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ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI DI ROMA E

DEGLI ESPERTI CONTABILI DI ROMA

Le funzioni del dottore commercialista ed esperto


contabile nei procedimenti civili
e di volontaria giurisdizione

La custodia giudiziale

SEMINARIO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA

Dott.ssa Dott.ssa
FrancescaFrancesca
Tripodi - Tripodi 1
3 novembre 2010
Studio D'Innella
Premessa.
Il nostro ordinamento contempla diverse ipotesi di incarichi
giudiziali consistenti nella custodia e/o amministrazione di beni o
cose (incarichi giudiziali = conferiti da A.G. ed esercitati sotto la
sua vigilanza)

Non è possibile fermarsi al nomen iuris: custodia o amministrazione.

Il custode giudiziario di un’azienda (o anche di un immobile pignorato) non può


limitarsi a conservarne l’integrità ma deve conservarne e – se possibile –
incrementarne il valore economico, nonché percepirne e conservarne i frutti.
Ogni incarico giudiziale di natura gestoria, volto alla conservazione di un valore
economico di un bene, di cui una componente è la redditività, comporta per il
custode il compito di incrementarne, per quanto possibile, la redditività stessa.

Occorre pertanto riferirsi a: disciplina normativa, scopo della


normativa, istituti correlati e oggetto dell’incarico.
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Linguaggio del legislatore:
- «cosa» , quindi entità materiale, per incarichi di contenuto conservativo.
Ciò che rileva è che lo stato materiale in cui si trova la cosa non venga
alterato (es.: sequestro giudiziario a fini probatori)
- «bene», quindi entità materiale (o immateriale) suscettibile di
utilizzazione economica, per incarichi di contenuto gestorio (=
salvaguardia di un valore economico; es. : sequestro conservativo civile e
penale.)

Connotati strutturali:
a) sottrazione provvisoria di uno o più beni a chi ne ha la
disponibilità materiale e giuridica («spossessamento»);
b) affidamento a soggetto nominato da AG, per la conservazione e
gestione, sotto il controllo di AG
c) a vantaggio di un terzo soggetto (non sempre già determinato) cui
i beni dovranno essere attribuiti all’esito del processo.
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La figura del custode giudiziale in sede civile

Codice di procedura civile – Libro I – Titolo I “degli organi


giudiziari”.
Capo III “Del consulente tecnico, del custode e degli altri
ausiliari del giudice”.

Art.65. Custode
La conservazione e l’amministrazione dei beni pignorati o
sequestrati sono affidate ad un custode, quando la legge non
dispone altrimenti.

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Ambito di operatività:

– Pignoramento ed espropriazione forzata;

– Sequestro conservativo;

– Sequestro giudiziario.

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Pignoramento ed espropriazione forzata

Libro III – Titolo II “dell’espropriazione forzata” c.p.c.


(espropriazione mobiliare ed immobiliare), artt.483 e seg.

La custodia dei beni pignorati si sostanzia nell’acquisizione di


massa attiva da amministrare (in pendenza del processo
esecutivo) al fine:

1) di trarre il maggior frutto dal bene pignorato;


2) di conservare il bene per il periodo in cui vige il vincolo di soggezione
al pignoramento in vista della vendita forzata (senza escludere
comunque la possibilità di restituzione del bene al debitore che abbia
intanto provveduto ad estinguere il processo esecutivo).

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Sequestro conservativo

È inserito tra i provvedimenti anticipatori a carattere cautelare


(Libro IV “dei procedimenti speciali”, Capo III “dei
procedimenti cautelari, c.p.c.)

Art. 671 c.p.c.


Il giudice, su istanza del creditore che ha fondato timore di
perdere la garanzia del proprio credito, può autorizzare il
sequestro conservativo di beni mobili o immobili del debitore
o delle somme o cose a lui dovute, nei limiti in cui la legge ne
permette il pignoramento.

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Sequestro giudiziario
È inserito tra i provvedimenti anticipatori a carattere cautelare
(Libro IV “dei procedimenti speciali”, Capo III “dei
procedimenti cautelari)

Art. 670 c.p.c.


Il giudice può autorizzare il sequestro giudiziario:
1) Di beni mobili o immobili, aziende o altre universalità di
beni, quando ne è controversa la proprietà o il possesso, ed è
opportuno provvedere alla loro custodia o alla loro gestione
temporanea;
2) Di libri, registri, documenti, modelli, campioni e di ogni
altra cosa da cui si pretende desumere elementi di prova,
quando è controverso il diritto alla esibizione o alla
comunicazione ed è opportuno provvedere alla loro custodia
temporanea.
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Nomina del custode

La nomina del custode spetta al giudice:


•Nel pignoramento e sequestro conservativo:
- immobili: lo stesso debitore (ope legis), ma il giudice
può nominare persona diversa (art. 559 c.p.c.);
- titoli, denaro, preziosi: consegnati direttamente al
Cancelliere. Il denaro va nei depositi giudiziari; i titoli di
credito ed i preziosi sono custoditi secondo le decisioni del
giudice (art. 520 c.p.c.).
- beni mobili: non il creditore ed il suo coniuge senza
approvazione del debitore, né debitore o suoi familiari
senza consenso del creditore.
•Nel sequestro giudiziario: quello dei contendenti che offre
maggiori garanzie o dia cauzione (art. 676 c.p.c.), ma può essere
nominato anche un estraneo alla procedura.
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Non sono previsti specifici requisiti professionali o personali per
il custode.
Certamente no minorenni, inabilitati, interdetti, falliti: sia per la
natura pubblicistica dell’incarico, sia per le responsabilità che
comporta.

Nella pratica, quando la scelta non ricade tra i contendenti, viene


di norma effettuata tra gli iscritti negli albi professionali del
luogo in cui si trovano i beni sequestrati (terzietà e
professionlità).

Possibilità di coamministrazione o di collaboratori (sotto la


responsabilità del custode e previa autorizzazione del giudice).

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Compiti generali e poteri del custode

La normativa è frammentaria ed un elenco è impossibile:


- Il custode esercita tutte le facoltà necessarie per la conservazione ed
amministrazione dei beni (art. 65 - 67 c.p.c.), quale organo ausiliario
di giustizia (pubblico ufficiale), sostituendosi al titolare, secondo il
canone fondamentale del buon padre di famiglia, al fine di
preservarne e per quanto possibile incrementarne il valore
economico.
- Il giudice stabilisce preventivamente i limiti ed i criteri
dell’amministrazione dei beni (le cautele per rendere più sicura la
custodia ed impedire la divulgazione di segreti); può poi integrarli o
modificarli con successivo provvedimento.
- Il custode non può utilizzare le cose pignorate né concederle in
locazione senza la preventiva autorizzazione del giudice
dell’esecuzione. Gli atti di disposizione dei beni trovano
giustificazione nella salvaguardia del valore economico.

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- Tutti gli atti di straordinaria amministrazione dovranno essere
autorizzati dal giudice della procedura (apertura c/c, contratti di
locazione ex novo o rinnovi di contratti preesistenti, stipula di
polizze assicurative, pagamenti non ricompresi nella normale
gestione). Nel caso in cui il custode fosse autorizzato dal giudice a
locare l’immobile, il contratto esaurirà la sua efficacia nel momento
in cui il bene cesserà di essere soggetto alla procedura
(Cass.III Civ. 21.01.1987 n. 523; Cass.Sez.Unite. 15.10.1993)

- Nel caso di assoluta urgenza il custode è legittimato ad intraprendere


atti o decisioni indifferibili, con obbligo di redazione immediata
dell’informativa al giudice, onde ottenere la ratifica ex tunc
dell’operato con provvedimento successivo.

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- Come ogni incaricato di gestire beni altrui, il custode deve rendere
conto della sua gestione:
- Nel caso di pignoramento mobiliare vi è l’obbligo di
rendiconto (art. 521 c.p.c.)
- Nel caso di pignoramento immobiliare il custode deve
presentare il conto finale (art. 593 c.p.c.)

Sia i conti parziali che quello finale vanno depositati, con i documenti
giustificativi, nella cancelleria del giudice, che dovrà approvarli in
apposita udienza.

Giurisprudenza di legittimità: il rendiconto sarà composto da una parte


numerica (entrate, uscite, attività e passività residue) e da una parte
descrittiva (modalità di espletamento dell’incarico, scelte operate e
ragioni, risultati ottenuti e/o sperati).

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In conclusione i compiti del custode dipendono da:
-Lo scopo e gli effetti del sequestro;
-La natura dei beni sequestrati;
-Il valore economico dei beni e le azioni gestorie necessarie al suo
mantenimento (inclusi i rapporti giuridici con i terzi);
-La situazione materiale e giuridica in cui i beni si trovano.

Limite: la normativa tributaria, quella previdenziale e quella civile


ignorano la figura del custode.

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Legittimazione attiva e passiva del custode

Al custode sono riconosciuti anche i poteri di agire e stare


(come convenuto) in giudizio.

In realtà la legge non prevede espressamente l’esercizio di


azioni da parte del custode, che sono invece riconosciute da
dottrina e giurisprudenza.

Al custode devono infatti essere riconosciute tutte quelle azioni


relative alla conservazione ed amministrazione dei beni:
sarebbe inutile dare al custode il potere di riscuotere i fitti se
poi non gli si riconoscesse anche il potere di esigerli, se
necessario, giudizialmente.
Quindi queste le azioni:

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• Azioni per la riscossione o per il recupero di rendite e fitti;
• Azioni di rilascio dell’immobile (in caso di occupazione senza
titolo);
• Azioni per il licenziamento del personale;
• Azioni per danni arrecati a beni sequestrati;
• Azioni di reintegrazione e manutenzione dei beni;
• Azioni per danno temuto

Trattasi sempre e comunque di azioni per le quali è necessaria


la preventiva autorizzazione del giudice dell’esecuzione,
previa presentazione di apposita informativa.

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Prime conclusioni:

Il custode non è legato alle parti in causa da nessun vincolo di


rappresentanza, ma ha l’obbligo di tutelare gli interessi sia del
creditore e sia del debitore.
In dottrina c’è infatti chi ha definito la custodia come
“funzione pubblica con rappresentanza di interessi
parzialmente pubblici in quanto lo Stato ha interesse a che il
bene non deperisca né sia diminuita l’efficienza produttiva, e
questo sia per esigenze economiche generali che nell’interesse
diretto del creditore”.

Il custode non è un semplice depositario di beni pignorati


e la sua attività non è una custodia passiva, ma è anche
amministratore delle cose affidate, che devono essere
amministrate secondo la diligenza del buon padre di
famiglia.

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Pignoramento ed espropriazione forzata

Libro III – Titolo II “dell’espropriazione forzata” c.p.c.


(espropriazione mobiliare ed immobiliare)

La custodia dei beni pignorati si sostanzia nell’acquisizione di


massa attiva da amministrare (in pendenza del processo
esecutivo) al fine:

1) di trarre il maggior frutto dal bene pignorato;


2) di conservare (immobili) per il periodo in cui vige il vincolo di
soggezione al pignoramento in vista della vendita forzata (senza
escludere comunque la possibilità di restituzione del bene al debitore
che abbia intanto provveduto ad estinguere il processo esecutivo).

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Compiti e doveri del custode nella gestione di immobili

Si è già detto che il dovere basilare del custode è quello di


custodire ed amministrare i beni oggetto della procedura con
la diligenza del buon padre di famiglia (art.67 cpc).
In particolare, per la custodia di immobili, il custode deve:
- A nomina avvenuta e dopo l’accettazione, recarsi presso la
Cancelleria per prendere visione di tutta la documentazione
dell’esecuzione e, ove necessario, fotocopiare gli atti
importanti (perizie di stima).
- Accertata l’esistenza di beni immobiliari, verificare
personalmente l’immobile per accertare lo stato di
conservazione e manutenzione e l’eventuale stato occupativo
(documentato da regolare contratto di locazione o non
autorizzato). Accertare anche se l’occupante è il locatario.
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- Se vi è locazione, richiedere al giudice l’autorizzazione ad
aprire un nuovo c/c o un libretto di deposito, intestati alla
procedura esecutiva e vincolati all’ordine del giudice
dell’esecuzione.
- Inviare a tutti i locatari una raccomandata a/r per invitarli a
versare i canoni sul nuovo c/c, a produrre copia dei contratti e
delle ricevute di fitto di almeno gli ultimi 6 mesi.
(Nella raccomandata indicare anche che qualsiasi pagamento
effettuato a terzi dopo la ricezione della comunicazione è da
ritenersi nullo).
- Se vi è stata sostituzione di custode, invitare il precedente a
consegnare la documentazione e depositare le somme
incassate sul nuovo c/c.
- Redigere la prima relazione al giudice, più dettagliata
possibile, circa lo stato dell’immobile, lo stato locativo, la
durata dei contratti e la registrazione.
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- Attuare tutte le attività materiali di ordinaria amministrazione
e presentare al giudice dell’esecuzione la richiesta di
autorizzazione a compiere atti di straordinaria
amministrazione.
Per la custodia di un’attività commerciale, agricola o
imprenditoriale non si possono individuare criteri oggettivi: gli
atti di gestione straordinaria per la custodia di un’immobile,
possono diventare gestione ordinaria nell’ambito di un’attività
commerciale (sicurezza).
Spesso il custode si avvale dell’esperienza dell’esecutato.

La difficoltà per il custode è individuare il limite fino a dover


può arrivare il suo controllo senza interferire negativamente e
quindi creare danni potenziali ed effettivi all’attività oggetto
della procedura. La normativa su questo aspetto è molto
carente.
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- Depositare in cancelleria in ogni caso ogni tre mesi (o nel
minor tempo fissato dal giudice) il rendiconto della gestione
dettagliando e commentando la gestione, nonché entrate ed
uscite del trimestre (allegando anche l’estratto conto).
- Presentare al giudice tutte le informative urgenti ed importanti
senza indugio.
- Presentare al giudice eventuale richiesta di acconto su
competenze, con eventuale rimborso delle spese sostenute.
- Attuare tutti i poteri a disposizione per agire e resistere in quei
giudizi che interessano la custodia ed amministrazione dei
beni (sempre previa autorizzazione del giudice).

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- Depositare in cancelleria il rendiconto finale (ipotesi di
estinzione della procedura o di revoca o di sostituzione del
custode). Il rendiconto è soggetto ad approvazione definitiva
del giudice.
- Depositare in cancelleria la richiesta di onorari per l’attività di
custodia svolta, ove questo compenso spetti per legge.
- Nel caso di vendita dei beni, il custode è tenuto a presentare i
beni mobili pignorati alla vendita e, nel caso di pignoramento
immobiliare, a consegnarli all’aggiudicatario. Nel caso di
estinzione del processo il custode dovrà riconsegnare i beni a
chi ne aveva prima il possesso. All’atto della aggiudicazione
ed intervenuto il pagamento del saldo, il custode deve
provvedere alla redazione del progetto del piano di riparto.

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Sequestro conservativo

È inserito tra i provvedimenti anticipatori a carattere cautelare


(Libro IV “dei procedimenti speciali”, Capo III “dei
procedimenti cautelari)

Art. 671 c.p.c.


Il giudice, su istanza del creditore che ha fondato timore di
perdere la garanzia del proprio credito, può autorizzare il
sequestro conservativo di beni mobili o immobili del debitore
o delle somme o cose a lui dovute, nei limiti in cui la legge ne
permette il pignoramento

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Profili generali del sequestro conservativo

• Il sequestro conservativo (671 c.p.c.) rientra tra i rimedi volti


ad evitare la eventuale infruttuosità di un successivo
provvedimento di condanna, rispetto al quale assolve quindi
una funzione di carattere strumentale.
Con questa misura il creditore mira a conservare la garanzia
patrimoniale del debitore costituita dai suoi beni sui quali crea
un vincolo giuridico.

Fonti normative

• Art.2740 c.c.: Responsabilità patrimoniale


Il debitore risponde dell’adempimento delle obbligazioni con
tutti i suoi beni presenti e futuri
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• Art.2905 c.c.: Sequestro nei confronti del debitore …
Il creditore può chiedere il sequestro conservativo dei beni del
debitore secondo le regole stabilite dal cpc.

• Art.2906 c.c.: Effetti


Non hanno effetto in pregiudizio del creditore sequestrante le
alienazioni e gli altri atti che hanno per oggetto la cosa
sequestrata…

Dott.ssa Francesca Tripodi - 26


• Nel sequestro conservativo l’indisponibilità sul bene giova al
solo creditore sequestrante (vincolo “a porta chiusa”); nel
pignoramento si crea diversamente un vincolo del quale
potranno giovarsi anche gli eventuali altri creditori intervenuti
nel processo di esecuzione (piano di riparto).

• Presupposti generali del sequestro conservativo sono:


- il fumus boni iuris: la situazione consente di ritenere
probabile la fondatezza della pretesa in contestazione;
- il periculum in mora: fondato timore di perdere le garanzie
del credito vantato. Questo elemento può essere desunto da
elementi oggettivi relativi alla capacità patrimoniale del
debitore (visure immobiliari, bilanci) o da elementi soggettivi
evincibili dal suo comportamento (irreperibilità).
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Il sequestro conservativo di partecipazioni

Soluzione operativa valida e valido strumento di tutela dei


creditori

Norma di riferimento: art. 678 c.p.c. “Esecuzione del


sequestro conservativo sui mobili” – rinvio alle forme di
esecuzione previste per pignoramento presso debitore e presso
terzi.

Partecipazioni in società di capitali


Sequestro nelle s.p.a. – nuovo art. 2352 c.c.
Sequestro nelle s.r.l. – nuovo art. 2471bis (rinvia al 2352 c.c.)
(prima della riforma il 2352 c.c. parlava solo del pegno e
dell’usufrutto e non anche del sequestro, rendendo necessaria
l’applicazione analogica a questo istituto)
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Art. 2352 c.c. Pegno, usufrutto e sequestro delle azioni

… nel caso di sequestro delle azioni il diritto di voto è esercitato dal


custode.
Se le azioni attribuiscono un diritto di opzione, questo spetta al socio ed
al medesimo sono attribuite le azioni in base ad esso sottoscritte.
Qualora il socio non provveda almeno 3 giorni prima della scadenza
al versamento delle somme necessarie per l’esercizio del diritto di
opzione e qualora gli altri soci non si offrano di acquistarlo, questo
deve essere alienato per suo conto a mezzo banca od intermediario
autorizzato alla negoziazione nei mercati regolamentati.
Nel caso di aumento del capitale sociale … il sequestro si estende alle
azioni di nuova emissione.
Salvo che dal titolo o dal provvedimento del giudice risulti
diversamente, i diritti amministrativi diversi da quelli previsti nel
presente articolo … nel caso di sequestro sono esercitati dal custode.

Dott.ssa Francesca Tripodi - 29


In sintesi:

• Il custode è colui che amministra le partecipazioni oggetto del


sequestro essendo investito di tutte le prerogative che
appartengono al socio. Tra i poteri del custode:
- Esercizio del diritto di voto
- Esercizio degli altri diritti amministrativi (impugnazione,
provvedimenti di cui al 2409 c.c.), salva diversa
determinazione del giudice

• Il tribunale nomina il custode a cui affida le azioni


impartendogli regole precise. I poteri del custode – incluso il
diritto di voto – sono assoggettati al controllo ed alle
indicazioni del giudice che ha disposto il sequestro (a garanzia
del creditore sequestrante).

Dott.ssa Francesca Tripodi - 30


• Il custode quale garanzia per il creditore: sarà l’interlocutore
tecnico del creditore, con la capacità di seguire e comprendere
l’andamento della società e di influenzare, con il voto, le scelte
strategiche demandate all’assemblea (esprimendo il proprio
consenso sull’operato degli amministratori).

• Il socio non scompare dalla società: restano il diritto agli utili,


diritto di recesso, diritto di opzione. Il diritto agli utili e quello
di recesso rappresentano peraltro garanzie ulteriori per il
creditore, che può ricevere denaro. Il diritto di opzione,
invece, deve essere esercitato soltanto tramite il custode.

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Partecipazioni in società di persone
(Cass. Civ.Sez.II, 30 gennaio 1997 n.934; Trib. Monza 29 gennaio 2001)

Prima: al custode veniva assegnata la pura custodia delle sole


quote societarie, senza estromissione del socio legalmente
rappresentante dalla gestione della società: i soci quindi,
nonostante avessero le quote sotto sequestro, amministravano
liberamente la società senza che il custode potesse intervenire
o verificarne le modalità di gestione.
La conseguenza era un evidente depauperamento del
patrimonio della società, e quindi un conseguente
depauperamento anche del valore delle quote.

Dott.ssa Francesca Tripodi - 32


• Ora: in caso di sequestro conservativo di quote di una società
di persone, al fine di evitare che i soci possano condizionare
ed influenzare l’andamento della società ed al fine di garantire
una amministrazione corretta ed imparziale, alla custodia delle
quote viene riconosciuta anche la gestione temporanea
dell’attività amministrativa, con l’estromissione di fatto del
legale o dei legali rappresentanti.
Attraverso lo strumento della custodia, quindi, la procedura
può avere un controllo della società praticamente totale.

Dott.ssa Francesca Tripodi - 33


Sequestro giudiziario
È inserito tra i provvedimenti anticipatori a carattere cautelare
(Libro IV “dei procedimenti speciali”, Capo III “dei
procedimenti cautelari)

Art. 670 c.p.c.


Il giudice può autorizzare il sequestro giudiziario:
1) Di beni mobili o immobili, aziende o altre universalità di
beni, quando ne è controversa la proprietà o il possesso, ed è
opportuno provvedere alla loro custodia o alla loro gestione
temporanea;
2) Di libri, registri, documenti, modelli, campioni e di ogni
altra cosa da cui si pretende desumere elementi di prova,
quando è controverso il diritto alla esibizione o alla
comunicazione ed è opportuno provvedere alla loro custodia
temporanea.
Dott.ssa Francesca Tripodi - 34
Affinché vi sia sequestro giudiziario occorre quindi che vi sia
controversia sulla proprietà o sul possesso della cosa.

La Cassazione ha definito il sequestro giudiziario di un bene


“quale misura cautelare volta ad assicurare in via preventiva
la concreta attuabilità di futuri provvedimenti giurisdizionali,
comunque attinenti alla proprietà ed al possesso del bene
medesimo …”.

Il sequestro giudiziario interviene come misura temporanea


all’interno di un conflitto insorto nel corso di una vicenda
“circolatoria” del bene: in questo contesto il sequestro si pone
come ineludibile strumento conservativo dell’integrità del
bene stesso.

Dott.ssa Francesca Tripodi - 35


Il sequestro giudiziario di azienda e la custodia
Occorre preventivamente individuare l’azienda: non solo per
motivi meramente qualificatori, quanto piuttosto per i riflessi
che la esatta individuazione del bene oggetto della misura
cautelare produce sulla custodia (problemi: mancanza di una
definizione di azienda, inesistenza di beni oggettivamente
“identificatori” dell’azienda, carattere equivoco della
contrattualistica utilizzata; inscindibilità tra imprenditore ed
azienda)

È indispensabile che il giudice provveda già in sede di


procedimento cautelare a fare ponderato uso dei suoi poteri di
acquisizione di informazioni sommarie sulla natura
dell’azienda (interrogatorio e produzioni documentali), al fine
della scelta del custode e della determinazione concreta dei
suoi poteri.

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Il giudice ha facoltà di nominare custode il contendente che
offra maggiori garanzie e dia cauzione (art. 676 cpc).
La nomina di una delle parti appare opportuna nelle aziende
“minori” ove l’attività imprenditoriale ha connotazioni
fortemente personalistiche. Nella prassi, quando viene
nominato custode una delle parti, il giudice nomina un
consulente tecnico per espletare i necessari controlli.
Questo consulente tecnico d’ufficio non ha solo una funzione
di rendicontazione, quanto piuttosto una funzione preventiva:
ma la definizione di compiti e funzioni è piuttosto complessa.

Nei casi (in cui non opera l’art. 676 c.p.c.) si preferisce
nominare custode un terzo, dandogli espressa facoltà di
avvalersi di una delle parti in lite, quale “ausiliario del
giudice” ex art. 68 c.p.c.
Si possono infine nominare anche più custodi congiuntamente.
Dott.ssa Francesca Tripodi - 37
Anche il custode nel sequestro giudiziario non è il
rappresentante delle parti ma un gestore autonomo: si assiste
ad una sostituzione nella gestione dell’impresa estremamente
complesso e di difficile collocazione sistematica

La definizione di poteri ed obblighi del custode non è cosa


semplice; non a caso il legislatore demanda al Giudice della
nomina anche l’esatta determinazione dei criteri e dei limiti
della amministrazione giudiziaria dei beni.

È il giudice quindi che deve definire con la massima


concretezza l’ampiezza dei compiti rimessi al proprio
ausiliario.

Dott.ssa Francesca Tripodi - 38


Con il sequestro dell’azienda devono trovare componimento
interessi ed obiettivi diversi:
- la continuazione dell’esercizio dell’impresa;
- l’attività di controllo del giudice;
- l’economicità della gestione.

Si deve altresì tener conto che:


- l’attività conservativa demandata al custode non può
intendersi soltanto come integrità fisica del bene ma anche
come integrità economica;
- l’esercizio dell’azienda da parte del custode ha carattere
temporalmente limitato, che si esaurisce necessariamente con
la retrocessione della stessa in capo ad una delle due parti.

Dott.ssa Francesca Tripodi - 39


Fasi operative più significative

Gli effetti del sequestro hanno inizio dalla redazione del


verbale di sequestro, che costituisce l’elemento pubblicitario
ostativo a qualsiasi ipotedi si acquisto del bene da parte di
terzi.

Ai fini di una corretta attività gestoria non si può prescindere


da una complessa attività di determinazione delle
componenti materiali, immateriali e contrattuali di cui si
compone l’azienda, anche ai fini di una corretta valutazione
dell’esistenza di margini per il proficuo esercizio
dell’attività:
A) Inventario fisico dei beni e del magazzino;
B) Inventario dei contratti in essere;
C) Individuazione degli atti di ordinaria e straordinaria
amministrazione.
Dott.ssa Francesca Tripodi - 40
A) Inventariazione fisica dei beni aziendali e delle
giacenze di magazzino (il verbale di sequestro non
assolve a questa funzione di inventariazione). Questa
attività dovrà concludersi con una chiusura dei conti e
la redazione di bilancio alla data di sequestro.
- Per le imprese in contabilità ordinaria:chiusura ed
immediata riapertura dei conti che tenga conto della
inventariazione fisica del magazzino; il rendiconto
trimestrale sarà redatto nelle forme del bilancio, benché
infrannuale;
- Per le imprese in contabilità semplificata: il rendiconto sarà
solo un conto economico (costi e ricavi) con allegato un
rendiconto di cassa.
B) Inventariazione contrattuale dei contratti pendenti in
corso di esecuzione. Attività più complessa: come regola
generale il custode, quale ausiliario del giudice, subentra nei
contratti stipulati nell’esercizio dell’impresa, salvo che gli
stessi abbiano carattere personale. Per le finalità di questo
istituto non trovano applicazione le disposizioni in materia
fallimentare circa la facoltà riconosciuta al curatore di
subentrare o meno in un contratto.

C) Preventiva determinazione degli atti di ordinaria (per i


quali è previsto solo l’obbligo di rendicontazione periodica) e
straordinaria amministrazione (per i quali è necessaria la
preventiva autorizzazione del giudice); criteri:
- importo dell’operazione (determinazione del limite massimo
consentito al custode);
- natura dell’operazione (determinazione delle operazioni
soggette ad autorizzazione del giudice)

Dott.ssa Francesca Tripodi - 42


Discussa è la possibilità per il custode di devolvere in affitto
l’azienda sequestrata.
Di certo in taluni casi l’affitto d’azienda consentirebbe al
custode un controllo gestionale indiretto, con devoluzione
quindi della concreta gestione dell’azienda ad un soggetto
dotato di maggiore professionalità, tenuto conto della sempre
più difficile ed articolata gestione di un complesso aziendale,
della professionalità richiesta per la gestione, della crescente
immaterialità dell’impresa (know how).
La dottrina è tuttavia concorde nell’autorizzare il fitto
dell’azienda soltanto in casi estremi, in contraddittorio con le
parti, e con particolari vincoli nella selezione degli offerenti e
nei tempi del contratto stesso.

Dott.ssa Francesca Tripodi - 43


Adempimenti tributari del custode
• Nel pignoramento immobiliare e sequestro conservativo

Fonti: Risoluzione Agenzia delle Entrate n.158/E dell’11.11.05,


poi superata dalle risoluzioni n.62/E del 16.05.2006 e n.84 del
19.06.2006

- Il pignoramento non determina modifica nella titolarità del diritto di


proprietà dei beni pignorati; la custodia è soltanto un impedimento
(vincolo di indisponibilità) per il debitore a disporre dei beni stessi e
dei frutti che derivano dal loro godimento, senza tuttavia che i beni
escano dal suo patrimonio giuridico.
- Nello svolgimento dei suoi compiti, il custode si sostituisce
sostanzialmente al debitore; in particolare nel caso della locazione di
immobili, tutti i diritti e gli obblighi derivanti dai contratti di
locazione si trasferiscono sul custode. Ma soggetto passivo di
imposta resta il debitore, con autonomi obblighi di registrazione e
dichiarazione ai fini fiscali (dirette, IVA, 770)
Dott.ssa Francesca Tripodi - 44
Quindi il custode:

- Assume tutti gli obblighi di fatturazione (in nome e per conto del
soggetto passivo) e versamento del tributo, non solo nell’ipotesi di
irreperibilità del debitore; questi adempimenti sono in ogni caso
accentrati nella procedura stessa anziché in capo al debitore
esecutato, sulla base del principio di funzionalità della procedura e
tutela degli interessi dell’erario.

- Per i versamenti dei tributi userà:


- se il debitore esecutato è reperibile: mod. F24, con ordinari
codici tributo IVA;
- se è irreperibile: mod. F24, codice tributo 6501.
(Suggerimento: nel “codice atto”= n. procedura esecutiva)

- Trasmette copia della fattura alla società / debitore, che mantiene


la piena titolarità in materia di registrazione e dichiarazione
d’imposta ai fini IVA ed anche delle imposte dirette.

Dott.ssa Francesca Tripodi - 45


Il debitore esecutato presenterà la dichiarazione dei redditi
inserendo tra i redditi di impresa i canoni percepiti che gli
saranno comunicati dal custode; ugualmente nel caso di canoni
relativi ad un immobile di proprietà di una persona fisica non
imprenditore, gli stessi concorreranno alla formazione del suo
reddito complessivo come redditi fondiari.

L’obbligo del pagamento e della dichiarazione ICI sugli


immobili pignorati o sottoposti a sequestro conservativo non
ricadono sul custode che non è soggetto passivo di imposta;
incombono diversamente sul proprietario del bene o sul
titolare di altro diritto reale sul bene stesso (normativa).

Dott.ssa Francesca Tripodi - 46


• Nel sequestro giudiziario

Fonti: Circolare n. 156 del 2000 (sequestro antimafia)


Risoluzione 195/E del 2003 (sequestro antimafia)
Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 62/E del 27.03.07

Nel caso di sequestro giudiziario di quote societarie, il custode


opera quale rappresentante “in incertam personam” fino alla
chiusura della vicenda giurisdizionale, quando verrà
individuato a titolo definitivo e con effetto retroattivo il
soggetto titolare dei beni sequestrati e quindi l’effettivo
soggetto passivo di imposta.

Dott.ssa Francesca Tripodi - 47


Il sequestro giudiziario viene assimilato (risoluzione 195/E del
2003), per presupposti e finalità, al sequestro dei beni di
soggetti indiziati di appartenere ad associazioni di stampo
mafioso (L. 575 del 31 maggio 1964): incertezza
nell’individuazione del soggetto proprietario e conseguente
indisponibilità dei beni

La circolare 156/2000 ha chiarito che i beni sequestrati nel


“sequestro anti – mafia” configurano un patrimonio separato
assimilabile alla eredità giacente (art.187 TUIR e art.5-ter
DPR 322/1998).

Dott.ssa Francesca Tripodi - 48


• Il custode deve effettuare le comunicazioni previste dall’art.
19, co.2, lettera c) del Dpr n.42/1988: segnalazione entro 60
giorni alla Agenzia delle entrate dell’assunzione e della
cessazione delle funzioni.

• Il custode deve proseguire l’attività svolta dal sequestratario e


gli adempimenti IVA senza aprire una nuova partita IVA e
comunicando all’ufficio locale l’avvenuta variazione (criticità
nel caso di ramo d’azienda: nuova partita IVA?)

• Nel caso di sequestro di aziende deve adempiere agli obblighi


contabili ed a quelli dei sostituti d’imposta.

Dott.ssa Francesca Tripodi - 49


Il custode giudiziario deve presentare, nei termini ordinari, le
dichiarazioni fiscali relative ai periodi di imposta interessati
(con esclusione di quello nel corso del quale cessa la custodia,
di competenza della parte) ed effettuare i versamenti dei
tributi liquidati in via provvisoria (disposizioni sull’eredità
giacente).

Venuto meno il sequestro, è il soggetto proprietario


dell’azienda a dover presentare la dichiarazione dei redditi
relativa al periodo nel corso del quale è venuta meno la misura
cautelare: dichiarerà i redditi prodotti dall’azienda sequestrata
unitamente agli altri suoi redditi dell’esercizio
Per tutti gli altri periodi di imposta precedenti,
l’amministrazione finanziaria provvederà alla liquidazione
definitiva ed alla conseguente iscrizione a ruolo delle maggiori
imposte dovute.

Dott.ssa Francesca Tripodi - 50


Ai fini ICI, il custode deve per ogni periodo d’imposta
procedere alla liquidazione dell’imposta e provvedere al
versamento della relativa imposta (ovviamente limitatamente
agli immobili oggetto di sequestro o di tutti in caso di custodia
ed amministrazione di aziende).
Per effettuare il pagamento, il custode utilizzerà la liquidità
ottenuta dagli stessi immobili e gli eventuali ulteriori capitali
sequestrati.
In caso di insufficienza di fondi, provvederà ad informare le
parti per far loro effettuare il pagamento.

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La responsabilità del custode

Responsabilità civile:
• Il custode è responsabile per i danni cagionati alle parti (art. 67
c.p.c. e Cassazione 26 febbraio 1954 n. 562), se non esercita la
custodia da buon padre di famiglia.
• Inoltre, il custode che non esegua l’incarico assunto
(indipendentemente dal fatto che sia incorso o meno in un
reato) può essere condannato dal giudice ad una pena
pecuniaria da euro 250 a euro 500 (L. 69/2009).
• Il custode che ecceda i limiti dell’incarico, va assimilato al
“falsus procurator” di cui all’art. 1398 c.c. “Colui che ha
contrattato come rappresentante senza averne i poteri o eccedendo i
limiti delle facoltà conferitegli, è responsabile del danno che il terzo
contraente ha sofferto per aver confidato senza sua colpa nella
validità del contratto.”
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Responsabilità penale:
art. 334 c.p. “sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte
a sequestro …”
Chiunque sottrae, sopprime, distrugge, disperde o deteriora
una cosa sottoposta a sequestro disposto nel corso di un
procedimento penale o dall’autorità amministrativa e affidata
alla sua custodia, al sol scopo di favorire il proprietario di
essa, è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e con la
multa da 51 euro a 516 euro.
Si applicano la reclusione da 3 mesi a 2 anni e la multa da 30
euro a 309 euro se la sottrazione, soppressione, dispersione o
deterioramento sono commessi dal proprietario della cosa,
affidata alla sua custodia.
La pena è della reclusione da un mese ad un anno e della
multa fino a 309 euro se il fatto è commesso dal proprietario
della cosa medesima non affidata alla sua custodia.
Dott.ssa Francesca Tripodi - 53
Art. 335 c.p. “Violazione colposa di doveri inerenti alla
custodia di cose sottoposte a sequestro …”

Chiunque, avendo in custodia una cosa sottoposta a sequestro


disposto nel corso di un procedimento penale o dall’autorità
amministrativa, per colpa ne cagiona la distruzione o la
dispersione, ovvero ne agevola la sottrazione o la
soppressione, è punito con la reclusione fino a 6 mesi o con la
multa fino a 309 euro.

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Il compenso del custode
Il compenso del custode giudiziario (sia nel seq. giudiziario
che nel seq. conservativo civile) è stabilito con decreto dal
giudice dell’esecuzione o dal giudice che lo ha nominato
(art.65 c.p.c.); nel decreto è indicata a parte che è tenuta a
corrisponderlo e costituisce titolo esecutivo.

Nel sequestro giudiziario spetta al custode:


- il rimborso delle spese sostenute per l’espletamento
dell’incarico;
- il rimborso delle spese anticipate per l’amministrazione e la
conservazione dei beni. Il giudice può anche disporre che tal
somme siano prelevate dalle rendite dei beni, oppure porle a
carico di una o di entrambe le parti
- il compenso per l’attività svolta.
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Nel sequestro conservativo e nel pignoramento spetta al custode:
- il rimborso delle spese sostenute per l’espletamento dell’incarico
e delle spese anticipate per l’amministrazione e la conservazione
dei beni;
- il compenso per l’attività svolta, salvo che sia il creditore o il
suo coniuge oppure il debitore o uno della sua famiglia: in tal
caso non vi è compenso.

Criteri per la determinazione del compenso:


- Valore commerciale del patrimonio in custodia;
- Attività svolta dal custode;
- Risultati ottenuti;
- Sollecitudine con cui sono state condotte le operazioni;
- Tariffe professionali, locali ed usi.

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Per il Dottore Commercialista:

Custodia dei beni pignorati:


- Tariffario delle esecuzioni emanato dal Tribunale di Roma
- Decreto del Mistero della Giustizia n.80 del 15.05.2009
“Regolamento in materia di determinazione dei compensi
spettanti ai custodi dei beni pignorati” (= compensi modesti,
inferiori alle provvigioni degli agenti immobiliari)
Istanza di liquidazione sul sito del tribunale, IV Sezione civile
– esecuzioni immobiliari e mobiliari.
- L’Ordine di Roma ha recentissimamente trasmesso un
documento del Consiglio Nazionale ed ha chiesto di
partecipare ad un tavolo tecnico con il Min. della Giustizia,
volto ad ottenere una rivisitazone del Decreto 80/2009
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Custodia ed amministrazione giudiziaria:

Nuova tariffa professionale : Capo III – Onorari specifici


“Amministrazione e liquidazione di aziende, di patrimoni e di
singoli beni”

- Art. 27: amministrazione di aziende (onorari preconcordati)


- Art.28: amministrazione di patrimoni e di beni
(amministrazione di beni la cui gestione sia produttiva di
redditi: onorari in percentuale sui proventi lordi)
- Art. 29: custodia e conservazione di beni e di aziende (oltre a
quanto sopra, onorari in percentuale sul valore dei beni o
sull’attivo lordo dell’azienda)

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Fonti:
• Il custode giudiziale – Fernando Galli – Maggioli Editore
• Sequestro di azienda e custodia giudiziaria: profili ricostruttivi – Pasquale
Liccardo
• Il sequestro giudiziario – Antonio Bellucci
• Le soluzioni operative: il sequestro conservativo di partecipazioni – diritto e
società – Il Sole 24 ore
• Il sequestro conservativo – Federico Rosselli
• Il sequestro conservativo alla luce del nuovo procedimento cautelare (atti del
convegno del CSM dell’11-13/02/99
• Adempimenti ai fini IVA del custode – il commercialista telematico – Tullio
Pannella
• L’espropriato conserva la soggettività passiva – Stefania Trocini
• Debitore alleggerito dell’immobile, ma anche dagli obblighi IVA – Stefania
Trocini
• Eredità giacente e sequestro giudiziario – Antonio Nuzzolo
• La gestione giudiziale dell’impresa – Paolo Celentano
• Gli adempimenti fiscali del professionista delegato alle vendite giudiziali-
consiglio nazionale DCEC – luglio 2010
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