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LA SINISTRA STORICA

1876-1914
Ministeri della sinistra storica: 1876 - 1896 e 1903-1914

Ministero De Pretis (1876 - 87) 1878: muore Vittorio Emanuele II e


lo succede Umberto I (1878 - 1900)
1° Ministero Crispi (1887 - 1891)

1° Ministero Giolitti (1892 - 1893)

2° Ministero Crispi (1893 - 1896)

Due parentesi di governo della DESTRA: 1896 = inizio «crisi di fine secolo»
Ministero Di Rudinì (1896 - 1898)
Ministero Pelloux (1898 - 1900) 1900: uccisione del re Umberto I
Età giolittiana (1903 - 1914): per mano dell’anarchico Gaetano Bresci,
2°, 3°, 4° Ministero Giolitti sale al trono Vittorio Emanuele III (1900 – abdica nel maggio 1946)
Le ragioni della caduta
della Destra storica
1876
• la Destra raggiunge il pareggio di bilancio vincendo la sua battaglia, ma ne esce
logorata e sempre più divisa internamente;
• la Destra si presenta divisa nella discussione alla Camera di un progetto
governativo per il passaggio alla gestione statale delle ferrovie

Il governo Minghetti perde l’appoggio della maggioranza e cade.


SVOLTA
PARLAMENTARE
Diventa I Ministro Agostino De Pretis, esponente della Sinistra
Chi era la Sinistra Storica?
La Sinistra che salì al potere aveva decisamente attenuato la sua originaria
visione democratica: ora comprendeva al suo interno anche componenti
moderate se non conservatrici.
 era un raggruppamento eterogeneo in cui confluivano istanze liberali
progressiste, repubblicane e riformiste desiderose di una reale modernizzazione
del paese (=obiettivo finale).
 comprendeva ex mazziniani, garibaldini, ricchi di esperienza cospirativa e forgiati
nella mobilitazione risorgimentale
 Espressione di un ceto imprenditoriale in ascesa (industriali del Nord)
interessato allo sviluppo industriale dell’Italia e dei ceti agrari del Sud (borghesia
agraria del Sud) che aspiravano ad una maggiore partecipazione alla gestione
dello Stato.
De Pretis aveva militato nella
Giovine Italia

Ministero De Pretis (1876-87)


Obiettivo: la democratizzazione dello Stato
(=estensione della base elettorale)

Politica estera
Politica interna
(avvio di una politica coloniale)
• 1876-77: inchieste sociali (es. Inchiesta Jacini) • 1881: la Francia occupa la Tunisia creando il malcontento
• 1877: riforma scolastica (Legge Coppino) dell’Italia che da tempo guardava con interesse quel paese
dove era una vasta comunità di italiani
• 1880: abolita tassa sul macinato;
• 1882: Triplice Alleanza (difensiva, filotedesca e
• 1883: abrogato il corso forzoso antifrancese) per uscire dall’isolamento ed entrare nella
• 1882: riforma elettorale e trasformismo (per costruire di una vasta logica di potenza che caratterizzava le grandi potenze
maggioranza parlamentare moderata) imperialiste (ricerca di prestigio internazionale)
• 1887: svolta protezionistica (volta a proteggere l’economia • 1887: avvio dell’espansione coloniale nella Baia di Assab,
nazionale dalla concorrenza straniera mediante interventi statali, nel porto di Massaua. Eccidio di Dogali conseguente al
es. dazi doganali). Politica voluta dagli agrari del Sud e dagli tentativo italiano di penetrare nell’entroterra.
industriali del Nord. Conseguenza: peggioramento delle condizioni
di vita delle masse popolari ed emigrazione.
In gioventù fervente democratico e mazziniano, sposa la causa
monarchica. Ammiratore convinto di Bismark.

1° Ministero Crispi (1887-91)

Politica estera
(aggressiva politica coloniale)
Politica interna
• 1887: rinnovo della Triplice Alleanza (perché orientamento decisamente
ostile di Crispi nei confronti della Francia)
• Svolta autoritaria per creare uno Stato forte (tiene per sé anche i • 1888: inizio della Guerra doganale tra Italia e Francia: la Francia, irritata
ministeri dell’Interno e degli Esteri; rafforza i poteri del governo a per al politica ostile di Crispi, introduce una tariffa doganale
scapito del parlamento). discriminatoria nei confronti dei prodotti italiani. Crispi reagì
aumentando del 50% le tariffe sui prodotti francesi.
• 1888: riforma dell’apparato amministrativo: introduce il suffragio
• 1889: firmato il Trattato di Uccialli con il negus Menelik di Etiopia:
universale maschile (per chi sa leggere e scrivere)nelle elezioni
comunali e provinciali; rende elettiva la carica di sindaco nei riconosceva i possedimenti italiani in Eritrea e il protettorato italiano
sull’Etiopia e Somalia. N.B.: controversa interpretazione del trattato
comuni più numerosi. poiché il termine «protettorato» venne tradotto e interpretato nella
• 1889: codice penale Zanardelli: abolisce la pena di morte e lingua locale di Etiopia come «patto di amicizia».
riconosce una limitata libertà di sciopero. • 1891: Crispi è messo in minoranza e rassegna le dimissioni perché la sua
intenzione di riprendere la politica coloniale, mentre l’Italia attraversava
• 1889: legge di pubblica sicurezza: restrizione dei diritti sindacali e una grave crisi economica, non è condivisa nell’ambito della
aumento dei poteri della polizia. maggioranza.
1° Ministero Giolitti (1892-93)
Politica interna

• 1893: culmine di violenza del moto di protesta popolare dei Fasci siciliani
(fascio=unione). La guerra doganale con la Francia aveva causato la crisi
economica dell’isola, quindi operai, artigiani, zolfatari e contadini
organizzavano lotte di resistenza per condizioni di vita e di lavoro migliori.
Giolitti non fece ricorso a misure eccezionali e questa scelta lo fece apparire
«debole», incapace di affrontare con decisione situazioni di pericolo.
• 1892-93: Scandalo della Banca romana. La Banca romana aveva commesso
numerose irregolarità: es. stampa delle lire in eccedenza rispetto ai limiti di
legge , finanziamento delle campagne elettorali di uomini politici, concessioni
ai politici di prestiti vantaggiosi. Il fatto era emerso nel 1889 quando Giolitti
era ministro del Tesoro di Crispi.
• 1893: accusato di aver coperto le irregolarità della Banca romana quando era
ministro del Tesoro, Giolitti si dimette.
2° Ministero Crispi (1893-96)

Politica interna Politica estera

• 1893: Riforma bancaria: istituisce la Banca d’Italia con • 1885: Crispi rivendica il rispetto da parte dell’Etiopia
monopolio dell’emissione del denaro e funzione di dell’interpretazione italiana del Trattato di Uccialli e ordina
controllo dell’intero sistema bancario. alle truppe italiane di penetrare nel territorio italiano.
• 1896: sconfitta di Adua e dimissioni di Crispi. Di Rudinì
• 1893-94: proclama dello stato d’assedio succede a Crispi e firma il Trattato di Addis Abeba con cui
(sospensione tot. o parziale delle libertà dei cittadini) e l’Italia rinunciava a qualsiasi pretesa sull’Etiopia e limitava
repressione dei fasci siciliani. il suo dominio coloniale all’Eritrea e alla Somalia.
• 1894: leggi anti-socialiste: limitata la libertà di (= battuta d’arresto alle ambizioni coloniali italiane)
stampa e di associazione.
1896: inizio «crisi di fine secolo»
Ministero Di Rudinì (1896 - 1898):

• 1898: moti del pane. La crisi economica e il cattivo raccolto del grano determinarono
un aumento improvviso del prezzo del pane e una ondata di manifestazioni di protesta
popolare che percorse il paese. La più grave scoppiò a Milano il 6 maggio dove il
generale Bava Beccaris ordinò ai suoi uomini di sparare sulla folla che protestava,
utilizzando anche l’artiglieria. Filippo Turati viene catturato e condannato al carcere.
Umberto I conferì a Bava Beccaris un’alta onorificenza.

Ministero Pelloux (1898 - 1900):

• 1899-1900: Pelloux emana una serie di leggi eccezionali che limitavano decisamente la
libertà di stampa e la libertà di riunione (gli scioperi). Questi sono gli anni di massima
tensione della cosiddetta crisi di fine secolo.
• 29 luglio 1900: l’anarchico Gaetano Bresci, per rivendicare i morti di Milano, uccide il re
Umberto I.
L’età giolittiana (1903-14)
Politica interna Politica estera

• Neutralità del governo nei conflitti tra • 1902: accordo con la Francia per la
lavoratori e imprenditori spartizione del Nord Africa
• 1904:Leggi speciali per il Mezzogiorno • 1910: riavvicinamento dell’Italia alla
• Elezioni del 1904 Triplice
• 1905: statizzazione delle ferrovie • 1911: guerra per la conquista della
• 1912: suffragio universale maschile Libia
• • 1912: pace di Losanna
1913: Patto Gentiloni e elezioni
Un bilancio del Giolittismo
Meriti Limiti

• • Rinuncia ad una politica forte di grandi ideali,


Sostegno alle forze più moderate della
società: borghesia e proletariato per sostenere invece una politica debole,
incerta, neutrale, costruita attraverso
• Inclusione nel sistema liberale di quei compromessi con forze politiche differenti
movimenti considerati sovversivi: il • Costruzione di una «dittatura
movimento operaio e il PSI parlamentare» attraverso il controllo delle
• Tendenza ad allargare l’intervento Camere, ottenuto a sua volta grazie ad
alleanze elettorali volte ad ottenere una
statale volto a correggere gli squilibri solida maggioranza
sociali

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