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Appunti

polarizzazione
e
magnetizzazione

draft
07/02/2021 1
Prima parte
Polarizzazione
della materia
(l’effetto di un campo elettrico su
un pezzo macroscopico di materia)

07/02/2021 2
Ricordiamo che gli atomi non hanno momenti di dipolo elettrici permanenti
essendo dotati (mediamente nel tempo) di simmetria sferica (fig. a).

Ma se sono immersi in un campo elettrico esterno diventano POLARIZZATI,


cioè acquistano un momento di dipolo elettrico parallelo al campo elettrico
esterno (fig. b)

 Distorsione della
 nuvola di elettroni
  
E 0 E
  
Momento di dipolo
elettrico
p  q( r  r )
S.I .
 p  Q  L tot C  m
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D’altro canto molecole spesso hanno momenti di dipolo permanenti e tendono
ad orientarsi parallelamente ad un campo elettrico

  
  pE

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In generale un pezzo di materia immerso in un campo elettrico diventerà
polarizzato. I dipoli elettrici indotti o permanenti saranno orientati nella
direzione del campo elettrico locale.

Se il materiale è un conduttore, le
cariche di conduzione (libere di circolare)
si distribuiranno sulla superficie in modo
che il campo elettrico risultante è nullo
all’interno del conduttore.

Se invece il materiale è un dielettrico (isolante), non ci sono cariche libere


ma c’è una separazione netta di carica; il campo elettrico risultante
all’interno del isolante è ridotto ma non è nullo.

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Inserito in un campo elettrico esterno (e.g. creato dalle piastre di un
condensatore), un pezzo di materiale isolante (dielettrico) acquista un
momento di dipolo: c’è una separazione netta di carica

+ -

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Non-polarizzato Polarizzato (c’è separazione di carica)

- +

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La “polarizzazione” P di un pezzo macroscopico di materiale dielettrico è
definita come il momento di dipolo elettrico per unità di volume.

Se p è il momento di dipolo elettrico indotto o permanente di ogni atomo o


molecola e n è il numero di atomi o molecole per unità di volume ( densità
numerica), allora
 
P  np
 p  Q  L  n   L3
S.I .
 P   Q  L2  tot C / m 2

N.B. La “polarizzazione” P ha le dimensioni di una carica per unità di


superficie!

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In generale la “polarizzazione” P è proporzionale al campo
elettrico risultante (di equilibrio).
La proporzionalità viene espressa nel seguente modo
 
P   e 0 E
dove e è adimensionale e si chiama “suscettività elettrica”
del materiale.

Q 
Nota Bene  0 E    2 
L 

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Per molte sostanze e è positiva.

A temperatura ambiente:
solidi liquidi Gas (1 Atm)
Elio 0.6 10-4
mica 5 Olio 1.1
idrogeno 5.0 10-4
vetro 8 Alcool 24 azoto 5.510-4
etilico ossigeno 5.0 10-4
porcellana 6 Acqua 78 CO2 9.2 10-4
vapor 7.0 10-3
benzene 1.84 acqueo
aria 5.4 10-3
aria a 100 5.5 10-2
Atm

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Consideriamo una lastra dielettrica omogenea di area A e spessore d posta
ortogonalmente ad un campo elettrico.
Appariranno delle cariche sulla superficie A mentre all’interno della piastra la
carica netta è nulla.

La polarizzazione P (il momento di dipolo elettrico per unità di volume) della


piastra sarà uniforme, parallela al campo elettrico polarizzante e
perpendicolare alla superficie della lastra.

P
d

   
P // E  P // A
N.B. P è perpendicolare alla superficie ed è
quindi parallela al vettore area
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Il volume della lastra è Ad e quindi il modulo del momento di dipolo elettrico
totale della lastra è

P  ( A d )  (P  A)  d
Ricordiamo che d è la separazione tra le cariche positive e negative che sono
apparse sulle facce della lastra.

Ma un “momento di dipolo elettrico” = carica  separazione


quindi la carica di polarizzazione Qpol indotta sulle facce è

Qpol  P  A
 Il modulo della polarizzazione

 P   pol
è uguale alla densità
superficiale della carica di
polarizzazione che appare
sulla faccia della lastra
S.I .
 P  Q  L
2
 tot C / m 2
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In generale la carica di polarizzazione per unità di area sulla superficie di un
pezzo di materiale dielettrico polarizzato dipende dalla orientazione della
superficie rispetto al campo elettrico ed è uguale a
  
 pol  P  uN ,out  P cos

uN
 
 P
uN


uN
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N.B. Se la polarizzazione P non è uniforme allora ci sarà una carica volumetrica
netta e la lastra sarà volumetricamente carica:
    
P non uniforme   P  da  Q pol
netta
     pol dVol 
S  V 

In questo
caso la
carica
dentro il
volume è
Q pol  0

 
   P    pol
   

S
P  da  
V
(   P ) dVol

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Consideriamo una lastra di dielettrico uniforme infilato tra due conduttori
piani caricati uniformemente con densità di carica libera lib. Il campo creato
dalle cariche libere E0 induce una polarizzazione P nel dielettrico.

lib lib

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Faraday scopre che la capacità C di un
condensatore aumenta quando si inserisce un
dielettrico tra le armature!

lib
E0 
0
lib lib lib lib

C0 C  kC0 k  1
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C più grande  differenza di potenziale tra le piastre V più piccolo

V più piccolo  campo elettrico più debole

lib  lib
P

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Le cariche che appaiano sulla superficie del dielettrico
compensano parzialmente le cariche libere sulle piastre

V più piccolo  campo elettrico più debole (N.B. in un


conduttore il campo elettrico sarebbe stato annullato)

+++++++++++++++++++++
E0

- -- - - - - - - - -- - - - - -- - - -

07/02/2021
E  E0 18
N.B. +++++++++++++++++++++
Le piastre hanno
la stessa carica!

E  E0 E0
quindi l’energia
immagazzinata nel
condensatore è diminuita - -- - - - - - - - -- - - - - -- - - -
1 Q2 1 Q2
U  U0  +++++++++++++++++++++
2 C 2 C0

Domanda: Che fine ha


fatto l’energia? E
Risposta: del lavoro negativo
è stato fatto per inserire il
dielettrico tra le piastre. Il
dielettrico è attratto!
(vedi prossima scheda) - -- - - - - - - - -- - - - - -- - - -
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Il campo NON-uniforme ai bordi delle piastre del condensatore comporta la
presenza di una forza di attrazione netta sul dielettrico; i.e. il dielettrico viene
“risucchiato”. L’energia del sistema è minimizzato quando il dielettrico è
completamente all’interno ed è equidistante dagli estremi delle piastre.

“fringe
field”

Servirà compiere lavoro per estrarre il dielettrico.


Parte dell’energia spesa va a scaldare il dielettrico, il resto va a rinvigorire il
campo elettrico che torna al valore originale

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lib
Campo elettrico nel interstizzio (spazio vuoto) E0 
0
Densità di carica efficace sulle piastre (dovuta
alla parziale compensazione dalla carica indotta netta  lib  P
sulle facce del dielettrico)

 netta
Campo elettrico all’interno E netto  
0
del dielettrico
1
Attenzione: non conosciamo E finché non    lib  P  
si conosce P 0
1
 E0  P

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 lib 1
Enetto   P
0 0
In definitiva possiamo scrivere

lib  0Enetto  P
Definizione:
 d.  
D  0Enetto  P
S.I .
 D    P   Q  L2  tot C / m 2
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Il vettore “spostamento elettrico”
  
D  0Enetto  P
Nel caso delle piastre parallele

 lib  D
In generale
 
lib  D  uN,out
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Se la polarizzazione P non è uniforme allora ci sarà una carica volumetrica
netta e la piastra sarà carica:

  
    

S
D  da 
S
 0 E  P  da 

    
   
  0    E dVol    P dVol  Q tot  Q pol  Q lib
V V

“Il flusso di D attraverso una qualsiasi superficie chiusa è uguale


alla carica libera totale racchiusa.”

   
Qlib   D  da   (  D )dVol
S V
 
   D   lib
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Nei casi in cui vale (dielettrico LINEARE)
 
P   e  0 E netto
Il vettore spostamento elettrico può essere riscritto

  
D  1   e   0 E netto  E netto
   r 0 costante dielettrica del mezzo
(“permittività”)

 r  1  e costante dielettrica relativa


del mezzo (adimensionale!)
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Se il dielettrico è omogeneo (rel costante)

 
     
Qlib   D  da   Enetto  da    Enetto  da
S S S

e quindi Solo la carica libera!


Non include le cariche indotte!

  Q lib
S E netto  d a   Costante dielettrica del mezzo
materiale

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Legge fondamentale di Gauss :
  Q tot
 E  d a 
S
0
Legge fenomenologica di Gauss
di un dielettrico omogeneo:
  Q lib
S E netto  d a 

In conclusione si può sostituire Q con Qlib a patto di
sostituire 0 con  = 0(1+e)= 0 r
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applicazioni
Nel vuoto In un dielettrico (e.g. plastica)

 q   q 
E ur E ur
4 0 r 2
4 r 2

q  q 
V  ur V  ur
07/02/2021 4 0 r 4 r 28
applicazioni
In un dielettrico (e.g. plastica)

+ -
 q1q 2
F 
4 r 2

 r  1  e  1
La presenza del dielettrico riduce la forza;
la polarizzazione del mezzo scherma
07/02/2021 (parzialmente) l’interazione tra le cariche 29
applicazioni

A A
C0  0 C  r0  C0
d d
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complementi

07/02/2021 31
Modello della polarizzazione di un atomo in un
campo elettrico costante nel tempo
Distorsione della
nuvola di elettroni


E0
Q = -e
C’è equilibrio quando
mea = -kx – eE0 = 0
che avviene quando x = - eE0/k

Il momento di dipolo elettrico


dell’atomo così distorto
2
è
e
p   ex  E0
07/02/2021
k 32
Per avere significato dobbiamo associare la costante
elastica ad una qualche proprietà atomica.
Associamo dunque la pulsazione naturale di oscillazione
0 alla la frequenza di assorbimento ed emissione degli
atomi del dielettrico:

k
0   assorb / emiss
2
 2

m
quindi
2 2
e e
p   ex  E0  E0
m e0
2
k
07/02/2021 33
Se ci sono n atomi per unità di volume, il
modulo della polarizzazione è
  2 
 e
P   e 0 E  n p  n E
m e0
2

da cui
2
ne 3 n
e   3 .19  10
 0 m e0 0
2 2

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Modello della polarizzazione di un
atomo in un campo elettrico periodico

Sia ora il campo elettrico esterno è variabile nel tempo.


Supponiamo E(t) = E0cos(ft) dove f = 2f la pulsazione del
campo elettrico esterno forzante.
La legge del moto è
me a   kx  eE 0 cos(  f t )
Ovvero
eE 0
a  0 x   cos(  f t )
2

me
N.B. non c’è smorzamento. Non abbiamo incluso un
meccanismo per dissipare energia. Certamente non c’è
attrito a livello atomico, ma c’è la dissipazione per
irraggiamento!
07/02/2021 35
La soluzione oscillatorio (“oscillazione forzata”)
x(t) = A cos(ft) da
eE 0
A 2
0   f 2

eE 0
x f (t )   cos(  f t )
quindi

m e 0   f
2 2

N.B. non essendoci un termine di dissipazione,
c’è una divergenza nella ampiezza di oscillazione e di
assorbimento di energia dal campo elettrico oscillatorio
quando f = 0 (il fenomeno della “risonanza”)

07/02/2021 36
In conclusione, se il campo elettrico varia nel tempo la
suscettività non è una costante ma è funzione di f della
frequenza del campo elettrico applicato

 2

 din
e ( f )  2 p

0   f 2

dove

  3 .18  10 m s   n
2
e n p è chiamata la

  3 2
2 3 “pulsazione del
plasma”; ed solo modo
p
 0me per citare
la densità numerica n

N.B. la suscettività presenta un comportamento


risonante quando f = 0

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In presenza di un campo elettrico un dielettrico si polarizza.
Immaginiamo di commutare periodicamente la direzione del campo elettrico. La direzione della polarizzazione commuterà pure in modo
da riallinearsi con il nuovo campo. Ma questo riallineamento non avviene istantaneamente: è necessario dunque del tempo per il
movimento di cariche (nel caso la polarizzazione venga dalla deformazione della nube elettronica o dello spostamento di ioni) e per fare
ruotare i dipoli permanenti di molecole polari (come quelli dell’acqua). Il tempo caratteristico per un dato meccanismo di polarizzazione
di riaggiustare la polarizzazione è chiamato tempo di rilassamento. Tempi di rilassamento tipiche sono  ~ 10-11 s. Se per un dato
meccanismo di polarizzazione il campo elettrico commuta ad una frequenza superiore a 1/ (~1011 Hz), la polarizzazione non riesce a
tenere il passo con la commutazione del campo. In generale una nuvola elettronica risponde velocemente ( piccolo) mentre la rotazione
di una molecola richiede molto più tempo ( grande).

In un campo elettrico alternato i meccanismi di polarizzazione elettronica ed ionica possono essere pensati come oscillatori lineari
smorzati forzati ad oscillare (come una massa attaccata ad una molla), e la dipendenza dalla frequenza è governata da fenomeni di
risonanza ; il meccanismo d’orientazione per rotazione di dipoli permanenti può essere pensate come oscillatore rotazionale smorzato
forzato ad oscillare rotazionalmente (come un pendolo a torsione).

I picchi nel grafico della costante dielettrica in funzione della frequenza di commutazione del campo elettrico corrispondono alle
frequenze di risonanza dei vari meccanismo (modi) di polarizzazione (elettronici, ionici e rotazionali). Una diminuzione marcata appare
a frequenze appena sopra a ciascuna frequenza di risonanza, un comportamento tipico in ogni sistema risonante forzato, che avviene
quando la risposta del sistema è fuori fase ed in ritardo con la forza commutante. A frequenze troppo elevate il sistema non tiene il
passo con il campo alternato, e il meccanismo di polarizzazione cessa di contribuire alla polarizzazione netta del dielettrico.
All'aumentare della frequenza , la polarizzazione del materiale diminuisce man mano che i diversi meccanismi di polarizzazione cessano
di contribuire.

a
Meccanismi attivi:
k   r  1  e b
a) elettronico
ionico,
rotazionale
c b) elettronico,
ionico
d c) elettronico
Sito con animazione
www.doitpoms.ac.uk/tlplib/dielectrics/variation.php d) Nessuna k = 1

07/02/2021 38
assorbimento risonante:
molecola diatomica N2
Azoto
vibrazioni Z=7
A = 14

M M
M = 141.6610-27kg

C’è assorbimento risonante (assorbimento di energia) per 0  1013 Hz


k
Modello: oscillatore armonico meccanico 0  2 0 
m
 k  4 2 m  02
Attenzione: la massa che andrebbe usata è m = M/2 (massa ridotta)
Comunque fare uso della massa M non cambia l’ordine di grandezza.
N N
k  45 .9  100 simile a quello di molle
ORDINARIE
m m
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Seconda parte

Magnetizzazione
della materia
(l’effetto di un campo magnetico su
un pezzo macroscopico di materia)

07/02/2021 40
Il moto orbitale di un elettrone attorno al nucleo di un atomo costituisce un
dipolo magnetico (orbitale)

Allo SPIN di un elettrone è associato un dipolo magnetico intrinseco

07/02/2021 41
Il momento di dipolo magnetico di un atomo è dato dalla
risultante dei momenti di dipolo orbitali e intrinseci di tutti gli elettroni
Che dipenderà dalla struttura dei gusci elettronici e del grado di
riempimento degli stessi; i.e. dalla simmetria o dalla orientazione relativa
delle orbite elettroniche e degli SPIN.

N.B. Molte molecole NON hanno simmetria sferica e hanno dunque un


momento di dipolo magnetico non nullo.

07/02/2021 42
Comunque sia, succede che,
a parte materiali FERROMAGNETICI (Fe, Ni, Co)
un pezzo macroscopico di materia, (grande,
contenente un’enormità di atomi e molecole)
NON avrà un momento di dipolo magnetico netto
per via della orientazione casuale dei dipoli e la
conseguente cancellazione media.

Per lo stesso motivo un pezzo di materia neutro NON avrà un momento di dipolo
elettrico netto. (eccezione: ELETTRETI che sono l’analogo di una calamita)

07/02/2021 43
SPERIMENTALMENTE: se un campione di materia non-ferromagnetico
è messo in un campo magnetico non-uniforme, come in Figura, allora
sentirà una forza che può essere repulsiva (Figura b) o attrattiva
(Figura c).

I materiali respinti (Fig. b) sono chiamati materiali DIAMAGNETICI


(il momento di dipolo magnetico del campione è opposto al campo
magnetico esterno).
I materiali attratti (Fig. c) sono chiamati materiali
PARAMAGNETICI (il momento di dipolo magnetico del campione è
parallelo al campo applicato).

07/02/2021 44
EVIDENTEMENTE quando
un pezzo di materia non-ferromagnetico infilato
all’interno di un solenoide acquista un
momento di dipolo netto, accade una di due cose:
1) il dipolo magnetico netto del corpo è
parallelo al campo applicato
2) il dipolo magnetico netto del corpo è
anti-parallelo al campo applicato

1. parallelo 2. anti-parallelo

quindi

07/02/2021 45
… e quindi se il pezzo magnetizzato è in un campo magnetico non-uniforme, per
esempio vicino all’apertura del solenoide (come in Figura), allora sentirà una
forza che può essere attrattiva o repulsiva asseconda di come è messo il
momento di dipolo magnetico.
In Figura A il pezzo magnetizzato è attratto; in Figura B è respinto.

Figura A:

F
N S N S

Figura B:
F
S N
N S

07/02/2021 46
07/02/2021 47
PARAMAGNETISMO DIAMAGNETISMO
momento dipolo parallelo momento dipolo anti-parallelo

N.B. Il campo risultante è N.B. Il campo risultante è


rinforzato lungo l’asse centrale, indebolito lungo l’asse centrale,
all’interno del campione, all’interno del campione,
mentre è indebolito ai lati mentre è rafforzato ai lati,
all’esterno del campione. all’esterno del campione.

07/02/2021 48
07/02/2021 49
DIAMAGNETISMO:

Alla base del diamagnetismo c’è la distorsione del moto orbitale degli elettroni per effetto di un
campo magnetico esterno.
Il moto orbitale di un elettrone è assimilabile ad una piccola spire di corrente che produce
campo magnetico (e dunque un momento di dipolo magnetico).
Quando un campo magnetico esterno viene applicato, la corrente nella spira atomica subisce
delle variazioni (la forza di Lorentz magnetica cambia la forza totale sull’elettrone e dunque
modifica il moto dell’elettrone) e dunque ci sarà una variazione del campo magnetico creato dal
moto orbitale. Per via della legge di Faraday-Lenz, la variazione del campo magnetico crea una
corrente indotta e quindi un campo magnetico indotto che si oppone al cambiamento che lo ha
generato; la spira di corrente atomica tende ad allinearsi in modo opposto al campo applicato.

I materiali in cui questo effetto è l'unica risposta magnetica sono chiamati diamagnetici. Tutti i
materiali sono intrinsecamente diamagnetici , ma se gli atomi hanno un proprio momento
magnetico netto (materiali paramagnetici) , o se vi sono interazioni a lungo raggio che riescono
a creare ordine tra i momenti magnetici atomici (materiali ferromagnetici), questi effetti sono
sempre dominanti. Il diamagnetismo è il comportamento magnetico residuo quando i materiali
non sono né paramagnetici né ferromagnetici.

50
Modello qualitativo del diamagnetismo
l’induzione di un dipolo indotto DISCORDE (anti-parallelo)
Consideriamo un elettrone che si muove in un orbita di raggio FISSO sotto l’azione di
una forza centripeta primaria Fc . Venga quindi messo in presenza di un campo magnetico (uscente
dalla pagina) esterno. Dunque alla forza centripeta primaria si aggiunge vettorialmente la forza di
Lorentz FL dovuto al campo magnetico:
DUE CASI
1) Corrente oraria
La forza centripeta risultante ha
I0 I modulo più grande

FL Fc  Fc  FL
- Fc - Fc R fisso     0  I  I 0
N.B. corrente indotta ORARIA quindi
campo indotta ENTRANTE

2) Corrente ant-oraria
La forza centripeta risultante ha
modulo più piccolo

FL Fc  Fc  FL
- Fc - Fc R fisso     0  I  I 0
I0 I
N.B. corrente indotta ORARIA quindi
campo indotto ENTRANTE
07/02/2021 51
PARAMAGNETISMO:

È dovuto all’effetto della orientazione di momenti di dipoli permanenti e dipende dalla


temperatura.

In tutti gli atomi ci sono sorgenti di campo magnetico e quindi contributi al dipolo
magnetico: lo SPIN degli elettroni e il loro moto orbitale.
Nella maggior parte dei materiali i momenti di dipolo magnetici degli elettroni (SPIN e
orbitale) si compensano, ma in materiali che sono classificati come paramagnetici, la
cancellazione è incompleta.

La risposta magnetica di una sostanza, il grado di magnetizzazione, è espressa in termini


della sua “magnetizzazione” M che è il momento di dipolo magnetico per unità di volume
M (si vedrà in dettaglio più avanti nelle schede successive).
Per campi magnetici non troppo elevati la magnetizzazione di una sostanza
paramagnetica è proporzionale al campo magnetico (“linearità”) e dipende dall’inverso
della temperatura 1/T (espressa in kelvin) secondo la legge di Curie:

52
FERROMAGNETISMO:

Avviene se vi sono interazioni a lungo raggio che riescono a creare correlazioni e ordine tra i momenti
magnetici atomici . L’ordine a lungo raggio crea domini, volumi all’interno dei quali i momenti di dipolo
degli atomi sono allineati.
Un campione di materiale ferromagnetico avrà momento di dipolo netto nullo se i dipoli dei vari domini
sono tutti orientati a caso.
Se poi il campione viene inserito in un campo esterno forte i momenti di dipolo nei vari domini
tenderanno ad allinearsi con il campo esterno e possono perfino fondersi a formare domini più grandi.
Rimosso il campo esterno magnetizzante, il campione ritiene il suo momento di dipolo dovuto ai domini
allineati.
L’agitazione termica distrugge le correlazioni a lungo raggio; se la temperatura è eccessiva sostanze
ferromagnetiche diventano paramagnetiche.
La temperatura alla quale il ferromagnetismo è distrurro e il campione diventa paramagnetico si chiama
la temperatura di Curie TC (per il Fe, TC = 1043 K, per il Ni, TC= 627 K)

53
Consideriamo un campione di materia di forma cilindrica
(di sezione A e lunghezza d) e applichiamo un campo
magnetico esterno uniforme .

N
S
Il campione si magnetizza, acquista dunque
un momento di dipolo magnetico che per simmetria sarà
orientato parallelamente all’asse del cilindretto.

Le correnti atomiche (correnti “amperiane”) che creano il


momento di dipolo del campione magnetizzato sono
orientate (mediamente) perpendicolarmente all’asse del
cilindro.

07/02/2021 54
correnti atomiche “amperiane”

N.B. Le correnti atomiche


(amperiane) di un campione
magnetizzato sono correnti
congelate; appartengono ad
IM atomi (molecole) specifici. Gli
elettroni in circolazione in
queste correnti, che danno
origine a momento di dipolo
netto del campione, non solo
liberi ma sono legati a
specifici atomi.

Le correnti atomiche (amperiane) interne del campione magnetizzato tendono


a cancellarsi tra di loro e quindi non c’è che corrente netta dentro il campione.
Ma la magnetizzazione indotta dal campo estreno da origine ad una
corrente IM, detta “corrente di magnetizzazione”, sulla SUPERIFICIE
esterna.
Dunque il campione magnetizzato si comporta come un SOLENOIDE.
07/02/2021 55
correnti atomiche “amperiane” e
correnti di conduzione

Un metallo ha pure
cariche di conduzione
(elettroni) che sono
veramente libere di

IM circolare per tutto il


metallo (un elettrone di
conduzione non appartiene
ad alcun atomo specifico
ma a tutto il campione).
DISTINGUIAMO dunque
le correnti amperiane IM
congelate dalle corrente
di conduzione libera Ilib.

07/02/2021 56
SOLENOIDI EQUVALENTI

PARAMAGNETE/FERROMAGNETE

N S
N

DIAMAGNETE

N N

S
07/02/2021 57
La “magnetizzazione” M di un pezzo macroscopico di materiale è definita come
il momento di dipolo magnetico per unità di volume.

Se m è il momento di dipolo magnetico indotto o permanente di ogni singolo


atomo o molecola e n è il numero di atomi o molecole per unità di volume
(densità numerica), allora
 
M  nm
 m  I  A  n   L3
S.I .
 M   I  L1  tot A / m

La “polarizzazione” M ha le dimensioni di
una corrente per unità di lunghezza!

07/02/2021 58
La magnetizzazione M (il momento di dipolo magnetico per unità di volume) del
campione omogeneo cilindrico sarà uniforme, parallelo al campo magnetico
magnetizzante e quindi lungo l’asse del cilindro.
La corrente di magnetizzazione (dovute alle correnti amperiane), che
trasforma il cilindretto in un solenoide, circola attorno all’asse del cilindro

 
M // B
PARAMAGNETE/FERROMAGNETE

N M

DIAMAGNETE

M

S

07/02/2021 59
Il volume del cilindro è Ad e il quindi
il modulo del momento di dipolo magnetico totale del cilindro è

M  ( A d )  (M  d )  A
Ricordiamo che corrente magnetizzante gira attorno all’asse del cilindro.

Ma un “momento di dipolo magnetico” = corrente  area


quindi
la corrente di magnetizzazione totale che circola attorno al cilindro è
 Il modulo della magnetizzazione è

IM  M  d  M  uguale alla corrente di magnetizzazione


per unità di lunghezza che circola sulla
superficie del cilindretto
S.I .
M   I  L
1
 tot A / m
un piano tangente
“La corrente di magnetizzazione per unità di 1m
alla superficie

corrente sulla superficie di un pezzo di materia


magnetizzata è perpendicolare a M ed è uguale al
modulo della parte di M che è parallela al piano
tangente dalla superficie nel punto in questione.”

07/02/2021 60
In generale la corrente di magnetizzazione per unità di lunghezza Î M che
circola sulla superficie di un pezzo di materiale magnetizzato è uguale al
modulo della componente di M che tangenziale alla superficie
   
I M  M  uT  M cos
corrente uscente

corrente entrante


uT 

M

07/02/2021 61
VARIAZIONE:

Supponiamo che il cilindro campione è inserito e riempia un SOLENDOIDE


con una densità di avvolgimenti n e percorso da corrente I

07/02/2021 62
La corrente I che circola nell’avvolgimento esterno del solenoide esterno
(corrente LIBERA!) produce un campo magnetico che magnetizza il cilindro
campione e quindi la corrente di magnetizzazione IM che circola sulla
superficie del campione.

Il sistema SOLENOIDE + CILINDRO equivale ad un


“solenoide equivalente” percorso da corrente per unità di lunghezza

I equival  nI  M
Il campo magnetico risultante creato dal solenoide equivalente è parallelo
all’asse del cilindro e ha modulo

Brisult  0  nI  M 
 B0  0nI 
07/02/2021 63
Brisult  0  nI  M 

1
nI  B risult  M
0
Questa relazione lega
• la corrente libera (in superficie),
• il campo magnetico risultante nel materiale
• la magnetizzazione del materiale

Ricordiamo che B e M sono paralleli o anti-paralleli e


introduciamo un nuovo campo vettoriale
 1  
H  B risult  M
S.I .
H   M   I  L
1
 tot A / m
0

07/02/2021 64
1
Nel nostro caso nI  B risult  M
0
quindi H  nI
curva chiusa C

 
 H  d r  HL   nI  L  I libero
C
07/02/2021 65
In presenza di materia magnetizzata si
può scrivere in generale
 

C
H  d r  I libero

Questa legge macroscopica va confrontata


con la legge fondamentale di Ampere
  N.B. questa


C
B  d r   0 I corrente I include
tutte le correnti,
libere e di
magnetizzazione

07/02/2021 66
 1  
H  Brisult  M
0

 
  
B risult   0 H  M
Per motivi storici si usa scrivere la magnetizzazione M
rapportandola al campo H (anziché a B)

  H   M   I  L
1
S.I .
 tot A / m
M  mH quindi m è adimensionale

m è la “suscettività magnetica” del materiale


07/02/2021 67
 
  
B risult   0 H  M 
 
  0 1   m  H   H
dove =0(1+m) = 0 r è la “permeabilità magnetica” del materiale

r=1+m è la “permeabilità relativa” (adimensionale) del materiale

  1   1  
I libero   H  dr   B  dr   B  dr
C C
  C

07/02/2021 68
Se il materiale è omogeneo ( costante)
  1   1  
I libero   H  dr   B  dr   B  dr
C C
  C

 
cioè

C
B  d r   I libero

In conclusione abbiamo sostituito 0 con =0(1+m) ma a


patto di sostituire I con Ilib

07/02/2021 69
 1  
H  B risult  M
0

       
 H  da    M  da
S S
  B  d a  0 

 S

07/02/2021 70
applicazioni
Nel vuoto In un mezzo magnetizzato

 0 I  I
B0  B 
2 r 2 r

07/02/2021 71
Per sostanze paramagnetiche e ferromagnetiche m > 0.
Per sostanze diamagnetiche m < 0

A temperatura ambiente:
m diamagneti m paramagneti
Idrogeno (1 amt) Ossigeno (1 atm)
-2.1 10-9 2.1 10-6
Azoto (1 atm) -5.0 10-9
Aluminio 2.3 10-5
sodio Tungsteno 6.810-5
-2.4 10-6
rame -1.0 10 -5
Titanio 7.1 10-5
diamante -2.2 10 -5
platino 3.0 10-4
GdCl3 2.8 10-3
N.B. Sia per sostanze diamagnetiche che paramagnetiche
m è molto piccolo

07/02/2021 72
Per molti materiali comuni (solidi e liquidi) paramagnetici e diamagnetici
a temperatura ambiente, i valori tipici della permeabilità magnetica
relativa r sono nell'intervallo 1.00001-1.003  1.

Il carattere magnetico debole di questi materiali comuni viene


sommariamente riconosciuto dicendo che "non sono magnetici “,
intendendo con ciò sottolineare il grandissimo contrasto con la risposta
magnetica di materiali ferromagnetici.

I valori di permeabilità magnetica relativa di materiali ferromagnetici


hanno valori MOLTO più grandi:

materiale r iniziale, massimo


Ferro 99.8% 150, 5103
Ferro 99.95% 1104, 2105
Cobalto 70, 250
Nickel 110, 600
78 Permalloy 8103, 1105
Superpermalloy 1105, 1106
07/02/2021 73
richiamo
PARAMAGNETISMO DIAMAGNETISMO
momento dipolo parallelo momento dipolo anti-parallelo

N.B. Il campo risultante è N.B. Il campo risultante è


rinforzato lungo l’asse centrale, indebolito lungo l’asse centrale,
all’interno del campione, all’interno del campione,
mentre è indebolito ai lati mentre è rafforzato ai lati,
all’esterno del campione. all’esterno del campione.

07/02/2021 Quindi … 74
riassunto

07/02/2021 75
riassunto
Per un solenoide vuoto con n avvolgimenti per unità di lunghezza e percorso da
corrente I
B0   0 nI   0  nI 
S.I .
 n   L1  tot m 1
d. S.I .
Si definisce H  nI  B0   0 H H   I  L
1
 tot A / m

In presenza di un pezzo di materia il campo B si modifica:


in un punto P il campo è la risultante vettoriale del campo applicato B0 e il
campo Bm creato dai momenti magnetici degli atomi della materia
  
B  B0  B m
La permeabilità magnetica relativa di un materiale è definita come
N.B. r è adimensionale e descrive il grado di
B d.B B magnetizzazione di un materiale per effetto
r    di un campo applicato (per esempio da un
B0  0 H  0 nI solenoide percorso da corrente libera I per
unità di lunghezza)
07/02/2021 76
riassunto
Per un solenoide
Per un solenoide in presenza di materia
vuoto
    
B0   0 H  B  B0  B m   0 H  B m

Il Bm creato dai momenti magnetici degli atomi della materia è legata alla
magnetizzazione M (il momento di dipolo magnetico per unità di volume)
   
Bm   0M dove M  nm
  
quindi B   0H   0M
 1  
H  BM
0
07/02/2021 77
riassunto
Come la permeabilità relativa r , la suscettività magnetica m è un modo
semplice per descrivere con un numero le proprietà magnetica di un materiale

B campo risultante M magnetizzazione


r  m 
B0 campo applicato
H campo magnetizzante

I due numeri puri (adimensionali) sono legati

   
     
B   0 H  M   0 H   m H   0 1   m  H

  r 1   m
I valori di m (come quelli di r) possono essere positivi o negativi.

07/02/2021 78
Un superconduttore è super-diamagnetico:
espelle completamente le linee di campo B
(effetto Meissner)

N.B. Il campo interno è completamente annullato


07/02/2021 79
Domanda: quanto vale la suscettività magnetica di un
materiale nello stato superconduttivo (T<Tc)?
M
m 
H
dove i campi M e H sono legati al campo B dalla relazione
  
B   0H   0M
Quando T < Tc un superconduttore espelle completamente il campo B che è
dunque nullo al suo interno
    
 0H   0M  0  M   H   m  1

Per contrasto lo stesso materiale diamagnetico ad alte temperature (T > T c,


quindi in uno stato non-superconduttivo) avrà suscettività magnetica dell’ordine
di 10-5

07/02/2021 80
Tc di vari materiali e anno di scoperta

07/02/2021 81
Equazioni di Maxwell fondamentali
(sempre vere)

     B
 E  E  
0 t

     E
 B  0   B  0 j  0 0
t

  
Equazioni di Maxwell nella materia D  0E  P
descrizione MACROSCOPICA
  1  
    B H  BM
  D   libere E   0
t
 I campi ausiliari P e M
     D rappresentano le risposte di
B  0   H  jlibere  grandi quantità di materia ai
t campi creati da grandi quantità
di sorgenti libere.
Sono campi MACROSCOPICI
07/02/2021 82
Glossario (un casino!)
 “densità di flusso magnetico”

“Densità di flusso”
B “vettore induzione magnetica”
“campo magnetico (wyss”)
(quelle di cui si fa la
divergenza)
 “densità di flusso elettrico”
D “vettore induzione elettrica”
“vettore spostamento elettrico” (wyss)

E “intensità di campo elettrico”
“campo elettrico” (wyss)
“intensità di campo”
 “intensità di campo magnetico”
H “campo magnetico”
”campo H (wyss)”

07/02/2021 83
complementi

07/02/2021 84
Onde piane in un dielettrico
(senza cariche libere e correnti libere
ed ignorando la magnetizzazione)

   pol   B
Equazioni di Maxwell   E  E  
0 t
 
    P E
B  0   B  0  0 0
t t
   
      
Facendo uso del teorema di analisi vettoriale     E     E   E
2

 
e ricordando  pol    P
Dalle equazioni di Maxwell si ottiene
 
 1  E

1  P

2 2
1   
 E 2
2
   P 
c t 2
0  0c 2 t 2

07/02/2021 Quindi … 85
Quindi…
… prendiamo un dielettrico omogeneo ed isotropo e LINEARE
quindi per la quale  
P   e 0 E “lineare” = proporzionale ed E

e consideriamo un’onda elettrica piana trasversa che si propaga lungo l’asse z


 
E  E 0 exp  i  kz   t  
  
dunque con E  uz  E  ( E x , E y ,0 )

  
Possiamo scegliere gli assi XY in modo che E // u x cioè E  ( E x ,0,0)

E  E 0 exp  i  kz   t  u x

In definitiva stiamo considerando

07/02/2021 Quindi … 86
 
Quindi… P // u x
  Px
P  0
t
In conclusione
 
 1  E
 
1  P
2 2
1   
 E 2
2
   P 
c t 2
0  0c 2 t 2

 
 1  E 2
1  P 2
 E 2
2

c t 2
 0c 2 t 2

07/02/2021 Quindi … 87

Per ipotesi il dielettrico è lineare quindi P varia come varia E


E  E 0 exp  i  kz   t   u x  0 u y  0 u z
  
Per

abbiamo

2Ex
  k 2
E 0 exp  i  kz   t     k 2
Ex
t 2

2Ex
   2
Ex
t 2

inoltre

 2 Px
   2
Px
t 2

07/02/2021 Quindi … 88
Quindi…
Px   e 0 E x
l’onda piana deve soddisfare l’equazione

 2
 2
 2
e
 k Ex  2 Ex  
2
Px   Ex
k  0c 2
c 2

In definitiva deve essere

 2
 2
e  2
k  2 
2
k 2  2 1   e 
k c2 k
Come abbiamo già visto, e dipende dalla pulsazione (frequenza) e si
usa scrivere
2 2
c k
  2

1  e
07/02/2021 89

Nel VUOTO si avrebbe

 c k
2 2 2

e quindi nel vuoto tutte le onde piane hanno la stessa velocità di fase:
Le diverse onde piane che
 costituiscono un pacchetto (Fourier)
v fase     c hanno la medesima velocità e non si
k disperdono e il pacchetto non cambia
forma nel tempo.
In un dielettrico invece
2 2
c k
  2 “Legge di dispersione” non è
semplice: diverse onde si
1   e ( ) disperdono

e la velocità di fase non è affatto costante ma varia.

07/02/2021 90