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Corso di formazione per i

lavoratori incaricati del


Primo Soccorso

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Corso di formazione per i lavoratori incaricati del Primo Soccorso

Medicina di emergenza
Primo soccorso:
intervento operato da personale anche non medico opportunamente
addestrato.
Tale intervento non può utilizzare farmaci e procedure chirurgiche.
Pronto soccorso:
intervento di emergenza operato da personale medico che utilizza
tutte le tecniche medico-chirurgiche disponibili, compreso l’utilizzo di
farmaci veri e propri

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Caratteristiche minime delle attrezzature


di primo soccorso previste dalla legge
Elenco previsto dall’ultima bozza di decreto
interministeriale n. 388\03

Cassetta di pronto soccorso (Allegato 1)


aziende del gruppo A e del gruppo B
Pacchetto di medicazione (Allegato 2)
aziende o unità produttive con meno di tre
lavoratori che non rientrano nei gruppi A o B

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ALLEGATO 1
CONTENUTO MINIMO DELLA CASSETTA DI PRONTO SOCCORSO
Guanti monouso in vinile o in lattice (alcune paia)
Visiera paraschizzi
Confezione di acqua ossigenata F.U. 10 volumi
Confezione dì clorossidante elettrolitico al 5%
Compresse di garza sterile 10x10 in buste singole (10)
Compresse di garza sterile 18x40 in buste singole (10)
Pinzette sterili monouso (5)
Confezione di rete elastica di misura media
Confezione di cotone idrofilo
Confezioni di cerotti di varie misure pronti all'uso
Rotoli di benda orlata alta cm. 10 (5)
Rotoli di cerotto alto cm. 2,5
1 paio di forbici
Lacci emostatici (5)
Ghiaccio pronto uso (due confezioni)
Coperta isotermica monouso
Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari
Termometro

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ALLEGATO 2
CONTENUTO MINIMO DEL PACCHETTO DI MEDICAZIONE

guanti monouso in vinile o in lattice


confezione di acqua ossigenata F.U. 10 volumi
confezione di clorossidante elettrolitico al 5%
compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole
compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole
pinzette sterili monouso
confezione di cotone idrofilo
confezione di cerotti di varie misure pronte all'uso
un rotolo di cerotto alto cm 2,5
rotolo di benda orlata alta cm 10
un paio di forbici
un laccio emostatico
confezione di ghiaccio pronto uso
sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari
istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti e di prestare i primi soccorsi in attesa del servizio di emergenza

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Medicina di urgenza

Grave:
riguarda tutte le situazioni cliniche che possono rappresentare
rischio per la vita o grave pericolo per l’integrità fisica
dell’infortunato. (es. fratture della colonna)
Urgente:
riguarda specificamente quelle (pochissime) situazioni in cui è
assolutamente necessario un rapido intervento di soccorso, pena la
perdita del paziente.

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Situazioni di vera urgenza


Arresto cardiaco

Arresto respiratorio

Emorragie

Ostruzione delle vie aeree

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Ruolo degli addetti al primo soccorso


nella catena dei soccorsi

Lo scopo del servizio di primo


soccorso è fondamentalmente quello di
integrarsi nei servizi già esistenti
cercando di gestire al meglio i minuti
(almeno 10) che intercorrono tra
l’infortunio e l’arrivo di soccorsi
qualificati (il servizio 118), soprattutto,
nei casi di vera “urgenza medica”.
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Responsabilità degli addetti al primo soccorso

Gli addetti non sono per lo scopo specificamente retribuiti ma


eventualmente attraverso la contrattazione d’istituto (non ci sono
responsabilità di tipo contrattuale);
Gli addetti non sono volontari né possono rifiutare l’incarico
(costituirebbe ingerenza grave nell’operato del datore di lavoro);
Rispondendo il Ddl in eligendo ed in vigilando della designazione
degli addetti al primo soccorso, la scelta degli incaricati deve
rimanere insidacabilmente in mano al Ddl;

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Responsabilità degli addetti al primo soccorso

Sugli addetti incombono gli obblighi sanciti dall’art. 593 c.p.


(omissione di soccorso). Soccorrere può voler dire anche solo
attivare il 118 e impedire spostamenti incongrui.
Gli addetti non rispondono di reati propri né appaiono attualmente
ipotizzabili colpe specifiche ma solo profili di colpa generica per
imprudenza, imperizia o negligenza.
In un corso di 8-16 ore è possibile insegnare solo nozioni di base,
con eventuale esercitazione su manichino. Un profilo di colpa
ipotizzabile è solo per imprudenza nel caso di un addetto al primo
soccorso che intraprenda pratiche mediche pericolose e non
“urgenti”, provocando danno all’infortunato.

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Compiti degli addetti al primo soccorso


CONDIVIDERE IL PIANO DI PRIMO SOCCORSO AZIENDALE
ATTUARE TEMPESTIVAMENTE E CORRETTAMENTE LE PROCEDURE DI
PRONTO INTERVENTO

TENERE UN ELENCO DELLE ATTREZZATURE E DEL MATERIALE DI


MEDICAZIONE, CONTROLLANDONE EFFICIENZA E SCADENZA

TENERSI AGGIORNATO SULLA TIPOLOGIA DEGLI INFORTUNI CHE


ACCADONO IN AZIENDA

TENERE AGGIORNATE LE SCHEDE DI SICUREZZA DEI PRODOTTI


CHIMICI UTILIZZATI IN AZIENDA

ESSERE DI ESEMPIO PER IL PERSONALE LAVORANDO IN SICUREZZA E


SEGNALANDO LE CONDIZIONI DI PERICOLO

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Norme generali di comportamento in caso di infortunio

Infortunio
Evento accidentale in occasione di
lavoro che, ripercuotendosi
dall’esterno in tempo assai breve
sull’organismo, ne determina un
danno.

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Norme generali di comportamento in caso di infortunio: cosa fare

Non perdere la calma;


Evitare azioni inconsulte e dannose;
Allontanare i curiosi dal soggetto infortunato ed evitare commenti
sul suo stato anche se pare incosciente;
Prodigare le prime cure se si è in grado di farlo;
Valutare la dinamica dell’incidente (causa scatenante, numero di
infortunati coinvolti;

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Norme generali di comportamento in caso di infortunio: cosa fare

Esame dell’infortunato: controllare immediatamente le funzioni vitali


(stato di coscienza, respirazione, condizioni dell’apparato
circolatorio):
se è cosciente vuol dire che non è certo in arresto cardiaco, ma le
sue condizioni potrebbero aggravarsi e quindi l’assistenza deve
continuare; chiamare il pronto intervento ( 118) qualora si ritenga
necessario, specificando chiaramente l’ indirizzo, l’infortunio o malore,
dinamica dell’incidente, il numero di coinvolti e le modalità di accesso
alla struttura; porre l’infortunato nella posizione di attesa più idonea
e rassicurarlo;
se è incosciente chiamare sempre immediatamente il 118 e quindi
assicurarsi subito che il cuore batta altrimenti, una volta constatato
l’arresto cardiorespiratorio si inizierà la rianimazione
cardiopolmonare
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Norme generali di comportamento in caso di infortunio: cosa fare

Individuare e correggere eventuali condizioni che minacciano la vita del


ferito (interrompere immediatamente la corrente in caso di folgorazione);
Muovere il ferito solo se è in una posizione pericolosa;
Non lasciare l’infortunato da solo se è in una posizione pericolosa;
In caso di incidente provocato da contatto con sostanze chimiche,
consegnare al medico l’imballaggio con l’etichetta della sostanza
Aiutare la respirazione allentando la cravatta o foulard, slacciando il
colletto della camicia, la cinta dei pantaloni o il reggiseno
Coprire la persona con coperte o cappotti se la temperatura è
relativamente bassa

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Norme generali di comportamento in caso di infortunio: cosa non fare

Agire d’impulso e perdere la calma;


Non spostare l’infortunato dal luogo dell’infortunio: gli spostamenti
senza immobilizzazione sono pericolosi in caso di fratture alle
vertebre e possono provocare paralisi permanenti;
Non mettere la persona seduta se è in stato di incoscienza;
Non somministrare bevande all’infortunato se in stato di incoscienza;
Non cercare di ricomporre fratture e/o lussazioni;
Non toccare le ustioni o romperne le bolle;
Non cercare di rianimare l’infortunato con manovre improvvisate
Non cercate di rimuovere un corpo estraneo;
Non somministrare alcun farmaco senza il parere medico.
.

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Tecniche di autoprotezione del soccoritore


Evitare danni alla propria salute e a quella di eventuali componenti
della squadra di soccorso

Nessuno è obbligato dalla


legge a mettere a repentaglio la
propria incolumità per prestare
soccorso

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Tecniche di autoprotezione del soccoritore:


Precauzioni durante le manovre vitali
Utilizzare guanti a perdere, inseriti preventivamente nella cassetta di pronto
soccorso; l’uso di detto dispositivo di protezione individuale è indispensabile in
caso di ferite e/o fratture aperte;
Prima di iniziare la respirazione artificiale collocare delle garze, meglio ancora
una maschera tascabile (pocket mask), sulla bocca dell’infortunato onde evitare il
contatto diretto con le mucose labiali;
In caso di intervento per folgorazione togliere la corrente prima di intervenire
sull’infortunato o quantomeno separare il folgorato dall’impianto elettrico,
utilizzando degli strumenti di legno isolanti;
Prima di soccorrere l’infortunato all’interno di aree contaminate dalla presenza di
gas, fumi etc…, aprire porte e finestre per allontanare le sostanze venefiche,
arrestando nel contempo la eventuale fuga di gas.

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Il sistema di soccorso
Il 118 è un servizio dotato di strumentazione
e mezzi di soccorso avanzato con a bordo
medici, infermieri e volontari qualificati,
abilitati ad effettuare le manovre di
soccorso sul luogo dell’evento.
L’infortunato può ricevere le prime cure sul
posto, prima del trasferimento in ospedale.

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Il sistema di soccorso: cosa fare


Chiamare il 118 dal telefono che il Ddl avrà
reso disponibile. Risponderanno operatori
qualificati che faciliteranno la descrizione del
caso tramite domande semplici e mirate;
La precisione delle risposte è fondamentale
per un intervento efficace e tempestivo.

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Il sistema di soccorso: cosa fare


Ad ogni richiesta di intervento occorrerà specificare:
Dove è successo l’infortunio;
Cos’è successo;
Da dove si chiama;
Quante persone sono state coinvolte
nell’infortunio;
In quali condizioni è/sono il/gli infortunato/i

Non interrompere la comunicazione telefonica per


primi.
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Valutazione dei parametri vitali


Il primo soccorso all’infortunato comincia dalla
valutazione dei parametri vitali
Stato di coscienza
L’infortunato è cosciente se:
è in grado di rispondere a richiami verbali quali la
pronuncia del suo nome ad alta voce e domande del tipo:
come sta? Che giorno è oggi? Sa dove si trova?
è presente il battito cardiaco a livello del polso e del
collo

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Valutazione dei parametri vitali


Stato di coscienza
L’infortunato è incosciente se:
non risponde a nessuna domanda;
non reagisce a stimoli tattili o dolorosi (scossoni, pizzichi
e schiaffi sulle guance. In questo caso chiamare subito
un’ambulanza e nell’attesa del suo arrivo verificare che
l’infortunato non sia in arresto cardiorespiratorio.

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Valutazione dei parametri vitali


Attività respiratoria
Per capire se l’infortunato respira o no:
Mantenere il mento sollevato ed il capo esteso;
Avvicinare la guancia alla bocca e al naso dell’infortunato;
Ascoltare e sentire l’eventuale passaggio d’aria;
Osservare se il torace si alza e si abbassa (valutare per
10 secondi).
La mancanza totale del respiro, specie se
accompagnata da conseguente arresto
cardiaco, richiede l’intervento delle
manovre di rianimazione: respirazione
artificiale e massaggio cardiaco.
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Valutazione dei parametri vitali


Attività circolatoria
Sentire il battito cardiaco sul polso (polso radiale) e sul
collo (polso carotideo). Per rilevare il polso carotideo
appoggiare il secondo ed il terzo dito sul collo,
lateralmente al pomo d’Adamo. Premere delicatamente con
i polpastrelli e non con la punta delle dita.

Usare questo metodo per sapere se una


persona è o non è in arresto cardiaco.

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Apparato respiratorio
Anatomia
Le vie aeree si dividono in:.

– superiori (bocca, naso, laringe, faringe)


– inferiori (trachea, bronchi, bronchioli, alveoli).

L’inspirazione è il passaggio di aria dalla bocca/naso agli


alveoli.
L’espirazione è la fuoriuscita dell’aria degli alveoli attraverso
bocca/naso.

Le pleure sono due membrane che rivestono i polmoni: una è


adesa alle coste, l’altra al polmone. Fra le due è presente
il liquido pleurico che favorisce il movimento di
scorrimento e crea il vuoto.

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Apparato respiratorio
Pleurite
patologia con infiammazione delle pleure con
conseguente aumento del liquido pleurico.
Sintomi:
difficoltà respiratoria, rottura della pleura,
diffusione dell’infezione.

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Apparato respiratorio

Fisiologia
Atto respiratorio: inspirazione +
espirazione

Inspirazione:processo attivo che coinvolge i


muscoli inspiratori (muscoli del petto,
intercostali, diaframma, schiena).
Espirazione:processo passivo che avviene per
rilasciamento dei muscoli inspiratori.

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Apparato respiratorio
Fisiologia
Patologie

Asma:l’espirazione non avviene più come processo passivo, è


necessaria quindi l’attività di muscoli che aiutino il polmone a
svuotarsi.
Enfisema: si ha una unione di alveoli fra di loro con
conseguente riduzione della superficie utile per gli
scambi gassosi.
Fibrosi polmonare: si ha un aumento di spessore della
parete alveolare con riduzione dell’efficienza degli
scambi gassosi.

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Apparato respiratorio
Insufficienza respiratoria
Situazione patologica che non consente più il normale apporto di ossigeno all’organismo.
Segni e sintomi:
Cianosi
Dispnea (aumento della frequenza e alterazione dell’ampiezza degli atti respiratori)
Ortopnea (respirazione possibile solo in posizione eretta o seduto, non sdraiato)
Gasping (respiro affannoso e superficiale)
Rumori respiratori patologici (udibili anche senza fonendoscopio): rantolo, ronco, soffi, sibili
Alterazione frequenza (10 o 30 atti/min)
Alterazioni dello stato di coscienza

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Apparato respiratorio

Insufficienza respiratoria
Cause:
Ostacolo:corpi estranei, lingua, compressione esterna;
Alterazione meccanica :trauma/ ferita (es.pneumotorace), compressione,
paralisi muscoli inspiratori ( folgorazione, tetano e botulismo), intossicazione
da bulbo depressori, asma, broncospasmo (es. shock anafilattico)
Alterazione aria: anidride carbonica, monossido di carbonio, poco ossigeno
(alta quota, mal di montagna), gas tossici (SO2, SO3, H2S..), tossine
Alterazione scambio: edema polmonare, fibrosi, enfisema

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Apparato respiratorio
Arresto respiratorio
L’arresto respiratorio si può sviluppare in corso di infarto cardiaco, ictus,
ostruzione delle vie respiratorie, annegamento o avvelenamento.
Segni e sintomi:
Cianosi
Respiro assai rallentato o assente;
Immobilità del torace per assenza dei movimenti respiratori;
Perdita di coscienza. Se le pupille sono molto dilatate si può anche sospettare
l’arresto cardiaco.

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Apparato respiratorio
Arresto respiratorio
Cosa fare
Assicurare la pervietà delle vie respiratorie, ricercando segni di
ostruzione delle vie aeree e provvedendo alla loro liberazione.
Praticare la respirazione artificiale (bocca a bocca,
bocca/naso).

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Apparato cardiocircolatorio
Sistema circolatorio

Insieme delle strutture che


permettono al sangue di circolare
e di raggiungere tutti i
distretti del corpo.
Queste strutture sono
essenzialmente
arterie,capillari, vene e
cuore.

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Apparato cardiocircolatorio
Cuore
Organo collocato in posizione retrosternale con l’apice
spostato leggermente verso sinistra.
Il tessuto predominante è di tipo muscolare
(miocardio). Esternamente è rivestito di due
membrane (pericardio). Fra di esse è presente il
liquido pericardico con funzione di lubrificazione
durante i movimenti del cuore. Internamente è
presente un’altra membrana (endocardio).
Il cuore è formato da quattro cavità: gli atri destro e
sinistro e i ventricoli destro e sinistro.
Ognuna delle due parti è divisa in atrio e ventricolo
da una valvola (sx: mitrialica; dx: tricuspide)

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Apparato cardiocircolatorio
Cuore

La parte destra del cuore pompa il sangue povero


di ossigeno, proveniente dalle cellule
dell’organismo, ai polmoni dove viene riossigenato,
mentre la parte sinistra del cuore riceve il sangue
ossigenato dai polmoni e, attraverso le arterie, lo
invia alle diverse parti del corpo.
Si stima che un determinato volume di sangue
percorre tutta la circolazione in circa 30 secondi.

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Apparato cardiocircolatorio
Arresto cardiaco
L’arresto cardiaco può essere secondario ad un infarto miocardico, ad un’asfissia o
ad una folgorazione elettrica.
La conseguenza è l’arresto cardiocircolatorio che può determinare lesioni
irreversibili al sistema nervoso centrale qualora non si intervenga in modo
tempestivo.
Un arresto cardiaco si riconosce quando il soggetto presenta:
Perdita della coscienza;
Colorito della pelle pallido e grigio bluastro;
Assenza di pulsazioni a livello radiale (polso) e carotideo (collo);
Immobilità del torace per assenza dei movimenti respiratori;
Pupille molto dilatate.

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Apparato cardiocircolatorio
Arresto cardiaco
Cosa fare
Sdraiare l’infortunato su una superficie rigida;
Praticare la respirazione bocca-bocca ed il massaggio
cardiaco esterno.

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Sostenimento delle funzioni vitali


Apertura delle vie aeree
La perdita di coscienza determina un rilasciamento muscolare; la mandibola
cade all’indietro e la lingua va ad ostruire le prime vie aeree.
Per ottenere la pervietà delle vie aeree:
Sollevare con due dita il mento;
Spingere la testa all’indietro appoggiando l’altra mano sulla fronte.
(questa manovra impedisce la caduta all’indietro della lingua e permette
il passaggio dell’aria)

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Sostenimento delle funzioni vitali


Apertura delle vie aeree
Tecnica alternativa:
Posizionandosi dietro la testa del paziente, sollevare la mandibola
agganciandone gli angoli con le due mani.
In caso di sospetta lesione traumatica cervicale, sollevare la
mandibola senza estendere la testa.
Controllare quindi se nella bocca della vittima sono presenti
oggetti o residui di alimenti e se possibile cercare di asportarli.

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Sostenimento delle funzioni vitali


Respirazione artificiale

Si pratica bocca/bocca o bocca/naso quando l’arresto


respiratorio è provocato dall’inalazione di gas asfissiante, da
ustioni o da folgorazioni.
Questa tecnica è controindicata quando la sostanza inquinante è
velenosa (es. ammoniaca).
In questi casi la respirazione va praticata con apparecchi speciali
da parte di personale qualificato.

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Sostenimento delle funzioni vitali


Respirazione artificiale
Per praticare la respirazione artificiale:
Mettere l’infortunato in posizione supina, allentargli gli indumenti
attorno al corpo esporsi al fianco in ginocchio ed all’altezza del
capo;
Afferrare la mandibola dell’infortunato con il pollice e l’indice di
una mano e spostarla in avanti mentre con l’altra mano sollevare
la nuca estendendo indietro la testa più che sia possibile (la
mandibola va spinta in avanti per migliorare la pervietà delle vie
aeree superiori);

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Sostenimento delle funzioni vitali


Respirazione artificiale
Aprire poi la bocca dell’infortunato spingendo la mandibola
dall’alto in basso e liberare la bocca da eventuali residui
alimentari, protesi mobili, etc;
Inspirare profondamente;
Porre la propria bocca sulla bocca e sul naso dell’infortunato;
Soffiare con forza nella bocca dell’infortunato fino a che il suo
petto non si sollevi mantenendo il suo capo in estensione e le
narici chiuse (praticare 12-15 insufflazioni al minuto).

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Sostenimento delle funzioni vitali


Respirazione artificiale
In assenza del battito si pratica anche il massaggio cardiaco.
La respirazione bocca a bocca è talora non eseguita dal soccorritore
occasionale per la riluttanza ad effettuare tale manovra ed il
timore di contrarre malattie.
Per evitare tale rischio, sono disponibili mascherine di piccole
dimensioni (tascabili), che permettono la respirazione senza alcun
contatto con la bocca della vittima e dotate di filtro antisettico
(pocket mask).

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Sostenimento delle funzioni vitali


Massaggio cardiaco
In caso di assenza di battito (polso), la respirazione
artificiale va abbinata col massaggio cardiaco.
Operazioni da eseguire per eseguire il massaggio cardiaco:
Distendere il paziente su un piano rigido;
Applicare il palmo di una mano incrociata con l’altra all’altezza dello
sterno, cioè nel mezzo del torace;
Esercitare robuste pressioni ritmiche ( 60 al minuto) alternate
(cinque per insufflazione bocca a bocca).

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Sostenimento delle funzioni vitali


Massaggio cardiaco
Se ci sono due operatori praticare due
ventilazioni ogni 15 compressioni.

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Modalità di trasporto dell’infortunato

Per motivi di grave emergenza (incendio, inalazione di tossici, pericolo


di crolli ecc.) si può rendere necessario ed urgente effettuare lo
spostamento manuale dell’infortunato.
Le manovre più accreditate sono rappresentate nelle seguenti figure.
Quando si tratta di un solo soccorritore:

Metodo del pompiere

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Modalità di trasporto dell’infortunato

Trasporto dell’infortunato sulle spalle di un solo soccorritore:


Metodo dello zaino

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Modalità di trasporto dell’infortunato

Trasporto sulle mani incrociate di due soccorritori:

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Modalità di trasporto dell’infortunato

Utilizzo di una sedia o altro quando i soccorritori sono due:

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Modalità di trasporto dell’infortunato


Trasporto dell’infortunato con più soccorritori con particolare
riguardo all’allineamento della colonna vertebrale:

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Riconoscimento e limiti degli interventi di primo


soccorso
Perdita di coscienza
Sincope
È la perdita di coscienza completa ed improvvisa: il soggetto cade a terra
senza segni premonitori.
Cause:vanno ricercate durante l’episodio lipotimico.
La durata dell’episodio è variabile: di solito inferiore a un minuto, quando si
prolunga per più di 20 secondi può essere accompagnata da convulsioni.
È molto importante valutare la presenza del respiro e del polso in quanto, se
assenti, hanno significato di accidenti cerebrali o cardiaci (ictus
cerebrale, infarto cardiaco, arresto cardio-circolatorio, etc.)

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Riconoscimento e limiti degli interventi di primo


soccorso
Perdita di coscienza
Sincope: cosa fare
Controllare la respirazione e la circolazione:
Se assenti chiamare subito il 118 e in attesa dei soccorsi eseguire la rianimazione
cardio-polmonare (respirazione bocca-bocca e massaggio cardiaco esterno);
Se presenti è sufficiente mettere l’infortunato in posizione supina (ventre in su) e
sollevargli le gambe di 45 gradi circa ( posizione antishock) in modo da
favorirgli la irrorazione sanguigna cerebrale.
In genere vi è una rapida ripresa dello stato di coscienza; bisogna far mantenere
per qualche minuto la posizione sdraiata all’infortunato fino a completa
risoluzione dei sintomi.

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Riconoscimento e limiti degli interventi di primo


soccorso Perdita di coscienza
Perdita di coscienza
Coma
È la perdita di coscienza che si protrae nel tempo.In genere sono abolite le
facoltà della vita di relazione ossia coscienza, di motilità volontaria e di
sensibilità, mentre permangono le funzioni della respirazione, circolazione
e nutrizione.
Cause:traumi cranici, emorragia cerebrale, gravi intossicazioni, infezioni
generalizzate, etc.
Gravità: si riconoscono vari gradi di coma a seconda della gravità.
Nelle forme leggere il paziente appare disorientato, ma si muove
spontaneamente.
Nelle forme più gravi, fino al coma profondo

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Riconoscimento e limiti degli interventi di primo


soccorso
Perdita di coscienza
Coma: cosa fare
Controllare la respirazione e la circolazione:
a) se assenti chiamare subito il 118 e in attesa dei soccorsi
eseguire la rianimazione cardio-polmonare (respirazione bocca-
bocca e massaggio cardiaco);
b) se presenti occorre impedire che l’infortunato venga a morte per
soffocamento. Una manovra che va attuata sempre in questo
caso e` la Posizione Laterale di Sicurezza
(P.L.S.): infatti questa posizione previene il pericolo di
ostruzione delle vie aeree dovuta alla caduta della lingua oppure
alla presenza di vomito o di altri liquidi.

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Riconoscimento e limiti degli interventi di


primo soccorso
Perdita di coscienza
Coma: Posizione laterale di sicurezza
Per mettere una persona in P.L.S. si devono seguire i seguenti passi:
1) inginocchiatevi a fianco dell’infortunato e slacciategli gli indumenti. Liberategli la bocca da qualsiasi
cosa vi sia contenuta: protesi dentaria, materiali organici,etc;
2) estendetegli la testa. Mettetegli l’arto superiore del vostro stesso lato lungo il corpo. Piegate il
gomito dell’arto superiore opposto in modo tale che avambraccio e mano risultino appoggiati sul torace
del paziente. Piegate il ginocchio dell’arto inferiore del vostro stesso lato.Afferrate
contemporaneamente la spalla e il bacino dal lato opposto al vostro e ruotate l’infortunato in avanti.
3) Se potete essere aiutati da un altro soccorritore, fategli tenere la testa durante la rotazione per
evitare movimenti inopportuni sul collo.
4) Quindi, il braccio a contatto con il terreno puo` restare allungato sotto il corpo; il braccio piegato al
gomito presenta la mano a contatto con il terreno e sotto la testa.
Mettete sotto la testa dell’infortunato un indumento,stoffa, carta, plastica o qualsiasi materiale
flessibile a disposizione in modo tale da poter allontanare facilmente il materiale organico
eventualmente defluito dalla bocca.

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Riconoscimento e limiti degli interventi di primo soccorso


Shock
E’ uno stato di sofferenza cellulare dovuto essenzialmente ad un ridotto
afflusso di sangue agli organi vitali ed all’incapacità di questi organi ad
utilizzare l’ossigeno.
Le cause sono: perdita di sangue per emorragia o perdita di liquidi
(vomito, diarrea); insufficienza della pompa cardiaca; alterazioni della
circolazione a livello periferico (allergie, infezioni settiche); alterazioni
del controllo nervoso di regolazione della circolazione del sangue.
Quando un soggetto e` in stato di shock presenta: volto, labbra ed unghie
pallide; cute fredda e sudata; polso frequente e debole;respirazione
rapida e superficiale; irrequietezza o torpore fino al coma.
Lo stato di shock insorto per emorragia nei feriti, nelle gravi ustioni, nelle
gravi fratture, negli avvelenamenti, nei gravi traumi contusivi, nei gravi
traumi psichici, e` grave e progressivo; a volte e` inarrestabile fino
all’exitus.

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Riconoscimento e limiti degli interventi di primo


soccorso
Shock
cosa fare
- Coprire il paziente per prevenire la perdita di calore.
- Mantenere il paziente disteso con le gambe sollevate (45
gradi) per assicurare un maggiore ritorno di sangue al
cuore.
- Controllare il paziente.
cosa non fare
- Non muovere il paziente
- Non somministrare nessun tipo di bevanda.
- Non mettere sorgenti di calore vicino al paziente.

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Riconoscimento e limiti degli interventi di primo


soccorso Edema polmonare acuto
E` una grave situazione determinata da un passaggio di liquidi dai capillari polmonari agli
alveoli e al tessuto interstiziale del polmone.
Ha un’evoluzione rapidamente letale (30 min, 1h, 2h) per cui e` necessario chiamare subito
un’ambulanza.
Cause:traumi cranici, emorragia cerebrale, gravi intossicazioni, infezioni
generalizzate, etc.
Gravità: si riconoscono vari gradi di coma a seconda della gravità.
Nelle forme leggere il paziente appare disorientato, ma si muove spontaneamente.
Nelle forme più gravi, fino al coma profondo
Sintomi: difficolta` a respirare con espettorato schiumoso (che
ricorda il bianco d’uovo sbattuto); sudorazione; pallore e cianosi della cute e delle
mucose; estremita` fredde.

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Riconoscimento e limiti degli interventi di primo


soccorso
Edema polmonare acuto
cosa fare
- Chiamare subito un’ambulanza.
- In attesa dei soccorsi porre il soggetto in posizione
semiseduta e cercare di tranquillizzarlo
- E` utile applicare lacci emostatici alla radice di tre arti,
liberandone uno a turno ogni 15 minuti
cosa non fare
- Non far sdraiare la persona

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Riconoscimento e limiti degli interventi di primo


soccorso
Crisi asmatica
Manifestazione clinica dell’asma bronchiale, sindrome caratterizzata da
episodi ricorrenti di ostruzione delle vie aeree.
Le cause scatenanti sono:
- allergie a polvere, pollini, etc.;
- infezioni delle vie respiratorie;
- fattori irritativi ambientali (aria fredda e umida, fumo,
smog, gas di scarico);
- fattori professionali (lavorazioni agricole e industriali);
- fattori farmacologici (ipersensibilita` ad alcuni farmaci,
quali l’aspirina etc);
- sforzo fisico;
- fattori neuropsichici.

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Riconoscimento e limiti degli interventi di primo


soccorso Crisi asmatica
Crisi asmatica
Sintomi:
evidente difficolta` a respirare (soprattutto al momento dell’espirazione)
accompagnata da un fischio sibilante, tosse, sudorazione della fronte e
talvolta da vomito; le spalle e il mento sollevati nel tentativo di respirare
meglio; un colorito tendente al bluastro, causato dall’impossibilita`di far
entrare nei polmoni una sufficiente quantita` di ossigeno.
Cosa Fare
- Chiamare subito un’ambulanza.
- In attesa dei soccorsi tranquillizzare il malato. L’agitazione e lo spavento
possono infatti far peggiorare la situazione, mentre se la persona si
mantiene calma e` piu` facile che riesca a controllare la crisi.
- Far assumere la posizione seduta, con il dorso leggermente inclinato in
avanti e i gomiti appoggiati su un piano rigido.

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Riconoscimento e limiti degli interventi di primo


soccorso
Ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo
Distinguere ostruzione parziale (la vittima tossisce, si possono udire dei
sibili) da ostruzione completa (non parla, non respira, non tossisce, puo`
perdere coscienza).
Se la vittima respira: incoraggiarla a tossire, non fare altro.
Se la vittima diventa debole o smette di respirare: posizionarsi al suo
fianco un po` dietro, sorreggere il torace con una mano facendola
sporgere in avanti, dare fino a 5 colpi tra le scapole. Se i colpi
non hanno effetto, eseguire la manovra di Heimlich in piedi e
continuare alternando 5 colpi dorsali e 5 compressioni
sottodiaframmatiche. Se la vittima perde coscienza o viene
trovata priva di coscienza, la sequenza e` quella BLS: dopo 5
insufflazioni anche non efficaci, esegui 15 compressioni
toraciche, controlla il cavo orale, tenta altre insufflazioni,
continua ad alternare 15/2.

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Riconoscimento e limiti degli interventi di primo soccorso


Angina
Dolore toracico costrittivo e oppressivo dovuto ad un temporaneo
restringimento dei vasi coronarici.
Cause scatenanti: sforzo fisico, forti emozioni, freddo intenso, ingestione di cibo.
Un’angina si riconosce quando il soggetto presenta:
dolore toracico costrittivo e oppressivo che si irradia al braccio sinistro e
al collo; talora il dolore si irradia «a sbarra» ad ambedue gli arti superiori,
altre volte si localizza a livello dello stomaco; la durata e` di pochi minuti.
Cosa fare
Porre il paziente in posizione semiseduta e cercare di
tranquillizzarlo.
Slacciare gli indumenti costrittivi (cintura, colletto,etc).
Somministrargli una compressa di trinitrina o carvasin sublinguale
se il paziente ne e` provvisto.
Chiamare i soccorsi perche´ il paziente necessita di immediata
spedalizzazione. 64
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Riconoscimento e limiti degli interventi di primo soccorso


Infarto cardiaco
L’infarto cardiaco non e` altro che la morte di una parte
dei tessuti che costituiscono il cuore, causata dal mancato
arrivo del sangue al cuore stesso.
Le cause scatenanti sono le stesse dell’angina.
Un infarto si riconosce quando il soggetto presenta:
dolore intenso e di lunga durata al centro del torace che talvolta si
irradia al braccio sinistro, al collo, alla mascella, allo stomaco, alla
spalla;
pallore e sudore, labbra e dita livide;
forte sensazione di nausea spesso accompagnata da crisi di vomito;
respiro corto e affannoso;
agitazione fisica e psichica e una sensazione di paura incontrollabile.

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Riconoscimento e limiti degli interventi di primo


soccorso
Shock anafilattico
E` una reazione allergica generalizzata causata da punture
di insetti, farmaci o alimenti. La reazione e` dovuta
ad una seconda inoculazione di una sostanza proteica
verso cui l’organismo e` sensibilizzato.
Le cause sono gli insetti la cui puntura può provocare
lo shock sono numerosissimi, tuttavia nella maggioranza
dei casi si tratta di api o di vespe.
Uno shock anafilattico si riconosce quando il soggetto
presenta gli stessi segni degli altri tipi di shock:
aumento del numero delle pulsazioni;
bassa pressione arteriosa;
respiro superficiale e frequente;
coscienza obnubilata;
pallore della cute che e` anche fredda e sudata.
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Riconoscimento e limiti degli interventi di primo


soccorso
Shock anafilattico
Nello shock anafilattico si manifestano di solito quattro stadi:
1) prurito ed orticaria;

2) arrossamenti cutanei a volte associati a segni gastrointestinali


come nausea, vomito, diarrea;

3) disturbi della respirazione con segni di soffocamento;

4) abbassamento della pressione arteriosa con, eventualmente,


perdita della coscienza.

Cosa fare
Chiamare subito un’ambulanza
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Riconoscimento e limiti degli interventi di primo soccorso


Shock anafilattico
La terapia vera e propria e` di competenza del medico, tuttavia e` bene che anche il
primo soccorritore sappia che l’intervento essenziale consiste nel precoce
impiego dei farmaci antireazionali che, nell’ordine, sono:
– l’adrenalina in soluzione dell’1 per mille alla dose di ml 0,3 - 0,4 per via
sottocutanea ristabilisce i valori pressori, risolve il broncospasmo e gli edemi
ed e` quindi il rimedio prioritario dello stato di shock e soprattuttoagisce in
tempi brevissimi (secondi);
– gli antistaminici, potenti inibitori dei recettori dell’istamina
uno dei maggiori mediatori dello stato di shock
anafilattico, agiscono in tempi brevi (minuti primi);
– i cortisonici agiscono in tempi piuttosto lunghi (ore 3 - 4) quindi esulano dal
campo del primo soccorso vero e proprio.

Cosa non fare

Non somministrare farmaci antireazionali se non si e`a conoscenza del loro uso e
non si e` autorizzati a farlo. Non cercare di estrarre il pungiglione.
 
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Riconoscimento e limiti degli interventi di primo soccorso

Convulsioni - crisi epilettiche e isteriche


sintomatologia caratterizzata
da contrazioni toniche o/e cloniche (movimenti
a scatti degli arti) del sistema muscolare di tutto il corpo.
Al primo soccorritore possono interessare le crisi epilettichee quelle
isteriche.
Crisi epilettiche
Esistono due tipi di crisi epilettica.
1) Grande male
Il soggetto presenta: perdita improvvisa della coscienza con caduta a terra,
senza attuare movimenti istintivi di protezione; contrazione dei muscoli
alternata a movimenti a scatti degli arti senza ritmo preciso; apnea con
colorito bluastro della cute e delle labbra(cianosi); salivazione abbondante
che fuoriesce dalla bocca; morsicatura della lingua; sudorazione; possibile
perdita di urina e feci.
Dopo breve periodo le contrazioni si esauriscono, il respiro si fa profondo, segue
un breve periodo di sopore ed il paziente recupera gradualmente lo stato di
coscienza con un certo grado di confusione mentale. 69
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Riconoscimento e limiti degli interventi di primo soccorso

Crisi epilettiche
2) Piccolo male
Colpisce prevalentemente i bambini ma puo` intervenire anche
in persone di una certa eta`.
E` caratterizzato da una temporanea perdita della coscienza assenza).
Cosa fare
Sdraiare il soggetto sopra un tappeto, una stuoia o un materasso
onde evitare che si ferisca.
Disporre fra i denti del soggetto un pezzo di stoffa arrotolata,
affinche´
non si morda la lingua.
Assisterlo psicologicamente nella fase del risveglio.
Cosa non fare
Non cercare di contenere le contrazioni muscolari.
E` molto importante non infilare le dita in bocca al
malato
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Riconoscimento e limiti degli interventi di primo


soccorso
Crisi isteriche
Generalmente la crisi isterica viene preceduta da momenti
di depressione, malumore, tristezza, dolori variamente
localizzati e magari anche allucinazioni; esse
vengono «recitate» sempre in presenza di persone e
magari con una fase convulsiva caratterizzata da torsioni
ed atteggiamenti drammatici che esprimono pena.
Si distingue da una vera fase convulsiva perche´ la coscienza
non e` mai persa del tutto e il paziente se cade
a terra attua movimenti istintivi di protezione.
Cosa fare
Il soccorritore puo` usare modi bruschi nel trattenere il
soggetto ma deve allontanare gli astanti che compatiscono
e «fanno pubblico ascolto».
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Interventi di primo soccorso


Ferite
Sono lesioni determinate da un agente vulnerante che interrompe la
continuità della pelle.
Per evitare il pericolo di infezione tetanica è auspicabile che i lavoratori
(in particolare quelli più esposti al rischio di ferite) siano vaccinati
contro il tetano. Chi non fosse vaccinato deve recarsi dal medico per
la profilassi antitetanica.
Cosa fare:
lavarsi bene con acqua e sapone prima di medicare la ferita;
far scorrere abbondantemente acqua corrente sulla ferita;
disinfettare la ferita con un tampone di garza sterile imbevuto
di disinfettante non irritante (ad es. acqua
ossigenata);
coprire la ferita con garza sterile.
Cosa non fare:
mai usare cotone per la disinfezione e la medicazione delle ferite;
mai usare come disinfettanti tintura di iodio e alcool denaturato. 72
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Interventi di primo soccorso


Ferite gravi
Sono le ferite estese, profonde (interessanti i tessuti
sottostanti alla pelle) o in sedi particolari (occhi, faccia,
ecc.).

Cosa fare:
agire immediatamente;
lavare la ferita con acqua corrente;
proteggere la ferita con garza sterile o utilizzando l'apposito
materiale in dotazione a pacchetti e cassette di
medicazione;
trasportare immediatamente l'infortunato al Pronto Soccorso
più vicino. 73
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Interventi di primo soccorso


Emorragie
Le emorragie sono provocate dalla recisione dei vasi sanguigni con
fuoriuscita di sangue all'esterno o all'interno dell'organismo. La
gravità dipende dalla quantità di sangue perduto.
Cosa fare:
ricercare l'origine dell'emorragia;
effettuare un'immediata compressione manuale direttamente sulla
ferita; se questa risulta insufficiente, e solo in caso di
emorragia da arti, comprimere con le dita o il pugno chiuso
l'arteria principale contro l'osso sottostante, in prossimità
dell'inizio dell'arto. Applicare quindi uno spesso tampone di
garza e fissarlo con fasciatura compressiva.
Se possibile, tenere sollevato in alto l'arto interessato.
prevenire o attenuare lo stato di shock (vedere paragrafo relativo);
trasportare urgentemente in ospedale l'infortunato mantenendolo in
posizione orizzontale.
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Interventi di primo soccorso


Emorragie Esterne

fig. 1
fig. 2 fig. 3

Nelle figure 1,2,3 sono illustrati i punti di compressione delle


arterie principali in funzione della localizzazione delle
emorragie.
N.B. Il laccio emostatico va usato in casi eccezionalmente
gravi e non deve essere lasciato per più di 20 minuti
consecutivi. Inoltre il laccio va tolto solo da medico in
ambiente ospedaliero. 75
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Interventi di primo soccorso


Emorragie Interne
Si possono solo sospettare in base alle circostanze
dell'incidente (caduta dall'alto, urto violento,
schiacciamento, ecc.) e in presenza di sintomi di shock.

Cosa fare:
trasportare urgentemente in ospedale l'infortunato,
mantenendolo in posizione orizzontale, con gli arti
inferiori sollevati e ben coperto.
Cosa non fare:
non somministrare mai bevande.

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Interventi di primo soccorso


Malori e svenimenti
Lo svenimento è la perdita completa dei sensi per cui lo svenuto non reagisce se
interpellato. Esso può essere determinato da molteplici cause quali: forti
emozioni, mancanza di ossigeno, trauma alla testa, intossicazione, ecc.
Cosa fare:
accertarsi che lo svenuto respiri, in caso contrario intervenire per la
rianimazione;
metterlo in posizione supina con testa reclinata all’indietro;
allentare gli indumenti stretti (colletto, cravatta, cintura);
sollevare gli arti inferiori ;
aprire le finestre se in luogo chiuso;
rinfrescare fronte, collo, polsi;
Cosa non fare:
non sollevare lo svenuto in posizione eretta o seduta;
non somministrare bevande finché è privo di sensi;
non somministrare bevande alcoliche quando lo svenuto ha ripreso i sensi.
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Interventi di primo soccorso


Shock
Si verifica lo stato di shock quando nel corpo umano si ha
l'improvvisa caduta della pressione dei sangue.
Lo stato di shock può essere causato da emorragie, ustioni estese,
lesioni traumatiche gravi.

Il colpito da shock presenta i seguenti sintomi:


pallore estremo dei viso;
polso debole e molto frequente;
respiro superficiale e affrettato;
sudore freddo;
indebolimento progressivo dello stato di coscienza.
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Interventi di primo soccorso


Cosa fare:
rimuovere, per quanto possibile, le cause che hanno ingenerato lo
fig. 4 shock.
Se la causa è la perdita di sangue:
fermare le emorragie;
sdraiare il ferito a testa più bassa, collo disteso e membra inferiori
un po' sollevate.
Se la causa non è emorragica:
sistemare il soggetto in posizione laterale di sicurezza (vedere fig.
4);
controllare ed eventualmente aiutare la respirazione allentando
lacci, cinture, cravatte, ecc.;
coprire e tranquillizzare.
In ogni caso, provvedere con urgenza per il trasporto più idoneo.
Cosa non fare:
mai somministrare bevande
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Interventi di primo soccorso


Ustioni
Le ustioni possono essere causate da fiamme, calore elevato,
prodotti chimici, elettricità e si presentano con
dolore;
arrossamento della pelle (ustione di 1° grado);
formazione di vesciche (2° grado);
danno ai tessuti in profondità (3° grado).
La gravità delle ustioni si determina in base alla loro estensione e
profondità e alla loro localizzazione sul corpo. Tutte le ustioni
interessanti oltre il 5% dell'intera superficie corporea, nonché
quelle localizzate agli occhi, in faccia o nelle pieghe del corpo
sono da considerarsi gravi, qualunque sia il loro grado, ed è
quindi urgente il ricovero ospedaliero.
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Interventi di primo soccorso


Ustioni termiche da calore ed elettricità
Per le ustioni lievi (1° e 2° grado con estensione inferiore al 5%):
Cosa fare:
versare abbondantemente acqua fredda sulla parte, fino
all'attenuazione del dolore;
applicare sull'ustione della garza sterile imbevuta di un disinfettante
non irritante (non va bene quindi l'alcool denaturato);
fasciare o fissare con cerotto senza comprimere;
ricorrere al controllo medico, a meno che non si tratti di ustioni
minime o piccole bolle;
controllare esecuzione della vaccinazione antitetanica.
Cosa non fare:
rompere o bucare eventuali bolle.
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Interventi di primo soccorso


Per le ustioni gravi (1° e 2° grado molto estese e quelle di 3° grado):
Cosa fare:
non spogliare l'infortunato; non toccare la parte ustionata; non asportare
le sostanze combuste direttamente a contatto con la pelle;
avvolgere l'infortunato in un telo pulito o ricoprire la zona ustionata
con garza sterile; se l'infortunato è cosciente e senza vomito dare da
bere, a piccoli sorsi, una soluzione di acqua ed integratore salino
evitando però di farlo in caso di shock o perdita di sensi; controllare
respirazione e polso e, in caso di arresto della respirazione, intervenire
come previsto dal relativo paragrafo; organizzare il trasporto al più
vicino ospedale.
Nel caso di incidente con incendio agli abiti dell'infortunato, occorre prima
di tutto far distendere a terra l'infortunato in modo da evitare
l'effetto torcia; quindi estinguere prontamente le fiamme con getti
d'acqua, con coperte o con indumenti.
Cosa non fare:
mai somministrare tranquillanti o antidolorifici; mai applicare polveri,
pomate, olii, ecc.; mai somministrare bevande alcooliche.
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Interventi di primo soccorso


Ustioni Chimiche
Cosa fare:
In caso di ustioni alla pelle:

togliere gli indumenti impregnati dalla sostanza chimica, se non


attaccati alla pelle, tagliandoli se necessario;
lavare a lungo con acqua corrente.

In caso di lesioni agli occhi:


lavare abbondantemente con acqua;
far intervenire il medico di fabbrica e/o organizzare il trasporto al
più vicino ospedale.

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Interventi di primo soccorso


Lesioni alle ossa e alle articolazioni
Le lesioni alle ossa e alle articolazioni possono essere:
distorsione: stiramento dei legamenti dell'articolazione, eventualmente
con lacerazione;
lussazione: spostamento rispetto alla sede naturale
dell'articolazione di un capo osseo;
frattura: rottura delle ossa con o senza spostamento (se l'osso
sporge all'esterno si parla di "frattura esposta").
Queste lesioni non sono sempre facilmente distinguibili le une dalle altre:
nel dubbio usare sempre la massima cautela.
Parte interessata: cranio
I traumi del cranio presentano sempre caratteri di particolare
rilevanza (possono esserci o no perdita di coscienza, ferite al
cuoio capelluto, emorragia dal naso o dalle orecchie).
Cosa fare:
trasportare l'infortunato in ospedale in posizione laterale di
sicurezza;
proteggerlo dal freddo 84
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Interventi di primo soccorso


Lesioni alle ossa e alle articolazioni
Parte interessata: torace
Urti violenti o forti compressioni della gabbia toracica possono provocare
lesioni ossee associate o no a lesioni interne.
Cosa fare:
Dolori localizzati, accentuati dalla respirazione o da grosse difficoltà
respiratorie, richiedono il trasporto all'ospedale nella posizione meno
dolorosa possibile, spesso semiseduta, controllando respirazione, vomito
e stato di coscienza.
Parte interessata: arti
Cosa fare:
Se un posto di soccorso è vicino: sollecitare il trasporto con mezzo
adeguato. Non spostare nel frattempo l'infortunato; coprire
l'infortunato.
Se il posto di soccorso è lontano: immobilizzare l'infortunato con stecche,
legni, ecc. (ricoprendoli con cotone, asciugamani, ecc.) comprendendo
nell'immobilizzazione le articolazioni sotto e sovrastanti la frattura.
Se la frattura è aperta: arrestare l'emorragia, ricoprire con bende sterili;
immobilizzare come per le altre fratture .
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Lesioni alle ossa e alle articolazioni
Parte interessata: colonna vertebrale e bacino
(lesioni da sospettare in base alla gravità dell'infortunio)
Spostamento anche minimi dell'infortunato possono essere pericolosi!
Cosa fare:
Attendere l'arrivo di una ambulanza e di personale esperto. Se il luogo non è
raggiungibile dai mezzi di soccorso e se vi sono quattro-cinque persone,
lo spostamento può essere eseguito come segue: il primo soccorritore
afferra il capo con una mano sotto il mento e l'altra sotto la nuca,
tirando la testa lungo l'asse del corpo;
il secondo afferra le caviglie e le tira in senso opposto; i due-tre altri
collocano le mani sotto le cosce, il bacino, le reni e le scapole (vedere
fig. 5). Tutti e quattro sollevano a comando l'infortunato cercando di
spostare in blocco testa, collo e tronco, mantenendolo in trazione, e lo
posano su una barella rigida, anche di fortuna.

86
fig. 5
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Infortuni causati da elettricità
Cosa fare:
Il primo provvedimento in caso di contatto con parti in
tensione è quello di interrompere l'alimentazione. Se la tensione
non supera i 500 V, nel caso non sia possibile togliere
immediatamente corrente, si può provvedere ad allontanare
l'infortunato dalla parte in tensione e il soccorritore avrà cura
di isolarsi, sia dal lato della parte in tensione, sia verso terra,
impiegando guanti isolanti, aste, manici, pedane isolanti, ecc.;
far distendere subito l'infortunato;
controllarne la respirazione e il battito cardiaco;
sistemarlo sulla posizione di fianco se è svenuto e respira
coprire le ustioni con materiale asettico;
in assenza di respirazione e/o battito cardiaco praticare la
rianimazione, secondo quanto previsto dal paragrafo relativo.
Iniziare l'intervento con la massima urgenza già nel posto stesso
in cui è avvenuto l'infortunio.
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Rianimazione
La rianimazione va praticata con la massima urgenza tenendo presente
che lo scopo è di fornire sufficiente sangue ossigenato al cervello.
Infatti se il cervello resta privo di ossigeno per 3-4 minuti, va
incontro a gravi alterazioni irreversibili le quali, oltre a diminuire
sensibilmente le probabilità di recupero dell'infortunato, possono
determinare, in caso di sopravvivenza, gravi menomazioni. Per
rendersi conto delle condizioni dell'infortunato e quindi
comportarsi di conseguenza, occorre ricercare 4 sintomi
fondamentali facilmente riconoscibili anche da persone inesperte:
lo stato di incoscienza;
l'immobilità del torace, che indica l'arresto respiratorio;
la mancanza delle pulsazioni arteriose ai lati del collo;
la dilatazione delle pupille, fenomeno che si verifica in caso di
arresto del cuore e della circolazione sanguigna.
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Interventi di primo soccorso


Arresto respiratorio
La tecnica della respirazione, nel caso in cui sono presenti solo i primi
due sintomi sopra descritti, è composta dalle seguenti operazioni:
ripristino del passaggio dell'aria nelle vie respiratorie;
respirazione artificiale bocca a bocca.

Per ripristinare il passaggio dell'aria è necessario:


applicare una mano sotto la nuca;
premere con l'altra mano sulla fronte determinando un
atteggiamento di estensione posteriore della testa.
Con queste manovre si garantisce l'apertura delle vie aeree superiori,
eliminando così l'eventuale ostacolo, a questo livello rappresentato
dalla base della lingua e dall'abbassamento della mandibola. Nei
casi in cui questa ostruzione costituisca l'unico motivo dell'arresto
respiratorio, con queste prime manovre l'infortunato può
spontaneamente riprendere a respirare.
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Interventi di primo soccorso


Arresto respiratorio
Se invece il torace resta immobile, bisogna praticare la respirazione artificiale
bocca a bocca.
Mantenendo il capo dell'infortunato nella posizione sopra descritta:
inspirare profondamente; applicare la bocca bene aperta e bene aderente al
contorno di quella dell'infortunato; insulare con energia e brevemente
con il ritmo del proprio respiro (in media 12-14 atti respiratori al
minuto).
Durante l’insufflazione è indispensabile tenere chiuse le narici dell'infortunato,
stringendole con le due dita della mano che sta premendo sulla fronte,
inoltre è opportuno controllare l'espansione del torace. Dopo ogni
insufflazione si deve sollevare la testa per permettere la fuoriuscita
dell'aria dalla bocca dell'infortunato.Se non è possibile introdurre aria
attraverso la bocca, adottare la variante bocca-a-naso: mantenendo la
testa dell'infortunato nella posizione dì estensione posteriore con la mano
applicata sulla fronte, spingere con l'altra mano in alto la mandibola per
tenere completamente chiusa la bocca e insulare aria applicando la bocca
sulle narici dell'infortunato.

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Interventi di primo soccorso


Arresto Cardio-Circolatorio

Se oltre allo stato di incoscienza e all'immobilità del torace


compaiono anche assenza di pulsazioni (rilevabile mediante lieve
pressione esercitata sul collo, lateralmente al pomo d'Adamo,
con le dita indice e medio unite insieme) e dilatazione delle
pupille, alla respirazione artificiale va associato il massaggio
cardiaco esterno.

Per un'efficace rianimazione, è necessario che il massaggio cardiaco


sia abbinato alla respirazione artificiale; un massaggio cardiaco
isolato, senza contemporanea respirazione, è inutile.

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Interventi di primo soccorso


Arresto Cardio-Circolatorio
La tecnica consiste nel distendere l'infortunato supino sul
pavimento o su altra superficie piana e rigida e nell'eseguire
compressioni ritmiche sulla metà inferiore dello sterno.
Applicare in tale zona il palmo di una mano- appoggiare
l'altra mano sul dorso della prima; esercitare compressioni,
a braccia distese, con una forza sufficiente a determinare
un abbassamento dello sterno di circa 4 cm. Le dita delle
mani devono essere sollevate verso l'alto per evitare
Qualsiasi involontaria pressione delle costole. Il ritmo delle
compressioni deve essere di circa una al secondo (figure 6 e
7).

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fig. 6 fig. 7
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Interventi di primo soccorso


Arresto Cardio-Circolatorio
Sequenza insufflazioni-compressioni
Se vi è un solo soccorritore egli farà 2-3 insufflazioni consecutive
alternate a 15 compressioni toraciche. Nel caso di due
soccorritori, uno effettuerà le insufflazioni, l'altro le
compressioni. Il rapporto delle manovre di rianimazione sarà di
1 insufflazione ogni 5 compressioni e l'insufflazione dovrà
essere fatta nell'intervallo tra un ciclo di compressioni e
l'altro.
La rianimazione può essere sospesa per qualche attimo ogni 3-5
minuti per controllare con la palpazione delle arterie ai lati del
collo e ispezionando le pupille, se il paziente presenta segni di
ripresa. In caso contrario va continuata per lunghi tempi anche
durante il trasporto in ospedale, finché non subentri il
personale sanitario.
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Interventi di primo soccorso


Infortuni Oculari
Cosa fare:

Quando nell'occhio penetra una scheggia è pericoloso ed errato


tentare di rimuoverla. Infatti, essendo difficile raggiungerla, il
tentativo di estrarla potrebbe causare lesioni anche gravi, se
interessanti la pupilla. In questi casi è necessario chiudere la
palpebra, coprire l'occhio interessato con garza o benda e
provvedere al trasporto dell'infortunato a un posto di pronto
soccorso.
Per alleviare il bruciore o in caso di spruzzi di sostanze chimiche,
lavare abbondantemente con acqua fresca e pulita.

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Interventi di primo soccorso

Avvelenamenti da sostanze tossiche


Avvelenamento e` lo stato patologico causato
dall’assorbimento di sostanze tossiche per
ingestione, per inalazione,per contatto, per
iniezione (overdose)
e dall’azione che le sostanze assorbite
esercitano sull’organismo.

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Interventi di primo soccorso


Avvelenamento per ingestione
Cosa fare
Chiamare sempre subito un’ambulanza.
Chiedere aiuto ed informazioni al Centro Antiveleni
a cui vanno fornite a quest’ultimo tutte le indicazioni
possibili sul tipo di sostanza ingerita.
Se il soggetto e` cosciente chiedere subito che cosa ha ingerito. In attesa dei
soccorsi cercare di eliminare le sostanze nocive provocando il vomito con
due dita in gola: la somministrazione di acqua tiepida e sale favorisce il
vomito. Raccogliere i contenitori delle sostanze ingerite,eventuali resti o
eventuale materiale vomitato al fine di farli esaminare in ospedale.
Cercare di valutare sempre il tempo trascorso dall’ingestione.
Cosa non fare
Non provocare il vomito nel caso il soggetto sia privo
di sensi, presenti convulsioni o abbia ingerito derivati
dei petrolio (benzina) o sostanze corrosive.
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Interventi di primo soccorso


Avvelenamento per inalazione
Gli effetti possono rendersi evidenti subito o possono
manifestarsi dopo qualche tempo.
Cosa fare
Prima di entrare nell’area contaminata, occorre eseguire alcuni profondi atti
respiratori, indi inspirare profondamente e trattenere il respiro mentre
si presta il soccorso.
Aprire porte e finestre prima di soccorrere l’infortunato.
Arrestare fughe di gas.
Trasferire il soggetto in un ambiente ventilato.
Se l’infortunato non respira occorre o respira con evidente difficoltà:
–mettere e mantenere il soggetto in posizione supina;
slacciare gli indumenti attorno al collo;
procedere alla respirazione artificiale bocca-bocca o bocca-naso.
Se invece il l’infortunato respira ma e` in stato di incoscienza
occorre ossigenoterapia praticata da personale esperto.

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Interventi di primo soccorso


Avvelenamento per Contatto
Cosa fare

Rimuovere i vestiti.
Lavare a lungo le aree contaminate con acqua corrente.
Se la sostanza contaminante e` densa e vischiosa,
sciacquare con acqua abbondante, usando delicatamente
cotone o un panno morbido senza sfregamento.

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Interventi di primo soccorso


Morsicatura da vipera
Il morso di vipera produce seri effetti tossici, per cui e`sempre necessario
rivolgersi ad un ospedale o centro specializzato. La lesione lasciata dai
denti dei veleno e` caratteristica: due forellini arrossati, dolenti, distanti
circa un centimetro; altri serpenti simili e non veleno si lasciano sulla cute
tante piccole punture, che danno poco dolore e scarso arrossamento.
Non esiste una vaccinazione preventiva.
Cosa fare
Far stare la persona coricata, tenendo la parte morsicata immobile e piu` in
basso rispetto al cuore.
Immobilizzare l’arto con stecca o con altri mezzi di fortuna al fine di
impedire ogni movimento.
Lavare a fondo l’area morsicata con acqua e sapone.
Avviare al piu` presto il paziente cosý` preparato al piu` vicino punto di
soccorso.
Fornire al paziente assistenza psicologica.

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Interventi di primo soccorso


Morsicatura da vipera
Cosa non fare
Non incidere con coltelli la zona ferita: l’incisione
agevola l’entrata in circolo del veleno.
Non applicare lacci: il laccio favorisce il passaggio
nelle vie linfatiche e il successivo arrivo al sangue
quando il laccio stesso viene rimosso.
Eventualmente una fascia piuttosto larga.
Non somministrare siero antiofidico lontani da ospedali
o punti di soccorso: la reazione anafilattica in soggetti
allergici puo` essere piu` pericolosa del veleno stesso.
Non succhiare le ferite.
Si aspira, infatti, solo una minima quantita` di veleno.

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Interventi di primo soccorso


Lesioni da freddo e da calore
Congelamento
E` il raffreddamento localizzato di alcune zone del corpo:
dita, naso, orecchie, guance.
I sintomi iniziali sono: dolore; rammollimento; arrossamento della pelle.
I sintomi successivi sono: insensibilita`; indurimento; schiarimento della pelle.
Cosa fare
Portare l’infortunato al piu` presto in ambiente riscaldato.
Riscaldare le parti colpite con acqua che non superi i 40ºC.
Coprire l’infortunato con coperte.
Somministrare bevande calde.
Praticare l’autoriscaldamento (es.: riscaldare le orecchie con l’applicazione delle
mani calde).
Strofinare con neve la parte congelata
Cosa non fare
Esporre all’azione diretta del fuoco o di una stufa la parte congelata .
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Lesioni da freddo e da calore
Assideramento
E` il raffreddamento generalizzato del corpo determinato
dall’esposizione prolungata a basse temperature.
I sintomi sono: brividi, debolezza, torpore mentale, sonnolenza;
sonno profondo con temperatura corporea bassa (33ºC), rallentamento
progressivo delle funzioni cardiocircolatorie e respiratorie fino alla morte.
Cosa fare
Portare il soggetto in un locale riparato e/o riscaldato.
Liberarlo da abiti umidi e freddi.
Coprirlo con coperte.
Somministrare bevande calde.
Cosa non fare
Non somministrare alcolici.
Non elevare troppo bruscamente la temperatura corporea.
Prima del ricovero ospedaliero cercare di elevare la temperatura corporea.
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Lesioni da freddo e da calore
Colpo di Calore
Costituisce un’urgenza in grado di compromettere la vita.
Si verifica dopo eccessivo affaticamento in giornate con
clima umido e poco ventilato, con o senza esposizione al sole.
I segni e sintomi sono: elevata temperatura corporea, pelle secca e
molto calda, respirazione prima profonda e poi superficiale,
pallore, nausea, mal di testa.
Cosa fare
Chiamare subito un’ambulanza.
In attesa dei soccorsi trasportare il soggetto all’ombra o in un ambiente
fresco e ventilato. Fare vento.
Togliere i vestiti e praticare spugnature fredde.
Massaggiare le gambe dal basso verso l’alto per favorire
il ritorno dei sangue periferico piu` freddo al cervello.

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