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Agenda 2030

• L'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d'azione per le persone, il pianeta e la
prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell'ONU.
• Gli obiettivi più indicati per lo sviluppo e per la sostenibilità dell’ambiente sono il n° 3-13-14-15

L’obbiettivo n3

La speranza di vita oggi è attestata a 72 anni, alla metà del secolo scorso non arrivava a 50.
Grandi progressi sono stati dunque compiuti sul piano della salute. Il diritto alla salute e il
benessere psicofisico, non sono garantite a tutti; Il 40% della popolazione mondiale non gode
di alcuna forma di protezione sociale contro le malattie soprattutto nei paesi dell’Africa
subsahariane, Asia meridionale e centrale e nella regione caraibica. Ulteriori ostacoli al diritto
alla salute sono rappresentati dal costo dei farmaci e la scarsità dei medici
L’obbiettivo n13
Dall’epoca della rivoluzione industriale il consumo delle risorse naturali, la produzione di rifiuti e
l’emissione di gas serra sono costantemente aumentati. È necessario adottare a tutti i livelli
politiche orientate alla sostenibilità, in modo da creare le condizioni favorevoli al cambiamento.
Il primo passo sta nella riduzione della nostra impronta ecologica: diminuire i consumi, seguire
un’alimentazione meno ricca di proteine animali, adottare una gestione più efficiente delle
risorse naturali, riciclare i rifiuti, fare scelte energetiche a basso impatto ambientale, ridurre gli
sprechi. È necessario che gli Stati attuino politiche condivise e che i paesi più ricchi non si
sottraggano al sostegno finanziario verso quelli più arretrati e fragili, una condizione
fondamentale affinché anche questi ultimi possano orientarsi verso economie sostenibili.
L’obbiettivo n14 e n15
La vita umana è connessa indissolubilmente a quella degli oceani e della terra. Il ruolo degli
oceani e delle terre è altrettanto fondamentale per il mantenimento dell’equilibro su cui si
regge la vita del pianeta. Entrambi gli ambienti, purtroppo, risentono di svariate forme di
degrado dovute alle attività umane. Per quanto riguarda gli oceani numerose specie di pesci
stanno scomparendo a causa dell’eccessivo sfruttamento della pesca; la progressiva
acidificazione dell’acqua ne sta alterando la composizione chimica. Sul versante delle terre in
diverse parti del mondo il suolo è esposto alla siccità, alla desertificazione, alla deforestazione,
alla perdita di produttività per l’eccesso di sfruttamento. La creazione di aree protette è una
Filosofia della natura
Il termine «natura» è la traduzione latina del greco physis significa letteralmente «ciò che
viene all’esistenza» Nella accezione comune con «natura» si indica l’ambiente che ci
circonda, l’insieme degli esseri viventi, degli oggetti inanimati e più in generale dei
fenomeni e delle leggi che vi presiedono. Questo concetto di natura e in parte differente
da quello in uso dai primi filosofi greci. Essi infatti per «natura» intendono non soltanto le
manifestazioni concrete e visibili della realtà, ma anche il principio originario e la sostanza
di tutte le cose (archè). In tale prospettiva la natura è sia sorgente primaria sia ragion di
essere del mondo. Inoltre, per i primi filosofi greci la natura è «cosmo», un tutto ordinato e
armonico.
L’idea di natura nel XII secolo
Il progressivo autonomizzarsi dello studio della natura rispetto all’idea di filosofia come
sapienza cristiana, che continuo a rappresentare l’ideale dell’ambiente monastico si viene
delineato in modo sempre più efficace nel XII secolo. L’esigenza di una ricerca razionale
autonoma con specifici interessi nel campo della filosofia naturale assume centrale
importanza negli scritti degli autori in qualche modo collegati all’insegnamento delle arti
liberali a Chartres, che fu una delle scuole cattedrali più note del XII secolo. Il nuovo valore
attribuito al mondo fisico risulta in modo particolare, a livello filosofico, dall’interesse che
si concentra sul momento della sua produzione, ovvero la creazione.
La natura per l’uomo medievale
La natura per l’uomo è misteriosa, può essere vendicativa però è sempre generosa
L’uomo medievale non si sente di far parte della natura anche se tutto quello che lui fa è grazie ad essa, nel medioevo
paesaggio quotidiano era fatto di foreste impenetrabili, montagne minacciose con tanti animali selvaggi che da un vol
allo stesso tempo quotidiano e misterioso.
Gli uomini da sempre hanno modificato e modificano ancora l’ambiente, dalla natura si ricava il combustibile per
riscaldarsi e cuocere il cibo; le medicine naturali per curare i mali del corpo
Per dare da mangiare alla gente bonificavano le paludi abbattevano i boschi però si iniziava a pensare anche in modo
ecologico nonostante la constante voglia di dominare e di assediare la natura. Il pensiero era quello che la natura era
immensa, inesauribile, loro pensavano di potere fare tutto perché il mondo era fatto per loro, però loro nei confronti d
natura si trovavano o troppo grandi o troppo piccoli :

TROPPO GRANDI: perché loro sono fatti a immagine di Dio ed proiettati verso la sfera del divino
TROPPO PICCCOLI: perché non possiedono neppure la forza per avere la padronanza. Non controllano le epidemie
l’altissima mortalità infantile; né controllano le piene dei fiumi, la siccità estiva e il gelo invernale.
Scienza e tecnica – dalla contemplazione all’azione

• I fisici monisti e pluralisti hanno provato a comprendere la


natura in base a come essa si presenta a loro, ma i termini di
tale operazione sono filosofici e non scientifici. Il loro
modello conoscitivo può richiamare quello dei Na’vi di
Avatar. La loro prospettiva e teoretico-contemplativa a
differenza di quella della scienza, che invece è pratico-
contemplativa che può essere ravvisata in Grace,
interessata ad allargare gli orizzonti del sapere per
garantire il benessere di tutte le creature viventi. Ma una
volta che si giunge a conoscere la natura, a «svelarne i
misteri», può prendere il sopravvento la volonta di
intervenire sull’ambiente circostante per modificarlo a
Mappa
Elaborato di:
Buono Giuseppe
Ciambriello Deborah
Clemente Gabriele
Laudanna Paola
Martone Cristian
Pierico Vincenzo
Piscitelli Daniel
Piscitelli Luca

Lavoro PowerPoint
Giuseppe e Cristian