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DOMOTICA

Applicazione dell’automazione
nell’ambiente domestico.

Utilizzo di sistemi automatici nella


gestione degli impianti elettrici,
impianti idraulici e impianti di
sicurezza in abitazioni o locali
pubblici .
Vantaggi (Domotica sì perchè?)

● Confort
● Risparmio energetico
● Grande flessibilità di configurazione dell’impianto
● Risparmio nei costi di realizzazione (forse in futuro)
● Multifunzionalità
● Cablaggio più semplice

Quindi si tratta di abbinare l’elettronica, le telecomunicazioni,


l’elettrotecnica e l’informatica all’abitazione per migliorare il
comfort, la sicurezza e non meno importante l’impatto
economico e ambientale.
Svantaggi di un IMPIANTO DOMOTICO

Nel costruire un impianto di questo tipo, sorgono alcuni


problemi :
• Impianto complesso occorre personale specializzato
• Impianto complesso più soggetto a malfunzionamenti
• I dispositivi sono più costosi rispetto a quelli tradizionali
• È una tecnologia che non tutti gli installatori conoscono e
sono in grado di gestire.
• tecnologia ancora in parte sconosciuta.
• Rischio di obsolescenza
• Impianto Costoso
Che cosa si può automatizzare?
Le aree Domotiche

climatizzazione

Sistemi in grado di conteggiare i consumi


videosorveglianza
Controllo a distanza tramite PC o cell
Come funziona?
Bus di
Sensori di monitoraggio comunicazione
condizioni ambientali: verso altri moduli
Luminosità
Temperatura
Umidita
Vento
Pioggia
Rumore Ingressi Dispositivo
Modulo controllato:
Movimento Uscite
…. intelligente: Lampada
Software Elettrodomestico
parametri…. Finestra,
Tapparella
Azioni dell’utente: ….
Pulsante
Manopola
Telecomando
App o sito su
smartphone
App o sito su PC Bus di
….. comunicazione
verso altri moduli
Modi per costruire un impianto Domotico

• Intelligenza concentrata
• Intelligenza distribuita
• Intelligenza parzialmente distribuita
Intelligenza concentrata
Bus di
comunicazione
Lamp.1
Puls.1 verso altri moduli

Lamp. 2
Puls.2
Lamp. ...
Puls…. Tapp. 1
Modulo intelligente:
Sonda.1 Software Tapp. 2
parametri….
Sonda.2 Tapp. ...

Sonda... Presa. 1

...... Presa. ...

Bus di .....
comunicazione
verso altri moduli
Intelligenza distribuita
Puls.1 Modulo int. Modulo int. Lamp.1

Modulo int. Lamp.2


Puls.2 Modulo int.
Modulo int. Presa.1
Sens.1 Modulo int.
Modulo int. Presa.2
Sens.2 Modulo int.

Puls.1 Modulo int.

Bus di comunicazione verso


altri moduli
Intelligenza parzialmente distribuita

Puls.1 Lamp.1

Modulo Lamp.2
Puls.2 int. Presa.1
Modulo int.

Sens.1
Presa.1
Modulo Modulo int.
Sens.2
int.
Presa.2
Puls.1
Bus di comunicazione
Mezzo di comunicazione tra moduli
● A filo (BUS)
o Bus a 4 fili (2 per alimentazione 2 per dati)
o Bus a 2 fili (dati ed alimentazione negli stessi fili)
o Onde convogliate ( si sfrutta la linea a 230v, si utilizza nel
caso si voglia adattare un vecchio impianto alla domotica)
o Ethernet (bus ideale al giorno d’oggi, standard
collegamento in rete LAN fra PC)

● Wireless ( non ha avuto un gran successo, problema delle


zone schermate)
Tecnica ad onde coinvogliate o
Powerline

Sfrutta la linea stessa della rete elettrica per trasmettere


informazioni e viene identificata grazie ad una particolare
frequenza opportunamente modulata.
Questa tecnologia è utilizzata per la trasmissione di voce o
dati.
Per realizzarla si sovrappone alla corrente a frequenza di rete,
50 Hz, continua o alternata che sia, un segnale a frequenza
più elevata modulato in base all'informazione da trasmettere.
La separazione dei due segnali si effettua grazie al filtraggio
che consiste nella separazione dei due intervalli di frequenze
utilizzate.
Problema della compatibilità del protocollo

Diverse aziende da anni producono moduli domotici, ciascuna di


queste inizialmente ha adottato per lo scambio dei dati tra moduli
un proprio protocollo.
Questa scelta non ha agevolato la diffusione sul mercato dei moduli
domotici perché nella realizzazione dell’impianto si era costretti ad
adottare dispositivi della stessa casa costruttrice penalizzando la
libera concorrenza.
A soluzione di questo problema nasce nel maggio del 1999
Konnex, un'Associazione Internazionale ( un consorzio) che avrà
lo scopo di definire uno standard aperto di protocollo di
comunicazione fra i dispositivi domotici.
Non sempre è vero !!!!
Standard BUS KONNEX
Un impianto basato su bus Konnex, prevede che tutti i dispositivi
(attuatori, sensori o pulsanti) siano collegati attraverso un unico
cablaggio (detto, appunto, bus) su cui circolano le informazioni di
comando dette TELEGRAMMI.
Soluzione tradizionale

Tre impianti indipendenti all’interno di un unico impianto più complesso


Soluzione KNX
KNX: un sistema universale
Ho un unico impianto Il sistema bus consente di
realizzare tutte le funzionalità
indispensabili in ambito sia
residenziale che building:
 Comando e regolazione
illuminazione
 Gestione utenze motorizzate
 Regolazione riscaldamento,
ventilazione e
condizionamento
 Sicurezza e monitoraggio
 Automazione centralizzata
 Gestione dell’energia e dei
carichi elettrici
 Funzionalità audio/video
 Comando e manutenzione
da remoto
 Visualizzazione e comando
 Interfaccia verso altri sistemi
Obiettivi principali dell'Associazione
internazionale KONNEX
L’attività di KNX Italia persegue obiettivi precisi:
• diffondere la conoscenza e l’applicazione del sistema KNX;
• contribuire attivamente alla standardizzazione del sistema KNX secondo le
norme esistenti;
• supportare, attraverso l’organizzazione di corsi, installatori, progettisti,
integratori di sistema che intendano approcciare l’universo KNX e
approfondirne la conoscenza;
• promuovere la visibilità del sistema KNX con la partecipazione a fiere
qualificate e l’organizzazione di eventi e seminari dedicati;
• fornire un supporto tecnico-normativo ai professionisti del mondo elettrico
per l’armonizzazione dello standard e l’elaborazione di documenti tecnici di
interesse per il comparto.

Sito italiano Video presentazione

http://www.knx.it/ https://www.youtube.com/watch?v=w4ygQGiPIC0
KNX: principali vantaggi
 Riduzione dei costi di progettazione, installazione e cablaggio
 Consente di espandere e modificare l’impianto senza restrizioni in ogni
stadio del ciclo di vita dell’impianto garantendo un investimento sicuro e
redditizio nel tempo;
 Integrazione di nuove funzioni in qualsiasi momento;
 Gestione intelligente dell’edificio per ridurre i consumi energetici (es.
gestione illuminazione e riscaldamento in funzione dell’occupazione dei
locali);
 Semplicità di funzionamento e monitoraggio costituiscono la base per
ridurre nel lungo termine i costi operativi ed ottimizzare la gestione e la
manutenzione degli edifici;
 Massimizzazione del comfort degli utenti generando valore per gli
investitori;
 Aumento della sicurezza dei beni e delle persone proteggendo, nel
contempo, l’investimento.
Standard EIB
 Nel 1989 confluirono in Konnex tre diversi standard: EIB , Batibus ed
EHS. Tralasciando gli ultimi due ci si concentrerà solo su EIB
(European Installation Bus) che prevede:

 La struttura interna del cavo BUS.


 Il protocollo di comunicazione.
Struttura interna del cavo BUS EIB
Lo standard Konnex EIB definisce come deve essere fatto il cavo di
comunicazione fra i moduli, il segnale elettrico che lo attraversa e
come devono essere trasmessi i dati.

Di riserva

schermatura
COM’E’ STRUTTURATA LA LINEA DI UN BUS STANDARD
KONNEX

• Alimentazione continua a 30 v (sul filo rosso e nero)


• Corrente massima che può sopportare il bus: 640mA
• Numero massimo di dispositivi collegabili : 64
• Ogni modulo assorbe quindi una corrente massima di 10 mA
quindi sono moduli che assorbono pochissima corrente.
• Comunicazione di tipo seriale : 9600 bps
Questa velocità di trasmissione sarebbe troppo bassa nel caso
volessi trasmettere informazioni di tipo multimediale cioè del tipo
audio /video ad es. da un videocitofono.
Quindi è un BUS che va bene solo per il controllo.
Il protocollo di comunicazione EIB

In un ambiente domotico, perché avvenga il passaggio di


informazioni tra i dispositivi, è necessario che le informazioni
chiamate “telegramma” vengano gestite da un protocollo di
comunicazione.

Questo protocollo definisce il formato del telegramma e le azioni


attese quando un dispositivo invia un telegramma ad un altro
dispositivo.

Il formato del telegramma deve rispettare precise regole “sintattiche”


e “grammaticali” per essere considerato valido; in caso contrario il
telegramma è considerato “falso” e scartato. Ogni telegramma
contiene sempre l’indirizzo di destinazione e l’indirizzo sorgente. 
STRUTTURA DEL TELEGRAMMA EIB
Il telegramma EIB è una struttura dati costituita da diversi campi,
ognuno dei quali contiene un preciso elemento d’informazione, tali
campi devono rispettare una determinata sequenza e delle
dimensioni definite:
CAMPO DI CONTROLLO: contiene informazioni per il sistema,
come la priorità di trasmissione o la successione del telegramma
(primo invio o ripetizione).
CAMPO INDIRIZZO: contiene gli indirizzi del dispositivo che invia il
telegramma (MITTENTE) e del dispositivo (o gruppo) che deve
riceverlo (DESTINATARIO).
CAMPO DATI: contiene l’istruzione o le informazioni che devono
essere trasmesse.
CAMPO SICUREZZA: serve alla verifica e alla sicurezza del
telegramma.( CRC: Controllo di Ridondanza Ciclica)
CAMPO CONFERMA: contiene l’ACK (Acknowledge) o il NACK
(Not Acknowledge). ACK è un segnale inviato dal dispositivo
ricevente per comunicare al dispositivo trasmittente che il dato
ricevuto è corretto in caso contrario viene fornito un segnale di
NACK.
Struttura del telegramma
Campo di controllo:
Per limitare gli errori di
trasmissione a causa di disturbi
sulla linea.
Il trasmettitore fa il complemento
a due della somma di tutti i byte
da trasmettere, il ricevitore fa la
stessa cosa al momento della
ricezione .
Se il tutto combacia vuol dire che
il pacchetto è integro altrimenti
viene scartato.
Routing Counter:
E’ un contatore che serve a
limitare il numero degli
accoppiatori di linea in modo che
il pacchetto non giri in tutto
l’impianto inutilmente.
Come si identifica un dispositivo

Ogni dispositivo è caratterizzato da un indirizzo, diverso da tutti gli


altri, che serve ad identificarlo con precisione fra i vari dispositivi
del sistema.

L’indirizzo può essere:


Fisico: identifica univocamente il dispositivo.
Di gruppo: identifica una serie di dispositivi che devono
comportarsi nello stesso modo quando ricevono un’istruzione.
Struttura dell’indirizzo

L’area potrebbe essere un laboratorio; in ogni laboratorio ci


sono diversi gruppo di dispositivi ( ad es. gruppi di lampade,
gruppi di tapparelle, etc.); infine in ogni gruppo ci sono i vari
dispositivi (lampada 1; lampada 2…. ecc).
Indirizzo fisico
Composto da 16 bit.
Visione d’insieme di un impianto: composto da 16 aree ( es 16 piani), che a loro volta
comprendono 16 linee ( es 16 stanze x piano), e in ogni linea possono essere inseriti
64 componenti ( in ogni stanza posso montare 64 componenti).
Totale componenti a cui è possibile associare un indirizzo: 16384

Accoppiatore di
Linea

Accoppiatore
di area
Indirizzo fisico
Esempio

2.1.2

Area 1:15

Linea 1:15

Componente 1:64

Ovviamente non possono coesistere due moduli con lo stesso


indirizzo
Moduli
Alimentatore: E’ un semplice alimentatore elettronico che
converte 240V in alternata a 30V in continua. Non ha bisogno di
essere programmato e non serve scaricare l’indirizzo .
Uscite
Attuatori
Ci sono dei relè bistabili per risparmiare
corrente ( tipo relè a camme) Off-on standard

Oltre ad accendere e a
spegnere la luce cambia la
luminosità

Modulo Interfaccia per bus DALI Con controllo


Tale bus non è compatibile col bus Konnex, ed manuale
è usato per gestire impianti di illuminazione.
Bus DALI è nato prima del Bus Konnex
ha preso molto piede nel mercato e Konnex
Controllo
si è dovuto adeguare creando un modulo
termosifone
di interfaccia. Anche Konnex ha i suoi moduli
per gestire le lampade ma non sono così
sofisticati.
Anche il Bus Dali è un Bus a due fili a cui si
possono collegare 64 dispositivi.
Sensori Per il
telecomando
Collegato ai pulsanti

Interfaccia pulsante:
Serve per trasformare un
pulsante comune in un input
Konnex.
Da posizionare dietro al pulsante.
All’interno ha un microprocessore.
A cui collegare ad es sonda
temperatura

Sensore di allarme
Come collegare i moduli
Ogni linea ha il suo alimentatore.
Se l’impianto è complesso viene suddiviso in linee ogni linea ha
bisogno del suo accoppiatore di linea; questo ha due morsetti a
sinistra e due a destra per collegarsi da una parte alla linea e
dall’altra alla linea principale. Questo componente filtra anche i
telegrammi in modo che non finiscano in una linea diversa.
Se la linea supera 1Km occorrono due alimentatori perché la
caduta di tensione diventa insostenibile.
Specifiche da rispettare

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