crociata (1204) – Crociata veneziana: conquista di Costantinopoli
 V crociata (1217-1221) – presa di Damietta. Incontro tra S. Francesco e il sultano al-
Malik al-Kamil
 VI crociata (1228-1229) – Federico II di Svevia. La crociata «pacifica»
 VII (1248-1254) e VIII crociata (1270) – le crociate di San Luigi IX
Le principali vicende della Prima crociata
 Organizzazione dei diversi corpi dell’esercito crociato
 Goffredo di Buglione
 Baldovino I
 Ugo di Vermandois
 Boemondo di Taranto e Tancredi d’Altavilla
 Raimondo di Tolosa
 Roberto di Normandia, Stefano di Blois, Roberto di Fiandra
 Arrivo presso Costantinopoli (1096-1097) e prime tensioni tra crociati e bizantini
 Partenza dell’esercito e primi divisioni tra i capi crociati. Separazione di Baldovino I e conquista di Edessa.
Fondazione della contea di Edessa, primo regno crociato
 Conquista di Antiochia da parte di Boemondo di Taranto
 Arrivo a Gerusalemme (7 giugno 1099) e inizio dell’assedio. Difficoltà delle operazioni
 Riorganizzazione dell’esercito crociato e assalto finale (13-15 luglio 1099)
 Presa di Gerusalemme e massacro degli abitanti
 Goffredo eletto Advocatus Sancti Sepulchri, rifiuta il titolo di Re di Gerusalemme, che sarà acquisito, alla sua
morte, dal fratello Baldovino, primo re di Gerusalemme
 Costituzione dei regni crociati e fine della Prima crociata
I regni cristiani alla fine della
Prima crociata

Contea di Edessa – Baldovino I


(fino al 1100, poi Baldovino II)

Principato di Antiochia –
Boemondo I

Contea di Tripoli – Raimondo IV


di Tolosa

Regno di Gerusalemme –
Baldovino I (dal 1100)
Conclusioni
 Fragilità dei regni cristiani e loro divisioni
 Riunificazione del potere arabo sotto Salah ad-din
(Saladino)
 Riscossa musulmana: battaglia di Hattin e
riconquista di Gerusalemme (1187)
 Inutilità delle successive crociate e perdita dello
spirito che le aveva animate
 Trasformazione dell’espansione cristiana in
penetrazione commerciale, in particolare da parte di
Genova e Venezia
 Definitiva separazione tra Oriente e Occidente, tra
Cristianesimo e Islam
G. TABACCO – G. MERLO, Medioevo, il
Mulino 1989

«La penetrazione cattolica al di fuori


dell’Europa, agli inizi segno di vitalità
dell’Occidente, non riesce a consolidarsi, né
tanto meno a espandersi, così per la pressione
del mondo islamico, come per limiti interni
alla società occidentale, in cui i disegni
universalistici e del papato e dell’impero non
giungono a tradursi in salde strutture politiche
ad ampia e unitaria direzione»
E. PORTELA, L’espansione dell’Occidente: il Mediterraneo orientale,
in AA.VV., Storia del Medioevo, B. Mondadori 2008

«Nel farne il bilancio, gli storici tendono a


giudicare con durezza il movimento crociato;
indubbiamente, fatto il confronto con la pochezza
del risultato finale, il poderoso spiegamento di
mezzi e i gravi inconvenienti che ne derivarono,
non c’è posto per il trionfalismo. Tuttavia, come
espressione delle trasformazioni dell’Europa
nell’XI e XII secolo, le crociate continuano a
conservare tutto il loro potere d’incanto»
J. LE GOFF, Il cielo sceso in terra. Le radici
medioevali dell’Europa, Laterza 2007

«Oggi i musulmani, i quali non hanno nulla da invidiare ai


cristiani sul terreno della guerra santa, dissotterrano il
ricordo dell’aggressione rappresentata dalle crociate come
una rivendicazione storica nei confronti dei cristiani. Mi
sembra, al di là di questo conflitto, che le crociate
sanciscano la fine di un’illusione della cristianità europea,
l’idea che la capitale della cristianità si trovi a
Gerusalemme. Da questo punto di vista il fallimento delle
crociate costituì una condizione assai favorevole per
l’unione europea. Esso sigilla la coincidenza per molto
tempo fra cristianità ed Europa»
J. FLORI, Le crociate, il Mulino 2003

«Quando predicò la crociata, Urbano II


voleva che la cavalleria occidentale si
mettesse al servizio della cristianità tutta, e
che nascesse una ‘nuova cavalleria’, che
avesse dei valori etici fondamentali e la
crociata come ideale. In rapporto a questo, il
suo tentativo è in buona parte fallito, poiché
la cavalleria restò laica e si diede da sé una
propria etica e una propria ideologia, che
comprendeva valori profani oltre che valori
religiosi»
S. RUNCIMAN, Storia delle crociate, Einaudi 1966
«L’epoca delle crociate è una delle più importanti della storia della
civiltà dell’Occidente: nel momento in cui esse ebbero inizio
l'Europa stava appena risorgendo dal lungo periodo delle invasioni
barbariche, conosciuto come gli ‘evi bui’; e quando terminarono era
appena iniziata la fioritura del Rinascimento; tuttavia non possiamo
attribuire ai crociati nessun influsso diretto su questo sviluppo […]
Salvo l’accresciuta estensione del dominio spirituale di Roma, il
principale beneficio che la cristianità occidentale ricavò dalle
crociate fu di carattere negativo. Quando esse ebbero inizio, i centri
più importanti della civiltà si trovavano in Oriente, a Costantinopoli
e al Cairo; quado giunsero al termine, la civiltà aveva trasferito il
suo quartier generale in Italia e nei giovani paesi dell’Occidente»

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