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GLI AMBIENTI POLARI

Poser Riccardo/Menegale Stefano/Lupelli Wanda/Thiam Baba Sidy


A.S. 2018/2019
Scuola media F. Grava

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INDICE

 CLIMA
 TAIGA
 FAUNA DELLE REGIONI POLARI
 LE AURORE POLARI
 SITOGRAFIA

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DESCRIZIONE DEL CLIMA

 Il clima polare è un insieme delle manifestazioni di temperatura e pressione che caratterizzano, durante
l’anno, la climatologia dei poli terrestri e delle regioni all’interno dei circoli polari.
 La caratteristica principale di queste zone è che raramente superano i 10°CAnche nei più «caldi» giorni
d'estate.
 Le regioni a clima polare si dividono fondamentalmente in 2 classi: Le aree polari vere e proprie (Antartide,
Groenlandia)e le aree subpolari dove si trova il clima della tundra e dove il terreno semi permanentemente
gelato impedisce la crescita dei alberi d'alto fusto e permette solo la crescita di nicheni e muschi, causa basse
temperature in forti correnti fredde .

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 In genere, le zone a clima polare si trovano a nord del 60^ parallelo nell’emisfero boreale e a sud di esso
nell’emisfero australe. Nelle aree subpolari spesso si hanno grandi escursioni termiche annue, che vanno da
temperature molto rigide d’inverno a temperature abbastanza miti d’estate. La piovosità è in genere molto
scarsa; tuttavia spesso in queste zone la neve ricopre il suolo per gran parte dell’anno, poichè le temperature
non sono sufficenti a scioglierla.

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LA TAIGA

 La taiga forma una fascia circolare di variabile spessore. Data la distribuzione delle terre emerse con scarsa
presenza di terraferma a queste latitudini nell’emisfero meridionale, la taiga è presente quasi unicamente
nell’emisfero settentrionale e molto poco in quello meridionale.
 Il confine tra tundra e taiga è definito dalle caratteristiche locali del disgelo estivo responsabile della ripresa
vegetativa delle specie arboree.
 La taiga si sviluppa su terreni prevalentemente umidi e ospita paludi e torbiere a stagni.
 La composizione della flora è pressochè omogenea su tutti i continenti e comprende una percentuale di
latifoglie. Il sottobosco è occupato da specie arbustive, a volte da muschi e licheni.

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LA TUNDRA

 La tundra è un bioma proprio delle regioni subpolari e occupa zone dell’emisfero dove la temperatura media
annuale è inferiore allo zero. La tundra è caratterizzata dalla mancanza di specie erbivore, poiché la crescita
degli alberi è ostacolata dalle bassissime temperature e dalla breve stagione estiva. Nelle regioni artiche il
terreno rimane ghiacciato per gran parte dell’anno e dunque è impossibile per le piante mettere radici e
svilupparsi. L’unica vegetazione presente è la tundra, fatta di erbe basse, muschi e licheni; che crescono nei
mesi più caldi, dopo il disgelo, sul terreno imbevuto d’acqua.

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LA FAUNA NELLE REGIONI POLARI

 Gli animali dell’Artide e dell’Antartide condividono molte forme di adattamento. Le più evidenti sono la
resistenza al freddo estremo e la capacità di adeguarsi alla disponibilità di cibo.
 Per resistere al freddo estremo i mammiferi e gli uccelli sono dotati di uno speciale sistema isolante (strado
adiposo o folta pelliccia) che li protegge dalle basse temperature.

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LA FAUNA DELL’ARTIDE
L’Artide è un oceano parzialmente ghiacciato, su cui si affacciano vaste distese di tundra.
Tra le specie che vivono in acqua troviamo: la foca, il tricheco e diverse specie di balene.
I mammiferi che popolano la terra ferma sono l’orso polare, la volpe artica, l’ermellino, la martora, il lupo
polare, il caribù, la renna, il bue muschiato, il lemming e la lepre delle nevi.
Gli insetti vivono solamente dove è presente la vegetazione: api, vespe, mosche, farfalle, tarme, scarabei,
cavallette e moltissime zanzare.
Ci sono anche varie specie di uccelli: urie, corvi, civette delle nevi, girifalchi, gabbiani, procellarie, pulcinelle di
mare e pernici bianche.
Nelle distese prive di alberi della tundra, il mimetismo è una delle strategie più efficaci sia per evitare gli
attacchi dei predatori sia per cogliere le prede di sorpresa. Ma poiché il paesaggio estivo e quello invernale sono
molto diversi, numerosi animali cambiano i propri dispositivi mimetici due volte l’anno. La volpe artica ne è un
esempio: il suo mantello, grigio-bruno in estate inizia a diventare bianco all’inizio dell’autunno, e in primavera
imbrunisce nuovamente per mimetizzarsi nel paesaggio del disgelo.
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LA FAUNA DELL’ ANTARTIDE

 Nella penisola antartica sopravvivono alcuni invertebrati, soprattutto acari e zecche, che possono tollerare le
temperature più basse. Nell’oceano circostante, invece, vivono moltissimi animali: balene, che si nutrono
della ricca fauna marina, specialmente di krill, diverse specie di foche, circa 12 specie di uccelli e pinguini.
Uccelli incapaci di volare, i pinguini vivono sulla banchisa e negli oceani antartici e si riproducono sulla
terraferma o sulle superfici ghiacciate lungo la costa.

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LE AURORE POLARI

 Fino alla metà del XIX secolo, gli scienziati pensavano che quelle strane luci colorate, che nei mesi
invernali, spesso riempivano i cieli a latitudini settentrionali, fossero i riflessi dei raggi del sole su enormi
iceberg galleggianti negli oceani polari. Oppure che fossero dei lampi di alta quota. Finchè, nel 28 agosto
1859, l’astronomo inglese Richard Christopher Carrington capì che il fenomeno era legato all’attività del
sole.
 Le aurore sono prodotte da particelle elettriche (elettroni e protoni) che, arrivando dal sole colpiscono la
ionosfera terrestre, ossia la parte di atmosfera compresa tra i 100 e 500 km di altitudine. Quando il fenomeno
elettrico si esaurisce, l’energia prodotta dagli elettroni si trasforma in luce visibile: l’aurora boreale (se
abitassimo in un paese al di sotto dell’equatore la chiameremo «aurora australe»).

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Le aurore visibili ad occhio nudo sono prodotte dagli elettroni, mentre quelle di protoni possono essere
osservate solo con l’ausilio di particolari strumenti, sia di terra sia dallo spazio
Spesso l’aurora polare è visibile anche in zone meno vicine ai poli come la Scozia, o molte zone della
penisola scandinava. La aurore sono più intense e frequenti durante periodi di intense attività solare,
periodi in cui il campo magnetico interplanetario può presentare notevoli variazioni in intensità e
direzione, aumentendo la possibilita di accoppiamento con il campo magnetico terrestre.
Le aurore sono più intense quando sono in corso di tempeste magnetiche causate da una forte attività
delle macchie solari. La distribuzione dell’intensità delle aurore in altitudine mostra che si formano
prevalentemente ad un’altitudine di 100km sopra la superfice terrestre. Sono in genere visibili nelle
regioni vicine ai poli, ma possono occasiolmente essere viste molto più lontano, fino a 40° di latitudine.
Le particelle che si muovono verso la terra colpiscono l’atmosfera attorno ai poli formando una specie
di anello, chiamato l’ovale aurorale. Questo anello è centrato sul polo magnetico (spostato di circa 11°
rispetto al polo geografico) ed ha un diametro di 3000 km nei periodi di quiete, per poi crescere quando la
magnetosfera è disturbata. Gli ovali aurorali si trovano generalmente tra 60° e 70° di latitudine nord e sud.

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SITOGRAFIA-BIBLIOGRAFIA:

 Wikipedia.org/aurora_polare
 Focus.it
 Wikipedia.org/clima_ambiente_polare
 Sapere.it
 Grande enciclopedia per ragazzi: “Animali” volume 1 La Biblioteca di Repubblica

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