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Riassorbimento tubulare

Il rene regola l’escrezione dei diversi soluti indipendentemente


l’uno dall’altro, controllandone la velocità di riassorbimento.
Lungo i tubuli renali viene riassorbita la maggior parte dei
soluti e il 99% dell’acqua.
VFG = 125 ml/min Riassorbimento = 123.5 - 124 ml/min
Escrezione = 1 -1.5ml/min
In condizioni normali il 67% del carico filtrato di acqua e sodio
viene riassorbito dal tubulo prossimale.
In condizioni fisiologiche le eventuali variazioni di VFG e
riassorbimento sono regolate e coordinate per impedire
variazioni significative dell’escrezione urinaria.
Quali sono le forze che entrano in gioco nel
riassorbimento tubulare?
Le forze che governano il riassorbimento a livello dei
capillari peritubulari sono forze osmotiche ed
idrostatiche.
Nel passaggio lungo il tubulo renale viene riassorbito
più del 99% di acqua e soluti. Il riassorbito passa
nell’interstizio e da qui nei capillari peritubulari con
una rate di 124 ml/min circa.
Riassorbimento =
Kf x Pressione netta di riassorbimento

Pressione netta di riassorbimento=


Pis - Pc + πc – πis = 6 -13 +32 – 15 = 10mmHg

Molto inferiore rispetto


alla pressione
idrostatica della rete
glomerulare (45mmHg)
Capillare
peritubulare
Cellule tubulari
Pc
13mmHg
Pis
6mmHg
πis
πc 15mmHg
H2O
32mmHg
ATP Na+
Pnetta
10mmHg
Riassorbimento
Le due grandezze che sono regolate nel
riassorbimento peritubulare sono la pressione
idrostatica del capillare peritubulare (Pc) e la
pressione colloido-osmotica del plasma (π c).
Pc è influenzata da:
Pressione arteriosa: quando questa aumenta, il
riassorbimento è rallentato per aumento della pressione
idrostatica del capillare e viceversa. Questo meccanismo è
in parte compensato dalla capacità di autoregolazione che
tende a mantenere costante il flusso sanguigno a livello
renale e nei vari vasi della rete renale
Resistenza afferente e resistenza efferente: un aumento
di una o entrambe le resistenze riduce la pressione
idrostatica nei capillari peritubulari e quindi aumenta la rate
di riassorbimento.
πc è influenzata da:
Pressione colloido-osmotica sistemica: che aumenta
per aumento delle proteine plasmatiche. Questo determina
un aumento della rate di riassorbimento tubulare
Frazione di filtrazione: se VFG / FPR aumenta, il sangue
che arriva a livello dei capillari peritubulari ha una
concentrazione proteica maggiore causando un aumento
nel riassorbimento.
Controllo ormonale del
riassorbimento tubulare

Cominciamo a vedere come differenti ormoni


regolano il riassorbimento selettivo in varie parti del
tubulo renale, cioè modificano il riassorbimento di
certe sostanze lasciando inalterato quello di altre.
ALDOSTERONE
e
ANGIOTENSINA II
Va detto che nell’AH e nel DC una parte di sodio
viene riassorbita in maniera indipendente dal
carico. Nella parte distale del TCD una piccola
percentuale del sodio filtrato è soggetta a
regolazione ormonale. L’azione è sulle cellule
principali del nefrone distale. Quando succede?
La quantità totale di sodio nei liquidi corporei è in
stretta associazione con il volume del LEC perché
sodio e cloro (NaCl) sono i maggiori determinanti
della pressione osmotica del LEC. Se Na+ è superiore
al valore normale viene trattenuta più acqua per
osmosi e il volume del LEC aumenta. Viceversa se il
carico di sodio è inferiore alla norma. Queste
variazioni del LEC e quindi del volume plasmatico si
ripercuotono sulla pressione arteriosa
• Attivazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone 7.
• Riduzione di VFG e del filtrato tubulare 6.
• Riduzione della pressione arteriosa 5.
• Diminuzione del volume del LEC (ipovolemia) 4.
• Escrezione di più acqua 3.
• Diminuzione dell’osmolarità 2.
• Diminuzione del Na+ (iponatriemia) 1.
Cosa fa l’aldosterone quando viene rilasciato dalla corticale
del surrene? L’ormone, steroideo e quindi lipofilico, stimola il
riassorbimento del Na+ nel tubulo distale e nel dotto
collettore aumentando il numero di Na-K ATPasi
basolaterale e la permeabilità apicale al sodio. In caso di
mancanza di aldosterone per mancato funzionamento delle
ghiandole surrenali (morbo di Addison), si ha massiva
perdita di sodio e accumulo di potassio (cellule principali di
TCD). Al contrario nella sindrome di Conn (eccessiva
produzione di aldosterone) si ha accumulo di sodio e
mancanza di potassio.
Na+
Na+ ATP
K+

K+
Midollare

Corticale

Sezione figurata di
una ghiandola
surrenale
Il sistema renina-angiotensina-aldosterone (SRAA) è
il sistema ormonale più importante e meglio noto
che interviene nella regolazione dello ione Na+.

Il rilascio di renina dalle cellule granulari secernenti


dell’apparato iuxtaglomerulare è associato a situazioni
di iponatriemia, ipovolemia e diminuzione della PAM. La
sua azione promuove il ritorno a valori normali della
pressione arteriosa e del volume extracellulare
promuovendo riassorbimento di sodio e acqua.
La secrezione di renina viene aumentata da diversi
input alle cellule granulari:
1) Stimolazione da parte delle cellule della macula
densa in seguito al feedback tubulo glomerulare
2) Innervazione simpatica per effetto barocettivo
(barocettori aortici e carotidei) e attivazione del
simpatico
3) Effetto barocettivo delle cellule granulari stesse
La renina prodotta dal rene agisce sull’angiotensinogeno
epatico convertendolo in angiotensina I. Questa a sua
volta a livello polmonare grazie all’azione di un enzima
convertasi viene trasformata in angiotensina II
L’angiotensina II:
1. Stimola la secrezione di aldosterone dalla corticale
surrenalica
2. Induce vasocostrizione su ae aumentando la VFG
3. Stimola direttamente il riassorbimento di sodio
soprattutto in TCP
4. Stimola il rilascio in circolo di ADH la cui azione è quella
di permeabilizzare il nefrone distale all’acqua per
risparmiarla in caso di necessità. Ha un ruolo
fondamentale nella produzione di urine diluite o urine
concentrate.
Proviamo a vedere cosa
succede in caso
di ipovolemia
L’ipovolemia, conseguente a fatti più o meno
traumatici, riduce il ritorno venoso al cuore generando
i seguenti fatti:
riduzione di ANP con conseguente aumento nel
riassorbimento di Na+ e acqua e rimozione
dell’inibizione sull’aldosterone.
produzione di ADH per riassorbire acqua nel
nefrone distale (osmocettori)
caduta di pressione arteriosa per riduzione della
gittata cardiaca.
I barocettori del seno carotideo e dell’arco aortico,
diminuiscono la loro frequenza di scarica e determinano
una risposta autonoma con potenziamento della
stimolazione simpatica che causa:
 aumento della frequenza cardiaca, della gittata e della

vasocostrizione periferica.
 contemporaneamente a livello renale la combinazione

di ipotensione e stimolazione simpatica (in caso di


severa ipovolemia) porta a riduzione nella pressione di
filtrazione glomerulare e a un decremento di VFG.
La diminuzione di NaCl tubulare è percepita
dalle cellule della macula densa nel TCD e
questo causa l’attivazione del sistema renina-
angiotensina con produzione di angiotensina
II che vasocostringe potentemente ae e
favorisce il riassorbimento di acqua e sali.
PAM
Autoregolazione

Meccanismi di
Le cellule granulari funzionano
come barocettori intrarenali a

regolazione Funzione
della PAM
livello di aa

con AT II
delle cellule
della macula densa
renina
Riflesso barocettivo
aumenta l’attività
simpatica che stimola
le cellule granulari
AII
….altri ormoni
Effetto di ormoni sul riassorbimento
nelle diverse parti del nefrone
Ormone Sito d’azione Effetti

Aldosterone* TCD / DC ↑ riassorbimento Na+


↑ secrezione di K+

Angiotensina II TCP ↑ riassorbimento di NaCl


*L’aldosterone regola quindi il riassorbimento di Na+
ADH in modoTCD / DC
inversamente ↑ riassorbimento
proporzionale al carico di H2O
dell’organismo solo nella parte distale del nefrone.
ANP TCD / DC ↓ riassorbimento di NaCl
Questo ammonta a circa 8% del carico filtrato
↓ riassorbimento di PO43-
PTH TCP, TAS, TCD ↑ riassorbimento di Ca2+
ANP*: Secreto a livello dell’atrio destro ha una azione
antagonista a quella dell’ADH. Viene secreto in caso di
aumento della pressione venosa centrale. Inibisce il
riassorbimento di sodio (limitando la produzione di
aldosterone) provocando natriuresi e conseguente
diuresi a livello del DC. L’escrezione urinaria aumenta
e il volume ematico torna alla norma.

* Peptide natriuretico atriale o atrina, auriculina,


atriopeptina, cardiopeptina
PTH: Questo è il più importante ormone per il
controllo del livello del calcio plasmatico. È secreto
dalle ghiandole paratiroidee con funzione
ipercalcemizzante. Induce il riassorbimento di
calcio a livello del TAS e del TCD.
Controllo del Ca2+ plasmatico
La concentrazione extracellulare di calcio deve
rimanere costante a circa 2mM e deve quindi esistere
un perfetto bilanciamento fra intake ed output.
Tuttavia, differentemente da sodio e potassio, la
maggior parte di escrezione di calcio avviene con le
feci : il tratto gastrointestinale e tutti i meccanismi che
influenzano l’assorbimento intestinale di calcio e la sua
secrezione giocano il ruolo principale nell’omeostasi
del calcio.
L’assorbimento di calcio dipende da processi attivi
e passivi. Nel TCP e TAS è accoppiato al
riassorbimento di Na+ ed è un processo passivo
attraverso la via paracellulare. Nel TCD il
riassorbimento di calcio è indipendente da quello
del sodio; questo è il sito principale d’azione di
PTH, calcitonina e 1,25-(OH)2D3
Il calcio a livello renale è filtrato e riassorbito, ma
non secreto per cui vale:
Escrezione renale di calcio =
calcio filtrato – calcio riassorbito

• 45% legato a proteine (non filtrabile)


• 5% sotto forma di carbonati, solfati, fosfati e citrati
(filtrabile)
• 50% è ionizzato (filtrabile)

99% del Ca2+ filtrato è riassorbito dal nefrone (65% in


TCP, 25-30% in AH e 4-9% in TCD-DC)
Fattori che condizionano il
riassorbimento tubulare di calcio

 Riassorbimento di calcio  Riassorbimento di calcio

 PTH  PTH

 Volume del LEC  Volume del LEC

 Pressione sanguigna  Pressione sanguigna

 Fosfato plasmatico  Fosfato plasmatico

Acidosi metabolica Alcalosi metabolica

Vitamina D3
PTH
8%
65%

1%

25%

1%
Regolazione del K+ plasmatico
Definizione: 5.5mM 4 mM 3.5 mM
Lo ione potassio è una delle poche
iperkaliemia
sostanze normokaliemia
che sono secrete lungo ipokaliemia
il
tubulo renale. Le principali sono:
Nel corpo ci sono: 50 mEq/Kg x 70 Kg = 3500 mEq K+
• Ioni H+
• Ioni K +
Durante un pasto ingeriamo 33 mEq di K+ che diluiti nel
• Anioni e cationi
LEC (14 l) porterebbero organicidella
ad un aumento molti[K+] di 2.4
e
dei quali estranei all’organismo
mM producendo una potenziale pericolosa iperkaliemia. Il
carico di K+ è velocemente ridotto dall’azione dell’insulina,
aldosterone e adrenalina che stimolano l’assorbimento
veloce di K+ in tutte le cellule.
Dieta
100 mEq di K+ al giorno
Feci
5-10 mEq di K+ al
giorno

Assorbimento intestinale
90-95 mEq di K+ al giorno

Insulina
Insulina
Adrenalina
Adrenalina
Aldosterone
Aldosterone
Depositi tissutali Liquido extracellulare
3435 mEq di K+ 65 mEq di K+

[K+]
[K+]
Plasmatica
Plasmatica
ADH
ADH
Aldosterone
Aldosterone
Rene
90-95 mEq di K+ al
giorno
[K+] ridotta
• L’escrezione è
proporzionale alla
quantità di K+
ingerita

Il riassorbimento del
potassio nel tubulo
prossimale avviene
in maniera non
regolata, mentre la
secrezione è un
processo regolato
nelle parti distali del
nefrone
• La secrezione avviene prevalentemente nel TCD e nel DC
ed è la secrezione che viene variata per mantenere
costante la concentrazione plasmatica dello ione

[K+] normale o
aumentata
La secrezione del potassio avviene
solo nel nefrone distale perché solo
quì ci sono i canali passivi per la
diffusione verso il lume tubulare a
livello di membrana apicale
Quali sono i fattori che controllano la secrezione del
potassio?
▄ Il più importante è l’aldosterone il cui rilascio dalla

corticale del surrene è regolato in maniera diretta


e preponderante dall’iperkaliemia plasmatica.
L’iponatriemia ricordiamo che agisce attraverso la
via indiretta del sistema renina-angiotensina.
L’aumento di aldosterone provoca però SEMPRE
il riassorbimento di Na+ e la secrezione di K+
Ecco perché una deplezione di Na+ che implichi
un aumento della produzione di aldosterone, può
determinare come conseguenza una secrezione
eccessiva di K+ e quindi un’ipokaliemia
Controllo del fosfato
La nostra dieta è generalmente ricca di ione
fosfato PO43-. Poiché i tubuli renali sono capaci di
riassorbire una quantità di fosfato corrispondente
alla concentrazione plasmatica normale e non di
più, la quantità in eccesso viene eliminata con le
urine. Maggior è la quantità ingerita, maggiore è
la quantità escreta
Regola generale per la
formazione delle urine
Escrezione di Escrezione di
urine diluite urine concentrate

N.B.: Esiste quindi la possibilità di


modificare il volume di acqua
Riassorbimento di soluti • Elevati livelli plasmatici di ADH
escreto
dalla parte distale del indipendentemente
• Formazione di un gradiente
nefrone senza midollare per formare un
riassorbimento dall’escrezione
di acqua di osmotico
gradiente soluti.necessario al
riassorbimento di acqua in
Min=50mOsm/l presenza di elevati livelli di ADH
Fino a 20 l/die
Max=1200mOsm/l
Non meno di 0.5l/die
Stato Volume
Osmolarità
dell’organismo prodotto

Equilibrio
1ml/min 290mOsm/l
idrico ideale

Fino a
Iperidratato 100mOsm/l
25ml/min

Disidratato 0.3ml/min 1200mOsm/l


Affinché le cellule dell’organismo funzionino bene è
necessario che siano immerse in un fluido con una
composizione ed una osmolarità costanti. I meccanismi di
controllo omeostatici del bilancio idro-elettrolitico sono
finalizzati al mantenimento di 4 parametri:
 Volume del LEC
 Osmolarità (importante perché sue variazioni
determinano ipotonia o ipertonia cellulare)
 Concentrazione dei singoli ioni (importante nei
fenomeni di eccitabilità)
 pH
Il bilancio idro-elettrolitico
richiede l’azione integrata
di molteplici sistemi
A livello renale esiste un potentissimo feed-back che
regola l’osmolarità del plasma e la concentrazione di
Na+: questo opera alterando l’escrezione di acqua
senza alterare l’escrezione di soluti. L’effettore
principale di questo feed-back è l’ormone ADH o
vasopressina.
Se l’osmolarità del plasma aumenta sopra i livelli
normali, la neuroipofisi rilascia ADH che aumenta la
permeabilità all’acqua nel TCD e nel DC. L’acqua
riassorbita diluisce il plasma facendo scendere
l’osmolarità al livello normale. Al contrario nel caso in
cui l’osmolarità diminuisca o ci sia ipervolemia.
Viene facilitato il
riassorbimento di
acqua dal TCD e dal
DC
Urine diluite
Urine diluite

1. Filtrato a 300mOsm/l come il plasma.


2. In TCP acqua e soluti sono riassorbiti nelle stesse
proporzioni.
3. In TDs l’acqua è riassorbita per osmosi e il filtrato
diviene iper-osmotico
4. In TAS sono riassorbiti i soluti, ma non acqua e
l’osmolarità scende fino a 100 mOsm/l
5. Quindi, INDIPENDENTEMENTE dal fatto che vi
sia o no ADH, il liquido che lascia la primissima
parte del TCD è ipo-osmotica rispetto al plasma.

6. Nella seconda parte del TCD e nel DC in assenza


di ADH sono riassorbiti soltanto soluti, ma non
acqua e quindi saranno prodotti grossi volumi di
urine diluite.
In assenza di ADH il DC è
totalmente impermeabile
all’acqua. Il riassorbimento di
sodio continua nel DC ed il fluido
tubulare diviene via via più
diluito mano a mano che
prosegue nel dotto. Il volume di
urine prodotto può essere molto
grande. Un individuo che elimini
grandi volumi di urine diluite si
dice che sia in condizione di
diuresi acquosa.
Diuresi acquosa in un
uomo dopo ingestione
di 1 l di acqua. Si ha
aumento del volume di
urine escrete,
diminuzione
dell’osmolarità delle
urine e escrezione di
soluti più o meno
costante
Il rene risparmia acqua
eliminando urine concentrate
La capacità massima di concentrazione del rene
determina quanto volume di urine deve essere escreto
al giorno per bilanciare i prodotti del metabolismo e gli
ioni ingeriti.
Un uomo di 70Kg deve eliminare ogni giorno circa
600mOsm. La capacità massima di concentrazione è
di 1200mOsm/l e quindi il volume minimo di urine che
deve essere prodotto è:
600mOsm/die / 1200mOsm/l = 0.5 l/die
Ma come fa il rene a
produrre
urine concentrate?
I requisiti fondamentali per la produzione di urine
concentrate sono:

1. Elevati livelli di ADH che permeabilizzano il


nefrone distale all’acqua permettendo che
essa venga riassorbita
2. Elevata osmolarità dell’interstizio midollare
che fornisce il gradiente osmotico
necessario per richiamare e riassorbire
acqua
1. Quali sono i fattori che stimolano la liberazione
di ADH dalla neuroipofisi? Sono
sostanzialmente tre:
i. Aumento dell’osmolarità del plasma in
seguito all’attivazione di osmocettori
ipotalamici che aumentano il loro firing
ii. Diminuzione del volume ematico

iii. Diminuzione della pressione arteriosa


i. – ii. Lo stimolo più potente nell’evocare rilascio di ADH
è una variazione dell’osmolarità. Una variazione dell’1%
è sufficiente ad evocare una risposta, mentre occorre
circa un 10% di variazione per quanto riguarda il volume
ematico. Nonostante questo le variazioni di volume
sono quelle che determinano i livelli plasmatici di ADH
più elevati. Altre sostanze che controllano la secrezione
di ADH sono:
- Nicotina e morfina: stimolano la secrezione di ADH
- Alcool: inibisce la secrezione di ADH
Gli osmocettori
sono localizzati
vicino al nucleo
sopraottico
Mancanza di acqua
-
↑ osmolarità extracellulare
Osmocettori ipotalamici attivati
↑ secrezione di ADH dalla neuroipofisi

↑ ADH plasmatico

↑ permeabilità all’acqua in TCD e DC

↑ riassorbimento di acqua

↓ escrezione di acqua
ii.- iii. Il rilascio di ADH è stimolato, attraverso afferenze
vagali e del glossofaringeo dalla diminuzione della
pressione arteriosa e del volume ematico in seguito ad
attivazione dei:
barocettori arteriosi di arco aortico e seno
carotideo (compartimento ad alta pressione) e
recettori di stiramento delle camere atriali
(compartimento a bassa pressione)
Nel caso quindi in cui l’organismo debba
risparmiare acqua verranno prodotte urine
concentrate e al tempo stesso attivato il
sistema renina-angiotensina e stimolato il
centro della sete (localizzato a livello
ipotalamico in una regione antero-laterale
rispetto al nucleo sopraottico)
Aumento della sete Diminuzione della sete

↑ osmolarità ↓ osmolarità

↓ volume ematico ↑ volume ematico

↓ pressione sanguigna ↑ pressione sanguigna

↑ angiotensina II ↓ angiotensina II

Secchezza delle fauci Distensione gastrica


2. Dobbiamo vedere come viene formato questo interstizio
iper-osmotico. Il processo prevede un meccanismo di
moltiplicazione in controcorrente. Questo meccanismo
produce un interstizio midollare che da 300 mOsm/l arriva
a 1200mOsm/l all’apice della papilla renale, grazie
all’accumulo di grandi quantità di soluto rispetto ad acqua.
Una volta che questo interstizio si è formato, esso viene
mantenuto (cioè l’ambiente interstiziale non si diluisce con
l’acqua riassorbita in DC) grazie ad un continuo scambio
di acqua e soluti con i vasa recta (scambio in
controcorrente).
Quali sono
Quali sono ii meccanismi
meccanismi che
che
formano questo
formano questo gradiente?
gradiente?

i. Trasporto attivo di ioni Na+ e co-trasporto di K+, Cl-


dal TAS all’interstizio midollare (motore del
meccanismo).

ii. Permeabilità all’acqua del TDs dell’ansa

iii. Permeabilità all’H2O e urea del dotto collettore

(azione dell’ADH)
La causa più importante per la formazione del gradiente
midollare è il trasporto attivo di Na+ e co-trasporto di K+,
Cl- dal TAS dell’ansa nell’interstizio.
La pompa riesce a stabilire un gradiente di
200mOsm/l fra il lume tubulare e l’interstizio
midollare.
Essendo impermeabile all’acqua il movimento di soluti

NON è accompagnato da acqua e quindi si


aggiungono grandi quantità di soluti all’interstizio.
Il liquido tubulare si diluisce
mano a mano che si risale
I soluti passano

perché trattiene acqua


nell’interstizio che si

TAS
concentra sempre
più verso la papilla
fino ad arrivare a
1200mOsm/Kg
Al contrario il TDs è permeabile all’acqua e
l’osmolarità del liquido tubulare diviene
rapidamente simile a quello dell’interstizio.
All’apice della papilla troviamo quindi un’osmolarità
di 1200mOsm/l nel liquido tubulare che deve
immettersi nel TAs e nell’interstizio midollare.
MOLTIPLICAZIONE
MOLTIPLICAZIONE IN
IN
CONTROCORRENTE
CONTROCORRENTE

La
La base
base di
di tutto
tutto ilil meccanismo
meccanismo
risiede
risiede nella
nella struttura
struttura anatomica
anatomica
aa forcina
forcina dell’AH
dell’AH ee dei
dei vasa
vasa recta
recta
Cold water (0oC) runs through
the tube. If the cold water
runs slowly through the tube,
then, ignoring inevitable
imperfections, the water will
enter the container at 0oC,
and leave it at 100oC. This removes heat from the
container.
Cold water in the
tube is heated
temporarily during
its passage through
the U-loop. That heat
is, however,
short-circuited back into the descending tube, so
that THE WATER EMERGES FROM THE
COUNTERCURRENT SYSTEM IN THE STATE
THAT IT ENTERED IT.
I sistemi che lavorano in
controcorrente tendono quindi a
isolare ambienti differenti
nonostante il fatto che questi
possano temporaneamente venire
a contatto
Sherwood, FISIOLOGIA UMANA Dalle cellule ai sistemi. Zanichelli editore s.p.a. 2008
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Moltiplicazione
Moltiplicazione in
in controcorrente
controcorrente

http://www.cellphys.ubc.ca/undergrad_files/urine.swf
Il meccanismo di moltiplicazione in controcorrente
gradualmente intrappola soluti nella midollare e
moltiplica il gradiente di concentrazione singolo
stabilito dal trasporto attivo di ioni al di fuori del TAS
dell’ansa di Henle, portando l’osmolaritá dell’interstizio
fino a 1200mOsm/l.
Quindi il continuo riassorbimento di Na-Cl-K dal TAS e
il continuo influsso di nuovo NaCl nel TCP prende il
nome di moltiplicazione in controcorrente.
Quando il fluido tubulare lascia l’AH per immettersi nel
nefrone distale, è diluito con un’osmolaritá di circa
100mOsm/l. Questo corrisponde al fatto che l’ansa ha
* Questo corrisponde circa al 20% dell’acqua filtrata
rimosso più soluti (depositati nell’interstizio) che acqua,
giornalmente cioè a 20% x 180l/die = 36l/die da
riducendo la sua osmolarità. L’osmolarità elevata
riassorbire in misura variabile a seconda dello stato
dell’interstizio richiama acqua dal DC nella midollare.
di idratazione dell’organismo.
Quando il fluido passa nella seconda metá del TCD e nel
DC la quantitá di acqua che viene riassorbita dipende
dall’ADH presente*.
Sempre presenti
sulla membrana
basolaterale
Il target dell’effetto finale del
meccanismo di moltiplicazione in
controcorrente è il DC midollare

Mano a mano che il liquido scende nel DC midollare,


incontra un interstizio via via più concentrato. In
presenza di ADH viene riassorbita acqua e il liquido
tubulare si concentra. L’effetto finale è quindi il rientro
di acqua nella circolazione e la formazione di un’urina
concentrata
DEFICIT DI ACQUA

Sherwood, FISIOLOGIA UMANA Dalle cellule ai sistemi. Zanichelli editore s.p.a. 2008
ECCESSO DI ACQUA

Sherwood, FISIOLOGIA UMANA Dalle cellule ai sistemi. Zanichelli editore s.p.a. 2008
Scambio in controcorrente
(meccanismo per il mantenimento del gradiente)

Il gradiente midollare sarebbe rapidamente dissipato


dall’acqua che esce dal TDs dell’ansa se non esistesse
un meccanismo che continua ad alimentarlo. Questo è
possibile grazie al sistema dei vasa recta, vasi sanguigni
che scorrono parallelamente al tubulo renale
funzionando come scambiatori in controcorrente.
I vasa recta entrano nella midollare e formano una
specie di forcina per poi risalire nella corticale.
Cosa succederebbe senza vasa recta?
Da ae

Alla vena
renale

Sherwood, FISIOLOGIA UMANA Dalle cellule ai sistemi. Zanichelli editore s.p.a. 2008
I vasa recta funzionano come scambiatori in
controcorrente e mantengono l’osmolarità
dell’interstizio fornendo nutrienti alle cellule. Va
inoltre detto che il flusso sanguigno all’interno
dei vasa recta è molto più lento che nella
corticale e, unitamente alla forma a forcina,
questo fa sì che il sangue fluisca nella
midollare senza causare alterazioni del
gradiente osmotico.
Sherwood, FISIOLOGIA UMANA Dalle cellule ai sistemi. Zanichelli editore s.p.a. 2008
Sono altamente permeabili ai soluti, eccezione fatta
per le proteine (assenti nell’interstizio). Mano a mano
che il sangue scende nell’interstizio, esso:
perde acqua che passa per osmosi nell’interstizio
concentrato
acquista soluti dall’ambiente interstiziale iperosmotico
Quando il sangue arriva all’apice della papilla ha
un’osmolarità di 1200mOsm/l come l’interstizio
circostante (qui il contatto fra interstizio e plasma dura
abbastanza da consentire il perfetto equilibrio)
Quando il sangue risale nella branca ascendente verso
la corticale, trova un fluido interstiziale che è più diluito.
Quindi i soluti sono ceduti all’interstizio e l’acqua per
osmosi passa dall’interstizio al sangue. In questo modo,
nonostante vi sia un grosso movimento di acqua e soluti
fra sangue e interstizio midollare, non si ha diluizione del
gradiente proprio grazie a questa forma a U dei vasa
recta e viene preservata l’elevata concentrazione di soluti
Si può quindi dire che :

I vasa recta non creano


il gradiente midollare,
ma prevengono la sua
dissipazione
Il fluido tubulare che entra nel
DC è sempre ipo-osmotico e la
sua concentrazione o
diluizione ulteriore dipende
dalla permeabilità del dotto
all’acqua. La permeabilità del
DC all’acqua e all’urea è
determinata dall’azione
dell’ADH
Riassorbimento di Na+ Riassorbimento di H2O
Segmento % %
tubulare riassorbimento caratteristiche riassorbimento caratteristiche
nel segmento nel segmento
Attivo; non
regolato, ruolo Passivo; osmotico
essenziale per in seguito al
TCP 67 67
riassorbimento di riassorbimento di
glucosio, aa, Cl-, Na+
urea
Attivo; non
Passivo; osmotico
regolato.
da TDs quando
AH 25 Formazione del 15
TAS estrude
gradiente
soluti
midollare
Passivo; non
collegato a
Attivo; soggetto a
riassorbimento di
regolazione con
soluti. H2O libera
TCD e DC 8 aldosterone. 20
soggetta ad ADH.
Secrezione di K+ e
Forza motrice
H+
L’urea contribuisce a formare
il gradiente iperosmotico e
a concentrare le urine

L’urea contribuisce alla formazione del gradiente


osmotico della midollare per un 40% a livello del
TAs dove la percentuale dei trasportatori Na-K-Cl è
ridotta. Quando i livelli di ADH sono elevati, l’urea
passa nell’interstizio a livello del DC midollare.
Rifiuti
Rifiuti azotati
azotati da
da eliminare
eliminare
Prodotti del metabolismo proteico
 Proteine  aa
 Rimozione di gruppi aminici
 Ammoniaca (NH3) è altamente tossica

 2NH3 + CO2 H2NCONH2 (Urea). In questo senso


l’uomo è UREOTELICO
 Urea è meno tossica dell’ammoniaca, ma ha bisogno di
acqua per poter essere eliminata
 Urea costituisce circa il 50% dei prodotti di scarto azotati
Prodotti del metabolismo degli acidi nucleici
 Acidi nucleici  NUCLEOTIDI
 Basi azotate rimosse
 Conversione ad acido urico In questo senso l’uomo
è URICOTELICO
 Meno tossico dell’ammoniaca
 Meno abbondante dell’urea
Riassorbimento in TCP
Rifiuti azotati
 Urea
i. Riassorbimento passivo con acqua
ii. ~50% dell’ urea riassorbita
 Acido urico
i. Riassorbito quasi totalmente
ii. Secreto successivamente
 Uptake passivo dai capillari peritubulari
L’urea, normalmente, è liberamente permeabile attraverso le
membrane.
Il TAS, TCD, DC corticale sono:
i. impermeabili all’urea
ii. l’urea si concentra nel TD e DC corticale mano a mano
che l’acqua (con ADH) è riassorbita

Nel DC midollare UT1 aumenta la permeabilità all’urea


sotto stimolazione di ADH
Nel TAS, nel TCD e nel DC corticale l’urea non viene
riassorbita e si concentra nelle urine, a partire dalla
seconda parte del TCD perché in presenza di ADH viene
riassorbita acqua.
Quando il liquido tubulare arriva nel DC midollare che
è permeabile all’urea, l’urea diffonde dal lume
nell’interstizio. Il DC midollare è permeabile all’urea e
lo diventa anche di più in presenza di ADH. Bisogna
notare che la concentrazione di urea nel lume resta
alta, perché sono riassorbiti acqua e urea insieme.

Una persona normale elimina giornalmente circa il 40-


60% del carico filtrato di urea.
TAS, TCD e DC corticale sono impermeabili
Nel TCP l’urea
all’urea che si concentra ancora di più in
si concentra
seguito al riassorbimento di acqua
perché viene
riassorbita
meno
dell’acqua

Nel TDs è
riassorbita
solo acqua e
l’urea si
concentra
ulteriormente

H2O

urea
H2O
NaCl
L’urea che fuoriesce dal DC midollare, in parte
viene secreta nel TDs e ricircola nel tubulo (urea
recycling). In questo modo l’urea ricircola
numerose volte prima di essere escreta,
contribuendo a mantenere il gradiente.
Il sistema in controcorrente concentra l’urea
nell’interstizio midollare e nel lume tubulare.
La fonte di urea nell’interstizio è il DC
midollare.
L’urea rappresenta una forza osmotica
aggiuntiva per richiamare acqua
dal TDs e dal DC contribuendo per un
50% alla formazione del gradiente
Riassumendo

TCP: riassorbimento del 67% circa di acqua e soluti.


Osmolarità del liquido tubulare circa 300mOsm/l

TDs: Riassorbimento di acqua (17% circa). Scarso


riassorbimento di soluti. Osmolarità finale di
1200mOsm/l (con ADH elevato)
TAs: Impermeabile all’acqua, ma permeabile ai soluti
(NaCl). NaCl è molto concentrato nel liquido tubulare e
quindi diffonde nell’interstizio. Una piccola quantità di
urea diffonde dall’interstizio midollare nel liquido
tubulare e viene rimessa in circolo nel nefrone.

TAS: Impermeabile all’acqua, ma Na+, K+ e Cl- e altri


ioni sono ATTIVAMENTE trasportati nell’interstizio. Il
liquido si diluisce e raggiunge un’osmolarità di
100mOsm/l.
TCD (1° parte): proprietà simili a TAS e quindi ulteriore
diluizione del liquido tubulare.

TCD (2° parte) e DC corticale: permeabili ad acqua in


presenza di ADH. Impermabili all’urea che si
concentra. Permeabili ai soluti. Riassorbimento di NaCl
sotto controllo di aldosterone. In assenza di ADH
l’acqua non è riassorbita e l’osmolarità continua a
diminuire.
DC midollare: la concentrazione delle urine dipende
dalla presenza di ADH e dal gradiente midollare creato
dal meccanismo di controcorrente. Quando ADH è
massimale viene riassorbita un’elevata percentuale di
acqua e si forma un’urina concentrata con
un’osmolarità fino a 1200mOsm/l. La permeabilità
all’urea è potenziata dall’ADH e l’urea contribuisce alla
formazione del gradiente midollare.
Alterazioni della capacità di
concentrare le urine

L’incapacità del rene di formare urine concentrate


può dipendere da:
• Secrezione non appropriata di ADH
• Alterazione nella formazione del gradiente
midollare
• Alterazione nella capacità di TCD, DC di
rispondere a ADH
Mancata produzione di ADH: diabete insipido
centrale perché l’ipotalamo non produce l’ormone.
Non c’è riassorbimento di acqua nel nefrone distale.
Si ha produzione di urine diluite fino a 15 l/die. In
assenza di un’adeguata ingestione di acqua
interviene una rapida disidratazione. Il primo
sintomo è proprio la produzione di elevati volumi di
urine.
Incapacità del rene di rispondere all’ADH:
diabete insipido nefrogenico. Può essere dovuto a:
 mancata formazione del gradiente interstiziale

 assenza o alterazione dei recettori per ADH e

uso prolungato di certi farmaci come le


tetracicline o il litio
Elevati volumi di urine diluite.

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