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TEMPERATURA

LA TEMPERATURA è UNA GRANDEZZA FISICA MISURABILE, CHE ESPRIME


QUANTO UN CORPO è CALDO O FREDDO.
LO ZERO ASSOLUTO è UNA TEMPERATURA AL DI SOTTO ALLA QUALE NON è
POSSIBILE RAFFREDDARE UN CORPO, LA PRESSIONE DI QUALSIASI GAS TENDE A
ZERO. (-273,15 GRADI CELSIUS, 0 KELVIN)
GAS IDEALE
GAS NELLA QUALE L’ITERAZIONE TRA MOLECOLE E’ TALMENTE PICCOLA DA
POTER ESSERE TRASCURATA, NON ESISTE IN NATURA.
LA PRESSIONE DI UN GAS IDEALE PUO’ DIPENDERE DALLA TEMPERATURA, DAL
NUMERO DI MOLECOLE E DAL VOLUME.
PRESSIONE DI UN GAS IDEALE= K(NT/V)
K= COSTANTE DI BOLTZMANN= 1,38.10 ALLA MENO 23 J/K,
MOLE E NUMERO DI AVOGADRO
MOLE= QUANTITA’ DI SOSTANZA CHE CONTIENE TANTE ENTITA’ ELEMENTARI QUANTI SONO GLI
ATOMI IN 12 GRAMMI DI CARBONIO12
LE ENTITA’ ELEMENTARI FA RIFERIMENTO SIA ALLE MOLECOLE CHE POSSONO CONTENERE UN
SOLO ATOMO, COME IL CARBONIO, SIA A QUELLE CHE POSSONO CONTENERE PIU’ ATOM,
ANCHE DIVERSI TRA LORO, COME L’ACQUA.
GLI ATOMI CONTENUTI IN UNA MOLE DI CARBONIO-12 SONO 6,022x10 ALLA 23, QUESTO
NUMERO VIENE DETTO NUMERO DI AVOGADRO (Na) IN ONORE AL FISICO ITALIANO AMEDEO
AVOGADRO.
PRINCIPIO DI AVOGADRO= VOLUMI UGUALI DI GAS DIFFERENTI, NELLE MEDESIME CONDIZIONI
DI TEMPERATURA E DI PRESSIONE, CONTENGONO LO STESSO NUMERO DI MOLECOLE.
EQUAZIONE DEI GAS IDEALI
SOSTITUENDO N CON nNa NELLA RELAZIONE P=KNT/V OTTENIAMO: P= nNaKT/V
nNaK costituiscono la costante universale dei Gas, R=(6,022x10 ALLA 23)(1,38X10 ALLA -23
J/K)=8,31 J(MOL/K)
EQUAZIONE DI STATO: PV= nRT
LEGGE DI BOYLE E GAY-LUSSAC
350)
(348-

LA LEGGE DI BOYLE AFFERMA CHE : LA PRESSIONE DI UN GAS è INVERSAMENTE


PROPORZIONALE AL VOLUME, SE LA TEMPERATURA E IL NUMERO DI MOLI VENGONO
MANTENUTI COSTANTI.
P1V1=P2V2 (NUMERO DI MOLTI COSTANTE, TEMPERATURA COSTANTE)

LA PRIMA LEGGE DI GAY LUSSAC AFFERMA CHE IL RAPPORTO TRA IL VOLUME DI UN GAS E LA
SUA TEMPERATURA RIMANE COSTANTE, FINTANTO CHE LA PRESSIONE E IL NUMERO DI MOLI
DEL GAS RIMANGONO COSTANTI: V1/T1= V2/T2
LA SECONDA LEGGE DI GAY/LUSSAC AFFERMA CHE A VOLUME COSTANTE, PRESSIONE E
TEMPERATURA SONO DIRETTAMENTE PROPORZIONALI
VELOCITA’ QUADRATICA MEDIA E
ENERGIA
 
IN UN GAS IDEALE LA PRESSIONE E’ DIRETTAMENTE PROPORZIONALE AL NUMERO DI
MOLECOLE E INVERSAMENTE PROPORZIONALE AL VOLUME
E’ DIRETTAMENTE PROPORZIONALE ALL’ENERGIA CINETICA MEDIA

ENERGIA CINETICA MEDIA: (ENERGIA CINETICA DIRETTAMENTE PROPORZIONALE ALLA


TEMPERATURA IN KELVIN)
ENERGIA INTERNA DI UN GAS IDEALE MONOATOMICO:
ENERGIA INTERNA DI UN GAS BIATOMICO
TERMODINAMICA
CALORE= E’ L’ENERGIA TRASFERITA TRA OGGETTI A CAUSA DELLA LORO DIFFERENZA DI
TEMPERATURA
L’OGGETTO PERO’ NON CONTIENE CALORE, MA HA UNA QUANTITA’ DI ENERGIA CHE ESSO
SCAMBIA CON ALTRI CORPI, A CAUSA DELLA DIFFERENZA DI TEMPERATURA, CHE PRENDE IL
NOME DI CALORE. 2 OGGETTI SONO IN CONTATTO TERMICO SE VI E’ UN PASSAGGIO DI CALORE.
LA TERMODINAMICA STUDIA I PROCESSI CHE COINVOLGONO IL TRASFERIMENTO DI CALORE, LA
PARTE DI UNIVERSO IN ESAME VIENE DETTA AMBIENTE, IL SISTEMA APERTO QUANDO SI PUO’
AGGIUNGERE O TOGLIERE MATERIA, QUANDO NON CAMBIA QUANDO L’AMBIENTE VIENE
MODIFICATO SI DICE ISOLATO.
PRINCIPIO ZERO DELLA
TERMODINAMICA
IL PRINCIPIO ZERO DELLA TERMODINAMICA AFFERMA: SE 2 OGGETTI POSTI IN CONTATTO
TERMICO HANNO TEMPERATURE DIVERSE, IL CALORE FLUISCE DA QUELLO PIU’ CALDO A QUELLO
PIU’ FREDDO , FINO A QUANDO NON RAGGIUNGONO ENTRAMBI LA STESSA TEMPERATURA.

LA CONSEGUENZA DEL PRINCIPIO ZERO DICE: SE UN OGGETTO B E’ IN EQUILIBRIO TERMICO SIA


CON UN OGGETTO A CHE CON UN OGGETTO C, ALLORA ANCHE GLI OGGETTI A E C SE POSTI IN
CONTATTO TERMICO, SI TROVANO IN EQUILIBRIO TERMICO, GLI OGGETTI ABC HANNO LA
STESSA TEMPERATURA.
1 PRINCIPIO DELLA
TERMODINAMICA
 
QUESTO PRINCIPIO E’ NATO STUDIANDO LA MACCHINA TERMICA, CHE FUNZIONA ASSORBENDO
CALORE DALL’ AMBIENTE ED ESEGUE LAVORO SULL’ AMBIENTE STESSO.
Q=POSITIVO (IL SISTEMA ACQUISTA CALORE) Q=NEGATIVO (IL SISTEMA CEDE CALORE)
L=POSITIVO (LAVORO ESEGUITO DAL SISTEMA) L=NEGATIVO (LAVORO ESEGUITO SUL SISTEMA)

CONSEGUENZE DEL PRIMO PRINCIPIO: LO STATO DI UN SISTEMA E’ DETERMINATO DALLA SUA


TEMPERATURA, VOLUME E PRESSIONE. QUANDO ANCHE SOLO 1 CAMBIA SIGNIFICA CHE E’
AVVENUTA UNA TRASFORMAZIONE TERMODINAMICA, IL SISTEMA PASSA DALLO STATO INIZIALE
A QUELLO FINALE
UNA GRANDEZZA E’ UNA FUNZIONE DI STATO SE DIPENDE SOLO DALLO STATO DEL SISTEMA E
NON DAL MODO IN CUI IL SISTEMA HA RAGGIUNTO QUELLO STATO
TRASFORMAZIONE ISOBARA (376-377)

 TRASFORMAZIONE A PRESSIONE COSTANTE

GRAFICAMENTE QUESTA TRASFORMAZIONE VIENE RAPPRESENTATA DA UN SEGMENTO DI UNA


RETTA ORIZZONTALE, PER DIVERSI VALORI DI VOLUME, LA PRESSIONE E’ SEMPRE LA STESSA

IL DIAGRAMMA DI CLAPEYRON CI PERMETTE DI INDIVIDUARE LA POSIZIONE DEL LAVORO


GRAFICAMENTE, INFATTI IL LAVORO ESEGUITO DA UN GAS E’ UGUALE ALL’AREA SOTTESA DALLA
CURVA CHE RAPPRESENTA LA TRASFORMAZIONE IN UN DIAGRAMMA P-V.
CALORE SPECIFICO
  CALORE SPECIFICO DI UNA SOSTANZA E’ UNA MISURA DELLA QUANTITA’ DI CALORE
IL
NECESSARIA PER AUMENTARE DI UN GRADO LA TEMPERATURA DI 1 KILOGRAMMO DI QUELLA
SOSTANZA.
CALORE SPECIFICO DI UN GAS MONOATOMICO A PRESSIONE COSTANTE
TRASFORMAZIONE ISOCORA
 TRASFORMAZIONE A VOLUME COSTANTE
SUPPONIAMO CHE SIA FORNITO CALORE A UN GAS CONTENUTO IN UN RECIPIENTE CHE NON
PUO’ VARIARE IL PROPRIO VOLUME, L’AUMENTO DELLA TEMPERATURA PRODUCE UN AMENTO
DI PRESSIONE, SICCOME NON C’E’ SPOSTAMENTO DELLE PARETI, LA FORZA DEL GAS NON
COMPIE LAVORO
L=O , ENERGIA INTERNA= Q PERCHE’ L’ENERGIA INTERNA E’= Q-L

CALORE SPECIFICO DI UN GAS MONOATOMICO A VOLUME COSTANTE=


DIMOSTRAZIONE A PAG 381
RELAZIONE TRA CP E CV
  CALORE SPECIFICO A PRESSIONE COSTANTE E’ MAGGIORE DI QUELLO A VOLUME COSTANTE,
IL
PERCHE’ IN UNA TRASFORMAZIONE A VOLUME COSTANTE, IL CALORE CHE VIENE FORNITO AL
SISTEMA AUMENTA LA TEMPERATURA DEL GAS, PERCHE’ NON C’E’ LAVORO.
NELLA TRASFORMAZIONE A PRESSIONE COSTANTE, IL CALORE FORNITO, FA AUMENTARE LA
TEMPERATURA DEL GAS E COMPIE LAVORO MECCANICO.
TRASFORMAZIONE ISOTERMA
 TRASFORMAZIONE A TEMPERATURA COSTANTE

IN UNA TRASFORMAZIONE ISOTERMA L'ENERGIA INTERNA RIMANE COSTANTE E IL CALORE Q


SCAMBIATO È UGUALE AL LAVORO FATTO DAL GAS.
ESSENDOCI UNA VARIAZIONE DI VOLUME, IL LAVORO NON PUÒ ESSERE NULLO. IN UNA
ISOTERMA IL LAVORO È RAPPRESENTATO DALL'AREA DELLA FIGURA CURVILINEA (DETTA
TRAPEZOIDE) CHE SI FORMA SOTTO IL RAMO DI IPERBOLE.
TRASFORMAZIONE ADIABATICA
TRASFORMAZIONE NELLA QUALE NON C’E’ TRASFERIMENTO DI CALORE NEL SISTEMA.
Q=0
ESEMPIO: UN CILINDRO ISOLATO IMPEDISCE IL PASSAGGIO DI CALORE, SPINGENDO IL PISTONE
NEL CILINDRO VERSO IL BASSO, DIMINUENDO IL VOLUME, IL GAS SI SCALDA E LA SUA
PRESSIONE AUMENTA, ANALOGAMENTE UNA TRASFORMAZIONE ADAIBATICA (NON
TRANSIBILE) PROVOCA LA DIMINUZIONE DELLA TEMPERATURA E DELLA PRESSIONE. ENERGIA
INTERNA= -L
TRASFORMAZIONI A CONFRONTO
TRASFORMAZIONE LAVORO CALORE PRIMO PRINCIPIO RELAZIONI
ISOBORA
ISOCORA L=0
ISOCORA
ISOTERNA L=0 Q=L
ADIABATICA Q=0
ISOTERNA Q=L

ADIABATICA Q=0
SECONDO PRINCIPIO DELLA
TERMODINAMICA
SECONDO PRINICPIO DELLA TERMODINAMICA: ENUNCIATO DI CLAUSIUS AFFERMA CHE
QUANDO CORPI A TEMPERATURE DIFFERENTI SONO POSTI IN CONTATTO TERMICO, IL
PASSAGGIO SPONTANEO DI CALORE CHE NE RISULTA E’ SEMPRE DAL CORPO A TEMPERATURA
PIU’ ELEVATA A QUELLO A TEMPERATURA PIU’ BASSA. IL PASSAGGIO SPONTANEO DI CALORE
NON VA MAI NELLA DIREZIONE OPPOSTA
ENUNCIATO DI CLAUSIUS (ALTRA FORMULAZIONE): E’ IMPOSSIBILE REALIZZARE UNA
TRASFORMAZIONE IL CUI SOLO RISULTATO SIA QUELLO DI TRASFERIRE CALORE DA UNA
SORGENTE FREDDA A UNA CALDA
MACCHINA TERMICA E
ENUNCIATO DI KELVIN (389)

UNA
  MACCHINA TERMICA E’ UN DISPOSITIVO CHE TRASFORMA CALORE IL LAVORO, E’ DOTATA DI
UNA SORGENTE CALDA, OVVERO UNA ZONA AD ALTA TEMPERATURA CHE FORNISCE CALORE
ALLA MACCHINA, UNA MACCHINA CHE E’ UN DISPOSITIVO CHE COMPIE LAVORO CICLICAMENTE,
UNA SORGENTE FREDDA, OVVERO UNA SORGENTE A BASSA TEMPERATURA CHE DISPERDE IL
CALORE RIMASTO

ENUCIATO DI KELVIN: AFFERMA CHE E’ IMPOSSIBILE REALIZZARE UNA MACCHINA TERMICA IL CUI
SOLO RISULTATO SIA DI PRODURRE LAVORO SCAMBIANDO CALORE CON UNA SOLA SORGENTE.

IL RENDIMENTO O EFFICIENZA, RAPPRESENTA LA FRAZIONE DI CALORE FORNITA ALLA MACCHINA


CHE VIENE TRASFORMATA IN LAVORO:
CICLI TERMODINAMICI
IL CICLO DI CARNOT: CARNOT PRENDE IN CONSIDERAZIONE UNA MACCHINA TERMICA CHE
LAVORA TRA UNA SORGENTE CALDA A TEMPERATURA TC E UNA SORGENTE FREDDA A
TEMPERATURA TF. QUESTA MACCHINA TERMICA IDEALE OPERA SU UN CICLO, IL CICLO DI
CARNOT, FORMATO DA 4 TRASFORMAZIONI REVERSIBILI, 2 ADIABATICHE E 2 ISOTERME
 𝜂 =1 − 𝑄𝐶𝐸𝐷 =1 − 𝑇𝑓
𝑄 𝐴 𝑠𝑠 𝑇𝐶
TEOREMA DI CARNOT
 
TEOREMA DI CARNOT: UNA MACCHINA CHE OPERA TRA 2 SORGENTI A TEMPERATURE TF E TC
COSTANTI, HA IL RENDIMENTO MASSIMO SE ESEGUE SOLAMENTE TRASFORMAZIONI
REVERSIBILI. TUTTE LE MACCHINE REVERSIBILI CHE OPERANO TRA LE STESSE 2 TEMPERTATURE
TF E TC HANNO LO STESSO RENDIMENTO.

COEFFICIENTE DI PRESTAZIONE DI UN FRIGORIFERO CF:

COEFFICIENTE DI PRESTAZIONE DI UNA POMPA DI CALORE CP:


L’ENTROPIA
L’ENTROPIA
  E’ UNA GRANDEZZA FISICA LEGATA AL DISORDINE DI UN SISTEMA.
DEFINIZIONE: GRANDEZZA LA CUI VARIAZIONE E’ DATA DAL RAPPORTO TRA IL CALORE Q TRASFERITO IN
MODO REVERSIBILE E LA TEMPERATURA T ALLA QUALE SI E’ VERIFICATO IL TRASFERIMENTO
UNITA’ DI MISURA JOULE/KELVIN

SE IL CALORE VIENE FORNITO AL SISTEMA, L’ENTROPIA DEL SISTEMA AUMENTA


SE IL CALORE VIENE SOTTRATTO AL SISTEMA, L’ENTROPIA DIMINUISCE
L’ENTROPIA E’ UNA FUNZIONE DI STATO, COME L’ENERGIA INTERNA, OVVERO L’ENTROPIA DIPENDE SOLO
DALLO STATO DEL SISTEMA E NON DA COME IL SISTEMA HA RAGGIUNTO QUELLO STATO
SE L’ENTROPIA DI UN SISTEMA AUMENTA, ANCHE IL SUO DISORDINDE AUMENTA, CIOE’ UN AUMENTO DI
ENTROPIA EQUIVALE A UNA DIMINUIZIONE DI ORDINE.
TERZO PRINCIPIO DELLA
TERMODINAMICA
IL TERZO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA AFFERMA CHE NON ESISTE UNA TEMPERATURA
PIU’ BASSA DELLO ZERO ASSOLUTO , E CHE LO ZERO ASSOLUTO NON E’ RAGGIUNGIBILE.
E’ POSSIBILE RAFFREDDARE UN CORPO A TEMPERATURE VICINE ALLO ZERO ASSOLUTO,MA NON
POTREMMO MAI RAFFREDDARE ALCUN CORPO FINO A 0 K

ALLO ZERO ASSOLUTO L’ENTROPIA DI UN QUALUNQUE SISTEMA E’ NULLA: S=0 T= 0K