Sei sulla pagina 1di 3

SONO UNA CREATURA

Valloncello di Cima Quattro, 5 agosto 1916

Come questa pietra


del S. Michele
così fredda
così dura
così prosciugata
così refrattaria
così totalmente
disanimata

Come questa pietra


e il mio pianto
che non si vede

La morte
si sconta
vivendo
IL CORRELATIVO OGGETTIVO
Ungaretti, nella poesia ‘Sono una creatura’ utilizza il correlativo oggettivo in
maniera del tutto personale. Infatti al contrario della tradizione, in cui
l’autore proietta il proprio stato d’animo su un oggetto inanimato, Ungaretti
proietta lo spazio esterno, introiettandolo dentro di sé.
Egli parte descrivendo l’ambiente in cui lui si trova, evidenziando attraverso
una serie di aggettivi e participi, proprio la devastazione del fenomeno della
guerra. Poi questa devastazione la introietta dentro di sé, paragonandola alla
cosa più umana che c’è: il pianto.

Indietro
LA CONCEZIONE DELLA MORTE
L’ultima strofa viene collegata alle precedenti attraverso il dolore esistenziale
dovuto all’esperienza della guerra, che funge da sottotraccia. Questo dolore però
non è esplicitato, bensì è soltanto evocato trasmettendo così un senso di semplicità
apparente. Questi versi compongono una sentenza di ardua comprensione. Il
poeta, appunto, ci presenta un’estrema sintesi della guerra, estrapolata dalla sua
esperienza.
L’espressione ‘Si sconta’ si colloca al centro della strofa tra i termini morte e vita,
indicando in questo modo che il debito esistenziale lo vede redento soltanto
passando attraverso la morte.

Indietro