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SCHONBERG

• SCHONBERG (1874-1951) COMPOSITORE VIENNESE


• LEGATO ALLA TRADIZIONE MUSICALE AUSTRO-TEDESCA
• FU LEGATO A WAGNER- CROMATISMO TECNICA DEL LEITMOTIV
• LEGATO ALLA TRADIZIONE –BRAHMS- FRASEOLOGIA
ASIMMETRICA,SOLUZIONI ARMONICHE ARDITE, AMORE PER LA
MUSICA DA CAMERA.
• VENERAZIONE PER MAHLER , LIEVI INFLUSSI DI RICHARD STRAUSS PER
L’UTILIZZO DEL MELODRAM , USO DELLA RECITAZIONE CON
ACCOMPAGNAMENTO STRUMENTALE.
SCHONBERG
• RAPPORTO CON LA TRADIZIONE RINNOVATA – NOTTE TRASFIGURATA
1899 OP.4 POEMA SINFONICO- DI TRADIZIONE BEETHOVENIANA-
WAGNERIANA-VEICOLA CON LA MUSICA PROFONDI MESSAGGI
MORALI- SCRITTO PER SESTETTO D’ARCHI.
• PER LA GRANDE ORCHESTRA «PELLEAS UND MELISANDE»OP.5 –
(DEBUSSY- STESSA OPERA SU TESTO DI METERLINCK)- SCALA PER
TONI INTERI
• CANTI DI GUERRA 1911 PER SOLI CORO E ORCH. –ORCH.
MONUMENTALE-NOTORIETA’
• SINFONIA DA CAMERA, 1906 – USA ACCORDO PER QUARTE , SCALA
PER TONI INTERI.
SCHONBERG
• NEL 1908 SI AVVIA ALLA ATONALITA’ CHE LUI CHIAMA «PANTONALITA’»-[
IN TEDESCO LA PAROLA TON= SUONO, «atonal» vuol dire – non attinente
al suono, al di fuori del suono,- IN ITALIANO ATONALE= NON TONALE., ]
• D’ORA IN POI IL TRATTAMENTO DELLA DISSONANZA SARA’ LIBERO,
SCIOLTO DA OGNI OBBLIGO DI RISOLUZIONE SU UNA SUCCESSIVA
CONSONANZA-EMANCIPAZIONE DELLA DISSONANZA-
• NON C’E’ PIU’ IL RAPPORTO DI TENSIONE CON LA TONICA MA ALTRI
FATTORI …DINAMICA E TIMBRO, COLLOCAZIONE DELLE NOTE NELLO
SPAZIO SONORO NELL’INTESITA’ D’ESPRESSIONE. [GLI ESPRESSIONISTI
VOLEVANO RIPORTARE ALLA LUCE L’INTERIORITA’ PIU’ PROFONDA E
IRRAZIONALE DELL’UOMO].
• CORRENTE DI PENSIERO-ESPRESSIONISMO- DIFFUSA IN QUEGLI ANNI.
SCHONBERGH
• CORRENTI PRESENTI NEL TARDO 800 –POSITIVISMO, DECADENTISMO,
NATURALISMO, SIMBOLISMO, IRRAZIONALISMO.
• NELLE ARTI FIGURATIVE LA TENDENZA ESTETIZZANTE E ANTINATURALISTA
DARA’ VITA AL MOVIMENTO DETTO «SECESSIONE»- GUSTAV KLIMT –
RAPPRESENTANTE-IN GERMANIA, IN FRANCIA «ART NOUVEAU E IN ITALIA
«LIBERTY»
• L’IRRAZIONALISMO PORTO’ VERSO LA PSCANALISI DI FREUD .
• ESISTENZIALISMO CUPO E ANGOSCIOSO DEL PITTORE EDVARD MUNCH E
LA SCULTURA AFRICANA, DIFFUSA IN EUROPA .
• ALTRO AUTORE DI RILIEVO FU VASILIJ KANDINSKIJ «IL CAVALIERE
AZZURRO»-1912- collaboro’ a questa pubblicazione anche S. con un
saggio sul rapporto musica-testo.
Schonberg
I CARATTERI DELL’ESPRESSIONISMO SI RAPPRESENTANO CON
L’INTERIORITA’ PIU’ PROFONDA E IRRAZIONALE DELL’UOMO E COL
DEFLUIRE DELL’INCONSCIO, SENZA MEDIAZIONE DI COSTRUZIONI
RAZIONALI.
APPENA 2 ANNI DOPO LA PUBBLICAZIONE DEL CAVALIERE AZZURRO
SCOPPIO’ LA PRIMA GUERRA MONDIALE, CHE CAUSO’ 8 MILIONI, TRA CUI
MOLTI ESPRESSIONISTI, SEGUITA DA CRISI ECONOMICA, MOTI OPERAI,
ASCESA DEL TOTALITARISMO.
L’ARTE ESPRESSIONISTA PORTO’ AD UNA VISIONE ANGOSCIOSA DELLA
REALTA’, DOLORANTE E ALLUCINATA.
SCH. ESPRESSE TALE ANGOSCIA E TENSIONE CON LA DISSONANZA SENZA
PREPARAZIONE NE’ RISOLUZIONE, VERSO L’ATONALITA’.
SCHONBERG
• LE COMPOSIZIONI DEL PERIODO ATONALE SONO I TRE PEZZI PER
PIANOFORTE 1909, TRATTI DA POESIE «IL LIBRO DEI GIARDINI PENSILI» DI
STEFAN GEORGE, «SEI PICCOLI PEZZI PER PF, 1911», IN CUI IL DISCORSO
MUSICALE E’ RAREFATTO IN UN’ESTREMA SEMPLICITA’ (DURANO CIRCA 1
MINUTO O ANCORA MENO), CINQUE PEZZI PER ORCHESTRA 1909,
«MELODIA DI TIMBRI», CONSISTE NEL FAR PASSARE LO STESSO INSIEME DI
SUONI ATTRAVERSO VARI STRUMENTI, DI MODO CHE CAMBI SOLO IL
«TIMBRO», SCHONBERG SCRIVE PER IL TEATRO ESPRESSIONISTA UN
MONODRAMMA «ATTESA» PER SOPRANO E ORCH. IN CUI SONO
MINUZIOSAMENTE INDICATE SCENOGRAFIA, LUCI, GESTI DEGLI
INTERPRETI-1909- IL FAMOSO «PIERROT LUNAIRE 1912, COSTITUITO DA
«TRE VOLTE SETTE», POESIE DI ALBERT GIRAUD PER VOCE E STR.,
[MELODIA PARLATA –DEFINITO CANTO PARLATO]-DIVERSO DAL RECITAR
CANTANDO-
SCHONBERG
• L’AUTORE ELABORA UN SISTEMA CHE PERMETTESSE DI COSTRUIRE
AMPIE STRUTTURE MUSICALI, DOTATE DI INTRINSECA COERENZA ,
SEMPRE ATONALI. (SIAMO NELLA FASE STORICA DEL DOPOGUERRA E
DELLA RICOSTRUZIONE)
• DODECAFONIA
• (METODO DI COMPOSIZIONE CON 12 NOTE POSTE IN RELAZIONE
SOLTANTO L’UNA CON L’ALTRA)
• SCH. AVEVA FATTO RIFERIMENTO AI 12 SUONI DELLA SCALA
CROMATICA , EVITANDO DI CONFERIRE MAGGIORE PESO A
QUALCUNO DI ESSI RISPETTO AGLI ALTRI.
SCHONBERG
• PRINCIPI DELLA DODECAFONIA
• 1- VENGONO DISPOSTI I 12 SUONI CHE COSTITUISCONO IL TOTALE CROMATICO IN
UN ORDINE STABILITO, DETTI SERIE.
• 2-I SUONI DELLA SERIE POSSONO ESSERE UTILIZZATI TANTO IN SUCCESSIONE
ORIZZONTALE, QUANTO IN SOVRAPPOSIZIONE VERTICALE.
• 3- IN LINEA DI PRINCIPIO NESSUN SUONO DELLA SERIE PUO’ ESSERE RIPETUTO,
FINCHE’ NON SONO STATI UTILIZZATI TUTTI GLI ALTRI.LA SERIE E’ UNA STRUTTURA ,
NON PERCEPITA DALL’ASCOLTATORE- COME NEL CONTRAPPUNTO FIAMMINGO- LA SI
PUO’ PERCORRERE SIA NEL VERSO ORIGINALE, SIA IN QUELLO RETROGRADO O
INVERSO O RETROGRADO DELL’INVERSO, LA SI PUO’ TRASPORRE SU ALTRI GRADI, O
SPEZZETTARE IN ALCUNI BLOCCHETTI DA TRATTARE AUTONOMAMENTE E COSI’
VIA.BISOGNA RISPETTARE IL PRINCIPIO CHE I 12 SUONI DEVONO APPARIRE CON LO
STESSO NUMERO DI VOLTE SENZA CHE NESSUN SUONO PREVALGA SUGLI ALTRI.
SCHONGERG
• LA DODECAFONIA FU SPERIMENTATA INIZIALMENTE «NEI CINQUE PEZZI PER
PF», 1923 POI NELLA «SERENADE» OP.24 PER 7 STRUMENTI DEL 1923, LA
«SUITE OP.25», CHE RIPRENDE LA SUITE BACHIANA, RISPETTANDO RITMO,
METRO E FORMA DI CIASCUNA DANZA (E’ COMPOSTA DA PRELUDIO,
GAVOTTA, MUSETTE, GAVOTTA, INTERMEZZO, MINUETTO CON TRIO, GIGA).
• IL CULMINE DEL TRATTAMENTO DELLA DODECAFONIA E’ RAPPRESENTATO
DALLE «VARIAZIONI OP.31 PER ORCH.» 1928, LA SERIE E’ TRATTATA CON
UN’INTENSA EMOTIVITA’ E CON GRANDE VARIETA’ DI RISULTATI STILISTICI
[NEL FINALE COMPARE UN OSTINATO CON LA CIFRATURA MUSICALE DEL
NOME BACH…SI BE. LA, DO, SI].
• ISOLAMENTO DI SCHONBERG DATO DALLE INNOVAZIONI MUSICALI,
DALL’ANTISEMITISMO (ERA DI ORIGINE EBREA), DALL’AVVENTO DI HITLER
1933. FU LICENZIATO DALL’ACCADEMIA DELLE ARTI, FUGGI’ PRIMA IN
FRANCIA, POI NEGLI STATI UNITI DOVE MORI’.
SCHOENBERG
• TRA LE COMPOSIZIONI RICORDIAMO IL «CONCERTO PER VL E ORC OP. 36»
1936, «IL QUARTO QUARTETTO PER ARCHI OP.37 »1936 E IL CONCERTO PER
PF E ORCH OP.42 (1942) DI STAMPO « TRADIZIONALE» SENZA RINNEGARE LA
DODECAFONIA
• NEL 1942 IN PIENA II GUERRA MONDIALE SCHOENBERG MISE IN MUSICA
PER VOCE RECITANTE UN «QUARTETTO D’ARCHI E PF» –L’ODE A
NAPOLEONE-, UN SARCASTICO TESTO DI LORD BYRON , CHE IL
COMPOSITORE RIFERISCE A BEN ALTRO TIRANNO.
• UN’ALTRA OP. «UN SOPRAVVISSUTO DI VARSAVIA, 1947» PER VOCE
RECITANTE-NARRATORE- E ORCH. (RACCONTA LA VERA STORIA DI UN
UOMO, CHE, QUANDO I TEDESCHI RASTRELLARONO IL GHETTO DI
VARSAVIA, PER CONDURRE TUTTI I SUOI ABITANTI ALLE CAMERE A GAS, FU
DAGLI AGGRESSORI RITENUTO MORTO PER LE FERITE SUBITE,
SCHOENBERG
• COSI’, NON VISTO, POTE’ ASSISTERE ALLA STRAORDINARIA PROVA DEL SUO POPOLO:
CONSCI DEL LORO DESTINO DI CARNE DA MACELLO E COSTRETTI DAL SERGENTE
NAZISTA A CONTARSI SEMPRE PIU’ VELOCEMENTE, GLI EBREI ARRESTARONO DI
COLPO IL RITMO PAROSSISTICO DEL CONTEGGIO PER INNALZARE TUTTI INSIEME IL
LORO INNO SACRO. «LO SHEMA’ YISROEL», E’ QUELLO IL MOMENTO IN CUI, ENTRA IL
CORO MASCHILE INTONANDO LE PAROLE EBRAICHE SULLE NOTE DELLA SERIE, CHE
PER LA PRIMA VOLTA E’ IN RIGOROSA SUCCESSIONE MELODICA: E’ COME SE LA
DIGNITA’ UMANA E LA SPERANZA PRENDESSERO CORPO DALL’ORRORE DELLA
VIOLENZA E DEL CAOS.SCHOENBERG LASCIO’ INCOMPIUTA UN’OPERA «MOSE’ E
ARONNE» SU TESTO PROPRIO, IMPERIATA SUL CONTRASTO FRA LA FIG. DI MOSE’ ,
CUSTODE DEL MISTERO E DELL’ASSOLUTA TRSCENDENZA DI UN DIO NON
RAPPRESENTABILE E NON NOMINABILE CHE SI ESPRIME IN SPRECHGESANG E QUELLA
DI ARONNE IL CUI STILE VOCALE E’ UN CANTO VERO E PROPRIO CHE CERCA DI
AVVICINARE DIO AL POPOLO. LA SERIE NON COMPARE MAI IN MODO LINEARE
,QUASI A RAFFIGURARE L’IMPENETRABIBITA’ DEL MISTERO E DEL NOME DI DIO.
PIERROT LUNAIRE
• NEL 1912 L’ATTRICE-CANTANTE ALBERTINE ZEHME GLI
COMMISSIONO’ LA COMPOSIZIONE DI MELOLOGHI SU UN CICLO DI
POESIE DEL POETA ALBERT GIRAUD 1884, INTITOLATE PIERROT
LUNAIRE, TRADOTTE DA OTTO ERICH HARTLEBEN,. DELLE 50 LIRICHE
DELLA RACCOLTA SCHOENBERG NE SCELSE 21 E IL LAVORO FU
ULTIMATO IN ESTATE, ESEGUITO PER LA PRIMA VOLTA IL 16 OTTOBRE
1916. QUESTA DATA SEGNA IL CULMINE DELLA FASE ATONALE DELLA
PRODUZIONE DELL’AUTORE, UNA PIETRA MILIARE DELLA STORIA DEL
‘900.
• LA PARTICOLARITA’ CONSISTE NEL TIMBRO , NON DALLA SCELTA
DEGLI STRUMENTI , MA DAL MODO IN CUI VENGONO UTILIZZATI.
PIERROT LUNAIRE
• LA VOCE E’ ACCOMPAGNATA DA 8 STR. DIVISI TRA 5 ESECUTORI: PF, FL, (E
OTTAVINO), CL, (E CLARINETTO BASSO), VL (E VIOLA) VLC.
• VIA VIA CHE I PEZZI SI SUSSEGUONO IL COLORE SONORO CAMBIA
CONTINUAMENTE ANCHE PERCHE’ L’ORGANICO MUTA SPESSO DA UNO ALL’ALTRO.
• LE 21 LIRICHE SONO DIVISE IN 3 PARTI DI 7 CIASCUNA, NON C’E’ NESSO
NARRATIVO A TENERE INSIEME I VARI TESTI, CHE SEMBRANO SUCCEDERSI COME
LE IMMAGINI SCONNESSE DI UN SOGNO; A CIASCUNA DELLE 3 PARTI SI PUO’
ATTRIBUIRE UN CONTENUTO POETICO DIVERSO DALLE ALTRE. ( IL MUSICOLOGO
GEORGE PERLE HA VOLUTO DECIFRARE QUESTO NUMERO 7, ASSAI RICORRENTE ,
COME UN SIGNIFICATO SCARAMANTICO, DESTINATO A CONTRASTARE IL NUMERO
13, CORRISPONDENTE AL NUMERO DEI VERSI DELLE POESIE , L’AUTORE SALTA IL
NUMERO 13 NELLA SEQUENZA DELLE SUE COMP. 11, 12, 12 a, 14, 15.
PIERROT LUNAIRE
• NELLA PRIMA SI PRESENTANO LE VARIE IDENTITA’ AL DI LA’ DELLE
QUALI SI DIREBBE ADOMBRATO LO STESSO PIERROT:IL POETA
SEDOTTO DALLA LUNA (1), CHE OFFRE I SUOI VERSI ALLA MADONNA
(6), L’AMANTE CHE SI STRUGGE PER COLOMBINA (2), IL DANDY CHE SI
TINGE IL VOLTO DI LUCE LUNARE (3)
• NELLA SECONDA PARTE PREVALONO OSCURE VISIONI DI 12) E INFINE
CROCIFISSO SUI SUOI STESSI VERSI (14).
• LA TERZA PARTE SI APRE CON UN RICHIAMO A PIERROT PERCHE’
TORNI AL SUO SETTECENTESCO PERSONAGGIO; POI IL TONO SI FA
PIU’ GROTTESCO E IRONICO, OPPURE MELANCONICO:PIERROT TENTA
DI PULIRE IL SUO MANTELLO DA UNA MACCHIA DI LUNA (18).
PIERROT LUNAIRE
• FUMA USANDO IL CRANIO DEL SUO RIVALE CASSANDRO COME UNA PIPA
(16) E SUONA LA VIOLA SERVENDOSI DELLA SUA TESTA (19), TORNA A
BERGAMO REMANDO CON UN RAGGIO DI LUNA (20), FINCHE’ AL SORGERE
DEL GIORNO SI RAMMENTA DELLE ANTICHE FIABE (21).
• VA DETTO CHE L’IDENTITA’ DEL PERSONAGGIO E’ AMBIGUA . LA VOCE
RECITANTE RICHIESTA E’ FEMMINILE, MENTRE PIERROT E’ UN UOMO. A
PIERROT SI FA ESPICITAMENTE RIFERIMENTO PER LA PRIMA VOLTA NELLA
TERZA POESIA, MA IN TERZA PERSONA. ALLA PRIMA ESECUZIONE
ALBERTINE ZEHME ERA VESTITA DA COLOMBINA, QUESTO POTREBBE
ESSERE IL PERSONAGGIO RECITANTE IN PIU’ DI UNA POESIA, MENTRE IN
ALTRE PARE PIU’ CREDIBILE UDIRE LA VOCE DI UN NARRATORE O DI PIERROT
STESSO .RIMANE OSCURO IL RAPPORTO TRA LA VOCE DELLA DONNA
RECITANTE E L’ARGOMENTO PRINCIPALE DELLE LIRICHE. LO STESSO PIERROT
SI E’ TENTATI DI IDENTIFICARE CON IL COMPOSITORE.
PIERROT LUNAIRE
• LE LIRICHE DEL PIERROT SONO TUTTE DI 13 VERSI, NELLA STESSA FORMA SIMILE AL
RONDELLUS MEDIEVALE: I DUE VERSI INIZIALI SONO RIPETUTI PER I VV. 7 E 8 E IL PRIMO
VERSO E’ RIPETUTO NEL VERSO FINALE.
• TEMI PRESENTI: EBBREZZA MALATA INDOTTA DAL CHIARORE LUNARE.
• L’ORTOGRAFIA DELLA PARTE VOCALE. AL GAMBO DELLE FIGURE E’ QUASI SEMPRE
SOVRAPPOSTA UNA X E LA PARTE E’ INDICATA COME «REZITATION», INFATTI L’ALTEZZA
DELLE NOTE VA INTESA SOLO COME INDICAZIONE DI MASSIMA. [IL RISULTATO DEVE
ESSERE A META’ STRADA TRA LA PAROLA CANTATA E QUELLA PARLATA, SECONDO LA
TECNICA DEL SPRECHGESANG (CANTO PARLATO)- VEDI INTRODUZIONE PARTITURA- LA
MELODIA SEGNATA CON NOTE NELLA SPRECHSTIMME –LA PARTE DEL RECITANTE- NON E’
DESTINATA AD ESSERE CANTATA-IL SUONO CANTATO CONSERVA IMMUTATA LA SUA
ALTEZZA, IL SUONO PARLATO DA’ SI’ L’ALTEZZA DELLA NOTA, MA L’ABBANDONA SUBITO ,
SCENDENDO O SALENDO…DEVE ESSERE CHIARA LA DIFFERENZA TRA PARLARE COMUNE ED
UN PARLATO CHE OPERI IN UNA FORMA MUSICALE.
PIERROT LUNEIRE
• IL TONO ESPRESSIVO DEI PEZZI MUSICALI E’ ASSAI VARIEGATO, MA CI SONO FATTORI DI
UNIFICAZIONE DELL’INSIEME
• LA LARTE PIANISTICA PRESENTA UN OSTINATO, UNA SORTA DI LIEVE CARILLON CHE
STABILISCE UNA COMPLESSA ATMOSFERA DI ALLUCINATA IRONIA
• NELL’ OSTINATO E’ MIMETIZZATA UNA CELLULA DI 4 NOTE COMPOSTA DA 2 TERZE
INTERCONNESSE (MI-DO,RE-SI BEM.), QUESTA CELLULA COSTITUISCE LA PRINCIPALE
SOSTANZA MOTIVICA DEL PIERROT
• IL MODELLO DELL’OSTINATO E’ COMPOSTO DA 7 NOTE CHE COSTITUISCONO IL «TEMA DI
PIERROT» CHE RICORRE IN MOLTI DEI PEZZI DEL CICLO.
• IL PROFILO MELODICO E RITMICO MUTA A SECONDA DEL CONTESTO, LA FISIONOMIA DI
QUESTO «TEMA» E’ IL GESTO, NEL RAPPORTO CON LE FACOLTA’ PERCETTIVE ,NEL
RAPPORTO VOCE PARLANTE, CANTO E STRUMENTI. BATT. 7/8 IL MOVIMENTO
ASCENDENTE PRESENTE NELLE PAROLE «UND EINE SPRINGFLUT» E’ STATO PREPARATO
DAL DISEGNO DEL FLAUTO, IN CUI VI E’ IL MELOLOGO INTESSUTO NEL DISEGNO
MUSICALE.
PIERROT LUNAIRE
• SI PASSA DALL’IMPENNATA NELLE BATT 7/8- INONDAZIONE DELLA
LUCE LUNARE AD UNA VOCE CHE DECLINA RAPIDAMENTE NELLE
SILLABE «STILLEN»-QUIETO, E CONCLUDE CON SUONI ACUTI
NELL’AMPIO SPAZIO DELL’ORIZZONTE.
• QUESTO SUSSEGUIRSI DI IMMAGINI CORRISONDE ALLA VOLUBILITA’
EMOTIVA DI PIERROT, NONCHE’ DELL’ESPRESSIONISMO.
• L’INSTABILITA’ PSICOLOGICA, LA LOGICITA’ MISTERIOSA, PROPRIA
DELLA DIMENSIONE ONIRICA, E’ RESA CON L’ESASPERAZIONE DEL
CROMATISMO, CON L’ELUSIONE DI CENTRI DI GRAVITAZIONE
TONALE,CON LA MANCANZA DI SCALE DIATONICHE E L’USO DELLA
GAMMA DEI 12 SUONI CROMATICI.
PIERRE LUNAIRE
• SE SI OSSERVANO LE PRIME 4 MISURE DI MONDESTRUNKEN , GLI OSTINATI DEL
PF E DEL VL, UTILIZZANO 9 DELLE 12 NOTE DISPONIBILI NEL TOTALE
CROMATICO , A QUESTE SI AGGIUNGE IL LA MELODIA DEL FLAUTO.. NESSUNA
NOTA ASSUME LA PREMINENZA SULLE ALTRE E NON C’E’ ALCUN CENTRO
TONALE. NELLA DINAMICA SI PASSA DAL FF AL PP. IL VIOLONCELLO FA IL SUO
INGRESSO SU UN CANTABILE.
• IN QUEST’OPERA TROVIAMO L’EMANCIPAZIONE DELLA DISSONANZA CHE NON
RISOLVE , IN QUANTO AGGLOMERATO ARMONICO A SE’ STANTE.
• INFINE RITROVIAMO REMINISCENZE DI RITMI DI VALZER (N.2 COLOMBINE, E
N.5 VALSE DE CHOPIN, E DI BARCAROLA N.20[RELITTI DI ARTIFICI CONTRAPP.E
DI IMITAZIONI CANONICHE N.18, LA MACCHIA LUNARE, FOSSILI DI BASSI DI
PASACAGLIA, N.8 NOTTE E DI TESSUTO STRUMENTALE DA SONATA A TRE, CON
TANTO DI BASSO BAROCCO N.6 MADONNA.
PIERROT LUNAIRE
• IN CONCLUSIONE SI PUO’ DIRE CHE IL TRATTO ESPRESSIVO CHE
PERVADE IL PIERROT E’ L’IRONIA CHE APPARE COME RISULTATO DI
UNA COSTANTE OSCILLAZIONE TRA INTEGRAZIONE E STRANIAMENTO
(ALLONTANAMENTO) [ IN UNA LETTERA DEL 1949 SCHOENBERGH
AFFERMO CHE NEL PIERROT LA VOCE RECITANTE « NON CANTA MAI IL
TEMA, MA, TUTT’AL PIU’ , PARLA CONTRO DI ESSO, MENTRE I TEMI,
SONO AFFIDATI AGLI STRUMENTI]. CIO’ SEMBRA IN CONTRADDIZIONE
CON LA PREOCCUPAZIONE DI INTEGRARE LA VOCE NEL TESSUTO
STRUMENTALE CHE SI AVVERTE NELL’INTRODUZIONE ALLA
PARTITURA]. COME PIERROT E’ AL CONTEMPO DENTRO E FUORI DEL
TESTO, COSI’ IL COMPOSITORE SEMBRA AVERE PRESO LE DISTANZE
DAI SUOI STRUMENTI LINGUISTICI NEL MOMENTO STESSO IN CUI LI
UTILIZZAVA.
PARTITURA PIERROT LUNAIRE

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