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Doping

Alice Cerati
Agnese Colombo
Andrea Corani
Alessandro Cortada
COS’È IL DOPING?
•E’ una pratica illegale che consiste nell’assunzione
da parte di atleti o nella somministrazione di
droghe, sostanze eccitanti, farmaci (per es.
anabolizzanti), o nel ricorso a pratiche terapeutiche
(per es. autoemotrasfusioni) rivolte a migliorare le
prestazioni agonistiche.
•Inizialmente indicava la somministrazione ad
animali da competizione (cavalli, cani) di droghe o
farmaci stimolanti durante l’allenamento o subito
prima della gara. 
•Le sue origini sono antiche.
•Il doping, oltre a implicare rischi sanitari è
perseguito dalle organizzazioni preposte all’attività
agonistica. Gli atleti che risultano positivi alle
analisi vengono squalificati; nel caso lo rifacciano
ancora si può arrivare alla squalifica a vita.
IL REGOLAMENTO E LA
WADA
• I regolamenti sportivi vietano il doping, indicano le tipologie e
le dosi dei farmaci consentiti, e mettono per iscritto l'obbligo
per gli atleti di sottoporsi ai controlli antidoping, che si
effettuano mediante l'analisi delle urine e del sangue.
• L’Agenzia mondiale antidoping (WADA), è una fondazione
creata per volontà del Comitato olimpico internazionale  per la
lotta contro il doping nello sport.
• I migliori dieci atleti al mondo delle varie discipline entrano
automaticamente a fare parte del programma di sorveglianza
Wada e sono obbligati ad indicare un periodo di 60 minuti
dove possono essere trovate per effettuare il test Antidoping.
• Il passaporto biologico è una tecnica antidoping introdotta
dalla WADA che consiste nel tracciamento nel tempo dei
parametri del sangue dell'atleta. La squalifica per doping
dell'atleta avviene quando vengono rilevati andamenti anomali
e ingiustificati di questi parametri rispetto al profilo tipico
dell'atleta.
DIFFUSIONE DEL DOPING
• I paesi dell'Europa dell'est, hanno fatto uso di
doping dagli anni ‘50 agli anni ‘80 soprattutto sugli
atleti che partecipavano alle Olimpiadi. Si sapeva
poco degli effetti collaterali ma erano evidenti i
miglioramenti dei risultati agonistici. Ciò ha portato
a gravi danni fisici e psicologici per molti atleti.
• Casi particolarmente clamorosi di doping sono stati
quello di Ben Johnson, squalificato ai Giochi olimpici
di Seul nel 1988, Marco Pantani, escluso dal Giro
d'Italia del 1999, Alberto Contador vincitore degli
ultimi due Tour de France, Alex Schwazer.
• Nonostante i controlli, l'uso di sostanze e
terapie dopanti è diffuso non solo
nello sport professionistico, ma anche in quello
dilettantistico e perfino amatoriale. Attorno al
fenomeno del doping c'è un giro d'affari che
in Italia è stimato in circa 600 milioni di Euro. 
Ben Johnson
LA VITA
• Benjamin Sinclair Johnson Jr. è nato in Giamaica il 30 dicembre
1961. Ha trascorso la sua infanzia affrontando la povertà con la
sua famiglia. Nel 1976 è emigrato in Canada e ha acquisito la
cittadinanza. In Canada ha iniziato ad allenarsi come atleta nella
corsa. Il suo debutto è avvenuto nel 1983, e pochi anni dopo ha
vissuto i suoi momenti di gloria.
• Si specializza nei 100m. Gareggiando sulle piste di atletica
incontra l’atleta del secolo Carl Lewis, l’idolo del mondo intero.
La rivalità tra i due atleti nei 100m continuerà per tutti gli anni
80. Utilizzava la partenza dai blocchi a rana con i piedi paralleli
alla linea di partenza che gli permetteva di spingere in maniera
fulminea ed esplosiva alla partenza.
• Inizia a farsi notare ai mondiali di atletica del ‘83, alle Olimpiadi
di Los Angeles del ‘84 vince due medaglie di bronzo, una dietro
Lewis e Grady nei 100m e un’altra nella 4×100m. Il tempo passa
e l’atleta canadese è stanco di essere l’eterno secondo o terzo.
LA VITA
• A Seul ‘88 vuole salire sul gradino più alto, diventa l’uomo
più veloce della storia e compie il nuovo record del mondo
9.79s. Viene trovato positivo ad un controllo antidoping.
• Johnson ha sempre affermato che la federazione di
atletica leggera americana avvertiva tutti i suoi atleti
prima che i controlli per il doping venissero effettuati,
afferma che sei atleti alle olimpiadi di Seul sia nella sua
batteria che in quella dei 200m fossero risultati positivi,
ma e non vennero squalificati.
• Nel 2006 è tornato alla ribalta affermando di essere stato
vittima di una cospirazione a Seul. Inizialmente la tesi fu
quella di aver bevuto un drink avvelenato con stanozololo,
successivamente è stata confermata da più persone, la
presenza di un uomo non identificato durante i test
antidoping che avrebbe passato una bevanda particolare a
Ben per farlo urinare.
LA GARA E LA
SQUALIFICA
• 24 settembre 1988, Giochi Olimpici di Seul. Nella
finale dei cento metri si sfidano Ben Johnson e Carl
Lewis, i due uomini più veloci al mondo. Le Olimpiadi
di Seul sono molto attese. I due hanno già dato vita
ad una gara memorabile, durante i mondiali di Roma
del 1987: nonostante Lewis abbia vinto il precedente
record del mondo, è Johnson a vincere,
anticipandolo di un decimo di secondo e fissando il
nuovo primato a 9,83”. Poche settimane prima di
Seoul, è stato invece Lewis a battere Johnson.
L’Olimpiade è lo scenario perfetto per la sfida finale.
Ben Johnson parte benissimo e la vittoria è sicura. Il
tempo è di 9,79”. È il nuovo record del mondo.
LA GARA E LA
SQUALIFICA
• Il mito di Ben Johnson dura però solo tre giorni.
L’atleta canadese viene trovato positivo ad un
controllo antidoping: per migliorare le proprie
prestazioni ha fatto uso di steroidi anabolizzanti,
vietati dalle regole sportive. Ben veniva sottoposto
regolarmente a iniezioni con stanozololo. Il suo
allenatore diceva “se non lo prendi non ce la fai”
oppure “se non rompi le regole non vinci”. Con gli
steroidi riusciva ad allenarsi più di 40 ore a settimana
e secondo lui era l’unico modo per gareggiare a quei
livelli e avere una chance con atleti dopati come lui.
• Johnson perde la medaglia olimpica e il record del
mondo. In seguito confessa di essere stato sotto
l’effetto di doping anche nel corso dei mondiali di
Roma del 1987: gli vengono sottratti anche quell’oro e
quel primato. Johnson riceve una squalifica di due
anni. Dopo il ritorno alle gare, viene nuovamente
trovato positivo e squalificato a vita.
LE CONCLUSIONI
La vita e le situazioni affrontate da Ben Johnson portano
l’attenzione su due punti cruciali dell’atletica e dello sport
in generale:
• Il primo punto ci fa notare come lo sport non sia più
educativo e salutare a livello professionistico, ma al
contrario sia dispensatore di premi, soldi e fama
passeggera.
• L’altro punto focale è l’aspetto del doping e di come gli
atleti lo considerino un aspetto della loro vita, una parte
dell’allenamento necessaria per arrivare ai risultati
ideali. Ci sono campioni come Ben che hanno
perseverato nell’utilizzo di anabolizzanti, perché convinti
di poter eludere i test e vincere nel passato come nel
presente i 100m con un braccio alzato, indice della loro
superiorità.