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“Persona”: evoluzione di un

concetto-chiave del sapere


giuridico
Gli apporti della tradizione
filosofico-letteraria e gli sviluppi
della cultura giuridica
Storia di un’idea giuridica

 Il diritto rappresenta dunque il punto di snodo e di raccordo tra quella storia


‘esterna’ di dispositivi e di strutture volte alla protezione e alla
conservazione della vita e delle società umane e quella storia ‘interna’ delle
idee e della coscienza – e anche dell’idea giuridica – che ha assicurato
all’idea di ‘persona’ le basi istituzionali e le garanzie normative per il rispetto
della sua inviolabilità, sia da parte dei singoli che delle comunità organizzate

 Storia ‘esterna’ delle strutture di diritto/potere e dei dispositivi pratico-


descrittivi attuati per organizzare quelle strutture :
differenziazione e autonomia di strutture e dispositivi dal nucleo mitico-
sacrale e poi etico-politico delle comunità che ne dispongono

 Storia ‘interna’ dell’idea che il diritto incorpora in sé e della sua acquisita


consapevolezza :
affinamento di una coscienza giuridica che modella i profili della soggettività
(attraverso i dispositivi di ‘status’) da un orizzonte di senso olistico e
comunitario – in epoca antica – a quello individualistico della modernità
Storia dell’idea di ‘persona’
 La storia dei concetti di ‘persona giuridica’ e ‘soggetto di diritto’
testimonia lo scambio e la traslitterazione tra la cultura filosofico-
letteraria dell’antichità ellenistico-romana e quella propriamente
giuridica
 L’eccedenza valoriale passa dalla tipizzazione della maschera e del
ruolo dell’attore a quella del ‘ruolo’ sociale e quindi dello ‘status’
giuridico che sancisce un’appartenenza
 Si sedimenta così all’interno del diritto la coscienza dell’unitarietà di
un ruolo – la ‘persona sui juris’ – esplicitato da una ‘forma’ giuridica
che crea vincoli ‘eguali’ per tutti al suo interno

 Si articola la dicotomia (veicolata dall’idea di ‘persona’) tra lo spazio


rivendicativo del ‘suum’ – riferito alle condizioni di ‘status’ – e quello
della comunità che consentirà poi la tutela (nel rinnovato orizzonte
di senso della modernità) dell’autonomia morale e conoscitiva della
persona singola come ‘soggetto di diritto’
La complessità dell’idea di persona
 L’esistente umano nella sua ‘gettatezza’ nel mondo e nella sua fragile
individualità è esposto alla contingenza e esperisce la sua
vulnerabilità nel suo percorso di apertura al mondo e di condivisione
del suo sforzo con gli altri esistenti
 L’autoriflessione compiuta grazie a quell’apertura e a quella
condivisione produce il tentativo di arginare la vulnerabilità e lasciare
tracce al di là del proprio vissuto
 La coscienza di questo tentativo si racchiude e si esprime nel suo
“diventare persona” e l’acquisita consapevolezza di questa
progettualità determina l’ “espansione personalitaria” della
soggettività individuale (che non è mai pienamente ‘soggettiva’ né
monisticamente ‘individuale’ ma in continua tensione per le
sollecitazioni dei voleri altrui)

 Se l’essere dell’individualità consiste nella sua vulnerabilità, l’essere


della ‘persona’ consiste nella coscienza di quella vulnerabilità e nella
storia dell’acquisizione graduale di quella coscienza
L’dea di persona come “custodia
protettiva”

 Sul piano storico, l’idea di ‘persona’ è veicolata dall’acquisizione di una


coscienza identitaria (individuale e collettiva), trasmessa dall’appartenenza
ad una comunità e alla storia in essa inscritta, proprio grazie alle strutture e
ai dispositivi giuridici che a quella storia e a quella comunità assicurano gli
strumenti di garanzia normativa e di stabilità istituzionale
 Così, la ‘custodia’ protettiva, simbolico-sacrale, storico-sociale e giuridica
dell’essere ‘persona’ è da sempre nella sua origine ideale al di là del ‘limen’,
consegnataci nella sua intangibilità dalla tradizione letteraria e
drammaturgica greco-romana alla riflessione teologica cristiana, sino alla
tipizzazione giuridica dei ruoli sociali

 Sul piano esistenziale, lo sforzo del vivente umano per realizzare il percorso
di individuazione/socializzazione del sé e di ‘espansione personalitaria’
esperisce ogni tentativo per individuare la propria vocazione ideale, in un
cammino di autoriflessione sulle proprie capacità espressive e comunicative
costantemente sollecitato dalle alterità sociali e istituzionali, in cui si esprime
il processo sempre da compiersi di ‘diventare persone’
‘Storia degli effetti’ ed eccedenza di
senso nell’idea di ‘persona’
 Il concetto di ‘persona’ è il punto di arrivo di un complesso e stratificato
retaggio culturale secolare, anzi millenario, in cui confluiscono gli esiti di
non pochi saperi e attività delle società occidentali: da quello artistico-
letterario a quello retorico-giuridico a quello teologico e filosofico, vantando
non pochi meriti nei confronti di altri concetti-chiave della sapienza
occidentale, come quelli di soggettività o di individuo o essere umano, che
hanno connotazioni o troppo astratte dal punto di vista filosofico o tecnico-
giuridico o troppo concrete dal punto di vista biologico o antropologico
 Lo stesso lemma ‘diritti dell’uomo’ – pur utilizzato in Carte e Dichiarazioni
costituzionali e internazionali – è stato criticato per il suo astratto e generico
universalismo, laddove quello di ‘diritti fondamentali della persona’,
utilizzato soprattutto da teorici del diritto e costituzionalisti, appare dotato di
maggiore efficacia e concretezza
 Proprio per il suo retaggio storico e la ‘catena degli effetti’ che vanta alle
sue spalle, fatta di intersezioni di saperi e sedimentazioni concettuali, ha
poco senso parlare dell’idea di ‘persona’ dal punto di vista di un sapere
particolare, senza cogliere gli innesti e i tratti comuni o singolari che ciascun
sapere ha depositato nella semantica concettuale e nella simbolica
espressiva del termine
Le tensioni relazionali e valorative
messe in gioco nell’idea di ‘persona’
 La duttilità del termine esprime meglio di altri le ineludibili tensioni relazionali e
valorative (ad un tempo infrasoggettive e intersoggettive) non risolte dell’umano, che
rinviano ad altrettanti luoghi dell’eccedenza inesauribile e indisponibile del processo di
‘espansione personalitaria’ caratterizzante lo sforzo esistenziale del vivente umano :

 la tensione tra identità e differenza e quella interno/esterno, produttive del processo


di integrità psico-fisica, autocoscienza riflessiva e responsabilità morale della persona,
nel suo ‘riconoscersi’ come individuo socializzato, aperto alla relazione con l’altro (o
nel suo ‘negarsi’ come individualità incomunicabile)

 la tensione tra particolare e universale e quella individualità/appartenenza, produttive


del formarsi dell’identità sociale e politica della persona, nel suo ‘riconoscersi’ come
appartenente ad una comunità e alla sua tradizione (o nel suo ‘negarsi’ come distante
da esse) e sfocianti nella dicotomia libertà/eguaglianza, mediata storicamente dal
diritto, che oggettiva nelle sue strutture e con i suoi dispositivi il contrasto tra storicità
e contingenza delle attività umane e la dignità ‘metastorica’ dei princìpi che le
guidano

 Per questo, nell’idea di ‘persona’ l’aspetto simbolico-culturale, quello storico-sociale e


quello giuridico-istituzionale sono inevitabilmente connessi, nel loro sviluppo e nella
loro maggiore o minore autonomia e differenziazione
Le dimensioni ‘plurali’ della persona: il graduale
cammino della ‘valorazione’ (esistentiva e storica)
del legame del vivente umano con il mondo

Dimensione simbolico-culturale:
apertura al mondo, donazione di senso (valorazione)
e gratuità come ‘riconoscenza’

Dimensione storico-sociale: Dimensione giuridico-istituzionale:


affinarsi della coscienza della valorazione la tutela e l’oggettivazione
nell’opera dei diversi saperi dell’uomo della valorazione della relazione uomo/mondo
e nel differenziarsi delle attività attraverso le strutture e i dispositivi giuridici
Persona e ‘impersonale’: l’originaria
indisponibilità di moralità e diritto
 Le tensioni relazionali tra identità e differenza, interno/esterno,
particolare/universale libertà/appartenenza, attive nel cammino di
‘espansione personalitaria’ della soggettività e di differenziazione
dell’identità individuale socializzata, sono irrisolte e irresolubili

 Esse affondano le radici nell’humus indifferenziato dell’ impersonale e dell’


involontario, che testimoniano l’origine impenetrabile della vita emotiva e
inconscia del vivente umano e il suo legame ancestrale, originariamente
privo di senso, col mondo-ambiente che lo circonda e che lo abita ed il suo
differenziarsi dalle altre specie con la dotazione di senso di quel legame e la
storia che quel senso assume nel corso della millenaria vicenda umana

 Per questo l’origine storico-ideale di ogni attività e di ogni ‘principio-


interesse’ che guida l’agire umano è indisponibile: lo sforzo esistenziale del
vivente umano trae la sua energia dal legame emotivo, pulsionale, inconscio
e involontario col mondo e l’elemento volontario e razionale – il nòmos e il
lògos – che esso riesce ad affinare nel corso della storia lo sottraggono a
quell’origine impersonale per condurlo e accompagnarlo nel millenario
percorso del suo essere (in quanto ‘farsi’) ‘persona’
L’inviolabilità della persona

 L’idea di persona ha un che di impenetrabile nella sua origine, una “trascendenza non
posseduta” (J. Hersch) e perciò indisponibile e inviolabile, che ne attualizza la dignità:
l’inesauribile eccedenza delle tensioni innescate dalla ‘duplicazione’ rappresentata
dall’immagine del soggetto ch’essa oggettiva nel processo di
individualizzazione/socializzazione (il suo “farsi persona”) attraverso la valorazione del
suo legame con il mondo e la sua eccentrica vitalità

Parzialmente indisponibile è anche l’oggettivazione della sua storia, costituita dalla


sedimentazione di senso che essa acquisisce entro diversi saperi simbolico-culturali e
simbolico-performativi (letterario, teologico, filosofico e giuridico), dal loro intreccio e
innesto, culminato nella ‘giuridificazione’ prima dell’ “unitarietà” del ruolo sociale
(status formale di identità collettive “personificate”), poi dell’autonomia morale e
conoscitiva dell’individuo moderno nella sua capacità di autodeterminazione (la
“capacità di intendere e di volere” del soggetto di diritto – prima intesa come
‘qualitas’ della ‘persona moralis’ da Leibniz a Kant sino a Savigny, poi come fictio iuris
e dispositivo di imputazione sino a Kelsen) e infine di riconoscimento e tutela dei
diritti fondamentali della persona ‘concreta’, l’ ‘homme situé’, che è ‘persona’ in
quanto possa ‘diventarlo’, possa cioè sviluppare liberamente le sue capacità, a partire
da quella di coniugare l’elemento ‘alogico’ di apertura al mondo con quello razionale
della ‘misura’ e responsabilità del proprio agire
L’unità plurale della “persona”

 L’unità plurale dell’essere personale individuale si costruisce e de-costruisce lungo un


faticoso percorso di ‘espansione personalitaria’ (P. Piovani) del vivente umano
nell’orizzonte storico-sociale originario, in cui la composizione delle tensioni irrisolte
che accompagnano lo sforzo esistenziale del singolo, avvenendo entro quell’orizzonte,
è condizionata proprio dai gradi di oggettivazione della coscienza (morale e giuridica)
che veicolano lo sviluppo dell’autocoscienza collettiva e individuale di una società in
un dato momento storico, anche attraverso l’efficacia e l’autonomia delle strutture,
dei dispositivi e del sapere giuridico, che deve farsi mediatore tra i saperi performativi
‘chiusi’ (politica, religione) e i saperi simbolico-culturali aperti e autoriflessivi

 Il processo è sempre da compiersi e gli equilbri (anche nelle società democratiche e


costituzionali dell’occidente) sono sempre assai labili. Non basta dunque riconoscere
la persona nel suo essere inviolabile e indisponibile: occorre promuoverla e sostenerla
nel suo complesso e faticoso cammino di “diventare persona”, nel suo slancio di
apertura al mondo, valorazione di quella apertura, coscienza di quella valorazione,
tutela incrementale di quella coscienza.

 Ogni essere vivente sulla terra ha in sé inscritta la memoria della propria origine; il
vivente umano serba in sé l’eco delle voci, di tutte le voci dell’essere del mondo; nel
suo farsi persona, egli è in grado di riconoscerle, ascoltarle, prenderne cura e trovare
così la propria.

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