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Università degli studi di Bari “Aldo Moro”

Dipartimento Studi Aziendali e


Giurisprivatistici

Laureando: Capurso Livio


Corso di laurea: MCA Relatore: Girone Francesco
Matricola: 576981
La pubblicità e i suoi primi anni
• La pubblicità è una forma di
comunicazione intenta a persuadere un
audience a comprare o eseguire azioni su
dei prodotti o servizi.

• 1903 Cappiello inventa il “Manifesto


moderno”: un’immagine simbolo della
marca stessa.

• Anni ’30: la radio diventa un vettore per la


comunicazione
• 1946 la spinta evolutiva ha un nuovo
slancio. Motta commissiona alla Doxa la
prima analisi sul consumo in Italia

• Anni ’50: Televisione, nuovo mezzo che


permette di raggiungere un target più
ampio veicolando il messaggio
differentemente. Nasce “Carosello”.
LA TV PRENDE QUOTA
Anni ‘60 Anni ‘70
 Comunicazione di massa  Nascita TV commerciali
 Incidenza su PIL cresce,ma l’Italia è  La Tv inizia ad erodere le quote di
indietro rispetto agli altri paesi mercato degli altri emittenti
industrializzati
NUOVI METODI DI CONTRATTAZIONE
•Dopo una flessione nel primo quinquennio la crescita totale dell’investimento sarà
del 33%
•Publitalia inserisce metodi di vendita innovativi: le ROIALTY
•l’incidenza sul PIL è ancora inferiore rispetto agli altri paesi industrializzati:
l’economia cresce più del mercato pubblicitario
Boom anni 80
•Questo mercato vede, per la prima volta,
un eccesso di offerta: è l’utenza
pubblicitaria a decidere quali mezzi
utilizzare e a che condizioni acquistare

• La leva degli sconti ha un peso diverso in


tv piuttosto che sulla stampa

• comunicazione cambia anche a livello


sociale: il cliente non acquista per
necessità, ma per rafforzare il proprio stato
sociale

• Il concetto di target inizia ad assumere


un’accezione molto più importante: è
ancora precoce parlare di customizzazione
EXPLOIT TV E BOOM INVESTIMENTI
• In questo scenario si prospetta •gli investimenti pubblicitari
anche l’evoluzione delle quote di aumentano e l’incidenza della spesa
mercato pubblicitaria sul PIL raddoppia: dallo
0,33% di inizio decennio ad uno 0,63%
• tassi di crescita record, del 1990
rovesciamento dei rapporti di forza
tra gli operatori e i mezzi. •la diminuzione delle QM non incide
sugli investimenti. Nella stampa, infatti,
sono quintuplicati salendo a 3526M
CAMBIA L’ATTENZIONE DEL
CONSUMATORE
•Gli anni ’90 iniziano con una flessione dell’investimento.
•Lo scenario macroeconomico ne è una causa. La crisi ha focalizzato l’attenzione del
consumatore verso prodotti con un prezzo minore.(ESPLOSIONE DISCOUNT)
•Comportamento che si evolverà nella seconda metà del decennio: il consumatore concentra
la sua attenzione sul rapporto qualità/prezzo
•L’incidenza sul PIL rimane comunque la più bassa tra i paesi industrializzati.
L’AVVENTO DI INTERNET
•Internet all’inizio del millennio detiene una quota di mercato al di sotto
dell’1%, ma destinata a crescere (22% nel 2013)

•Grazie ad internet cambia la modalità di fare comunicazione poiché si


raggiunge un target sproporzionalmente più ampio a costi più bassi

•Con lo sviluppo dei social network si ribalta il modo di comunicare: il


customer che non è più passivo rispetto al messaggio, ma diventa parte
attiva

•Nascita del concetto di CRM


Anno 0 - 2014
•Il 2014 viene definito dal’ CEO di OMG, Girelli, come “l’anno zero del nuovo
mercato di investimenti pubblicitari in Italia”

•5 anni di caduta libera dal 2008 al 2013 con una perdita di investimento pari a
-12,7%

•la stima di Asscom per il 2014 è di -1%, indicatore di una vera e propria ripresa
CONCLUSIONI
 L’evoluzione della comunicazione e della spesa a quest’ultima connessa negli ultimi 50
anni hanno denotato, in Italia e nel mondo, una vera e propria evoluzione del marketing

 trasformazione del modo di fare marketing: da massivo, che ha contraddistinto il


mercato sino all’inizio del nuovo millennio, ad un marketing customizzato, dove la
segmentazione si basa sempre più sull’individuo

 La porzione di PIL dedicata alla spesa nel mercato comunicazione può essere
considerata un indicatore di industrializzazione di un paese e può essere anche un
indicatore per segnalare periodi di crisi

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