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LE FONTI DELLA

LEGISLAZIONE TURISTICA

FORMATORE
AVV. GIUSEPPE CAPONE
DAL VIAGGIO AL TURISMO
GLOBALE 1/4
 NASCITA DEL TURISMO: dal desiderio e dalla
curiosità di conoscere luoghi lontani e particolari
(primi navigatori cercavano terre sconosciute per
colonizzarle)

 PRIME FORME DI TURISMO:


 villeggiature degli antichi romani
 (mare, montagna e terme o viaggi culturali in Grecia)
DAL VIAGGIO AL TURISMO
GLOBALE 2/4
 NASCITA DEL TURISMO MODERNO: con il Gran
Tour fra il XVII e XVIII secolo nelle capitali europee.
Lanciato dagli Inglesi, è rivolto ai giovani, futura
classe dirigente come esperienza culturale e formativa.
 ORGANIZZAZIONE DEL PRIMO VIAGGIO
COLLETTIVO: si deve a THOMAS COOK il primo
viaggio in treno destinato a 570 persone e realizzato il
5 luglio 1841 da Leicester a Loghborough.
DAL VIAGGIO AL TURISMO
GLOBALE 3/4
 1869 APERTURA DEL CANALE DI SUEZ: i viaggi sono extraeuropei (Egitto)

 INAUGURAZIONE DELLE
PRIME STAZIONI BALNEARI
(Viareggio)

 TURISMO DI MASSA (Anni ‘50): nasce in America grazie all’aumento del reddito della
classe media. In Italia (anni ‘60) si afferma grazie al possesso dell’automobile come
mezzo di trasporto individuale.
DAL VIAGGIO AL TURISMO
GLOBALE 4/4

 1989 CADUTA DEL MURO DI BERLINO: Migliora il clima politico-


internazionale e si ottengono più facilmente i visti per l’espatrio.

 Anni ’90 DAL TURISMO DI MASSA AL TURISMO GLOBALE: diffusione


dei PACCHETTI TURISTICI TUTTO COMPRESO, delle compagnie low cost,
di internet
 2000: TURISMO DEI TURISTI ORIENTALI ( cinesi, indiani, russi); il turista
abbandona il tradizionale intermediario dei viaggi e opera da solo tramite internet.
OMT

Secondo la definizione dell'Organizzazione Mondiale del Turismo,


un turista è chiunque viaggi in Paesi diversi da quello in cui ha la sua
residenza abituale, al di fuori del proprio ambiente quotidiano, per un
periodo di almeno una notte, ma non superiore ad un anno e il cui
scopo abituale sia diverso dall’esercizio di ogni attività remunerata
all’interno del Paese visitato.
LA LEGISLAZIONE
TURISTICA 1/4
 DEFINIZIONE DI TURISMO (1994, OMT): “il turismo
comprende l’insieme delle attività delle persone che viaggiano verso
luoghi diversi dal proprio ambiente abituale, vi sostano per un
periodo complessivo non superiore ad un anno consecutivo e non
inferiore alle 24 ore per fini di svago, d’affari e comunque non per
svolgere un’attività remunerata nel luogo visitato”.
 Devono esistere DUE condizioni:
 SPOSTAMENTO verso un luogo diverso dalla residenza abituale
 PERNOTTAMENTO fuori casa.
LA LEGISLAZIONE
TURISTICA 2/4

 GLI ATTORI FONDAMENTALI DEL TURISMO:


 IL TURISTA
 LE STRUTTURE
 GLI INTERMEDIARI TURISTICI (agenzie e tour operator)
 LO STATO (emana le norme per regolare i rapporti tra privati, tutela il turista,
coordina e promuove il settore)
LA LEGISLAZIONE
TURISTICA 3/4

 GLI INTERESSI DEL SETTORE TURISTICO:


PUBBLICI: esigenze di sicurezza ed ordine pubblico, di tutela del
patrimonio storico -artistico, di promozione, valorizzazione e difesa
del territorio, di tutela della salute pubblica.
 PRIVATI: che coinvolgono la sfera imprenditoriale ed economica.
LA LEGISLAZIONE
TURISTICA 4/4
 DEFINIZIONE DI LEGISLAZIONE TURISTICA:
È costituita dall’insieme delle norme (di diritto pubblico e di diritto
privato, internazionali, dell’U.E., statali e regionali) dirette a
regolare i rapporti che vengono instaurati nel settore turistico.
LE FONTI DELLA
LEGISLAZIONE TURISTICA
 DEFINIZIONE DI FONTI DEL DIRITTO: atti che contengono norme
giuridiche approvate da organi competenti attraverso determinate procedure;
rappresentano la sorgente dalla quale attingere per la formulazione delle norme
del settore turistico.
 SCALA GERARCHICA:
 LA COSTITUZIONE; LEGGI COSTITUZIONALI
 LE FONTI PRIMARIE: interne se emanate da organi nazionali (leggi
ordinarie,decreti legge, decreti legislativi, leggi regionali) esterne se emanate da
organismi internazionali trattati e regolamenti dell’U.E.)
 FONTI SECONDARIE (regolamenti governativi come decreti del Presidente del
Consiglio dei Ministri (DPCM); regolamenti ministeriali; regolamenti
interministeriali)
 FONTI CONSUETUDINARIE (usi e consuetudini)
LA LEGISLAZIONE SUL
TURISMO IN ITALIA
 ANNI ’70: Mancava una legge in materia turistica che recepisse il dettato
costituzionale e che affidava alle Regioni i poteri in campo legislativo ed
amministrativo
 ART.117 (vecchia stesura): “La Regione emana per le seguenti materie (Turismo
ed industria alberghiera), norme legislative nei limiti dei principi fondamentali
stabiliti dalle leggi dello Stato, sempreché le norme stesse non siano in contrasto
con l’interesse nazionale e con quello di altre Regioni”.
 1959 Isitutizione del Ministero per il Turismo.
Viene ripristinato l’Enit (Ente nazionale per l’incremento delle industrie turistiche
istituito nel 1919 (dal 1960 Enit Ente Nazionale Italiano per il Turismo oggi
Agenzia Nazionale del Turismo). Tale ente aveva la miassione di promuovere e
incrementare il movimento turistico dall’estero veris l’Italia.,
LA LEGISLAZIONE SUL
TURISMO IN ITALIA
LA LEGISLAZIONE SUL
TURISMO IN ITALIA
LA LEGISLAZIONE SUL
TURISMO IN ITALIA
LE COMPETENZE DELLE REGIONI
IN MATERIA DI TURISMO

Il criterio guida nella legislazione turistica, anche in seguito alla


riforma costituzionale del 2001 è rappresentato dal principio di
sussidiarietà.
Il turismo può quindi essere considerato come una materia di
competenza esclusiva della regione anche se deve essere
salvaguardato il rispetto dei principi posto dalle leggi statali nelle
materie di competenza esclusiva o concorrente che possono avere
ricadute sul turismo (ad esempio la definizione delle professioni
turistiche),
LA RIPARTIZIONE DELLE COMPETENZE
TURISTICHE TRA I VARI LIVELLI
ISTITUZIONALI
In accordo con il principio di sussidiarietà, le competenze nella materia turistica risultano
ripartite su più livelli istituzionali, da quelli statali a quelli comunali, ferma restando la
posizione di maggior rilievo attribuita al livello regionale dalla riforma costituzionale del
2001. Passando dal livello comunale a quello provinciale, e poi a quello regionale, e infine
a quello statale, le competenze acquistano un grado più alto di astrattezza e generalità.
IL PRINCIPO DI SUSSIDIAIRETA’
Significa che:
qualora gli enti locali, in qualità di naturali titolari delle funzioni, non siano in grado di
curare efficacemente gli interessi di cui sono portatori è ammesso un intervento sussidiario
da parte dei livelli superiori di governo. Una definizione puntuale è data dall’art. 3B del
Trattato di Maastricht, ove si afferma che “Nei settori che non sono di sua esclusiva
competenza la Comunità interviene, secondo il principio della sussidiarietà, soltanto se e
nella misura in cui gli obiettivi dell'azione prevista non possono essere sufficientemente
realizzati dagli Stati membri e possono dunque, a motivo delle dimensioni o degli effetti
dell'azione in questione, essere realizzati meglio a livello comunitario”
IL LIVELLO STATALE: LE COMPETENZE DEL
MIBACT E DELLA DIREZIONE GENERALE
PER LE POLITICHE DEL TURISMO
Sotto il profilo gerarchico, il livello più alto è rappresentato dal Ministero dei beni e
delle attività culturali e del turismo (Mibact). La legge 71/2013 ha provveduto a
trasferire in capo al Mibact le funzioni esercitate dalla presidenza del consiglio dei
ministri in materia di turismo con le relative risorse umane, strumentali e finanziarie.
L’ufficio per le politiche del turismo è passato sotto il Mibact.
OGGI
Nel 2021, il governo Draghi ha stabilito che a decorrere dal 31 marzo le competenze
in materia di turismo precedentemente attribuite al Ministero per i beni e le attività
culturali vengano trasferite ad un nuovo e apposito Ministero del turismo, dotato di
portafoglio per la prima volta dall'abrogazione del precedente Ministero del turismo e
dello spettacolo, 28 anni prima, per effetto del referendum abrogativo del 1993.
FUNZIONI DEL MINISTERO
DEL TURISMO
 elaborare, sottoporre all’approvazione del Ministro e attuare i piani di sviluppo e
integrazione delle politiche turistiche nazionali, europee ed internazionali (ad
esempio il piano strategico di sviluppo del turismo 2017 – 2022);definire le
strategie per rilanciare la competitività dell’Italia sullo scenario internazionale e
per la promozione del made in Italy;
 promuovere iniziative, raccordandosi con le altre Direzioni generali e con l'Enit,
per sostenere la realizzazione di progetti strategici per la qualità e lo sviluppo
dell'offerta turistica e la valorizzazione della varietà delle destinazioni turistiche
italiane
 elaborare, in raccordo con l'Enit, programmi e iniziative per incrementare l'offerta
t
 uristica legata al patrimonio culturale, agli itinerari culturali e di eccellenza
paesaggistica, con particolare riferimento ai siti e agli elementi dichiarati
dall'Unesco patrimonio dell'umanità
 elaborare programmi e promuove iniziative finalizzati a sensibilizzare le
giovani generazioni al turismo sostenibile;
 provvedere alla diffusione del Codice di Etica del Turismo;
 gestire il Fondo buoni vacanze da destinare a interventi di solidarietà in
favore delle fasce sociali più deboli;
 attuare iniziative di assistenza e tutela dei turisti, garantendo il consumatore
di pacchetto turistico, e gestisce il Fondo nazionale di garanzia;
 esercitare le funzioni di indirizzo e di vigilanza su ogni ente costituito con
la partecipazione del Ministero, tra cui l'Enit, l'Automobile Club d'Italia
(ACI), il Club Alpino Italiano (CAI);
 provvedere alla programmazione e gestione di fondi strutturali e
promuovere gli investimenti all'estero e in Italia
 predisporre gli atti necessari all'attuazione delle misure a sostegno
delle imprese di settore, compresa la concessione di crediti di
imposta;
 predisporre gli atti necessari al monitoraggio dell'applicazione e
alla revisione periodica degli standard minimi e uniformi dei
servizi e delle dotazioni per la classificazione delle strutture
ricettive e delle imprese turistiche

Alla Direzione generale turismo è infine affidato l'esercizio di ogni


altra competenza statale in materia di turismo; in questo modo la
legge attribuisce alla Direzione il ruolo fulcro di tutte le decisioni
statali riguardanti le attività legate al turismo.
LA LEGISLAZIONE SUL
TURISMO IN ITALIA 2/5
 ANNI ’80: LEGGE 17 MARZO 1983 n°217
“Legge quadro per il turismo ed interventi per il potenziamento e la
qualificazione dell’offerta turistica”
 Definiva i principi e le linee guida dell’attività legislativa delle
Regioni;
 Non riuscì a dare stimolo necessario all’affermazione di una politica
del turismo in Italia.
 Permaneva il conflitto Stato-Regioni in merito alle reciproche
competenze previste dall’art. 117
LA LEGISLAZIONE SUL
TURISMO IN ITALIA 3/5
 ANNI 2000: LEGGE 29 MARZO 2001 n°135
 “Riforma della legislazione nazionale del turismo”
 Abroga la disciplina del 1983
 Ruolo strategico del turismo per aiutare lo sviluppo economico ed occupazionale dell’Italia.
 Per incentivare la crescita culturale e sociale del cittadino e favorire le relazioni tra popoli
diversi
 Per far crescere l’offerta turistica in modo da riequilibrare le aree particolarmente
svantaggiate, ubicate nel Sud dell’Italia
 Tutela e valorizzazione delle risorse ambientali, dei beni culturali e delle tradizioni locali
 Tutela del turista/consumatore; formare e qualificare gli operatori del settore, informarli sui
diritti ed obblighi
 Allargare i turisti/consumatori: eliminando gli ostacoli che impediscono ai giovani, agli
anziani e ai soggetti disabili di usufruire dei servizi turistici.
 Promuovere l’immagine turistica nazionale sui mercati mondiali (l’ENIT si trasforma in
Agenzia Nazionale del Turismo)
LA LEGISLAZIONE SUL
TURISMO IN ITALIA 4/5
 DECRETO LEGISLATIVO 23 MAGGIO 2011 n°79
 “Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato
del turismo o Codice del Turismo”
 Abroga la legge n° 135/2001
 Raccoglie tutte le disposizioni del turismo in modo coerente, logico
e sistematico
 Mette ordine nell’organizzazione pubblica del turismo
 Prevede incentivi a sostegni a favore delle PMI
 Semplificazione amministrativa per agevolare e sostenere le nuove
attività imprenditoriali in campo turistico.
LA LEGISLAZIONE SUL
TURISMO IN ITALIA 5/5

 SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE


n°80/2012
Le competenze nella legiferazione turistica spettano in via
ordinaria solo alle Regioni in virtù della loro competenza
esclusiva, in materia del turismo, e affermando il principio
che lo Stato possa solo riordinare la normativa concorrente
in materia turistica.
LA DEFINIZIONE DELLE
COMPETENZE IN MATERIA
TURISTICA 1/3
 ART. 117 della Cost. (stesura originaria): il turismo era
materia di competenza legislativa regionale da attuare in
concorrenza con lo Stato.
 ART 116 della Cost: le Regioni a Statuto Speciale
hanno potestà legislativa esclusiva in materia di
turismo , svincolata rispetto a quella dello Stato.
LA DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE
IN MATERIA TURISTICA 2/3

 ART. 117 della Cost., novellato dalla legge costituzionale n.3/2001: spetta alle
Regioni la competenza legislativa esclusiva delle Regioni a Statuto ordinario.
N.B: ciò non significa che il potere legislativo delle Regioni nel settore turistico sia
generale poiché è, comunque, limitato da norme statali (contratti di deposito in
albergo, contratto di trasporto, furto in albergo)
LA DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE
IN MATERIA TURISTICA 3/3

 In definitiva: nel settore turistico vi è una situazione


anomala; pur trattandosi di una materia di competenza
esclusiva regionale, per essa lo Stato ha emanato un D.P.C.M
13 settembre 2002 che limita la potestà legislativa delle
Regioni
IL LIVELLO REGIONALE: LE
COMPETENZE DELLE REGIONI DOPO
LA RIFORMA DELRIO
A partire dalla riforma del 2001 alle Regioni è stato riconosciuto un
ruolo centrale di programmazione e coordinamento delle attività in
materia di turismo. Questo ruolo si è mantenuto anche dopo la legge
56/2014 (Riforma Delrio) che ha dato avvio a un processo di
ripartizione delle funzioni delle Province ridefinendo il quadro delle
competenze tra Città metropolitane, Province, unioni e fusioni di
Comuni.
Secondo la riforma Delrio, il turismo è classificato come “funzione
diversa” da quelle fondamentali esercitate dalle Province. L'accordo
Stato-Regioni, raggiunto nella conferenza unificata del 2014, ha
stabilito che queste “funzioni diverse” siano attribuite secondo le
competenze fissate nella Costituzione: pertanto spetta alle Regioni
ripartire le funzioni legate al turismo in quanto materia di sua
competenza esclusiva residuale. In questo processo di riordino, le
Regioni si impegnano a garantire in particolare la piena applicazione
dei principi di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione,
assicurando la continuità amministrativa, la semplificazione e
razionalizzazione delle procedure, la riduzione dei costi
dell'amministrazione.
REGIONI A STATUTO
ORDINARIO E SPECIALE

Un'ulteriore distinzione a proposito della competenza legislativa


sussiste tra le Regioni a statuto ordinario e quelle a statuto speciale.
Nelle Regioni a statuto ordinario la competenza legislativa regionale
è esclusiva, ma solo in via residuale; ossia questa competenza si può
ricavare dall'articolo 117 comma 4 della Costituzione, perché il
turismo è “materia non espressamente riservata alla legislazione
dello Stato”. Un discorso parzialmente diverso va fatto nel caso delle
cinque Regioni a statuto speciale, per le quali la competenza
legislativa regionale in materia turistica non è residuale, bensì piena.
In effetti il turismo risulta espressamente inserito nell'elenco delle materie nelle quali
la Regione ha potestà legislativa secondo i rispettivi statuti speciali; è lo stesso
articolo 116 comma 1 della Costituzione a riconoscere a queste Regioni “forme e
condizioni particolari di autonomia”, rinviando ai loro statuti. Ad esempio lo statuto
speciale della Regione Sicilia prevede che la sua assemblea abbia la legislazione
esclusiva su “turismo, vigilanza alberghiera e tutela del paesaggio; conservazione
delle antichità e delle opere artistiche”.
Non esistendo dunque una normativa unitaria nazionale in materia di turismo,
affronteremo in via esemplificativa alcuni temi che riguardano il turismo in senso
trasversale, ossia che sono oggetto di apposita regolamentazione nella maggioranza
delle legislazioni turistiche regionali.
LEGISLAZIONE REGIONALE
 In base alle disposizioni della legge regionale dell'Umbria, invece, i servizi di
informazione e accoglienza turistica sono esercitati principalmente dai Comuni in
forma obbligatoriamente associata, ma all'occorrenza possono essere svolti anche
da: a) partenariati tra enti pubblici e soggetti privati; b) soli soggetti privati,
comprese le agenzie di viaggio e le pro loco, pur nel rispetto di alcuni criteri.
 In Lombardia, in attuazione dell’articolo 11 della legge regionale 1 ottobre 2015, n.
27, sono stati adottati il Regolamento regionale n. 9 del 22 novembre 2016
“Definizione della denominazione, delle caratteristiche e del logo delle
strutture di informazione e accoglienza turistica” e la delibera n. 5816 del 18
novembre 2016 “Criteri per l’istituzione delle strutture di informazione e
accoglienza turistica in attuazione dell’art. 11, comma 5, della legge regionale
1 ottobre 2015, n. 27 e per lo svolgimento delle relative attività”. In particolare
il Regolamento denomina le strutture di accoglienza e promozione turistica
“Infopoint”; individua le diverse tipologie di Infopoint e le modalità di
riconoscimento; definisce il logo e l’immagine coordinata.

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