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• Diritto al nome

• Diritto all’immagine
• Diritto all’onore e alla reputazione
• Diritto alla riservatezza

• Diritto all’identità personale


• Trattamento dei dati personali
Diritto all’onore e alla reputazione

• Art. 595 c.p.


• Diffamazione.
• Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente,
comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito
con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1.032.
Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena
è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro
2.065.
Se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro
mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della
reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro
516.
• Art. 7.
Tutela del diritto al nome.
• La persona, alla quale si contesti il diritto all'uso
del proprio nome o che possa risentire
pregiudizio dall'uso che altri indebitamente ne
faccia, può chiedere giudizialmente la cessazione
del fatto lesivo, salvo il risarcimento dei danni.
• L'autorità giudiziaria può ordinare che la
sentenza sia pubblicata in uno o più giornali.
• Art. 10.
Abuso dell'immagine altrui.
• Qualora l'immagine di una persona o dei genitori,
del coniuge o dei figli sia stata esposta o pubblicata
fuori dei casi in cui l'esposizione o la pubblicazione è
dalla legge consentita, ovvero con pregiudizio al
decoro o alla reputazione della persona stessa o dei
detti congiunti, l'autorità giudiziaria, su richiesta
dell'interessato, può disporre che cessi l'abuso, salvo
il risarcimento dei danni.
Legge sul diritto d'autore (L. 633/1941)

• Art. 96.
• Il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio
senza il consenso di questa, salve le disposizioni dell'articolo seguente.
• Dopo la morte della persona ritrattata si applicano le disposizioni del secondo,
terzo e quarto comma dell'art. 93.
• Art. 97.
• Non occorre il consenso della persona ritrattata quando la riproduzione
dell'immagine è giustificata dalla notorietà o dall'ufficio pubblico coperto, da
necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o culturali, quando la
riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o
svoltisi in pubblico.
• Il ritratto non può tuttavia essere esposto o messo in commercio, quando
l'esposizione o messa in commercio rechi pregiudizio all'onore, alla riputazione od
anche al decoro nella persona ritrattata.
• Caso Cynar (Cass. Sez. un. 31 gennaio 1959, n. 295, in Foro It. 1959, 1, p.
200).

• Il fatto atteneva al caso di utilizzazione pubblicitaria non autorizzata, di


cui si era resa protagonista l’azienda produttrice dell’amaro Cynar,
dell’immagine di un noto politico del tempo (l’On. Bonomi) ripreso tra i
partecipanti a una sagra del carciofo, appunto, marchio della ditta Cynar.

• «quando la riproduzione, esposizione o pubblicizzazione dell’immagine


avviene per uno scopo che non sia quello legittimo di soddisfare
l’esigenza di informazione nei suoi vari aspetti (…) cade necessariamente
la giustificazione alla pubblicazione, ed opera in pieno il divieto generale
di cui agli art 10 c.c. e 96 della legge sul diritto d’autore»
Cass. 27 maggio 1975 n. 2129
(caso Soraya: pubblicazione non autorizzata del ritratto dell’ex
imperatrice dell’Iran)
• Già questa Corte Suprema, con sentenza n. 295 dei 1959, ha avuto occasione di
affermare che se il diritto all'immagine deve essere sacrificato per l'attuazione di
un pubblico interesse, ciò tuttavia deve avvenire nei limiti in cui l'interesse stesso è
ritenuto prevalente (…). Da questo principio ha tratto la conseguenza che, quando
la riproduzione, esposizione e pubblicazione dell'immagine avvenga per uno scopo
che non sia quello legittimo di soddisfare l'esigenza di informazione, nei suoi vari
aspetti, cade la giustificazione alla pubblicazione ed opera il divieto dell'art. 96 cit.
A conferma e sviluppo di questa suprema premessa di principio, nella indicazione
dei casi di abuso dell'immagine altrui, va anzitutto affermato che il limite
connaturato al pubblico interesse protetto consente di invocare la tutela del diritto
all'immagine quando questa sia utilizzata, pur senza offesa al decoro, all'onore od
alla reputazione, per esclusivo uso lucrativo pubblicitario di un imprenditore,
anche se con mezzi diversi dal marchio.
Cass. 27 maggio 1975 n. 2129

• Sarebbe, invero, assurdo ritenere che il legislatore abbia inteso privilegiare un


interesse privato di pubblicità commerciale rispetto ad un interesse non patrimoniale
della persona, dovendosi invece ravvisare la volontà legislativa di stabilire soltanto la
prevalenza fra due interessi non patrimoniali; quello del pubblico all'informazione su
quello individuale al riserbo della propria immagine.
li principio stabilito dall'art. 41, comma secondo, Cost. secondo cui l'iniziativa
economica non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale, viene a convalidare
ulteriormente la conclusione che, nel bilanciare i contrapposti interessi, deve ritenersi
che l'utilizzazione dell'immagine altrui per scopi prettamente commerciali cede di
fronte alla mancanza di una vera utilità sociale ed al pregiudizio per la libertà e la
dignità della persona umana.
Se non esiste, quindi, un diritto di sfruttamento commerciale del ritratto altrui, anche
se di persone notorie, non può ravvisarsi nemmeno un diritto di altri soggetti (in
genere, cronisti e giornalisti) di controllare e riferire illimitatamente ogni aspetto della
vita delle persone divenute, talvolta loro malgrado, notorie, quando il fine, esclusivo o
fortemente preminente, di tale pubblicazione sia quello di mero lucro.
• Diritto alla riservatezza
Cass. 27 maggio 1975 n. 2129

• In accoglimento, quindi, dell'ottavo motivo del ricorso principale - pur non


essendo opportuno dare del diritto alla riservatezza rigide descrizioni
analitiche di impaccio alla necessaria duttilità dei suo preciso contenuto e
alle esigenze degli ambienti, delle zone e dei tempi - può affermarsi che
tale diritto. consiste nella tutela di quelle situazioni e vicende
strettamente personali e familiari, le quali, anche se verificatesi fuori del
domicilio domestico, non hanno per i terzi un interesse socialmente
apprezzabile, contro le ingerenze che, sia pure compiute con mezzi leciti,
per scopi non esclusivamente speculativi e senza offesa per l'onore, la
reputazione e il decoro, non siano giustificate da interessi pubblici
preminenti.
Il diritto stesso non può essere negato ad alcune categorie di persone,
solo in considerazione della loro notorietà, salvo che un reale interesse
sociale all'informazione od altre esigenze pubbliche lo esigano.
Rapporti con il diritto di cronaca

• Corte cass. I civ. 18 ottobre 1984, n. 5259


• Ciò posto, va ricordato che - come ormai la giurisprudenza di questa Corte ha più volte avuto occasione
di precisare, sia in sede civile che penale - il diritto di stampa (cioè la libertà di diffondere attraverso la
stampa notizie e commenti) sancito in linea di principio nell’art. 21 Cost. e regolato fondamentalmente
nella l. 8 febbraio 1948 n. 47, è legittimo quando concorrano le seguenti tre condizioni:

1) utilità sociale dell’informazione;

2) verità (oggettiva o anche soltanto putativa purché, in quest’ultimo caso, frutto di un serio e diligente
lavoro di ricerca) dei fatti esposti;

3) forma “civile” della esposizione dei fatti e della loro valutazione: cioè non eccedente rispetto allo
scopo informativo da conseguire, improntata a serena obiettività almeno nel senso di escludere il
preconcetto intento denigratorio e, comunque, in ogni caso rispettosa di quel minimo di dignità cui ha
sempre diritto anche la più riprovevole delle persone, sì da non essere mai consentita l’offesa triviale o
irridente i più umani sentimenti.
• Diritto all’identità personale
CORTE DI CASSAZIONE, sezione I, sentenza 22
giugno 1985 n. 3769
• Nell’ordinamento italiano sussiste, in quanto riconducibile all’art. 2
cost. e deducibile, per analogia, dalla disciplina prevista per il diritto
al nome, il diritto all’identità personale, quale interesse,
giuridicamente meritevole di tutela, a non veder travisato o alterato
all’esterno il proprio patrimonio intellettuale, politico, sociale,
religioso, ideologico, professionale ecc. (nella specie: dal testo di
un’intervista resa ad un settimanale dal direttore dell’istituto tumori
di Milano, era stata estrapolata, per poi esser riprodotta in un inserto
di pubblicità redazionale, un’affermazione circa la minor nocività di
sigarette leggere; sulla base del principio dianzi riportato, è stata
confermata la condanna generica di risarcimento del danno a carico
della società produttrice delle sigarette reclamizzate, nonché
dell’agenzia pubblicitaria).
CORTE DI CASSAZIONE, sezione I, sentenza 22 giugno
1985 n. 3769
• Il diritto all’identità personale mira a garantire la fedele e completa rappresentazione
della personalità individuale del soggetto nell’ambito della comunità, generale e
particolare, in cui tale personalità individuale è venuta svolgendosi, estrinsecandosi e
solidifìcandosi. Si tratta di un interesse essenziale, fondamentale e qualificante della
persona e la finalità dell’art 2 Cost. è proprio quella di tutelare la persona umana
integralmente e in tutti i suoi modi di essere essenziali. Tale norma costituzionale non
ha una funzione meramente riassuntiva dei diritti espressamente tutelati nel testo
costituzionale od anche di quelli inerenti alla persona umana prevista nel codice
civile; essa si colloca al centro dell’intero ordinamento costituzionale ed assume
come punto di riferimento la persona umana nella complessità ed unitarietà dei suoi
valori e bisogni, materiali e spirituali. Appunto perciò la norma non può avere un
compito soltanto riepilogativo; essa costituisce una clausola aperta e generale di
tutela del libero ed integrale svolgimento della persona umana ed è idonea di
conseguenza ad abbracciare nel suo ambito nuovi interessi emergenti della persona
umana purché essenziali della medesima.
• Trattamento dei dati personali
Processo per le schedature fiat

Scheda: “Occupato alla Fiat Ricambi … ex partigiano


garibaldino … l’interessato a causa delle sue ideologie
politiche è stato più volte cambiato di reparto. Infatti lavora
nel reparto denominato “Stella Rossa”.

Scheda: “Comunista moderata. Detiene la bandiera del Pci in


casa e in tutte le cerimonie, manifestazioni sia di partito che
per il lutto di qualche compagno essa ha l’incarico di
portarla. Pare che l’amante della C. stessa attualmente si
trovi in carcere. Nella casa non di rado era notato e per di
più di sera”.
• Internet

• Profilazione per scopi commerciali


• DECRETO LEGISLATIVO 30 giugno 2003, n. 196
• Codice in materia di protezione dei dati
personali
• REGOLAMENTO (UE) 2016/679 DEL
PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
• del 27 aprile 2016
• relativo alla protezione delle persone fisiche
con riguardo al trattamento dei dati personali,
nonché alla libera circolazione di tali dati e che
abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento
generale sulla protezione dei dati)
• Articolo 4
• Definizioni
• Ai fini del presente regolamento s'intende per:
• 1) «dato personale»: qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata o
identificabile («interessato»); si considera identificabile la persona fisica che può essere
identificata, direttamente o indirettamente, con particolare riferimento a un
identificativo come il nome, un numero di identificazione, dati relativi all'ubicazione, un
identificativo online o a uno o più elementi caratteristici della sua identità fisica,
fisiologica, genetica, psichica, economica, culturale o sociale;
• 2) «trattamento»: qualsiasi operazione o insieme di operazioni, compiute con o senza
l'ausilio di processi automatizzati e applicate a dati personali o insiemi di dati personali,
come la raccolta, la registrazione, l'organizzazione, la strutturazione, la conservazione,
l'adattamento o la modifica, l'estrazione, la consultazione, l'uso, la comunicazione
mediante trasmissione, diffusione o qualsiasi altra forma di messa a disposizione, il
raffronto o l'interconnessione, la limitazione, la cancellazione o la distruzione;
• Articolo 6
• Liceità del trattamento
1. Il trattamento è lecito solo se e nella misura in cui ricorre almeno una delle seguenti
condizioni:
a) l'interessato ha espresso il consenso al trattamento dei propri dati personali per una
o più specifiche finalità;
• b) il trattamento è necessario all'esecuzione di un contratto di cui l'interessato è parte o
all'esecuzione di misure precontrattuali adottate su richiesta dello stesso;
• c) il trattamento è necessario per adempiere un obbligo legale al quale è soggetto il
titolare del trattamento;
• d) il trattamento è necessario per la salvaguardia degli interessi vitali dell'interessato o
di un'altra persona fisica;
• e) il trattamento è necessario per l'esecuzione di un compito di interesse pubblico o
connesso all'esercizio di pubblici poteri di cui è investito il titolare del trattamento;
• f) il trattamento è necessario per il perseguimento del legittimo interesse del titolare
del trattamento o di terzi, a condizione che non prevalgano gli interessi o i diritti e le
libertà fondamentali dell'interessato che richiedono la protezione dei dati personali, in
particolare se l'interessato è un minore.
• Articolo 7
• Condizioni per il consenso

1. Qualora il trattamento sia basato sul consenso, il titolare del trattamento deve essere in grado di
dimostrare che l'interessato ha prestato il proprio consenso al trattamento dei propri dati personali.
2. Se il consenso dell'interessato è prestato nel contesto di una dichiarazione scritta che riguarda
anche altre questioni, la richiesta di consenso è presentata in modo chiaramente distinguibile dalle
altre materie, in forma comprensibile e facilmente accessibile, utilizzando un linguaggio semplice e
chiaro. Nessuna parte di una tale dichiarazione che costituisca una violazione del presente
regolamento è vincolante.
3. L'interessato ha il diritto di revocare il proprio consenso in qualsiasi momento. La revoca del
consenso non pregiudica la liceità del trattamento basata sul consenso prima della revoca. Prima di
prestare il proprio consenso, l'interessato è informato di ciò. Il consenso è revocato con la stessa
facilità con cui è accordato.
4. Nel valutare se il consenso sia stato liberamente prestato, si tiene nella massima considerazione
l'eventualità, tra le altre, che l'esecuzione di un contratto, compresa la prestazione di un servizio, sia
condizionata alla prestazione del consenso al trattamento di dati personali non necessario
all'esecuzione di tale contratto.
• Articolo 4
• Definizioni
• Ai fini del presente regolamento s'intende per:
• (…)
• 11) «consenso dell'interessato»: qualsiasi
manifestazione di volontà libera, specifica, informata e
inequivocabile dell'interessato, con la quale lo stesso
manifesta il proprio assenso, mediante dichiarazione o
azione positiva inequivocabile, che i dati personali che
lo riguardano siano oggetto di trattamento;
• Articolo 7
• Condizioni per il consenso

1. Qualora il trattamento sia basato sul consenso, il titolare del trattamento deve essere in grado di
dimostrare che l'interessato ha prestato il proprio consenso al trattamento dei propri dati personali.
2. Se il consenso dell'interessato è prestato nel contesto di una dichiarazione scritta che riguarda
anche altre questioni, la richiesta di consenso è presentata in modo chiaramente distinguibile dalle
altre materie, in forma comprensibile e facilmente accessibile, utilizzando un linguaggio semplice e
chiaro. Nessuna parte di una tale dichiarazione che costituisca una violazione del presente
regolamento è vincolante.
3. L'interessato ha il diritto di revocare il proprio consenso in qualsiasi momento. La revoca del
consenso non pregiudica la liceità del trattamento basata sul consenso prima della revoca. Prima di
prestare il proprio consenso, l'interessato è informato di ciò. Il consenso è revocato con la stessa
facilità con cui è accordato.
4. Nel valutare se il consenso sia stato liberamente prestato, si tiene nella massima considerazione
l'eventualità, tra le altre, che l'esecuzione di un contratto, compresa la prestazione di un servizio, sia
condizionata alla prestazione del consenso al trattamento di dati personali non necessario
all'esecuzione di tale contratto.
• Articolo 8

• Condizioni applicabili al consenso dei minori in relazione ai servizi della società


dell'informazione

1. Qualora si applichi l'articolo 6, paragrafo 1, lettera a), per quanto riguarda l'offerta
diretta di servizi della società dell'informazione ai minori, il trattamento di dati personali
del minore è lecito ove il minore abbia almeno 16 anni. Ove il minore abbia un'età
inferiore ai 16 anni, tale trattamento è lecito soltanto se e nella misura in cui tale
consenso è prestato o autorizzato dal titolare della responsabilità genitoriale.
Gli Stati membri possono stabilire per legge un'età inferiore a tali fini purché non
inferiore ai 13 anni.
• (…)
3. Il paragrafo 1 non pregiudica le disposizioni generali del diritto dei contratti degli Stati
membri, quali le norme sulla validità, la formazione o l'efficacia di un contratto rispetto
a un minore.
• Articolo 9

• Trattamento di categorie particolari di dati personali



«dati personali che rivelino l'origine razziale o etnica, le
opinioni politiche, le convinzioni religiose o filosofiche,
o l'appartenenza sindacale, nonché trattare dati
genetici, dati biometrici intesi a identificare in modo
univoco una persona fisica, dati relativi alla salute o alla
vita sessuale o all'orientamento sessuale della persona»
• Articolo 85
• Trattamento e libertà d'espressione e di
informazione
1. Il diritto degli Stati membri concilia la
protezione dei dati personali ai sensi del
presente regolamento con il diritto alla libertà
d'espressione e di informazione, incluso il
trattamento a scopi giornalistici o di
espressione accademica, artistica o letteraria.
Codice della Privacy (Dlgs 196/2003)

• Art. 136
Finalità giornalistiche e altre manifestazioni del pensiero
• 1. Le disposizioni del presente titolo si applicano, ai sensi dell'articolo 85
del Regolamento, al trattamento:
• a) effettuato nell'esercizio della professione di giornalista e per
l'esclusivo perseguimento delle relative finalità;
• b) effettuato dai soggetti iscritti nell'elenco dei pubblicisti o nel registro
dei praticanti di cui agli articoli 26 e 33 della legge 3 febbraio 1963, n. 69;
• c) finalizzato esclusivamente alla pubblicazione o diffusione anche
occasionale di articoli, saggi e altre manifestazioni del pensiero anche
nell'espressione accademica, artistica e letteraria .
•  
Codice della Privacy (Dlgs 196/2003)

• Art. 137
Disposizioni applicabili
• 1. Con riferimento a quanto previsto dall'articolo 136, possono essere trattati i dati di cui
agli articoli 9 e 10 del Regolamento anche senza il consenso dell'interessato, purché nel
rispetto delle regole deontologiche di cui all'articolo 139.
• 2. Ai trattamenti indicati nell'articolo 136 non si applicano le disposizioni relative:
• a) alle misure di garanzia di cui all'articolo 2-septies e ai provvedimenti generali di cui
all'articolo 2-quinquiesdecies;
• b) al trasferimento dei dati verso paesi terzi o organizzazioni internazionali, contenute nel
Capo V del Regolamento.
• 3. In caso di diffusione o di comunicazione dei dati per le finalità di cui all'articolo 136
restano fermi i limiti del diritto di cronaca a tutela dei diritti di cui all'articolo 1, paragrafo
2, del Regolamento e all'articolo 1 del presente codice e, in particolare, quello
dell'essenzialità dell'informazione riguardo a fatti di interesse pubblico. Possono essere
trattati i dati personali relativi a circostanze o fatti resi noti direttamente dagli interessati
o attraverso loro comportamenti in pubblico.

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