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Filologia e critica dei testi romanzi

Nozioni e principi fondamentali

Produzione e trasmissione
del testo manoscritto in volgare nel Medioevo

...
Filologia e critica …

• Una grande, importante utilità della filologia consiste


in questo: che essa educa tecnicamente la
disposizione critica dell’uomo. La filologia stessa non
è altro che critica: ad ogni suo passo essa ha bisogno
dell’intera critica, e solo nella filologia viene la critica
esercitata nella sua interezza. Il fine della filologia è
la storia.
• Friedrich Schlegel 1797
Filologia, critica del testo, ecdotica

 Metodi, tecniche e principi validi non solo per i testi


ante 1456!
 La produzione del testo
Filologia, critica del testo, ecdotica

 Metodi, tecniche e principi validi non solo per i testi


ante 1456!
 La produzione del testo
 La composizione (come lavora l’autore medievale; dettatura;
tavolette di cera)

 Autografo ≠ originale manoscritto


 Idiografo, apografo
La produzione del libro manoscritto

 Volume (<volvo) < rotolo di papiro


 Codice – pergamena:
 robustezza, riuso, lato pelo/carne (=scuro/chiaro), palinsesto
 Carta (XII s.):
 penna d’oca, inchiostro
La produzione del libro manoscritto

 Volume (<volvo) < rotolo di papiro


 Codice – pergamena:
 robustezza, riuso, lato pelo/carne (=scuro/chiaro), palinsesto
 Carta (XII s.):
 penna d’oca, inchiostro
 Come lavora il copista:
 specchio di scrittura, fogli, fascicoli, explicit/colofone
Allestimento del codice

 foglio piegato (bifolio)  fascicoli


 duerno (2 fogli piegati), ternione,
quaternione/quaderno, quinterno
 cartulazione vs paginazione
 carta = (unità di misura) ciascuna metà di un foglio
piegato
 verso + recto : libro aperto  sx = v / dx = r
 colonne  recto = a+b; verso = c+d
Allestimento del codice

 foglio piegato (bifolio)  fascicoli


 duerno (2 fogli piegati), ternione, quaternione/quaderno,
quinterno
 cartulazione vs paginazione
 carta = (unità di misura) ciascuna metà di un foglio piegato
 verso + recto : libro aperto  sx = v / dx = r
 colonne  recto = a+b; verso = c+d
 Rubricatura
 Miniatura
 Rilegatura

iniziale (san Benedetto)

cornice
Accidenti della rilegatura e guasti

1 2 3 4 5 6 7 8

quaderno integro
Accidenti della rilegatura e guasti

1 2 3 4 5 6 7 8 1 2 3 4 5 6 7

quaderno integro quaderno mutilo


Accidenti della rilegatura e guasti

1 2 3 4 5 6 7 8 1 2 3 4 5 6 7 1 2 3 4 5 6 7 8

quaderno integro quaderno mutilo quaderno apparent. integro, ma


lacuna tra c.5 e c.6, con agg. di
una c.
La trasmissione manoscritta

Omogeneità della scrittura medievale


(per epoca, territorio, tipologia testuale)

Sistema di abbreviature: note tironiane, per


troncamento, per contrazione, titulus, lettere
soprascritte, ecc.

esecuzione lenta e accurata (posata)


esecuzione veloce e poco accurata (corsiva)
Scrittura e grafie

 maiuscolo = A,B,C…
 la lettera occupa lo spazio tra due righe orizzontali parallele
 minuscolo = a,b,c…
 la lettera occupa lo spazio centrale tra quattro righe e con aste
e occhielli tocca le righe esterne
 diversificazioni professionali (amanuensi,
mercanti, notai, ecc.)
Un po’ di storia …

 Fine VIII sec. : si ritorna ad una certa unità con
Carlo Magno
 Carolina (scrittura minuscola)
 minuscola libraria (textualis)

 minuscola cancelleresca, gotica

 Italia : XV sec., imitazione dei codici antichi


 Umanistica
 antiqua (posata)

 italica (corsiva)

 testi letterari tra XIII e XVI sec.


 gotica, minuscola cancelleresca e umanistica
Le fasi della copia

4 fasi mentali e genesi dei relativi errori:


 Lettura : errori ottici/paleografici
Le fasi della copia

4 fasi mentali e genesi dei relativi errori:


 Lettura : errori ottici/paleografici

 Memorizzazione : omissione di parole brevi


Le fasi della copia

4 fasi mentali e genesi dei relativi errori:


 Lettura : errori ottici/paleografici

 Memorizzazione : omissione di parole brevi

 Dettatura interiore : interferenze fonetiche


Le fasi della copia

4 fasi mentali e genesi dei relativi errori:


 Lettura : errori ottici/paleografici

 Memorizzazione : omissione di parole brevi

 Dettatura interiore : interferenze fonetiche

 Scrittura : aplografie/dittografie
Le fasi della copia

4 fasi mentali e genesi dei relativi errori:


 Lettura : errori ottici/paleografici

 Memorizzazione : omissione di parole brevi

 Dettatura interiore : interferenze fonetiche

 Scrittura : aplografie/dittografie

 Errori di saldatura: saut du même au même


Le fasi della copia

4 fasi mentali e genesi dei relativi errori:


 Lettura : errori ottici/paleografici

 Memorizzazione : omissione di parole brevi

 Dettatura interiore : interferenze fonetiche

 Scrittura : aplografie/dittografie

 Errori di saldatura: saut du même au même

 Amanuensi, scriptoria, ateliers (la pecia)


Errori o varianti?

 aplografia = sperperare>sperare
 dittografia = sperare>sperperare
 omissione di abbreviature, (titulus), accenti,
apostrofi, ecc.
 errori manifesti, facili da emendare
 errori nascosti, non riconoscibili
 varianti adiafore
Errori o varianti?

 errori ottici (paleografici)


 confusione tra segni diversi, ma di forma simile (mia, ima, una,
uva) (e, c, t) (f, s=ſ)
 omeoarchia
 scambio tra parole che iniziano allo stesso modo
(traduzione>tradizione)
 aspetto fonetico ibrido
 (memorizzazione+autodettatura = pronuncia interiore)
 Es. Scuola siciliana toscanizzata (cori>core)
 banalizzazione
 il più noto invece che il meno noto (lectio difficilior)
Errori o varianti?

 Varianti di sostanza / di forma

 fiamma / fuoco
 foco / fuoco / focu / fogu
(diversa veste grafica  diversità fonetica)
 fuoco / fuocho

(diversa grafia, non fonetica)


Il metodo genealogico ricostruttivo

 Dai testimoni all’esemplare più prossimo


all’originale
 Stabilire i gradi di parentela con il capostipite
scomparso, sfruttando la distribuzione degli errori
 Errori : innovazioni comunque riconoscibili e rese
percepibili dal loro stesso guasto
Sintesi dei criteri pre-lachmanniani

 Vulgata, textus receptus

 Perché non si possono più accettare


Sintesi dei criteri pre-lachmanniani

 Vulgata, textus receptus


 Codex optimus, vetustissimus

 Perché non si possono più accettare


Sintesi dei criteri pre-lachmanniani

 Vulgata, textus receptus


 Codex optimus, vetustissimus
 Codices plurimi

 Perché non si possono più accettare


Scovare errori, stabilire relazioni

 Copie, testimoni
 Tradizione diretta / indiretta
 Trivializzazioni poligenetiche / errori comuni
monogenetici
 Postulato: l’autore non ha commesso errori …
Scovare errori, stabilire relazioni

 Copie, testimoni
 Tradizione diretta / indiretta
 Trivializzazioni poligenetiche / errori comuni
monogenetici
 Postulato: l’autore non ha commesso errori …
 Recensio
 Collatio
 Eliminatio codicum descriptorum
Recensio e collatio

 La recensio consiste nel censimento e nella valutazione


dell’intera tradizione di un testo.
 La collatio confronta i testimoni utili alla constitutio textus
(ricostruzione del testo), comparandoli tra di loro (testo di collazione)
Recensio e collatio

 La recensio consiste nel censimento e nella valutazione


dell’intera tradizione di un testo.
 La collatio confronta i testimoni utili alla constitutio textus
(ricostruzione del testo), comparandoli tra di loro (testo di collazione)
 Individuazione di tutti gli ‘errori’ (innovazioni, varianti)
Recensio e collatio

 La recensio consiste nel censimento e nella valutazione


dell’intera tradizione di un testo.
 La collatio confronta i testimoni utili alla constitutio textus
(ricostruzione del testo), comparandoli tra di loro (testo di collazione)
 Individuazione di tutti gli ‘errori’ (innovazioni, varianti)
 eliminatio codicum descriptorum : tralascia i testimoni copiati da codici
di cui già disponiamo
  ricostruire la genealogia dei codici sulla base di errori-guida che
permettono di individuare una discendenza diretta (errores coniuctivi) o
di escluderla (errores separativi)
Esempi di stemmi con 2, 3 testimoni

O O O

A A B x

B A B
Esempi di stemmi con 2, 3 testimoni

O O O

A A B x

B C A B

C
Esempi di stemmi con 2, 3 testimoni

O O

x A

B C A B C
Esempi di stemmi con più testimoni

O O
x x

y A y z

B C A B C D
Esempi di stemmi con più testimoni

x x

y w y w

A B C D E z A B C

D E F
Uso dello stemma

 Collatio  stemma codicum


 Archetipo  codices interpositi / sub-archetipi
 Testimoni raggruppati in rami o famiglie sulla base degli errori
guida
 quando una lezione sarà attestata dalla maggioranza delle
famiglie, questa darà luogo a una scelta meccanica  sarà
verosimilmente la lezione d’archetipo (o dell’originale)
 ‘recensione chiusa’ o tradizione verticale
Contaminazione

 ‘recensione aperta’ o tradizione orizzontale


 se l'intera tradizione non deriva da un unico archetipo, se c’è stata
contaminatio
 per collazione parziale di uno o più antigrafi
 per ricorso a una editio variorum (collettore di varianti)
 attività contaminatoria ≠ attività congetturale del copista
(concieri)
 stemma codicum  l’ipotesi più economica per spiegare la
distribuzione degli errori significativi
 numero minimo di enti congetturali nello stemma (‘rasoio
di Ockham’)
Contaminazione

 Se C talvolta condivide errori e lezioni di A e B, deriverà per lo più da b, ma anche


da a:

a b

A B C D E
Quando lo stemma non basta…

 contaminazione e bipartitismo mettono in crisi il


metodo di Lachmann:
 c’è un nesso fra i due problemi?
 iudicium, divinatio, emendatio ope ingenii
Quando lo stemma non basta…

 contaminazione e bipartitismo mettono in crisi il


metodo di Lachmann:
 c’è un nesso fra i due problemi?
 iudicium, divinatio, emendatio ope ingenii
 criteri per limitare l’arbitrio:
Quando lo stemma non basta…

 contaminazione e bipartitismo mettono in crisi il


metodo di Lachmann:
 c’è un nesso fra i due problemi?
 iudicium, divinatio, emendatio ope ingenii
 criteri per limitare l’arbitrio:
 usus scribendi (contesto linguistico + stile)
Quando lo stemma non basta…

 contaminazione e bipartitismo mettono in crisi il


metodo di Lachmann:
 c’è un nesso fra i due problemi?
 iudicium, divinatio, emendatio ope ingenii
 criteri per limitare l’arbitrio:
 usus scribendi (contesto linguistico + stile)
 lectio difficilior – diffrazione in praesentia / in absentia
Quando lo stemma non basta…

 contaminazione e bipartitismo mettono in crisi il metodo


di Lachmann:
 c’è un nesso fra i due problemi?
 iudicium, divinatio, emendatio ope ingenii
 criteri per limitare l’arbitrio:
 usus scribendi (contesto linguistico + stile)
 lectio difficilior – diffrazione in praesentia / in absentia
 nel dubbio, si preferisce la lezione più ‘errata’ da emendare poi per
congettura
 (che deve localizzare esattamente il guasto e spiegare come si è
prodotto)
Quando lo stemma non basta…

 contaminazione e bipartitismo mettono in crisi il metodo


di Lachmann:
 c’è un nesso fra i due problemi?
 iudicium, divinatio, emendatio ope ingenii
 criteri per limitare l’arbitrio:
 usus scribendi (contesto linguistico + stile)
 lectio difficilior – diffrazione in praesentia / in absentia
 nel dubbio, si preferisce la lezione più ‘errata’ da emendare poi per
congettura
 (che deve localizzare esattamente il guasto e spiegare come si è
prodotto)
 l’obiezione di Bédier: il bon manuscrit
Attestazioni uniche

 frequenza di attestazioni uniche nella letteratura


romanza
 risalire all’equivalente dell’originale attraverso le
discontinuità del testo del codex unicus
Attestazioni uniche

 frequenza di attestazioni uniche nella letteratura


romanza
 risalire all’equivalente dell’originale attraverso le
discontinuità del testo del codex unicus
 maggior conservativismo dell’edizione:
 ed. diplomatica / interpretativa / critica
Attestazioni uniche

 frequenza di attestazioni uniche nella letteratura


romanza
 risalire all’equivalente dell’originale attraverso le
discontinuità del testo del codex unicus
 maggior conservativismo dell’edizione:
 ed. diplomatica / interpretativa / critica

 restitutio textus  apparato positivo/negativo


delle lezioni scartate
Esempi in attestazione unica
 L’emperere <de France> reguardet sa muiller:

 5. L’emperere] li empereres, reguardet sa muiller] reguardet la reine sa


muillers

 L’ipermetria del verso sembra riguardare il secondo emistichio, per reine


trisillabo (come sempre altrove); un caso comparabile al v. 303 invita ad
accogliere la congettura di CH che ritiene pleonastico la reine, aggiunto a
seguito di un’ipometria prodottasi nel primo emistichio, ora in apparenza
regolare, ma con la cesura che separa l’oggetto dal verbo in modo
insolito; del resto anche K, AE, H, P, T intervengono in modo analogo.
Cfr. vv. 58, 76, 214, 233 per la formula di primo emistichio.
Esempi in attestazione unica
 Si fist pus Carlemaines, ben en gardat sa fei,

231. Si fist pus Carlemaines] si fist il pus car

 L’ipometria del primo emistichio è stata variamente emendata, ma, con A,


penso che anche qui (come ai vv. 365, 400) sia da restaurare il nome
esteso dell’imperatore (espungendo contestualmente il pronome
superfluo). Aggiungo però che il verso com’è nel ms. si potrebbe anche
considerare un decasillabo 4+6, se si giudicasse una banale dittografia
ben en del secondo emistichio (con atetesi di en, quindi).
Esempi in attestazione unica
 Si jo ne l’ai anut, tesmonie de lui, cent feiz,
 488. tesmonie] testimonie

 In questo verso la forma culta testimonie rende ipermetro il secondo


emistichio, che quindi restauro, come K, F, T, P, intendendo –nie come
variante grafica di –ign (con H1). La forma trisillabica della parola è però
tutt’altro che rara (cfr. p.es «vez ces lettres a testimonie», Roman de
Renart, branche 10, v. 313) e cassarla potrebbe essere sbagliato; occorre
allora trovare un’altra soluzione all’ipermetria del verso, che poteva forse
leggersi si, testimonie de lui, ne l’ai anut cent feiz (espunto jo) .
Esempi in attestazione unica
 Li quens ne li fist mes la nuit que trente feiz.
 726. mes la nuit que] la nuit mes que

 L’alessandrino nel ms. ha uno schema 7+5, che K, P, R riportano al


doppio esasillabo con la semplice inversione alla cesura. Solo AE, in base
a una personalissima interpretazione del gab, lo considera spurio e lo
elimina del tutto, giacché una nota nel testo diplomatico di Koch dichiara
che il verso è depennato, con un inchiostro più sbiadito; ma è parso ovvio
a tutti (H, F, T) che ciò si debba leggere come un intervento censorio
successivo alla trascrizione del codice. Rejhon 2005, sulla scorta delle
versioni gallesi del testo, suggerisce di correggere il numero delle volte
in .xx. (=vint), cosicché l’emistichio diverrebbe regolare (la nuit mes que
vint feiz), ma un deficit sillabico interesserebbe la prima metà del verso
(con la necessità di ricorrere all’integrazione di F: et li quens ne li fist).
Esempi in attestazione unica
 Desur un pin antif est <li ber> Carlemaines

 783. Anche questo verso è nel ms. un decasillabo, a maiori 6+4’, il cui
secondo emistichio viene restaurato, da K in poi, est li reis Carlemaines,
sintagma peraltro non impiegato altrove nel testo; penso invece che, anche
ad esaltare il contrasto con la situazione contingente dell’imperatore, si
possa ricorrere alla formula del v. 858, adattata all’assonanza, se non
addirittura congetturare un più espressivo est muntez Carlemaines
Esempi in attestazione unica
 Mes des or le cunget! Nus en cuvent aler».
 844. des or] des ore, en cuvent] en dunet cuvent

 L’ipermetria del verso appare dovuta a un dunet di troppo, che nel testo
diplomatico di Koch è dichiarato ‘espunto’; la lettura di F del primo
emistichio, autosufficiente ed ellittico del verbo, approvata da H2, P, mi
pare quella migliore e più economica; tra le altre proposte, ricordo solo
quella di K1 dunez or le cunget, nus en cuvent aler ; T rivaluta invece
l’ipotesi di Herzog 1903 che l’eccedenza di questo verso possa discendere
da una fusione di due versi in uno per una somiglianza di parole (si noti,
fra l’altro, che mes des or le cunget nus en dunez è un decasillabo a
maiori).
Alterazioni involontarie e volute

 micro- e macro-varianti, intra- e trans-frastiche si


riscontrano in tutti i generi della letteratura medievale
 le une proprie del lavoro di copia del testo
Alterazioni involontarie e volute

 micro- e macro-varianti, intra- e trans-frastiche si


riscontrano in tutti i generi della letteratura medievale
 le une proprie del lavoro di copia del testo
 le altre proprie di quello di compilazione del codice
Alterazioni involontarie e volute

 micro- e macro-varianti, intra- e trans-frastiche si


riscontrano in tutti i generi della letteratura medievale
 le une proprie del lavoro di copia del testo
 le altre proprie di quello di compilazione del codice
 i testi volgari sono piuttosto su misura, 'personalizzati',
rispondono alle richieste di chi li ordina, li sceglie, li 'fa'
Alterazioni involontarie e volute

 micro- e macro-varianti, intra- e trans-frastiche si


riscontrano in tutti i generi della letteratura medievale
 le une proprie del lavoro di copia del testo
 le altre proprie di quello di compilazione del codice
 i testi volgari sono piuttosto su misura, 'personalizzati',
rispondono alle richieste di chi li ordina, li sceglie, li 'fa'
 rielaborazioni, interpolazioni, abbreviamenti, adattamenti al
pubblico/al committente
Alterazioni involontarie e volute

 micro- e macro-varianti, intra- e trans-frastiche si


riscontrano in tutti i generi della letteratura medievale
 le une proprie del lavoro di copia del testo
 le altre proprie di quello di compilazione del codice
 i testi volgari sono piuttosto su misura, 'personalizzati',
rispondono alle richieste di chi li ordina, li sceglie, li 'fa'
 rielaborazioni, interpolazioni, abbreviamenti, adattamenti al
pubblico/al committente
 la macrovarianza a livello del racconto attraversa tutti i generi
narrativi del XII secolo
La forma antologica come standard librario

 Raccolte casuali di testi eterogenei, manoscritti


fattizi
La forma antologica come standard librario

 Raccolte casuali di testi eterogenei, manoscritti


fattizi
 Raccolte di testi omogenei e ordinati (es.
canzonieri lirici)
La forma antologica come standard librario

 Raccolte casuali di testi eterogenei, manoscritti


fattizi
 Raccolte di testi omogenei e ordinati (es.
canzonieri lirici)
 Ipotesi G. Gröber: 1) rotuli, Liederblätter, fogli volanti, testi singoli 
esecutori o destinatari – 2) Liederbücher, ‘canzonieri individuali’ compilati
dall’autore o da altri – 3) GelegenheitsSammlungen, raccolte di testi di
diversi poeti (disordinate) – 4) LiederSammlungen, raccolte ordinate di
poesie (criteri cronologici, estetici): le uniche che ci siano pervenute.
La forma antologica come standard librario

 Raccolte casuali di testi eterogenei, manoscritti


fattizi
 Raccolte di testi omogenei e ordinati (es.
canzonieri lirici)
 Raccolte cicliche (narrazione totalizzante)
La forma antologica come standard librario

 Raccolte casuali di testi eterogenei, manoscritti


fattizi
 Raccolte di testi omogenei e ordinati (es.
canzonieri lirici)
 Raccolte cicliche (narrazione totalizzante)
 Ciclo di Guglielmo d’Orange (canzoni di gesta)
 Ciclo della volpe Renart (epopea animalistica)
La forma antologica come standard librario

 Raccolte casuali di testi eterogenei, manoscritti


fattizi
 Raccolte di testi omogenei e ordinati (es.
canzonieri lirici)
 Raccolte cicliche (narrazione totalizzante)
 Testi a campitura grossa
 Testi a campitura fine
La circolazione e ricezione del testo

 Oralità (primaria, mista, secondaria)


La circolazione e ricezione del testo

 Oralità (primaria, mista, secondaria)


 Tradizione/trasmissione orale
 Gli interpreti
La circolazione e ricezione del testo

 Oralità (primaria, mista, secondaria)


 Tradizione/trasmissione orale
 Gli interpreti
 L’arte giullaresca
 Canto/recitazione
La circolazione e ricezione del testo

 Oralità (primaria, mista, secondaria)


 Tradizione/trasmissione orale
 Gli interpreti
 L’arte giullaresca
 Canto/recitazione
 L’esecuzione (performance) come azione orale-aurale
 ‘Teatralità’ implicita in tutti i generi letterari
 Importanza della voce