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Diritto Privato dei contratti

Annullabilità e vizi della volontà


INVALIDITÀ DELL’ATTO NEGOZIALE

Invalidità e inefficacia

L’atto negoziale è inefficace quando non è in grado di produrre i suoi


effetti tipici.
L’atto negoziale è invalido quando presenta un vizio genetico.
INVALIDITÀ DELL’ATTO NEGOZIALE
Annullabilità (artt. 1425-1446 c.c.)
L’atto negoziale è annullabile quando presenta un vizio che si concretizza in una
violazione di regole poste a tutela degli interessi individuali delle parti.

 Atto annullabile: produce effetti fino all’intervento della


pronuncia di annullamento, salvo convalida.
 Azione di annullamento:
- può essere proposta solo dalla parte nel cui interesse è stabilito
dalla legge (legittimazione relativa);
- si prescrive in cinque anni dalla conclusione del contratto
(salvo diversa disciplina in ipotesi particolari). L’eccezione di
annullamento è invece imprescrittibile.
IPOTESI DI ANNULLABILITÀ
L’annullabilità è prevista quando l’atto presenta un vizio genetico
(inerente uno dei suoi elementi essenziali) non tanto grave da
comportare la nullità dell’atto, ma comunque in grado di incidere sulla
sua validità, perché lesivo delle regole poste a tutela degli interessi
individualilegale
Incapacità dellediparti.
agire
L’atto negoziale è annullabile se posto in essere da un soggetto legalmente
incapace di agire perché minore, interdetto o inabilitato.
Incapacità naturale
Sono annullabili gli atti e i contratti compiuti dal soggetto incapace naturale cioè
concretamente incapace di intendere e di volere l’atto realizzato.
Tuttavia (art. 428 c.c.):
• Per gli atti unilaterali occorre la prova del grave pregiudizio derivato
all’incapace.
• Per i contratti, deve essere dimostrata la mala fede dell’altro contraente.
IPOTESI DI ANNULLABILITÀ

Vizi della volontà


Nozione: La volontà di uno dei contraenti si è formata non in
maniera libera e spontanea, bensì in modo viziato a causa ed in
conseguenza di un fattore esterno o del comportamento dell’altra
parte o di un terzo.
Errore (artt. 1427 - 1433 c.c.)
Definizione
Falsa rappresentazione della realtà che induce una parte a
concludere un contratto (errore motivo). Falsa formulazione
nel mezzo usato per esternare la volontà (errore ostativo).
IPOTESI DI ANNULLABILITÀ
Conseguenze

L’errore comporta l’annullabilità del contratto sempre che sia


essenziale e riconoscibile.

• E’ essenziale (art. 1429 c.c.) quando cade:


• sulla natura del contratto;
• sull’oggetto del contratto;
• sulla natura o sulla qualità determinante dell’oggetto;
• sull’identità o sulle qualità personali dell’altro contraente se
determinanti del consenso.
IPOTESI DI ANNULLABILITÀ

 E’ riconoscibile (art. 1431 c.c.) quando l’altra parte, usando la normale


diligenza, in relazione al contenuto, alle circostanze del contratto o alla
qualità dei contraenti, avrebbe potuto rendersene conto.

N.B.
 L’errore di diritto è l’errore determinato dalla falsa conoscenza delle norme
giuridiche e comporta l’annullabilità del contratto quando è essenziale, cioè
è stato la ragione unica o principale del contratto, e riconoscibile (art. 1429
n. 4 c.c.).
 L’errore di calcolo (art. 1430 c.c.) comporta soltanto la possibilità della
rettifica, salvo che non si tratti di un errore sulla quantità determinante del
consenso. In tal caso comporta l’annullabilità del contratto.
IPOTESI DI ANNULLABILITÀ
Violenza 1434 ss. c.c.
Definizione
Coazione psichica che agisce sulla volontà della vittima inducendola a stipulare
per sottrarsi al male minacciato (violenza morale).

Coazione materiale che esclude la volontà del contraente (violenza fisica).


Conseguenze
La violenza morale comporta l’annullabilità del contratto quando il male
minacciato è ingiusto e notevole, anche se la minaccia proviene da un terzo
estraneo al contratto. Non comportano l’annullabilità del contratto né la minaccia
di far valere un diritto, né il mero timore reverenziale.
La violenza fisica comporta la mancanza della volontà e quindi la nullità del
contratto.
IPOTESI DI ANNULLABILITÀ
Dolo
Definizione
Falsa rappresentazione della realtà dovuta ad una causa imputabile ad uno dei
contraenti. Sussiste il dolo quando uno dei contraenti o un terzo usano raggiri
per indurre l’altra parte a contrarre. Se i raggiri sono stati adoperati da un terzo,
il contratto è annullabile se essi erano noti al contraente che ne ha tratto
vantaggio.
Conseguenze
Il dolo è causa di annullamento del contratto quando è determinante: in assenza
dei raggiri, l’altra parte non avrebbe contrattato.
Il dolo comporta soltanto il diritto al risarcimento dei danni se è incidente: i
raggiri non sono stati tali da determinare il consenso; anche in assenza dei raggiri il
contratto sarebbe stato concluso seppure a condizioni diverse.
Riferimenti normativi Artt. 1439 e 1440 c.c.
RECUPERO DEL NEGOZIO INVALIDO
Convalida

La convalida è l’atto con il quale il negozio annullabile viene recuperato, cioè con il quale il
soggetto legittimato alla proposizione dell’azione di annullamento manifesta l’intento di
rendere il contratto invalido definitivamente efficace (art. 1444 c.c.).

Si distingue tra:
- convalida espressa → il soggetto che convalida il contratto lo fa
attraverso un atto espresso che contiene la menzione del contratto stesso, del
motivo di annullabilità e della dichiarazione di convalida. Tale atto è un
negozio unilaterale, non recettizio, accessorio rispetto al negozio
convalidato;
- convalida tacita → il soggetto che convalida il contratto lo fa
tacitamente, dando esecuzione al contratto pur conoscendo il motivo di
annullabilità.
RECUPERO DEL NEGOZIO INVALIDO

Rettifica

La rettifica è un negozio unilaterale recettizio accessorio che consente il


recupero del contratto annullabile per errore (art. 1432 c.c.) attraverso una
modifica del contenuto compatibile con l’intento perseguito dal contraente in
errore: il contraente non in errore, attraverso la rettifica, evita l’annullamento
del contratto offrendosi di eseguire la prestazione in favore del contraente in
errore come se l’errore stesso non si fosse mai verificato.

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