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24 CFA CORSO DI PEDAGOGIA

MUSICALE
CONSERVATORIO DUNI MATERA

L’INTELLIGENZA MUSICALE
PROF.SSA STEFANIA CARULLI
LA PSICOLOGIA
LA PSICOLOGIA NASCE INTORNO ALLA METÀ DELL’OTTOCENTO (NEL 1879 PRESSO L’UNIVERSITÀ DI LIPSIA
VIENE CREATO IL PRIMO LABORATORIO DI RICERCA PSICOLOGICA DA PARTE DI WUNDT). LA PAROLA
PSICOLOGIA, DI ORIGINE GRECA, SIGNIFICA «DISCORSO INTORNO ALL’ANIMA» E DESIGNA UNA DISCIPLINA
CHE VUOLE FORNIRE UN’INTERPRETAZIONE SCIENTIFICAMENTE FONDATA DELLE FUNZIONI MENTALI.
• TITCHENER NEGLI USA DÀ VITA ALLO STRUTTURALISMO, SECONDO CUI LA PSICHE SAREBBE COMPOSTA
DA ELEMENTI FONDAMENTALI CHE DANNO ORIGINE AI PROCESSI MENTALI COMBINANDOSI TRA LORO.
MEDIANTE IL METODO SPERIMENTALE LO PSICOLOGO INDAGA LA COSCIENZA PER COMPRENDERE LA
STRUTTURA DELLA PSICHE. PER ALMENO 40 ANNI LO STRUTTURALISMO È STATO IL SISTEMA PIÙ
ORGANICO E RIGOROSO, COSTITUENDO IL PUNTO DI RIFERIMENTO PER QUASI TUTTE LE ALTRE SCUOLE.
DALL’OSSERVAZIONE EMPIRICA DEI PRIMI STUDI SI PASSA ALLE FORME PIÙ ORGANICHE:
• GESTALTPSYCHOLOGIE (PSICOLOGIA DELLA FORMA - 1912): L’INSIEME È UN QUALCOSA CHE VA AL DI LÀ
DELLA SEMPLICE SOMMA DELLE SUE PARTI MINUTE (I MAGGIORI CONTRIBUTI DI QUESTA SCUOLA SONO
LEGATI ALLO STUDIO DELLA PERCEZIONE).
• PSICOLOGIE DEL PROFONDO: FREUD (FINE ‘800) INDIVIDUA UNA PLURALITÀ
DI LIVELLI DELLA FUNZIONE MENTALE (INCONSCIO O ES – NON
DIRETTAMENTE OSSERVABILE, PRECONSCIO E CONSCIO) E UNA SERIE DI
MECCANISMI CHE LI PONGONO IN RELAZIONE. IL MODELLO SI CHIAMA
PSICODINAMICO PERCHÉ FA RIFERIMENTO A UNA RELAZIONE MOBILE TRA
QUESTE PARTI DELLA MENTE.
• JAMES PROPOSE IL FUNZIONALISMO, CHE SI OCCUPAVA DELLO STUDIO DEI
PROCESSI MENTALI E DEL COMPORTAMENTO ADATTIVO CHE MODULA LA
RELAZIONE UOMO – AMBIENTE.
• DA QUESTI PRESUPPOSTI SI SVILUPPERANNO IMPORTANTI COSTRUTTI QUALI
LA TEORIA DEI GRUPPI DI LEWIN E L’INSIGHT DI KOHLER.
• COMPORTAMENTISMO (1913 - WATSON): QUESTO MODELLO DI RICERCA
PSICOLOGICA ESCLUDE DAL CAMPO DI STUDIO TUTTI GLI ELEMENTI O FATTORI NON
DIRETTAMENTE OSSERVABILI E QUANTIFICABILI. NESSUN FATTORE INTERMEDIO TRA
STIMOLO E RISPOSTA, NON VENGONO ESAMINATI QUINDI I PROCESSI ELABORATIVI
MENTALI. UNO DEI CONCETTI CHIAVE È LA NOZIONE DI PLASMABILITÀ DI OGNI
ASPETTO DELLA CONDOTTA UMANA, CHE DIPENDE ESCLUSIVAMENTE DA
DIFFERENTI ESPERIENZE DI VITA.
• NELLA RICERCA PSICOLOGICA CONTEMPORANEA, TUTTAVIA, SI SONO FATTI STRADA
NUOVI MODELLI CHE ATTRIBUISCONO UNO SPAZIO MAGGIORE A FATTORI INTERMEDI
TRA STIMOLO E RISPOSTA (PAVLOV: RIFLESSOLOGIA, TEORIA DEL
CONDIZIONAMENTO), TORNDIKE, SKINNER, KOEHLER, MACCLEAN).
• VIGOTSKIJ, GRAZIE ALLO STUDIO ONTOGENETICO, OSSERVÒ COME L’UOMO SI
AVVALGA DI NUMEROSI STRUMENTI, IN PARTICOLARE IL LINGUAGGIO, APPRESI NEL
CONTESTO SOCIALE.
• GLI APPRENDIMENTI VENGONO INTERIORIZZATI E ORGANIZZATI IN SCHEMI
MENTALI E PATTERN COMPORTAMENTALI.
• COGNITIVISMO (ANNI ‘60) : NON COSTITUISCE UNA SCUOLA UNITARIA,
PIUTTOSTO UN PARTICOLARE TIPO DI APPROCCIO ALLO STUDIO DELLA PSICHE. I
COGNITIVISTI STUDIANO LA MENTE UMANA ATTRAVERSO LE INTERFERENZE
TRATTE DAI COMPORTAMENTI OSSERVABILI.
• OGNI COMPORTAMENTO SAREBBE FRUTTO DI UN’ELABORAZIONE, CHE PORTA A
UNA DECISIONE E NON PREDETERMINATO DALLO STIMOLO INIZIALE (APPROCCIO
HUMAN INFORMATING PROCESSING)
• NEGLI ANNI QUARANTA CON L’AVVENTO DELLA CIBERNETICA VIENE
INTRODOTTA L’ANALOGIA UOMO-COMPUTER PER STUDIARE I PROCESSI
REGOLATIVI MEDIANTE CUI GLI INDIVIDUI, O I GRUPPI, AGISCONO NEL LORO
AMBIENTE.
• IMPORTANTI CONCETTI CHIAVE COME: “INFORMAZIONE”, “FEEDBACK”,
“PROGRAMMAZIONE” FURONO ADOTTATI ANCHE DAI PROFESSIONISTI DELLA
SALUTE MENTALE.
• MILLER E DOLLARD NEL 1941 PROPOSERO IL PRINCIPIO DELL’IMITAZIONE
SOCIALE: FIN DA PICCOLO L’UOMO TENDEREBBE A IMITARE MODELLI
COMPORTAMENTALI CHE SI CONSOLIDANO CON LE ESPERIENZE SUCCESSIVE.
• BANDURA STUDIÒ INVECE I COMPORTAMENTI AGGRESSIVI NELL’INFANZIA,
CONFERMANDO LA TEORIA DELL’APPRENDIMENTO SOCIALE, EVIDENZIANDO
COME L’APPRENDIMENTO AVVENGA ANCHE MEDIANTE OSSERVAZIONE O IN
MANIERA VICARIA.
• NEGLI ANNI ’50, GRAZIE A CHOMSKY, SI EVIDENZIA COME L’INDIVIDUO
POSSEGGA ANCHE UN PATRIMONIO INNATO E CHE LA MENTE NON FUNZIONA
COME UNA BLACK BOX (SCATOLA NERA) INCONOSCIBILE, MA GRAZIE A
MECCANISMI STUDIABILI.
• CON IL COGNITIVISMO DEGLI ANNI ’60, L’ATTENZIONE SI SPOSTA SUI PROCESSI
COGNITIVI E SUI COSTRUTTI QUALI ELABORAZIONE, RIFLESSIONE,
RAPPRESENTAZIONE.
• L’ORGANISMO VIENE CONCEPITO COME UN ELABORATORE DI INFORMAZIONI CHE NON
SOLO RISPONDE AGLI STIMOLI AMBIENTALI, MA VERIFICA ANCHE LA COERENZA FRA LA
PROPRIA PIANIFICAZIONE E LA REALTÀ.
• L'INIZIATORE DEL COSTRUTTIVISMO PUÒ ESSERE CONSIDERATO LO PSICOLOGO
STATUNITENSE GEORGE A. KELLY CHE GIÀ NEGLI ANNI CINQUANTA (CON IL SUO THE
PSYCHOLOGY OF PERSONAL CONSTRUCTS, DEL 1955) PRECORSE GLI SVILUPPI
EPISTEMOLOGICI E METATEORICI DELLA PIÙ RECENTE SCIENZA COGNITIVA, DETTA "DI
SECONDO ORDINE".
• L’APPROCCIO COSTRUZIONISTA (COSTRUTTIVISMO ERMENEUTICO), PROMUOVE
L’IDEA CHE OGNI PERSONA ABBIA UNA PROPRIA VISIONE DEL MONDO E CHE ESISTANO
MODI DIVERSI DI PERCEPIRE E VIVERE LA REALTÀ E GLI ALTRI, PRIVILEGIANDO
L’OSSERVAZIONE NATURALISTICA E I METODI QUALITATIVI. INTRODUCE IL CONCETTO
DI ORGANIZZAZIONE DI SIGNIFICATO PERSONALE.
• NON SI TRATTA PERÒ DI UN MOVIMENTO COMPLETAMENTE NUOVO, IN QUANTO
LE PRIME CONCEZIONI COSTRUTTIVISTE RISALGONO AL FILOSOFO 
GIAMBATTISTA VICO (1668-1744), IL QUALE DICEVA: "IL VERO È IDENTICO AL
FATTO", O ANCHE "... LA VERITÀ UMANA È CIÒ CHE L'UOMO CONOSCE
COSTRUENDOLO CON LE SUE AZIONI E FORMANDOLO ATTRAVERSO DI ESSE".
• L’EPISTEMOLOGIA GENETICA DI PIAGET DESCRIVE L’INTERO SVILUPPO
PSICHICO ANALIZZANDO LA COSTANTE INTERAZIONE ORGANISMO-CONTESTO E
POSTULA CHE LA COSTRUZIONE DELLA CONOSCENZA EMERGE DAL SUCCEDERSI
ALTERNATO DI STADI CHE TENDONO A MANTENERE SEMPRE NUOVI EQUILIBRI
ATTRAVERSO PROCESSI DI ASSIMILAZIONE E ACCOMODAMENTO.
• LO STUDIO DI QUESTE INTERAZIONI UOMO-AMBIENTE PORTA ALLO SVILUPPO
DELL’OSSERVAZIONE CONTROLLATA E DEL COLLOQUIO CLINICO.
LA PSICOLOGIA OGGI

• ATTUALMENTE, SI È CONSOLIDATA IN DIVERSI AMBIENTI ACCADEMICI E CLINICI


LA CONCEZIONE DI UOMO COME “INCARNATO” E “SITUATO”, PROMUOVENDO
CIOÈ UNA SCIENZA DEL SOGGETTO, DEL «CHI?» CIOÈ CENTRATO SULLA PERSONA
E SULLA RELAZIONE.
• QUESTA VISIONE DERIVA AD ESEMPIO DAI CONCETTI DE “L’ESSER-CI” DI
HEIDEGGER, DE “IL CORPO CHE IO SONO” DI MERLEAU-PONTY, E DE “L’IDENTITÀ
NARRATIVA” DI RICŒUR.
• NON ESISTONO SENTIMENTI INDIPENDENTI DALLE COSE SENTITE O DAGLI
UOMINI PERCEPITI: A ESPRIMERSI È L’UOMO NELLA SUA TOTALITÀ, CHE NEL
CORPO VIVE IL SUO QUI ED ORA: LA SUA SITUAZIONE, IL «CI» DEL SUO «ESSER-
CI».
• NEL DSM (MANUALE DIAGNOSTICO DEI DISTURBI MENTALI) LE ASTRAZIONI
GENERALIZZANTI SONO INDISPENSABILI PER LA RICERCA SCIENTIFICA E COSTITUISCE
UNA SPECIFICA RETE COERENTE DI CODICI E RIFERIMENTI CONDIVISI PER LA
COMUNICAZIONE CLINICA.
• OGGI GLI PSICOLOGI E GLI ALTRI PROFESSIONISTI DELLA SALUTE MENTALE
RICONOSCONO COME ESSENZIALE IL RUOLO DEL CONTESTO E DELL’ALTRO, AI FINI
DELLO SVILUPPO E DEL BENESSERE INDIVIDUALI, GRAZIE ANCHE AGLI STUDI DEGLI
ULTIMI ANNI DI MELTZOFF E MOORE RISPETTO ALLA CAPACITÀ DI IMITARE UN ALTRO
ESSERE UMANO, CIOÈ DI RICONOSCERLO PRE-RIFLESSIVAMENTE COME TALE,
COSTITUENDO UN’ABILITÀ INNATA.
• MOLTO INTERESSANTI RISULTANO ANCHE LE OSSERVAZIONI DI V. REDDY, CHE RILEVÒ
COME A 36 ORE DALLA NASCITA I NEONATI FOSSERO IN GRADO DI DISCRIMINARE TRA
ESPRESSIONI DI FELICITÀ, SORPRESA E TRISTEZZA, MODULANDO RISPOSTE IMITATIVE
SPECIFICHE E COERENTI PER OGNUNA.
• INOLTRE, ARCIERO E BONDOLFI EVIDENZIANO L’IMPORTANZA DEL CORPO E DELLA FISICITÀ
CONCEPENDO LA RELAZIONE BASATA SUL CONTATTO FISICO COL CAREGIVER, COME LUOGO
PRIVILEGIATO E SEDE DELLA SINCRONIZZAZIONE DEI CICLI DI INTIMITÀ.
• GRAZIE A QUESTA SORTA DI “ACCORDATURA EMOTIVA” BASATA SULLA MUTUA
REGOLAZIONE DI STATI PSICOFISIOLOGICI, IL BAMBINO APPRENDEREBBE A MODULARE IL
SENSO DI SÉ.
• VIENE SOSTENUTA L’IMPORTANZA DELLA NARRAZIONE AUTOBIOGRAFICA PER LO
SVILUPPO DELL’IDENTITÀ INDIVIDUALE E LA SUA DIPENDENZA DALL’ESPERIENZA DI SÉ.
• LA MUTUA REGOLAZIONE E LA COSTRUZIONE DELL’IDENTITÀ SEMBRANO ASSOCIARSI AD
ALCUNI NEURONI SCOPERTI NEGLI ULTIMI ANNI DA RIZZOLATTI E GALLESE, CHIAMATI
NEURONI SPECCHIO E FONDAMENTALI ANCHE PER LO STUDIO DELL’EMPATIA.
LO SVILUPPO COGNITIVO
UNA BRANCA DELLA PSICOLOGIA SI OCCUPA DELL’IMPLICAZIONE, IN CAMPO
EDUCATIVO, DEL FUNZIONAMENTO DELLA MENTE UMANA. QUESTA È
CONSIDERATA SIA NEL SUO ISOLAMENTO, SIA NEL CONTESTO DI UNA COMUNITÀ
SOCIALMENTE E CULTURALMENTE ATTIVA.
PER QUESTI STUDIOSI DELL’EDUCAZIONE OGNI SCOPERTA SULLA CAPACITÀ
DELL’UOMO, NELLE VARIE FASI DELL’ETÀ EVOLUTIVA, DI ELABORARE
INFORMAZIONI E DI RISOLVERE PROBLEMI, VA INSERITA IN UN PROGRAMMA DI
EDUCAZIONE, DA REALIZZARE ALL’INTERNO DELLE AGENZIE FORMATIVE,
FORMALI E INFORMALI, IN MODO DA FACILITARE L’INDIVIDUO NEL SUPERAMENTO
DEGLI OSTACOLI RELATIVI AD OGNI SINGOLO CAMPO DI CONOSCENZA E, DI
CONSEGUENZA, FARLO PROGREDIRE GLOBALMENTE NEL SUO SVILUPPO
COGNITIVO E RELAZIONALE.
• COME ABBIAMO GIÀ VISTO IL COMPORTAMENTISMO PONE LA SUA ATTENZIONE SUI
PROCESSI DI APPRENDIMENTO, EVIDENZIANDO QUANTO UN AMBIENTE ATTREZZATO
E ORGANIZZATO SIA IN GRADO DI RENDERE I BAMBINI, FIN DALLA NASCITA,
INTELLIGENTI, SOCIEVOLI E DEMOCRATICI.
• IL GESTALTISMO, DI CONTRO, PROSEGUE LA SUA ARTICOLAZIONE NEGLI STATI UNITI,
TERRITORIO NEL QUALE I SUOI PRINCIPALI ESPONENTI ERANO IMMIGRATI DURANTE
IL PERIODO DELLE PERSECUZIONI NAZISTE), VEDE LA CENTRALITÀ DEGLI ASPETTI
AUTO-COSTRUTTIVI DELL'INTELLIGENZA, RISPETTO ALL'AZIONE DELL'AMBIENTE
ESTERNO. ENTRAMBE LE POSIZIONI TEORICHE INFLUENZANO LA RICERCA
CONTEMPORANEA, IL CUI TENTATIVO È RICERCARE UNA POSSIBILITÀ DI UNA
VISIONE INTEGRATA DI ALCUNE DELLE INTUIZIONI PIÙ ORIGINALI.
LONTANE DA INTERPRETAZIONI RADICALI SONO LE TEORIE DI PIAGET E DI
VYGOTSKIJ, CHE, RIPROPONENDO L'OSCILLAZIONE TRA LA PREMINENZA, NEI
PROCESSI DI STRUTTURAZIONE DEL PENSIERO E DEI PROCESSI DI CONOSCENZA, DI
FATTORI BIOLOGICI O AL CONTRARIO DI FATTORI DI NATURA SOCIO-CULTURALI,
TENTANO UNA MEDIAZIONE TRA LA CONTRAPPOSIZIONE INTELLIGENZA-AMBIENTE E
PREPARANO LA STRADA VERSO SOLUZIONI DI CREATIVA ED EFFICACE SINTESI.
IL COSTRUTTIVISMO
• OLTRE AL CITATO KELLY, POSSONO ESSERE CONSIDERATI PADRI “MODERNI” DEL
COSTRUTTIVISMO GEORGE HERBERT MEAD, JEAN PIAGET, HUMBERTO MATURANA, 
ERNST VON GLASERSFELD, FRANCISCO VARELA, KURT LEWIN, HEINZ VON FOERSTER, 
NIKLAS LUHMANN, PAUL WATZLAWICK, LEV VYGOTSKIJ, GREGORY BATESON E 
LUDWIG WITTGENSTEIN.
• NELL'AMBITO DELLA MATRICE EPISTEMOLOGICA COSTRUTTIVISTA, VIENE MESSA IN
DISCUSSIONE LA POSSIBILITÀ DI UNA CONOSCENZA "OGGETTIVA", IN QUANTO SAPERE
TOTALE CHE RAPPRESENTI, IN MODO FEDELE, UN ORDINE ESTERNO INDIPENDENTE
DALL'OSSERVATORE; LA STESSA OSSERVAZIONE DIRETTA DEI FENOMENI NON È PIÙ
CONSIDERATA FONTE PRIVILEGIATA DI CONOSCENZA OBIETTIVA.
• "TUTTO CIÒ CHE È DETTO È DETTO DA QUALCUNO".
• QUEST'AFFERMAZIONE DI H. MATURANA BEN RIFLETTE I CAMBIAMENTI AVVENUTI NEL CAMPO DELL’EPISTEMOLOGIA MODERNA DA KARL
POPPER IN POI. NON ESISTONO FATTI "NUDI", OVVERO AL DI FUORI DELLE TEORIE. AL CONTRARIO, OGNI OSSERVAZIONE, È RITENUTA
POSSIBILE SOLO ALLA LUCE DI TEORIE E NESSUNA CONOSCENZA È DATA DALL'AMBIENTE, MA È SEMPRE SVILUPPO DI UNA CONOSCENZA
PRECEDENTE.
• L'APPROCCIO SI DICE COSTRUTTIVISTA IN QUANTO TIENE IN CONSIDERAZIONE IL PUNTO DI VISTA DI CHI OSSERVA, DI CHI ESAMINA; ESSO
CONSIDERA IL SAPERE COME QUALCOSA CHE NON PUÒ ESSERE RICEVUTO IN MODO PASSIVO (COME AFFEZIONE DEL MONDO ESTERNO) DAL
SOGGETTO, MA CHE RISULTA DALLA RELAZIONE FRA UN SOGGETTO ATTIVO E LA REALTÀ. LA REALTÀ, IN QUANTO OGGETTO DELLA NOSTRA
CONOSCENZA, SAREBBE DUNQUE CREATA DAL NOSTRO CONTINUO "FARE ESPERIENZA" DI ESSA. LA DETERMINIAMO DAL MODO, DAI MEZZI,
DALLA NOSTRA DISPOSIZIONE NELL'OSSERVARLA, CONOSCERLA E COMUNICARLA. SI FORMA NEI PROCESSI D'INTERAZIONE ED ATTRAVERSO
L'ATTRIBUZIONE DI SIGNIFICATI ALLA NOSTRA ESPERIENZA. IN QUESTI PROCESSI IL LINGUAGGIO HA CERTAMENTE UN RUOLO
FONDAMENTALE. LA "COSTRUZIONE" SI POGGIA QUINDI SU MAPPE COGNITIVE CHE SERVONO AGLI INDIVIDUI PER ORIENTARSI E COSTRUIRE
LE PROPRIE INTERPRETAZIONI.

• IN SOSTANZA CIASCUN INDIVIDUO COSTRUISCE UNA SUA "MAPPA DI SIGNIFICATI" PERSONALI, CHE GLI CONSENTANO DI VIVERE IN QUELLO
CHE CIASCUNO SPERIMENTA COME IL SUO MONDO. D'ALTRA PARTE APPARE FONDAMENTALE, IN QUESTO PROCESSO DI COSTRUZIONE, IL
MONDO SOCIALE NEL QUALE IL SOGGETTO È INSERITO, E DEL QUALE EGLI CONDIVIDE I SIGNIFICATI. ANCHE L'AZIONE E L'INTERVENTO
SULLA REALTÀ HANNO SPESSO CARATTERE SOCIALE, SIA IN QUANTO AVVENGONO ATTRAVERSO O ALL'INTERNO DI GRUPPI, SIA IN QUANTO
AVVENGONO ATTRAVERSO LA MEDIAZIONE DEL LINGUAGGIO (JEAN PIAGET, LEV VYGOTSKIJ). L'AMBIENTE IN QUEST'OTTICA CESSA
D'ESSERE LUOGO DENSO DI "INFORMAZIONI" PRECOSTITUITE ALL'ESTERNO, DA "TRARRE" O "RACCOGLIERE", PER DIVENIRE LUOGO DI
ESPERIENZA, CHE OFFRE DIVERSE POSSIBILITÀ ED OPPORTUNITÀ DI COSTRUIRE INFORMAZIONI E CONOSCENZE. NELLA PROSPETTIVA DI
NIKLAS LUHMANN  L'INFORMAZIONE È IL RISULTATO DELL'ELABORAZIONE DA PARTE DEL SISTEMA (AD ESEMPIO IL SISTEMA PSICHICO)
DELLE SOLLECITAZIONI PROVENIENTI DALL'AMBIENTE.
JEAN PIAGET
PIAGET INIZIA LA SUA ATTIVITÀ DI RICERCATORE ATTORNO AL 1920 E INDIVIDUA DIVERSI STADI DI SVILUPPO:
• DA 0 A 2 ANNI C’È LO STADIO BIOLOGICO, ISTINTUALE, SENSORIO-MOTORIO, IN CUI IMPORTANTI SONO I
PROCESSI DI PERCEZIONE E DI ABITUDINE;
• DAI 2 AGLI 8 ANNI INDIVIDUA UNO STADIO PREOPERATORIO, IN CUI IL BAMBINO È CAPACE DI OPERAZIONI
MENTALI INTERIORIZZATE: IL PENSIERO SIMBOLICO PRECONCETTUALE (2-6-ANNI), IN CUI APPRENDE IL
LINGUAGGIO E INCOMINCIA AD UTILIZZARE IL GIOCO PER ENTRARE IN CONTATTO CON SÉ STESSO E CON IL
MONDO, E IL PENSIERO INTUITIVO (4-8 ANNI);
• IL RAGAZZO PASSA, TRA GLI OTTO E I DODICI ANNI, DALLA FASE DELLE OPERAZIONI CONCRETE (8-10-11 ANNI)
A QUELLA FINALE DELLE OPERAZIONI FORMALI (11/12 ANNI).
QUEST’ ULTIMA FASE DI SVILUPPO SI VERIFICA ALL’INIZIO DELL’ADOLESCENZA, IN CUI IL RAGAZZO, CAPACE
ORA DI OPERAZIONI FORMALI, È IN GRADO DI RAGIONARE SUL MONDO ATTRAVERSO UNA CAPACITÀ CRITICA,
UNA CAPACITÀ DI PENSARE IN UN MODO COMPLETAMENTE LOGICO.
LA CONQUISTA DELL'INTELLIGENZA SUPERIORE (LA LOGICA FORMALE) È IL RISULTATO DI UN LENTO
E ARTICOLATO PROCESSO DI ADATTAMENTO TRA LE STRUTTURE MENTALI INNATE E L'AMBIENTE
CIRCOSTANTE ATTRAVERSO UN RAPPORTO DIALETTICO, UN’INTERAZIONE COSTRUTTIVA DEI
MECCANISMI MENTALI E DELL'ASSIMILAZIONE DEGLI ELEMENTI DELL'AMBIENTE ESTERNO E DI
ACCOMODAMENTO DELLE STRUTTURE MENTALI AI NUOVI DATI ACQUISITI.
I LIMITI DELLE RICERCHE DI PIAGET SONO INDIVIDUATI:
• NELLA RIGIDITÀ DELL'APPARIZIONE DEGLI STADI DA LUI INDIVIDUATI, IN QUANTO TALI STADI
COMPAIONO A VOLTE IN ETÀ DIVERSE NEI SINGOLI BAMBINI, SE SOTTOPOSTI A PERCORSI
COGNITIVI ED EDUCATIVI DIVERSI, O SI MANIFESTANO TALVOLTA ANCHE IN SOGGETTI ADULTI;
• NELLA MINIMA CONSIDERAZIONE DATA AGLI SCARTI NELLA COMPARSA DI ABILITÀ SIMILI, CHE SI
MANIFESTANO IN PERIODI DIVERSI SE ASSOCIATI AD OPERAZIONI MENTALI E AD ATTIVITÀ
DIVERSE;
• NELL’USO QUASI ESCLUSIVAMENTE VERBALE DEI COMPITI A CUI SONO SOTTOPOSTI I BAMBINI;
• NELLA MANCANZA DI CONSIDERAZIONE DI ASPETTI, QUALI LA CREATIVITÀ E L’ORIGINALITÀ.
LEV VYGOTSKIJ E LA SCUOLA SOVIETICA
CON LA SCUOLA SOVIETICA DI PSICOLOGIA DI LEV S. VYGOTSKIJ E DEI SUOI SEGUACI
(DAVYDOV, ELKONIN E MARKOVA), LO SVILUPPO DEI PROCESSI PSICHICI SUPERIORI E LA
COSTRUZIONE DELLE CONOSCENZE VENGONO INTERPRETATI E PROPOSTI SUL PIANO DELLA
STRETTA CORRELAZIONE CON L'AMBIENTE SOCIALE E CULTURALE IN CUI L'UOMO VIVE.
NELLA TEORIA DI LEV VYGOTSKIJ LA ZONA DI SVILUPPO PROSSIMALE (ZSP) È UN CONCETTO
FONDAMENTALE CHE SERVE A SPIEGARE COME L'APPRENDIMENTO DEL BAMBINO SI SVOLGA
CON L'AIUTO DEGLI ALTRI.
L'UOMO SI DISTINGUE DAGLI ALTRI ESSERI VIVENTI PER UNA SPICCATA ATTIVITÀ SIMBOLICA E
QUINDI PER NUOVE FORME DI ESPERIENZA, ASSENTI NEL MONDO ANIMALE. LO SVILUPPO A
LIVELLO ONTOGENETICO È, PERTANTO, NELLA TEORIA VYGOTSKIANA, UN PROCESSO DI SOCIO-
GENESI, ALL'INTERNO DEL QUALE SI RIVELA FONDAMENTALE LA FUNZIONE
DELL'APPRENDIMENTO, CHE INTERVIENE SULLA COSIDDETTA ZONA DI SVILUPPO POTENZIALE.
IN QUESTO QUADRO TEORICO, VYGOTSKIJ HA TENTATO DI INDIVIDUARE GLI INTERESSI PROPRI DI
CIASCUNA ETÀ:
• DURANTE I PRIMI DUE ANNI DI VITA L’ATTIVITÀ DOMINANTE È STRETTAMENTE CONNESSA AL CONTATTO
AFFETTIVO;
• A DUE ANNI IL BAMBINO È ATTRATTO DALLA MANIPOLAZIONE DEGLI OGGETTI;
• NEL PERIODO DA TRE A SETTE ANNI PREDILIGE I GIOCHI DI RUOLO E ALTRI TIPI DI ATTIVITÀ SIMBOLICA;
• DA SETTE A UNDICI ANNI IL BAMBINO È FORTEMENTE COINVOLTO NELL’ACQUISIZIONE DEI CODICI
COMUNICATIVI DEGLI ADULTI ATTRAVERSO LO STUDIO FORMALE A SCUOLA;
• NELL’ADOLESCENZA VENGONO IN PRIMO PIANO I RAPPORTI INTERPERSONALI, LO SVILUPPO DELLA
PROPRIA COSCIENZA E L’ESPLORAZIONE ORIENTATA VERSO LA SCELTA DELLA PROFESSIONE.
PIÙ SIGNIFICATIVA E FECONDA SI RIVELA LA FASE DI CONOSCENZA E DI ASSIMILAZIONE, QUANTO
MAGGIORI, CIOÈ, SARANNO I DATI DI REALTÀ, CHE AVRÀ A DISPOSIZIONE NELLA SUA ESPERIENZA,
TANTO PIÙ IL BAMBINO DISPORRÀ DI ELEMENTI CHE ARRICCHIRANNO LA SUA CAPACITÀ IMMAGINATIVA
E CREATIVA.
KENNET BRUSCIA
IN AMBITO SPECIFICAMENTE MUSICALE È OPPORTUNO CITARE KENNETH BRUSCIA NEL SUO LIBRO DEFINING MUSIC
THERAPY (1998) DEFINISCE LA MUSICOTERAPIA “UN PROCESSO SISTEMATICO DI INTERVENTO DOVE IL TERAPEUTA AIUTA IL
PAZIENTE A RAGGIUNGERE UNO STATO DI SALUTE TRAMITE L’USO DI ESPERIENZE MUSICALI E DELLA RELAZIONE CHE SI
SVILUPPA TRA LORO COME FORZE DINAMICHE DI CAMBIAMENTO”.
DURANTE I SUOI STUDI DI MUSICOTERAPIA LO STATUNITENSE BRUSCIA, PROFESSOR EMERITUS OF MUSIC THERAPY,
EVIDENZIA COME L’ETÀ EVOLUTIVA NON SI ESAURISCA CON IL PERIODO ADOLESCENZIALE, MA SIA LEGATO ALL’INTERO
CICLO VITALE DELL’UOMO:
• VERSO I 18 ANNI L’INDIVIDUO TENDE ALL’AUTODEFINIZIONE, ALLA CONFERMA DELLA PROPRIA IDENTITÀ, DEI PROPRI
GUSTI E DEI PROPRI VALORI;
• CON IL PASSARE DEGLI ANNI, IL SUO RUOLO NELLA SOCIETÀ DIVENTA MENO DOMINANTE, NEL MOMENTO IN CUI
RAGGIUNGE LO STADIO DELL’INTIMITÀ NELLE RELAZIONI INTERPERSONALI, IN CUI LA SUA IDENTITÀ PUÒ ESSERE MESSA
IN DISCUSSIONE IN UN PROGETTO DI VITA, CHE INCLUDE ALTRE PERSONE SIGNIFICATIVE;
• VERSO I QUARANT’ANNI SI VERIFICA UN CONFLITTO ESISTENZIALE, LA CRISI DI MEZZ’ETÀ, IN CUI SI PERCEPISCE A VARI
LIVELLI IL SENSO DELLA PROPRIA LIMITATEZZA, IN CUI FONDAMENTALI SI RIVELANO L’ACCESSO A NUOVI STADI DI
INTERIORIZZAZIONE E LA RICERCA DI NUOVI INTERESSI;
• ULTIMO È LO STADIO INTERPERSONALE, CHE FA MUOVERE L’INDIVIDUO NELLA RICERCA DELLA DIMENSIONE
TRASCENDENTALE, NELLA RICERCA DELL’UNITÀ MENTE - CORPO, NOI – ALTRI, UOMO – DIO. 1
IL COGNITIVISMO
TEORIZZATO INTORNO AL 1967 DALLO PSICOLOGO STATUNITENSE ULRIC NEISSER, IL COGNITIVISMO
HA COME OBIETTIVO LO STUDIO DEI PROCESSI MENTALI, MEDIANTE I QUALI LE INFORMAZIONI
VENGONO ACQUISITE DAL SISTEMA COGNITIVO, ELABORATE, MEMORIZZATE E RECUPERATE.
NEL COMPORTAMENTISMO CONVERGONO ELEMENTI DELLA TEORIA COMPORTAMENTISTA, MOTIVI
GESTALTISTI, DATI SCIENTIFICI PROVENIENTI DA STUDI NEOROFISIOLOGICI, STUDI GENERATIVO-
TRASFORMATIVI DEL LINGUAGGIO DI CHOMSKY E SOPRATTUTTO L'APPROCCIO
DELL'ELABORAZIONE DELL'INFORMAZIONE, PROPRIO DEGLI STUDI INFORMATICI E DELLE RICERCHE
SULL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE.
L'ATTENZIONE DEI COGNITIVISTI INIZIALMENTE SI CONCENTRA SUI PROCESSI INTERNI
DELL'INTELLIGENZA, ADOTTANDO L'ANALOGIA MENTE-COMPUTER. LA CONSTATAZIONE DEI LIMITI
PRESENTI IN QUESTO PRIMO APPROCCIO INTERPRETATIVO INDUCE GLI STUDIOSI COGNITIVISTI A
PORRE L'ATTENZIONE SU UN LIVELLO INTERPRETATIVO DELLA REALTÀ DI TIPO ECOLOGICO E
SULL'INFLUENZA ESERCITATA DAL CONTESTO.
• ULTERIORI RICERCHE PONGONO L’USO DI SIMBOLI COME LA CHIAVE
DELL’EVOLUZIONE UMANA, DANDO PRIORITÀ A DIMENSIONI SIMBOLICHE COME
IL MITO, IL LINGUAGGIO, L’ARTE, LA SCIENZA, CONSIDERATE AL CENTRO DEI
RISULTATI CREATIVI PIÙ ALTI CONSEGUITI DAGLI ESSERI UMANI. RICERCATORI,
FRA CUI D. FELDMAN, J. BRUNER, D. OLSON, G. SALOMON E H. GARDNER,
RITENGONO CHE GRAN PARTE DEI MECCANISMI DI APPRENDIMENTO E DI
ELABORAZIONE DI INFORMAZIONI NELL’UOMO IMPLICHI L’USO DI QUESTI VARI
SISTEMI DI SIMBOLI.
• IL LORO MERITO CONSISTE NELL'AVER POSTO L'ATTENZIONE SUI
CONDIZIONAMENTI STORICO-CULTURALI, CHE INFLUENZANO LA DIMENSIONE
BIOLOGICA DELL'INTELLIGENZA, SULL'IMPORTANZA DELL'APPRENDIMENTO, IN
RELAZIONE ALLO SVILUPPO DELL'INDIVIDUO, E SULLA RICERCA DI CONCRETE
PRATICHE DELL'ISTRUZIONE E DELL'EDUCAZIONE. NOTA 2
• OGNI PROGRAMMA PEDAGOGICO, IN UN’OTTICA DI EDUCAZIONE PERMANENTE,
DEVE FARE I CONTI CON LE IMPLICAZIONI PROPRIE DI CIASCUNA FASE
EVOLUTIVA E DEI SISTEMI SIMBOLICI PREVALENTI IN UNA SPECIFICA CULTURA.
JEROME BRUNER
TRA GLI ANNI 50’ E I 60’ IL BEHAVIORISMO, NELLA FORMA ABBRACCIATA DA SKINNER A
ALTRI, ERA DOMINANTE, SI STUDIAVANO SOLTANTO STIMOLI E RISPOSTE, OVVERO LE
MANIFESTAZIONI PUBBLICHE VISIBILI DEL COMPORTAMENTO. NON VI ERA ALCUN
RIFERIMENTO A QUALSIASI PROCESSO INTERIORE, A QUANTO POTEVA ACCADERE
INTERIORMENTE TRA STIMOLO E RISPOSTA.
IL CONCETTO DI MENTE, QUASI NON ESISTEVA PER SKINNER, MA ERA PROPRIO
QUELLO CHE BRUNER E I SUOI COLLEGHI INTENDEVANO RIPRISTINARE.
IL MOVIMENTO DEL NEW LOOK ON PERCEPTION, INTENDEVA METTERE IN LUCE
L’IMPORTANZA DEI PROCESSI COGNITIVI E CHIARIRE COME LA PERCEZIONE SIA
INFLUENZATA DA QUELLO CHE C’È NELLA MENTE DEL SOGGETTO: SI PASSA DA UN
SOGGETTO PASSIVO ALLA MENTE CHE COSTRUISCE E TRASFORMA LA REALTÀ CHE
PERCEPISCE.
• 1959: CONFERENZA DI WOODS HOLE, PRESIEDUTA DA JEROME BRUNER.
• PUBBLICAZIONI : THE PROCESS OF EDUCATION (1960); TOWARD A THEORY OF INSTRUCTION
(1966)
• «L’EDUCAZIONE NON DEVE SOLTANTO TRASMETTERE UNA CULTURA, MA DEVE ANCHE
PORTARE A CONTATTO CON VISIONI DEL MONDO DIVERSE DA QUELLA CULTURA, E SPINGERE
L’INDIVIDUO A ESPLORARLE».
• SCOPO DELLE VARIE DISCIPLINE NON È INFARCIRE IL BAMBINO DI NOZIONI, MA FORNIRGLI
CHIAVI DI LETTURA DELLA REALTÀ, MODALITÀ DI PENSIERO, CHE GLI PERMETTERANNO DI
«ANDARE OLTRE L’INFORMAZIONE DATA».
• L’INSEGNANTE, PIÙ CHE UN COMODO DISTRIBUTORE DI RISPOSTE CONFEZIONATE, VA VISTO
COME COLUI CHE È IN GRADO DI SOLLECITARE L’ATTENZIONE E IL DESIDERIO DI IMPARARE DEI
SUOI STUDENTI, SERVENDOSI DI DOMANDE CHE ROMPONO L’EQUILIBRIO E STIMOLANO LA
VOGLIA DI SCOPRIRE. IL BAMBINO SI AVVICINA GRADUALMENTE COSÌ AL METODO ADOPERATO
DA CIASCUNA BRANCA DELLA CONOSCENZA. CONA LA GUIDE DELL’INSEGNANTE, IMPARERÀ A
COMPORTARSI COME UNO STORICO, UN NATURALISTA, UNO SCIENZIATO, FORMULANDO IPOTESI
E METTENDOLE ALLA PROVA.
• IL SUO STARE A SCUOLA DEVE DIVENTARE UN PERCORSO DI RICERCA.
HOWARD GARDNER
• È INDUBBIA L’INFLUENZA DELLA CULTURA DOMINANTE, QUANTO, CIOÈ, LE
ASPETTATIVE DI UN GRUPPO SOCIALE POSSANO FAVORIRE O MENO LO SVILUPPO DI UNA
PARTICOLARE DOTE (AD ESEMPIO, RISULTA DETERMINANTE, NELLE SCELTE MUSICALI
DI UN RAGAZZO, QUANTO UNA SOCIETÀ RITENGA IMPORTANTE L’ABILITÀ
IMPROVVISATIVA PIÙ DI QUELLA COMPOSITIVA, O ANCORA DI QUANTA
CONSIDERAZIONE GODA LA PROFESSIONE DI MUSICISTA).
• È CERTO CHE L’IDEA CENTRALE DI RICREARE, IN OGNI CONTESTO EDUCATIVO, UN
AMBIENTE FORTEMENTE STIMOLANTE E MOTIVANTE PUÒ AIUTARE L’EDUCATORE A
RICERCARE SISTEMI, TECNICHE E MODELLI PEDAGOGICI SEMPRE PIÙ ADEGUATI
ALL’INTELLIGENZA UMANA. LO PSICOLOGO DELL’EDUCAZIONE HOWARD GARDNER,
CHE S’INSERISCE NEL FILONE DEGLI STUDIOSI INTERESSATI ALLA COMPRENSIONE DEI
VARI LINGUAGGI SIMBOLICI, NEL SUO SAGGIO SULLA PLURALITÀ DELL’INTELLIGENZA,
FORMAE MENTIS, SOSTIENE LA TESI, AVVALORATA DA RICERCHE COMPARATE DI
BIOLOGIA, DI FISIOLOGIA MEDICA, DI SOCIOLOGIA E DI ANTROPOLOGIA, CHE NEL
• INTELLIGENZA LINGUISTICA: È L'INTELLIGENZA LEGATA ALLA CAPACITÀ DI
UTILIZZARE UN VOCABOLARIO CHIARO ED EFFICACE. CHI LA POSSIEDE
SOLITAMENTE SA VARIARE IL SUO REGISTRO LINGUISTICO IN BASE ALLE
NECESSITÀ ED HA LA TENDENZA A RIFLETTERE SUL LINGUAGGIO. PROPRIA DEI
LINGUISTI E DEGLI SCRITTORI. 
• INTELLIGENZA LOGICO-MATEMATICA: COINVOLGE SIA L'EMISFERO
CEREBRALE SINISTRO, CHE RICORDA I SIMBOLI MATEMATICI, CHE QUELLO DI
DESTRA, NEL QUALE VENGONO ELABORATI I CONCETTI. È L'INTELLIGENZA CHE
RIGUARDA IL RAGIONAMENTO DEDUTTIVO, LA SCHEMATIZZAZIONE E LE
CATENE LOGICHE. COMUNE NEI MATEMATICI, E IN GENERALE IN CHI SI OCCUPA
DELLA SCIENZA O DELLE SUE MODALITÀ APPLICATIVE (INGEGNERIA,
TECNOLOGIA ETC.) 
• INTELLIGENZA SPAZIALE: CONCERNE LA CAPACITÀ DI PERCEPIRE FORME ED
OGGETTI NELLO SPAZIO. CHI LA POSSIEDE, NORMALMENTE, HA UNA SVILUPPATA
MEMORIA PER I DETTAGLI AMBIENTALI E PER LE CARATTERISTICHE ESTERIORI
DELLE FIGURE, SA ORIENTARSI IN LUOGHI INTRICATI E RICONOSCE OGGETTI
TRIDIMENSIONALI SECONDO SCHEMI MENTALI PIUTTOSTO COMPLESSI. QUESTA
FORMA DELL’INTELLIGENZA SI MANIFESTA ESSENZIALMENTE NELLA
CREAZIONE DI ARTI FIGURATIVE E ANCHE NELLA COMPOSIZIONE MUSICALE. 
• INTELLIGENZA CORPOREO-CINESTESICA: COINVOLGE IL CERVELLETTO, I
GANGLI FONDAMENTALI, IL TALAMO E VARI ALTRI PUNTI DEL NOSTRO
CERVELLO. CHI LA POSSIEDE HA UNA PADRONANZA DEL CORPO CHE GLI
PERMETTE DI COORDINARE BENE I MOVIMENTI. IN GENERALE SI PUÒ RIFERIRE A
CHI FA UN USO CREATIVO DEL CORPO, COME I GINNASTI E I BALLERINI.
• INTELLIGENZA MUSICALE: NORMALMENTE È LOCALIZZATA NELL'EMISFERO
DESTRO DEL CERVELLO, MA LE PERSONE CON CULTURA MUSICALE ELABORANO
LA MELODIA IN QUELLO SINISTRO. È LA CAPACITÀ DI RICONOSCERE L'ALTEZZA
DEI SUONI, LE COSTRUZIONI ARMONICHE E CONTRAPPUNTISTICHE. CHI NE È
DOTATO SOLITAMENTE HA UNO SPICCATO TALENTO PER L'USO DI UNO O PIÙ
STRUMENTI MUSICALI, O PER LA MODULAZIONE CANORA DELLA PROPRIA VOCE. 
• INTELLIGENZA INTERPERSONALE: COINVOLGE TUTTO IL CERVELLO, MA
PRINCIPALMENTE I LOBI PRE-FRONTALI. RIGUARDA LA CAPACITÀ DI
COMPRENDERE GLI ALTRI, LE LORO ESIGENZE, LE PAURE, I DESIDERI NASCOSTI,
DI CREARE SITUAZIONI SOCIALI FAVOREVOLI E DI PROMUOVERE MODELLI
SOCIALI E PERSONALI VANTAGGIOSI. SI PUÒ RISCONTRARE SPECIFICAMENTE NEI
POLITICI E NEGLI PSICOLOGI, PIÙ GENERICAMENTE IN QUANTI POSSIEDONO
SPICCATA EMPATIA E ABILITÀ DI INTERAZIONE SOCIALE. 
• INTELLIGENZA INTRAPERSONALE: RIGUARDA LA CAPACITÀ DI COMPRENDERE
LA PROPRIA INDIVIDUALITÀ, DI SAPERLA INSERIRE NEL CONTESTO SOCIALE PER
OTTENERE RISULTATI MIGLIORI NELLA VITA PERSONALE, E ANCHE DI SAPERSI
IMMEDESIMARE IN PERSONALITÀ DIVERSE DALLA PROPRIA. E' CONSIDERATA DA
GARDNER UNA "FASE" SPECULARE DELL’INTELLIGENZA INTERPERSONALE,
LADDOVE QUEST’ULTIMA RAPPRESENTA LA FASE ESTROSPETTIVA. NON È
PREROGATIVA DI QUALCUNO, BENCHÉ LA POSSIEDANO, IN PARTICOLARE, GLI
ATTORI.
• NEL CORSO DEI SUOI STUDI E DELLE SUE RICERCHE, GARDNER SEMBRA
AVER INDIVIDUATO ALTRI DUE TIPI DI INTELLIGENZA, NON CITATI NEL
SAGGIO FORMAE MENTIS: QUELLA NATURALISTICA E QUELLA
ESISTENZIALE.
• INTELLIGENZA NATURALISTICA: CONSISTE NEL SAPER INDIVIDUARE
DETERMINATI OGGETTI NATURALI, CLASSIFICARLI IN UN ORDINE PRECISO
E COGLIERE LE RELAZIONI TRA DI ESSI. ALCUNI GRUPPI UMANI CHE
VIVONO IN UNO STADIO ANCORA "PRIMITIVO", COME LE TRIBÙ ABORIGENE
DI RACCOGLITORI-CACCIATORI, MOSTRANO UNA GRANDE CAPACITÀ NEL
SAPERSI ORIENTARE NELL’AMBIENTE NATURALE RICONOSCENDONE
ANCHE I MINIMI DETTAGLI. È L’INTELLIGENZA TIPICA DI BIOLOGI,
ASTRONOMI, ANTROPOLOGI, MEDICI E ALTRI.
• INTELLIGENZA ESISTENZIALE O TEORETICA: RAPPRESENTA LA
CAPACITÀ DI RIFLETTERE CONSAPEVOLMENTE SUI GRANDI TEMI
DELLA SPECULAZIONE TEORETICA, COME LA NATURA DELL'UNIVERSO
E LA COSCIENZA UMANA, E DI RICAVARE DA SOFISTICATI PROCESSI DI
ASTRAZIONE DELLE CATEGORIE CONCETTUALI CHE POSSANO ESSERE
VALIDE UNIVERSALMENTE. QUESTO TIPO DI INTELLIGENZA È
MAGGIORMENTE POSSEDUTA DAI FILOSOFI, E IN UNA CERTA MISURA
DAI FISICI.
LE ABILITÀ SUPERIORI
• VANNO AGGIUNTE A QUESTE COMPONENTI SPECIFICHE ALTRE ABILITÀ, CHE NON POSSONO DIRSI
ISOLATE, MA CHE SOTTENDONO IN MODO GENERALE LE SINGOLE COMPETENZE E SONO SITUATE
NELLE REGIONI SUBCORTICALI: ESSE SPIEGANO I MECCANISMI DELLA MEMORIA E DELL’ATTENZIONE,
DIPENDONO ANCHE DALLE FUNZIONI MOTIVAZIONALI, EMOZIONALI E SENSORIALI ED INTERVENGONO
NELLE OPERAZIONI COGNITIVE DI LIVELLO SUPERIORE.
• AD ESEMPIO, NELLA REALIZZAZIONE DELLA PERFORMANCE MUSICALE CHE CONSISTE NELLA FASE DI
CREAZIONE-IMPROVVISAZIONE E IN QUELLA DI INTERPRETAZIONE-ESECUZIONE, SI RIVELANO
FONDAMENTALI ALCUNE COMPETENZE OPERATIVE, QUALI LA CONOSCENZA APPROFONDITA E CRITICA
DEL LINGUAGGIO MUSICALE, LA CAPACITÀ DI AFFRONTARE PARTICOLARI DIFFICOLTÀ TECNICHE, LA
CORRETTA PERCEZIONE DELLA STRUTTURA FORMALE, TONALE E RITMICA, UNA PERSONALE, INTENSA
E CREATIVA INTERPRETAZIONE DEL BRANO. ANCHE NELLA FASE DI ASCOLTO ALCUNE DI QUESTE
ABILITÀ SONO RICHIESTE, NEL MOMENTO IN CUI L'INDIVIDUO SI APPRESTA A INTERPRETARE UN
BRANO MUSICALE, SECONDO LE CATEGORIE DELL'ANDAMENTO RITMICO, DELLA DINAMICA E
DELL’AGOGICA, DELLA CONNOTAZIONE MELODICA, ARMONICA E DEI COLORI TIMBRICI E, IN UN'ANALISI
DI PIÙ AMPIO RESPIRO, DELLA FORMA, DELLO STILE, DELL’ANALISI ASSOCIATIVA E AFFETTIVA.
QUESTE ABILITÀ SUPERIORI, CHE RENDONO POSSIBILE IL SUPERAMENTO DI COMPITI
COMPLESSI E, QUINDI, LO SVILUPPO DELL'INTELLIGENZA UMANA, SONO:
• 1. L’INTUITO, CIOÈ LA CAPACITÀ DI SAPER AGIRE AL MEGLIO IN PARTICOLARI SITUAZIONI,
USANDO IL BUON SENSO;
• 2. LA CREATIVITÀ, CIOÈ LA CAPACITÀ DI TROVARE NUOVE E ORIGINALI SOLUZIONI IN UN
CAMPO DI CUI SI POSSIEDE UNA CERTA PADRONANZA;
• 3. LA CAPACITÀ METAFORICA, CIOÈ LA CAPACITÀ DI PERCEPIRE ANALOGIE E DI PASSARE DA
UN CAMPO DEL SAPERE AD UN ALTRO CREANDO E REALIZZANDO NUOVE CONNESSIONI;
• 4. LA CAPACITÀ GENERALE DI SINTESI, CIOÈ QUELLA CAPACITÀ, CHE PUÒ DEFINIRSI ANCHE
SAGGEZZA, DI SAPER INDICARE LA SOLUZIONE GIUSTA IN OGNI MOMENTO, FACENDO
RIFERIMENTO A ESPERIENZE PASSATE E ALLA COMBINAZIONE DELLE ALTRE TRE ABILITÀ SU
IDICATE, RIVELANDO UNA MATURA CAPACITÀ DI GIUDIZIO.
• È OPPORTUNO RIBADIRE CHE OGNI SINGOLA ABILITÀ, COSÌ COME QUELLE DI
LIVELLO SUPERIORE, POSSONO SVILUPPARSI PIENAMENTE SE NEL CONTESTO
SOCIALE E CULTURALE, IN CUI CI SI TROVA AD OPERARE, NON SI FRAPPONGONO
OSTACOLI ESTERNI, SE SI REALIZZANO SEQUENZE APPROPRIATE DI ESPERIENZE, SE
L’INDIVIDUO, QUINDI, RIESCE A PERSEGUIRE DETERMINATI OBIETTIVI CON
DETERMINAZIONE E MOTIVAZIONE.
• È GIÀ STATO SOTTOLINEATO CHE L'UOMO SI DISTINGUE DALLE ALTRE SPECIE
ANIMALI PER LA SUA SPICCATA CAPACITÀ SIMBOLICA. C’È ATTIVITÀ SIMBOLICA
OGNI VOLTA CHE C’È COESISTENZA DI SENSO, CIOÈ OGNI VOLTA CHE UNA PAROLA,
UN OGGETTO O UN CONCETTO SERVONO AD INDICARNE DEGLI ALTRI, CREANDO
LONTANI COLLEGAMENTI, CON EVIDENTI FUNZIONI ESPRESSIVE E COMUNICATIVE.
• GARDNER INDIVIDUA CORRENTI DI SIMBOLIZZAZIONE, PROPRIE DI OGNI SINGOLA ABILITÀ E
ONDE DI SIMBOLIZZAZIONE, CHE INFLUENZANO ORIZZONTALMENTE LA GENERALE
CAPACITÀ DI APPRENDIMENTO. ENTRAMBE SI SVILUPPANO IN ETÀ PRESCOLARE (DAI 2 AI 5
ANNI), IN CUI IL BAMBINO ACQUISISCE UNA COMPETENZA SIMBOLICA DI BASE, IN UNA
VARIETÀ DI SISTEMI SIMBOLICI. NEL CAMPO MUSICALE, È SPECIFICA L'ABILITÀ DI INTONARE
SUONI E DI RIPRODURRE CELLULE RITMICHE ELEMENTARI; IN ALTRI CAMPI, SAPER
RACCONTARE AVVENIMENTI REALI O FANTASTICI, INTERPRETARE RUOLI DIVERSI,
MANIPOLARE CRETA, COMPIERE ELEMENTARI OPERAZIONI LOGICO-MATEMATICHE O DARE
SEMPLICI SPIEGAZIONI CAUSALI.
• QUESTI PROCESSI SI SVILUPPANO IN UNO SPECIFICO CAMPO SIMBOLICO E SI DIFFONDONO
NEGLI ALTRI AMBITI INTELLETTUALI, FIN DAI PRIMI ANNI DI VITA, ATTRAVERSO LE ONDE DI
SIMBOLIZZAZIONE E, IN SEGUITO, ATTRAVERSO I CANALI DI SIMBOLIZZAZIONE, CHE
SEGUONO SPECIFICI PERCORSI DI APPRENDIMENTO, LEGATI ALLA CULTURA DI
APPARTENENZA.
• A DUE ANNI SI SVILUPPA L'ONDA DELLA STRUTTURAZIONE DI RUOLI O DI EVENTI,
CHE, PUR SVILUPPANDOSI INIZIALMENTE NEL CAMPO DELL'INTELLIGENZA
LINGUISTICA, COMPLICE ANCHE UNA GRANDE LIBERTÀ ASSOCIATIVA, SI SPOSTA
IN TUTTI I CAMPI SIMBOLICI E CORRISPONDE ALLA CAPACITÀ DEL BAMBINO DI
INDICARE SE UN'AZIONE È STATA ESEGUITA O QUALE RUOLO HA CHI HA
COMPIUTO UN'AZIONE.
• A TRE ANNI SI VERIFICA L'ONDA DELLA RAPPRESENTAZIONE ANALOGICA O
TOPOLOGICA, QUELLA IN CUI, NONOSTANTE UNA MANCANZA DI PRECISIONE
QUANTITATIVA, IN BAMBINO È IN GRADO DI SPIEGARE, ATTRAVERSO ANALOGIE
E RELAZIONI, UN EVENTO RIFERIBILE AD UNO SPECIFICO AMBITO SIMBOLICO.
QUESTA ABILITÀ SEMBRA AVERE UNO STRETTO LEGAME CON L'INTELLIGENZA
SPAZIALE, MA È OSSERVABILE IN CAMPI SPECIFICI, AD ESEMPIO IN MUSICA IL
BAMBINO È IN GRADO DI COGLIERE RAPPORTI ANALOGICI, COME QUELLI DI
RICONOSCERE, SOPRATTUTTO ATTRAVERSO RISPOSTE CORPOREE, SE UNA
MUSICA VA SU O GIÙ, SE DIVENTA PIÙ VELOCE O PIÙ LENTA, SE È UGUALE O
DIVERSA, SENZA PERÒ ESSERE IN GRADO DI SPECIFICARE QUANTITATIVAMENTE
E QUALITATIVAMENTE LE DIFFERENZE, COSÌ COME CANTA VARIANDO
CONTINUAMENTE ALTEZZA E DURATA DEI SUONI.
• A QUATTRO ANNI È OSSERVABILE L'ONDA DELLA RAPPRESENTAZIONE NUMERICA O
QUANTITATIVA, IL BAMBINO È ORA IN GRADO DI DETERMINARE LE QUANTITÀ
CON PRECISIONE. QUEST'ONDA PRESENTA STRETTE CONNESSIONI CON IL CAMPO
DELL'INTELLIGENZA LOGICO-MATEMATICA (IN MUSICA LE DISCRIMINAZIONI
TONALI, RITMICHE, TIMBRICHE DIVENGONO PIÙ PRECISE, CHIARE,
NUMERICAMENTE CORRETTE E L'ESECUZIONE SUBISCE ORMAI POCHE
DEVIAZIONI SIA RITMICHE, CHE MELODICHE), SACRIFICANDO, PERÒ, NON POCO
LA CAPACITÀ DEL BAMBINO DI COGLIERE I SENTIMENTI, I CONTORNI
EMOZIONALI, RELATIVI ALLA SITUAZIONE DESCRITTA CON PRECISIONE.
QUESTE ABILITÀ, CHE HANNO ORIGINE ALL'INTERNO DI UNA PARTICOLARE FORMA
DI INTELLIGENZA, SI RIVERSANO NEGLI ALTRI AMBITI INTELLETTUALI,
INTERAGISCONO IN UNA COMPLESSA COMBINAZIONE DI INTELLIGENZE,
FIGURANO ANCHE NEL CORSO SUCCESSIVO DELLA VITA E RISULTANO
NOTEVOLMENTE FLESSIBILI, IN QUANTO PERMETTERANNO, IN SEGUITO DI
ESEGUIRE NON SOLO OPERAZIONI COMPLESSE IN SPECIFICI CAMPI SIMBOLICI, MA
ANCHE, IN UNA GRANDE SITUAZIONE DI VERSATILITÀ, IN ALTRI AMBITI.
IN TUTTE LE ATTIVITÀ LEGATE A QUESTO PERIODO, ANCHE SE NON IN MANIERA
CONTINUA E PROGRESSIVA, IL PENSIERO MAGICO, CIOÈ LA CAPACITÀ CREATIVA E
METAFORICA, DIVIENE LA FORMA PRIVILEGIATA DI PENSIERO.
• L’INIZIO DELL’ETÀ SCOLARE, NELLA NOSTRA SOCIETÀ, COINCIDE CON LO SVILUPPO
DEL CANALE NOTAZIONALE, CIOÈ LA CAPACITÀ E LA VOLONTÀ DI PADRONEGGIARE I
SISTEMI SIMBOLICI DEGLI ADULTI (LINGUAGGIO SCRITTO, SISTEMA NUMERICO,
CARTE TOPOGRAFICHE, DIAGRAMMI, SISTEMI DI NOTAZIONE MUSICALE, ECC.), CHE
PREVALGONO NELL'AMBIENTE CULTURALE CIRCOSTANTE.
• IN QUESTA FASE LETTERALE, IN CUI IL BAMBINO È IMPEGNATO AD ACQUISIRE
CORRETTAMENTE GLI ELEMENTI CHE FORMANO I VARI SISTEMI SIMBOLICI, DEFINITI
DA UNA PARTICOLARE CULTURA, CALANO NOTEVOLMENTE, DIVENENDO QUASI
ELEMENTI DI DISTURBO, ELEMENTI QUALI LA NOVITÀ, L'ORIGINALITÀ E LA
CREATIVITÀ, PER RIAFFIORARE POI SUCCESSIVAMENTE, UNA VOLTA CHE
L'INDIVIDUO IMPARA A PADRONEGGIARE I DIVERSI CODICI ESPRESSIVI. DURANTE
L'ADOLESCENZA, PRIMA, E SUCCESSIVAMENTE NELL'ETÀ ADULTA, L'INDIVIDUO
SARÀ IN GRADO DI TRASMETTERE AGLI ALTRI LE PROPRIE COMPETENZE E DIVENIRE
POTENZIALMENTE CAPACE DI CREARE PRODOTTI SIMBOLICI ORIGINALI.
L’AUDIOPSICOFONOLOGIA DI ALFRED
TOMATIS
• INTERESSANTI SONO GLI STUDI DELL’OTORINOLARINGOIATRA, STUDIOSO E
RICERCATORE ALFRED TOMATIS. EGLI, PARTENDO DA STUDI SPECIFICI,
RELATIVI ALLA CAPACITÀ DI ASCOLTO DELL'UOMO, RECUPERA UN PIANO
PSICOANALITICO, CHE SI EVIDENZIA NELLA FASE DELL'ASCOLTO. LA MAGGIOR
PARTE DELLE CONNESSIONI NEURALI PARTONO DAL NOSTRO ORECCHIO, CHE SI
COMPORTA COME UNA DINAMO. TOMATIS HA FONDATO UNA SERIE DI CENTRI
DOVE SI UTILIZZANO I SUOI APPARECCHI E I SUOI METODI PER IL TRATTAMENTO
DEI DISTURBI DEL LINGUAGGIO, DELL'ASCOLTO E DEL COMPORTAMENTO.
• GRANDE ATTENZIONE È STATA RIVOLTA ALL'IMPORTANZA CHE L'ASCOLTO INTRAUTERINO
HA NELLO SVILUPPO COGNITIVO E AFFETTIVO DEL BAMBINO. TOMATIS, HA ELABORATO
INTERESSANTI TEORIE A RIGUARDO. FONDANDO UNA NUOVA DISCIPLINA,
L'AUDIOPSICOFONOLOGIA, EGLI HA MOSTRATO UNA GRANDE ATTENZIONE ALLE FUNZIONI
DI QUELLA PARTE DEL NOSTRO CORPO, CHE, DURANTE LO SVILUPPO INTRAUTERINO, SI
PERFEZIONA ED È PREDISPOSTA ALL'ASCOLTO: L'ORECCHIO.
• IN REALTÀ TUTTO IL CORPO PARTECIPA A QUESTA FUNZIONE, FIN DAI PRIMI MESI DI VITA,
QUANDO ANCORA LE CELLULE NERVOSE NON SI SONO SPECIALIZZATE: IL FETO NEL
VENTRE MATERNO MOSTRA SEGNI DI REAZIONE A STIMOLI SENSORIALI, PRIMO FRA TUTTI
LA VOCE MATERNA. È IL RICORDO DI QUESTI SUONI, CHE, NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI,
COSTITUISCE UN'ESPERIENZA POSITIVA, LASCIANDO NEL BAMBINO IL RICORDO
PIACEVOLE DI QUEL PERIODO DI UNITÀ CON LA MADRE. IL BISOGNO DI COMUNICARE CON
GLI ALTRI NON È CHE IL TENTATIVO DI RIVIVERE QUELL'ESPERIENZA TOTALIZZANTE E
INTENSA.
• TOMATIS È L'IDEATORE DELL'ORECCHIO ELETTRONICO, UN APPARECCHIO UTILIZZATO
NEI CENTRI SPARSI IN TUTTO IL MONDO, DOVE LE SUE TEORIE VENGONO APPLICATE
CON GRANDE SUCCESSO.
• ATTRAVERSO UN'ELABORATA, SPECIFICA E COMPIUTA FASE DI ASCOLTO, QUESTO
APPARECCHIO È IN GRADO DI RIEVOCARE LE VARIE FASI DI RITORNO SONORO, IN
DIREZIONE DELLA VITA FETALE, ATTRAVERSO L'ASCOLTO DI SUONI FILTRATI, CIOÈ
QUELLI CHE RIPRODUCONO TUTTI I SUONI CHE IL FETO PERCEPISCE NEI PRIMI MESI DI
VITA, IN PARTICOLAR MODO, LA VOCE MATERNA, FINO A REALIZZARE UN VERO E
PROPRIO PARTO SONORO, CHE PROVOCA NEI SOGGETTI, SOTTOPOSTI AL TRATTAMENTO,
IL DESIDERIO DI ENTRARE IN CONTATTO CON GLI ALTRI SECONDO CANALI ESPRESSIVI
NORMALIZZATI. DISTURBI COME L'AUTISMO, LA SCHIZOFRENIA, LA BALBUZIE, LA
DISLESSIA POSSONO TROVARE SOLUZIONI DI COMPLETA GUARIGIONE.
• LA MUSICA ENTRA DI DIRITTO IN ALCUNE DI QUESTE FASI. IN PARTICOLARE,
QUANDO NON È POSSIBILE FAR ASCOLTARE LA VOCE DELLA MADRE, SI
SOTTOPONE IL SOGGETTO SOTTOPOSTO AL TRATTAMENTO ALL'ASCOLTO
DELLA MUSICA DI MOZART: TUTTA UNA SERIE DI ONDE SONORE SI CREA E SI
ORGANIZZA INTORNO A QUESTA MUSICA, CHE VIENE FATTA ASCOLTARE
ATTRAVERSO DEI FILTRI SONORI, CHE RIPRODUCONO L'ASCOLTO
INTRAUTERINO. SUCCESSIVAMENTE QUESTA MEMORIA SONORA SI FARÀ
PORTATRICE DI MESSAGGI IN GRADO DI TRASMETTERE UNA CARICA
SEMANTICA.
• A TAL PROPOSITO INTERESSANTE È LA LETTURA DEL SUO SAGGIO: «PERCHÉ
MOZART?»,NEL QUALE RIVOLGE TUTTA LA SUA ATTENZIONE AGLI ASPETTI
PECULIARI DELLA MUSICA DEL MUSICISTA AUSTRIACO.
• INIZIALMENTE TUTTO QUESTO PATRIMONIO DI SUONI, ASCOLTATI IN QUESTA
PARTICOLARISSIMA FASE DELLA NOSTRA ESISTENZA, SI RIVELA IN GRADO DI
PROGRAMMARE MEGLIO IL NOSTRO CORPO, PERCHÉ DIVENTI UNO
STRUMENTO DI INTEGRAZIONI SONORE.
• UN SOSTANZIALE RIBALTAMENTO DELL'APPROCCIO AI PROBLEMI LEGATI
ALL'EMISSIONE DELLA VOCE, IL PRINCIPALE STRUMENTO DI ESPRESSIONE
MUSICALE, È STATA LA SCOPERTA, DA PARTE DI TOMATIS, CHE LA MAGGIOR
PARTE DELLE DIFFICOLTÀ, NELL'EMISSIONE DI SUONI E, IN PARTICOLAR
MODO, QUELLE RISCONTRATE IN MOLTI CANTANTI LIRICI, FOSSERO
DETERMINATE DA DISTURBI DELL'UDITO E NON DA PROBLEMI FISIOLOGICI
DELLA LARINGE, FINO AD ALLORA RITENUTO L'ORGANO PRINCIPALE DELLA
FONAZIONE.
• IN REALTÀ NOI CANTIAMO E, IN GENERALE, RIPRODUCIAMO VOCALMENTE SOLO QUELLO CHE
SIAMO IN GRADO DI UDIRE. SONO SORPRENDENTI I RISULTATI DA LUI OTTENUTI A PROPOSITO
DEL PROCESSO DI EDUCAZIONE DELLA VOCE ATTRAVERSO L'ORECCHIO ELETTRONICO: OGNI
VOLTA CHE IL SOGGETTO, SOTTOPOSTO A TALE TRATTAMENTO, EMETTE DEI SUONI, VIENE
INTRODOTTO UN TIPO DI ASCOLTO DELLA PROPRIA VOCE FILTRATA E CORRISPONDENTE ALLA
MIGLIORE EMISSIONE POSSIBILE. IN SOLE POCHE SEDUTE, DIFFICOLTÀ D’INTONAZIONE,
TIMBRO E QUALITÀ ESPRESSIVA VENGONO CORRETTI O MIGLIORATI IN MANIERA DEFINITIVA.
• UN'EDUCAZIONE DELLA VOCE, BASATA SU ESERCIZI DI AUTOASCOLTO.
• UNA PERCEZIONE CHE L'INTERO NOSTRO CORPO (SISTEMA OSSEO, EPIDERMIDE) SIA DOTATO DI
SENSIBILITÀ UDITIVA.
• UNA PARTICOLARE ATTENZIONE ALLE FUNZIONI DELL'APPARATO COCLEO-VESTIBOLARE, IN
CUI SI VERIFICA IL MAGGIOR NUMERO DELLE CONNESSIONI SINAPTICHE E DA CUI DIPENDE
L'INTERO COINVOLGIMENTO CORPOREO DURANTE LA FASE DELL'ASCOLTO.
• TUTTE QUESTE SCOPERTE MOSTRANO QUANTO OGNI FORMA DI COMUNICAZIONE ESIGA UN
CONTINUO LAVORO DI ACCOMODAMENTO DELLE PRATICHE E DELLE TECNICHE DI
COMUNICAZIONE BASATE SU TALI PRINCIPI E SUI RISULTATI OTTENUTI.
• UNO STUDIO SULL’INTELLIGENZA MUSICALE PUÒ AIUTARE A CAPIRE CIÒ CHE DI
SPECIALE C’È NELLA MUSICA E NELLO STESSO TEMPO EVIDENZIARE LA SUA
RELAZIONE CON ALTRE FORME DI INTELLIGENZA UMANA.
• GARDNER, PARTECIPANDO AL PROGETTO ZERO ALL’UNIVERSITÀ DI HARVARD, UN
PROGETTO CHE SI È SERVITO DELLA COLLABORAZIONE DI STUDIOSI DI VARI CAMPI
DEL SAPERE (PROPRIO PER OTTENERE, ATTRAVERSO ANALISI COMPARATE,
RISULTATI SODDISFACENTI E IN QUALCHE MISURA ATTENDIBILI), HA CERCATO DI
DEFINIRE IL LIVELLO DI POTENZIALE UMANO ATTRAVERSO L’OSSERVAZIONE DI
BAMBINI NORMALI E SUPERDOTATI. IN CAMPO MUSICALE, IL NUMERO DI BAMBINI
PRODIGIO OSSERVATI È COSÌ GRANDE CHE, SENZA TIMORE D’ERRORE, GARDNER
AFFERMA CHE LE LORO PRESTAZIONI SONO DA CONSIDERARE FENOMENI
AUTENTICI.
• UNA PRECOCITÀ MUSICALE SI MANIFESTA IN BAMBINI CHE HANNO PRESO PARTE AD UN VALIDO
PROGRAMMA D’ISTRUZIONE (COME NEL CASO DEL METODO SUZUKI IN GIAPPONE), OPPURE
COME CONSEGUENZA DEL FATTO DI VIVERE IN UNA FAMIGLIA DOVE SI RESPIRA MUSICA.
• ALLA BASE DI CIASCUNO DI QUESTI TALENTI POTREBBE ESSERCI UNA DOTE NATURALE
RICEVUTA IN EREDITÀ DAI PROPRI GENITORI, MA È CHIARO CHE ENTRANO IN AZIONE ANCHE
ALTRI FATTORI DI NATURA CULTURALE E AMBIENTALE.
• I PRINCIPALI ELEMENTI COSTITUTIVI DELLA MUSICA SONO LA MELODIA E IL RITMO: SUONI
AVENTI PARTICOLARI ALTEZZE E RAGGRUPPATI SECONDO VARI SCHEMI METRICI. LA MELODIA È
PIÙ IMPORTANTE IN CERTE CULTURE (PER ESEMPIO IN ALCUNE SOCIETÀ ORIENTALI CHE FANNO
USO DI PICCOLI INTERVALLI DI UN QUARTO DI TONO), MENTRE IL RITMO È TENUTO IN GRANDE
CONSIDERAZIONE NELL’AFRICA SUBSAHARIANA, DOVE I RAPPORTI RITMICI POSSONO
RAGGIUNGERE UNA ELEVATA COMPLESSITÀ METRICA.
• I RAPPORTI IN ALTEZZA FRA I SUONI SI DISPIEGANO NEL TEMPO, FORMANDO
LINEE MELODICHE DI STRUTTURA ORIZZONTALE; MA I SUONI POSSONO
COMBINARSI ANCHE IN MANIERA VERTICALE, QUANDO DUE O PIÙ SUONI
VENGONO EMESSI NELLO STESSO TEMPO, DANDO ORIGINE A EFFETTI CHE
REPUTIAMO CONSONANTI O DISSONANTI, SECONDO LA NOSTRA SENSIBILITÀ ED
EDUCAZIONE MUSICALE, QUINDI RISPETTO A COME IL NOSTRO ORECCHIO
MUSICALE SI È SVILUPPATO.
• UN’ULTERIORE CARATTERISTICA CONNOTATIVA DEL SUONO È IL TIMBRO. ESSO
INDICA LA QUALITÀ DEL SUONO, CHE DIPENDE DALLA FORMA DEGLI ARMONICI
PRODOTTI DALLA FONTE SONORA E CHE CI FA RICONOSCERE UNO STESSO
SUONO PRODOTTO, AD ESEMPIO, DA STRUMENTI DIVERSI.
• QUESTI ELEMENTI CENTRALI DELLA MUSICA SOLLEVANO LA QUESTIONE DEL
RUOLO DELL’ASCOLTO.
• NON C’È DUBBIO CHE IL SENSO DELL’UDITO SIA CRUCIALE A OGNI
PARTECIPAZIONE MUSICALE: QUALSIASI ARGOMENTAZIONE IN CONTRARIO
SAREBBE PRETESTUOSA. È PERÒ ALTRETTANTO CHIARO CHE ALMENO UN
ASPETTO CENTRALE DELLA MUSICA, L’ORGANIZZAZIONE RITMICA, PUÒ
ESISTERE A PRESCINDERE DA OGNI PERCEZIONE UDITIVA. TALUNI INDIVIDUI
SORDI HANNO CITATO GLI ASPETTI RITMICI DELLA MUSICA COME IL LORO
PUNTO D’INGRESSO A ESPERIENZE MUSICALI. 1
• MOLTI ESPERTI HANNO ATTRIBUITO GRANDE IMPORTANZA AGLI ASPETTI
AFFETTIVI DELLA MUSICA, CHE CONSIDERANO UN’ESPERIENZA CENTRALE
NELLA FRUIZIONE DI UN BRANO MUSICALE.
• ARNOLD SCHÖNBERG, CHE NON È CERTO NOTO COME UN SENTIMENTALE, SI
ESPRIME NEL MODO SEGUENTE: LA MUSICA È UNA SUCCESSIONE DI SUONI E DI
COMBINAZIONI DI SUONI ORGANIZZATI IN MODO TALE DA ESERCITARE
UN’IMPRESSIONE GRADEVOLE SULL’ORECCHIO, ED È QUINDI COMPRENSIBILE
L’IMPRESSIONE CHE ESSA ESERCITA SULL’INTELLIGENZA. QUESTE IMPRESSIONI
HANNO IL POTERE DI INFLUIRE SU PARTI OCCULTE DELLA NOSTRA ANIMA E DELLE
NOSTRE SFERE SENTIMENTALI E QUEST’INFLUENZA CI FA VIVERE IN UN PAESE DI
SOGNO DI DESIDERI APPAGATI O IN UN INFERNO SOGNATO.
• GARDNER INDIVIDUA DELLE LINEE GUIDA NELLA COMPRENSIONE DI UNA FONDAMENTALE DIMENSIONE
DELLA MUSICA: LA COMPOSIZIONE. SECONDO LA SPIEGAZIONE DEI COMPOSITORI STESSI, CHI COMPONE HA
CONTINUAMENTE DEI SUONI IN TESTA, CIOÈ, ODE A UN LIVELLO SEMICOSCIENTE NOTE, RITMI E SCHEMI
MUSICALI.
• L’IMMAGINE MUSICALE, CHE RAPPRESENTA L’IDEA INIZIALE, PUÒ ESSERE QUALSIASI COSA, DAL PIÙ SEMPLICE
FRAMMENTO MELODICO, RITMICO O ARMONICO A QUALCOSA DI PIÙ ELABORATO. LA COMPOSIZIONE COMINCIA
IN MODO NATURALE NEL MOMENTO IN CUI QUESTE IDEE SI CRISTALLIZZANO IN UNA FORMA SIGNIFICANTE, IN
CUI LA CREATIVITÀ MUSICALE DEL COMPOSITORE COMINCIA A LAVORARE SU QUESTA IDEA.
• L’INIZIALE IMMAGINE MUSICALE SI SVILUPPA PROCEDENDO PER IMITAZIONE, PER CONTRASTO O PER
COMPLEMENTARIETÀ, UTILIZZANDO TUTTO CIÒ CHE LA MEMORIA MUSICALE FA AFFIORARE RIGUARDO
ALL’IDEA INIZIALE.
• LA MENTE MUSICALE LAVORA CON IL MATERIALE FORNITO DALLA MEMORIA TONALE. ESSA COMINCIA A
FUNZIONARE IN UN MODO CREATIVO SOLO DOPO AVERE ASSORBITO UNA VARIETÀ CONSIDEREVOLE DI
ESPERIENZE TONALI. UNA GRANDE PERCENTUALE DI CIÒ CHE SI ODE VIENE SOMMERSA NELL’INCONSCIO E
COSTITUISCE LA MEMORIA MUSICALE; LA PARTE CREATIVA DELLA MENTE MUSICALE OPERA SU QUESTO
REPERTORIO SCEGLIENDO E RIELABORANDO CONTINUAMENTE UNA SERIE DI SUONI SEMPRE NUOVA.
• C’È UN ACCORDO CONSIDEREVOLE ANCHE SUL FATTO CHE IL LINGUAGGIO NON
SVOLGA ALCUN RUOLO DETERMINANTE NELL’ATTO DELLA COMPOSIZIONE.
• IGOR STRAVINSKIJ DICE NELLE SUE CONVERSAZIONI CON ROBERT CRAFT:
COMPORRE È FARE, NON PENSARE. LA COMPOSIZIONE NON È IL RISULTATO DI UN
ATTO DI PENSIERO O DI VOLONTÀ, MA SI COMPIE NATURALMENTE.
• UN’ANALISI ESEMPLARE SU UN ASPETTO DELLA COMPOSIZIONE CON
CARATTERISTICHE PROPRIE, CIOÈ L’IMPROVVISAZIONE, È CONDOTTA DA
GIORGIO ENEA, CHE, NELLA SUA TESI DI LAUREA IN FILOSOFIA
SULL’IMPROVVISAZIONE MUSICALE, EVIDENZIA IN ESSA L’ASPETTO PRATICO
DELL’ARTE, COME ESPERIENZA POIETICA DEL FARE DI UN INDIVIDUO TRA E PER
GLI INDIVIDUI, COME ESIGENZA PRIMARIA DELLA COMUNICAZIONE.
• L’IMPROVVISAZIONE È UNA PRESTAZIONE, CHE RICHIEDE UNA COMPETENZA
CRITICA E COMPIUTA DEI MECCANISMI COMPOSITIVI, CHE DEVONO ESSERE SVOLTI
ISTANTANEAMENTE, SENZA LA POSSIBILITÀ DI UN’AZIONE DI PERFEZIONAMENTO,
DI UN LAVORO DI LABOR LIMAE E CON LA NECESSITÀ CHE IL TEMPO DELLA
CREAZIONE COINCIDA PERFETTAMENTE CON QUELLO DELL’ESECUZIONE, DELLA
MESSA IN GIOCO DELLE PROPRIE ABILITÀ NEL PRODOTTO ARTISTICO FINALE.
• L’IMPROVVISATORE OPERA SECONDO DUE LINEE COMPOSITIVE, UNA È QUELLA
DEL GIOCO DI REINVENZIONE DI PATTERN RITMICI, MELODICI E ARMONICI. LA
PRATICA DELL’IMPROVVISAZIONE TROVA LA SUA LEGITTIMAZIONE NELLA
CONCEZIONE DELL’ARTE CONSIDERATA COME UN UNIVERSO IN ESPANSIONE,
DOVE L’IMPROVVISATORE È INVIATO IN MISSIONI IMPOSSIBILI, PER RAFFORZARE
L’IDEA DI UN’IDENTITÀ CULTURALE MAI UGUALE A SÉ STESSA.
IL VERO TERRITORIO SCONOSCIUTO È LA STRUTTURA PSICOLOGICA DELL’ARTISTA. LA VERA
ESPLORAZIONE AVVIENE PROPRIO LÌ, NEI MEANDRI DELLA NOSTRA PSICHE; E QUESTO
CONFERISCE SEMPRE UN VALORE DI SPERIMENTAZIONE ANCHE ALLE ESECUZIONI MENO PURE
ED ORIGINALI, QUELLE CHE POTREBBERO ESSERE CONSIDERATE PIÙ STANDARD. LA PRATICA
DELL’IMPROVVISAZIONE, INFATTI, SI COMPIE IN UN RITMO TEMPORALE COSÌ SERRATO CHE
NON SI HA TEMPO NÉ SPAZIO NÉ MOTIVAZIONE PROFONDA PER CERCARE DI CAPIRE SE I
MECCANISMI AI QUALI SI RICORRE DURANTE LA PRODUZIONE SIANO CONSCI O INCONSCI E
NON SI CAPISCE BENE QUALE LIVELLO DELL’IO SIA MAGGIORMENTE DEPUTATO
ALL’INVENZIONE. […] BASTI PENSARE CHE, A VOLTE, NEI MOMENTI DI RICERCA PIÙ ESTREMA,
CI SI SOTTOPONE A PROCESSI DI AUTODISCIPLINAMENTO, AUTOLIMITAZIONE E FEROCE
RIGORIZZAZIONE DI SÉ CON LO SCOPO DI DISTILLARE LE RISORSE PIÙ PROFONDE DEL
NOSTRO PATRIMONIO CREATIVO E, QUINDI, PSICOLOGICO E DI RICHIAMARE I DIVERSI LIVELLI
DI COSCIENZA (DIVERSE NATURE DELL’IO?) CHE CI PERMETTONO DI SOSTENERE LE SCELTE
MUSICALI ED ESPRESSIVE PIÙ ARDITE E DIFFICOLTOSE.
• ANCHE LE ABILITÀ CHE FANNO PARTE DELL’ASCOLTO E DELL’ESECUZIONE DELLA
MUSICA HANNO UNA CONNESSIONE CON QUELLE IMPLICATE NELLA CREAZIONE
MUSICALE.
• UN’ESECUZIONE A LIVELLO ESPERTO PRESUPPONE LA CAPACITÀ DI AFFERRARE
L’ARCHITETTURA DELLA COMPOSIZIONE, DI IMPADRONIRSI DELLA SUA COERENZA
INTERNA E DI ESPRIMERLA CON FLUIDITÀ. SUCCESSIVAMENTE AD UNA ESECUZIONE
CORRETTA SI È ANCHE IN GRADO DI VALUTARE LE QUALITÀ ESPRESSIVE RICONOSCIUTE
COME VALIDE DALL’ESECUTORE E DALL’ASCOLTATORE. L’ASCOLTATORE ATTIVO NON È
ALTRO CHE UN ESECUTORE CAPACE DI RIPRODURRE DENTRO DI SÉ LA MUSICA.
• DICE ANCORA STRAVINSKIJ, CHE QUANDO SI COMPONE QUALCOSA È FONDAMENTALE
CHE L’INTERPRETE O L’ASCOLTATORE CONOSCANO LA SPECIFICITÀ DEL LINGUAGGIO
MUSICALE DELL’AUTORE. UNA PARTICOLARE SINTASSI MUSICALE PUÒ ESSERE COMPRESA
SOLO DA CHI CONOSCE TUTTE LE FASI EVOLUTIVE DI QUEL LINGUAGGIO.
È PROBABILE ANCHE CHE CERTI TIPI DI MUSICA, COME LE FORME CLASSICHE IN
DISCUSSIONE QUI, SIANO MENO ACCESSIBILI DEL FOLK O DELLA COMMEDIA
MUSICALE. EPPURE, C’È ANCHE UN NUCLEO CENTRALE DI ABILITÀ CHE È
CRUCIALE PER OGNI PARTECIPAZIONE ALL’ESPERIENZA MUSICALE DI UNA
CULTURA. QUESTE ABILITÀ CENTRALI DOVREBBERO TROVARSI IN OGNI
INDIVIDUO NORMALE CHE ENTRI IN UN CONTATTO REGOLARE CON UN QUALSIASI
GENERE DI MUSICA.
• PER CIÒ CHE RIGUARDA LE ORIGINI EVOLUTIVE DELLA MUSICA È MOLTO PROBABILE CHE
ESPRESSIONE E COMUNICAZIONE LINGUISTICA E MUSICALE ABBIANO AVUTO ORIGINI COMUNI E
SI SIANO SEPARATE, FORSE, ADDIRITTURA UN MILIONE DI ANNI FA.
• LA MUSICA HA AVUTO E, ANCORA OGGI HA NELLE SOCIETÀ PRIMITIVE, UN RUOLO DETERMINANTE
NELL’ORGANIZZAZIONE DI GRUPPI DI LAVORO, DI SPEDIZIONI DI CACCIA E DI RITI RELIGIOSI. LO
STUDIOSO MARIUS SCHNEIDER NEL SUO SAGGIO IL SIGNIFICATO DELLA MUSICA RISCONTRA
RAPPORTI SIMBOLICI UGUALI FRA LE TRADIZIONI SCIAMANICHE INDIANE, LE MAGIE AFRICANE,
LE DANZE RITUALI DI SPAGNA: LA MUSICA ASSUME LA FUNZIONE DI MEDIATRICE TRA LA TERRA E
IL CIELO. IN ALCUNI PASSI DEI LIBRI SACRI INDIANI, I VEDA, SCHNEIDER TROVA IL LEGAME DELLA
MUSICA CON IL MITO DELLA CREAZIONE:
• DA UNA SILLABA MISTICA CANTATA (GRIDO, SUONO PRIMORDIALE) DI LODE, CHE LA MORTE O FAME
ESALA, NASCE IL COSMO[…]IL CANTO DI LODE DELLA MORTE, IL GRIDO O LA RISATA RAPPRESENTANO
LA MUSICA PRIMORDIALE[…]IL SUONO È LA SOSTANZA ORIGINARIA DI TUTTE LE COSE, ANCHE LÀ
DOVE NON È PIÙ PERCEPIBILE PER L’UOMO ORDINARIO. 7
• IL FENOMENO MUSICALE HA UN RAPPORTO PRIVILEGIATO NEI RAPPORTI
DELL’UOMO CON GLI ALTRI UOMINI.
• JOHN BLACKING, NEL SUO SAGGIO COM’È MUSICALE L’UOMO?, PONE IL
PROBLEMA DELLA MUSICALITÀ COME COMPETENZA UNIVERSALE DELLA SPECIE
UMANA:
• IL PROBLEMA PRINCIPALE DI UN COMPOSITORE CHE VOGLIA PRODURRE MUSICA DI
UN CERTO RILIEVO PER I SUOI CONTEMPORANEI, NON È TANTO DI NATURA
MUSICALE, ANCHE SE TALE POTRÀ SEMBRARGLI, QUANTO DI ATTEGGIAMENTO
VERSO LA SOCIETÀ E LA CULTURA DEL SUO TEMPO, RISPETTO AL FONDAMENTALE
PROBLEMA DELL’UOMO DI IMPARARE AD ESSERE UMANO. 9
• ATTRAVERSO LA SUA PERSONALE ESPERIENZA TRA LA POPOLAZIONE VENDA DEL
SUDAFRICA, BLACKING RILEVA:
• IL SUONO PUÒ ESSERE L’OGGETTO, MA È L’UOMO IL SOGGETTO; E LA CHIAVE PER
LA COMPRENSIONE DELLA MUSICA È NEL RAPPORTO ESISTENTE FRA SOGGETTO ED
OGGETTO…LA MUSICA VENDA È MANIFESTAMENTE POLITICA, IN QUANTO È
ESEGUITA IN NUMEROSI CONTESTI, E SPESSO PER PRECISI SCOPI, POLITICI. È
INOLTRE POLITICA NEL SENSO CHE PUÒ COINVOLGERE GLI INDIVIDUI IN UNA
SIGNIFICATIVA ESPERIENZA COMUNITARIA ALL’INTERNO DELLA LORO CULTURA,
RENDENDOLI PERCIÒ PIÙ CONSAPEVOLI DI SE STESSI E DELLE LORO
RESPONSABILITÀ NEI CONFRONTI DEGLI ALTRI.
• VI SONO MOLTE ANALOGIE FRA LA MUSICA E IL LINGUAGGIO VERBALE.
• RICERCATORI CHE HANNO LAVORATO TANTO SU ESSERI UMANI NORMALI QUANTO SU ESSERI UMANI CON LESIONI
AL CERVELLO HANNO DIMOSTRATO AL DI LÀ DI OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO CHE I PROCESSI E I MECCANISMI CHE
SONO AL SERVIZIO DELLA MUSICA E DEL LINGUAGGIO UMANI SONO DISTINTI L’UNO DALL’ALTRO […] QUESTO
CARATTERE SPECIALE DELLA PERCEZIONE MUSICALE È CONFERMATO VISTOSAMENTE DA STUDI DI INDIVIDUI IL
CUI CERVELLO È STATO DANNEGGIATO IN CONSEGUENZA DI ICTUS O ALTRI TIPI DI TRAUMA. 11
• GARDNER RILEVA CHE, MENTRE NEGLI INDIVIDUI NORMALI LE ABILITÀ LINGUISTICHE SONO LATERALIZZATE
QUASI ESCLUSIVAMENTE NELL’EMISFERO SINISTRO, LA MAGGIOR PARTE DELLE CAPACITÀ MUSICALI, COMPRESA
QUELLA CENTRALE DELLA SENSIBILITÀ ALL’ALTEZZA DEI SUONI, SONO LOCALIZZATE NELL’EMISFERO DESTRO.
LESIONI AI LOBI FRONTALE E LATERALE DESTRO CAUSANO, QUINDI, DIFFICOLTÀ NELLA DISCRIMINAZIONE
DELL’ALTEZZA DEI SUONI E NELLA CAPACITÀ DI RIPRODURLI ESATTAMENTE, MENTRE LESIONI NELLE AREE
OMOLOGHE NELL’EMISFERO SINISTRO (CHE CAUSANO DIFFICOLTÀ NEL LINGUAGGIO NATURALE) LASCIANO, IN
GENERALE, LE ABILITÀ MUSICALI RELATIVAMENTE INTATTE. IL PIACERE NEL FRUIRE LA MUSICA SEMBRA
COMPROMESSO DA MALATTIE ALL’EMISFERO DESTRO (COME INDICA IL NOME STESSO, L’AMUSIA E UN DISTURBO
DISTINTO DALL’AFASIA).
• GARDNER RIPORTA I RISULTATI DI TEST COMPIUTI CON INDIVIDUI NORMALI, CHE CONFERMANO
LA TESI DELLA LATERALIZZAZIONE NELL’EMISFERO DESTRO DELLE ABILITÀ MUSICALI.
• LA CONSERVAZIONE SELETTIVA O LA COMPARSA PRECOCE DELL’ABILITÀ MUSICALE, IN INDIVIDUI
CHE NON PRESENTANO ALTRIMENTI NESSUNA DOTE DEGNA DI NOTA È UN ALTRO ARGOMENTO
PERSUASIVO.
• MENTRE I BAMBINI RITARDATI O AUTISTICI REAGISCONO TALVOLTA AGLI STIMOLI MUSICALI
COME AGGRAPPANDOSI AGLI UNICI PUNTI SALDI DI RIFERIMENTO, A UN’UNICA E PARTICOLARE
POSSIBILITÀ DI COMUNICAZIONE CON IL MONDO ESTERNO, CI SONO ANCHE ESEMPI DI
ISOLAMENTO PIÙ POSITIVI, COME QUANDO UN BAMBINO NORMALE IN TUTTE LE ALTRE
MANIFESTAZIONI INTELLETTIVE MANIFESTA UN’ABILITÀ PRECOCE IN AMBITO MUSICALE.
• CAPACITÀ MUSICALI APPREZZATE IN ALTRI CONTESTI CULTURALI SONO UN’ULTERIORE PROVA
DELLA VARIETÀ DELLE ABILITÀ MUSICALI.
• IN CULTURE TRADIZIONALI, IN GENERALE, SI TROVA UN’INSISTENZA MOLTO
MINORE SU PRESTAZIONI INDIVIDUALI O SU ASPETTI INNOVATIVI CHE
COMPORTANO UN ALLONTANAMENTO DA NORME CULTURALI, MENTRE VENGONO
APPREZZATI MOLTO DI PIÙ GLI INDIVIDUI CHE, DOPO AVER PADRONEGGIATO I
GENERI DELLA LORO CULTURA, SONO IN GRADO DI COMPIERE PIACEVOLI
ELABORAZIONI SU DI ESSI. NELLE CULTURE PRELETTERATE SI TROVANO
INDIVIDUI CON UNA MEMORIA PRODIGIOSA PER I CANTI, MEMORIA CHE
RIVALEGGIA CON QUELLA CHE SI MANIFESTA ALTROVE NEL RICORDO DI STORIE.
• COSÌ, LÀ DOVE SONO PARTICOLARMENTE STIMATE LA RITMICA, LA DANZA O LA
PARTECIPAZIONE DI GRUPPO ALLA MUSICA, GLI INDIVIDUI CHE HANNO DOTI
PARTICOLARI IN QUESTE AREE SONO TENUTI IN PARTICOLARE CONSIDERAZIONE.
• LE VARIE LINEE DI PROVE CHE GARDNER HA PORTATO SUGGERISCONO CHE LA MUSICA, COME IL
LINGUAGGIO, SIA UNA COMPETENZA INTELLETTUALE A SÉ.
 
• È INTERESSANTE RILEVARE LE CONNESSIONI ESISTENTI FRA LA MUSICA E GLI ALTRI TIPI DI INTELLIGENZA.
• MOLTI COMPOSITORI, FRA CUI SESSIONS, HANNO INSISTITO SUGLI STRETTI LEGAMI ESISTENTI FRA LA MUSICA
E IL LINGUAGGIO DEL CORPO O DEI GESTI. IN ALCUNE ANALISI, LA MUSICA STESSA VIENE CONCEPITA NEL
MODO MIGLIORE COME UN GESTO ESTESO: UNA SORTA DI MOVIMENTO O DI ORIENTAMENTO CHE VIENE
ESEGUITO, ALMENO IMPLICITAMENTE, CON IL CORPO. RIECHEGGIANDO QUESTO PENSIERO, STRAVINSKIJ HA
INSISTITO SUL FATTO CHE LA MUSICA, PER ESSERE ASSIMILATA IN MODO APPROPRIATO, DEVE ESSERE VISTA,
COSÌ EGLI AVEVA UNA PREDILEZIONE PER IL BALLETTO COME MODO DI ESECUZIONE E INSISTETTE SEMPRE
SULL’OPPORTUNITÀ DI OSSERVARE GLI STRUMENTISTI MENTRE ESEGUONO UN PEZZO. 16
• SENZA DUBBIO, I BAMBINI PICCOLI METTONO NATURALMENTE IN RELAZIONE MUSICA E MOVIMENTI DEL
CORPO, TROVANDO PRATICAMENTE IMPOSSIBILE CANTARE SENZA MUOVERSI; MOLTI FRA I METODI PIÙ
EFFICACI DI INSEGNARE MUSICA, COME QUELLI DI ORFF, DALCROZE, GOITRE, INTEGRANO VOCE, MANI E
CORPO.
• LE CONNESSIONI FRA MUSICA E INTELLIGENZA SPAZIALE SONO MENO DIRETTAMENTE
EVIDENTI, MA, FORSE, NON PER QUESTO MENO IMPORTANTI.
• LA LOCALIZZAZIONE DI CAPACITÀ MUSICALI NELL’EMISFERO DESTRO HA SUGGERITO
CHE CERTE ABILITÀ MUSICALI POSSANO ESSERE STRETTAMENTE CONNESSE A
CAPACITÀ SPAZIALI. IN EFFETTI, LO PSICOLOGO LAUREN HARRIS CITA AFFERMAZIONI
SECONDO CUI I COMPOSITORI DIPENDEREBBERO DA FORTI ABILITÀ SPAZIALI, LE QUALI
SAREBBERO RICHIESTE PER FISSARE, VALUTARE E RIVEDERE LA COMPLESSA
ARCHITETTURA DI UNA COMPOSIZIONE. EGLI CONGETTURA CHE LA SCARSITÀ DI
COMPOSITORI FEMMINE POTREBBE ESSERE DOVUTA NON A UNA QUALCHE DIFFICOLTÀ
NELL’ELABORAZIONE MUSICALE DI PER SÉ (COME ATTESTA IL GRAN NUMERO DI
CANTANTI E STRUMENTISTI DI SESSO FEMMINILE) BENSÌ PIUTTOSTO ALLE PRESTAZIONI
RELATIVAMENTE MODESTE MANIFESTATE DALLE DONNE IN COMPITI SPAZIALI.
• GARDNER HA RILEVATO LA CONNESSIONE UNIVERSALMENTE RICONOSCIUTA FRA
ESECUZIONI MUSICALI E LA VITA AFFETTIVA DI UNA PERSONA. LA MUSICA PUÒ SERVIRE
COME MODO PER COGLIERE SENTIMENTI O PER COMPRENDERE MEGLIO LA FORMA DI
QUESTI E PER COMUNICARLI.
• SI PUÒ FORSE, INOLTRE, CONGETTURARE CHE LA COMPETENZA MUSICALE DIPENDA NON
DA SOLI MECCANISMI ANALITICI CORTICALI, MA ANCHE DA QUELLE STRUTTURE
SUBCORTICALI CHE SONO RITENUTE CENTRALI AL SENTIMENTO E ALLA MOTIVAZIONE.
GLI INDIVIDUI CON DANNI ALLE AREE SUBCORTICALI, O CON SCONNESSIONI FRA AREE
CORTICALI E SUBCORTICALI, VENGONO SPESSO DESCRITTI COME PIATTI E PRIVI DI
EMOTIVITÀ; E BENCHÉ MANCHINO COMMENTI IN PROPOSITO NELLA LETTERATURA, LE
MIE OSSERVAZIONI PERSONALI MI DICONO CHE QUESTI INDIVIDUI SEMBRANO AVERE DI
RADO UN QUALCHE INTERESSE O UNA QUALCHE ATTRAZIONE PER LA MUSICA.
GRAN PARTE DELLA DISCUSSIONE DI GARDNER È INCENTRATA ATTORNO A UNA
COMPARAZIONE IMPLICITA FRA MUSICA E LINGUAGGIO. È IMPORTANTE, AI FINI
DELLA TESI SULL’AUTONOMIA DELLE VARIE COMPETENZE INTELLETTUALI,
DIMOSTRARE CHE L’INTELLIGENZA MUSICALE SEGUA UNA PROPRIA TRAIETTORIA
DI SVILUPPO: NON TUTTI GLI ASPETTI DEL LINGUAGGIO SONO DIRETTAMENTE
ANALOGHI ALLA MUSICA, NELLA QUALE, PER ESEMPIO, È ASSAI POCO SVILUPPATO
L’ASPETTO FUNZIONALE DELLA COMUNICAZIONE E ANCHE LA NOZIONE DI
GRAMMATICALITÀ. NELLA MUSICA, ANZI, COME IN TUTTE LE FORME ESTETICHE,
LA VIOLAZIONE DI REGOLE VIENE PIÙ FREQUENTEMENTE APPREZZATA.
• C’È, INFINE, L’AREA DI COMPETENZA INTELLETTUALE CHE TRADIZIONALMENTE È LEGATA ALLA MUSICA:
LA SFERA MATEMATICA. LE CONNESSIONI FRA MUSICA E MATEMATICA, CHE RISALGONO FINO ALLE
SCOPERTE CLASSICHE DI PITAGORA, HANNO SEMPRE AFFASCINATO, STIMOLATO L’IMMAGINAZIONE E
SUSCITATO RIFLESSIONI. NEL MEDIOEVO E IN MOLTE CULTURE NON OCCIDENTALI, LO STUDIO TEORICO
DELLA MUSICA ERA STRETTAMENTE CONNESSA ALLA PRATICA DELLA MATEMATICA, COME INTERESSE
PER LE PROPORZIONI, PER SPECIALI RAPPORTI, SEQUENZE E SCHEMI. NEL CINQUECENTO, GLI ASPETTI
MATEMATICI DELLA MUSICA CONSERVARONO UN’IMPORTANZA CENTRALE NELL’APPROFONDIMENTO
DELLE REGOLE DELL’ARMONIA. DAL RINASCIMENTO IN POI, GLI ASPETTI MATEMATICI DELLA MUSICA
DIVENNERO MENO EVIDENTI. ANCORA UNA VOLTA, PERÒ, NEL NOVECENTO, PRIMA SULLA SCIA DELLA
MUSICA DODECAFONICA E, PIÙ RECENTEMENTE, IN CONSEGUENZA DELL’USO DIFFUSO DELLA MUSICA
ELETTRONICA, SI È POSTO COME ATTUALE IL RAPPORTO FRA COMPETENZE MUSICALI E MATEMATICHE.
• SECONDO GARDNER, NELLA MUSICA CI SONO ELEMENTI, SE NON DI ALTA MATEMATICA, ALMENO CHIARAMENTE
NUMERICI, I QUALI NON DOVREBBERO ESSERE MINIMIZZATI. PER APPREZZARE IL FUNZIONAMENTO DEI RITMI IN UNA
COMPOSIZIONE MUSICALE, UN INDIVIDUO DEVE AVERE UNA QUALCHE COMPETENZA NUMERICA ELEMENTARE. LE
ESECUZIONI DI COMPOSIZIONI MUSICALI RICHIEDONO UNA SENSIBILITÀ A VOLTE MOLTO COMPLESSA ALLA REGOLARITÀ
E AI RAPPORTI. QUESTO RIMANE PERÒ PENSIERO MATEMATICO SOLO A UN LIVELLO RELATIVAMENTE ELEMENTARE.
• QUANDO SI PASSA A UN APPREZZAMENTO DELLE STRUTTURE MUSICALI DI BASE, E DI COME POSSANO ESSERE RIPETUTE O
TRASFORMATE, CI S’IMBATTE IN UN PENSIERO MATEMATICO SUPERIORE. […] UNA SENSIBILITÀ A SCHEMI E REGOLARITÀ
MATEMATICI HA CARATTERIZZATO MOLTI COMPOSITORI, DA BACH A SCHUMANN, CHE HANNO ESPRESSO QUESTO INTERESSE, A
VOLTE APERTAMENTE ALTRE VOLTE ATTRAVERSO UNA SORTA DI ESPLORAZIONE DI POSSIBILITÀ PER GIOCO. (MOZART
COMPOSE MUSICA ADDIRITTURA SECONDO SEQUENZE OTTENUTE GETTANDO VARIE VOLTE UN DADO). 19
• APPARE CHIARO CHE IL COMPITO IN CUI SONO IMPEGNATI I MUSICISTI DIFFERISCE FONDAMENTALMENTE DA QUELLO
CHE PREOCCUPA IL MATEMATICO: SE IL MATEMATICO È INTERESSATO ALLE FORME PER SE STESSE, ALLE LORO
IMPLICAZIONI, A PRESCINDERE DA OGNI ESIGENZA DI COMUNICAZIONE E DAI MEZZI CON CUI SONO ESPRESSE, PER IL
MUSICISTA, INVECE, LA MUSICA È UN FENOMENO INTENZIONALE, IN CUI I SUONI ASSUMONO CERTE DETERMINATE
STRUTTURE NON IN VIRTÙ DI UNA CONSIDERAZIONE FORMALE, MA PER UNA LORO PECULIARITÀ, QUELLO DI POSSEDERE
POTERE ED EFFETTI ESPRESSIVI.
• PER GARDNER UNO FRA I PIACERI MAGGIORI, IN QUALSIASI AMBITO INTELLETTUALE, È CONNESSO
ALL’ESPLORAZIONE DEI SUOI RAPPORTI CON ALTRE SFERE D’INTELLIGENZA.
•  
• GARDNER PROPONE UN ESEMPLIFICATIVO RITRATTO DELL’EVOLUZIONE DELLA COMPETENZA MUSICALE.
• I BAMBINI PICCOLI NORMALI NON SOLO BALBETTANO, MA CANTANO: ESSI SONO IN GRADO DI EMETTERE
SINGOLI SUONI, CONCATENAZIONI MODULANTI DI SUONI E PERSINO IMITARE MODELLI SONORI CANTATI DA
ALTRI CON UNA PRECISIONE PIÙ CHE CASUALE.
• ALLA METÀ DEL SECONDO ANNO DI VITA, I BAMBINI SPERIMENTANO UNA TRANSIZIONE IMPORTANTE NELLA
LORO VITA MUSICALE. PER LA PRIMA VOLTA COMINCIANO AD EMETTERE SPONTANEAMENTE SERIE DI BREVI
SUONI CHE ESPLORANO VARI PICCOLI INTERVALLI: SECONDE, TERZE MINORI, TERZE MAGGIORI E QUARTE.
ESSI INVENTANO DA SÉ CANTI DI CUI SAREBBE DIFFICILE SCRIVERE LE NOTE E, POCO DOPO, COMINCIANO A
PRODURRE PICCOLE SEZIONI (FRAMMENTI CARATTERISTICI) DI CANZONI FAMILIARI, CHE SENTONO CANTARE
ATTORNO A SÉ. PER UN ANNO CIRCA ESISTE UNA TENSIONE FRA I SUONI SPONTANEI E LA PRODUZIONE DI
FRAMMENTI CARATTERISTICI DI CANZONI FAMILIARI; MA ALL’ETÀ DI TRE O QUATTRO ANNI LE MELODIE
DELLA CULTURA DOMINANTE PREVALGONO E VIENE MENO IN GENERALE LA PRODUZIONE DI CANTI
SPONTANEI E DI GIOCHI SONORI ESPLORATIVI.
QUANDO SI DÀ UN’OCCHIATA COMPARATIVA ALLA SITUAZIONE MONDIALE, DIVIENE
MANIFESTA UNA VARIETÀ DI TRAIETTORIE MUSICALI MOLTO MAGGIORE. A UN
ESTREMO CI SONO GLI ANANG DELLA NIGERIA, FRA I QUALI I BAMBINI DI UNA
SETTIMANA DI ETÀ VENGONO INTRODOTTI ALLA MUSICA E ALLA DANZA DALLE
MADRI, MENTRE I PADRI COSTRUISCONO PICCOLI TAMBURI PER I LORO FIGLI. ALL’ETÀ
DI DUE ANNI, I BAMBINI ENTRANO A FAR PARTE DI GRUPPI IN CUI IMPARANO MOLTE
ABILITÀ CULTURALI BASILARI, FRA CUI IL CANTO, LA DANZA E L’USO DI STRUMENTI
MUSICALI. A CINQUE ANNI DI ETÀ, IL BAMBINO ANANG SA CANTARE CENTINAIA DI
CANZONI, SA SUONARE VARI STRUMENTI A PERCUSSIONE ED ESEGUIRE DECINE DI
COMPLESSI MOVIMENTI DI DANZA. I GRIOTS, AEDI TRADIZIONALI DELLA SENEGAMBIA,
RICHIEDONO UN APPRENDISTATO DI VARI ANNI.
• IN ALCUNE CULTURE CONTEMPORANEE LA COMPETENZA MUSICALE È MOLTO APPREZZATA: IN CINA, IN
GIAPPONE E IN UNGHERIA, PER ESEMPIO, CI SI ATTIVA PERCHÉ I BAMBINI ACQUISISCANO ABILITÀ NEL CANTO
O NELL’USO DI STRUMENTI MUSICALI. IN GIAPPONE IL MAESTRO SUZUKI HA DIMOSTRATO CHE BAMBINI A
PARTIRE DALLA TENERA ETÀ (3 O 4 ANNI), SENZA PARTICOLARI DOTI MUSICALI, POSSONO IMPARARE A
SUONARE MOLTO BENE STRUMENTI MUSICALI, SECONDO UN METODO FORTEMENTE IMPOSTATO
SULL’APPRENDIMENTO A ORECCHIO DI UN REPERTORIO DI MUSICA OCCIDENTALE DEL PERIODO COMPRESO
TRA IL BAROCCO E IL ROMANTICISMO. LA MAGGIOR PARTE DI LORO NON DIVENTA DA ADULTO MUSICISTA DA
CONCERTO, MA SUZUKI INDIVIDUA, COME OBIETTIVO DI QUESTO INSEGNAMENTO PRECOCE, LA
FORMAZIONE DEL CARATTERE E IL CONSOLIDAMENTO DEI RAPPORTI INTERPERSONALI, CHE SI CREANO TRA
MADRE E FIGLIO (POICHÉ FONDAMENTALE È IL RUOLO INIZIALE DELLA MADRE PER LA DETERMINAZIONE
DELLA MOTIVAZIONE NEL BAMBINO) E QUELLI CHE INTERVENGONO NELLE DINAMICHE ALL’INTERNO DEL
GRUPPO IN CUI SI SVOLGONO LE LEZIONI.
• I LIMITI DI QUESTO METODO SONO COSTITUITI DALL’IRRIGIDIMENTO ESECUTIVO, BASATO SULLA MERA
IMITAZIONE DI UN SOLO TIPO DI ESECUZIONE E DALLA MANCANZA, QUINDI, DI UN COERENTE SVILUPPO
DELLA CREATIVITÀ E DELLA ORIGINALITÀ. UN DATO DI FATTO È CERTO: I BAMBINI GIAPPONESI PRATICANO
MUSICA IN PROPORZIONE MOLTO MAGGIORE RISPETTO AI LORO COETANEI ITALIANI O AMERICANI.
• L’ESISTENZA DI CAPACITÀ DI CANTO MOLTO RAFFINATE IN CERTI GRUPPI
CULTURALI (FRA GLI UNGHERESI INFLUENZATI DAL METODO DI KODALY O FRA I
MEMBRI DELLA TRIBÙ ANANG IN NIGERIA) E DI PRESTAZIONI STRUMENTALI DI
QUALITÀ SIMILMENTE ELEVATA FRA I VIOLINISTI EBREI RUSSI O FRA I SUONATORI
DEL GAMELAN A BALI, SUGGERISCE CHE LA COMPETENZA MUSICALE NON SIA SOLO
UN RIFLESSO DI UNA CAPACITÀ INNATA, MA SIA SUSCETTIBILE DI STIMOLAZIONE
CULTURALE E DI ADDESTRAMENTO.
• IN QUESTO SENSO, L’ASCOLTO E LA PRODUZIONE DI MUSICA POSSONO
RAPPRESENTARE UNO STIMOLO NELLO SVILUPPO COGNITIVO DELL’INDIVIDUO E
NELLA SUA MATURAZIONE PSICOLOGICA; UN AVVIO PRECOCE ALLA FRUIZIONE
MUSICALE COSTITUISCE UNA PARTENZA VANTAGGIOSA PER LO SVILUPPO
PSICOLOGICO, SOCIALE E INTELLETTUALE DEL BAMBINO.
• VALE LA PENA QUI DI RICORDARE QUANTO SOLITAMENTE NELL’EDUCAZIONE
SENSORIALE L’UDITO SIA ABBASTANZA TRASCURATO, CON GRAVE DANNO
DELL’ATTENZIONE E DELLE CAPACITÀ MNEMONICHE STESSE. È PIÙ PROBABILE CHE
SI DICA AL BAMBINO: GUARDA QUESTO, O QUEST’ALTRO, VEDI QUELLA COSA, O
QUEL COLORE, SVILUPPANDO COSÌ PREVALENTEMENTE IL SUO SENSO VISIVO, CHE
NON: SENTI QUEL RUMORE, ASCOLTA QUESTO SUONO, A TUTTO SVANTAGGIO DEL
SENSO UDITIVO. LO SVILUPPO DEL SENSO UDITIVO ACCRESCE LA CAPACITÀ
ATTENTIVA, STIMOLA I PROCESSI DI IDENTIFICAZIONE, DI ASSOCIAZIONE E DI
DISCRIMINAZIONE, OBBLIGA ALLA RIFLESSIONE, AL RAGIONAMENTO E ALLA
FORMULAZIONE DEL PENSIERO.
• A TAL FINE, SI DEVONO PROGRAMMARE INTERVENTI EDUCATIVI CHE
FAVORISCANO LA CONCENTRAZIONE ATTENZIONALE DEI BAMBINI PER IL
RICONOSCIMENTO E LA DISCRIMINAZIONE DEI SUONI, LO SVILUPPO DELLA LORO
MEMORIA UDITIVA E ASSOCIATIVA, LA PADRONANZA DELLE LORO CAPACITÀ DI
ANALISI DELLE PRINCIPALI QUALITÀ DI UN SUONO (ALTEZZA, INTENSITÀ,
TIMBRO), L’AFFINAMENTO DELLE ABILITÀ PERCETTIVO-MOTORIE E
L’AUTOCONTROLLO DEI MOVIMENTI NELL’ASCOLTO DI FACILI PEZZI MUSICALI.
• A VOLTE MOLTI STUDENTI PRESENTANO NOTEVOLI DIFFICOLTÀ AD INSERIRSI NEL
GRUPPO CLASSE, A COMUNICARE. STABILIRE, ANCHE SOLO CON
APPROSSIMAZIONE, QUALI POSSANO ESSERE I MOTIVI DI SIMILI
COMPORTAMENTI, NON È METODOLOGICAMENTE SEMPLICE.
• LA MUSICA PUÒ ESSERE UTILIZZATA COME STRUMENTO DIAGNOSTICO ED OPERATIVO PER CONOSCERE LE
RAGIONI DELLE INIBIZIONI DEGLI ALUNNI CHE RITARDANO IL LORO PROCESSO DI SOCIALIZZAZIONE E DI
APPRENDIMENTO. STUDI STATISTICI HANNO COMPROVATO CHE LE EDUCAZIONI ESTETICHE, INSERITE IN UN
VALIDO PROGRAMMA EDUCATIVO, RISULTANO FATTORI DETERRENTI IN SITUAZIONI DI DEVIANZA O DI
DIFFICOLTÀ DI INTEGRAZIONE; SONO IN GRADO, PER LE PECULIARITÀ PROPRIE DELL’ARTE, DI COLMARE
DISAGI E CARENZE RELAZIONALI E AFFETTIVE, CHE POSSONO ACCOMPAGNARE L’ESISTENZA DI UN INDIVIDUO,
SOPRATTUTTO IN ALCUNI PERIODI CRITICI, COME L’ADOLESCENZA.
• È AUSPICABILE, QUINDI, CHE L’INTERO SISTEMA DI FORMAZIONE INTRODUCA, IN MODO CICLICO E ORGANICO,
L’INSEGNAMENTO DELLE EDUCAZIONI ESTETICHE E, IN PARTICOLAR MODO, RENDA CURRICOLARI MODULI
EDUCATIVI LEGATI ALLA MUSICA, AL TEATRO E ALLA DANZA, AMBITI IN CUI POSSONO AVVIARSI A
MATURAZIONE PROCESSI COGNITIVI E RELAZIONALI LEGATI AL CONTROLLO PSICOFISICO E A DINAMICHE
EMOTIVO-COMUNICAZIONALI. UTILIZZANDO IN QUESTI CAMPI ANCHE STRATEGIE METODOLOGICHE
CORRELATE ALLE TECNICHE PSICOANALITICHE (PRESENTI IN LARGA MISURA ANCHE IN QUELLE
MUSICOTERAPICHE), SI POSSONO FAR RAGGIUNGERE ELEVATI GRADI DI COMPETENZA RELATIVI AD UN
ASCOLTO CONSAPEVOLE, A CORRETTE DINAMICHE CORPOREE E AD UNA ARTICOLATA E SCIOLTA ESPRESSIVITÀ
VERBALE ED ORATORIA, CHE DIVENGONO IL VEICOLO DI MATURE RELAZIONI SOCIALI E PROFESSIONALI.
• L’ASCOLTO DELLA MUSICA, INVESTENDO TUTTA LA PERSONALITÀ, PROVOCA REAZIONI
SENSO-MOTORIE, EMOTIVE, ESPRESSIVE CHE SERVONO A SCARICARE LE ENERGIE
ISTINTUALI, A SBLOCCARE SITUAZIONI PARALIZZANTI DELLA VITA PSICHICA, A
DETERMINARE LA DISTENSIONE DEL SISTEMA NERVOSO E QUINDI A RISTABILIRE UN
EQUILIBRIO PSICOLOGICO NELL’INDIVIDUO” […] “PORTA ALLA SUPERFICIE DELLA
COSCIENZA RICORDI DI PERSONE O DI SITUAZIONI CHE POSSONO AVER BLOCCATO O
INIBITO IL LIBERO DISPIEGARSI DEI NOSTRI MECCANISMI PSICOLOGICI.
• UN POSSIBILE PERCORSO FORMATIVO, LEGATO AL NOSTRO SISTEMA DI EDUCAZIONE
SCOLASTICA, CHE CERCA DI TENERE CONTO DELLE SPECIFICITÀ DELL’INTELLIGENZA
MUSICALE, È RAPPRESENTATO DALL’IDEA DI UN LABORATORIO MUSICALE PERMANENTE,
IN CUI CREARE UNA RETE DI COLLEGAMENTI CON ENTI DEL TERRITORIO, E REALIZZARE
PERCORSI DIDATTICI SPECIFICI PER OGNI ORDINE E GRADO D’ISTRUZIONE.

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